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ADESSO ANCHE GLI ALTRI GRUPPI FIRMINO LA MOZIONE CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.

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"Chiediamo che l'atto venga messo all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale. La Giunta presenti ricorso di costituzionalità contro un bene primario e di vitale importanza"

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"E' urgente che la nostra mozione venga sottoscritta anche dagli altri capigruppo della maggioranza, è necessario dare un segnale di unità della coalizione contro un governo che mercifica i beni comuni e non si fa nessuno scrupolo a regalare ai privati e alle banche la gestione di un servizio essenziale come l'acqua". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv interviene sull'avvenuta conversione in legge del decreto 135 approvato dalla maggioranza in Parlamento e sollecita la coalizione di centro sinistra in Consiglio regionale ad opporsi alla privatizzazione di un bene comune come l'acqua.
"Il nostro gruppo ha presentato giovedì scorso una mozione che impegna la Regione Umbria a presentare ricorso di costituzionalità contro il decreto 'Ronchi' che di fatto sottrae all'autonomia degli enti locali la gestione del servizio idrico e nega quindi il principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione - ha detto l'esponente dell'Italia dei Valori -.  Lo abbiamo messo a disposizione di tutti i gruppi della maggioranza. Ora anche gli altri capigruppo devono dare un segnale forte in modo da impegnare politicamente la Giunta a unirsi al coro delle altre regioni, come Emilia Romagna, Marche, Puglia e Liguria, che hanno già annunciato un ricorso di costituzionalità e per questo chiediamo ufficialmente che l'atto venga discusso nella prossima seduta utile del Consiglio regionale".
"E' importante ribadire ancora una volta che l'acqua è un bene comune essenziale per la vita di ogni uomo, un diritto umano universale che non può divenire risorsa esclusiva. Tra l'altro il meccanismo introdotto dalle previsioni normative della legge 133 del 2008, oltre a considerare l'acqua come un bene di rilevanza economica  - aggiunge l'esponente dell'Italia dei valori -, finirà a breve per comportare un aumento vertiginoso di costi per l'utente finale, con la costituzione di ulteriori enti politicizzati e costosissimi. Fino a oggi tuttavia era quanto meno riconosciuta facoltà alle amministrazioni locali e ai loro consorzi di esercitare la gestione attraverso società interamente pubbliche e sulla base di indirizzi e controlli diretti".
"Chiediamo quindi agli altri gruppi consiliari di unirsi - conclude Dottorini - per intervenire con tutti gli strumenti a disposizione della Giunta per evitare che un bene essenziale alla vita di ogni essere vivente venga mercificato e che la sua gestione venga consegnata alle regole del mercato e del profitto".

Perugia, 23 novembre 2009






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