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Maggio 2008 Archives

BUITONI.PRESENTATA MOZIONE DI SOSTEGNO

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CRISI BUITONI. I CAPIGRUPPO DELLE FORZE DI MAGGIORANZA PRESENTANO MOZIONE DI SOSTEGNO IN CONSIGLIO REGIONALE
Dottorini: "Importante che tutti i livelli istituzionali si mobilitino per garantire un futuro alla produzione e per tutelare i livelli occupazionali"


"E' importante che tutti i livelli istituzionali si mobilitino per cercare una soluzione al problema occupazionale legato alla cessione dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro da parte di Nestlé. Si tratta di una vicenda che non interessa solo la Toscana o l'Altotevere, ma l'intero territorio regionale che aspetta risposte chiare sia riguardo alla tutela dei livelli occupazionali che alla possibilità di garantire un futuro alla produzione in un settore produttivo in evidente crisi. Non dobbiamo mai dimenticare che la possibile cessione dello stabilimento di Sansepolcro mette a rischio il futuro di circa 500 lavoratori umbri coinvolti sia direttamente negli organici aziendali, che indirettamente, tramite società cooperative esterne". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia la presentazione di una mozione unitaria sottoscritta dai capigruppo di tutte le forze di maggioranza in Consiglio regionale. Oltre al primo firmatario Dottorini, la mozione è stata sottoscritta da Gianluca Rossi (Pd), Stefano Vinti (Prc), Roberto Carpinelli (Pdci) e Ada Girolamini (Sdi).
Dopo aver premesso che "resta sempre attuale la necessità di definire strumenti legislativi europei, nazionali e regionali che regolino rapporti chiari e concreti fra multinazionali e territori, finalizzati all'utilità sociale" e che "tra i criteri di valutazione delle diverse offerte dovrebbe essere prioritaria la qualità del piano industriale e le prospettive occupazionali", la mozione presentata prevede che il Consiglio regionale impegni la giunta affinché prosegua nell'impegno già dimostrato, valutando la "possibilità di creare un tavolo unitario tra tutti i soggetti direttamente interessati alla vicenda, forze sociali, sindacali, imprenditoriali e istituzionali, al fine di gestire con la massima trasparenza le fasi di cessione dello stabilimento, con l'obiettivo primario di tutelare i livelli occupazionali esistenti". Dottorini, Rossi, Vinti, Carpinelli e Girolamini chiedono inoltre che la Giunta "valuti, congiuntamente con la Regione Toscana, ogni ipotesi di rilancio dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro, avvalendosi anche dei contributi economici messi a disposizione della filiera agroalimentare di entrambe le regioni" e che "la Regione Umbria chieda con forza ulteriori, chiare e precise garanzie a Nestlé Italia, creando le condizioni per una vendita che garantisca continuità con le realtà imprenditoriali umbro-toscane".

Perugia, 27 maggio 2008

- Scarica la mozione (Pdf)
RIFIUTI. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): CITTA' DI CASTELLO FANALINO DI CODA DELLA PROVINCIA PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
"Necessario un serio programma di riduzione, riuso e raccolta differenziata. E' finito il tempo dei cassonetti per le strade e del conferimento indiscriminato in discarica"


