Teniamoci in contatto:

C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Maggio 2010 Archives


L'esponente Idv ai banchetti di raccolta. "Importante sostenere battaglia contro tre normative altamente antidemocratiche. Obiettivo: 800mila firme entro il 20 luglio"

"Occorre bloccare quanto prima tre normative altamente antidemocratiche che privano i cittadini della possibilità di disporre pienamente dei beni comuni, dell'ambiente e dell'uguaglianza di fronte alla legge. I referendum contro la privatizzazione dell'acqua, contro il nucleare e contro il legittimo impedimento rappresentano tre battaglie fondamentali per il futuro di tutti e devono essere sostenute da chiunque abbia a cuore il futuro democratico del nostro paese". Con queste parole il consigliere regionale dell'Italia dei valori, Oliviero Dottorini, lancia un appello alla società civile regionale perché si mobiliti nella raccolta di firme per i tre referendum promossi dal partito di Antonio Di Pietro.
"Si tratta - spiega Dottorini, annunciando la propria presenza presso i banchetti di raccolta firme - di una battaglia in difesa della libertà, della democrazia, dell'ambiente e volta a restituire la parola e la dignità agli italiani. Dobbiamo assolutamente difendere l'acqua pubblica per evitare di svendere questo prezioso bene comune e metterlo nelle mani delle multinazionali. Dobbiamo impedire di spendere soldi pubblici per una tecnologia, quella del nucleare, obsoleta, pericolosa e che non rappresenta una prospettiva sostenibile per risolvere il problema energetico del nostro paese. Dobbiamo, infine, fermare la legge sul legittimo impedimento per dare uno stop alla deriva personalistica e autoassolutoria del presidente del Consiglio Berlusconi che sta allontanando il nostro paese dal principio in base al quale tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di censo o di carica".
"Sono tre battaglie che vanno sostenute con convinzione - conclude l'esponente dell'Italia dei valori - ragione per cui sarò personalmente presente presso i banchetti allestiti per raccogliere le firme dei cittadini per contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di 800mila firme entro il 20 luglio".
 
Perugia, 5 maggio 2010

"Fondamentale evitare ostacoli alla diffusione delle rinnovabili per ridurre emissioni climalteranti e per rilanciare un'economia ecologicamente sostenibile"

FOTOVOLTAICO. DOTTORINI (IDV): MODIFICARE DELIBERA E LAVORARE DA SUBITO A UN NUOVO PIANO ENERGETICO REGIONALE

"Sarà opportuno modificare al più presto la delibera regionale che di fatto blocca lo sviluppo degli impianti fotovoltaici nelle zone agricole dell'Umbria. Altri sono gli interventi che deturpano il nostro paesaggio e altri sono i motivi e gli impieghi non agricoli e speculativi che sottraggono da decenni migliaia e migliaia di ettari alla coltivazione agricola. Le fonti rinnovabili, utilizzate rispettando tutti i criteri già esistenti di tutela del territorio, oltre a dare una risposta concreta agli impegni di riduzione delle emissioni climalteranti costituiscono una straordinaria opportunità di rilancio e di sostegno per le aziende agricole che stanno attraversando un periodo di gravissima crisi". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, commenta la volontà della presidente della regione Umbria Catiuscia Marini di revisionare la delibera 420 che prevede indirizzi e criteri molto restrittivi per la realizzazione di impianti fotovoltaici con particolare riferimento alle zone agricole di pregio.
"E' fondamentale - spiega Dottorini - evitare ostacoli burocratici e pretestuosi alla diffusione del fotovoltaico. E' vero che occorre tener presenti molti fattori legati alla speculazione finanziaria fine a se stessa e allo stravolgimento del paesaggio. Ma la nuova delibera potrà tener conto di questi aspetti, senza rendere di fatto impraticabile ogni iniziativa tesa allo sviluppo delle rinnovabili. Basti pensare che se si arrivasse un domani a piazzare impianti fotovoltaici sul solo 1 per cento del territorio agricolo nazionale, cioè su 132 mila ettari, si arriverebbe a produrre quote significative di energia, senza aver sottratto porzioni rilevanti di territorio. La stessa cosa non si può dire delle quattro centrali nucleari berlusconiane, quelle sì che avranno un impatto devastante sul nostro territorio senza contribuire in maniera significativa a soddisfare il fabbisogno energetico del nostro paese".
"Anche per questi motivi è opportuno che si cominci a lavorare ad un nuovo Piano energetico regionale. Quello attuale - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - è stato fatto in un periodo in cui non era ancora chiara l'entità dell'emergenza climatica e non erano ancora definiti gli obiettivi dell'Ue. Si tratta di un Piano che sottostima le potenzialità delle rinnovabili in Umbria. Per questo motivo, riteniamo che sia giunto il momento di programmare nuovamente il futuro energetico dell'Umbria, salvaguardandone le potenzialità turistiche e paesaggistiche, ma puntando in maniera decisa sullo sviluppo diffuso delle fonti rinnovabili, compreso il fotovoltaico".

