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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Marzo 2010 Archives

Giovedì grande festa a Città di Castello, nella frazione di Riosecco dove l'Idv è diventato il primo partito, superando Pd e Pdl. Non tradiremo i nostri elettori" 

REGIONALI. VINCE L'UMBRIA MIGLIORE, ADESSO CAMBIAMENTO E DISCONTINUITA'. PRIMO ATTO NUOVA LEGGE ELETTORALE

 "Ha vinto l'Umbria migliore, la parte sana di una regione che vuole ancora sperare e che non si rassegna alla disillusione e al qualunquismo. E' un risultato straordinario che ci affida un mandato preciso: quello del cambiamento e della discontinuità per una regione che ha un grande bisogno di coraggio, libertà e innovazione". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini commenta lo straordinario risultato personale ottenuto (4.357 preferenze) nella lista dell'Italia dei Valori che in Umbria si afferma come seconda forza della coalizione di governo.
"E' per noi un grande risultato, che spicca anche a livello nazionale per consistenza e qualità - spiega -. Alla straordinaria risposta di Città di Castello e dell'Altotevere, si aggiunge quella di Perugia con oltre mille preferenze. E poi Nocera Umbra, Gubbio, Castiglione del Lago, Foligno, Cannara, Assisi, Gualdo Cattaneo, Valfabbrica, Spoleto. Un dato che va interpretato come un chiaro messaggio di cambiamento per l'Umbria e per la coalizione che governerà l'Umbria per i prossimi cinque anni. Per quanto ci riguarda non tradiremo il chiaro mandato che ci giunge da tantissimi cittadini, tantissimi gruppi e comitati civici, tantissimi imprenditori, agricoltori, artigiani che ci chiedono di continuare con coerenza e determinazione a lavorare per un'Umbria libera, concreta e di parola. Il primo atto per noi sarà quello di presentare una proposta di legge elettorale che cancelli il furto di democrazia rappresentato dal listino dei nominati dai partiti, che riporti le firme per la presentazione delle liste a un numero ragionevole e che elimini i trucchi per cui chi ha meno voti ottiene più consiglieri. E poi fonti rinnovabili, infrastrutture utili, agricoltura di qualità e filiera corta, artigianato, attenzione all'imprenditoria sana e non a chi è abile solo a intercettare risorse pubbliche, dialogo con i cittadini e le realtà civiche.
Ma adesso è il momento di festeggiare. Giovedì, a partire dalle ore 20, ci ritroveremo da tutta l'Umbria a Città di Castello, presso la pizzeria "Il Fiore" di Riosecco, la frazione dove l'Italia dei Valori è diventata il primo partito superando Pd e Pdl. Spero saremo in tanti: ci sarà pizza, bevande del commercio equo, musica e tanta voglia di cambiamento".

Perugia, 30 marzo 2010 
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Come avrete ben notato, da sempre, nella sezione Auto e moto storiche concessami gratuitamente da Oliviero Dottorini, non si è mai parlato di politica.

Per la prima volta in 4 anni, "rompo" questo schema per ringraziare, anche a nome di Oliviero, tutti gli appassionati di auto e moto storiche dell'Umbria che hanno avuto fiducia in lui votandolo.

È stato un plebiscito che va oltre ogni ragionevole aspettativa, per questo motivo la battaglia già vinta con l'abbattimento del monopolio dell'A.$.I. continua ed ora più che mai, non si fermerà affinché siano fatti valere a 360° i nostri diritti di uomini-donne/cittadini-e/contribuenti/automobilisti-motociclisti.

