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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Novembre 2008 Archives

TABACCO/ALTOTEVERE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): LA VERA SFIDA SI CHIAMA RICONVERSIONE. QUALCUNO HA VENDUTO TROPPE ILLUSIONI AGLI OPERATORI
"Necessario l'impegno delle istituzioni per attenuare l'impatto della scure di Bruxelles su redditi e occupazione, ma anche per valorizzare chi fa innovazione"


"La verità è che già troppo tempo e risorse si sono perse prima di attivare serie strategie di riconversione, preferendo dare false rassicurazioni agli operatori di un settore che da anni tutti sapevano essere uscito dalle prospettive di investimento comunitario". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta gli esiti deludenti della trattativa sulla revisione della Politica agricola comune (Pac) che ha visto il pacchetto di proposte italiano accolto in tutte le sue parti, fuorché sul tabacco.
"La trattativa deludente e spocchiosa condotta dal ministro Zaia a Bruxelles - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - consegna alla filiera del tabacco la prospettiva di una crisi annunciata da anni, ponendo la politica e le istituzioni di fronte all'urgenza di una strategia di riconversione che paga lo scotto di gravi ritardi. Al di là delle roboanti promesse e delle esaltanti rassicurazioni di alcune parti politiche, purtroppo non solo di destra, dobbiamo constatare che la filiera del tabacco esce dalla trattativa di Bruxelles con un pugno di mosche e questo pone a tutti la necessità di politiche responsabili e lungimiranti".
"Da anni sosteniamo che la vera sfida si chiama riconversione - spiega Dottorini -. Pertanto occorre valorizzare quelle esperienze e quelle realtà imprenditoriali che con lungimiranza hanno affrontato la sfida del cambiamento e della qualità, pur tra mille ostacoli e sapendo che almeno per ora non esistono alternative altrettanto vantaggiose dal punto di vista economico rispetto a quella del tabacco che negli anni ha potuto godere di grandi sovvenzioni comunitarie. Anche la filiera del tabacco dovrà puntare sulla qualità e su un valore aggiunto presente oggi solo in poche realtà. E non fa il bene degli stessi produttori tabacchicoli chi continua a prenderli in giro con promesse che possono al massimo prolungare di qualche anno un sistema di aiuti destinato a esaurirsi, almeno nelle forme che abbiamo conosciuto. Oggi è necessario l'impegno straordinario delle istituzioni per tentare di rendere meno pesante l'impatto della scure di Bruxelles sui redditi e sulle prospettive occupazionali di centinaia di imprese, ma occorre anche dire basta alle speculazioni di una politica che per esclusivi motivi propagandistici ha promesso miracoli illudendo gli operatori del settore e impedendo vere strategie di riconversione".
"La migliore risposta alla propaganda del governo e del ministro delle Politiche agricole Luca Zaia - conclude il presidente regionale dei Verdi - sta nel dare sostegno a tutte quelle esperienze innovative in campo agricolo e meccanico che tentano la progressiva riconversione a colture più compatibili con l'ambiente e con le prospettive economiche della nostra regione. Non è possibile ancora trascurare quella parte di mondo agricolo, fatto di aziende piccole e medie, che ha puntato sulla qualità, su produzioni biologiche e tipiche, sulle agroenergie, su colture meno impattanti, sui territori, sull'ambiente e sulla salute umana".

Perugia, 27 novembre 2008
CONSIGLIO REGIONALE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): BRUTTO PASSO FALSO, GRAVISSIMO SE MARTEDI' GLI ACQUISTI VERDI NON DIVENTANO LEGGE

"Ho motivo di pensare che le gravi assenze di ieri nelle file della maggioranza non siano collegate ai contenuti di un provvedimento importante come quello degli acquisti ecologici nella pubblica amministrazione. Non voglio pensare infatti che per qualcuno la cultura riformista possa andare a intermittenza e che, a prescindere dai contenuti, sia valida solo quando ha il marchio giusto. Riterrei gravissimo pertanto se martedì prossimo la coalizione di centrosinistra non approvasse quel provvedimento, dando ragione a una destra senza scrupoli che in commissione si era astenuta non trovando validi argomenti di contrarietà in proposito".
E' il commento del capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini sull'esito della seduta del Consiglio regionale di ieri che ha visto l'impossibilità di passare all'approvazione del provvedimento che lo vede proponente e relatore. "Spero si sia trattato solo di un brutto passo falso - aggiunge Dottorini -, anche se quell'episodio si aggiunge all'incomprensibile lentezza con cui procedono altri importanti provvedimenti di iniziativa consiliare. Pertanto ritengo che la questione vada chiarita".

