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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ultime notizie in Agricoltura

"Decisione assunta senza studio di fattibilità e senza informare il Consiglio. Subito un tavolo tecnico con associazioni ambientaliste. Valutare i danni subiti dal fiume."

TEVERE. DOTTORINI (IDV): DANNO AMBIENTALE ENORME, ROMETTI RISPONDA E SOSPENDA IMMEDIATAMENTE LA DELIBERA 51

"Con la decisione della Regione di dimezzare la portata del Tevere a 500 litri al secondo fino a settembre si è creato un danno ambientale e all'ecosistema irreparabile che oggi ha reso il letto del fiume completamente asciutto. Quando è stata presa quella decisione non sono state sentite associazioni ambientaliste e cittadini, non ci risulta sia stato fatto uno studio di fattibilità per calcolare gli eventuali danni e non sono state prese in dovuta considerazione le varie 'prese d'acqua' che si trovano a valle del rilascio che catturano circa 400 litri al secondo lasciando al fiume solo poche gocce d'acqua. Ovviamente il Consiglio regionale non è stato messo a conoscenza di quanto si andava a decidere". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le recenti condizioni di secca del fiume Tevere e chiede la revisione della delibera 51 del 2012 con la quale la Giunta regionale ha diminuito la portata di rilascio della diga di Montedoglio.
"Che il più importante fiume della Regione e uno dei più importanti d'Italia possa trovarsi oggi in queste condizioni, ridotto a rigagnolo e  compromesso nel suo equilibrio, rappresenta un danno ambientale enorme di cui l'assessore Rometti deve rispondere. Comprendiamo i rischi dovuti all'abbassamento del livello dell'invaso - continua Dottorini - ma non possiamo sacrificare la vita del Tevere e di tutto l'ecosistema ambientale e animale che lo circonda sull'altare dell'irrigazione, magari di colture altamente inquinanti e in via di dismissione come il tabacco. Il rischio siccità del Tevere, scongiurato in minima parte solo grazie alle basse temperature e allo scioglimento della neve che ha rimesso in funzione gli affluenti nella parte umbra, comporterebbe un rischio sanitario altissimo per quanto riguarda la morìa dei pesci che andranno sicuramente rimossi per evitare putrefazione. Questo darà sicuramente luogo ad un aumento dei costi ai danni dei comuni interessati, senza contare poi le specie protette che fanno parte dell'ecosistema. Inoltre i tecnici ci fanno notare come il provvedimento di riduzione della portata di rilascio della diga da mille litri al secondo a 500 non risolve assolutamente il problema e non lo risolverebbe nemmeno la chiusura totale".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - chiediamo che venga sospesa l'efficacia della delibera 51 del 2012 e che venga subito istituito un tavolo tecnico interregionale, comprendente le associazioni ambientaliste e di pesca per studiare le possibili soluzioni al problema del livello della diga di Montedoglio e trovare soluzioni, quantificando anche i danni subiti fino ad ora dal fiume Tevere".

Perugia, 17 febbraio 2012 



"Grazie alla nostra legge i gruppi d'acquisto umbri saranno i primi, in Italia, a ricevere un incentivo econonomico". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori in Consiglio e primo firmatario della legge sui Gasp, oggi deliberata in II Commissione, non nasconde la propria soddisfazione per l'importante risultato che coglie sul nascere un fenomeno sempre più presente in Italia. "Il finanziamento ammonta a 120 mila euro complessivi, suddivisi in interventi che vanno da un minimo di 2 mila a un massimo di 5 mila euro per gruppo, tutto a sostegno dell'agricoltura di qualità e a chilometro zero. Un sostegno piccolo ma significativo a chi produce in modo onesto e consapevole e che finalmente torna a segnalare l'Umbria tra le regioni più attente alle nuove forme di economia sostenibile".  
La legge aiuterà a sviluppare la rete tra le famiglie che si trovano ogni giorno a fare i conti con budget ridotti e gli agricoltori locali costretti a svendere le loro produzioni, a volte anche eccellenti ma estranee ai canali della grande distribuzione.
"Una legge - conclude Dottorini - richiesta da diversi consiglieri regionali di altre regioni italiane, nella generale convinzione che da questo nuovo canale possano nascere fermenti interessanti per la  nostra agricoltura, con effetti positivi per la salute di tutti".