Ciao a tutti e grazie di vero cuore.

dario di bello

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La testimonianza di Oliviero Dottorini che porta alla luce la questione della "sete" delle multinazionali nell'acquisire l'utilizzo a poco prezzo dei principali acquedotti italiani
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"Certe vicende evidenziano ancora di più la decadenza della scuola operaia Bufalini, per anni punto di riferimento dei nostri artigiani del legno e della meccanica"

FONDO SOCIALE EUROPEO. DOTTORINI (IDV): ANCORA FONDI PUBBLICI ALLA PONTI ENGINEERING. E LA BUFALINI RIMANE AL PALO

"Strano che imprenditori che hanno già dato pessima prova di sé cedendo aziende a personaggi tutt'altro che rassicuranti e lasciando gli operai senza lavoro, continuino a beneficiare di contributi pubblici. Come se non fossero già abbastanza le risorse elargite al gruppo Ponti, con risultati tutti da dimostrare e con un tessuto imprenditoriale in grave difficoltà e spesso senza supporti. Qualcuno dovrà spiegare come mai i finanziamenti vanno sempre ai soliti privati mentre non si trovano mai le risorse per strutture pubbliche come la scuola operaia Bufalini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, commenta la notizia dell'assegnazione di finanziamenti del Fondo sociale europeo (Fse) alla Ponti Engineering, per la realizzazione di 30 corsi di formazione rivolti a 360 studenti.
"Come se nulla fosse avvenuto e come se non esistesse un istituto formativo che è stato il riferimento dei nostri artigiani per decenni, il gruppo Ponti - spiega l'esponente dell'Italia dei Valori - si dimostra ancora una volta molto abile nell'intercettare risorse pubbliche. Ma qualcuno dovrà pure degnarsi di rendere conto delle ricadute che i cospicui investimenti pubblici sul gruppo Ponti hanno avuto sul tessuto economico e occupazionale del nostro territorio. E' ancora fresca la vicenda della crisi della Ponti Editoriale, con tanto di minacce di denuncie ai dipendenti, e già dobbiamo registrare l'ennesima notizia di fondi pubblici elargiti ad un gruppo che appare sempre più come un pozzo senza fondo. E' bene ricordare i milioni di euro pubblici (finanziamenti e leasing) di cui il gruppo Ponti negli anni ha goduto. Ora assistiamo sbigottiti a una nuova pioggia di denari dalle casse pubbliche per corsi di formazione che spesso non garantiscono ai partecipanti un effettivo accesso al mondo del lavoro e che mettono ancora di più in evidenza la decadenza in cui è stato costretto un ente formativo come la scuola Bufalini, che per anni è stato il punto di riferimento dei nostri artigiani nel settore della meccanica, del legno e dell'edilizia, rappresentando un autentico supporto per le piccole aziende. Il fatto che si decida di non sostenere la specializzazione nei settori tipici del nostro tessuto imprenditoriale, significa abbandonare le aziende artigiane del territorio che in questo modo non trovano il supporto di una manodopera specializzata. Forse sarebbe opportuno che qualcuno fornisse qualche spiegazione, anche perché a rimetterci a questo punto non sono solo i lavoratori e le aziende, ma i contribuenti che vorrebbero sapere come vengono impiegati i loro denari".

Perugia, 23 marzo 2010
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"Ripresi gli slogan della nostra campagna elettorale. Nulla cambierà nel mio impegno politico e nel nostro progetto per un'Umbria migliore"

 
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"Se l'intenzione era quella di intimidirci, hanno sbagliato indirizzo. Non sarà certo l'atto vile di chi non ha la faccia e le parole per affrontare un pubblico confronto che ci farà retrocedere dalla nostra battaglia a favore di una politica pulita, trasparente e concreta". Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv), presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, commenta così l'atto vandalico attraverso il quale nella nottata ignoti hanno ricoperto la sua autovettura di scritte ingiuriose apposte con una vernice spray.
"Il fatto che chi ha compiuto questo gesto vile abbia utilizzato gli slogan della nostra campagna elettorale - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - fa pensare ad un atto non di semplice vandalismo, ma con risvolti pseudo-politici. Il tutto è necessariamente avvenuto dopo le una e trenta della notte, ora in cui ho posteggiato nei pressi di Porta San Florido, di ritorno da uno dei tanti incontri della campagna elettorale. Oltre che conoscere la mia auto, l'autore o gli autori hanno atteso il mio ritorno per entrare in azione. Da parte mia considero incredibile dover registrare un simile imbarbarimento del confronto e garantisco ai cittadini che nulla cambierà nel mio impegno politico e nella linearità del nostro progetto per un'Umbria migliore: libera, concreta e di parola".

