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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Settembre 2009 Archives

"Sinceramente non riusciamo a farci una ragione della spudoratezza con cui possano essere state concepite. Sono un inganno ai danni degli elettori"

"Oggi in commissione abbiamo ribadito la nostra posizione. Siamo contrari a capilista bloccati e a listini e riteniamo indecente la proposta di introduzione di uno sbarramento al 5,3 per cento che rappresenta soltanto un modo per introdurre il bibartitismo non attraverso la selezione elettorale, ma attraverso veri e propri stratagemmi normativi".
Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, commenta con queste parole l'esito dei lavori della commissione speciale per le Riforme che oggi ha preso in esame il tema della legge elettorale regionale.
"La proposta di assegnazione dei consiglieri non in base a chi ha i maggiori resti, ma solo ai partiti più grandi - spiega Dottorini - fissa di fatto la soglia di sbarramento al 5,3 per cento. Roba da fare impallidire chi, come Calderisi e il centrodestra, stanno tentando di inserire una soglia pari al 4 per cento nella legislazione elettorale relativa alle regionali. L'ipotesi che viene avanzata in questi giorni, infatti, è qualcosa di diverso, fa un salto di qualità: è una proposta che non solo toglie in parte la possibilità di scelta agli elettori, ma è concepita per avvantaggiare soltanto i due partiti maggiori. Non ci stiamo riferendo allo sbarramento del 4 per cento, che - pur molto discutibile - potrebbe avere il significato di indicare una direzione di semplificazione del sistema politico italiano e regionale. Stiamo parlando di una legge di dubbia costituzionalità, fatta su misura per due soli partiti, che decapita la democrazia ponendo sbarramenti che non esistono in nessuna regione d'Italia, che va oltre le più segrete fantasie del Veltroni dei tempi d'oro (quello che ha consegnato l'Italia a Berlusconi) o del Calderoli del porcellum. Un inganno ai danni degli elettori, il tentativo di eliminare ogni voce libera non attraverso la forza dei numeri, delle politiche e delle idee, ma attraverso inganni e stratagemmi. Noi vogliamo ribadire la nostra posizione: non ci siamo opposti a correggere l'errore delle forze di maggioranza ed opposizione che cinque anni fa innalzarono a 36 il numero dei consiglieri regionali. Siamo in linea di principio contrari a listini e capilista bloccati perché questo impedisce ai cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti. Ammettiamo una soglia di sbarramento che non sia superiore a quella che probabilmente fisserà il governo, quindi non superiore al 4 per cento. Porre la soglia di sbarramento al 5,3 per cento in provincia di Perugia e al 14 per cento in provincia di Terni, togliendo i resti dalla disponibilità di chi ha ottenuto più voti, rappresenterebbe invece un'offensiva antidemocratica senza precedenti per questa regione. Sinceramente non riusciamo a farci una ragione della spudoratezza con cui possa essere stata concepita e proposta".

Perugia, 30 settembre 2009
"La libertà di stampa è uno dei valori fondamentali per la nostra società. Anche in Umbria si dia un segnale fortemente simbolico"

Scarica la lettera inviata al Presidente del Consiglio Regionale


biagi20tvkf6.jpg"Si tratta di una vera e propria vergogna che non può lasciare indifferente la classe politica e la società umbra. Per questo, come gruppo consiliare, abbiamo inviato una lettera al presidente del Consiglio regionale per proporre l'intitolazione della bibliomediateca del Consglio regionale alla memoria di Enzo Biagi, simbolo e memoria della libertà di stampa e dell'antifascismo italiano".
Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha annunciato di aver scritto una lettera al presidente Fabrizio Bracco per proporre anche in Umbria un gesto fortemente simbolico per onorare la memoria del giornalista scomparso nel 2007. Il tutto anche alla luce dei recenti fatti di cronaca accaduti a Roma, in particolare riguardanti l'Istituto comprensivo di Cesano, borgo a nord di Roma nel XX municipio.
"Negare, o peggio ancora trovare cavilli burocratici per impedire l'intitolazione di una scuola al giornalista scomparso - scrive Dottorini a Bracco - sono fatti di una gravità assoluta e dimostrano come ad oggi, in una parte minoritaria d'Italia, la libertà di stampa e il giornalismo 'dalla schiena dritta' siano valori poco rappresentati e ancor meno riconosciuti. Ritengo che come Consiglio regionale dobbiamo in ogni modo impedire che l'indifferenza e la paura verso il giornalismo pulito e indipendente a cui Biagi si ispirava e tuttora molti si ispirano, attecchisca anche in Umbria".
"Biagi - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è stato un uomo rispettoso ed equilibrato, ma con la schiena dritta. E' stato un partigiano durante la Resistenza ed è morto partigiano. Un uomo libero che non pretendeva di stare simpatico a tutti. E sapeva che l'indipendenza lo avrebbe reso poco simpatico a molti. Le forti polemiche di questi giorni lo dimostrano, il vergognoso ritardo da parte della scuola del XX Municipio di Roma ne è una conferma. A fronte dell'indifferenza di alcuni - conclude Dottorini - dobbiamo rispondere in modo unanime per ribadire, anche con un gesto simbolico come l'intitolazione della bibliomediateca di Palazzo Cesaroni, che la libertà di stampa e il giornalismo indipendente sono valori preziosi per tutti, anche per la società umbra".

