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Ultime notizie in Agricoltura

"Confermata la nostra denuncia di tabelle abusive ai 'Roscetti'. Adesso Comunità montana e Corpo forestale prendano provvedimenti"

TARTUFI. DOTTORINI (IDV): ASSESSORE FACCIA CHIAREZZA SUGLI ACCESSI PER LA RICERCA. LASCIARE DA PARTE FURBERIE O A SETTEMBRE RISCHIO CAOS

"La Giunta regionale deve, una volta per tutte, fare chiarezza sulle norme che regolano la ricerca dei tartufi. La risposta dell'assessore Cecchini alla nostra interrogazione contraddice sentenze della Corte costituzionale e delibere della stessa giunta precedentemente approvate. La Regione deve garantire ai tartufai norme correttamente interpretate, che mettano finalmente un po' di chiarezza in un settore che da troppo tempo è lasciato all'interpretazione di sentenze e ricorsi vari. Altrimenti alla ripresa dell'attività di raccolta c'è il serio rischio di trovarsi ad affrontare un caos normativo preoccupante". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito alla installazione di tabelle di divieto raccolta tartufi abusive recentemente affrontata attraverso un'interrogazione sulla vicenda Roscetti cui oggi la giunta regionale risponde per bocca dell'assessore Fernanda Cecchini.
"L'assessore - spiega Dottorini - nella sua risposta ha ammesso che le tabelle da noi denunciate attraverso la nostra interrogazione sono di fatto abusive e che l'accertamento spetta alla Comunità montana e le sanzioni al Corpo forestale dello Stato. Adesso ci aspettiamo un'azione rapida di rimozione delle tabelle e le eventuali sanzioni a chi, incurante delle leggi e dei regolamenti, si è inventato tabelle con divieti inesistenti. Nello specifico però - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - l'assessore sostiene nella sua risposta che nelle aziende faunistico venatorie la raccolta dei tartufi non può essere esercitata liberamente, cosa a nostro avviso grave e sbagliata, perché due sentenze della Corte costituzionale e una delibera di Giunta dicono esattamente il contrario e cioè che la ricerca dei tartufi è da considerarsi libera e che il principio di libertà e supremazia degli interessi pubblici su quelli privati deve essere garantito".
"A settembre - conclude Dottorini - riprenderà l'attività di ricerca del tartufo e c'è il serio pericolo che le associazioni dei tartufai si trovino a dover fronteggiare un caos normativo. È urgente dunque che l'assessore ponga la parola fine ad una situazione non più tollerabile da parte dei cercatori di tartufi e cittadini, tenuto conto che le sentenze citate e i regolamenti amministrativi non lasciano spazio ad incertezze e furberie che rischierebbero solo di compromettere il ruolo sociale ed economico delle associazioni, sempre attente all'ambiente e alla salvaguardia del paesaggio".

