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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Giugno 2010 Archives

"Indagini sanitarie e ambientali necessarie per recuperare la fiducia dei cittadini e fare luce sulle criticità dell'impianto a carbone"



"È incredibile come, dopo anni di richieste senza risposta, i cittadini debbano ancora procedere con esposti-denuncia per vedere tutelato il proprio diritto alla trasparenza, alla salute e alla sicurezza. Da anni chiediamo che venga fatta luce sulle problematiche ambientali che la centrale a carbone Enel di Gualdo Cattaneo sta generando in un territorio conosciuto in tutto il mondo per i prodotti tipici come l'olio extravergine d'oliva Dop e il Sagrantino Docg. Le nostre numerose interrogazioni sui carbonili scoperti attendono ancora una risposta e non ha trovato applicazione l'indagine epidemiologica prevista dalla mozione approvata dal Consiglio regionale nell'ottobre del 2007 tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. E' proprio giunto il momento di porre sul tavolo delle politiche di governo, a fianco di una decisa opzione a favore delle energie rinnovabili, il tema della riconversione di un impianto che è giusto ormai annoverare tra le testimonianze di archeologia industriale ed energetica della nostra regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sulle molte criticità ambientali della centrale a carbone Enel "Pietro Vannucci" di Ponte di Ferro, sottolineate anche da un esposto-denuncia del comitato ambientale di Gualdo Cattaneo, per sollecitare tutte le verifiche tecnico-sanitarie necessarie a fugare ogni dubbio riguardo alla sicurezza della centrale Enel di Gualdo Cattaneo.
"L'impianto di Gualdo Cattaneo - spiega Dottorini - presenta enormi criticità di carattere socio-sanitario che richiedono verifiche che non ci risultano siano state mai condotte, dalle norme antisismiche allo screening periodico degli inquinanti contenuti nel carbone, dalla destinazione dei fanghi di risulta allo smaltimento delle ceneri, ai controlli delle acque prelevate e reimmesse nel torrente Puglia. Sempre per quanto riguarda le acque chiediamo se sono stati avviati controlli sul trattamento delle acque reflue di scolo dei carbonili e sulla co-combustione delle ceneri inesauste che il comitato sostiene provenire da Montalto di Castro, ai sensi di legge classificate come rifiuto speciale, ma che, sempre secondo i cittadini, negli anni novanta sono state bruciate insieme al carbone presso la centrale di Ponte di Ferro. Sono controlli importanti, necessari a ristabilire un corretto rapporto tra cittadini e istituzioni. Ci piacerebbe poi sapere come mai l'attuale amministrazione comunale ha espresso parere favorevole al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale senza avvalersi del parere del tecnico chimico ambientale dell'Istituto nazionale Tumori, appositamente nominato".
"Infine vogliamo ribadire una volta per tutte che come Italia dei Valori ci impegneremo in Consiglio regionale affinché l'impianto di Gualdo Cattaneo sia riconvertito e trasformato in una delle più grandi centrali di energia provenienti da fonti rinnovabili dell'intera Regione - conclude Dottorini -. Le tecnologie ci sono e sono presenti nel nostro territorio. Occorre solamente la volontà politica e la lungimiranza nell'affrontare scelte di cambiamento, indispensabili per un'Umbria migliore e sempre meno dipendente da fonti energetiche fossili".

Perugia, 10 giugno 2010
"Poco esplicita la risoluzione approvata. Su beni comuni, piano energetico, agricoltura, rifiuti e infrastrutture saremo determinati e intransigenti"

