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Ultime notizie in Ambiente

"Biologico, chilometri zero e buone pratiche devono essere al centro di qualsiasi intervento. Ancora troppo diffusi l'usa e getta e pratiche altamente diseducative" 

REFEZIONE SCOLASTICA. DOTTORINI: LINEE GUIDA REGIONALI STRUMENTO IMPRESCINDIBILE PER PROMUOVERE SALUTE E BUONE PRATICHE

"La ristorazione scolastica costituisce lo strumento prioritario per promuovere salute, educare ad una corretta alimentazione e veicolare buone abitudini ambientali ed ė considerata a tutti gli effetti un momento didattico ed educativo di primaria importanza. Per questi motivi è necessario che le linee guida per la refezione scolastica che la Asl1 sta elaborando abbiano validità regionale e siano il frutto di un lavoro condiviso e collegiale in grado di coinvolgere tutti i soggetti a vario titolo interessati". Con queste parole il presidente dell'associazione Umbria Migliore Oliviero Dottorini (Idv), torna sulla questione delle mense scolastiche, a poche settimane dalla presentazione di un'interrogazione alla Giunta regionale in cui si sollecita la predisposizione delle linee guida regionali per la refezione scolastica e il coinvolgimento partecipativo di dietisti e nutrizionisti, pediatri, medici di famiglia, insegnanti e dirigenti scolastici, genitori, personale addetto alla preparazione, agricoltori e trasformatori.
"Nonostante sia sempre più acuta la sensibilità di gruppi e comitati di genitori che si mobilitano su questa tematica, la realtà della refezione scolastica in Umbria non dispone ancora di una mappa completa e aggiornata sulla consistenza delle strutture, delle risorse, delle metodologie organizzative. Eppure l'obiettivo prioritario della ristorazione scolastica - prosegue il presidente di Umbria Migliore - è promuovere salute ed educare ad una corretta alimentazione e ad un salutare stile di vita. Per raggiungere questi obiettivi è necessario che ci sia reale interazione fra tutti i soggetti coinvolti e in questo senso le linee guida costituiscono uno strumento gestionale-organizzativo di fondamentale importanza. Nel Decreto scuola, fra le azioni previste per la tutela della salute, si afferma esplicitamente che nelle gare d'appalto per l'affidamento e la gestione dei servizi di refezione scolastica, si dovrà prevedere un'adeguata quota di prodotti agricoli ed agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica. Ci aspettiamo che le linee guida della Regione Umbria facciano tesoro di queste raccomandazioni e individuino le modalità affinché nei pasti dei bambini ci siano quantità altissime di  alimenti  biologici e a chilometri zero".
"La ristorazione scolastica - aggiunge Dottorini - costituisce un momento fondamentale di educazione a buone pratiche sostenibili e, in questo senso, sostituire le stoviglie in plastica con il coccio o materiali riciclabili significherebbe abituare i nostri bambini fin dall'infanzia a ridurre sprechi, a limitare la produzione di rifiuti ed al riuso. Prevedere inoltre nelle gare di appalto un canale prioritario per i prodotti del commercio equo costituirebbe un importante occasione per indirizzare le giovani generazioni verso un modello di vita e di sviluppo più sostenibile e solidale. Ci preme ricordare che l'Umbria dispone di norme di assoluta avanguardia in materia, infatti dal 2008 è in vigore una legge regionale sulla promozione degli acquisti pubblici ecologici e introduzione di aspetti ambientali nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche che ha come obiettivi prioritari quelli di ridurre gli impatti ambientali dei prodotti e servizi utilizzati dalle amministrazioni pubbliche, ridurre il consumo di risorse naturali non rinnovabili, ridurre la produzione di rifiuti, incentivare l' utilizzo di materiali recuperati o riciclati post-consumo. Fra gli ambiti di intervento c'è proprio quello della ristorazione". 

