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Presentati emendamenti: "Necessario aprire ai soggetti del Terzo settore e a chi opera nel sociale. Sbagliato rimanere ancorati a proposta di retroguardia"

WELFARE. DOTTORINI: GIUNTA PRESENTA TESTO SU AGRICOLTURA SOCIALE... MA IL SOCIALE NON C'E'

"Occorre modificare al più presto la proposta sull'agricoltura sociale, consentendo anche ad imprese e cooperative sociali di utilizzare l'agricoltura come strumento di riabilitazione ed inclusione sociale. Non è ammissibile che una legge su questa materia escluda a priori tutti i protagonisti del Terzo settore e chi si occupa di sociale. Occorre superare questo paradosso evitando di rimanere ancorati ad una proposta di retroguardia". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione per un'Umbria Migliore, annuncia di aver presentato un pacchetto di emendamenti al provvedimento "Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale", proposto dalla Giunta e domani in discussione presso la II commissione consiliare.
"Sarebbe singolare - commenta Dottorini - se ad essere esclusi dai benefici della legge sull'agricoltura sociale fossero proprio i soggetti che operano nel sociale. E' fondamentale all'opposto che la proposta di legge in discussione sappia avvicinare e coniugare il più possibile mondi diversi come l'agricoltura ed il sociale per creare opportunità di sviluppo e di crescita ad entrambi i settori. La Giunta regionale, travisando completamente i contenuti delle proposte consiliari in materia, ha predisposto un testo raffazzonato e incoerente, rimanendo ancorata ad una visione ragionieristica delle opportunità offerte in fatto di politiche agricole, senza valutare i risvolti sociali ad esse connessi".
"In Umbria ci sono esperienze virtuose che vanno sostenute ed incentivate con tutti i mezzi possibili. Per questo sarebbe grave se la Regione non non si aprisse ad ascoltare ed accogliere le istanze delle tante cooperative e imprese sociali che attraverso le pratiche agricole attuano quotidianamente programmi di riabilitazione ed inclusione. L'agricoltura sociale avrebbe meritato una legge ad hoc, come è avvenuto in altre regioni. Questo in Umbria non è avvenuto. Sarebbe incomprensibile se non vi fosse neppure il tentativo di tenere insieme le ragioni del mondo agricolo con quelle del terzo settore". 

Perugia, 24 giugno 2014
"Sbagliato rimanere fermi su una proposta di retroguardia, legge su agricoltura sociale sostenga esperienze virtuose presenti sul territorio"

WELFARE. DOTTORINI: AGRICOLTURA SIA ANCHE STRUMENTO DI INTEGRAZIONE E RIABILITAZIONE, MODIFICARE PROPOSTA GIUNTA

"Occorre modificare la proposta sull'agricoltura sociale, consentendo anche ad imprese e cooperative sociali di utilizzare l'agricoltura come strumento di riabilitazione ed inclusione sociale. Sarebbe singolare se ad essere esclusi dai benefici della legge fossero proprio i soggetti che operano nel sociale". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione per un'Umbria Migliore, annuncia di aver presentato due emendamenti alla proposta di legge regionale "Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale", proposta dalla Giunta ed attualmente in discussione presso la II commissione consiliare.
"E' fondamentale - spiega Dottorini - che la proposta di legge in discussione sappia avvicinare e coniugare il più possibile mondi diversi come l'agricoltura ed il sociale per creare opportunità di sviluppo e di crescita ad entrambi i settori. La legislazione nazionale è chiaramente orientata in questa direzione, sarebbe singolare se la Regione rimanesse ferma su una proposta meno avanzata rispetto a quella di altre regioni. Benissimo quindi che si offra la possibilità alle imprese agricole di mettere in atto pratiche di multifunzionalità, ma lo stesso trattamento deve essere riservato a quelle cooperative o società che intendano avvalersi dell'agricoltura come opportunità di recupero e riabilitazione. L'agricoltura sociale infatti oltre ad offrire grandi opportunità alle aziende agricole è uno strumento formidabile di integrazione per persone disagiate o svantaggiate e presuppone una visione dello sviluppo sociale, economico, culturale e territoriale pienamente compatibile con le vocazioni della nostra terra".
"L'inclusione sociale e la lotta alla povertà - prosegue il presidente di Umbria Migliore - sono fra gli obiettivi prioritari comuni a tutti i fondi strutturali europei ed anche in questo senso l'agricoltura sociale rappresenta uno strumento privilegiato per attuare le politiche comunitarie. Ci auguriamo che la legge in discussione possa diventare uno strumento per sostenere concretamente la multifunzionalità delle aziende agricole e che allo stesso tempo offra nuove opportunità alle politiche sul welfare. In Umbria ci sono esperienze virtuose che vanno sostenute ed incentivate con tutti i mezzi possibili. Per questo sarebbe grave se la Regione non si aprisse ad ascoltare ed accogliere le istanze delle tante cooperative e imprese sociali che dalle pratiche agricole traggono quotidianamente strumenti di riabilitazione ed inclusione". 