Perugia, 30 luglio 2010





(Acs) Perugia, 15 luglio 2010 - Mettere in collegamento i cittadini consumatori dell'Umbria che ogni giorno vanno al supermercato ad
acquistare prodotti alimentari senza sapere di preciso da dove vengono, quanti chilometri hanno fatto, con quanti prodotti chimici sono stati effettivamente trattati, e gli agricoltori locali che magari fanno buone produzioni, in alcuni casi biologiche, ma poi devono venderle ai prezzi stracciati e non remunerativi che impone loro il mercato.
Nasce con questa logica la proposta di legge di sostegno e promozione dei Gruppi d'acquisto solidali (Gas) presentata a Palazzo Cesaroni in
conferenza stampa dal capogruppo regionale dell'Idv Oliviero Dottorini, primo firmatario del testo che, con a fianco il collega Paolo Brutti, i primi storici promotori dei gruppi di acquisto umbri ed alcuni produttori biologici, ne ha spiegato la filosofia, partendo dall'esempio delle carote, portato alla ribalta di recente da un quotidiano nazionale, che ha dimostrato come al produttore  vengono pagate solo nove centesimi, ma il supermercato le rivende ad un euro. Troppa differenza che spiega la logica del mercato che sta uccidendo l'agricoltura italiana; ma anche una base di partenza per far sì che intorno ai Gas - in Umbria ce ne sono già  3 attivi a Perugia, uno solo a Terni, come ad Amelia, Spoleto, Foligno ed uno che sta per partire a Città di Castello - si possa creare un'attenzione crescente "non certo per risolvere i problemi enormi del settore agricolo, ma per conciliare un reddito maggiore a chi produce in loco garantendo qualità certa e tangibile e l'esigenza di chi, in tempi di mozzarelle blu, comincia a prestare più attenzione a cosa mette
giornalmente nel suo piatto".
Già, perché - ha ricordato Dottorini - "i prodotti di ogni nostro pasto giornaliero hanno percorso mediamente 1.900 chilometri, mentre il crollo dei prezzi agricoli nella grande distribuzione distrugge i piccoli agricoltori". Ed ancora, "sarebbe la prima legge regionale in Italia a sostenere effettivamente il consumo dei prodotti locali a favorirne il consumo in base alla stagionalità ed alla distanza di produzione, i cosiddetti chilometro zero, coltivati all'interno del territorio regionale o comunque a una distanza non superiore a 40 chilometri; ed anche la prima legge che privilegia la filiera corta, perché nei Gas che nascono senza fini di lucro, l'incontro fra produttore e consumatore non ha  intermediari". Dottorini ha anche parlato di testo aperto a suggerimenti ed integrazioni, proprio perché "non esistono in Italia altre leggi come termini di paragone, ed è possibile presentare questa ipotesi di normativa, solo perché il Governo Prodi nella legge finanziaria del 2007 definì i Gas dandogli di fatto una veste giuridica".
Testimonianze positive sono state portate dai primi gruppi d'acquisto solidali nati spontaneamente da qualche anno, "magari utilizzando
all'inizio il garage di qualche amico". Vincenzo Vizioli (presidente Aiab-Umbria) ha detto che il suo Gas ha distribuito 50 tonnellate di
ortofrutta umbra, determinando un piccolo miracolo: "da allora sono nate cinque nuove aziende produttrici che però non riescono a soddisfare la domanda, in una Regione che  sembra aver puntato tutto sul tabacco".
Aperture di credito alla proposta, della quale Paolo Brutti ha sottolineato "l'enorme potenzialità nel far emergere una forte domanda da
parte dei consumatori più attenti", sono venute dai rappresentanti umbri di Confagricoltura e Coldiretti che, su richiesta di Dottorini si sono dichiarati disponibili a collaborare alla integrazione del testo.
Attese e interesse per una legge così innovativa in materia di acquisti alimentari sono stati espressi da tutti gli intervenuti, nell'ordine: Vincenzo Vizioli (Aiab), Marjatta Heliste (Pro Bio) Tony Pisano (Gas - Gastone), Luca Stalteri (produttore bio) Emiliano Marini (Umbria biologica), Monacelli (Confagricoltura), Paolucci (Coldiretti). GC/gc

Gruppi di acquisto solidale (Gas) la scheda
La legge "Norme per il sostegno dei gruppi di acquisto solidale (Gas) e per la promozione dei prodotti alimentari da filiera corta e di qualità", presentata dal gruppo consiliare Idv, primo firmatario Oliviero Dottorini, si propone di riconoscere e valorizzare il consumo critico, consapevole e responsabile, come strumento di promozione della  salute e del benessere, incentivando i produttori locali e la diffusione dei loro prodotti di qualità.
Per favorire la creazione dei Gas che con una specifica veste giuridica, ma senza scopi di lucro, organizzano acquisti collettivi e la relativa distribuzione, è previsto un incentivo iniziale a fondo perduto di 5mila euro. Tre le tipologie di prodotti da acquistare e distribuire tramite i Gas: quelli della 'filiera corta', destinati a passare prevalentemente dal produttore al consumatore; quelli a cosiddetto 'chilometro zero', prodotti all'interno del territorio regionale o comunque a una distanza non superiore a 40 chilometri;  i prodotti agricoli 'di qualità' provenienti da coltivazioni biologiche, o le produzioni tipiche e tradizionali a denominazione protetta.
La Regione dovrà impegnarsi a sostenere le tre tipologie utilizzandole nella misura non inferiore al 50 per cento nell'ambito della ristorazione collettiva organizzata dagli enti pubblici; ma anche con la promozione di incontri tematici sul consumo sostenibile, con uno spazio dedicato sul portale web della Regione, con incentivi sostenendo l'avvio di mercati o comunque punti vendita riservati agli imprenditori agricoli locali e di qualità per la vendita diretta, i cosiddetti farmer's markets. La legge prevede uno stanziamento di 70mila euro per il 2010. GC/gc


"Ci voleva una nostra interrogazione per sbloccare i fondi fermi da oltre 6 anni? Ora modificare il Psr per salvare un comparto che rischia di scomparire"

