" Decisione superficiale e dannosa. Necessario ribadire l'incompatibilità del carbone nella zona del Sagrantino Docg e dell'olio Dop"
"E' incomprensibile la superficialità del comune di Gualdo Cattaneo nel rilasciare parere favorevole sulla centrale a carbone di Ponte di Ferro. Una scelta gravissima che non tiene conto di una situazione tra le più gravi della Regione e delle sollecitazioni ripetute del Comitato per l'ambiente che da anni chiede che venga data priorità alla tutela della salute dei cittadini e alla salvaguardia ambientale di una zona di grande pregio agricolo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, commenta l'esito della Conferenza dei servizi che ha dato parere favorevole in merito al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale alla centrale Enel "Pietro Vannucci" di Ponte di Ferro che ha recepito il parere favorevole del Comune di Gualdo Cattaneo.
"A due anni dal tentativo di rilancio della centrale attraverso l'assurdo progetto sulle biomasse, oggi l'atteggiamento dell'amministrazione comunale appare incomprensibile - continua Dottorini -. Sarebbe invece opportuno iniziare ad affermare l'incompatibilità della centrale a carbone con un territorio caratterizzato da produzioni di pregio come il Sagrantino Docg e l'olio Dop. La scelta fatta invece, oltre a mettere in secondo piano la salute degli abitanti di Gualdo Cattaneo, rischia di arrecare anche un grave danno economico ai settori enologico e dell'olivicoltura, per non parlare dei settori turistico ed immobiliare che vengono sicuramente danneggiati dalla presenza di un impianto che da anni inquina l'intera area".
"Non si capisce - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - come mai l'amministrazione comunale abbia deciso di non avvalersi, per formulare il proprio parere, della consulenza di esperti prevista dalla convenzione stipulata dalla precedente amministrazione con l'Istituto nazionale per la Ricerca sul cancro. Tale consulenza avrebbe potuto consentire al comune di chiedere precise garanzie in merito alla copertura dei carbonili, alla necessità di ridurre i gas serra, le polveri sottili e ultrasottili, l'inquinamento da metalli pesanti e soprattutto in merito alla limitazione dei 67 elementi inquinanti, di cui alcuni altamente cancerogeni, derivanti dalla combustione del carbone. Un atteggiamento - conclude Dottorini - che appare troppo succube degli interessi economici di grandi gruppi e denota invece una scarsa attenzione all'interesse dei cittadini e del sistema produttivo di qualità tipico del territorio".
Perugia, 10 febbraio 2010






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