"Non fa piacere vedere Città di Castello condividere con Orvieto il dato della più bassa percentuale di raccolta differenziata tra le medie città dell'Umbria. Anni di politiche poco accorte e la mancanza di qualsiasi strategia di gestione ci consegnano un primato poco invidiabile, con una discarica esaurita anzi tempo e con un pesante danno economico e ambientale per l'intero territorio. Per questo è necessario mettere a punto un serio programma di riduzione, riuso e raccolta differenziata 'porta a porta', come avviene ormai in tutte le realtà correttamente amministrate. Sarebbe imperdonabile aspettare l'emergenza prima di agire concretamente e in modo moderno". Con queste parole il consigliere regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta i dati ufficiali sulla raccolta differenziata relativi all'anno 2006 pubblicati recentemente sul Bollettino ufficiale della Regione Umbria.Riciclaggio
"Il fatto che - spiega Dottorini - tra i comuni al di sopra dei 15mila abitanti Città di Castello, con il suo 18,1 per cento di raccolta differenziata, sia il comune della provincia di Perugia a più alta inadempienza rispetto alla normativa nazionale e al Piano regionale dei rifiuti è molto significativo. In Umbria solo Orvieto (14,5 per cento) riesce a fare di peggio. Tutto questo a fronte dei risultati rispettabili ottenuti da molti comuni dello stesso Ato.
Umbertide raggiunge il 37,2 per cento di differenziata, Gubbio il 36,6 per cento, San Giustino il 27,3 per cento. La stessa cosa avviene per altre realtà della provincia, come Assisi (40,6), Perugia (35,7), Todi (30), Terni (29,9), Narni (29,9), Spoleto (24,8), Foligno (23,3). Un raffronto desolante per Città di Castello, soprattutto se rapportato a modalità di gestione superate e non rispondenti ai più elementari criteri ambientali. Questo dato diventa ancora più preoccupante se si considera che anche la recente mozione approvata dal Consiglio regionale dell'Umbria fissa nel 60 per cento la quantità di differenziata da raggiungere entro il 2011. Si tratta di obiettivi ambiziosi per tutti, ma in particolare per il nostro comune, visti i risultati relativi al 2006. Per questo, oltre alle lodevoli iniziative di Capitan Eco e delle isole ecologiche, è necessario mettere a punto da subito, senza perdere altro tempo prezioso, un piano che consenta una raccolta differenziata decorosa, svolta con il "porta a porta" e in base al principio "chi meno inquina meno paga". Il sistema dei cassonetti distribuiti per le strade e del conferimento indiscriminato in discarica - conclude il presidente regionale dei Verdi - ha fatto il suo tempo e nessuno può pensare di proseguire su questa strada che già tanti danni ha portato al territorio, a iniziare dal prematuro esaurimento della discarica di Belladanza. Purtroppo i cittadini sono lasciati soli a gestire la proria raccolta differenziata ed è ammirevole l'alto senso civico che porta molte famiglie a separare i rifiuti senza supporti informativi e purtroppo senza avere informazioni sulla quantità della loro raccolta differenziata che, invece di prendere la strada delle aziende di riciclo, finisce in discarica assieme all'indifferenziato".

Perugia, 21 maggio 2008

- Scarica i dati della raccolta differenziata (PDF, 400kb)

NUCLEARE.SCELTA IDEOLOGICA E PERDENTE

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NUCLEARE. DOTTORINI (VERDI): SCELTA IDEOLOGICA E PERDENTE. SE NECESSARIO, NUOVO REFERENDUM
"Importanti paesi europei hanno già programmato la propria uscita dal nucleare per puntare su energie rinnovabili e pulite. Opposizione balbettante e contraddittoria"


"Adesso inizia a essere chiaro cosa significherà nei prossimi anni non poter contare su una forza ecologista nel Parlamento italiano. Quella del nucleare è una scelta ideologica e perdente, che non produrrà risultati se non quello di bloccare i percorsi di modernizzazione del paese avviati con i provvedimenti in favore delle energie rinnovabili. NucleareQuella annunciata dal governo è una scelta sbagliata perché antieconomica, vecchia e pericolosa dal momento che l'atomo da fissione non ha risolto i gravi problemi generati dagli elevatissimi costi e dallo smaltimento delle scorie radioattive. Tutti elementi che hanno già portato importanti paesi europei come Germania, Svezia ed Olanda a programmare la propria uscita dal nucleare per puntare con forza su energie pulite, rinnovabili e sicure". Il presidente regionale dei Verdi Oliviero Dottorini commenta con queste parole la volontà del governo italiano, espressa dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola all'assemblea di Confindustria, di realizzare un gruppo di centrali nucleari in Italia.
"E' un lavoro che parte da lontano quello che la destra italiana e alcuni grandi gruppi economici vorrebbero portare a compimento, a vent'anni esatti dallo storico referendum con cui gli italiani dettero un'indicazione chiara e lungimirante. A quella scelta purtroppo - aggiunge il consigliere regionale dei Verdi e civici - sono seguite politiche miopi, fortemente condizionate da interessi economici non sempre trasparenti, che hanno legato le sorti energetiche dell'Italia al carbone e al petrolio, non consentendo lo sviluppo di una filiera energetica pulita e rinnovabile. Fa tristezza oggi constatare la balbettante e contraddittoria opposizione delle forze parlamentari di minoranza, che si dividono tra chi dice "parliamone" e chi assicura che il nucleare non ha controindicazioni. Nei prossimi mesi dovremo lavorare per affermare la necessità di dare ulteriore impulso alle politiche già efficacemente avviate dal precedente governo riguardo a solare, fotovoltaico, eolico, idrico e biomasse. Se il governo Berlusconi confermerà la volontà di coinvolgere il Paese nella folle avventura del nucleare, per i Verdi e le forze ecologiste e civiche non resterà che la strada di un nuovo referendum popolare. Idrogeno e rinnovabili sono la sfida del futuro".