Perugia, 7 dicembre 2011

"Necessarie scelte politiche concrete e risolutive. Si faccia chiarezza sul perché, nonostante gli stanziamenti, la laguna non è stata ancora risanata"

BETTONA. DOTTORINI (IDV): DOVE SONO FINITI I 280MILA EURO PER MESSA IN SICUREZZA LAGUNA? REGIONE SI FACCIA CARICO DELL'IMPIANTO

"Quella della mala gestione dell'impianto di depurazione e stoccaggio dei reflui zootecnici di Bettona è una vicenda che si protrae da troppo tempo. E' particolarmente grave che oggi, alla vigilia dell'udienza preliminare per la decisione sul rinvio a giudizio di 26 persone, tra allevatori, amministratori della Co.Dep, sindaco e membri della giunta comunale di Bettona, non sia ancora dato a sapere come mai il livello della laguna continui a calare nonostante le abbondanti precipitazioni atmosferiche e dove sono andati a finire i 280mila euro che la giunta regionale aveva stanziato per porre in sicurezza la laguna di stoccaggio delle acque reflue trattate dall'impianto di Bettona. Non vorremmo fossero stati utilizzati per altri scopi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione agli assessori Rometti e Cecchini in merito alle decisioni che intendono intraprendere riguardo la gestione dell'impianto di Bettona.
"Per recuperare la fiducia della popolazione - aggiunge Dottorini - è necessario che la Regione adotti tutti i provvedimenti in grado di sgomberare il campo da equivoci e che si faccia carico direttamente della gestione dell'impianto. E' indispensabile coniugare le esigenze dell'economia con quelle dell'ambiente puntando con decisione sulla qualità e la tipicità dei prodotti, costruendo una filiera interamente locale, in grado di valorizzare al meglio il prodotto legato al territorio, attraverso la definizione di un piano regionale per la zootecnia sostenibile. Purtroppo però le politiche messe in atto fino ad oggi non paiono procedere in questa direzione. Lo stesso regolamento sul biogas preadottato dalla Giunta regionale non lascia ben sperare, così come non possiamo non ricordare che nella prima stesura del Dap era stato inspiegabilmente "dimenticato" di prevedere, entro il 2011, l'elaborazione di un piano regionale per la zootecnia".
"Per anni - conclude Dottorini - i cittadini di Bettona si sono sentiti ripetere che tutto funzionava nel pieno del rispetto delle regole e non sono bastati né gli allarmi lanciati dal comitato locale né le indagini e i sequestri che si sono susseguiti nel corso del tempo per far  cambiare il metodo di gestione ad un'amministrazione comunale che ormai da molto tempo ha palesato una evidente inadeguatezza nel gestire la situazione. Oggi pertanto, a prescindere da quelli che saranno gli esiti dell'azione giudiziaria, torniamo a chiedere alla Giunta regionale che non rinvii ulteriormente il momento di compiere scelte politiche concrete, sostenibili  e risolutive per quei territori e per l'intera zootecnia regionale".

Perugia, 11 marzo 2011


"Umbria prima in Italia su Gas e km zero. Altre regioni stanno già seguendo il nostro esempio. Testo che ci ripaga di un lavoro paziente e tenace"
 