Perugia, 29 settembre 2009

"Mentre altri governi e altre regioni d'Italia seguono l'esempio umbro e adottano software libero, il governo sperpera denaro pubblico e viene a patti con Microsoft"

BrunettaPaolucciSociCMX.jpg"Mentre i maggiori governi europei e quello americano portano avanti progetti di sviluppo di software a codice aperto e investono nella formazione di insegnanti capaci di usare software libero, il governo italiano, e in particolare i ministri Gelmini e Brunetta, si ostinano a realizzare protocolli d'intesa con Microsoft, multinazionale già pesantemente multata dall'Unione Europea e dalla giustizia americana per abuso di posizione dominante. Una sbavatura imperdonabile per chi vorrebbe far credere di essere il fustigatore indomito degli sprechi nella pubblica amministrazione".
Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini commenta la notizia dell'avvio del progetto "Scuola digitale", che vede coinvolti tra gli altri il Governo italiano e Microsoft.
"Invece di sperperare denaro pubblico e arricchire una multinazionale del software che opera per soli fini speculativi e fa leva sul pesante ritardo che l'Italia accusa in campo informatico e di ammodernamento della pubblica amministrazione, il governo farebbe bene a prendere esempio da quelle regioni, Umbria in testa, che hanno puntato sul software libero e finanziano micro progetti dedicati a scuole ed enti locali, innescando un meccanismo di risparmio pubblico e di sviluppo dell'imprenditoria informatica locale. La nostra Regione, per esempio, grazie alla legge 11 del 2006, è sempre meno legata al colosso dell'industria Microsoft e sempre più attiva nell'adottare software di cui si conosca il codice e si possa essere sicuri del reale funzionamento, senza incorrere in cattive sorprese e violazioni alla legge sulla privacy", ha detto Dottorini, promotore della legge.
"Utilizzare software libero significa innanzitutto democrazia - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni -, così come significa democrazia poter accedere ai documenti della pubblica amministrazione senza vincoli di licenze d'uso ed essere in grado di comunicare con gli uffici pubblici senza dover per forza utilizzare un programma costoso e pieno di buchi. Oggi, mentre un governo miope e demagogico stringe alleanze con monopolisti e multinazionali, altre regioni d'Italia seguono l'esempio umbro e aprono le istituzioni al software libero".

Perugia, 28 settembre 2009
"La proposta del Forum bloccata anche a seguito delle note disavventure del premier Berlusconi. Affrontare l'argomento senza doppiezze e ipocrisie"

"Veramente pensavamo che la proposta di legge sulla famiglia si fosse incagliata per il calo di tensione da parte degli esponenti del Pdl, soprattutto dopo le note disavventure del premier Silvio Berlusconi. Alla baruffa provocata in Consiglio regionale nell'aprile scorso infatti ha fatto seguito un assordante silenzio coinciso con il caso delle escort che hanno visto come 'consumatore finale', forse inconsapevole, lo stesso Berlusconi. Per quanto ci riguarda non abbiamo alcun problema ad affrontare l'argomento. L'unica richiesta che ci sentiamo di rivolgere agli esponenti del Pdl è quella di evitare la retorica di 'Dio, patria e famiglia' per concentrarci su una visione meno ipocrita di un tema, quello della famiglia in tutte le sue forme, che merita attenzione e proposte operative, non strumentalizzazioni o posizioni ideologiche".
Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, commenta con queste parole la presa di posizione di esponenti del Pdl riguardo alla proposta avanzata dal Forum per le famiglie.
"Certo - aggiunge Dottorini rivolto agli esponenti del Pdl - ci vuole un bel coraggio ad accusare altri di doppia faccia o di doppia morale, quando si ha a che fare con uno scandalo come quello delle escort a Palazzo Grazioli. Detto questo, riteniamo invece legittima la richiesta del Forum e auspichiamo che venga affrontata in modo aperto, laico e operativo. Riteniamo anche che l'imbarazzo per la condotta del premier non possa impedire un sereno e aperto dibattito sull'argomento, magari evitando ipocrisie e doppiezze".