Perugia, 18 giugno 2014
"Stop a visioni antiquate. Colture certificate, filiera corta e agricoltura sociale siano gli assi portanti su cui sviluppare le politiche agricole del prossimo settennio"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: PUNTARE CON DECISIONE SU AMBIENTE, ETICA E SOSTENIBILITÀ L'EUROPA CI INDICA LA STRADA DA PERCORRERE

"L'Europa ci mette a disposizione tutti gli strumenti per superare un modello antiquato di orientamento delle risorse comunitarie e puntare con decisione su ambiente, filiere corte e produzioni di qualità. Per questo colture certificate, progetti di tutela ambientale, agricoltura sociale e di prossimità dovranno essere gli assi portanti su cui sviluppare le politiche agricole regionali del prossimo settennio". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria Migliore, interviene sulla definizione dei nuovi Piani di sviluppo rurale di prossima emanazione sottolineando come "dalla riforma della Pac approvata dall'Unione europea ci giungono due indicazioni importantissime: la prima è che le politiche agricole assumono finalmente come tema centrale quello dell'ambiente e della sostenibilità, la seconda è che gli stati membri avranno grande libertà di manovra nell'applicazione della nuova normativa".
"In questo scenario il biologico, le produzioni a km zero, le filiere corte e di qualità - spiega il presidente della commissione Bilancio - potrebbero diventare un modello di riferimento per una nuova concezione dell'agricoltura basata su valori etici, ambientali e sociali. Tuttavia prima di passare alla fase programmatoria - aggiunge Il consigliere regionale - sarà opportuno fare un'analisi dei risultati che hanno ottenuto le enormi risorse investite nella riconversione delle colture altamente impattanti che caratterizzano l'agricoltura umbra. I risultati infatti appaiono tutt'altro che esaltanti dal momento che l'Umbria resta ancorata a un modello antiquato di politiche agricole che non sono riuscite ad orientare le risorse su settori innovativi e sostenibili. Per questo è necessario che il prossimo Programma di sviluppo rurale punti fortemente su agricoltura biologica, giovani e progetti di tutela ambientale e del territorio. Sarebbe imperdonabile se a godere dei frutti della nuova fase programmatoria fossero sempre gli stessi, senza saper vedere quanto di nuovo e virtuoso sta nascendo tra i giovani e tra i produttori più lungimiranti".
"Alla luce delle indicazioni contenute nella Politica agricola comune - prosegue Dottorini - i nuovi Piani di sviluppo rurale 2014-2020 saranno strumenti fondamentali in grado di orientare la politica agricola sul territorio. Per questo è fondamentale che l'Umbria sia pronta a virare con decisione sul versante dell'innovazione e dell'ecosostenibilità le ingenti somme assegnate per le politiche agricole. Continuare a sostenere colture impattanti e modalità che nulla hanno a che vedere con ambiente ed etica significherebbe ancorare l'Umbria ad una visione anacronistica dell'agricoltura e mortificare le tante aziende virtuose che nella nostra regione hanno reagito alla crisi puntando con decisione su una visione ecologica dello sviluppo".
"Tutti gli studi e le statistiche recenti - spiega Dottorini - ci dicono in maniera inequivocabile che, mentre tutto il comparto agroalimentare è in fase di stagnazione o di calo, l'agricoltura biologica a livello nazionale è uno dei pochissimi settori che registra un trend di crescita costante. Salgono i consumi, gli operatori e le superfici coltivate. Paradossalmente nella nostra regione a un aumento delle superfici coltivate superiore alla media nazionale corrisponde un calo degli operatori. Tutti segnali che devono indurci a semplificare le procedure per la certificazione, a incentivare la ricerca nel settore, a sostenere i canali di vendita diretti, come i mercati di prossimità e i Gas, e a individuare modalità di accesso delle produzioni regionali alla ristorazione collettiva. È necessario correggere anche il fenomeno per cui nella passata programmazione i premi si sono concentrati nelle mani di pochi, a detrimento dei piccoli produttori. Per rispondere alla spinta innovativa e alla sia pure insufficiente sensibilità ambientale che giunge dall'Europa, l'unica possibilità che abbiamo è quella di mettere al centro delle politiche regionali la multifunzionalità, la tutela ambientale e l'agricoltura sociale".