AGRICOLTURA. DOTTORINI (IDV): BENE LO STANZIAMENTO DEI FONDI PER IL BIOLOGICO. ORA ATTENZIONE AI CRITERI DEL BANDO

"Ci voleva una nostra interrogazione per convincere l'assessore a sbloccare gli oltre 260mila euro destinati al sostegno dell'agricoltura biologica e inspiegabilmente fermi da oltre sei anni in attesa di determinazioni che sembravano non arrivare mai. Prendiamo atto con soddisfazione che ora si è deciso di emanare un bando specifico per rendere finalmente disponibili queste risorse per le aziende di un settore che sta attraversando un periodo di grave difficoltà" Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, esprime la propria soddisfazione riguardo all'annuncio dato dall'assessore all'Agricoltura della regione Umbria, in seguito ad un incontro con le associazioni dei produttori, secondo il quale sarà presto possibile utilizzare i finanziamenti stanziati dal Ministero delle Politiche agricole e forestali negli anni 2003-2004 e che non risultano ad oggi impegnati dalla regione Umbria.
"Ora è necessario fare molta attenzione - continua il presidente della prima commissione di Palazzo Cesaroni - ai criteri del bando e a come verranno investiti questi fondi, per evitare che vengano sperperati o che finiscano nei meandri di qualche carrozzone regionale. E' importante che le risorse vadano direttamente alle aziende secondo criteri che permettano di finanziare quante più realtà possibili, in un quadro regionale, sulla base di progetti specifici d'area, di piani di comunicazione per l'intero settore. Occorre che queste risorse possano offrire una reale opportunità di impulso per l'agricoltura ecosostenibile e possano permettere a molti agricoltori di continuare ad investire nel biologico dopo anni di politiche dissuasive che li hanno visti penalizzati".
"Si tratta di un primo passo importante - insiste Dottorini - per il sostegno allo sviluppo dell'agricoltura biologica e all'informazione ai consumatori sugli alimenti ottenuti con tale metodo. Adesso però serve anche mettere mano al Piano di sviluppo rurale, fortemente sbilanciato verso l'agricoltura convenzionale, individuando azioni idonee a valorizzare un comparto che, se non si attiveranno politiche efficaci, rischia di scomparire nonostante si registrino costanti incrementi della domanda di prodotti biologici da parte dei consumatori".

Perugia, 7 luglio 2010
Interrogazione alla giunta: "Stanziati da oltre sei anni e mai investiti gli oltre 260mila euro erogati dal Ministero. Sanare immediatamente grave mancanza"

AGRICOLTURA. DOTTORINI (IDV): DOVE SONO FINITI I FONDI PER IL BIOLOGICO?

"La giunta deve spiegare dove sono finiti gli oltre 260mila euro destinati al sostegno dell'agricoltura biologica e tenuti inspiegabilmente bloccati da oltre sei anni in attesa di determinazioni che sembrano non arrivare mai. Non si comprendono i motivi che hanno indotto l'Umbria a rinunciare a investire queste risorse per sostenere un settore strategico per la nostra regione e che versa in condizioni di grave difficoltà". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato una interrogazione alla Giunta regionale per conoscere le motivazioni del mancato utilizzo dei finanziamenti stanziati dal Ministero delle Politiche agricole e forestali negli anni 2003-2004 e che non risultano ad oggi impegnati dalla regione Umbria.
"E' tutto da capire - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - il criterio in base al quale si è deciso di non investire queste risorse finalizzate all'agricoltura ecocompatibile ed è giusto che gli operatori biologici della regione sappiano quali interventi la giunta intende individuare al fine di recuperare ed utilizzare queste risorse per gli scopi per i quali erano state stanziate: il sostegno allo sviluppo dell'agricoltura biologica e all'informazione ai consumatori sugli alimenti ottenuti con tale metodo. E' gravissimo e significativo di un approccio miope il fatto che si rinunci a sfruttare un'occasione di questo genere per sostenere una grande opportunità per l'agricoltura umbra, soprattutto in un momento di grave crisi economica, rischiando di aggravare la situazione soprattutto dei piccoli produttori, già pesantemente penalizzati dalle politiche del Piano di sviluppo rurale. E' inspiegabile e strategicamente sbagliato infatti non valorizzare un settore che a livello nazionale fa segnare una crescita della domanda, a fronte di un andamento stagnante dei consumi alimentari in generale".
"Un segnale preoccupante - conclude Dottorini - è rappresentato dal dato che ci dice che sono in diminuzione le aziende agricole che si iscrivono all'Albo regionale degli operatori biologici. Un dato che forse è dovuto ad anni di ritardati pagamenti dei premi del Psr e a politiche fortemente sbilanciate verso l'agricoltura convenzionale. Per questo è ancora più grave non aver utilizzato dei fondi finalizzati al sostegno dell'agricoltura biologica e per questo chiediamo atti immediati per sanare questa grave mancanza".

