"Impronta positiva in grado di segnare la portata innovatrice della nostra regione. Incomprensibile la scelta del Pdl di accettare centrali nucleari in Umbria"

"E' senz'altro un risultato importante che ci ripaga di un impegno determinato e coerente. Attraverso i nostri ordini del giorno approvati assieme alla manovra di Bilancio, l'Umbria, come già la Puglia e la Campania, si impegna a rendere indisponibile il proprio territorio all'istallazione di impianti nucleari e ad attivarsi affinché le società di gestione dell'acqua abbiano la maggioranza assoluta dell'azionariato a partecipazione pubblica. Una scelta in grado di segnare la portata innovatrice e riformista della nostra regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni, commenta l'approvazione della manovra di Bilancio (Bilancio, Finanziaria, Collegato) da parte della prima commissione consiliare.
"Con gli ordini del giorno approvati - spiega Dottorini - viene affermato che il territorio della Regione Umbria è precluso all'installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi di materiali e rifiuti radioattivi. Inoltre si impegna la giunta ad attivarsi affinché le società di gestione dell'acqua abbiano la maggioranza assoluta dell'azionariato a partecipazione pubblica. Sono due scelte importanti che vanno sulla scia di quanto già deliberato da altre regioni come la Puglia e la Campania. Insistere sul nucleare, abbandonando l'opzione delle fonti rinnovabili, è perdente e non comprendiamo come ancora gli esponenti del centrodestra possano continuare a chiedere il nucleare nella nostra regione. Pur di mantenere fede all'impegno berlusconiano, accettano anche la possibilità dell'installazione di un impianto in Umbria, senza considerare i nodi irrisolti della questione nucleare, come la sicurezza dei siti di stoccaggio delle scorie radioattive, la dipendenza energetica e i costi che ricadranno inevitabilmente sulle nostre bollette".
"Ci sembra altrettanto significativo - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - che, mentre il governo nazionale mette definitivamente l'acqua nelle mani del mercato, anche dall'Umbria giunga un segnale in controtendenza che riconosce il servizio idrico come privo di rilevanza economica e quindi da gestire come un diritto umano universale. in questi anni il settore dei servizi pubblici è stato uno dei più colpiti dal furore ideologico del liberismo spinto e senza regole. Per questo considero positivo che la rivolta degli enti locali contro le scelte del governo nazionale continui ad allargarsi e che anche l'Umbria faccia la sua parte".
Perugia, 1 febbraio 2010






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