Perugia, 22 marzo 2010
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Cari amici, finalmente dopo tanti mesi di attesa, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale riguardante la periodicità delle revisioni, la reimmatricolazione dei veicoli radiati ed altro.

Devo precisare che tale Decreto, emanato dal MINISTERO delle INFRASTRUTTURE e dei TRASPORTI, riguarda unicamente la circolazione stradale, nulla ha a che vedere con la questione fiscale dei veicoli storici, tutto è rimasto come prima, non fatevi ingannare da chi vi dice cose diverse.

Probabilmente molti vi faranno credere che questo D.M. è stato ottenuto grazie all'intercessione dell'A.$.I., nulla di più falso !!!

Questo D.M. è stato ottenuto grazie all'interessamento di TUTTI e 5 i registri cui all'art.60 del Codice della Strada, ed in particolare del Registro FIAT, registro LANCIA, ALFA ROMEO, F.M.I., A.$.I..
A tutti loro, comunque, bisogna ringraziare.

A livello fiscale, l'unica norma in vigore a livello nazionale, è il discusso art.63 ex L.342/2000 a seguito del quale, a causa della non presentazione degli elenchi da parte dell'A.$.I., molte Regioni hanno legiferato in merito.

Per comodità di lettura, l'intero documento è stato diviso in più parti, eccolo (scaricalo clikkando su una riga per volta):

Decreto Ministeriale 17 dicembre 2009 (10 pagine);

Allegato I (3 pagine);

Allegato II (9 pagine);

Allegato III (2 pagine);

Allegato IV-1 (3 pagine);

Allegato IV-2 (3 pagine);

Allegato IV-3 (4 pagine);

Allegato IV-4 (4 pagine);

Allegato IV-5 (4 pagine);

Allegato IV-6 (4 pagine);

Allegato IV-7 (3 Pagine);

Allegato IV-8 (4 pagine).

Buona lettura.

dario di bello

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"Pieno sostegno della battaglia dell'Associazione tartufai Altotevere. Cecchini ammetta l'errore e convochi le parti per rimediare a un atto sconsiderato"

TARTUFI. DOTTORINI (IDV): ARROGANZA, SUPERFICIALITA' E INCAPACITA' AMMINISTRATIVA ALLA BASE DELLA CONCESSIONE DI RECINTARE 300 ETTARI

"Un misto di arroganza politica, superficialità e incapacità amministrativa sono alla base della scelta di concedere l'autorizzazione alla recinzione di 300 ettari di terreno in deroga ai Regolamenti edilizi comunali e senza tenere conto di una legge regionale e di ripetute sentenze della Corte Costituzionale e del Tar. Quanto denunciato dall'Associazione tartufai dell'Altotevere è allo stesso tempo grave e indicativo di un modo di amministrare che fa carta straccia del rispetto dei cittadini, dell'ambiente e delle ragioni storico-culturali di un territorio. Credo che il primo atto da fare alla ripresa delle attività istituzionali del Consiglio regionale sia un'interrogazione agli assessori all'Agricoltura e all'Ambiente per comprendere le ragioni di un atto che poco ha a che vedere con il rispetto delle regole e molto con un modo di gestione della cosa pubblica che tutti vorremmo vedere archiviato". Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv), presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, commenta con queste parole l'atto sconsiderato con cui il sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini ha autorizzato una recinzione di 300 ettari per un'altezza di 2 metri nel comune di Città di Castello, consentendo così la chiusura di un fondo che la legge regionale 8 del 2004, due sentenze della Consulta e una sentenza del Tar ritengono avrebbe dovuto consentire l'accesso ai cercatori di tartufi.
"C'è una responsabilità politica pesante dietro questa decisione - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - e sarebbe importante che il sindaco ne rispondesse senza scaricare le proprie responsabilità sul livello tecnico. Magari prima che a farlo sia il nuovo governo regionale a cui noi presenteremo un'interrogazione a risposta immediata per chiedere chiarimenti riguardo alla volontà di boicottare la legge approvata dalla Regione, disattendendo anche a chiare indicazioni della Corte Costituzionale e del Tar. Ci piacerà conoscere anche le motivazioni di questa scelta in considerazione del rispetto di leggi come quella sulla tutela delle acque. Ritengo grave - aggiunge Dottorini - che si continui a pensare di danneggiare i cittadini e le ragioni dell'ambiente solo per andare incontro alle esigenze di un privato, per giunta procedendo in deroga agli stessi regolamenti comunali e creando un precedente che rischia di avere effetti a catena pericolosi su altre situazioni analoghe. Non vorremmo che alla base di questa scelta vi fosse, ancora una volta, la volontà di rispondere a richieste provenienti da un apparato politico-burocratico extraterritoriale che non ha alcun interesse a valorizzare il nostro territorio per la sua tradizione di autonomia e civiltà. Per questo all'Associazione tartufai dell'Altotevere va tutto il mio sostegno, accompagnato dall'impegno per una forte azione di rilancio dei principi contenuti nella legge regionale e di contrasto ai tentativi di piegare regolamenti e leggi alle esigenze particolari. Sarebbe importante - conclude Dottorini - se l'amministrazione tifernate ammettesse con umiltà l'evidente errore commesso e convocasse le parti per trovare soluzioni praticabili e condivise, anche per fare in modo che non si verifichino più in futuro atti che non hanno nulla a che vedere con la buona amministrazione, trovando sostegno nella supponenza e nella superficialità di un modo di amministrare lontano dai cittadini e dagli interessi del territorio".