 Perugia, 25 settembre 2009


"Per officine, associazioni e club c'è tempo sino al 30 settembre prossimo per accreditarsi presso la Regione Umbria. Grande successo dei Verdi e civici"

I Verdi e Civici (Dottorini) ed un semplice appassionato (Di Bello), sconfiggono l'ASI"

"Finalmente un po' di chiarezza per i possessori di veicoli storici ventennali. Il 26 agosto, con pubblicazione sul BUR, la Regione Umbria ha ufficialmente riconosciuto i modelli di autocertificazione inviati all'Ufficio Tasse Automobilistiche della Regione ed ha confermato la riduzione del Bollo per tutti coloro che hanno inviato il modello elaborato dai Verdi e civici dell'Umbria". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, e l'ingegnere Dario Maria Di Bello, responsabile Consumatori dei Verdi e civici, commentano la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria del regolamento regionale che riconosce ufficialmente i modelli di autocertificazione elaborati dal gruppo di studio sui Veicoli d'epoca dei Verdi e civici dell'Umbria. 

STATUTO E LEGGE ELETTORALE. INCIUCIO PD-PDL

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STATUTO E LEGGE ELETTORALE.
INCIUCIO PD-PDL: SBARRAMENTO AL 5,3 PER CENTO E LISTINO DI NOMINATI DAI PARTITI
DOTTORINI: "ATTO SPUDORATO, DURO COLPO ALLA DEMOCRAZIA"

Pd e Pdl, con l'assenso di Rifondazione, Udc e Sinistra per l'Umbria, siglano l'accordo per introdurre lo sbarramento oltre il 5 per cento. Si tratterebbe dell'unico caso in Italia.
Per i Verdi e civici necessario eliminare listini e capilista bloccati, diminuire il numero dei consiglieri, fissare una soglia di sbarramento non superiore al 4 per cento.


Presidente, colleghi,

oggi ci troviamo a dare un parere su un pacchetto di proposte che riguardano sia la modifica dello statuto, sia i criteri che dovranno portare la nostra regione a una nuova legge elettorale. Almeno questi erano gli accordi.

Sullo Statuto dobbiamo prendere atto dell'errore che cinque anni fa portò maggioranza ed opposizione unite - il nostro gruppo all'epoca non era presente in Consiglio regionale - a innalzare da 30 a 36 il numero dei consiglieri regionali. Le motivazioni, possiamo solo immaginarlo, erano nobili e non riguardavano certo le necessità dei singoli partiti di vedersi assicurata una rappresentatività. Oggi i tanti movimenti di protesta e il crescente disamore dei cittadini nei confronti della politica consigliano a quegli stessi gruppi consiliari di fare marcia indietro. C'eravamo sbagliati - sembrano dire - o, meglio, ci abbiamo provato e siamo stati scoperti. Occorre tornare a 30, 30 più uno, per l'esattezza.

Niente da eccepire. O meglio: tanto da eccepire, ma non è su questo che vuole concentrarsi il mio intervento. La questione che desta in noi stupore è la assoluta mancanza di pudore che spinge oggi alla presentazione delle linee di una legge truffa, antidemocratica e ritagliata sul profilo di due o tre forze politiche regionali. Non soddisfatti del disastro provocato attraverso la pretesa autosufficienza dell'aprile 2008, non soddisfatti dello sbarramento alle elezioni europee, la proposta avanzata oggi prevede un listino di sei persone non scelte dagli elettori, uno sbarramento che per la provincia di Perugia si aggira intorno al 5,3 per cento e per la provincia di Terni va oltre il 14 per cento: roba da fare impallidire chi, come Calderisi e il centrodestra, stanno tentando di inserire una soglia pari al 4 per cento nella legislazione elettorale relativa alle regionali.