"Sulle questioni di fondo che abbiamo posto alla coalizione manterremo la nostra piena autonomia politica. Sul tema dei rifiuti, con le forzature legate alla termovalorizzazione, sull'agricoltura di qualità, sulle fonti rinnovabili e sulle infrastrutture, sulla necessità di imprimere una convinta accelerazione riguardo allo snellimento e ai tagli dell'apparato di enti intermedi, di Asl, Ati e Comunità montane ribadiamo la nostra determinazione a mantenere ferma anche in futuro la nostra posizione. La nostra azione su questi temi sarà determinata e intransigente. Ce lo chiede la società civile della nostra regione e i tanti elettori che hanno investito la loro fiducia su un reale progetto di discontinuità e di cambiamento". Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Cesaroni, Oliviero Dottorini, commenta il via libera dell'assemblea legislativa dell'Umbria alle linee programmatiche presentate ieri dalla presidente Catiuscia Marini.
"Abbiamo apprezzato l'apertura con cui la Presidente ha recepito alcune delle proposte che Idv ha avanzato nel corso del dibattito - spiega Dottorini -. Ci sono passi in avanti sull'esclusione degli ogm dalla nostra programmazione agricola, sui temi della zootecnia sostenibile, sulla salvaguardia dei beni comuni come l'acqua la cui gestione a nostro avviso deve essere pubblica. Ci è sembrata importante anche l'apertura riguardo alla possibilità di ridiscutere la scelta miope di trasformazione in autostrada della E45. Noi non rinunceremo a sostenere che per restituire al trasporto ferroviario il ruolo strategico che oggi ha perduto occorre puntare con decisione allo sfondamento a Nord, anche collegando direttamente  Perugia e l'aeroporto con l'Alta velocità. Non rinunceremo a batterci per un Piano dei rifiuti razionale, che non ceda agli interessi di parte. Abbiamo chiesto che il nuovo Piano energetico regionale preveda la creazione di uno sportello regionale in grado di orientare gli utenti e di agevolare pratiche e procedure. E' giunto anche il momento di prevedere la riconversione di impianti ormai fuori contesto storico, come nel caso della Centrale di Gualdo Cattaneo. Ci saremmo attesi - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - un maggiore slancio e un più determinato coraggio nel rendere esplicite le nostre proposte nella risoluzione predisposta dalla maggioranza. Questo non è avvenuto e dobbiamo constatare che c'è ancora tanta strada da percorrere per oltrepassare la pesantezza di politiche e pratiche ancorate a una vecchia visione del rapporto con la società civile e con le forze vive della nostra regione".

Perugia, 10 giugno 2010

Lettera di Dottorini e Brutti a Marini: "Su beni comuni, piano energetico, agricoltura, rifiuti e infrastrutture saremo intransigenti. Occorrono impegni precisi"

PROGRAMMA DI GOVERNO. DOTTORNI (IDV): SAREMO ALLEATI SERI E LEALI, MA NON SUBALTERNI

"L'Italia dei Valori sarà un alleato serio e leale, ma non subalterno. Sulle questioni che abbiamo posto oggi, dalla gestione dei rifiuti alle infrastrutture, dalle politiche per un'agricoltura e una zootecnia sostenibile a quelle energetiche, saremo intransigenti e manterremo ferma la nostra posizione in Consiglio regionale. Posizioni incoerenti o addirittura contraddizioni interne alla nostra stessa proposta di governo risulterebbero controproducenti per la nostra coalizione e per l'Umbria. Saremo pronti ad arricchire con le nostre idee i programmi di coalizione e ad esercitare la difficile arte del confronto su un piano paritetico. Con la responsabilità che ci viene assegnata dall'essere, sulla base dei consensi che i cittadini ci hanno voluto accordare, la seconda forza della coalizione chiamata a governare questa regione". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, ha annunciato in aula di aver inviato, assieme al collega Paolo Brutti, una lettera alla presidente Catiuscia Marini per evidenziare la necessità di una visibile e decisa azione di discontinuità.
"Su questi temi - ha comunicato Dottorini - l'Idv ha inviato nei giorni scorsi una lettera alla presidente Marini, a firma del sottoscritto e del consigliere Paolo Brutti, con la quale si chiedono risposte chiare e l'inserimento di tali temi nel programma di legislatura. Abbiamo dovuto rilevare che non sempre c'è una consequenzialità tra le affermazioni di principio e le misure previste. Manca un impegno preciso per la difesa dei beni comuni. Chiediamo che il nuovo Piano energetico regionale, oltre a promuovere in maniera decisa le fonti rinnovabili anche attraverso lo sportello regionale, preveda anche la riconversione della centrale di Gualdo Cattaneo. Chiediamo che non ci siano ambiguità nel sostenere l'agricoltura biologica e la filiera corta e di qualità, abbandonando ogni pretesa di aprire agli ogm ed elaborando un piano per la zootecnia sostenibile. Chiediamo che il Piano dei rifiuti venga applicato in tutta la sua interezza e che non sarà possibile parlare di impianti per la chiusura del ciclo o all'ampliamento delle discariche prima di avere attuato le parti del Piano ancora inattuate, dal "porta a porta" alle tariffe personalizzate, dalla sperimentazione del modello Vedelago alla separazione dei gestori degli impianti rispetto a quelli della gestione della raccolta. Ribadiamo la nostra già nota contrarietà alla trasformazione in autostrada della E45. Chiediamo una maggiore attenzione nella razionalizzazione degli enti sub-regionali e di abbandonare la pratica delle nomine politiche dei direttori delle Asl".