Perugia, 16 giugno 2014

AL VIA LA PETIZIONE CONTRO LA E45 AUTOSTRADA

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"Agricoltura di qualità opportunità di cambiamento sostenibile, duraturo e non imitabile. Ora regolamento attuativo per partire con misure e azioni concrete"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: TERRE INUTILIZZATE A GIOVANI AGRICOLTORI E DISOCCUPATI: VIA LIBERA ALLA LEGGE DA' SPERANZA ALL'UMBRIA MIGLIORE

"Con il voto di oggi si da il via in Umbria all'accesso di giovani e disoccupati all'agricoltura, attraverso l'assegnazione di terre e beni pubblici inutilizzati o in abbandono. La legge appena approvata consente di concedere i terreni pubblici a giovani agricoltori,  disoccupati e soggetti in difficoltà che vogliano contribuire a renderli produttivi, privilegiando chi fa agricoltura sociale e chi punta su biologico e filiera corta. Sono troppi i beni immobili abbandonati di proprietà della Regione o di altri enti pubblici, alcuni dei quali già ristrutturati in seguito a ingenti investimenti. Non possiamo consentire che vengano ancora lasciati al degrado e all'incuria". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta l'approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale della proposta di legge Dottorini-Stufara-Barberini-Galanello concernente "Disposizione per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli", testo che scaturisce dall'unificazione di due proposte dello stesso Dottorini sulle terre ai giovani e sulla possibilità di lavorazione e vendita diretta per le piccole aziende a conduzione familiare con la proposta dei consiglieri Stufara, Galanello e Barberini.  
"Sin dal primo momento ho creduto nella proposta avanzata da Sel e rielaborata da numerose associazioni. Oggi è per me motivo di grande soddisfazione poter commentare l'esito positivo di questo testo che ritengo molto rigoroso e innovativo. Si tratta - continua Dottorini - di un provvedimento con il duplice obiettivo di recuperare terreni o beni immobili a vocazione agricola, attualmente inutilizzati o in abbandono, e di offrire opportunità lavorative e imprenditoriali al grande numero di giovani agricoltori che incontrano avversità spesso insormontabili nell'avviare la propria attività o nell'inserirsi nel mondo del lavoro. Tra i destinatari sono ricompresi anche soggetti svantaggiati, disoccupati e cooperative sociali, con priorità a chi pratica agricoltura biologica e sostenibile, valorizzando la tutela del territorio e le filiere corte. L'Umbria ha un'alta quantità di terre pubbliche e beni immobili a vocazione agricola inutilizzati. I dati indicano tra l'altro che il calo della superficie agricola utilizzata in Umbria è più accentuato rispetto alla media nazionale e che si registra una diminuzione delle aziende agricole, che dal 1982 al 2010 è stata di circa 22.500 unità, delle quali più di due terzi, 15.542, sono state chiuse dal 2000 al 2010. D'altro lato in Umbria l'incidenza dei giovani conduttori di imprese agricole sul totale si attesta appena al 4,4 per cento. Non si può quindi attendere oltre se vogliamo valorizzare il patrimonio pubblico e allo stesso tempo rilanciare un settore, quello agricolo, di vitale importanza per la nostra economia, ma anche per la tutela dell'ambiente e del nostro paesaggio".
"Adesso - aggiunge Dottorini - seguiremo con la massima attenzione la stesura del regolamento di attuazione della legge e terremo costantemente informati tutti quei cittadini che in questi mesi hanno manifestato interesse e apprezzamento per la proposta. È veramente triste, oltre che incomprensibile, assistere al degrado e all'abbandono del patrimonio pubblico quando tante persone potrebbero trasformarlo in una risorsa produttiva e utile per la collettività. Da questo punto di vista credo che oggi l'aula di Palazzo Cesaroni abbia dato un segnale di fiducia ed equità ai giovani umbri che vedono nell'agricoltura di qualità una via possibile per il futuro sostenibile della nostra Regione". 