Perugia, 23 maggio 2008
COMMERCIO EQUO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): FINALMENTE ASSEGNATI I CONTRIBUTI PER I PROGETTI NELLE SCUOLE E APPROVATO IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA REGIONALE
"Con la delibera della Giunta diventa realmente operativa la legge promossa e voluta dai Verdi e civici"


"Finalmente sono ora disponibili le risorse per portare un aiuto fattivo ed efficace a tutte quelle organizzazioni, animate prevalentemente dal contributo di volontari, che si impegnano tutti i giorni per sostenere le comunità dei piccoli produttori svantaggiati del Sud del mondo". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente regionale dei Verdi e civici, commenta la delibera della Giunta regionale con la quale viene approvata la graduatoria e assegnati i contributi ai progetti presentati dalle botteghe umbre mirati alla realizzazione di interventi educativi nelle scuole della regione.Commercio equo e solidale
"Le organizzazioni di commercio equo dell'Umbria - spiega l'esponente del Sole che ride - si sono impegnate al massimo, durante questi ultimi mesi, per realizzare le attività educative e didattiche previste nei progetti. Sono infatti circa 120 le classi coinvolte su tutto il territorio regionale. Ciò significa che circa 2500-3000 ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere e fare esperienza di un punto di vista alternativo che spesso non viene raccontato a sufficienza. La definitiva assegnazione dei contributi, quindi, rappresenta il giusto riconoscimento del lavoro svolto".
La delibera della Giunta prevede anche l'approvazione del programma della giornata regionale del commercio equo che si svolgerà a Perugia dal 13 al 15 giugno, con una anteprima il 6 giugno, proprio dedicata all'attività nelle scuole, e due appendici in settembre.
" La giornata regionale, inoltre, sarà l'occasione per per informare e sensibilizzare la comunità umbra sui temi relativi al commercio equo e solidale. Grazie alla delibera della Giunta - aggiunge il Presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - che rende finalmente operativa la legge che come Verdi e civici abbiamo promosso e sostenuto, possono essere attivati quindi gli strumenti efficaci previsti per sostenere la diffusione tra i cittadini umbri di questo particolare modello commerciale e di cooperazione Nord-Sud, contribuendo così ad aumentare sensibilmente il grado di consapevolezza dei consumatori e favorendo una sempre maggiore attitudine della popolazione ad uno stile di consumo critico e responsabile".

Perugia, 22 maggio 2008

SODDISFAZIONE PER SENTENZA SU RIO FERGIA

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AMBIENTE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): SODDISFAZIONE PER SENTENZA SU RIO FERGIA, GIUSTA BATTAGLIA IN DIFESA DI BENI COMUNI E POPOLAZIONI LOCALI
"Grande gesto di distensione se istituzioni coinvolte rinunciano a ricorrere in appello. Necessario ricreare clima di serenità e confronto"


"Per chi come noi da sempre ha condotto una battaglia di principio in difesa dei beni comuni e dei diritti delle popolazioni locali, la sentenza del Tar non può che essere accolta con soddisfazione, anche perché dimostra che non erano campate in aria le osservazioni che portavamo a una scelta quanto meno azzardata. Adesso occorre una seria riflessione, accompagnata da grande senso di responsabilità, per trovare una soluzione equilibrata.Rio Fergia Occorrerà leggere con attenzione le complesse ed esaurienti motivazioni della sentenza, valutando in modo ponderato le indicazioni e le affermazioni di principio che essa contiene". Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta con queste parole la notizia delle sentenze del Tar riguardo ai prelievi nell'area del Rio Fergia, aggiungendo che "sarebbe un grande gesto di distensione e responsabilità se le istituzioni direttamente coinvolte rinunciassero a ricorrere in appello".
"L'acqua - aggiunge l'esponente del Sole che ride - è un bene comune che non può essere comprata, venduta o scambiata al pari di altre merci. Per il fatto di essere un bene primario e solidale, deve essere governata rispettandola come patrimonio della comunità. A una prima lettura la sentenza sembra porre dei principi che andranno tenuti presenti anche in sede di nuova legislazione sulle acque minerali. Per esempio va tenuto in considerazione il fatto che il piano di investimento deve avere una funzione di reintegro effettivo dell'impoverimento che il prelievo della risorsa idrica a fini commerciali fa subire alle comunità locali. In ogni caso l'acqua, anche se minerale, è risorsa il cui prelievo sottostà al piano di tutela delle acque, con la conseguenza che, pur ammessa la compatibilità del prelievo rispetto alla consistenza degli acquiferi e delle sorgenti, va in ogni caso valutata l'incidenza del prelievo sull'ecosistema fluviale che il tribunale con la sentenza conferma svolgere nell'assetto territoriale dell'Umbria la fondamentale funzione di "corridoio ecologico". La soddisfazione del comitato, degli ambientalisti e di chi ha sostenuto le ragioni della popolazione del Rio Fergia è comprensibile, compito della politica e delle istituzioni oggi è di ricreare un clima di serenità e confronto".