Perugia, 15 novembre 2013

"Con l'approvazione della delibera da parte del Comune si conclude l'iter burocratico per utilizzare i fondi messi a disposizione della Regione e dallo stesso Comune. Rimborsate fino all'80 per cento delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto pubblico"

INQUINAMENTO POZZI RIOSECCO. DOTTORINI:

"Finalmente i cittadini di Riosecco e Trestina posso richiedere all'amministrazione di Città di Castello il rimborso di parte delle spese che hanno sostenuto per l'allaccio alla rete idrica pubblica, a seguito del disastro ambientale che ha coinvolto le acque dei pozzi provati. Grazie al contributo della Regione e dello stesso Comune, i cittadini possono presentare le domande di rimborso all'ufficio ambiente del Comune entro il mese di dicembre, in base alle quali verrà erogato il contributo di solidarietà. E' una notizia che mi consente di affermare che anche questo impegno assunto personalmente con la cittadinanza è stato mantenuto". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, manifesta apprezzamento per la delibera che il Comune di Città di Castello ha approvato relativa ai criteri e modalità di erogazione del contributo di solidarietà una tantum per allaccio all'acquedotto pubblico a seguito di inquinamento dei pozzi privati da sostanze organoalogenate nelle località di Riosecco-Regnano e Trestina.
"Per avere accesso al contributo - continua Dottorini - occorre essere residente nel Comune di Città di Castello, nelle zone di Riosecco - Regnano e Trestina, controllare che la propria abitazione ricada all'interno delle aree perimetrate ed individuate nelle planimetrie allegate alle rispettive ordinanze sindacali n. 54 del 5/11/2012 e n. 62 del 14/12/2012, aver effettuato l'allaccio all'acquedotto pubblico con il gestore del Servizio Idrico Integrato, Umbra Acque S.p.a., successivamente alla data delle due ordinanze e trasmettere la domanda al Comune di Città di Castello, esclusivamente tramite l'apposito modulo che verrà predisposto dal Servizio Ambiente, allegando la fattura di quietanzata delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto pubblico. Dopodiché verrà concesso il contributo, non superiore comunque all'80 per cento delle spese sostenute e determinato comunque in base al numero delle domande pervenute. È bene ricordare che la Regione, grazie ad un nostro emendamento al bilancio, ha stanziato un contributo pari a 12 mila euro e il comune di Città di Castello ha messo a disposizione la medesima cifra. Devo riconoscere all'assessore Secondi una corretta sollecitudine nell'attivare le misure di rimborso che ora attendono soltanto l'erogazione finale".
"Per quanto riguarda le operazioni di bonifica - aggiunge Dottorini - gli uffici regionali ci informano che è in corso di approvazione il Piano di caratterizzazione delle acque per Riosecco-Regnano, propedeutico all'analisi dei rischi e alle definitive procedure di bonifica della zona. Lo scorso agosto si è tenuto un tavolo tecnico nel corso del quale Umbra acque, Provincia di Perugia e Regione hanno chiesto chiarimenti al comune di Città di Castello per individuare le zone di rispetto dei pozzi pubblici in modo da poter dare avvio al Piano di bonifica della zona".
"Da parte nostra - conclude Dottorini - stiamo monitorando con attenzione la situazione, informando i cittadini e facendo le dovute sollecitazioni agli uffici perché venga risolto al più presto un grave danno all'ambiente e potenzialmente alla salute dei cittadini. Sappiamo che analoghe problematiche stanno interessando anche la zona sud del Comune. Proprio per questo è stata finanziata recentemente con 56mila euro un'indagine da parte della Regione per valutare la gravità della situazione. Anche in questo caso gli uffici attendono una risposta da parte del Comune che si era impegnato a finanziare il 20 per cento dell'indagine, impegno che auspichiamo non tarderà ad onorare".