Perugia, 25 marzo 2014


"Le terre inutilizzate ai giovani agricoltori e ai soggetti svantaggiati, a iniziare da chi ha perso il lavoro. Biologico, filiera corta, agricoltura sociale e sostenibile al centro degli interventi" 

AGRICOLTURA. DOTTORINI:

"Finalmente sta giungendo al termine l'iter di approvazione della proposta di legge regionale per favorire l'accesso di giovani e disoccupati all'agricoltura, attraverso l'assegnazione di terre e beni pubblici inutilizzati o in abbandono. Sono troppi i beni immobili di proprietà della Regione o di altri enti pubblici abbandonati, alcuni dei quali già ristrutturati in seguito a ingenti investimenti. Occorre subito mettere in campo iniziative per concederli in uso a giovani agricoltori, ai disoccupati e ai soggetti in difficoltà che vogliano contribuire a valorizzarli e renderli produttivi, privilegiando chi fa agricoltura sociale e chi punta su biologico e filiera corta". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta l'approvazione da parte della seconda commissione di Palazzo Cesaroni della proposta di legge Dottorini-Stufara- Barberini-Galanello concernente "Disposizione per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli". 
"Il testo scaturisce dall'unificazione delle mie proposte sulle terre ai giovani e sulla possibilità di lavorazione e vendita diretta per le piccole aziende a conduzione familiare con la proposta dei colleghi Stufara, Galanello e Barberini. Si tratta di un provvedimento con il duplice obiettivo di recuperare terreni o beni immobili a vocazione agricola, attualmente inutilizzati o in abbandono, e di offrire opportunità lavorative e imprenditoriali al grande numero di giovani agricoltori che incontrano avversità spesso insormontabili nell'avviare la propria attività o nell'inserirsi nel mondo del lavoro. I soggetti destinatari saranno anche soggetti svantaggiati, disoccupati e cooperative sociali, con priorità a chi pratica agricoltura biologica e sostenibile, valorizzando la tutela del territorio e le filiere corte". 
"L'Umbria - spiega Dottorini - ha un'alta quantità di terre pubbliche e beni immobili a vocazione agricola inutilizzati. Secondo i dati del Demanio, solo quelle di competenza dello Stato si aggirano sui 110 ettari, ai quali bisogna aggiungere i terreni di proprietà degli enti pubblici, come Regione, Provincia e Comuni. Contemporaneamente i dati indicano che il calo della superficie agricola utilizzata in Umbria è più accentuato rispetto alla media nazionale e che si registra una diminuzione delle aziende agricole, che dal 1982 al 2010 è stata di circa 22.500 unità, delle quali più di due terzi, 15.542, sono state chiuse dal 2000 al 2010. Non si può quindi attendere oltre se vogliamo valorizzare il patrimonio pubblico e allo stesso tempo rilanciare un settore, quello agricolo, di vitale importanza per la nostra economia, ma anche per la tutela del nostro paesaggio".
"Il fatto che su questo testo non si siano registrati voti contrari in commissione, con l'opposizione che ha optato per l'astensione, è significativo e lascia ben sperare su una rapida approvazione definitiva in Aula. E' veramente triste, oltre che incomprensibile, assistere al degrado e all'abbandono del patrimonio pubblico quando tante persone potrebbero trasformarlo in una risorsa produttiva e utile per la collettività". 