GAS. DOTTORINI (IDV): LEGGE SU GRUPPI D'ACQUISTO RISPOSTA CONCRETA A ESIGENZE DI FAMIGLIE E PRODUTTORI LOCALI

"Da oggi i tanti cittadini che si riuniscono in gruppi d'acquisto hanno uno strumento concreto ed efficace per soddisfare la sempre crescente esigenza di avere prodotti genuini e locali a prezzi contenuti. Si tratta di un passo importante che va a sostenere i tanti piccoli agricoltori spesso minacciati da regole economiche e di distribuzione sempre più spietate e le famiglie umbre che in tempi di mozzarelle blu e uova alla diossina, fanno sempre più attenzione a cosa mettono sul piatto". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori e primo firmatario della legge regionale approvata ieri sui Gruppi di acquisto solidali, esprime "grande soddisfazione" per la decisione dell'aula che ha approvato a maggioranza il testo di legge.
"La legge approvata - spiega Dottorini - sostiene i mercati locali e punta a creare un marchio per quei ristoratori che utilizzano prodotti a km zero e di qualità. I tanti gruppi informali nati nella nostra regione potranno far conto sulla possibilità di piccoli contributi finalizzati ad abbattere i costi di funzionamento, come l'affitto di una sede, la linea telefonica e piccoli strumenti di lavoro. Adesso bisognerà attendere i regolamenti, ma i 120mila euro stanziati sono una somma non trascurabile che può dare una spinta vera alla rete dei Gas e di chi si impegna per modalità di commercio legate alla salubrità dei prodotti locali, biologici e di qualità. Il testo approvato dal Consiglio regionale fa dell'Umbria la prima regione in Italia a dotarsi di una normativa che riconosce, tutela e incentiva i Gruppi di acquisto solidali e che allo stesso tempo valorizza il consumo responsabile e incentiva le produzioni locali, a filiera corta e di qualità - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori -. Il testo cerca di mettere in collegamento le famiglie che si trovano ogni giorno a fare i conti con budget più ridotti con gli agricoltori locali che magari fanno buone produzioni, a volte biologiche, ma poi devono venderle a prezzi stracciati e non remunerativi sui canali della grande distribuzione".
"Che si tratta di una legge all'avanguardia - aggiunge Dottorini - lo dimostra anche il fatto che diversi consiglieri regionali di altre regioni italiane hanno richiesto il nostro testo per riproporlo nelle proprie assemblee legislative. In alcuni casi, come ad esempio quello della Calabria, su questo testo si è trovata una larga convergenza, tanto che si prospetta un'approvazione all'unanimità, con il sostegno quindi anche del centrodestra. Non è purtroppo il caso dell'Umbria, dove evidentemente si preferisce dar vita a un'opposizione coreografica piuttosto che cogliere l'opportunità di una risposta, parziale ma concreta, alla crisi delle famiglie e delle piccole imprese".
 
Perugia, 2 febbraio 2011
"Gruppi acquisto solidale risposta concreta a crisi famiglie e piccoli produttori agricoli. Provvedimento ci ripaga di un lavoro paziente e tenace"
 