Perugia, 22 maggio 2008
PSICHIATRIA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): PREOCCUPANTE LA CARENZA DI FONDI E PERSONALE NEI SERVIZI REGIONALI
Interrogazione alla Giunta: "l'assessore ci dica come intende far fronte ad una situazione che obbliga a lasciare a casa pazienti con disturbi mentali"


"Le istituzioni diano una risposta. Il grido di allarme che giunge dagli operatori della psichiatria regionale deve farci riflettere e farci assumere adeguate misure di risposta. L'Umbria ha rappresentato per molti anni un modello di funzionamento dei servizi psichiatrici che ha fatto scuola in Italia e in Europa anticipando gli stessi principi innovatori della legge Basaglia. Sarebbe paradossale dover celebrare il trentennale della legge Basaglia, approvata proprio il 13 maggio del 1978, raccogliendo le macerie di un sistema che non regge più". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione all'assessore alla Sanità Maurizio Rosi riguardo alle carenze di fondi e di organico nei servizi psichiatrici regionali. Proprio oggi, tra l'altro, si celebra il trentennale della storica approvazione della legge Basaglia.
"Sono sicuro - aggiunge il Presidente dei Verdi - che dall'assessore giungeranno risposte in tempi brevi. Molti soggetti competenti, quali il Forum sulla salute mentale, nonché importanti e stimati professionisti del settore denunciano che i centri di salute mentale e i servizi psichiatrici di diagnosi e cura presso gli ospedali generali della regione lavorano al di sotto degli standard di legge e con un numero di posti letto che è il più basso in Italia in rapporto alla popolazione. Viene segnalata una preoccupante carenza di risorse umane sia nei centri che nella rete territoriale dei servizi, che rappresenta il reale baricentro del sistema di salute mentale. Addirittura pare non venga garantito il turn-over del personale infermieristico e medico. Solo per portare un esempio, il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura di Perugia, meglio noto come "Repartino", dispone di appena 24 posti, effettua circa 500 ricoveri l'anno e circa 100 in day hospital: oggi può contare su un numero di medici, infermieri e operatori socio-sanitari pari alla metà di quanto offerto dal servizio medio nazionale. E' una situazione che non può reggere a lungo e che rischia di avere ripercussioni sulla tenuta del sistema, soprattutto tenendo conto del forte aumento dei disturbi psichici e dell'affievolirsi delle risposte dei servizi territoriali".
"Pertanto, - conclude Dottorini - chiediamo all'assessore competente di conoscere le strategie e gli interventi che la Giunta intende attuare al fine di porre rimedio alla situazione di carenza di risorse economiche e umane in forza nelle strutture operanti nella regione e di garantire servizi psichiatrici adeguati in grado di rispondere alle sempre crescenti esigenze dei pazienti che hanno disturbi mentali. Occorre dare continuità organizzativa e garantire un raccordo tra tutti i servizi così da salvaguardare quel modello dipartimentale che è stato il fiore all'occhiello della psichiatria umbra per tanti anni".