Perugia, 12 marzo 2014
"Biologico, filiera corta, agricoltura sociale assi portanti su cui sviluppare le future politiche agricole. Umbria ancorata a modello antiquato di produzioni"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: OTTIMA NOTIZIA AUMENTO RISORSE PER SETTENNIO 2014-2020. ORA PUNTARE TUTTO SU QUALITA' E AMBIENTE

"E' una notizia molto positiva quella che ci giunge dalla Conferenza Stato-Regioni, secondo cui all'Umbria per le politiche agricole del prossimo settennio verranno assegnati ben 84 milioni in più rispetto al precedente. La sfida che ci attende ora è quella di superare un modello antiquato di orientamento delle risorse per puntare su ambiente, filiere corte e produzioni di qualità". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta la notizia dell'accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni per il ripartimento dei fondi comunitari destinati al settore agricolo.
"Prima di passare alla fase programmatoria - aggiunge Dottorini - sarà opportuno fare un'analisi dei risultati che hanno ottenuto le enormi risorse investite nella riconversione delle colture altamente impattanti che caratterizzano l'agricoltura umbra. I risultati appaiono tutt'altro che esaltanti dal momento che l'Umbria appare ancorata a un modello antiquato di politiche agricole che non sono riuscite ad orientare le risorse su settori innovativi e sostenibili. Per questo filiera corta, colture certificate, progetti di tutela ambientale, agricoltura sociale dovranno essere gli assi portanti su cui sviluppare le politiche agricole regionali del prossimo settennio. E' necessario che l'assessore all'Agricoltura sappia coinvolgere tutte le categorie interessate, dalle associazioni di produttori, a tecnici, fino ai consumatori finali, nella definizione delle politiche agricole, perché il risultato di oggi è anche il frutto del lavoro di tantissimi operatori del settore che hanno continuato ad investire, innovare e crescere nonostante politiche regionali nettamente orientate al passato". 
"Per tentare di uscire dalla crisi - spiega il presidente della commissione Bilancio - l'Umbria deve puntare il tutto per tutto su quelle che sono le sue peculiarità: agricoltura, ambiente, cultura. Per questo è necessario che il prossimo Programma di sviluppo rurale punti fortemente su agricoltura biologica, giovani e progetti di tutela ambientale e del territorio che sono anche le proposte uscite in un recente incontro promosso dalle associazioni del biologico, tra l'altro con con il patrocinio della Regione. Sarebbe imperdonabile se a godere dei frutti della nuova fase programmatoria fossero sempre gli stessi, senza saper vedere quanto di nuovo e virtuoso sta nascendo tra i giovani e tra i produttori più lungimiranti".

Perugia, 17 gennaio 2014
"Dall'audizione emerge una larga condivisione rispetto agli obiettivi della nostra proposta. Ora rapida approvazione in Commissione e poi in aula" 

AGRICOLTURA. DOTTORINI:

"Dall'incontro partecipativo di oggi giunge una forte spinta a proseguire speditamente verso una legge per assegnare i terreni utilizzati ai giovani agricoltori e ai soggetti svantaggiati della nostra regione. Dagli interventi è emersa, pur con molte differenti sfumature, una sostanziale condivisione rispetto agli obiettivi e alle misure previste dalle proposte di legge. Ora è necessario giungere quanto prima ad un testo unitario che sappia fare sintesi delle varie iniziative presenti sul tavolo, in modo da consegnare al più presto all'aula un testo equilibrato che possa riscuotere ampio consenso". Così Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e firmatario della proposta di legge per l'assegnazione dei beni a vocazione agricola di proprietà pubblica a giovani agricoltori, ha commentato l'esito della audizione partecipata che si è tenuta questa mattina a Palazzo Cesaroni.
"Sono troppi i beni immobili di proprietà della Regione o di altri enti pubblici abbandonati o non utilizzati - spiega Dottorini - e occorre subito mettere in campo iniziative per concederli in uso a giovani agricoltori che vogliano contribuire a valorizzarli e renderli produttivi, privilegiando chi fa agricoltura sociale e chi punta su biologico e filiera corta. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge con il duplice obiettivo di recuperare terreni o beni immobili a vocazione agricola, attualmente inutilizzati o in abbandono, e di offrire opportunità lavorative e imprenditoriali al grande numero di giovani agricoltori che incontrano difficoltà spesso insormontabili nell'avviare la propria attività. Il tutto in un quadro organico di regole chiare e progetti non velleitari. E' necessario agire coerentemente se vogliamo valorizzare il patrimonio pubblico e allo stesso tempo rilanciare un settore, quello agricolo, di vitale importanza per la nostra economia, ma anche per la tutela del nostro paesaggio".
"Faremo tesoro - conclude Dottorini - delle indicazioni avanzate da chi è intervenuto all'audizione. D'altra parte abbiamo sempre detto che la nostra è una proposta aperta al contributo di tutti. Ora l'obiettivo è quello di riuscire a sintetizzare tali contributi all'interno del testo in discussione per giungere quanto prima alla sua approvazione in aula".