Perugia, 26 novembre 2008
CAVE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): BENE LA LETTERA DI BOTTINI PER TAVOLO INTERREGIONALE E GRUPPO DI PILOTAGGIO SU ALTOPIANO ALFINA
"Un primo passo dopo la nostra interrogazione. Ma rimane centrale la necessità di evitare lo scempio di un mega ampliamento da 50 ettari"


"Siamo soddisfatti della proposta fatta dall'assessore Bottini di convocare un tavolo interregionale per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile dell'altopiano dell'Alfina, oramai da troppo tempo oggetto di attenzioni da parte dei signori delle cave. Non possiamo continuare a pensare e ad agire come singola regione quando sono in pericolo risorse naturali e idriche di valenza extraregionale che interessano le vicine popolazioni laziali". Il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini commenta positivamente la notizia della richiesta da parte della regione Umbria di un tavolo interregionale che assieme alla regione Lazio elabori le strategie di salvaguardia per un territorio che già troppi danni ha subito da decenni di scavi industriali per estrarre basalto per produzioni non locali.
"Consideriamo l'apertura dell'assessore Bottini come un importante primo passo dopo la nostra interrogazione in cui chiedevamo proprio che si facesse partire al più presto un tavolo tecnico interregionale tra Umbria e Lazio. Quello che viene definito come 'Gruppo di pilotaggio' - spiega il presidente del Sole che ride - va esattamente nella direzione che abbiamo auspicato e abbiamo motivo di credere che l'assessore all'Ambiente della regione Lazio Filiberto Zaratti valuterà con molta attenzione la proposta avanzata dalla nostra regione. Dobbiamo avere la consapevolezza però che questo atto da solo non risolve il problema immediato posto dalla richiesta di ampliamento della principale cava di basalto dell'area, la cava di Castel Viscardo. A quella richiesta infatti ha fatto seguito il parere favorevole della Regione Umbria a un progetto che se confermato metterebbe in serio pericolo le due falde acquifere interregionali, le locali produzioni agricole e la filiera turismo-ambiente-cultura che rappresenta il vero volano di rilancio economico dell'area".
"Bene quindi il protocollo d'intesa e il 'gruppo di pilotaggio' proposti da Bottini - conclude Dottorini - magari tenendo aperta un interlocuzione con associazioni e comitati civici che da anni si battono per la salvaguardia e la valorizzazione di quel territorio e sapendo che la questione centrale rimane la necessità di evitare lo scempio di un mega ampliamento da 50 ettari. Un progetto che per dimensioni e impatto mantiene le caratteristiche di un intervento immotivato e difficilmente armonizzabile con le peculiarità ambientali ed economiche dell'altopiano dell'Alfina".

Perugia, 19 novembre 2008

GOVERNO APRE A OGM IN CAMPO APERTO

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AGRICOLTURA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): GOVERNO APRE A OGM IN CAMPO APERTO. UMBRIA SI OPPONGA A DISEGNO IRRESPONSABILE
"Più colpite le regioni che, come l'Umbria, traggono valore aggiunto dalla qualità delle produzioni. Il 20 novembre, alla Conferenza Stato-Regioni, l'Umbria dica No"