Perugia, 20 marzo 2010
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"Incomprensibile immobilismo del sindaco che sottovaluta il rischio sanitario e ignora le interpellanze scritte presentate dal Comitato per l'ambiente"
 
GUALDO CATTANEO. INACCETTABILE LA SITUAZIONE DEI CARBONILI ALLA CENTRALE DI PONTE DI FERRO
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"Il livello dei carbonili sovrasta ormai di molti metri i muri di contenimento. Una situazione inaccettabile che rappresenta l'ennesima conferma di quanto l'impianto sia dannoso per il territorio e per la salute della popolazione. Non si capisce cosa aspetti il sindaco di Gualdo Cattaneo ad affrontare seriamente il problema e a dare risposte serie alle interpellanze presentate dai cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, torna a denunciare la grave situazione cui è sottoposta la popolazione del territorio di Gualdo Cattaneo e comuni limitrofi a causa della centrale Enel di Ponte di Ferro.
"E' incomprensibile - spiega l'esponente dell'Idv - la superficialità del comune di Gualdo Cattaneo nell'affrontare questo problema. Già nei mesi passati quella amministrazione si è assunta l'onere di rilasciare parere favorevole sulla centrale a carbone, operando così una scelta gravissima che non tiene conto di una situazione tra le più gravi della Regione e delle sollecitazioni ripetute del Comitato per l'ambiente che da anni chiede che venga data priorità alla tutela della salute dei cittadini e alla salvaguardia ambientale di una zona di grande pregio agricolo. Non si capisce come mai l'amministrazione comunale non si sia ancora degnata di avvalersi della consulenza di esperti, in rapporto agli aspetti sanitari legati alla centrale, prevista dalla convenzione stipulata dalla precedente amministrazione con l'Istituto nazionale per la Ricerca sul cancro. Tale consulenza avrebbe potuto consentire al comune di chiedere precise garanzie in merito alla copertura dei carbonili, alla necessità di ridurre i gas serra, le polveri sottili e ultrasottili, l'inquinamento da metalli pesanti e soprattutto in merito alla limitazione dei 67 elementi inquinanti, di cui alcuni altamente cancerogeni, derivanti dalla combustione del carbone. Un immobilismo incomprensibile e arrogante, se si tiene conto anche del fatto che il sindaco non ritiene necessario nemmeno rispondere all'interpellanza scritta che il Comitato per l'ambiente ha presentato l'11 gennaio 2010".
 "A due anni dal tentativo di rilancio della centrale attraverso l'assurdo progetto sulle biomasse - conclude Dottorini - sarebbe ora il caso di prendere consapevolezza della necessità di iniziare ad affermare l'incompatibilità della centrale a carbone con un territorio caratterizzato da produzioni di pregio come il Sagrantino e l'olio Dop. L'atteggiamento e le scelte del Comune invece, oltre a mettere in secondo piano la salute degli abitanti di Gualdo Cattaneo, rischiano di arrecare anche un grave danno economico ai settori enologico e dell'olivicoltura, per non parlare dei settori turistico ed immobiliare che vengono sicuramente danneggiati dalla presenza di un impianto che da anni inquina l'intera area".
 