- Scarica l'interrogazione [PDF]

Perugia, 13 maggio 2008
MORIA API. LIVIANTONI RISPONDE A INTERROGAZIONE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): BENE L'IMPEGNO DELL'ASSESSORE, ADESSO PIANO DI AZIONE
"Spopolamento da attribuire alla diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici. Necessario attivarsi per la sospensione dei preparati contenenti neonicotinoidi"


"Le risposte dell'assessore Liviantoni dimostrano un'attenzione che apprezziamo. Il fenomeno della moria delle Api in Umbria deve essere monitorato con la massima attenzione. L'ape è un importante bioindicatore e l'apicoltura è per la nostra regione uno dei punti saldi dell'agricoltura di qualità, invidiata non solo nel territorio nazionale, ma anche nel resto del mondo. Pertanto è necessario predisporre un piano per l'emergenza api partendo dalla conoscenza del patrimonio apistico, dal monitoraggio delle morie invernali e primaverili, dal promuovere buone pratiche apistiche e colturali, dall'attività di ricerca adeguatamente finanziata e instaurando collaborazioni tra istituzioni e comparto apistico. Sull'alto tasso di mortalità pesano i cambiamenti climatici, la disponibilità e la qualità del pascolo, dell'acqua e l'insalubrità del territorio, ma la drastica diminuzione della specie va con tutta probabilità attribuita alla diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici. Pertanto è necessario attivarsi per l'immediata sospensione dei preparati contenenti neonicotinoidi in agricoltura, come ad esempio il Gaucho della Bayer, e predisporre rapidamente tutte le procedure per rivedere l'autorizzazione dei principi, magari per giungere a una moratoria di certe sostanze nel corso della prossima campagna di semina della primavera 2009". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta la risposta all'interrogazione rivolta all'assessore alle Politiche agricole Carlo Liviantoni per conoscere i dati di questo fenomeno e attivare tutte le azioni finalizzate al contenimento e alla prevenzione.Ape
"Nella sua risposta l'Assessore ci ha confermato che ancora in Umbria è difficile fare un bilancio sullo stato degli alveari, infatti non sono tutt'ora presenti dati significativi sullo spopolamento delle Api - ha detto Oliviero Dottorini - La Ragione sta predisponendo, insieme con l'Istituto nazionale di apicoltura di Bologna, un questionario rivolto a tutti gli apicoltori regionali interessati da fenomeni di spopolamento con l'intento di quantificare in tempi brevi l'entità del problema nel nostro territorio".
"Siamo fiduciosi nell'operato dell'assessore - ha spegato il presidente del Sole che ride -, perché lui come noi ritiene che l'apicoltura rappresenti un'attività produttiva sostenibile e una concreta salvaguardia della biodiversità, insostituibile in agricoltura per la positiva ricaduta economica sul settore. In Umbria ci sono oltre 33mila alveari gestiti da 1633 apicoltori stanziali, soprattutto hobbistici e semiprofessionali, con una particolare vocazione territoriale lungo tutta la dorsale appenninica e nel comprensorio del Trasimeno. Due società cooperative apistiche riuniscono circa 260 soci che gestiscono complessivamente circa 8mila alveari. Fenomeni come la varroasi, la peste americana e la nosemiasi hanno destabilizzato i corpi alveari e fattori come l'inquinamento hanno seriamente compromesso intere colonie, mettendo a rischio l'equilibrio ambientale. Le api, infatti, sono le principali artefici dell'impollinazione di molte specie di piante e, se questa tendenza dovesse confermarsi, a rischio sarebbero gran parte delle produzioni agricole".

Perugia, 10 maggio 2008

FRONTEGGIARE SUBITO LE DISCARICHE ABUSIVE

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AMIANTO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): FRONTEGGIARE SUBITO LO SCEMPIO AMBIENTALE DELLE DISCARICHE ABUSIVE
"Interrogazione alla Giunta: opportuno garantire la salute dei cittadini dai rischi legati allo smaltimento dell'amianto"