"La scelta di avviare sperimentazioni di coltivazioni Ogm in campo aperto è da irresponsabili e mette in evidenza tutta l'ambiguità e l'ipocrisia di un governo che difende la qualità e la tipicità delle produzioni nazionali solo a parole". Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta così l'invio da parte del Ministero delle Politiche agricole all'approvazione della Conferenza Stato-Regioni del decreto che dà il via a 9 protocolli per la sperimentazione di colture geneticamente modificate in campo aperto. Il provvedimento, predisposto dal Ministero di Zaia, è stato già approvato dal Comitato tecnico agricolo ed è all'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni il prossimo 20 novembre.
"Si stanno palesando in tutta la loro devastante portata - spiega Dottorini - le azioni del governo Berlusconi per mettere a rischio l'ambiente e le produzioni agricole del nostro paese. Io credo che se questo disegno irresponsabile troverà compimento, a essere particolarmente colpite saranno le regioni che, come l'Umbria, per vocazione e caratteristiche ambientali traggono valore aggiunto e capacità competitive dalla qualità e salubrità delle proprie produzioni. Pertanto come Verdi e civici chiediamo alla Regione dell'Umbria di opporsi in modo serio e determinato in sede di Conferenza Stato-Regioni a ogni ipotesi di sperimentazione in campo aperto. E' noto infatti che la coesistenza fra coltivazioni Ogm in pieno campo e altri modelli agricoli è impossibile".
"I protocolli tecnici proposti dal ministro Zaia e avallati dalla ministra Prestigiacomo - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - possono causare l'inquinamento genetico delle nostre varietà di vite, pomodoro, ulivo, fragole, ciliegie e kiwi e devono trovare la ferma contrarietà delle regioni italiane. Quei protocolli di ricerca sono inidonei dal punto di vista della sicurezza ambientale e non prevedono nemmeno l'obbligo di assicurazione contro il danno e di notifica ai confinanti. La sperimentazione in campo degli Ogm e la loro introduzione nel sistema agro-ambientale pertanto rappresenterebbero per il nostro sistema agricolo una gravissima minaccia e un sostanziale pericolo per la salute dei consumatori, per la biodiversità vegetale e per le economie locali. E' noto infatti che l'apertura agli ogm espone la piccola e media imprenditoria a condizioni di forte dipendenza rispetto agli interessi multinazionali che puntano a brevettare e controllare l'uso e la disponibilità del patrimonio genetico delle specie agricole che è e deve rimanere patrimonio della collettività. A rischio sarebbero quelle eccellenze nazionali e regionali che puntano su modelli di produzione capaci di conciliare riduzione dei costi ambientali, buone pratiche agricole, valorizzazione dei saperi locali, muntifunzionalità, sostenibilità e valorizzazione delle tipicità. Il problema non è la ricerca e la sperimentazione delle colture Ogm, specie se condotte in sicurezza e in ambiente chiuso da parte strutture pubbliche - spiega Dottorini -. Il tema vero oggi, con un governo sensibile soltanto alle richieste delle grandi società multinazionali, è come garantire la sopravvivenza per un'agricoltura che, oltre ad essere elemento di competitività sui mercati, ha una insostituibile funzione ambientale e sociale. Per questo si rende necessaria una decisa azione delle nostra regione a difesa della tipicità e della qualità delle nostre produzioni, a iniziare dalla ferma opposizione alla proposta che verrà presentata in sede di Conferenza Stato-Regioni".

Perugia, 18 novembre 2008
SCUOLA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): "RINVIO TAGLI PRIMO RISULTATO DI AZIONE REGIONI E MOBILITAZIONE SOCIALE"
"Una vittoria della mobilitazione politica, sociale e studentesca. Adesso occorre non abbassare la guardia e vigilare suI decreti attuativi "


"Questa volta le forzature del governo hanno trovato nella risposta compatta di quasi tutte le regioni italiane e nella straordinaria mobilitazione civile di milioni di persone un ostacolo difficilmente superabile, anche per chi non ha esitato a proporre prove muscolari e commissariamenti incostituzionali. Il fatto che il governo sia costretto oggi a rinunciare al commissariamento delle regioni e che accetti di rinviare di un anno i tagli sui plessi scolastici è da considerare come un primo risultato tangibile di un movimento che ha coinvolto famiglie, insegnanti e alunni in una straordinaria mobilitazione per evitare lo smantellamento del nostro sistema educativo. Adesso bisognerà attendere i decreti attuativi per valutare i sicuri effetti nefasti di questo provvedimento e continuare a tenere alta la sensibilità e l'attenzione su una materia che si presta a molte forzature". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini commenta l'intesa raggiunta in sede di conferenza Stato-Regioni che prevede tra l'altro di far slittare di un anno il Piano di dimensionamento, con i tagli per i plessi con meno di 50 alunni, che le regioni avrebbero dovuto effettuare entro il 30 novembre.
"Un risultato chiaro, frutto di una parziale e momentanea marcia indietro del governo che prima ha tentato la forzatura e oggi deve riconoscere di non essere nelle condizioni di reggere l'impatto sociale ed economico di una riforma dettata soltanto dalla necessità di fare cassa. Come Verdi e civici - conclude Dottorini - non abbasseremo la guardia e continueremo a stare al fianco dei cittadini contro gli assurdi piani del governo di centro destra, e vigileremo che quanto detto durante la conferenza stato-regione venga poi inserito anche nelle norme tecniche del decreto Gelmini, che è bene ricordare, è già stato approvato dal Parlamento ed entro trenta giorni sarà operativo".