GAS. DOTTORINI (IDV): APPROVAZIONE LEGGE GRANDE RISULTATO. UMBRIA ALL'AVANGUARDIA SU QUALITA', FILIERA CORTA E KM ZERO

"Siamo molto soddisfatti. L'approvazione di oggi ci ripaga di un lavoro paziente e tenace. La legge approvata oggi dal Consiglio regionale fa dell'Umbria la prima regione in Italia a dotarsi di una normativa che riconosce, tutela e incentiva i Gruppi di acquisto solidali e che allo stesso tempo valorizza il consumo responsabile e incentiva le produzioni locali, a filiera corta e di qualità. Si tratta di un grande risultato  per tutta la nostra regione. Siamo riusciti a portare a compimento un iter che è stato complesso, faticoso e osteggiato in maniera strumentale da una destra abituata ormai a un'opposizione coreografica e senza costrutto". Con queste parole Oliviero Dottorini, Capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori e primo firmatario della legge approvata oggi sui Gruppi di acquisto solidali, esprime soddisfazione per la decisione dell'aula che ha approvato a maggioranza il testo di legge.
"È un risultato importante - ha aggiunto Dottorini - che permette all'Umbria di dotarsi di uno strumento utile sia per andare incontro alle esigenze delle famiglie, che chiedono prodotti di qualità a costi contenuti, sia per valorizzare le piccole e medie imprese agricole, per lo più a conduzione familiare, che operano e vivono sul territorio regionale, preservandone l'identità e la sopravvivenza e contribuendo così al loro mantenimento sul territorio. La legge cerca di mettere in collegamento le famiglie che si trovano ogni giorno a fare i conti con budget più ridotti con gli agricoltori locali che magari fanno buone produzioni, a volte biologiche, ma poi devono venderle a prezzi stracciati e non remunerativi sui canali della grande distribuzione".
"Che si tratta di una legge all'avanguardia - aggiunge Dottorini - lo dimostra anche il fatto che diversi consiglieri regionali di altre regioni italiane hanno richiesto il nostro testo per riproporlo nelle proprie assemblee legislative. In alcuni casi, come ad esempio quello della Calabria, su questo testo si è trovata una larga convergenza, tanto che si prospetta un'approvazione all'unanimità, con il sostegno quindi anche del centrodestra. Non è purtroppo il caso dell'Umbria, dove evidentemente si preferisce dar vita a un'opposizione coreografica piuttosto che cogliere l'opportunità di una risposta, parziale ma concreta, alla crisi delle famiglie e delle piccole imprese".
"Forse non risolverà in toto gli enormi problemi dell'agricoltura umbra - conclude il capogruppo Idv -, ma questa legge può contribuire a conciliare la necessità di un reddito maggiore per chi produce in Umbria e la grande richiesta di chi, in tempi di mozzarelle blu e uova alla diossina, comincia a prestare più attenzione a cosa mette giornalmente nel suo piatto".
 
Perugia, 1 febbraio 2011

"Gruppi acquisto solidale risposta a crisi famiglie e piccoli produttori agricoli. Ora approvazione in aula"
 
GAS. DOTTORINI (IDV): BENE APPROVAZIONE LEGGE. UMBRIA PRIMA IN ITALIA SU NORME DI QUALITA', FILIERA CORTA E KM ZERO

"Una scelta che ci riempie di soddisfazione e che, se approvata anche dall'aula, farà dell'Umbria la prima regione in Italia a legiferare su una materia così importante, che allo stesso tempo valorizza il consumo responsabile e incentiva le produzioni locali, a filiera corta e di qualità. In questo modo sarà possibile andare incontro sia alle esigenze delle famiglie, che chiedono prodotti di qualità a costi contenuti, sia alle esigenze dei piccoli produttori locali, che hanno bisogno di opportunità di mercato a prezzi equi". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta l'approvazione da parte della seconda commissione della proposta di legge concernente "Norme per il sostegno dei gruppi d'acquisto solidale e popolare (gasp) e per la promozione dei prodotti alimentari locali, da filiera corta, di  qualità", presentata dallo stesso Dottorini insieme al collega Paolo Brutti.
"Ora - aggiunge il primo firmatario della proposta - auspichiamo che anche l'aula approvi questa proposta in tempi brevi. Sarebbe un risultato importante che permetterà all'Umbria di dotarsi di uno strumento utile sia per andare incontro alle preferenze di molti consumatori, particolarmente attenti alle caratteristiche di qualità nutrizionali, di sicurezza, di eticità e di ecocompatibilità degli alimenti, sia per valorizzare le piccole e medie imprese agricole, per lo più a conduzione familiare, che operano e vivono sul territorio regionale, preservandone l'identità e la sopravvivenza e contribuendo, così, al loro mantenimento sul territorio".
"Mettere in contatto i consumatori responsabili e i piccoli produttori locali - conclude Dottorini - è una risposta concreta alle problematiche che le aziende agricole locali soffrono a causa delle modalità di distribuzione dominate da imprese di grandi dimensioni e che operano su mercati globali, in cui la necessità di standardizzazione e di flessibilità di approvvigionamento ha portato all'omologazione delle colture produttive agricole e alla conseguente uniformità dei gusti e dei consumi. La nostra proposta invece fa sì che la Regione riconosca e valorizzi il consumo critico, consapevole e responsabile, come strumento di promozione della  salute e del benessere dei cittadini, incentivando i produttori locali e la diffusione dei loro prodotti di qualità".
 