"Un'alimentazione sana, biologica e a km zero deve essere al centro di qualsiasi intervento. Ancora troppo diffusi l'usa e getta e pratiche altamente diseducative" 

ALIMENTAZIONE. DOTTORINI: REGIONE ELABORI LINEE GUIDA PER REFEZIONE SCOLASTICA, VUOTO NON PIU' TOLLERABILE

"E' giunto il momento che anche l'Umbria si doti di linee guida regionali per la refezione scolastica, dettando linee di indirizzo uniformi e colmando un vuoto non più tollerabile. Si tratta di una realtà in cui ad esperienze virtuose si affiancano sacche di vera e propria arretratezza. Per questo dare impulso ad un'alimentazione sana, biologica e a km zero deve essere al centro di qualsiasi intervento che punti a creare un'uniformità nelle linee di intervento regionali. Per non parlare di pratiche altamente diseducative, come stoviglie in plastica o usa e getta, che ancora la fanno da padrone in gran parte dei luoghi delle mense scolastiche. E' importante che le linee guida siano il frutto di un percorso collegiale e condiviso che sappia coinvolgere tutti gli attori interessati e che sia sintesi di sensibilità e competenze più ampie possibili". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per conoscere tempi e modalità di elaborazione delle linee guida per la refezione scolastica in fase di elaborazione da parte della Asl1.
"Nonostante sia sempre più acuta la sensibilità di gruppi e comitati di genitori che si mobilitano su questa tematica - prosegue il presidente di Umbria Migliore - la realtà della refezione scolastica in Umbria non dispone ancora di una mappa completa e aggiornata sulla consistenza delle strutture, delle risorse, delle metodologie organizzative. Tutto ciò nonostante si tratti di una funzione centrale sia da un punto di vista nutrizionale che educativo per una crescita sana ed equilibrata di bambine e bambini. Eppure in un settore di tale importanza disporre di linee guida significa avere uno strumento in più per promuovere comportamenti alimentari corretti fin dalla prima infanzia. Per far fronte all'esigenza di favorire corrette abitudini alimentari nel 2010 il Ministero della Salute ha emanato le linee guida nazionali per la ristorazione scolastica, affermando con forza che una sana e corretta alimentazione è uno dei diritti fondamentali per il raggiungimento del miglior stato di salute ottenibile, in particolare nei primi anni di vita. A seguito delle linee emanate dal ministero, molte regioni italiane hanno legiferato sulla materia o hanno adeguato le disposizioni già esistenti. Non l'Umbria che oggi è chiamata a colmare un vuoto importante, considerando anche il fatto che la refezione scolastica assume un ruolo di primo piano anche come momento educativo volto a ridurre le disuguaglianze sociali, a tutelare l'ambiente e la salute umana". 
"Le linee guida - conclude Dottorini - andranno ad incidere direttamente sulla salute dei minori e quello del pasto a scuola è un momento fortemente socializzante ed educativo che vede coinvolti in maniera diretta una molteplicità di soggetti: gli enti locali, i gestori del servizio, le Asl, le istituzioni scolastiche, gli insegnanti, i genitori e i bambini. Per questo nulla può essere lasciato al caso o alla improvvisazione. Il coinvolgimento di tutti gli attori interessati è fondamentale".