Perugia, 7 novembre 2008
CAVE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): IMPENSABILE L'AMPLIAMENTO DELLA CAVA DI CASTEL VISCARDO. PUNTARE SU TURISMO E AGRICOLTURA DI QUALITA'
Presentata un'interrogazione all'assessore Bottini sui rischi e le pericolose ricadute che una nuova cava potrebbe avere nell'altopiano dell'Alfina


"Dobbiamo innanzitutto comprendere le ragioni di una scelta davvero indecifrabile e poi valutare se per l'Orvietano è più importante assecondare gli interessi di qualche cavatore o tutelare l'integrità del territorio valorizzandone le potenzialità turistiche e agricole. Risulta pertanto difficilmente comprensibile la proposta di concedere l'ampliamento della cava di Castel Viscardo, anche perché in quell'area è presente la principale falda acquifera dell'altopiano dell'Alfina, fondamentale per gli usi idropotabili del territorio e per le produzioni agricole locali". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente all'assessore all'Ambiente Lamberto Bottini per chiedere ragione del parere favorevole dato dalla Regione Umbria al progetto di ampliamento di una cava in una zona di alto pregio agricolo e idrogeologico come quella dell'altopiano dell'Alfina.
"Noi ci aspettiamo almeno qualche chiarimento - aggiunge Dottorini - e magari anche un atto di coraggio che metta fine allo scempio ambientale e paesaggistico dei signori delle cave. È vero - ricorda il consigliere regionale - che nel Piano regionale delle attività estrattive è esplicitamente detto che la Regione non intende concedere autorizzazioni per nuove cave e quindi che l'unico modo per proseguire in questo tipo di attività è quello di ampliare le cave esistenti. Ma è altrettanto importante non nascondersi dietro le definizioni di comodo, anche perché il progetto di ampliamento coinvolgerebbe un'area di circa 50 ettari. Non si comprende il senso di questo mega intervento soprattutto alla luce del fatto che l'attuale cava è pari a circa 5 ettari ed è attiva ormai da più di 20 anni, con ancora una porzione di attività residua da utilizzare. Insomma, tutto ha il sapore di un progetto per una nuova, immensa cava, formalmente mascherata dietro un'ipotesi di ampliamento".
"Il procedimento amministrativo avviato dalla Regione - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - manca di importanti pareri come quello del Servizio risorse idriche e rischio idraulico della Giunta, che non ha infatti trasmesso alcuna nota in merito alle criticità delle falde acquifere presenti nell'area. Falde che presentano caratteristiche interregionali e che quindi richiederebbero l'istituzione di un tavolo interregionale, insieme alla regione Lazio, relativo al problema delle cave e al loro impatto sulle popolazioni e sull'agricoltura dell'intero territorio. Dovremmo capire bene cosa si ha in mente quando si parla di sviluppo sostenibile e della filiera turismo-ambiente-cultura. In discussione non sono le piccole cave già presenti sul territorio che hanno reso famoso Castel Viscardo per le sue ceramiche artistiche, ma l'idea che una nuova mega cava possa essere accolta senza conseguenze pesantissime sull'ambiente, sulle attività agricole e sull'immagine stessa di un territorio dalle straordinarie potenzialità turistiche".