Perugia, 19 marzo 2010

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"Dobbiamo ricordare ai cittadini che si può ancora tracciare il profilo di un'Umbria migliore: libera, rispettosa dei diritti di tutti e capace di scommettere sul futuro"

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E' un vero e proprio "kit di sopravvivenza democratica" quello che Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, distribuirà nelle piazze dell'Umbria per la campagna elettorale delle Regionali 2010. Il kit contiene alcuni oggetti che simboleggiano i valori e i principi sui quali punta il programma politico dell'esponente dell'Italia dei Valori. C'è una copia della costituzione, "perché c'è chi vuole stravolgere le regole della convivenza democratica solo per tutelare i propri interessi"; una matita, "perché non si esaurisca mai la capacità di pensare e di esprimere le proprie opinioni e non rinunciare mai al diritto di parola"; sementi, "perché ognuno coltivi la capacità di scommettere sul futuro, senza mai perdere l'ottimismo e la fiducia nella possibilità del cambiamento"; caramelle equosolidali, "perché nel difendere i propri diritti non ci si dimentichi mai quelli degli altri, continuando a lavorare per un mondo più giusto e sostenibile".
"Il kit di sopravvivenza democratica - spiega Dottorini - è stato pensato per ricordare ai cittadini umbri che è ancora possibile avere fiducia nella giustizia e nel cambiamento. Rappresenta con alcuni simboli semplici il senso del nostro impegno. In un panorama desolante, dominato da disillusione e sfiducia nei confronti dei rappresentanti che operano nelle istituzioni, il kit vuole essere uno strumento per mettere in evidenza che è possibile disegnare il profilo di un'Umbria migliore, difendendosi da clientele e da chi vende solo promesse. In altre parole - conclude l'esponente dell'Italia dei Valori - è ancora possibile credere in un'Umbria libera, rispettosa dei diritti di tutti e capace di scommettere sul futuro".
Tutti i cittadini potranno richiedere il kit di sopravvivenza democratica, scrivendo a info@dottorini.com.  

Perugia, 17 marzo 2010
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Articolo presente sul sito www.virtualcar.it

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Vi segnalo questo articolo scritto il 1° marzo 2010 dal preparatissimo Piero Vanzetti alias peofsz1600, cultore e possessore di veicoli storici Lancia.

L'articolo affronta l'aborto chiamato Legge berselli e la sua definitiva messa da parte.

Buona lettura, leggi qui l'articolo clikkandoci sopra.

dario di bello

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Collegamento al vecchio sito internet di Dottorini.

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Questo è il link per collegarsi al vecchio sito dove sono disponibili i Modelli per l'Autocertificazione, le Sentenze delle Commissioni Tributarie, gli Elenchi delle Auto e delle Moto storiche, le Circolari, le varie Leggi Nazionali e Regionali, Provvedimenti vari, Rassegna Stampa, Modulistica varia, etc. etc., quello che non trovi, chiedicelo.

Buona lettura, clikka qui per collegarti.

dario di bello

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"Convinta adesione alla manifestazione di fronte alla Rai. Solidarietà al giornalista Andrea Chioini, professionista indiscutibile e cittadino libero"

Il popolo viola di Perugia Il popolo viola di Perugia Il popolo viola di Perugia Daniela Chiavarini, Oliviero Dottorini e Dario Di Bello insieme al popolo viola di Perugia
Guarda tutte le immagini