Perugia,  23 ottobre 2013

Inizia il proprio iter la proposta di Sel, condivisa da Aiab e Umbria migliore: "Le terre abbandonate ai giovani agricoltori e alle persone in difficoltà (per esempio disoccupati)". Dottorini accoglie gli emendamenti di Legambiente e altre associazioni


AGRICOLTURA:

(Acs) Perugia, 25 settembre 2013 - "Rendere produttivi beni immobili agricoli o a vocazione agricola, attualmente inutilizzati, assegnandoli a giovani agricoltori con canoni di locazione agevolati". È l'obiettivo principale della proposta di legge firmata dal consigliere regionale Oliviero Dottorini (capogruppo Idv) concernente 'Disposizioni per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli', illustrata oggi dallo stesso estensore alla Seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni.

"Questa iniziativa - ha rimarcato Dottorini - incrocia l'esigenza di salvaguardia e recupero dei numerosi terreni e immobili agricoli, sia pubblici che privati, che attualmente non sono utilizzati o abbandonati, con l'esigenza di offrire opportunità lavorative e imprenditoriali al grande numero di giovani agricoltori che incontrano difficoltà spesso insormontabili nell'avviare la propria attività".

Dopo aver evidenziato che in Italia solo il 3,9 per cento dei conduttori agricoli ha meno di 40 anni e che, nella nostra regione, l'incidenza dei giovani conduttori, fino a 35 anni, di imprese agricole si attesta al 4,42 per cento sul totale (dati 2010), Dottorini ha spiegato che l'Umbria ha un'alta quantità di terre pubbliche abbandonate. Secondo i dati del Demanio - ha spiegato - solo quelle di competenza dello Stato si aggirano sui 110 ettari, a cui vanno aggiunti i terreni di proprietà degli Enti pubblici (Regione, Province e Comuni).

Entrando nel merito dell'atto, corredato da tre emendamenti dello stesso proponente, che recepiscono alcune proposte emerse in incontri interlocutori e il parere (favorevole) del Cal, Dottorini ha spiegato che la priorità nell'assegnazione viene riconosciuta ad attività che rivestono una particolare valenza dal punto di vista ambientale e sociale. Nel particolare si tratta di agricoltori o soggetti che si impegnano comunque ad ottenere tale qualifica entro un anno, al di sotto dei 40 anni che intendano praticare prioritariamente sistemi di produzione agricola biologica, vendere prodotti agricoli di qualità direttamente ai consumatori finali o ai gruppi di acquisto solidale, praticare l'agricoltura sociale o costituire fattorie didattiche. Tra i passaggi più significativi della proposta legislativa, quello di favorire il reimpiego dei soggetti espulsi dai processi produttivi ed a qualsiasi titolo svantaggiati. Una quota pari al 25 per cento del totale dei beni ceduti in locazione è riservata a cooperative sociali o imprese agricole, costituite o costituende, che impiegano almeno il 50 per cento di lavoratori svantaggiati (sono compresi coloro che hanno perso il lavoro a causa della attuale crisi economica ed occupazionale).

Entro 180 giorni dalla sua approvazione, la legge prevede che la Giunta predisponga un inventario di tutti i beni immobili agricoli o a vocazione agricola inutilizzati presenti sul territorio regionale, che sarà allegato al Programma di politica patrimoniale della Regione. Quest'ultima, con propri atti, cede in locazione ai giovani agricoltori una quota non inferiore al 50 per cento dei propri beni inseriti nell'inventario. La locazione avverrà con canoni d'affitto simbolici per i terreni marginali e poco redditizi, canone simbolico che comunque varrà per tutti i terreni per i primi 5 anni, dopo di che verrà fissato in base alla stipula di contratti agrari, quindi a canoni inferiori a quelli di mercato. Entro 6 mesi anche i Comuni provvedono a censire i propri beni immobili agricoli, pubblicandoli nell'Albo pretorio. Sono previsti aiuti economici per i giovani agricoltori che si insediano su terre pubbliche senza aumenti della spesa pubblica regionale, ma con quota del Fondo speciale per la valorizzazione del patrimonio immobiliare. Inoltre, tramite la finanziaria Gepafin, si intende agevolare l'accesso al credito dei giovani agricoltori, indispensabile anche per aderire ai programmi regionali vigenti nel Piano di sviluppo rurale. La legge interessa anche i terreni privati abbandonati o incolti, prevedendo che entro 3 mesi dall'entrata in vigore, la Giunta provveda al rinnovo o alla costituzione delle Commissioni provinciali incaricate di individuare tali terreni. Nei dodici mesi successivi la Giunta dovrà individuare le aree agricole private suscettibili di nuova utilizzazione e i criteri per l'assegnazione e l'utilizzazione. Tale procedura è consentita dalla legge 440 del 1978, pur essendo stata poco attuata.