Perugia, 3 ottobre 2013

"Presto sarà avviato il Piano di caratterizzazione dell'area inquinata. Analoghe situazioni anche nella zona sud del Comune"
 
INQUINAMENTO POZZI RIOSECCO. DOTTORINI: "STANZIATI I FONDI DALLA REGIONE. ADESSO COMUNE PROCEDA A RIMBORSO CITTADINI"

"Con lo stanziamento da parte della Regione di 12mila euro a favore del Comune di Città di Castello possono partire le procedure che consentiranno ai cittadini di Riosecco-Regnano colpiti dall'inquinamento dei pozzi privati di ricevere il rimborso di una sostanziosa parte dei costi sostenuti per l'allaccio all'acquedotto pubblico. Grazie al mio emendamento la Regione riesce in questo modo a fare la sua parte, portando a termine l'iter burocratico di assegnazione dei finanziamenti. Ora spetta al Comune avviare le procedure che consentiranno ai cittadini di richiedere il contributo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv, interviene sulla vicenda dell'inquinamento dei pozzi privati che ha visto coinvolte decine di famiglie delle frazioni di Riosecco e Regnano.
"Adesso attendiamo che Comune e Umbra acque - aggiunge Dottorini - comunichino ai cittadini le esatte modalità per richiedere il rimborso delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto, con tempi rapidi e certi. La popolazione ha già subito abbastanza disagi e disservizi a causa di questa vicenda, vedendosi privata della possibilità di utilizzare l'acqua dei propri pozzi non solo a fini domestici e alimentari, ma anche per l'uso irriguo. È bene ricordare che questa vicenda è nota al Comune di Città di Castello dal 2003, anno in cui l'Arpa segnalò la presenza di sostanze inquinanti in alcuni campioni di acqua dei pozzi della zona di Riosecco, ma solo nel novembre scorso l'amministrazione comunale ha emanato l'ordinanza che metteva in allerta la popolazione".
Per quanto riguarda le operazioni di bonifica Dottorini si era assunto l'impegno di riferire semestralmente alla popolazione: "Gli uffici regionali - spiega il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale - ci informano che è in corso di approvazione il Piano di caratterizzazione delle acque per Riosecco-Regnano, propedeutico all'analisi dei rischi e alle definitive procedure di bonifica della zona. Lo scorso mese si è tenuto un tavolo tecnico nel corso del quale Umbra acque, Provincia di Perugia e Regione hanno chiesto chiarimenti al comune di Città di Castello per individuare le zone di rispetto dei pozzi pubblici in modo da poter dare avvio al Piano di bonifica della zona".
"Da parte nostra - conclude Dottorini - stiamo monitorando con attenzione la situazione, informando i cittadini e facendo le dovute sollecitazioni agli uffici perché venga risolto al più presto un grave danno all'ambiente e potenzialmente alla salute dei cittadini. Sappiamo che analoghe problematiche stanno interessando anche la zona sud del Comune e proprio per questo è stata finanziata recentemente con 56mila euro un'indagine da parte della Regione per valutare la gravità della situazione. Anche in questo caso gli uffici attendono una risposta da parte del Comune che si era impegnato a finanziare il 20 per cento dell'indagine e che auspichiamo non tarderà ad arrivare".

Perugia, 9 settembre 2013
Interrogazione urgente alla Giunta regionale: "Perché i cittadini umbri pagano più di quelli di altre regioni? E perché le perdite della rete acquedottistica sono superiori alla media nazionale?"

SERVIZIO IDRICO. DOTTORINI:

"Forse gli Ati e le aziende di gestione, a iniziare da Umbria Acque, dovrebbero sentirsi in dovere di darci qualche spiegazione. Il primato, davvero poco invidiabile, che vede l'Umbria terza nel podio delle regioni italiane con il più alto costo per la bolletta idrica chiama in causa anche la Regione che è chiamata a pretendere chiarimenti e a rendere trasparenti le motivazioni di questa grave situazione". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta l'indagine 2013 di Cittadinanzattiva sul costo e sulle tariffe del servizio idrico e annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per conoscere le motivazioni del cattivo posizionamento dell'Umbria sia in relazione alle tariffe idriche che alle condizioni della rete acquedottistica.
"Dopo Toscana e Marche - continua Dottorini - la nostra regione risulta tra le più care d'Italia per quanto riguarda le tariffe dei servizi idrici. Un dato che deve preoccuparci e che deve indurci innanzitutto a capire le motivazioni di questa disparità di trattamento tra i cittadini umbri, ma verrebbe da dire del centro Italia, e quelli di altre regioni. Senza tener conto dei risultati referendari e dell'esigenza di rendere efficaci politiche per l'accesso libero a un bene universale come l'acqua. Dal rapporto - spiega il presidente di Umbria migliore - si legge come in cinque anni, dal 2007 al 2012, il costo per l'acqua pubblica in Umbria è aumentato del 35,2 per cento, un dato tutt'altro che trascurabile se consideriamo che nello stesso periodo le famiglie umbre hanno dovuto affrontare la più grande crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Sempre stando al rapporto di Cittadinanzattiva, un dato che salta subito all'occhio è la dispersione di rete, che nel 2012 in Umbria ha raggiunto il 37 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media nazionale".
"La Regione - conclude Dottorini - deve chiedere conto ad Ati e società di gestione di questa situazione. Con la nostra interrogazione vogliamo spingere la Giunta a rendere pubbliche e trasparenti le motivazioni di questo triste primato. Non si può continuare a sbandierare l'eliminazione dalle bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se poi i risultati sono questi. L'idea di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico appare sempre più fondata. Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni".

Perugia, 7 agosto 2013
"Ritirare la delibera 494 e aggiornare il regolamento. Certi comportamenti discreditano le rinnovabili e aumentano il rischio di ricorrere a fonti fossili"

PIAN D'ASSINO. DOTTORINI: MANCANZA DI CREDIBILITÀ E SFIDUCIA DEI CITTADINI, QUESTI SONO I FRUTTI DELLA

"La responsabilità di quanto sta avvenendo ad Umbertide è da ricondurre ancora una volta ad un regolamento regionale che non è stato in grado di mettere ordine in un settore molto controverso come quello delle biomasse. La situazione è grave, anche perché rischia di distogliere l'attenzione dal problema dei cambiamenti climatici per confermare politiche di approvvigionamento da fonti fossili altamente inquinanti come carbone e petrolio". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini interviene in merito al progetto di costruzione di una centrale a biomasse in località Pian d'Assino di Umbertide.
"La vicenda di Pian d'Assino, così come quella di altre analoghe iniziative presenti in tutto il territorio regionale, devono persuadere tutti che non è possibile procedere con le prove di forza. Il fatto che ad Umbertide, a seguito della sollevazione popolare e dell'attenzione che l'amministrazione comunale ha mostrato nella vicenda, ci sia stato un secondo rinvio della conferenza dei servizi deve essere accolto con soddisfazione, ma non può distoglierci dal problema che sta alla base di tutte le iniziative civiche che stanno nascendo: occorre una legislazione regionale certa che tuteli i cittadini e favorisca gli impianti di piccole dimensioni, alimentati localmente e realmente rispettosi dell'ambiente, senza ricorrere a stratagemmi tesi a deregolamentare il settore. Su questi temi la credibilità delle istituzioni è tutto e le ambiguità della Giunta hanno contribuito non poco a spostare la discussione sulle rinnovabili da un piano di realtà a uno condizionato da paure e sospetti, purtroppo non sempre infondati. Per questo la Giunta regionale deve immediatamente ritirare la delibera 494 e aggiornare l'intero regolamento, sgomberando così il campo da ogni insinuazione. Tra tutte le modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili le biomasse sono le più controverse e più di altre si prestano al rischio di contraffazioni pericolose. Per questo necessitano di regolamenti chiari, controlli severi e confronto costante con la popolazione".
"Vigileremo su tutto l'iter autorizzativo che riguarda la centrale a biomasse di Pian d'Assino - conclude Dottorini -. Siamo disponibili fin da ora ad ascoltare le ragioni dei cittadini e dei comitati che in questi giorni si sono espressi in maniera negativa su un'opera che ci sembra sovradimensionata, anche in relazione alla necessità di reperire biomassa entro i 30 chilometri dall'impianto. Per questo attendiamo con fiducia gli esiti delle rilevazioni dell'Arpa che dovrà esprimersi sui livelli di inquinamento atmosferico".