Perugia, 9 giugno 2010

Prato misto Giapponese...

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Vi ricordate i semi che abbiamo regalato in campagna elettorale? 
Sembra proprio che inizino a fiorire:

Prato misto giapponese 2 Prato misto giapponese 1
Prato misto Giapponese 3 Prato misto Giapponese 4

Inviateci altre foto info@dottorini.com

"Basta ritardi nell'applicazione della legge. Garantire il rispetto delle norme regionali e tutelare il ruolo sociale e ambientale dei tartufai"


TARTUFI. DOTTORNI (IDV): REGIONE E FORESTALE FACCIANO SUBITO CHIAREZZA SU TABELLE IRREGOLARI

"È necessario che Regione e Corpo forestale dello Stato diano immediatamente delle risposte in merito alla tabellazione irregolare installata presso l'azienda agricola Roscetti, nel comune di Città di Castello. Dopo avere ottenuto che si trovasse una soluzione condivisa riguardo all'assurda autorizzazione alla recinzione di 300 ettari, non è immaginabile che si intimi, tramite cartelli "fai da te" e senza autorizzazione regionale, il divieto alla ricerca dei tartufi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente all'assessore Fernanda Cecchini per sapere quali provvedimenti intenda mettere in atto per scongiurare che tabelle prive di autorizzazioni siano installate a danno dei cittadini che praticano la ricerca del tartufo.
"Ogni anno - aggiunge Dottorini - migliaia di persone pagano una tassa per praticare nel territorio regionale la ricerca del tartufo. Oltre a questo generano un indotto economico che si ripercuote nel territorio e fanno in modo che la filiera del turismo enogastronomico generi guadagni per il nostro territorio, senza contare il ruolo sociale che la legge assegna alle associazioni dei tartufai che svolgono un ruolo prezioso come sentinelle ambientali e per la salvaguardia del paesaggio. Per questi motivi la Regione e istituzioni come Corpo forestale e Comunità montana devono garantire il rispetto della legge e non possono restare indifferenti di fronte ad una tabellazione come quella dei Roscetti, dove si intima il divieto alla ricerca dei tartufi senza alcun rimando alla legge regionale e quindi a nostro avviso in modo ingannevole. Persino la Corte costituzionale, che in materia si è più volte espressa a favore della libera ricerca, ha sottolineato il ruolo sociale che i tartufai ricoprono". "Nel caso specifico poi - si legge nell'interrogazione dell'Italia dei Valori - si è venuta a creare una situazione paradossale, attraverso la quale il Corpo forestale dello Stato, ricevuta la denuncia della presenza di tabelle abusive, invece di intervenire e applicare la legge regionale e le numerose sentenze della Corte Costituzionale, ha deciso di chiedere un ulteriore parere all'Avvocatura distrettuale di Perugia, allungando enormemente i tempi di intervento e privando i cittadini di un diritto, quello della libera ricerca dei tartufi, sancito dalla legge".
"Infine - conclude Dottorini - chiediamo a gran voce che la Giunta faccia chiarezza sull'applicazione  della Legge regionale in materia. In particolare ci piacerebbe sapere se le commissioni delle locali Comunità montane sono pienamente operative e in sintonia con le associazioni dei tartufai, in modo da  occuparsi di problemi di questo tipo e tutelare in pieno i diritti dei cercatori".

Perugia, 7 giugno 2010
I consiglieri regionali dell'Italia dei valori Oliviero Dottorini e Paolo Brutti hanno tenuto una conferenza stampa stamani a Palazzo Cesaroni per illustrare i contenuti di una interrogazione alla Giunta con la quale si chiede di riorganizzare il comparto della zootecnia, con particolare riguardo per la suinicoltura nei territori di Bettona e Marsciano, indicando anche una strategia basata su sviluppo sostenibile e tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente. Presenti i rappresentanti dei comitati per l'ambiente di Bettona e Marsciano.