Perugia, 1 luglio 2010

"Prioritarie per noi la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente. Invitiamo la giunta di Bettona a chiarire la propria imbarazzante posizione alla Magistratura"

BETTONA. DOTTORINI (IDV): LE MINACCE  DI QUERELA NON CI SPAVENTANO. DA OGGI TUTTI GLI ATTI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

"Le minacce del sindaco Lamberto Marcantonini e del vice-sindaco Valerio Bazzoffia non ci spaventano e non ci impediranno di continuare a difendere gli interessi che per noi sono prioritari: la tutela della salute dei cittadini e il rilancio di un'economia sana e compatibile con l'ambiente. Lo faremo con tutti gli strumenti che il nostro ruolo istituzionale ci consente, nel pieno esercizio delle nostre funzioni. Da oggi inoltre trasferiremo tutte le informazioni di cui verremo in possesso alla Procura della Repubblica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, risponde alle esternazioni degli esponenti del Comune di Bettona che oggi hanno minacciato querela nei suoi confronti, per aver invitato la giunta regionale a non progettare il futuro della zootecnia umbra con chi è implicato in una indagine riguardante reati della massima gravità.
"Su questa vicenda - aggiunge Dottorini - ci sono troppe cose che non tornano. Noi continuiamo a chiedere chiarezza e ribadiamo che non è edificante per un'amministrazione comunale essere coinvolta in uno scandalo di questa portata, per giunta con accuse gravissime, come riportato nella nostra interrogazione consiliare. Riteniamo quanto meno inopportuno che la giunta regionale, per affrontare le strategie di rilancio della zootecnia in Umbria, prosegua l'interlocuzione con gli amministratori indagati. Quanto sostenuto nell'interrogazione che abbiamo presentato è supportato da documenti ufficiali ed è il frutto di una posizione politica che chiede di risolvere in maniera definitiva una vicenda tra le più gravi accadute in Umbria. La giunta comunale non può tirarsi fuori dalle responsabilità per la situazione disastrosa che quel territorio è costretto a subire e dovrà chiarire la propria imbarazzante posizione non tanto a noi, ma alla Magistratura. A noi interessa che la popolazione di Bettona non corra alcun rischio e che la regione sia in grado di progettare un futuro della zootecnia umbra sostenibile e condiviso con le associazioni locali e i comitati dei cittadini".
"In attesa che la giustizia faccia il suo corso e augurando ai solerti amministratori bettonesi di dimostrare la propria estraneità dall'accusa di avere "intenzionalmente procurato a Codep un ingiusto vantaggio consentendo la prosecuzione delle attività illecite", come si legge dalle cronache, continuiamo a chiedere che la politica prenda atto di questo disastro ambientale senza precedenti, evitando di fare sconti a chi si è reso responsabile di questa situazione e ripensando completamente il comparto della suinicoltura in Umbria. Alla luce di quanto sta avvenendo, infatti - conclude il capogruppo dell'Idv -, le misure per la zootecnia contenute nel Piano di tutela delle acque approvato nell'autunno scorso già appaiono in tutta la loro inadeguatezza. In quell'occasione solo l'Italia dei Valori votò contro un provvedimento inaccettabile, costruito sulle esigenze esclusive degli allevatori e senza prendere in considerazione le istanze dei cittadini."


