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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

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BILANCIO. DOTTORINI (IDV): DISSIDI INTERNI A PD DESTABILIZZANO COALIZIONE. PRESIDENTE MARINI SGOMBRI IL CAMPO DA INSIDIE

Ieri l'asse Locchi (Pd) - Rometti(Socialisti) ha assestato un colpo pensate agli accordi di maggioranza sulla gestione dei rifiuti. Nonostante il parere contrario di Idv, Prc e della stessa Presidente Marini, è stato ripresentato in Consiglio regionale l'emendamento che era gia' stato bocciato in Commissione e che prevede un'accelerazione dei tempi per la realizzazione dell'inceneritore. Tra le pieghe di questa vicenda ci sono le lotte interne al Pd (con Locchi che cerca di mettere in difficoltà la Presidente, magari per convincerla a concedergli un assessorato) e le spinte di chi ha molti interessi a tenere ferma la raccolta differenziata e portare l'Umbria in emergenza per affrettare la realizzazione dell'inceneritore.
La nostra posizione rimane ferma a quanto approvato con il Dap: la fase realizzativa di qualsiasi impianto non si puo' avviare prima di aver raggiunto almeno il 50 per cento di raccolta differenziata.




Regione Umbria. Bilancio 2011 - Intervento in aula di Oliviero Dottorini from Dottorini.com on Vimeo.


BILANCIO. DOTTORINI (IDV): DISSIDI INTERNI A PD DESTABILIZZANO COALIZIONE. PRESIDENTE MARINI SGOMBRI IL CAMPO DA INSIDIE
"Inqualificabile fare della questione rifiuti materia per regolamenti di conti. Abbiamo apprezzato il tentativo di mediazione della presidente Marini" 

"I dissidi interni a un partito non possono trasformarsi in siluri sul governo regionale. Occorre che la presidente Marini esiga chiarezza e sgombri il campo dalle insidie che, magari motivate da ambizioni assessorili, stanno destabilizzando la maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni di appena un anno fa". Questo il primo commento del capogruppo Idv in Consiglio regionale Oliviero Dottorini dopo la forzatura su rifiuti e tematiche ambientali (tariffe di acqua e cave) che ha portato il gruppo di Italia dei Valori ad abbandonare l'aula al momento del voto sul Collegato alla manovra finanziaria.
"Fare della questione rifiuti materia per regolamenti di conti è inqualificabile - aggiunge Dottorini -. Per questo abbiamo apprezzato il tentativo di mediazione messo in atto dalla Presidente Marini e allo stesso tempo siamo preoccupati per i personalismi e per gli assi strategici che emergono tra fazioni e parti politiche. Una cosa è certa, non ci intimoriscono le prove di forza messe in atto dalla parte più retriva del Pd e continueremo a batterci per una regione più moderna e libera. Innanzitutto spiegando alla società regionale gli interessi che si saldano nella volontà di accelerare sull'inceneritore e nel respingere ulteriori fondi per la raccolta differenziata".

Perugia, 30 marzo 2011

"Fare di Gualdo Cattaneo la più grande centrale di energia da fonti rinnovabili della nostra regione. Grave se la Giunta segue il 'progetto energetico del Ps'"

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): SOCIALISTI ARRETRATI SU ENERGIA E QUESTIONI AMBIENTALI. PRESENTATA INTERROGAZIONE SU BASTARDO