La proposta ha trovato, in Commissione, una sostanziale condivisione. Il consigliere Luca Barberini (Pd), dopo aver rimarcato l'importanza di "eliminare il più possibile i paletti ancora esistenti per lo svolgimento dell'attività agricola", ha fatto sapere che il suo gruppo politico sta predisponendo una analoga iniziativa legislativa auspicando che la stessa venga esaminata dalla Commissione in maniera congiunta.

Nel ribadire che "il testo della sua proposta è aperto al contributo di tutti", Dottorini ha tenuto a sottolineare che, per accedere ai bandi europei e quindi alle risorse comunitarie è comunque necessaria la qualifica di imprenditore agricolo.


SCHEDA RIASSUNTIVA DELLA PROPOSTA DI LEGGE "DISPOSIZIONI PER FAVORIRE L'ACCESSO DEI GIOVANI ALL'AGRICOLTURA E CONTENERE IL CONSUMO DI SUOLI AGRICOLI"

FINALITÀ. L'obiettivo della proposta di legge è duplice: consentire di rendere produttivi beni immobili agricoli o a vocazione agricola, attualmente inutilizzati, assegnandoli a giovani agricoltori a condizioni agevolate, conseguendo anche il risultato di tutelare, salvaguardare e valorizzare terreni pubblici o privati improduttivi e a rischio di degrado ambientale. Priorità nell'assegnazione viene riconosciuta ad attività che rivestono una particolare valenza dal punto di vista ambientale e sociale. Nel particolare si tratta di agricoltori, o soggetti che si impegnano comunque ad ottenere tale qualifica entro un anno, al di sotto dei 40 anni che intendano praticare prioritariamente sistemi di produzione agricola biologica, vendere prodotti agricoli di qualità direttamente ai consumatori finali o ai gruppi di acquisto solidale, praticare l'agricoltura sociale o costituire fattorie didattiche. La legge interessa anche i terreni privati abbandonati o incolti, prevedendo che entro 3 mesi dall'entrata in vigore, la Giunta provveda al rinnovo o alla costituzione delle Commissioni provinciali incaricate di individuare tali terreni. Nei dodici mesi successivi la Giunta dovrà individuare le aree agricole private suscettibili di nuova utilizzazione e i criteri per l'assegnazione e l'utilizzazione. Tale procedura è consentita dalla legge 440 del 1978, pur essendo stata poco attuata

MODALITÀ E TEMPI. Entro 180 giorni dalla sua approvazione, la legge prevede che la Giunta predisponga un inventario di tutti i beni immobili agricoli o a vocazione agricola inutilizzati presenti sul territorio regionale, che sarà allegato al Programma di politica patrimoniale della Regione. Quest'ultima, con propri atti, cede in locazione ai giovani agricoltori una quota non inferiore al 50 per cento dei propri beni inseriti nell'inventario. La locazione avverrà con canoni d'affitto simbolici per i terreni marginali e poco redditizi, canone simbolico che comunque varrà per tutti i terreni per i primi 5 anni, dopo di che verrà fissato in base alla stipula di contratti agrari, quindi a canoni inferiori a quelli di mercato. Entro 6 mesi anche i Comuni provvedono a censire i propri beni immobili agricoli, pubblicandoli nell'Albo pretorio. Sono previsti aiuti economici per i giovani agricoltori che si insediano su terre pubbliche senza aumenti della spesa pubblica regionale ma con quota del Fondo speciale per la valorizzazione del patrimonio immobiliare. Inoltre, tramite la finanziaria Gepafin, si intende agevolare l'accesso al credito dei giovani agricoltori, indispensabile anche per aderire ai programmi regionali vigenti nel Piano di sviluppo rurale. AS/PG

 

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