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LEGGE ELETTORALE. GRAVE ESCLUSIONE DI LISTE E MOVIMENTI CIVICI DALLA CORSA ELETTORALE. EFFETTI DI UNA LEGGE-TRUFFA

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"Listini bloccati, innalzamento del numero delle firme, tempi strettissimi sono le caratteristiche di una legge che svilisce partecipazione civica e democrazia"



"Quelli che abbiamo sotto gli occhi sono i primi frutti di una legge elettorale che svilisce la partecipazione civica alla vita politica della nostra regione. Un vero e proprio furto di democrazia che rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalla politica e che impedirà a una fetta di società umbra di essere rappresentata". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la notizia della non partecipazione alle prossime elezioni del 28 e 29 marzo di alcune forze politiche e movimenti civici regionali che non sono riuscite a raccogliere le firme necessarie (2mila in provincia di Perugia, 1.200 in provincia di Terni)
"La legge elettorale prevede che ci siano almeno sei mesi per poter raccogliere le firme a sostegno delle liste - dice Dottorini -, ma in realtà forze politiche non rappresentate in Consiglio e movimenti civici hanno avuto poco più di un mese per poter adempiere a tutte le procedure burocratiche necessarie alla partecipazione elettorale. Al di là di visioni politiche o strategiche differenti, ho sempre ritenuto che i movimenti civici siano il sale della vita politica ed è ingiusto che non possano godere degli stessi diritti di partecipazione delle forze che attualmente siedono a Palazzo Cesaroni. Il fatto che sia stato aumentato in maniera assolutamente abnorme il numero di firme necessario alla presentazione delle liste, e che per giunta questo valga solo per chi non è rappresentato in Consiglio regionale o in Parlamento, è molto grave ed è sintomo di una democrazia malata, di un sistema di partiti che preferisce chiudersi nel fortino dei propri privilegi piuttosto che affrontare i motivi reali di una divaricazione profonda tra società civile e politica. Il tutto mentre sale nel nostro paese e in Umbria un movimento profondo di contestazione che richiederebbe capacità di ascolto e senso di responsabilità,  non prove di forza. La politica trova sempre più difficoltà a rendersi credibile agli occhi dell'opinione pubblica e ad interpretarne i bisogni e le richieste. Certe scelte, altamente autolesioniste, non fanno che confermare una diffusa disillusione sulla effettiva capacità della politica di affrontare i temi importanti che investono la vita di tutti e che spesso sfocia nel populismo e nel qualunquismo".
"Come se non bastasse il listino di nominati dai partiti in una lista bloccata - conclude il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - ci troviamo a dover fare i conti anche con l'esclusione preventiva di chi intende rappresentare una voce dissonante nella società umbra. Non c'è da stupirsene: è esattamente ciò che abbiamo denunciato al momento dell'approvazione di una legge-truffa, frutto dell'accordo trasversale tra Pd, Pdl, Rifondazione comunista, Pdci e Sinistra e libertà. Adesso c'è solo da sperare che possano venire accolti gli esposti presentati dalle diverse forze politiche e lavorare per passare al più presto a una revisione radicale della legge, a iniziare dall'abolizione del listino e dal ripristino delle precedenti modalità di raccolta firme".

Perugia 28 febbraio 2010





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