Ora, credo che tutti noi abbiamo compreso il messaggio che ci giunge dall'elettorato e dalla propaganda dei partiti maggiori. La semplificazione del sistema politico è in atto a tutti i livelli e forme di sbarramento, giuste o sbagliate che siano (io propendo per la seconda ipotesi), sono da prevedere forse anche a livello regionale. La proposta che viene avanzata oggi, però, è qualcosa di diverso, fa un salto di qualità: è una proposta che non solo toglie in parte la possibilità di scelta agli elettori, ma è concepita per avvantaggiare soltanto i due partiti maggiori. Non ci stiamo riferendo allo sbarramento del 4 per cento, che - pur discutibile - potrebbe avere il significato di indicare una direzione di semplificazione del sistema politico italiano e regionale. Stiamo parlando di una legge di dubbia costituzionalità, fatta su misura per due soli partiti, che decapita la democrazia ponendo sbarramenti che non esistono in nessuna regione d'Italia, che va oltre le più segrete fantasie del Veltroni dei tempi d'oro (quello che ha consegnato l'Italia a Berlusconi) o del Calderoli del porcellum. Un inganno ai danni degli elettori, il tentativo di eliminare ogni voce libera non attraverso la forza delle politiche e delle idee, ma attraverso inganni e stratagemmi elettoralistici. La prosecuzione perfetta della stagione inaugurata da Walter Veltroni e da Silvio Berlusconi. Con risultati eccellenti, a quanto pare. Soprattutto per il secondo.

Porre la soglia di sbarramento al 5,3 per cento in provincia di Perugia e al 14 per cento in provincia di Terni, togliendo i resti dalla disponibilità di chi ha ottenuto più voti, rappresenta un'offensiva antidemocratica senza precedenti per questa regione. Sinceramente non riusciamo a farci una ragione della spudoratezza con cui possa essere stata concepita e proposta. L'idea che si potessero costruire le regole democratiche ad uso e consumo esclusivo dei più forti credevamo fosse patrimonio esclusivo della destra.

Noi vogliamo ribadire qui la nostra posizione: non ci opponiamo a correggere l'errore delle forze di maggioranza ed opposizione che cinque anni fa innalzarono a 36 il numero dei consiglieri regionali. Siamo in linea di principio contrari a listini e capilista bloccati perché questo impedisce ai cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti. Ammettiamo una soglia di sbarramento che non sia superiore a quella che probabilmente fisserà il governo, quindi non superiore al 4 per cento. Non ci piacciono le strategie per assegnare più o meno seggi alla provincia di Terni sulla base degli interessi dei singoli gruppi: l'unico criterio deve essere quello relativo alla popolazione e non si possono individuare escamotage per dare contentini.

La proposta che abbiamo sempre sostenuto prevede quindi l'abolizione del listino, il premio di maggioranza alla coalizione vincente per consentire la governabilità, nessun capolista bloccato e quindi scelto dalle segreterie dei partiti, una soglia di sbarramento che sarebbe giusto non oltrepassasse il 3 per cento, ma che siamo pronti a fissare al 4 per cento, come pare chiedere la proposta avanzata dal testo in discussione in Parlamento. Senza penosi stratagemmi per avvantaggiare questo o quel partito.

A questo proposito vorrei tranquillizzare il collega Gianluca Rossi: da questi banchi non giunge alcuna richiesta di diritto di tribuna. Ciò che ci attendiamo dal Pd, però, è di non pretendere di risolvere i propri problemi di consenso attraverso gli stratagemmi di una legge elettorale, di non cercare di disegnare una legge solo per ottenere lo stesso numero di consiglieri pur avendo il 10 per cento in medo di consensi elettorali.

Presidente, quanto si sta verificando in queste ore nella nostra regione è a nostro avviso tanto inedito quanto grave. Il blitz che ha portato a cambiare le carte in tavola al solo fine di compensare le perdite elettorali di alcune forze politiche è inqualificabile. Dobbiamo avere la consapevolezza che questa legge non dovrà essere utile solo a chi siede attualmente su questi scranni, ma dovrà disegnare uno scenario compatibile con le più elementari regole democratiche, con il pluralismo, con i principi fissati dalla nostra Costituzione.

Presidente, la legge elettorale che si sta disegnando è la peggiore che si possa concepire. Meglio quella attuale, che almeno ha un listino che varia tra 3 e 6 e lascia a tutti la possibilità di competere, evitando che una forza con il 5,2 per cento dei consensi rimanga fuori dall'assemblea regionale e un'altra che non ha resti si accaparri un consigliere senza esserselo guadagnato sul campo. E' probabile che dovremo apprezzare anche quella che uscirà dal Parlamento nazionale che, se non altro, avrà il pregio di non essere condizionata dagli interessi regionali di questo o quel partito.