Perugia, 6 novembre 2008

UMBRIA ALL'AVANGUARDIA IN ITALIA SUGLI ACQUISTI VERDI

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AMBIENTE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): UMBRIA ALL'AVANGUARDIA IN ITALIA SUGLI ACQUISTI VERDI
Approvata dalla prima Commissione la proposta di legge regionale dei Verdi e civici. Dottorini: "Ora sarà possibile rispettare gli obiettivi richiesti dall'Ue"


"E' motivo di grande soddisfazione per noi constatare che, mentre a livello nazionale l'Italia registra un grave ritardo rispetto agli obiettivi del protocollo europeo sulla tutela ambientale, la nostra regione ha posto le basi per raggiungere, entro tre anni, l'obiettivo del 30 per cento di acquisti verdi ed ecologicamente sostenibili. Se il provvedimento sarà approvato anche dal Consiglio regionale, potremo parlare di un'Umbria più verde anche negli acquisti e nella promozione delle buone pratiche, collocandoci tra le regioni più virtuose nel panorama nazionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, commenta l'approvazione da parte della prima Commissione a Palazzo Cesaroni della proposta di legge relativa alla "promozione degli acquisti pubblici ecologici" e all'introduzione di "aspetti ambientali nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche".
"L'Umbria - continua l'esponente del Sole che ride - si dota di uno strumento riconosciuto a livello internazionale come capace di consentire la scelta di prodotti e servizi che hanno un ridotto effetto sulla salute e sull'ambiente. Purtroppo ad oggi solo l'8 per cento degli acquisti della Pubblica amministrazione italiana rispetta i criteri del Green public procurement situazione che rende una chimera il raggiungimento dell'obiettivo che l'Italia si è data: il 30 per cento degli acquisti verdi entro il 2009. Con questa legge la nostra regione decide di fare la sua parte e si pone in controtendenza insieme alle esperienze più evolute finalizzate alla riduzione degli impatti ambientali, del consumo di risorse non rinnovabili, della produzione di rifiuti e dei rischi ecologici legati al consumo di risorse".
"Il settore degli approvvigionamenti pubblici - spiega Dottorini - rappresenta il 17 per cento del Pil in Italia. E' facile quindi intuire l'impatto positivo che l'adozione di criteri ambientali nelle procedure d'acquisto della Pubblica amministrazione può avere sull'obiettivo di riconversione ecologica dei nostri stili di consumo. Le ricerche effettuate dall'Unione europea ci dicono che se tutti gli enti pubblici europei richiedessero la fornitura di elettricità verde, si eviterebbe di produrre l'equivalente di 60 milioni di tonnellate di Co2, che corrisponde al 18 per cento di quegli impegni di riduzione dei gas ad effetto serra a cui l'Ue deve adempiere in base al protocollo di Kyoto. Con questa proposta quindi - conclude il Presidente regionale dei Verdi - l'Umbria decide di assumersi pienamente il compito di farsi motore di un processo che si pone in controtendenza rispetto alle scelte scellerate che il governo Berlusconi sta portando avanti in sede europea, mirate a disattendere gli impegni che la comunità internazionale ha preso per salvaguardare l'ambiente in cui viviamo".

Perugia, 5 novembre 2008
SCUOLA/SCIENTIFICO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): IMPENSABILE CHE CON I TAGLI DI TREMONTI CITTA' DI CASTELLO SIA PRIVATA DELL'ASSE DEI LICEI
"Incomprensibile parere contrario dell'Ufficio scolastico regionale. Necessario fare fronte comune". Dottorini porta il caso dello Scientifico in Regione