Perugia, 5 giugno 2013 
"La biomassa deve essere reperita in loco e gli impianti devono essere di piccole dimensioni, riportando le distanze a quanto già deciso dal Consiglio regionale" 

BIOMASSE. DOTTORINI: RESTITUIRE CREDIBILITÀ A ISTITUZIONI RITIRANDO DELIBERA 494 SU FONTI RINNOVABILI. NECESSARIO RIAPRIRE CONFRONTO

"È quanto mai urgente che la Giunta regionale ritiri la delibera che di fatto deregolamenta il settore delle biomasse. Occorre una legislazione regionale certa, che tuteli i cittadini e favorisca gli impianti di piccole dimensioni, alimentati localmente e realmente rispettosi dell'ambiente, senza ricorrere a stratagemmi e contorsionismi che portano solamente alla ricerca del profitto ad ogni costo, perdendo di vista il reale spirito dell'energia prodotta da fonti rinnovabili". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini interviene per chiedere che la Giunta faccia un passo in avanti e sgombri il campo da dubbi e insinuazioni, ritirando la delibera 494 e aprendo un tavolo di confronto con le associazioni e gli operatori del settore.
"L'aver forzato la mano su una materia così delicata è stato quanto di più sbagliato e inopportuno - continua Dottorini - . Su questi temi la credibilità delle istituzioni è tutto e il blitz che ha portato alla modifica del regolamento sulle fonti rinnovabili da parte della Giunta ha contribuito non poco a spostare la discussione sulle rinnovabili da un piano di realtà a uno condizionato da paure e sospetti, purtroppo non sempre infondati. Quando ai numerosi scandali ambientali si uniscono i tentativi maldestri di stravolgere i regolamenti approvati dal Consiglio non si fa altro che confermare nell'opinione pubblica la sensazione di opacità nella gestione dell'intera materia. Questo non possiamo permetterlo. La Giunta regionale deve immediatamente ritirare la delibera 494 e aggiornare l'intero regolamento, sgomberando così il campo da ogni insinuazione. Tra tutte le modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili le biomasse sono le più controverse e più di altre si prestano al rischio di contraffazioni pericolose. Per questo necessitano di regolamenti chiari, controlli severi e confronto costante con la popolazione. Indipendentemente da come la si pensi in proposito, è urgente riaprire un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per riaffermare alcuni principi: la biomassa deve essere reperita in loco e gli impianti devono essere di piccole dimensioni, riportando le distanze a quanto già deciso dal Consiglio regionale. Fa veramente dolore constatare come una straordinaria opportunità di produzione di energia da fonti rinnovabili possa trasformarsi in un boomerang per la credibilità delle nostre istituzioni". 

Perugia, 23 maggio 2013
"Tra i principali risultati: eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, minimo vitale gratuito per tutti, coinvolgimento di movimenti e associazioni, obiettivo Rifiuti zero"

ACQUA E RIFIUTI. DOTTORINI: BATTAGLIA SERRATA HA DATO BUONI FRUTTI, GRAZIE A MIEI EMENDAMENTI UMBRIA RECEPISCE VOLERE DEGLI ITALIANI