Credo che sia anche grazie a provvedimenti come questo che si aumenta il distacco tra la politica e società civile, rafforzando ancora di più l'idea di una separazione che nel tempo si è trasformata in un senso di casta. Per questi motivi, le annuncio presidente che noi non ci presteremo a questo inganno, a questa truffa che oggi ci viene servita assieme alla proposta di modifica dello Statuto. Ripeto: siamo per la riduzione a 30 dei consiglieri regionali, siamo per uno sbarramento al 4 per cento, non possiamo ammettere l'inganno di uno sbarramento al 5.3 per cento. Pertanto, a meno che non ci sia un chiaro pronunciamento che escluda il colpo di mano, le chiediamo di interpretare così la nostra uscita dall'aula al momento del voto.

Grazie
"Dopo oltre due anni di attesa, chiediamo che la commissione competente avvii l'esame di un provvedimento che risponde alle esigenze delle famiglie"

IL CONSIGLIO DISCUTA AL PIU' PRESTO LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SULL'AUTOCOSTRUZIONE

"Il disagio abitativo di molte famiglie, per le quali la casa di proprietà rimane un sogno, non può più attendere dalla politica delle risposte in grado delineare soluzioni concrete, soprattutto in seguito alla devastante crisi economica che ha investito anche la nostra regione. Per questo motivo è necessario che il Consiglio regionale discuta al più presto la proposta di legge dei Verdi e civici sull'autocostruzione e l'autorecupero a fini abitativi". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici, Oliviero Dottorini, ha annunciato di aver richiesto formalmente al Presidente della terza commissione, Enzo Ronca, competente in materia, di mettere quanto prima all'ordine del giorno la proposta di legge presentata già nel giugno 2007.
"Dopo oltre due anni di attesa - spiega Dottorini - riteniamo che la Regione debba ora farsi carico di un provvedimento che può divenire un'ottima misura integrata di organizzazione sociale e dare una risposta concreta al disagio abitativo. Attendiamo da tempo che la giunta definisca le eventuali linee di riforma della legge 23. Se ci sono i tempi, sarebbe opportuno prendere in esame l'intero pacchetto. Altrimenti chiediamo che la commissione si esprima sulla nostra proposta".
La proposta di legge prevede che gli enti pubblici individuino nel loro Piano regolatore aree 'Peep' (edilizia popolare) dove verrà prevista la possibilità di autocostruzione. In questo caso, sotto la direzione dei lavori da parte di esperte figure professionali, insieme al controllo dell'ente, potranno essere gli stessi proprietari, associati in un'apposita cooperativa, a portare avanti i lavori di costruzione dell'edificio. L'obbligatorietà riguarda il rispetto per l'architettura del luogo, l'uso di criteri di costruzione ecocompatibili ed il risparmio energetico. Con l'autocostruzione o l'autorecupero (in questo caso l'ente pubblico metterà a disposizione strutture esistenti non utilizzate e/o fatiscenti) è possibile abbattere i costi di costruzione o di recupero fino al 70 per cento. Per i soggetti costruttori sono previste facilitazioni per l'accesso al credito. "E' noto ormai - ha sottolineato Dottorini - che in moltissimi casi i cittadini sono chiamati a grandi sacrifici per acquistare una casa e a un indebitamento legato a mutui ventennali o, addirittura, trentennali. Con questa proposta, si vuole rispondere a questo problema sociale privilegiando lo spirito di auto promozione delle famiglie e responsabilizzandole all'uso rispettoso di un patrimonio pubblico destinato a soddisfare bisogni e diritti fondamentali. Siamo disponibili - conclude l'esponente del Sole che ride - a ragionare di eventuali modifiche o integrazioni con altri provvedimenti, ma l'importante è che il Consiglio regionale non indugi ulteriormente nell'affrontare queste tematiche".

Perugia, 15 settembre 2009
"Circa 800 posti di lavoro tagliati in Umbria, cancellati i piccoli plessi. Come avevamo denunciato cominciano a vedersi gli effetti dei pesanti tagli del Governo"

a6a9cd69416a43caa2322c9585404d1b.jpg"Con l'inizio delle convocazioni sui posti disponibili per le nomine annuali anche in Umbria è cominciata la decimazione dei lavoratori della scuola. Il governo getta la maschera e le rassicurazioni bugiarde del ministro Gelmini si palesano in tutta la loro gravità. A questo punto è assolutamente necessario inviare un segnale forte ed unitario al governo anche attraverso iniziative come quelle del 'No Gelmini day'". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici a Palazzo Cesaroni Oliviero Dottorini e la responsabile Scuola e Formazione Emanuela Arcaleni annunciano l'adesione del Sole che ride all'iniziativa prevista per il 5 settembre in tutte le province italiane

 

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