"Non è pensabile che la quarta città dell'Umbria, con i tagli di Tremonti e della Gelmini, rimanga priva dell'asse dei licei. Occorre che le istituzioni facciano fronte comune per affrontare la questione in un'ottica comprensoriale, consentendo pari opportunità formative per tutti gli studenti dell'Umbria". Con un'interrogazione all'assessore all'Istruzione Maria Prodi, che incontrerà nei prossimi giorni, il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini pone sui tavoli del governo regionale la necessità di attivare un corso di liceo scientifico a Città di Castello.
"Risulta francamente incomprensibile - spiega Dottorini - la posizione assunta dall'Ufficio scolastico regionale, diretta emanazione del governo nazionale, che ha espresso parere contrario rispetto all'attivazione dei nuovi corsi richiesti, in attesa della riforma del sistema dell'istruzione. Da questo punto di vista credo sia necessario che l'assessorato regionale si distingua da una posizione che risulta quanto meno discutibile. Sappiamo che in questa operazione non sarà certo d'aiuto l'ambiguità di quanto deliberato recentemente all'unanimità dal Consiglio provinciale che si è limitato a prendere atto del parere dell'Ufficio scolastico regionale senza dare indicazioni di sorta. E' tuttavia necessario non lasciare nulla di intentato, valutare i flussi reali e intervenire prima che la mannaia del governo nazionale renda impossibile ogni operazione in grado di salvaguardare percorsi formativi e tradizioni educative. Il rischio più che concreto altrimenti è che la quarta città dell'Umbria rimanga priva del sistema dei licei, non essendo il solo liceo classico nelle condizioni di garantire un numero di iscrizioni sufficienti a consentirgli il mantenimento dell'autonomia".
"Prima di assumere qualsiasi determinazione nel processo di dimensionamento - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - va tenuto conto anche della definizione della nuova rete scolastica necessaria per assorbire i tagli che stanno per colpire anche l'istruzione tecnica e professionale. Se non verranno effettuate scelte oculate, infatti, il rischio per Città di Castello è quello di veder ridimensionato anche l'asse tecnico e professionale del sistema formativo, ma da documenti ministeriali ancora ufficiosi si viene a sapere che con la riforma anche Umbertide rischia di perdere la parte commerciale del suo Istituto di istruzione superiore. Per questo noi riteniamo che qualsiasi modifica alla rete del sistema di istruzione secondario superiore possa avvenire solo in un ambito distrettuale e con il concorso di tutti i comuni interessati, valutando l'impatto che l'articolo 64 della manovra finanziaria potrebbe avere sulle scuole secondarie dell'Altotevere. Pertanto è sicuramente da approfondire il parere negativo dell'Ufficio scolastico regionale assunto in premessa al Piano provinciale dell'offerta formativa dove non è chiara quale sia la determinazione in merito alla nuova istituzione richiesta. Prima di varare il nuovo Piano regionale dell'offerta formativa sarà utile una seria riflessione che consenta di prevedere lo Scientifico a Città di Castello, valutando ogni possibile accordo che contempli le necessità degli altri comuni del comprensorio. Occorre dare ad Umbertide e Città di Castello la possibilità di riformulare la rete scolastica degli istituti secondari in un'ottica comprensoriale sulla base dei bisogni dei ragazzi e delle famiglie del territorio".

Perugia, 4 novembre 2008
ENERGIA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): CHE FINE HA FATTO LA CENTRALE A BIOMASSE DI CITTA' DI CASTELLO? A RISCHIO I FINANZIAMENTI STATALI
"L'incapacità di creare la filiera rischia di compromettere l'intervento del Ministero. Ma per fortuna anche in Altotevere partono le prime esperienze concrete"


"Che fine ha fatto la tanto decantata e propagandata centrale a biomasse di Città di Castello?" E' quanto chiede il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini che lancia l'allarme rispetto alla possibilità che si siano già perduti i finanziamenti statali già messi a disposizione dal Ministero dell'Ambiente per un progetto "che avrebbe dovuto fare da apripista per l'intera regione e che invece si trova pericolosamente impantanato in inconcludenti incapacità progettuali".
"A fronte di consistenti finanziamenti già messi a disposizione dal ministero dell'Ambiente e degli oltre 40mila euro investiti dal comune di Città di Castello per lo studio di fattibilità - spiega il presidente della commissione Bilancio della Regione Umbria - la centrale a biomasse rimane nel novero delle buone intenzioni, persa tra assurde ipotesi di approvvigionamento di materia prima da fuori regione e rischi concreti di vedere sfumare gli investimenti statali, pari a diversi milioni di euro. Eppure già nella convenzione tra Comune e Università di Perugia del 2005 si parlava di "un progetto pilota che si propone come modello per essere replicato sul territorio regionale e nazionale". Ora, fortunatamente, progetti sulle biomasse e sulle fonti rinnovabili si stanno concretizzando in Umbria e anche in Altotevere indipendentemente dalla super incentivata centrale che avrebbe dovuto costituire un esempio e fare da apripista addirittura a livello nazionale. Le tecnologie hanno subito evoluzioni straordinarie e grazie agli strumenti messi a disposizione dal precedente governo, in tutta Italia, in Umbria e anche in Altotevere assistiamo alla concretizzazione di progetti di filiera che coinvolgono agricoltori, realtà metalmeccaniche, istituti di ricerca e del credito. Tutte iniziative che, quando realizzate rispettando i giusti paradigmi ambientali ed economici, riescono a garantire opportunità di riconversione agricola, di limitazione delle emissioni e di rilancio economico. Questo nonostante i ritardi e le pesantezze del livello istituzionale".
"Purtroppo - aggiunge il presidente regionale del Sole che ride - l'incapacità di programmazione e di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti rischia concretamente di bloccare anche questo decantato progetto di trigenerazione da biomasse che avrebbe potuto godere di finanziamenti statali e che, prima ancora di essere stato realizzato, è già stato presentato in diversi convegni di valenza nazionale. La centrale tra l'altro sarebbe stata in grado di soddisfare i bisogni energetici in un'area urbana identificata in quella che fa riferimento al nuovo ospedale, alla zona degli impianti sportivi e scuole con possibilità di allaccio anche ad utenze private. I risparmi per gli utenti, i vantaggi per l'imprenditoria locale e, se correttamente concepita, la riduzione di emissioni sarebbero state evidenti per tutti. Ma tutto è fermo e l'eventuale fallimento del progetto costituirebbe un brutto segnale per la capacità di accompagnare le potenzialità di innovazione dell'intera vallata".