Perugia, 4 maggio 2010

Ricevo e pubblico l'aggiornamento relativo alla Black List dei veicoli non assicurabili con la Berica Insurance.

Vi ricordo che solo con la Berica potete assicurare i Vs. veicoli utilizzando il modulo dell'autocertificazione e senza alcuna iscrizione a dei club.

Clikka su questa riga per leggere la convenzione con la Berica.

Clikka su questa riga per leggere la nuova Black List.

Il solito affettuoso saluto... (hi hi hi...) così come dice lo Sceriffo di Nottingham...

Ciao a tutti.
dario

Cari amici,
non posso esimermi dall'allegarvi questo "fulgido" editoriale giuntomi via e-mail dal solito "ammiratore mascherato".
Ecco alcuni passi (tra parentesi il mio modesto commento)...

[...] È chiaro che simili risultati non nascono per caso: alla loro base sta la maggiore consapevolezza delle nostre funzioni e la soddisfazione di riuscire spesso ad ottenere i risultati che ci proponiamo. Rimane una spina che ci riguarda come italiani e, in particolare, come tesserati asi: è quella del mancato rispetto delle norme statali da parte delle Regioni (senti chi parla, le Regioni non rispettano le Leggi...).
Ancora una volta tale problema nasce dall'ultra nota autonomia degli Enti locali che, spesso, se nella volontà del Legislatore la stessa avrebbe dovuto portare a risultati positivi, nella realtà si trasforma in un boomerang. Innanzitutto perché, di fronte a situazioni identiche, i cittadini dovrebbero ricevere identici trattamenti, ovvero proporzionati alle situazioni sottostanti, mentre spesso ciò non accade
(giusto, ma come mai tutti i cittadini d'Italia sono discriminati rispetto ai lombardi ?).
Secondariamente, poiché gli Enti locali, barricandosi dietro l'autonomia, anche quando questa non è prevista dalla Legge, l'autonomia se la creano.
Ciò accade nell'ambito delle tasse automobilistiche dove, come confermato da tre sentenze della Corte Costituzionale, le Regioni hanno l'unica possibilità di non rispettare la Legge dello Stato nella parte relativa alle aliquote del tributo. Infatti queste possono essere aumentate o ridotte fino al 10%. Null'altro è consentito di variare alle regioni.
Accade che molte Regioni non applichino la Legge nella parte in cui essa prescrive che solo asi e, per le moto, anche l'fmi, possono individuare, con propria determinazione, i veicoli esentati dal pagamento delle tasse automobilistiche ed invece, o vengono introdotti altri criteri per l'applicazione del tributo ovvero individuati altri Enti certificatori (bravo, ed allora perché non intervieni e fai rimettere in riga il Piemonte, la Lombardia, la Toscana, le 4 Regioni a Statuto Speciale e la Puglia affinchè TUTTI gli italiani siano uguali davanti alla Legge 342/2000 ?).
La cosa è grave non tanto perché asi e fmi non sono individuati quali soggetti di riferimento per consentire al cittadino di usufruire dei benefici fiscali introdotti dallo Stato
, bensì perché si disattende da parte di pubblici amministratori la legge cui anche questi sono sottoposti.
Come si fa, in presenza di simili abusi, pretendere che il cittadino creda nello Stato e adempia alle sue leggi, quando è il Legislatore regionale che non crede nello Stato e non adempie alle leggi di quest'ultimo ? (ma come si possono dire certe cose ?)
Invocherò un intervento del Ministro delle Finanze in materia (???) [...].

Penso che nemmeno in un paese totalitario del Sud America ci sarebbe potuta essere una tale mistificazione della realtà, dobbiamo avere paura di questo avvertimento ?
È una minaccia ?

Mi auguro solo che il Ministro stia pensando a cose ben più serie che a una fesseria del genere !

Ciao a tutti.
dario di bello

ASI Manovella aprile 2010_3.jpg

 

In evidenza

Amici

Appuntamenti

Immagini recenti



Le battaglie