"La protervia con cui il socialista Buconi sostiene il parere favorevole al rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per il rilancio della centrale di Gualdo Cattaneo non ci lascia minimamente stupiti e riflette l'arretratezza di certe posizioni in campo ambientale ed energetico. Mentre il mondo va avanti e gradualmente gli stati abbandonano forme di energia antiquate come il carbone e il nucleare, in Umbria si concede ad Enel l'opportunità di rilanciare quello che tutti ormai considerano un reperto di archeologia industriale ed energetica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le dichiarazioni del consigliere Buconi e annuncia la presentazione di un'interrogazione urgente alla Giunta per conoscere i progetti ed i documenti relativi all'autorizzazione concessa senza alcun coinvolgimento della popolazione e del Consiglio regionale.
"Sono anni - aggiunge Dottorini - che chiediamo trasparenza in merito alla vicenda della centrale di Gualdo Cattaneo. Le nostre interrogazioni sui carbonili scoperti attendono ancora una risposta, così come non ha trovato applicazione l'indagine epidemiologica prevista dalla mozione approvata dal Consiglio regionale dell'ottobre 2007, tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. È arrivato il momento che la Giunta ci spieghi chiaramente di quale ammodernamento si parla e soprattutto con quale rischio per la salute dei cittadini. Per tanto è opportuno che l'assessore tiri fuori dal cassetto i progetti relativi a una centrale che già il ministro Calderoli nel 2009 dichiarò come 'altamente inquinante', rimarcandone la necessità di dismissione. Ci dispiace dare una brutta notizia ai socialisti, con Buconi in testa, ma c'è un solo modo per mettere mano a quell'impianto: trasformarlo nella più grande centrale di energia da fonti rinnovabili della nostra regione. La green economy si realizza con scelte politiche coraggiose e lungimiranti, non mettendo un po di 'verde' attorno alla centrale che servirebbe solo a nascondere ulteriormente una vergogna ambientale ed economica. Tantomeno si può intervenire applicando un fantomatico 'progetto sull'energia del Partito socialista' del quale nessuno ha avuto modo di dimostrare l'efficacia né tantomeno l'adattamento alle esigenze umbre - conclude Dottorini -. Sarebbe un fatto davvero grave se la Giunta basasse le proprie politiche energetiche sulle volontà di una forza politica".

Perugia, 25 marzo 2011
Presentata interrogazione: "Rometti tiri fuori dai cassetti i progetti. Già  Calderoli ne chiese la chiusura. Trasformare la centrale in un Polo per le energie rinnovabili" 

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): GRAVE IL PARERE FAVOREVOLE DELLA REGIONE A PROGETTO ENEL: ASSURDO RILANCIO CENTRALE A CARBONE

"Lascia sconcertati la decisione della Giunta regionale di esprimere parere favorevole al rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che di fatto concede ulteriori 8 anni all'Enel per predisporre e realizzare un progetto di ammodernamento della centrale a carbone di Gualdo Cattaneo. Ci sembra una grave forzatura, soprattutto perché invece di predisporre progetti per la riconversione della centrale, si concede ad Enel l'opportunità di rilanciare quello che tutti ormai considerano un reperto di archeologia industriale ed energetica". Con queste parole il Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione all'assessore all'Ambiente Silvano Rometti per conoscere i progetti ed i documenti relativi a tale autorizzazione.
"Sono anni che chiediamo trasparenza in merito alla vicenda della centrale di Gualdo Cattaneo le nostre interrogazioni sui carbonili scoperti attendono ancora una risposta, così come non ha trovato ancora applicazione l'indagine epidemiologica prevista dalla mozione approvata dal Consiglio regionale dell'ottobre 2007, tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. E' ora che l' assessore Rometti esca allo scoperto e ci spieghi chiaramente di quale ammodernamento si parla e soprattutto con quale rischio per la salute dei cittadini. E' necessario - continua il capogruppo Idv - che l'assessore tiri fuori dal cassetto i progetti relativi a una centrale che già il ministro Calderoli nel 2009 dichiarò come 'altamente inquinante', rimarcandone la necessità di dismissione. Oggi veniamo a sapere che la Regione Umbria ha di fatto approvato il progetto Enel senza che vi sia stata alcuna partecipazione pubblica e, per dire la verità, neppure interna al Consiglio regionale. C'è un solo modo per mettere mano a quell'impianto: trasformarlo nella più grande centrale di energia da fonti rinnovabili della nostra regione. La green economy si realizza con scelte politiche coraggiose e lungimiranti, non mettendo un po' di 'verde' attorno alla centrale che servirebbe solo a nascondere ulteriormente una vergogna ambientale ed economica".
"Il fatto che Rometti per giustificare il parere favorevole della Regione parli di 'una porzione di territorio regionale altrimenti marginale' è piuttosto grave. Noi vorremmo ricordargli che l'Umbria è famosa in tutto il mondo anche per il Sagrantino e l'olio extravergine di oliva che si producono in quei territori e che una parte consistente dei fondi disponibili per l'agricoltura di qualità sono stati giustamente investiti in quelle zone per dare impulso a tali produzioni di altissima qualità. Ora, il fatto che si venga a presentare quella zona come una sorta di landa sperduta in cui se non ci fosse la centrale la gente morirebbe di fame, ci sembra un insulto all'intelligenza delle persone che lì vivono e che da anni si battono per la salute e la sicurezza delle persone e del territorio".