"La censura delle trasmissioni di informazione ed approfondimento politico e la palese faziosità di alcuni telegiornali come il Tg1 di Minzolini sono segnali gravissimi di un sistema informativo e politico oramai alla deriva. Oggi con la scusa della par condicio si vuole mettere il bavaglio all'informazione negando ai cittadini il diritto di essere informati". Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, annuncia la propria partecipazione alla manifestazione indetta dal popolo viola e dal movimento Perugia civica per questa sera alle ore 20,30 di fronte alla sede regionale della Rai.
"Aderiamo quindi in maniera convinta alla manifestazione di stasera - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - per chiedere che venga ristabilito un servizio di informazione pubblica realmente rivolto ai cittadini, una informazione plurale e completa senza censure ed omissioni. Questa sarà anche l'occasione per ribadire e rinnovare la mia solidarietà ad Andrea Chioini (giornalista Tg3 regionale), professionista indiscutibile e libero cittadino, reo solamente di avere sottoscritto un appello a favore della mia candidatura alle prossime elezioni regionali".
"Bisogna distinguere con chiarezza la capacità di un giornalista di far bene il proprio mestiere ed il suo diritto ad esprimere posizioni come privato cittadino, peraltro sancito dalla Costituzione. Una distinzione che per Andrea Chioini è stata sempre alla base di una professionalità indiscutibile con la quale ha saputo  armonizzare  l'impegno lavorativo con quello civico, di cittadino attento alle istanze ambientali, sociali, culturali della sua città e della sua regione".
"Ad Andrea - conclude Dottorini - va il mio sostegno e la solidarietà di tutti coloro che si auspicano l'immediato ripristino di una  informazione plurale ed indipendente, un informazione realmente rivolta ai cittadini soprattutto quando fornita dal servizio pubblico".

Perugia, 11 marzo 2010

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"Dimostrate le ragioni di chi da anni denuncia lo scempio del palazzo della Posterna. La demolizione sana parzialmente una pesante ferita"

SPOLETO. DOTTORINI (IDV): LA SENTENZA SULL'ECOMOSTRO RENDE GIUSTIZIA DELLA VIOLENZA SUBITA DALLA CITTA' DEL FESTIVAL DEI DUE MONDI


"La decisione dei giudici di ordinare la demolizione parziale dell'ecomostro rende finalmente giustizia, seppure parziale, della violenza senza precedenti subita dal centro storico della città del Festival dei due mondi e dimostra che aveva ragione chi, come noi e il comitato civico, aveva denunciato a suo tempo uno scempio che rischiava di compromettere l'immagine stessa di Spoleto in Italia e nel mondo". Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, commenta la sentenza di primo grado al processo sul palazzo della Posterna, che ha condannato sei degli imputati a 4 mesi di reclusione e al pagamento di una ammenda di 25 mila euro per reati di abuso edilizio e deturpamento delle bellezze naturali, oltre ad ordinare la demolizione delle  volumetrie eccedenti.
"Purtroppo - continua Dottorini - la sentenza sana solo parzialmente la ferita inferta ad una città conosciuta nel mondo per la sua cultura e per la sua capacità di valorizzare le proprie qualità artistiche. C'è da domandarsi come sia stato possibile che interventi sciagurati e dissennati come quello alla Posterna abbiano potuto incontrare il favore pressoché unanime di tutto il consiglio comunale. Il solo averli concepiti è la dimostrazione di una visione dello sviluppo turistico e della salvaguardia ambientale antiquata e fuori da ogni parametro ragionevole. Il paesaggio e la cultura di una città e di una regione non possono trasformarsi in merce a disposizione di chi pensa ancora di poter coniugare il rilancio delle potenzialità economiche di un territorio con colate di cemento e ferite alla storia e alla cultura di una delle città più antiche dell'Umbria".
"Ora - conclude l'esponente dell'Italia dei valori - quanti avevano sostenuto quest'opera e non si erano schierati a fianco dei comitati e delle associazioni che a suo tempo si sono opposte a questo intervento, dovranno chiedere scusa a tutta la cittadinanza. Ci auguriamo che questa sentenza di condanna, oltre a rendere merito a chi sosteneva che quello del palazzo della Posterna fosse un intervento sciagurato e dissennato, abbia anche l'effetto di dissuadere da eventuali ulteriori progetti irrazionali che, nell'interesse dei soliti pochi che guadagnano dalle colate di cemento, mettono a repentaglio il patrimonio collettivo di bellezza, cultura e storia di cui la nostra regione è ricca e che deve essere tutelato e valorizzato invece che deturpato".
 
