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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

CONTRO I RITARDI E I CAVILLI DI ROMA INTITOLARE LA BIBLIOMEDIATECA DEL CONSIGLIO REGIONALE A ENZO BIAGI

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"La libertà di stampa è uno dei valori fondamentali per la nostra società. Anche in Umbria si dia un segnale fortemente simbolico"

Scarica la lettera inviata al Presidente del Consiglio Regionale


biagi20tvkf6.jpg"Si tratta di una vera e propria vergogna che non può lasciare indifferente la classe politica e la società umbra. Per questo, come gruppo consiliare, abbiamo inviato una lettera al presidente del Consiglio regionale per proporre l'intitolazione della bibliomediateca del Consglio regionale alla memoria di Enzo Biagi, simbolo e memoria della libertà di stampa e dell'antifascismo italiano".
Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha annunciato di aver scritto una lettera al presidente Fabrizio Bracco per proporre anche in Umbria un gesto fortemente simbolico per onorare la memoria del giornalista scomparso nel 2007. Il tutto anche alla luce dei recenti fatti di cronaca accaduti a Roma, in particolare riguardanti l'Istituto comprensivo di Cesano, borgo a nord di Roma nel XX municipio.
"Negare, o peggio ancora trovare cavilli burocratici per impedire l'intitolazione di una scuola al giornalista scomparso - scrive Dottorini a Bracco - sono fatti di una gravità assoluta e dimostrano come ad oggi, in una parte minoritaria d'Italia, la libertà di stampa e il giornalismo 'dalla schiena dritta' siano valori poco rappresentati e ancor meno riconosciuti. Ritengo che come Consiglio regionale dobbiamo in ogni modo impedire che l'indifferenza e la paura verso il giornalismo pulito e indipendente a cui Biagi si ispirava e tuttora molti si ispirano, attecchisca anche in Umbria".
"Biagi - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è stato un uomo rispettoso ed equilibrato, ma con la schiena dritta. E' stato un partigiano durante la Resistenza ed è morto partigiano. Un uomo libero che non pretendeva di stare simpatico a tutti. E sapeva che l'indipendenza lo avrebbe reso poco simpatico a molti. Le forti polemiche di questi giorni lo dimostrano, il vergognoso ritardo da parte della scuola del XX Municipio di Roma ne è una conferma. A fronte dell'indifferenza di alcuni - conclude Dottorini - dobbiamo rispondere in modo unanime per ribadire, anche con un gesto simbolico come l'intitolazione della bibliomediateca di Palazzo Cesaroni, che la libertà di stampa e il giornalismo indipendente sono valori preziosi per tutti, anche per la società umbra".

Perugia, 29 settembre 2009






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