Perugia, 16 marzo 2011
"Positivo il coinvolgimento dei sindacati e la richiesta di approfondimenti. Si va nella direzione che avevamo indicato. Occorre tutelare cittadini e lavoratori"

UMBRA ACQUE. DOTTORINI (IDV): BENE I SINDACI SU APERTURA DIALOGO. OPPORTUNO RINVIARE OGNI DECISIONE AL NUOVO CDA

"La posizione che emerge in seguito all'incontro dei comuni soci di Umbra acque sembra andare nella direzione che avevamo auspicato. La decisione di convocare i sindacati per condividere le strategie future è una scelta di buon senso, così come la richiesta ai vertici dell'azienda di approfondire tutte le questioni relative alla possibilità di svolgere o meno internamente le attività che sarebbero affidate alla nuova società. Adesso appare ancora più necessario rinviare ogni decisione sull'eventuale sdoppiamento di Umbra Acque all'insediamento del nuovo Consiglio d'amministrazione". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta l'esito dell'incontro di ieri tra i 38 sindaci dei Comuni detentori del pacchetto di maggioranza di Umbra acque (60 per cento) e i vertici aziendali.
"La decisione di imporre uno stop ad un processo che appariva quanto meno sospetto - continua Dottorini -, sembra dare ragione a chi, come noi, chiedeva di evitare decisioni affrettate con ricadute preoccupanti per il futuro dei lavoratori e con effetti sicuramente dannosi per i cittadini che con tutta probabilità vedrebbero aumentare le tariffe a parità di servizio. La creazione di una nuova società alla quale affidare beni e servizi che poi saranno rivenduti ad Umbra acque avrebbe sicuramente l'effetto di un aggravio dei costi per l'azienda che, a sua volta, li riverserebbe sulle bollette dei cittadini. A nostro avviso si tratterebbe dell'ennesimo tentativo di andare incontro alle esigenze di soggetti privati a scapito dell'interesse collettivo e di una corretta gestione del servizio idrico. Da questo punto di vista è molto significativo il fatto che i bilanci di Umbra acque continuino ad essere ampiamente in attivo, mentre le bollette aumentano in modo costante".

Perugia, 16 marzo 2011
"Necessario tutelare cittadini e lavoratori, evitando di assecondare appetiti che avrebbero effetti negativi sul servizio e sulle bollette"
 
UMBRA ACQUE. DOTTORINI (IDV): COMUNI DICANO NO A SDOPPIAMENTO. BLOCCARE OGNI DECISIONE FINO A INSEDIAMENTO NUOVO CDA

"I comuni facciano sentire la propria voce e mettano uno stop alla sconsiderata ipotesi di sdoppiamento e ulteriore privatizzazione di Umbra acque. La prima richiesta è quella di sospendere ogni decisione fino all'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione. E' quanto meno sospetta la fretta di fare approvare la nuova società di scopo da un cda in scadenza che dovrebbe essere chiamato soltanto ad approvare il bilancio". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, chiede che i sindaci dei 38 comuni detentori del pacchetto di maggioranza di Umbra acque (60 per cento) si facciano parte attiva per scongiurare la creazione di una società operativa e di scopo all'interno della stessa Umbra acque. La richiesta è di rinviare ogni decisione fino all'insediamento del nuovo Cda, dal momento che quello attualmente in carica scadrà il 30 aprile prossimo.
"Sappiamo - aggiunge Dottorini - che il sindaco di Perugia ha convocato per martedì 15 marzo gli altri 37 sindaci dei comuni soci per affrontare la creazione della nuova società di scopo. Un'accelerazione quanto meno sospetta che non vorremmo preludesse a una decisione affrettata. Si tratterebbe di una scelta con ricadute preoccupanti per il futuro dei lavoratori e con effetti sicuramente dannosi per i cittadini che con tutta probabilità vedrebbero aumentare le tariffe a parità di servizio. La decisione di sdoppiare la società trasferendo alla nuova azienda le sedi, il parco macchine e la gestione di servizi come il laboratorio analisi e l'ufficio progetti, porterebbe a un aggravio di costi per la vecchia società che ricadrebbero ancora una volta sulle bollette dei cittadini. La strategicità di un servizio essenziale come quello idrico induce tutti a senso di responsabilità e cautela, evitando di assecondare appetiti che inevitabilmente avrebbero effetti negativi sul servizio, sugli utenti e sulle decine di lavoratori che vedono messo a repentaglio il proprio futuro. Da questo punto di vista è molto significativo il fatto che i bilanci di Umbra Acque continuino ad essere ampiamente in attivo, mentre le bollette aumentano in modo costante. I cittadini devono pagare per la fornitura di un servizio e non per garantire profitti così elevati a soggetti privati e pubblici che sono invece chiamati a occuparsi di rendere più efficiente la rete idrica e meno frequenti le esternalizzazioni dei servizi. In attesa di una presa di posizione dell'assessorato all'Ambiente della Regione Umbra, che come da tradizione pare non volere esprimere opinioni in proposito, è importante che i sindaci tutelino i propri cittadini chiedendo almeno la sospensione di un progetto che, così come concepito, avvantaggerebbe forse il socio privato, Acea, non certo gli utenti, i lavoratori e l'ambiente".
 