Perugia, 9 marzo 2010
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È in corso di pubblicazione  sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il decreto ministeriale - di seguito indicato come "decreto" - concernente i veicoli di interesse storico e collezionistico. Il suddetto provvedimento disciplina i requisiti dei veicoli in argomento, così come classificati dall'articolo 60 del DLgs 30 aprile 1992, n. 285 recante "Nuovo codice della strada" (CdS), sia sotto il profilo dell'accertamento dell'adeguato modo di conservazione, richiesto dal decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, concernente la "attuazione della direttiva 2000/53/CE, relativa ai veicoli fuori uso" e successive modifiche, sia sotto il profilo della verifica delle prescrizioni di sicurezza richieste dall'articolo 215 del DPR 16 dicembre 1992, n. 495, recante "regolamento di esecuzione al Codice della strada", per la loro circolazione su strada.
Il decreto, con le integrazioni riportate nelle presenti disposizioni - emanate in applicazione del decreto stesso - completa il quadro normativo di riferimento per i veicoli di interesse storico e collezionistico e reca, in particolare, disposizioni concernenti:
1) l'iscrizione di un veicolo in uno dei registri, di cui all'art. 60 del CdS, al fine di acquisire la qualifica di "veicolo di interesse storico e collezionistico";
2) la riammissione alla circolazione dei veicoli precedentemente cessati dalla circolazione o di origine sconosciuta;
3) la revisione periodica.

Scarica qui il pubblicando Decreto Ministeriale clikkandoci sopra.
Buona lettura.

dario di bello 

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"Non si può sospendere la libertà di esprimere le proprie opinioni, soprattutto in un panorama radio-televisivo che riflette i sintomi di una democrazia malata"

INFORMAZIONE. SOLIDARIETA' AL GIORNALISTA ANDREA CHIOINI. PROFESSIONISTA INDISCUTIBILE E CITTADINO LIBERO

"La decisione della direzione del Tgr, pur trattandosi di una prassi aziendale in situazioni analoghe, finisce per aggravare, anche a livello locale, un panorama radio-televisivo che riflette sempre di più i sintomi di una democrazia malata".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, commenta la decisione di sospendere dalla conduzione del telegiornale e del giornaleradio dell'Umbria, fino alle prossime elezioni, il giornalista Andrea Chioini (TgR Umbria), firmatario di un appello al voto a sostegno della candidatura dello stesso Dottorini alle prossime elezioni regionali. 
"La censura delle trasmissioni di informazione ed approfondimento politico, la palese faziosità di alcuni telegiornali come il Tg1 di Minzolini - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - sono segnali gravissimi di un sistema informativo e politico ormai alla deriva. Oggi con la scusa della par condicio si vuole mettere il bavaglio all'informazione negando ai cittadini il diritto di essere informati. Bisogna distinguere con chiarezza la capacità di un giornalista di far bene il proprio mestiere ed il suo diritto ad esprimere posizioni come privato cittadino, peraltro sancito dalla Costituzione. Una distinzione che per Andrea Chioini è stata sempre alla base di una professionalità indiscutibile con la quale ha saputo armonizzar l'impegno lavorativo con quello civico, di cittadino attento alle istanze ambientali, sociali, culturali della sua città e della sua regione".
"Ad Andrea - conclude Dottorini - va la mia solidarietà e la solidarietà di tutti coloro che auspicano l'immediato ripristino di una informazione plurale ed indipendente, un informazione realmente rivolta ai cittadini, soprattutto quando fornita dal servizio pubblico".

Perugia 6 marzo 2010

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"Preoccupante silenzio di forze politiche e istituzioni. Subito Consiglio comunale straordinario sulle crisi occupazionali in Altotevere".

