"L'esondazione del fiume Tevere avvenuta nella notte tra il 5 e 6 gennaio ha mostrato chiaramente lo stato d'incuria in cui versano molto corsi d'acqua della nostra regione. Ora è urgente trovare i fondi per avviare al più presto le necessarie opere di manutenzione e ripristino dei danni causati. Per questo la regione Umbria deve richiedere lo stato di calamità naturale per ottenere l'intervento finanziario del Ministero dell'Ambiente e del Ministero dell'Interno". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, sollecita la giunta regionale a chiedere l'intervento del governo nazionale in seguito alla alluvione di alcuni giorni fa che ha provocato allagamenti, frane, smottamenti, auto travolte e persino persone salvate con i gommoni dai Vigili del fuoco.
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Gennaio 2010 Archives
"L'esondazione del fiume Tevere avvenuta nella notte tra il 5 e 6 gennaio ha mostrato chiaramente lo stato d'incuria in cui versano molto corsi d'acqua della nostra regione. Ora è urgente trovare i fondi per avviare al più presto le necessarie opere di manutenzione e ripristino dei danni causati. Per questo la regione Umbria deve richiedere lo stato di calamità naturale per ottenere l'intervento finanziario del Ministero dell'Ambiente e del Ministero dell'Interno". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, sollecita la giunta regionale a chiedere l'intervento del governo nazionale in seguito alla alluvione di alcuni giorni fa che ha provocato allagamenti, frane, smottamenti, auto travolte e persino persone salvate con i gommoni dai Vigili del fuoco.
Interrogazione alla giunta: "Lo stabile e la cappellina lasciati alle razzie e al degrado. Danni gravissimi alla struttura. E all'interno anche cartelle cliniche incustodite"

"Non è più tollerabile che un bene prezioso come quello dell'ex Ospedale venga lasciato al degrado e alle razzie, provocando un danno all'immagine e al decoro della città, oltre che alle finanze pubbliche. La struttura dell'ex-ospedale di Città di Castello e la chiesa presente al suo interno sono in stato di totale abbandono ormai da troppi anni. Ora chiediamo che la giunta spieghi a noi e ai tifernati a chi sono addebitabili le responsabilità di questa situazione e come si intende utilizzare quella struttura. Ci piacerebbe anche capire come mai in altri comuni della regione, come ad esempio Foligno, sono stati avviati progetti di ristrutturazione e riqualificazione delle vecchie strutture ospedaliere, mentre l'amministrazione di Città di Castello non è stata in grado di elaborare neppure un piano di recupero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione alla giunta regionale per chiarire quale sarà il futuro della struttura dell'ex nosocomio tifernate.
"Mentre l'amministrazione comunale infierisce sull'area ex Fat con un progetto da tutti considerato privo di visione strategica - aggiunge Dottorini - l'ex ospedale, che pure gravita in quella stessa zona, viene lasciato al degrado e alle razzie. In questo quadro risulta particolarmente grave lo stato in cui versa la cosiddetta "cappellina", un piccolo gioiello di fine '700, caro alla cittadinanza anche perché in quel luogo per decenni sono state battezzate generazioni di tifernati. Quella chiesa, in origine pregevolmente decorata di stucchi, con altare e balaustra di marmo finissimo e contenente anche i dipinti dei patroni San Florido e Amanzio di Antonio Illuminati, è stata saccheggiata fino a renderla oggi irriconoscibile. Gli stucchi sono stati asportati, la balaustra in parte divelta e il tabernacolo scardinato. Risultano mancanti anche parti di mobilio e i dipinti".
"Questo è potuto accadere - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - anche perché la struttura è rimasta accessibile da ingressi secondari. Cosa molto grave se si pensa che all'interno sono state lasciate incustodite e facilmente consultabili cartelle cliniche di pazienti o ex pazienti con tanto di dati personali relativi allo stato di salute (sieropositività, epatite e altre malattie) e alla condizione di dipendenza da droghe o alcol. A tutto questo la Regione, ma forse anche la Asl, devono dare una spiegazione, trattandosi di dati a sensibili che dovrebbero essere custoditi in base a una precisa normativa nazionale".
"Ma soprattutto - conclude Dottorini - è necessario che la Regione spieghi in che modo intende riqualificare e valorizzare la struttura fermando un degrado che già è costato abbastanza ai cittadini, e non solo in termini economici".
Perugia, 11 gennaio 2010

"Un provvedimento importante per i tanti cittadini e le tante famiglie che anche nella nostra regione non vedono rispettato il diritto alla casa, non avendo la possibilità di accedervi attraverso il mercato privato della locazione o attraverso l'acquisto. Una legge che, consentendo l'abbattimento dei costi oltre il 50 per cento, va a sostenere le famiglie meno abbienti e consente loro di avere un'abitazione di alta qualità a un prezzo ragionevole. Non è più ammissibile che, come ha fatto la nostra regione, vengano predisposti bandi che premiano i redditi di 60mila euro, penalizzando chi ha bisogni reali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la seduta partecipativa della terza commissione consiliare che ha preso in esame la sua proposta di legge concernente "Norme in materia di autocostruzione ed autorecupero a fini abitativi".






















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