Perugia, 17 giugno 2010

"Atto sconsiderato, modo di amministrare che fa carta straccia del rispetto dei cittadini, dell'ambiente e delle ragioni storico-culturali di un territorio"

TARTUFI. DOTTORINI (IDV): SINDACO E GIUNTA ESCANO ALLO SCOPERTO E REVOCHINO LA CONCESSIONE A RECINTARE UN FONDO DI 300 ETTARI

"Il sindaco e la giunta escano allo scoperto e dicano come intendono rimediare al grave errore di superficialità amministrativa che ha portato a concedere l'autorizzazione alla recinzione di 300 ettari di terreno in deroga ai Regolamenti edilizi comunali e senza tenere conto di una legge regionale e di ripetute sentenze della Corte Costituzionale e del Tar. Un caso emblematico di come possa essere svilito il senso dei beni comuni e di come possa essere piegato il diritto di tutti i cittadini di godere del territorio alle esigenze dei privati. Ora l'amministrazione abbia il coraggio di revocare la concessione e di aprire una nuova stagione di rapporti con i cittadini".
Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) commenta con queste parole l'atto con cui il sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini ha autorizzato una recinzione di 300 ettari per un'altezza di oltre 2 metri nel comune di Città di Castello, consentendo così la chiusura di un fondo che la legge regionale 8 del 2004, due sentenze della Consulta e una e una sentenza del Tar ritengono avrebbe dovuto consentire l'accesso ai cercatori di tartufi.
"A questo primo atto sconsiderato - aggiunge Dottorini - pare siano seguite altre autorizzazioni alla recinzione, segno evidente che l'amministrazione comunale ha aperto quel varco nel quale temevamo si sarebbero inevitabilmente inseriti in molti altri. Quanto denunciato alcune settimane fa dall'Associazione tartufai dell'Altotevere è allo stesso tempo grave e indicativo di un modo di amministrare che fa carta straccia del rispetto dei cittadini, dell'ambiente e delle ragioni storico-culturali di un territorio. A essere colpito è uno dei diritti fondamentali dei cittadini, siano essi raccoglitori di funghi, asparagi e tartufi, agricoltori o semplici amanti della natura. Credo che il primo atto da fare alla ripresa delle attività istituzionali del Consiglio regionale sia un'interrogazione agli assessori all'Agricoltura e all'Ambiente per comprendere le ragioni di un atto che poco ha a che vedere con il rispetto delle regole e molto con un modo di gestione della cosa pubblica che tutti vorremmo vedere archiviato". 
"C'è una responsabilità politica pesante dietro questa decisione - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - e sarebbe importante che non solo il sindaco, ma l'intera compagine amministrativa ne rispondesse senza scaricare le proprie responsabilità sul livello tecnico. C'è un ricorso amministrativo che chiede la revoca immediata dell'autorizzazione rilasciata dall'amministrazione tifernate, ma fino ad oggi nessuno si è sentito in dovere di dare una risposta. Ritengo grave - aggiunge Dottorini - che si continui a pensare di danneggiare i cittadini e le ragioni dell'ambiente solo per andare incontro alle esigenze di un privato, per giunta procedendo in deroga agli stessi regolamenti comunali e creando un precedente che avrà effetti a catena pericolosi su altre situazioni analoghe. Non vorremmo che alla base di questa scelta vi fosse, ancora una volta, la volontà di rispondere a richieste provenienti da un apparato politico-burocratico extraterritoriale che non ha alcun interesse a valorizzare il nostro territorio per la sua tradizione di autonomia e civiltà. Sarebbe importante - conclude Dottorini - se l'amministrazione tifernate ammettesse con umiltà l'evidente errore commesso e convocasse le parti per trovare soluzioni praticabili e condivise, revocando la concessione e facendo in modo che non si verifichino più in futuro atti che trovano sostegno soltanto nella supponenza e nella superficialità di un modo di amministrare lontano dai cittadini e dagli interessi del territorio".

Perugia, 17 aprile 2010
"La Ue ci chiede politiche agricole eco-compatibili, sbagliato continuare a investire soltanto sui settori tradizionali senza puntare alla riconversione e alla qualità"

