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ORVIETO. GRAVISSIMA L'EMERGENZA ACQUA POTABILE. NECESSARIA MODIFICA DEL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

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Interrogazione alla giunta: “Occorre dare seguito al tavolo per la salvaguardia delle risorse idriche del territorio. Coinvolgere le associazioni ambientaliste”

“E’ preoccupante il silenzio che si riscontra attorno ad un’emergenza ambientale che non ha uguali su tutto il territorio nazionale. La presenza di ferro e alluminio e il conseguente divieto all’uso di acqua potabile nell’orvietano è un fatto gravissimo che richiede l’urgente intervento delle istituzioni. Per questo chiediamo che venga costituito un tavolo di monitoraggio della situazione, al quale devono essere chiamate anche le associazioni ambientaliste”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un’interrogazione alla giunta regionale in merito all’emergenza acqua potabile che si è verificata nei giorni scorsi nell’orvietano.
“Le consistenti piogge dei giorni precedenti l’emergenza – è il commento di Dottorini – non sono sufficienti a spiegare le cause di quanto è accaduto, che vanno invece ricercate nella estrema complessità del territorio dell’altopiano dell’Alfina e probabilmente nelle attività estrattive dovute alle cave presenti nell’area. E’ incomprensibile che un territorio con queste caratteristiche sia stato classificato come zona di semplice protezione dal recente Piano regionale di tutela delle acque, mentre invece anche i recenti fatti dimostrano che andrebbe trattata come zona di tutela assoluta. Per questo motivo riteniamo fondamentale prevedere una tempestiva modifica del Piano regionale di tutela delle acque, in modo da provvedere a classificare l’intera area in maniera adeguata. E’ inoltre urgente portare a compimento l’attività del Tavolo Istituzionale Interregionale Umbria-Lazio già attivato nei mesi scorsi, su richiesta delle locali associazioni ambientaliste, dall’Assessorato Ambiente della Regione Umbria  e inopinatamente abbandonato”.
“L’inquinamento della falda con ferro e alluminio – conclude il presidente della prima commissione di Palazzo Cesaroni – è un caso unico a livello nazionale e di una gravità tale che i cittadini hanno diritto ad essere informati sulla situazione e ad avere adeguate garanzie sulla tutela di un bene comune fondamentale come l’acqua potabile. Per questo chiediamo che la giunta si attivi quanto prima per monitorare la situazione e per apportare le necessarie modifiche al Piano delle acque”.

Perugia, 23 gennaio 2010 






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