Perugia, 12 marzo 2011

"Necessarie scelte politiche concrete e risolutive. Si faccia chiarezza sul perché, nonostante gli stanziamenti, la laguna non è stata ancora risanata"

BETTONA. DOTTORINI (IDV): DOVE SONO FINITI I 280MILA EURO PER MESSA IN SICUREZZA LAGUNA? REGIONE SI FACCIA CARICO DELL'IMPIANTO

"Quella della mala gestione dell'impianto di depurazione e stoccaggio dei reflui zootecnici di Bettona è una vicenda che si protrae da troppo tempo. E' particolarmente grave che oggi, alla vigilia dell'udienza preliminare per la decisione sul rinvio a giudizio di 26 persone, tra allevatori, amministratori della Co.Dep, sindaco e membri della giunta comunale di Bettona, non sia ancora dato a sapere come mai il livello della laguna continui a calare nonostante le abbondanti precipitazioni atmosferiche e dove sono andati a finire i 280mila euro che la giunta regionale aveva stanziato per porre in sicurezza la laguna di stoccaggio delle acque reflue trattate dall'impianto di Bettona. Non vorremmo fossero stati utilizzati per altri scopi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione agli assessori Rometti e Cecchini in merito alle decisioni che intendono intraprendere riguardo la gestione dell'impianto di Bettona.
"Per recuperare la fiducia della popolazione - aggiunge Dottorini - è necessario che la Regione adotti tutti i provvedimenti in grado di sgomberare il campo da equivoci e che si faccia carico direttamente della gestione dell'impianto. E' indispensabile coniugare le esigenze dell'economia con quelle dell'ambiente puntando con decisione sulla qualità e la tipicità dei prodotti, costruendo una filiera interamente locale, in grado di valorizzare al meglio il prodotto legato al territorio, attraverso la definizione di un piano regionale per la zootecnia sostenibile. Purtroppo però le politiche messe in atto fino ad oggi non paiono procedere in questa direzione. Lo stesso regolamento sul biogas preadottato dalla Giunta regionale non lascia ben sperare, così come non possiamo non ricordare che nella prima stesura del Dap era stato inspiegabilmente "dimenticato" di prevedere, entro il 2011, l'elaborazione di un piano regionale per la zootecnia".
"Per anni - conclude Dottorini - i cittadini di Bettona si sono sentiti ripetere che tutto funzionava nel pieno del rispetto delle regole e non sono bastati né gli allarmi lanciati dal comitato locale né le indagini e i sequestri che si sono susseguiti nel corso del tempo per far  cambiare il metodo di gestione ad un'amministrazione comunale che ormai da molto tempo ha palesato una evidente inadeguatezza nel gestire la situazione. Oggi pertanto, a prescindere da quelli che saranno gli esiti dell'azione giudiziaria, torniamo a chiedere alla Giunta regionale che non rinvii ulteriormente il momento di compiere scelte politiche concrete, sostenibili  e risolutive per quei territori e per l'intera zootecnia regionale".

Perugia, 11 marzo 2011

"Tracciato devastante. Regione ricorra a Commissione europea per verificare la correttezza delle procedure autorizzative" 

METANODOTTO SNAM. DOTTORINI E BRUTTI (IDV) PRESENTANO MOZIONE PER REVISIONE TRACCIATO: RISCHIO COLLASSO PER TURISMO, AMBIENTE E CULTURA