Perugia, 24 gennaio 2011
Ben vengano proposte fattive e propositive, incomprensibile invece benaltrismo distruttivo e dilatorio. La proposta è d'avanguardia: sarebbe la prima legge in Italia"

GAS. DOTTORINI (IDV): TESTO SU GRUPPI D'ACQUISTO AMPIAMENTE PARTECIPATO, DA MESI ASPETTIAMO CONTRIBUTO DI RIFONDAZIONE

"Inviterei gli amici di Rifondazione a raccordare le proprie parole coi fatti. La proposta di legge dell'Italia dei Valori sui gruppi di acquisto solidale è stata elaborata assieme ai principali gas dell'Umbria e ha recepito osservazioni positive da Aiab e ProBio, dalle organizzazioni agricole e del commercio, dai consumatori. Nei lunghi mesi di lavoro della commissione, nessun emendamento o proposta è giunta invece dal gruppo del Prc che pure, almeno a parole, si è sempre detta disponibile a migliorare il testo. Rimaniamo in attesa". Il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale Oliviero Dottorini risponde con queste parole alla "singolare presa di posizione" del collega Damiano Stufara.
"A dire il vero - aggiunge Dottorini - non si capisce quale testo abbia letto Stufara, dal momento che una delle qualità che viene da tutti riconosciuta alla proposta è proprio quella di intervenire fattivamente e senza ledere le normative sul commercio per favorire la libera associazione dei consumatori al fine di stabilire un rapporto diretto tra produttori e famiglie. I vantaggi dei gruppi di acquisto solidale sono del resto tutti nella qualità ambientale e solidale delle produzioni locali. La legge prevede piccoli interventi a sostegno sia dei gas che dei mercati locali, garantendo informazione e trasparenza della filiera. Tra l'altro la pdl, se verrà approvata, sarà la prima in Italia in materia, facendo dell'Umbria la regione capofila a livello nazionale. Quindi ben vengano le proposte di Rifondazione che pure abbiamo atteso invano per diversi mesi. Respingiamo al mittente invece posizioni astrattamente ideologiche e la volontà incomprensibilmente dilatoria dettata da un curioso 'benaltrismo' distruttivo. Su una cosa vorrei tranquillizzare i colleghi del Prc: questa proposta è avanzata da Idv, ma è patrimonio di tutti coloro che hanno la volontà di consolidare in modo fattivo la filiera corta, il potere di acquisto delle famiglie e la tutela dell'ambiente. Magari - conclude Dottorini - lascerei ad altri provvedimenti ben più controversi, come ad esempio il Piano casa berlusconiano, atteggiamenti ostruzionistici o dilatori. Ma qui è questione di gusti".

Perugia, 22 dicembre 2010
Interrogazione alla giunta: "Necessarie azioni concrete per valorizzare l'agricoltura di qualità e per disincentivare chi punta su Ogm e chimica"