Perugia, 1 novembre 2008
BOLLO AUTO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): FINALMENTE CHIAREZZA PER I POSSESSORI DI AUTO STORICHE: REGIONE CONFERMA AUTOCERTIFICAZIONE
La prima commissione approva un emendamento che consente di regolamentare l'esenzione del bollo per i veicoli ultraventennali. Non necessaria l'iscrizione all'Asi


"Siamo soddisfatti, finalmente un elemento di chiarezza nel mare di ambiguità che circonda il settore della auto e moto storiche. E' apprezzabile infatti che la giunta regionale abbia deciso di introdurre nell'atto riguardante l'assestamento di bilancio approvato dalla prima commissione una norma per regolamentare l'esenzione per i veicoli di interesse storico e collezionistico ultraventennali, che fino a poco tempo fa erano soggetti ad un odioso balzello che costringeva i possessori di mezzi d'epoca ad iscriversi ad un club privato, l'Asi, per vedere riconosciuti i requisiti di autenticità che consentono le agevolazioni fiscali previste dalla legge". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta l'approvazione da parte della prima commissione consiliare dell'emendamento alle norme sull'assestamento di Bilancio relativo alla "disciplina delle modalità, i termini e le limitazioni per la concessione delle agevolazioni dei tributi attribuiti alla Regione".
"E' un atto politico - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - che conferma la volontà da parte della Regione di dare seguito a quanto previsto dalla legge regionale 36 del 2007, dando ulteriori elementi di certezza a quei contribuenti che nei mesi scorsi si sono trovati ad affrontare incomprensioni burocratiche e lungaggini amministrative date da un quadro di riferimento non sempre chiaro e definito. Ora la Regione opportunamente si impegna a dotarsi di una norma che le consenta di regolamentare alcuni istituti agevolativi, come ad esempio l'esenzione per i veicoli di interesse storico e collezionistico ultraventennali. A dispetto dei tanti che ritenevano impossibile il raggiungimento di un risultato concreto, l'Umbria si avvia a essere la prima regione in Italia a rompere quello che di fatto si presentava come un monopolio immotivato, eliminando un odioso balzello ai danni dei contribuenti. Viene sanata così una piccola, ma significativa, ingiustizia di chi si vedeva costretto a pagare per vedersi garantito un diritto sancito dalla Costituzione, quando decine di sentenze delle commissioni tributarie di tutte le regioni italiane, compresa l'Umbria, davano ragione alla nostra interpretazione e per di più auspicavano una rapida pubblicazione da parte del club privato dell'elenco dei veicoli storici di cui è detentore unico a livello nazionale. Con questo atto - continua l'esponente del Sole che ride - si rende giustizia alle centinaia di contribuenti umbri, oltre 600, che da gennaio ad oggi hanno scelto la pratica dell'autocertificazione per vedersi garantito un proprio diritto e che ogni giorno si mettono in contatto con i Verdi e civici per avere informazioni e chiarimenti".

Perugia, 31 ottobre 2008
 

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