"Il gasdotto "Rete Adriatica" è un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica. Il tracciato, così come elaborato da Snam, produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dall'opera. Per questo chiediamo che la Giunta regionale segua l'esempio della provincia di Perugia e del comune di Gubbio e presenti subito il ricorso alla Commissione europea affinché tutte le normative del caso siano rispettate nella progettazione di un'opera di grande importanza". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, consigliere e segretario regionale, annunciano di aver inviato a tutti i gruppi di maggioranza il testo di una mozione per rivedere il tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio e contemporaneamente appoggiare il ricorso alla Commissione europea al fine di valutare se tutte le procedure tecniche del caso sono state rispettate.
"Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico - aggiungono gli esponenti dell'Italia dei Valori - nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l'intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico. A nostro avviso è opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici".
"Leggendo le carte del progetto - continuano Dottorini e Brutti - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Chiediamo dunque che la Regione, rompendo una tradizione ormai consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un'opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 1 marzo 2011
 "Acqua bene da sottrarre alla speculazione. Necessario aumentare i canoni di concessione, allineandoci almeno alle regioni più virtuose" 

ACQUE MINERALI. DOTTORINI (IDV): ALLE AZIENDE GRANDI PROFITTI, ALLA COLLETTIVITA' POCHI SPICCIOLI, INQUINAMENTO E RIFIUTI DA SMALTIRE

"I dati del 2009 relativi al settore dell'imbottigliamento delle acque minerali in Umbria confermano che occorre assolutamente correggere una situazione che appare ormai insostenibile, allineando l'Umbria alle regioni più virtuose. Non è più tollerabile vedere aziende che lucrano enormi profitti, utilizzando un bene comune fondamentale e versando solo pochi 'spiccioli' nelle casse pubbliche, per un'attività che comporta anche un notevole impatto ambientale. E' necessario aumentare i canoni di concessione per le aziende che imbottigliano, adeguandoli almeno a quelli delle regioni con legislazioni più avanzate della nostra. Oltre a questo è necessario che i proventi dei canoni per l'imbottigliamento vengano investiti in opere di manutenzione della rete idrica, in informazione sulle qualità dell'acqua pubblica, nel miglioramento delle risorse idriche, anche con ricadute nei territori interessati da insediamenti industriali di imbottigliamento". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta i dati elaborati dalla Regione Umbria nella relazione sull'attuazione della legge 22 del 2008 sulla ricerca, coltivazione e utilizzo delle acque minerali.
"La nostra proposta di aumentare i canoni di concessione - spiega il capogruppo Idv - intende correggere una situazione incredibile che fa sì che, a fronte di un miliardo e 250 milioni di litri imbottigliati in Umbria, nelle casse della regione arrivino poco più di 1,5 milioni di euro, praticamente una cifra simbolica. L'Umbria cioè sta di fatto regalando un bene comune preziosissimo alle aziende dell'imbottigliamento senza ricevere in cambio che problemi, legati sia allo smaltimento dei rifiuti che all'ambiente. I benefici per la collettività infatti sono praticamente inesistenti. L'impatto occupazionale è minimo. In cambio l'Umbria deve farsi carico dei costi derivanti dall'inquinamento per il trasporto delle merci fino a quelli per lo smaltimento della plastica. Le aziende che imbottigliano pagano circa due lire al litro per un bene che, una volta imbottigliato e portato negli scaffali del supermercato, rivendono a 400-500 lire. La normativa umbra prevede canoni bassissimi pari a 50 euro per ettaro e, grazie alla nostra azione nella passata legislatura, pari a 1 euro ogni mille litri prelevati (precedentemente era di 0,50 euro). La regione Lazio fissa invece i canoni a 60 euro per ettaro e a 2 euro ogni mille litri, mentre il Veneto fa pagare alle aziende 580 euro ad ettaro e 3 euro ogni mille litri. Per questo riteniamo che sia giunto il momento di allinearsi quanto meno alle regioni più virtuose".
"In questo business senza limiti, a rimetterci sono i cittadini - conclude Dottorini - che si vedono sottrarre un bene pubblico a prezzi irrisori e che riacquistano quello stesso bene a costi esorbitanti. L'ubriacatura pubblicitaria spinge infatti i consumatori italiani ad essere tra i primi consumatori al mondo di acqua in bottiglia, rinunciando a consumare quella del rubinetto, che dà molte più garanzie di qualità.  Sarà importante che i maggiori introiti che deriveranno alla Regione dell'aumento dei canoni servano a finanziare una informazione corretta per invitare a bere l'acqua dei nostri rubinetti e per garantire a tutti i cittadini la conoscenza delle qualità organolettiche dell'acqua che sgorga dai rubinetti. Attualmente invece risulta per i cittadini difficile e macchinoso, se non impossibile, conoscere la qualità dell'acqua della rete pubblica - ha precisato Dottorini -. Per questo chiediamo che la Regione, insieme ad Arpa, Asl, Ati e aziende di gestione, metta in rete le analisi periodiche dell'acqua potabile suddivise quartiere per quartiere e accessibili a tutti, così come accessibili a tutti deve essere un rapporto dedicato allo stato di salute della risorsa idrica umbra e la possibilità per il singolo cittadino di richiedere analisi complete dell'acqua del proprio rubinetto, senza aggravi di costi, così come avviene nei maggiori paesi europei. La mancanza di trasparenza, infatti, unita alla scarsa pubblicità che viene fatta dell'acqua e a un'accondiscendenza eccessiva nei confronti delle attività estrattive della regione, induce solo a sospetti e non incentiva certo l'uso dell'acqua pubblica. Una situazione intollerabile a cui andrebbe posto rimedio, valorizzando meglio una risorsa importante del nostro territorio e, allo stesso tempo, perseguendo una politica di riduzione dei rifiuti. In tempi di emergenza rifiuti non è un elemento da trascurare".