"L'amianto rappresenta un rischio per la salute di tutti, eppure dobbiamo ancora una volta registrare la scoperta di inaccettabili discariche abusive, come quella rinvenuta lungo le sponde del Ventia, in una delle zone di maggior pregio della campagna perugina, nella piana che collega Ponte Felcino e Ponte Pattoli". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici e Presidente della commissione Bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, ha annunciato l'interrogazione presentata dal Sole che ride alla Giunta sul fenomeno delle discariche abusive di amianto nel territorio regionale.
"In questo caso - continua il Presidente regionale dei Verdi - lo scempio è particolarmente grave in quanto l'inquinamento del torrente Ventia e delle sue ramificazioni insinua sia le coltivazioni circostanti che il fiume Tevere. Si tratta dell'ultimo di una lunga serie di casi di smaltimento non corretto di materiali contenenti amianto a più riprese segnalati sia dagli organi di stampa che dalle associazioni ambientaliste, che fa pensare che questo fenomeno sia tuttora fuori controllo. Questo nonostante siano ormai noti a tutti da molto tempo i danni che questa sostanza arreca alla salute umana. Ricordiamo, infatti, che le fibre di amianto sono altamente cancerogene e che basta inalare una sola scoria, centinaia di volte più sottile di un capello, per consentire l'insorgere di gravissime patologie".
"Con l'interrogazione che abbiamo presentato - spiega Dottorini - chiediamo alla Giunta se sia a conoscenza delle reali dimensioni del fenomeno dello smaltimento abusivo di amianto nel territorio regionale e se non ritenga necessario prevedere una seria azione di monitoraggio al fine di individuare le zone a rischio di inquinamento e pericolose per la salute dei cittadini. Vorremmo capire inoltre quali siano gli interventi che la Giunta intende mettere in campo per affrontare il problema dello scempio ambientale delle discariche abusive di amianto. La rimozione e lo smaltimento di materiali contenenti amianto - conclude l'esponente del Sole che ride - sono regolati da rigorose disposizioni legislative e richiedono procedure particolari e anche molto costose, proprio a causa della elevata pericolosità di questo materiale, e crediamo che sia compito della Regione fare di tutto perché vengano rispettate tali norme poste a tutela della salute dei cittadini".

Perugia, 8 maggio 2008
E45. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): "SI' ALLA MESSA IN SICUREZZA E ALL'AMMODERNAMENTO, NO ALL'AUTOSTRADA"
"Non l'abbiamo votata allora, non la votiamo oggi: per noi rimane un'ipotesi sciagurata, priva di copertura e dannosa per il paesaggio e per l'economia"



"Non l'abbiamo votata allora e non la voteremo di certo adesso. Nonostante la nostra posizione rimanga minoritaria, almeno all'interno dei palazzi della politica, il progetto di trasformazione in autostrada della E45 resta per noi un'ipotesi sciagurata, priva di copertura economica e dannosa per il paesaggio, l'ambiente e l'economia locale. Chiediamo invece con forza un piano di manutenzione, sia attraverso modalità ordinarie che straordinarie, per garantire il decoro alla nostra regione e la più completa sicurezza ai cittadini. Quell'arteria è ridotta ormai a una colabrodo". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini spiega il voto contrario alle mozioni che prevedevano la trasformazione in autostrada della E45.
"La retorica delle grandi opere ha già fatto abbastanza danni al nostro paese e alla nostra regione, basti guardare le condizioni pietose in cui versa la E45 e lo stato delle troppe incompiute della nostra regione, dalla E78 alla Perugia-Ancona - continua l'esponente del Sole che ride -. Governi si sono succeduti con promesse roboanti, ma la verità è che, a oggi, nessuno ha messo in cantiere una vera opera di manutenzione e adeguamento, cosa possibile senza scomodare Bonsignore e Caltagirone. Per noi restano valide le parole della presidente Lorenzetti che, pur non avendo mai messo in discussione gli accordi di programma con il governo, nella relazione annuale sull'attuazione del programma ha parlato di riqualificazione e messa in sicurezza della E45 come prioritari per intervenire sulla E45. L'Umbria non ha bisogno di una camionabile che devasterebbe il territorio senza vantaggi per le nostre prospettive di rilancio economico. Un'opera che, è bene ricordarlo, costerebbe 12 miliardi di euro, raddoppiando il traffico leggero e pesante sulla nostra regione, creando cave e cantieri, e portando la larghezza media dell'arteria dagli attuali 13 metri a 25 metri".
"I Verdi e civici sostengono da sempre che l'Umbria deve puntare su uno sviluppo duraturo, sostenibile, non imitabile - aggiunge Dottorini -. E' inevitabile, allora, salvaguardare l'unica vera materia prima che abbiamo a disposizione: quella che ormai i documenti regionali e tutte le forze di centrosinistra individuano come 'risorsa Umbria', un insieme di cultura, innovazione, storia, paesaggio, turismo, produzioni di qualità in grado di collocare su basi solide e non ipotetiche la ripresa economica. La verità è che il rifugiarsi sulla retorica delle grandi opere è a nostro avviso un errore che l'Umbria potrebbe pagare caro, con una perdita della presa sui processi di cambiamento già in corso. L'idea che cemetro, catrame e traffico possano costituire il volano per lo sviluppo risponde a uno schema vecchio e superato".

Perugia, 6 maggio 2008
 

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