IMMIGRAZIONE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): NO AI MEDICI SCERIFFI. UMBRIA SI OPPONGA CON FERMEZZA A PULSIONI RAZZISTE E XENOFOBE DEL GOVERNO
Adesione a presidio della Cgil: "Non possiamo permettere che nella nostra regione vi sia chi non può accedere alle cure per paura di essere denunciato"
"L'Umbria deve dare una risposta alla barbarie di chi pensa di trasformare i medici in sceriffi, costringendoli ad andare contro il giuramento di Ippocrate e contro i più elementari principi di umanità e di civiltà. E' necessario che la nostra regione, proprio mentre si sta discutendo del nuovo piano sanitario regionale, trovi le modalità per opporsi con la civiltà che le è propria a queste pulsioni razziste e xenofobe. Non possiamo permettere che nella nostra regione vi sia chi non può accedere alle cure per paura di essere denunciato".
Lo ha dichiarato il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini ricordando che la misura del governo "sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione". Dottorini ha dato anche l'adesione dei Verdi dell'Umbria al presidio che la Camera del Lavoro di Perugia ha organizzato per oggi davanti alla prefettura del capoluogo, in piazza Italia.
"Regioni come la Puglia - aggiunge Dottorini - hanno già individuato le modalità concrete per contrastare l'onda di razzismo e intolleranza che si palesa nella scelta delle ronde e nel diritto di delazione assegnato ai medici (che pure si oppongono a questa barbarie). Adesso tocca all'Umbria. Tra l'altro lascia sconcertati la scelta di avere ignorato il grido di allarme e di indignazione lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile. Tra l'altro quel provvedimento è pericolosissimo perché consente e anzi stimola la creazione di una rete sanitaria occulta, illegale e alternativa'.
Perugia, 28 febbraio 2009
Adesione a presidio della Cgil: "Non possiamo permettere che nella nostra regione vi sia chi non può accedere alle cure per paura di essere denunciato"
"L'Umbria deve dare una risposta alla barbarie di chi pensa di trasformare i medici in sceriffi, costringendoli ad andare contro il giuramento di Ippocrate e contro i più elementari principi di umanità e di civiltà. E' necessario che la nostra regione, proprio mentre si sta discutendo del nuovo piano sanitario regionale, trovi le modalità per opporsi con la civiltà che le è propria a queste pulsioni razziste e xenofobe. Non possiamo permettere che nella nostra regione vi sia chi non può accedere alle cure per paura di essere denunciato".

Lo ha dichiarato il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini ricordando che la misura del governo "sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione". Dottorini ha dato anche l'adesione dei Verdi dell'Umbria al presidio che la Camera del Lavoro di Perugia ha organizzato per oggi davanti alla prefettura del capoluogo, in piazza Italia.
"Regioni come la Puglia - aggiunge Dottorini - hanno già individuato le modalità concrete per contrastare l'onda di razzismo e intolleranza che si palesa nella scelta delle ronde e nel diritto di delazione assegnato ai medici (che pure si oppongono a questa barbarie). Adesso tocca all'Umbria. Tra l'altro lascia sconcertati la scelta di avere ignorato il grido di allarme e di indignazione lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile. Tra l'altro quel provvedimento è pericolosissimo perché consente e anzi stimola la creazione di una rete sanitaria occulta, illegale e alternativa'.
Perugia, 28 febbraio 2009






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