Perugia, 18 febbraio 2011

Lignani Marchesani sferra un violento e incomprensibile attacco a Dottorini riguardo all'Altotevere, ai rifiuti e alla discarica di Belladanza, forse perché Idv è stato l'unico partito a presentare emendamenti al Dap e a battersi per una corretta gestione dei rifiuti. Ecco la nostra risposta.

"Mentre Lignani scrive documenti di fuoco, Marchesani fa un'opposizione sterile e compiacente, che non disturba e lascia le cose come stanno"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): ESILARANTI LE PERFORMACE DEL DUO LIGNANI & MARCHESANI. RICETTA PDL BRUTALE E ANTIQUATA: BRUCIARE TUTTO

"Continuano le performance esilaranti del duo Lignani & Marchesani, questa volta sulla discarica di Belladanza". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori, replica al puntuto commento del consigliere pidiellino in merito all'ampliamento del sito altotiberino. "Come ormai è prassi, mentre Lignani firma documenti di fuoco contro la maggioranza - e ci mancherebbe altro -, Marchesani non perde occasione per dare una mano alla maggioranza che regge il governo regionale, esibendosi in un'opposizione coreografica e  datata mostrando una palese insofferenza contro chi si impegna a cambiare realmente le cose."
"Uscendo da battibecchi poco opportuni, data la delicatezza dei problemi, la ricetta del Pdl sui rifiuti è brutale e antiquata: bruciare tutto, indistintamente. Al di là delle decine di inutili documenti - aggiunge Dottorini - questo è un chiaro segnale di opposizione compiacente, che non disturba e lascia le cose come stanno. Cose risapute dagli stessi cittadini dell'Altotevere che hanno bocciato a più riprese il duo Lignani & Marchesani che quando osò presentarsi di fronte agli elettori tifernati per la carica di sindaco non riuscì neppure ad accedere ai ballottaggi. Alla fine i voti parlano chiaro. E questo brucia più ancora dei rifiuti".  

Perugia, 21 gennaio 2011 

Impatto socio-economico insostenibile, possibili soluzioni alternative. Giunta regionale ascolti le ragioni di amministrazioni, cittadini e comitati locali"

METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): REGIONE CHIEDA REVISIONE DEL PROGETTO, NOI PRONTI A PRESENTARE MOZIONE IN CONSIGLIO

"E' necessario che la Regione si costituisca al fianco dei cittadini e dei comitati per chiedere la revisione del tracciato del gasdotto "Rete Adriatica", un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica. La scarsa sensibilità dimostrata fino ad oggi dall'assessorato regionale all'Ambiente non è un buon motivo perché l'Umbria si rassegni a un progetto che produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dal tracciato questo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere un impegno determinato della Regione Umbria a fianco delle amministrazioni, dei comitati e delle associazioni ambientaliste che si battono per la revisione del progetto del gasdotto Brindisi-Minerbio. 
"Se sarà necessario e se la giunta non darà segnali - continua Dottorini - siamo pronti a presentare una mozione in Consiglio regionale per impegnare il governo regionale ad assumere una posizione meno ambigua e appoggiare il ricorso del comitato "No tubo", così come hanno fatto altre amministrazioni. A nostro avviso è opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico, nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce inoltre come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l'intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico".
"Esaminando il tracciato proposto - aggiunge Dottorini - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Chiediamo dunque che la Regione, rompendo una tradizione ormai consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un'opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 5 gennaio 2011
 

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