Acs) Perugia, 4 giugno 2010 - L'Italia dei Valori con una interrogazione chiede alla Giunta regionale come intende riorganizzare il comparto della zootecnia, con particolare riguardo per la suinicoltura, nei territori di Bettona e Marsciano, oltre che nel resto della regione, assicurando uno sviluppo sostenibile e fornendo una soluzione al degrado ambientale e igienico sanitario ormai non più sostenibile, come hanno testimoniato, nella conferenza stampa indetta dai consiglieri dell'Idv Oliviero Dottorini e Paolo Brutti che si è tenuta stamani a Palazzo Cesaroni, i rappresentanti dei comitati di cittadini dei territori di Bettona e Marsciano.
Dottorini e Brutti, firmatari dell'atto, chiedono anche se la Regione sia in grado di spiegare la diminuzione del livello di liquame nella laguna di stoccaggio di Bettona, pur in presenza di fenomeni di piovosità che avrebbero dovuto portare invece ad un innalzamento del livello, nonché se vi siano pericoli per la salute dei cittadini e per l'ambiente.
Sull'atto ispettivo depositato oggi dall'Idv si richiama anche l'indagine giudiziaria che, solo a Bettona, ha portato a 11 arresti e 85 indagati con capi di imputazione quali disastro ambientale e associazione a delinquere, oltre al sequestro degli impianti di depurazione dei reflui zootecnici di Marsciano e Bettona. Sempre nell'interrogazione alla Giunta si legge che "dal ricorso presentato dalla Codep (società che gestisce dal 1993 l'impianto di Bettona, ndr) contro il comune di Bettona si evince che risultano indagati per reati contro l'ambiente, per concorso in disastro ambientale, per concorso in avvelenamento e per associazione a delinquere anche il sindaco ed il vicesindaco nonché assessore all'ambiente del comune di Bettona".
L'Italia dei valori prospetta inoltre una linea di gestione della zootecnia in Umbria che punti su certificazione, marchi di qualità, filiera corta ed escludendo regimi di allevamento intensivo, soccida e altre pratiche che finora hanno bloccato lo sviluppo della filiera e causato gravi danni ambientali: "Basta ingrassare animali provenienti da altri territori", ha detto il capogruppo dell'Idv Dottorini, e  il consigliere Brutti ha sottolineato che "mentre il valore aggiunto va in Emilia Romagna, a noi restano i liquami".
Altri aspetti della vicenda sono la riduzione considerevole delle attività delle aziende agricole dovuta all'interruzione dell'attività del depuratore di Olmeto e la considerazione che il Piano di tutela delle acque, approvato con legge regionale ("25/2009") prevede il "miglioramento dell'efficienza depurativa degli impianti di trattamento degli effluenti zootecnici presenti nei comuni di Bettona e Marsciano", e che la Giunta regionale, d'intesa con i comuni interessati, "individui le disposizioni transitorie valide fino all'adeguamento degli impianti". A questo proposito il sindaco di Marsciano ha, nelle more delle norme transitorie, autorizzato la ripresa delle attività ad alcune aziende suinicole, in deroga alla sua precedente ordinanza con cui aveva vietato l'attività. La Giunta, con delibera numero 300 del 23/02/2010, ha consentito al sindaco di Marsciano di autorizzare fino al 31/10/2010 l'attività degli allevamenti suinicoli esistenti, "pur se l'impianto di depurazione - si legge nell'interrogazione -  rimane sotto sequestro, disponendo che lo smaltimento dei reflui avvenga attraverso la fertirrigazione".
Rabbia e preoccupazione sono state espresse dai rappresentanti dei comitati di cittadini di Bettona e Marsciano, perché la vivibilità di quelle zone risulta compromessa sia per il cattivo odore che per le preoccupazioni dovute ai rischi ambientali di sversamento su Genna, Nestore e sulle parti del territorio interessate dalle attività, oltre che per il calo del livello del refluo sulla laguna in un periodo in cui le precipitazioni atmosferiche sono state invece insistenti, come documenta l'atto depositato dai consiglieri dell'Italia dei Valori. PG/pg

Cari amici,
in allegato ci sono le ennesime Sentenze a favore di un contribuente residente nella Regione Marche, sentenze queste depositate il 20 maggio 2010.

È confermato il NON OBBLIGO di iscrizione all'A.$.I. !