"Una battaglia serrata, sempre sui contenuti e mai strumentale, ci ha portato a ottenere risultati molto importanti e a porre al centro della discussione la volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso con il referendum sull'acqua. Grazie ai miei emendamenti infatti viene inserito a pieno titolo il rispetto dell'esito referendario sull'acqua, l'eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, il riconoscimento per ciascun individuo del minimo vitale pari a 50 litri gratuiti al giorno, il coinvolgimento dei movimenti per l'acqua, delle associazioni ambientaliste e dei consumatori nella Consulta che controllerà la qualità e la correttezza nell'erogazione dei servizi, l'introduzione dell'obiettivo Rifiuti zero tra i principi che dovranno ispirare la gestione del ciclo dei rifiuti, cosa non prevista nell'attuale Piano regionale. Rimangono aperti alcuni temi di altrettanta importanza, ma consideriamo quella di oggi come una piccola rivincita rispetto alle posizioni ideologiche e supponenti che avevano caratterizzato i lavori della commissione e che avevano portato alla bocciatura dell'atto pur di non prendere in considerazione le nostre proposte". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini, relatore in aula del provvedimento sull'Auri e presentatore di un pacchetto di emendamenti sul rispetto dell'esito referendario e sulla corretta gestione dei rifiuti, commenta l'esito della votazione sul provvedimento che taglia gli attuali quattro Ati e istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri).
"Rimangono - aggiunge Dottorini - due temi controversi dal punto di vista formale, ma molto significativi sotto l'aspetto politico: il riconoscimento dell'acqua come bene privo di rilevanza economica e la separazione tra gestore della raccolta dei rifiuti e dello smaltimento ultimo, al fine di incentivare al massimo la raccolta differenziata ed evitare conflitti d'interesse. Su questi temi le differenze all'interno della maggioranza rimangono evidenti. Infatti, al di là degli aspetti formali che ne rendono complicata l'attuazione, è nostra convinzione che l'acqua, in quanto diritto universale, debba essere considerata un bene privo di rilevanza economica e non possa quindi essere soggetta alle regole del mercato. Ora aspettiamo di vedere il testo della proposta di legge nazionale che il Consiglio si è impegnato a produrre con l'approvazione dell'ordine del giorno collegato al testo approvato. Sarà quella la sede in cui ribadire la nostra posizione in merito alla necessità di una gestione pubblica del servizio idrico per porre la nostra regione all'avanguardia sui temi dei servizi pubblici e dei beni comuni. Per ora prendiamo atto che grazie al nostro contributo siamo riusciti a migliorare il testo che era giunto in Consiglio regionale, inserendo delle norme importanti che danno una connotazione più lungimirante a questo processo di razionalizzazione e semplificazione del sistema amministrativo regionale".

Perugia, 6 maggio 2013
"Gestione pubblica dell'acqua, partecipazione dei cittadini e strategia rifiuti zero diventino principi irrinunciabili. Basta ricerca scappatoie"

AURI. DOTTORINI PRESENTA PACCHETTO EMENDAMENTI: RISPETTARE ESITO REFERENDUM SU ACQUA E GARANTIRE CORRETTA GESTIONE RIFIUTI