AGRICOLTURA. DOTTORINI (IDV): LA REGIONE DIA SEGUITO AI PROCLAMI SULLA GREEN ECONOMY

"Non si vive di solo tabacco. Sarebbe importante che la giunta regionale impegnasse le proprie energie per garantire la qualità delle produzioni agroalimentari e il sostegno a metodi di produzione a basso impatto sull'ambiente e sull'uomo. Parlare di green economy e continuare a puntare tutto su agricoltura intensiva e ad alto impatto ambientale sarebbe un errore grave per l'intera economia regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale di Italia dei Valori, annuncia di aver presentato una interrogazione in cui si chiede alla Giunta regionale quali misure intende mettere in atto per garantire l'assenza di contaminazioni di sostanze chimiche e geneticamente modificate dalle produzioni biologiche umbre e come intende valorizzare la filiera agroalimentare umbra biologica e di qualità.
"La Regione - aggiunge Dottorini - dovrebbe spiegare ad esempio perché, pur essendo in vigore dal 2001 una legge molto avanzata che impedisce la diffusione di Ogm nel territorio regionale, di fatto non l'ha mai resa esecutiva, soprattutto nella parte che riguarda l'esclusione dai bandi regionali delle aziende e industrie agroalimentari che impiegano sostanze ogm nelle varie fasi del percorso produttivo. La qualità, la sicurezza alimentare, la tracciabilità, la sostenibilità ambientale e la possibilità di evidenziare l'origine sono requisiti fondamentali per valorizzare la produzione regionale. Chiediamo pertanto un sistema di tracciabilità obbligatorio che consenta di garantire la rigorosità del metodo di produzione non solo sotto il profilo igienico sanitario, ma anche sotto quello dell'origine delle materie prime utilizzate ed escludere dai bandi regionali quelle aziende che non siano in grado di garantire l'assenza di rischio di contaminazione da sostanze Ogm e residui chimici".
"Fino ad oggi - prosegue l'esponente Idv - la volontà della giunta si è fermata alle enunciazioni di principio. Alle normative, a volte addirittura inapplicate, non ha fatto seguito un impegno reale per valorizzare l'agricoltura di qualità e per disincentivare chi punta su Ogm e chimica. Così, ad esempio, chi garantisce l'assenza di residui chimici e sostanze Ogm dalle proprie produzioni si trova a sostenere notevoli costi aggiuntivi che non trovano riscontro nel sostegno nelle politiche regionali. Il che è significativo di un approccio che ha fatto il suo tempo, ma che stenta a trovare un superamento. Così parlare di green economy e di sostenibilità non trova riscontri in azioni concrete in grado di sostenere quelle realtà che adottano modelli di produzione capaci di conciliare la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini, la qualità delle produzioni e la valorizzazione dei saperi locali e delle tipicità".

Perugia, 19 novembre 2010


"Ottenuti risultati importanti: finalmente un piano per la zootecnia sostenibile e no alle deroghe ambientali. Ma siamo lontani da un'idea di green economy"
 
MARSCIANO. DOTTORINI (IDV): OCCASIONE PERSA PER SEGNARE UN'INVERSIONE DI ROTTA. NECESSARIO SUPERARE IL BIODIGESTORE

"Abbiamo perso un'occasione importante per segnare un'inversione di rotta sulle politiche ambientali ed economiche dell'Umbria. Evidentemente le crisi e gli avvenimenti degli anni scorsi non hanno insegnato molto. La nostra azione tuttavia ha permesso di fare alcuni passi avanti importanti, impensabili fino a poco tempo fa. Ci sono risultati, come il piano per la zootecnia sostenibile e il rispetto dei parametri ambientali, che grazie alla nostra azione ora sono un dato acquisito. Ma è molto grave che si sia voluta mantenere una pregiudiziale sull'impianto di biodigestione di Olmeto". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta l'esito del dibatto avvenuto ieri in Consiglio regionale sulla criticità della situazione ambientale del Comune di Marsciano con riferimento al problema dei reflui zootecnici derivanti dagli allevamenti suinicoli.
"La nostra battaglia e la nostra fermezza ottengono dei risultati importanti - aggiunge Dottorini -. Quel piano per la zootecnia sostenibile che chiediamo da sempre potrà finalmente trovare una definizione. Inoltre abbiamo evitato il ricorso a deroghe ai parametri ambientali da rispettare per lo smaltimento dei reflui zootecnici e il dimensionamento e le modalità di gestione del biodigestore di Olmeto non saranno predeterminate a priori, ma solo successivamente alla definizione del piano-stralcio per la suinicoltura. Tutti risultati importanti. Rimane però l'amarezza per l'incapacità della giunta di aprire ad una visione  sostenibile e non preconcetta della zootecnia. Per quanto ci riguarda rimaniamo convinti che l'impianto di Olmeto vada dismesso e che non sia compatibile con il modello di suinicoltura che immaginiamo, quello cioè basato su marchi e certificazioni, sulla filiera di qualità, corta e completa, tutta umbra, integrata con il territorio, capace di qualificare i nostri prodotti tipici e di generare valore aggiunto localmente".
"Abbiamo tentato fino all'ultimo - continua il capogruppo Idv - di arrivare ad una mediazione che non desse per scontata la decisione di riattivare l'impianto di biodigestione di Olmeto, ma purtroppo il resto della maggioranza non ha saputo cogliere l'opportunità che l'Idv, insieme al gruppo del Prc, aveva proposto. Si è così persa l'occasione di dimostrare che quando si parla di green economy lo si fa sul serio, sapendo progettare modelli virtuosi che sappiano coniugare lo sviluppo economico delle nostre comunità con il rispetto e la valorizzazione delle ricchezze ambientali che ci caratterizzano. Temo che a Marsciano invece, nel prossimo futuro, piuttosto che di green economy si dovrà parlare di 'brown economy', visto che il fulcro delle attività economiche che si immaginano non sarà incentrato sull'allevamento dei suini, quanto piuttosto sullo smaltimento dei loro reflui".
 