La novità è che la Regione è stata condannata a pagare le spese !

Queste ennesime sentenze contro la Regione Marche, seppur emesse da un Tribunale di 1° grado - siamo a quota 15 -, sono utilissime a tutti i cittadini residenti in questa Regione e nel resto d'Italia qualora le si volesse utilizzare in analoghi ricorsi.

Il ricorrente non era assistito da alcun avvocato, il suo supporto eravamo noi...

È stigmatizzato il comportamento della Regione Marche che ha anche legiferato nel merito per favorire l'A.$.I., infatti, per la CTP: [...] sarebbe stato meglio non fare.

Le ultime Sentenze sono scaricabili scorrendo questa pagina, mentre nella pagina del vecchio sito alla quale puoi accedere clikkando sul "bottone" giallo qui accanto, troverai tutte le altre.

Buona lettura (scarica la Sent. 129/3/10 clikkando qui).

Buona lettura (scarica la Sent. 130/3/10 clikkando qui).

dario di bello

Interrogazione a Rometti: "Il nuovo Piano dei rifiuti non si può applicare a pezzi. Necessario intensificare controlli e monitoraggi per garantire la salute dei cittadini"
 
RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): SPERIMENTARE MODELLO VEDELAGO PER EVITARE SOLUZIONI AVVENTATE SU DISCARICHE ORVIETO E CITTA' DI CASTELLO

"Il nuovo Piano regionale dei rifiuti non potrà essere applicato a pezzi. È necessario rendere capillare il sistema di raccolta domiciliare, applicare in tutti i comuni il principio di modularità delle tariffe facendo pagare le famiglie in base ai rifiuti realmente prodotti e sperimentare sin da ora sistemi innovativi di trattamento e pretrattamento dei rifiuti, così come indicato dal Piano stesso. In particolare gli Ati1 e Ati4 sono nelle condizioni di poter adottare le soluzioni più avanzate e vantaggiose, come il sistema Vedelago, per far fare un salto di qualità al nostro modello integrato di gestione dei rifiuti. Al tempo stesso bisogna intensificare i controlli sulle stazioni di trasferenza per scongiurare il pericolo dell'arrivo dei rifiuti da fuori regione in palese contrasto con il principio di 'prossimità', cardine del nuovo Piano. Sarebbe avventato pensare all'ampliamento delle discariche senza prima avere definito e verificato l'applicazione delle misure di contenimento, differenziazione spinta e corretta gestione previste dal Piago regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta in merito al nuovo Piano dei rifiuti e alla situazione delle discariche in Umbria.
"È passato un anno esatto dall'approvazione del Piano e non sappiamo ancora se gli indirizzi e la gerarchia di interventi contenuti nella legge abbiano trovato una corretta applicazione - continua l'esponente dell'Italia dei Valori -. Il Piano prevede che siano gli Ati, su indirizzo della Regione, a sviluppare le politiche locali di gestione dei rifiuti, ed è per questo che chiediamo se la Giunta non ritenga arrivato il momento di valutare la possibilità di ospitare impianti avanzati di trattamento dei rifiuti sul modello Vedelago, centro che dal 1999 gestisce un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti con livelli di differenziazione elevatissimi, alte performance di rendimento e massima compatibilità ambientale. Quel modello deve essere preso seriamente in considerazione dalla Regione in sede di attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, anche per rivedere le previsioni di possibili ampliamenti di siti che negli anni hanno subito le conseguenze di politiche poco attente alla raccolta differenziata e molto sensibili all'importazione di rifiuti da fuori regione".
"Non bisogna poi perdere di vista il problema della sicurezza e del rispetto dei vincoli ambientali e si fa sempre più urgente instaurare da subito meccanismi di controllo, informazione e partecipazione per quanto riguarda il sistema di monitoraggio delle discariche esistenti e oramai giunte al limite della loro funzionalità - continua il capogruppo dell'Italia dei Valori -. Belladanza a Città di Castello e le Crete ad Orvieto devono dotarsi di strumenti di monitoraggio moderni, che rendano possibile un reale controllo da parte dei cittadini attraverso la rete, in modo da eliminare quelle barriere burocratiche che hanno determinato fino ad ora un distacco sociale tra cittadini e pubblica amministrazione".

Perugia, 31 maggio 2010


 

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