"La volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso con il referendum sull'acqua deve essere al centro di ogni riorganizzazione dei servizi. Quindi gestione pubblica del servizio idrico ed eliminazione del 7 per cento in bolletta sono i punti irrinunciabili da cui partire. Inoltre va garantita la massima partecipazione dei cittadini e degli utenti, una gestione dei rifiuti ispirata alla strategia 'rifiuti zero' e la separazione dei soggetti gestori tra chi si occupa della raccolta dei rifiuti e chi dello smaltimento finale". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini illustra il pacchetto di emendamenti al disegno di legge della Giunta regionale (in Aula lunedì) che taglia gli attuali quattro Ati e istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri). Emendamenti già proposti in commissione, ma non votati per la bocciatura dell'articolo 1 (e quindi dell'intero atto) da parte di Pd e Pdl.
"Due mesi fa - spiega Dottorini - fu sufficiente affermare che l'acqua deve essere considerata un bene comune privo di rilevanza economica e che sui rifiuti si deve perseguire la strategia 'rifiuti zero' per provocare la bocciatura dell'intero provvedimento di giunta da parte del gruppo Pd. Ora la giunta regionale ripropone lo stesso testo in Aula, evitando un serio confronto all'interno della maggioranza. Confido possa almeno tenere conto di quanto già discusso e approvato dalla prima commissione, a iniziare dal tema del rispetto del risultato referendario e quindi dal riconoscimento chiaro e inequivocabile dell'acqua come bene comune e come diritto umano essenziale. La Regione ne deve garantire l'approvvigionamento a ciascun cittadino, assicurando il diritto al minimo vitale giornaliero, pari a 50 litri giornalieri gratuiti per persona, inserendo richiami espliciti all'esito referendario. La gestione del servizio idrico deve essere pubblica e deve essere eliminata dalla tariffa la componente della remunerazione del capitale, cosa ancora inapplicata. I nostri emendamenti inoltre insistono sulla garanzia della partecipazione dei cittadini, sia richiamando il rispetto delle norme nazionali che ne stabiliscono le modalità, sia prevedendo la partecipazione in seno alla consulta regionale per il servizio idrico e dei rifiuti di rappresentanti degli utenti, delle associazioni ambientaliste e dei movimenti per l'acqua. Infine, sul tema dei rifiuti, chiediamo che tra i principi che dovranno ispirarne la gestione vi sia un riferimento esplicito alla strategia 'rifiuti zero' e che la gestione della raccolta e quella dello smaltimento finale siano affidati a gestori distinti, per evitare evidenti conflitti di interessi. Su questi temi non è più possibile continuare a cercare scappatoie".
"Ci auguriamo - conclude Dottorini - che la Giunta regionale abbia saputo cogliere la portata delle proposte da noi presentate e in parte fatte proprie dalla prima commissione. Ad ogni buon conto noi abbiamo già depositato in aula gli emendamenti che non fu possibile discutere in commissione. Il nostro obiettivo rimane quello di conferire al disegno di legge un carattere di lungimiranza e di rispetto per i milioni di cittadini che con forza hanno affermato come la pensano sulla gestione dei servizi pubblici locali".

Perugia, 3 maggio 2013
"Con il nuovo Piano sarà possibile costruire in zone collinari di alto pregio e attorno alla città storica. Interventi disordinati e senza alcuna visione d'insieme"

PRG ASSISI. DOTTORINI PRESENTA INTERROGAZIONE URGENTE ALLA GIUNTA:

"Occorre che la Giunta regionale intervenga in sede di Conferenza istituzionale per tutelare e salvaguardare il territorio e il paesaggio di Assisi, messi a serio rischio dal nuovo Piano regolatore in corso di approvazione. Assisi, patrimonio tutelato dall'Unesco, è ricca di turismo e i suoi scorci e paesaggi sono opere d'arte naturali, capaci di attrarre risorse economiche e sviluppare la filiera turismo, ambiente e cultura. Sarebbe imperdonabile comprometterne le potenzialità, intervenendo senza una visione organica e lungimirante". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alla stesura del nuovo Piano regolatore del Comune di Assisi, in corso di approvazione in Provincia con il parere della stessa Regione.
"È  bene ricordare - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - che la Regione fa parte a pieno titolo della Conferenza istituzionale alla quale è demandata l'approvazione del Piano. E' quanto mai urgente pertanto valutare attentamente le previsioni del Piano, con particolare riferimento ai parametri di dimensionamento planimetrico e volumetrico, tenendo anche conto del Piano paesaggistico che la Regione sta elaborando. Il nuovo Piano regolatore di Assisi presenta a nostro avviso molte criticità di carattere sia ambientale che urbanistico. In maniera disordinata e senza alcuna visione d'insieme molte aree collinari e agricole di pregio precedentemente tutelate vengono autorizzate alla costruzione, con un consumo di territorio assurdo e non rispondente ad alcuna esigenza funzionale. Questo fenomeno è particolarmente presente nelle frazioni minori, come Torchiagina, Castelnuovo, Tordandrea, nei centri urbani collinari come Viole - San Vitale, Capodacqua e nei territori agricoli di pregio come Rocca Sant'Angelo e Passaggio di Assisi. Se non bastasse, il nuovo Piano autorizza la costruzione su aree che precedentemente erano considerate fascia di salvaguardia assoluta intorno alla città storica dove era vietata ogni possibile edificazione, consentendo tutti gli interventi possibili compresi quelli di ristrutturazione urbanistica e di ampliamento".
"Con la nostra interrogazione - conclude Dottorini - chiediamo che la Giunta regionale si interessi da protagonista delle sorti di un territorio, quello di Assisi, che non ammette dilettantismi o interventi legati a una visione cementizia dello sviluppo. La cosa da fare è quella di rendere prescrittive le caratteristiche contenute nelle stesse norme Unesco che tutelano la città. Un segnale forte e auspicabile è quello di rinviare la seduta della prossima Conferenza istituzionale per dare modo alle associazioni ambientaliste e ai comitati dei cittadini di intervenire con osservazioni e argomenti che mettano in piena luce tutte le criticità del nuovo Piano regolatore".