MODIFICA DEL PSR. LA GIUNTA SI IMPEGNI A SOSTENERE IL MODELLO BIOLOGICO

"E' fondamentale che l'Umbria sappia cogliere l'opportunità di colmare alcune lacune passate, attraverso un impegno concreto della Giunta a sostenere il modello dell'agricoltura biologica e il settore zootecnico non intensivo e di qualità. Solo così saremo in grado di attrarre risorse per incentivare pratiche coerenti con quelle che sono chiamate le 'nuove sfide', cioè azioni mirate a contrastare i mutamenti climatici e a tutelare la qualità delle risorse del territorio".
Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, interviene in merito alla modifica del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che verrà presentata in questi giorni e sulla quale si avvierà una fase di trattative con Bruxelles al fine dell'assegnazione di nuovi fondi.
"Sarebbe veramente inspiegabile - aggiunge Dottorini - se, di fronte alla richiesta che l'Ue fa alle regioni di sostenere azioni e modelli a minore impatto ambientale, l'Umbria scegliesse di difendere solamente il settore del tabacco, dimenticandosi invece di un modello agricolo che quelle azioni già le pratica come sistema. Non riconoscere un premio congruo al biologico e soprattutto non impegnarsi per predisporre schede giustificative che permettano di difendere politicamente la scelta a sostegno di tale modello agricolo, risulterebbe una colossale beffa. Nel momento in cui tutti siamo chiamati ad elaborare strategie di riconversione eco-sostenibile, sarebbe imperdonabile mettere in atto politiche che di fatto incentivano l'uscita dal biologico, per aderire a misure spot la cui sommatoria, in termini di pagamento, risulterà superiore a quanto previsto per il biologico, ma sicuramente inferiore in termini di beneficio ambientale".
"E' inoltre necessario - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - prestare una maggiore attenzione al settore zootecnico non intensivo e di qualità, come richiesto anche dal Reg. 74/09. Per questo auspichiamo l'inserimento dei premi per pascoli e prati pascolo e colture foraggere per le aziende biologiche e l'apertura di misure specifiche per tutte le attività zootecniche non considerate e, in particolare, l'allevamento avicolo e l'allevamento apistico. E' quindi fondamentale - conclude il capogruppo regionale dei Verdi e civici - che la Giunta scelga di attuare una seria politica di sviluppo rurale prevedendo degli interventi strategici che riconoscano i dati oggettivi che indicano il modello agricolo biologico come quello maggiormente adatto a raggiungere gli obiettivi di minor impatto ambientale e maggior sostenibilità produttiva che l'Ue richiede".

Perugia, 13 luglio 2009
Le biomasse funzionano se la materia prima è prodotta localmente. Fondamentale garantire la tracciabilità del combustibile e valorizzare la produzione umbra"

"E' importante dare subito elementi di certezza alle tante famiglie che hanno utilizzato pellet per il riscaldamento domestico, evitando allarmismi, ma mettendo tutti nelle condizioni di salvaguardare la salute propria e dell'intera comunità. Come il mondo ecologista sostiene da sempre è necessario utilizzare e valorizzare il pellet prodotto localmente ed investire sulla produzione di energia rinnovabile secondo la logica della filiera corta, unica in grado di garantire sicurezza, sviluppo imprenditoriale e sostenibilità ambientale. Solo quando le biomasse sono di produzione locale infatti garantiscono un impatto ambientale limitato evitando rischi di produzioni ad alta impronta ecologica e ad elevato rischio, come nel caso del prodotto radioattivo proveniente dalla Lituania".
PelletCon queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, commenta la notizia della scoperta e del sequestro di pellet contaminato da Celsio 137, chiedendo che l'Arpa si faccia carico di fornire un quadro della situazione regionale, indicando le partite di Naturkraft Premium sequestrate e distinguendole nettamente dalla produzione locale. "La tracciabilità del combustibile utilizzato e la provenienza locale - spiega l'esponente del Sole che ride - è una precondizione per poter investire seriamente nel settore delle biomasse. Non è un caso infatti che i principali esperti del settore indichino in 50 chilometri la distanza massima di provenienza della materia prima per assicurare la fattibilità, dal punto di vista ambientale, di una centrale a biomasse. Lo stesso discorso vale per le caldaie ad uso domestico. E' sconveniente utilizzare una fonte energetica rinnovabile, come il pellet, se lo si deve trasportare per migliaia di chilometri bruciando in questo modo enormi quantità di combustibili fossili e contribuendo ad aumentare le emissioni di Co2".
"I dati nazionali - ricorda il Presidente della prima commissione di Palazzo Cesaroni - segnalano, negli ultimi anni, un aumento dei consumi di pellet del 400 per cento a livello italiano. Questo dato conferma la necessità di investire sulla produzione di energia rinnovabile da agricoltura italiana che è ottenuta per oltre il 70 per cento da biomasse combustibili dove sono completamente assenti i rischi di contaminazione nucleare. Ovviamente - conclude Dottorini - tale sicurezza può essere garantita solo a patto che l'Italia, contrariamente alle intenzioni sciagurate dell'attuale governo, eviti di lasciarsi trasportare dal delirio dell'energia nucleare, per la quale non sono ancora stati individuate soluzioni accettabili per l'eliminazione del rischio di contaminazione radioattiva".

Perugia, 16 giugno 2009
 

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Raccolta differenziata in Umbria - Rapporto 2013

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