PONTI EDITORIALE. DOTTORINI (IDV): GRAVISSIMO QUANTO STA AVVENENDO AI LAVORATORI: NON PERCEPISCONO STIPENDIO E VENGONO DENUNCIATI

"Quanto sta avvenendo alla Ponti editoriale è della massima gravità e richiede un intervento deciso di tutte le istituzioni, a iniziare da quelle che in questi anni hanno sostenuto anche economicamente un gruppo che si è rivelato molto abile nell'intercettare risorse pubbliche, ma non altrettanto nel garantire continuità occupazionale e ricadute sul territorio. Le minacce di denuncie ai dipendenti sono a nostro avviso inaccettabili e da condannare senza esitazioni. Hanno sicuramente il sapore di una beffa e di un affronto, considerato che quei lavoratori hanno continuato a lavorare nei mesi di gennaio e febbraio senza percepire stipendio e in attesa della tredicesima di dicembre". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, chiede che il sindaco di Città di Castello "convochi urgentemente un Consiglio comunale straordinario sulla grave situazione occupazionale dell'Altotevere", anche alla luce della decisione dell'amministratore unico della Ponti editoriale Gian Gaetano Caso di licenziare per "giusta causa" i dipendenti dell'azienda accusandoli di "non curanza e disaffezione al lavoro".
"E' assolutamente inaccettabile - aggiunge il presidente Dottorini - pensare che cittadini onesti e laboriosi, come quelli della Ponti editoriale, possano essere denunciati per avere goduto di un sacrosanto diritto riconosciuto dalla Costituzione, quello dello sciopero.  Si tratta di un fatto gravissimo che dovrebbe provocare l'indignazione e la reazione di forze politiche e istituzioni e che dovrebbe portare all'immediata convocazione di un Consiglio comunale straordinario per affrontare la situazione di grave crisi occupazionale che sta colpendo l'Altotevere nell'indifferenza delle istituzioni cittadine".
"A fronte dei milioni di euro pubblici (finanziamenti e leasing) di cui il gruppo Ponti negli anni ha goduto - spiega Dottorini - ci ritroviamo ancora senza un piano industriale e con un'azienda ceduta ad imprenditori che mettono in atto simili comportamenti. E' bene ricordare che il rischio complessivo assunto dalla finanziaria regionale Gepafin nei confronti delle aziende del gruppo Ponti era originariamente pari a 2 milioni e 214mila euro e oggi ammonta a 1 milione e 540mila euro distribuiti in diverse operazioni di finanziamento e di leasing. Questi interventi hanno contribuito ad attivare oltre 6 milioni e 650mila euro. In particolare al momento dell'acquisizione di Ipf-Web da parte di Ponti, Gepafin ha partecipato direttamente al capitale sociale con 500mila euro, uscendone nei primi mesi del 2009. Come è stato possibile giungere a questa situazione? Forse sarebbe opportuno che qualcuno fornisse qualche spiegazione, anche perché a rimetterci a questo punto non sono solo i lavoratori, ma i contribuenti che vorrebbero sapere come vengono impiegati i loro denari. L'Umbria e l'Altotevere non possono più consentire il silenzio attorno a certe modalità imprenditoriali, soprattutto quando a rimetterci sono le famiglie e quegli imprenditori abituati a far conto sulle proprie capacità e non sugli interventi pubblici".
 
Perugia, 4 marzo 2010
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Necessarie politiche giuste per favorire integrazione e diritti. Una giornata senza migranti rappresenta una perdita culturale e di progresso"

"La giornata senza immigrati è stata un'occasione per far riflettere tutti sul fatto che le leggi e le politiche messe in atto dal governo Berlusconi sono servite solamente a creare inaccettabili discriminazioni e a trattare gli immigrati come esseri senza diritti e senza tutele, da sfruttare attraverso il lavoro nero. Lo sciopero degli immigrati di oggi ci dimostra che se si fermano loro, si blocca tutto il paese e che sono necessarie politiche giuste per favorire in ogni modo integrazione e diritti. Una giornata senza immigrati non è per l' Italia soltanto una perdita economica, ma anche e soprattutto una perdita culturale e di progresso." Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha commentato "24 ore senza di noi" che si è svolta oggi dalle ore 14,30 a Perugia, alla quale l'esponente dell'Italia dei valori ha partecipato aderendo in maniera convinta.
"Per questi motivi - conclude Dottorini - è stato importante essere al fianco delle persone che oggi hanno manifestato, così come è importante ribadire la nostra contrarietà al reato di clandestinità, previsto solo in Italia fra i vari paesi del mondo, perché condanna le persone non per quello che fanno, ma per quello che sono".
 
Perugia, 1 marzo 2010
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