Perugia, 26 aprile 2013

"Invece di attribuirsi meriti non suoi, Bacchetta pensi a individuare cause e responsabilità e a spiegare come mai dal 2003 non ha fatto nulla"

INQUINAMENTO POZZI. DOTTORINI:

"Sarebbe bene che il sindaco di Città di Castello, invece di sollevare inutili e strumentali polemiche, dicesse tutta la verità ai cittadini e cioè che il contributo di solidarietà alla famiglie tifernati vittime dell'inquinamento dei pozzi privati è frutto di un emendamento al bilancio regionale, emendamento da me proposto, votato all'unanimità dalla commissione e fatto proprio dalla Giunta, come risulta dagli atti. Le chiacchiere in questo caso stanno a zero, e il Sindaco e l'intera amministrazione comunale dovrebbero solamente ringraziare una Regione che destina fondi propri alle emergenze di un comune troppo spesso lasciato nel dimenticatoio. Magari potrebbe spiegare anche come mai non è venuto neppure a difendere in Consiglio regionale il mio emendamento e dire a tutti come mai, se dal 2003 l'Arpa ha segnalato la grave situazione delle acque, non ha fatto niente per aiutare i cittadini". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, interviene in merito alla vicenda del contributo di solidarietà per le vittime dell'inquinamento dei pozzi privati.
"Domani, giovedì 11 aprile alle ore 21 nel corso di un'assemblea a Riosecco, spiegheremo ai cittadini - continua Dottorini - in cosa consiste questo contributo di solidarietà, come è stato realizzato e con quali fondi, allo stesso tempo ci sembra doveroso aggiornare i cittadini per quanto riguarda i progetti di bonifica dell'intera area e per questo insieme a noi parteciperà anche il dottor Sandro Posati, responsabile regionale Inventario e Bonifica siti e aree inquinate, e la dottoressa Sara Passeri, responsabile Arpa Città di Castello per fornire dettagli e informazioni utili alla salute dei cittadini".
"E' singolare come il sindaco Bacchetta si inalberi ogni qualvolta riscontri l'impegno fattivo di qualcuno per Città di Castello. Evidentemente preferisce gestire il declino della città da solo piuttosto che progettarne la rinascita facendo squadra e valorizzando tutte le energie di cui dispone. Noi al contrario crediamo che sia urgente abbandonare paranoie e sindromi di accerchiamento per lavorare a restituire dignità e coraggio a una popolazione stremata da politiche miopi e da interventi tributari, come l'Imu, che stanno mettendo in ginocchio intere famiglie".

Perugia, 10 aprile 2013

 

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