Perugia, 10 novembre 2010
"Occorre abbandonare gli allevamenti in soccida, ridurre il numero di capi e puntare sulla qualità. Subito un Piano per la zootecnia sostenibile"

MARSCIANO. DOTTORINI (IDV): STOP A DEROGHE. DISMETTERE IL BIODIGESTORE, DELOCALIZZARE GLI ALLEVAMENTI SUINICOLI E DOTARLI DI IMPIANTI DI STALLA

"Altre deroghe alla legislazione regionale sarebbero incomprensibili e avrebbero il solo effetto di inasprire una situazione che ha già toccato i livelli di guardia. E' giunto il momento di mettere mano a un Piano per la zootecnia sostenibile, abbandonando l'idea di un modello che fino a oggi ha avvantaggiato poche persone danneggiando la collettività". Con queste parole Oliviero Dottorini, Capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e il consigliere Paolo Brutti, annunciano di aver presentato una mozione con la quale si impegna la giunta ad adottare interventi adeguati per affrontare la criticità della situazione ambientale del territorio del Comune di Marsciano a causa della presenza di molti allevamenti suinicoli e dell'impianto di biodigestione sito in Olmeto.
"Occorre delocalizzare gli allevamenti - continuano Dottorini e Brutti - e  individuare come strumento strategico per il trattamento dei reflui zootecnici l'istallazione di piccoli impianti di depurazione direttamente nelle stalle delle aziende agricole. La regione deve attivare degli interventi per incentivare questo passaggio. Non è più possibile pensare ad un modello intensivo e occorre escludere in maniera definitiva il ricorso all'impianto di depurazione di Olmeto che, ormai è chiaro a tutti, è inefficiente e causa enormi problemi ambientali e alla salute dei cittadini". 
"Già in sede di discussione del Piano di tutela delle acque - spiega Dottorini - avevamo proposto la soluzione degli impianti di stalla che permettono anche un maggiore controllo. Inoltre è necessario incentivare la delocalizzazione degli allevamenti, che nel Comune di Marsciano sono a ridosso delle aree abitate, creando notevoli disagi ai residenti. Non è più rinviabile quello che chiediamo da tempo: un Piano per la zootecnia sostenibile in Umbria. La nostra regione ha bisogno di una zootecnia basata su marchi e certificazioni, su una filiera corta e di qualità, integrata con il territorio, capace di qualificare i nostri prodotti tipici e di generare valore aggiunto localmente. Dobbiamo avere il coraggio di dare uno stop chiaro agli allevamenti in regime di soccida, notando l'effetto perverso di allevare non per una filiera alimentare, ma per produrre il liquame necessario all'innesco della formazione di biogas".
"I cittadini di Marsciano - concludono gli esponenti dell'Idv - hanno già dato e non possono continuare a sopportare una situazione che non è più tollerabile. Per questo motivo chiediamo alla giunta che predisponga interventi mirati ad escludere definitivamente l'utilizzo del biodigestore e ad incentivare la delocalizzazione degli allevamenti e la dotazione di piccoli impianti di depurazione aziendali. A nostro avviso sono interventi necessari per poter avviare la riconversione del modello zootecnico basato sulla soccida".
 
Perugia, 21 ottobre 2010
 

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