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Ultime notizie in Ambiente

"Cambiamenti climatici, Varroa e pesticidi tra le cause dello spopolamento degli alveari. Regione si attivi per tutelare produzione tipica e ecosistema regionale"

MORIA API. DOTTORINI: IN UMBRIA FENOMENO NON ACCENNA A DIMINUIRE, NECESSARIE MISURE URGENTI

"In Umbria il problema della moria delle api non accenna a risolversi, anzi gli ultimi dati che ci giungono dal progetto BeeNet confermano una tendenza che appare inarrestabile con dati di mortalità che variano tra il 30 e il 36 per cento annuo. I parziali relativi alla primavera-estate del 2012 ci segnalano una mortalità del 19 per cento, contro il 13,75 per cento dello stesso periodo del 2011. La concomitanza dei cambiamenti climatici, dell'inquinamento ambientale, della diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici in agricoltura e di alcune malattie stanno compromettendo la sussistenza in vita di intere colonie ed i dati a disposizione dimostrano purtroppo che il fenomeno sembra difficilmente arrestabile". Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta con queste parole i recenti dati sulla moria delle api in Umbria, chiedendo che vengano messe in atto tutte le iniziative necessarie ad "arginare un fenomeno che rischia di compromettere una delle produzioni tipiche della nostra regione e di mettere a rischio anche in Umbria il delicato equilibrio del nostro ecosistema". 
"Il fatto che la Commissione europea solo poche settimane fa abbia proposto ai rappresentanti degli stati membri di sospendere per tre anni l'uso di tre pesticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi, sospettati di rappresentare un elevato rischio per la vita delle api, la dice lunga sullo stato di salute di questi preziosi impollinatori e sulla necessità, anche nella nostra regione, di mettere in atto misure straordinarie per arginare un fenomeno davvero preoccupante. È ormai universalmente riconosciuto - prosegue Il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - che le api sono importantissimi bio indicatori e le principali artefici dell'impollinazione di molte specie di piante. Autorevoli studi hanno provato che le produzioni agricole, ortofrutticole ed olearie dipendono per il 79 per cento dall'impollinazione dell'apis mellifera, dunque i danni anche economici arrecati dalla mancata impollinazione a seguito dei fenomeni di moria delle api sono assai ingenti e facilmente calcolabili. Sull'alto tasso di mortalità pesano probabilmente i cambiamenti climatici, con le variazioni repentine delle temperature nell'arco delle stagioni, la variabile distribuzione delle precipitazioni, i periodi di prolungata aridità che costringono le operaie a ripetuti stress con relative ripercussioni sulla loro salute. Un'altra delle cause è addebitabile alla Varroa che tra l'altro induce gli apicoltori a ripetuti trattamenti e a trovare soluzioni diverse da quelle convenzionali. Ma sicuramente tra le cause figurano anche l'insalubrità del territorio, l'utilizzo di erbicidi (anche a livello istituzionale), la diffusione di ogm (non in italia), l'utilizzo di alcune cultivar poco "attrattive" (girasole), la selezione genetica delle api regine, l'inquinamento elettromagnetico e soprattutto il ruolo determinante di alcuni fitofarmaci sistemici contenenti molecole neonicotinoidi, l'uso indiscriminato dei quali non fa male soltanto alle api, ma all'ambiente e a molte altre forme viventi, compreso l'uomo".
"In Umbria, dove i progetti ApeNet e BeeNet hanno consentito di istituire una rete di controllo permanente del fenomeno - conclude Dottorini -, è necessario tenere altissima la guardia e la strada maestra è sicuramente quella di dare subito seguito a quanto suggerito dalla Commissione europea per puntare sempre di più su un agricoltura sostenibile, rispettosa dell'ambiente e della salvaguardia della biodiversità, promuovendo buone pratiche apistiche e colturali. Allo stesso tempo per valorizzare questo prodotto è necessario studiare gli ecosistemi nei quali vengono già prodotti mieli ed in particolare quelli uniflorali, per costituire un marchio Igp attraverso lo studio dei pollini in essi presenti. Importante è inoltre la promozione del recupero ambientale di alcune aree abbandonate con l'introduzione di piante autoctone o naturalizzate ad elevato potenziale mellifero e fioriture scalari, per garantire alle colonie di api cibo durante tutta la stagione e produzioni di alta qualità. Le api sono preziose alleate dell'uomo e dell'ambiente e ci forniscono delle indicazioni importantissime sullo stato di salute del nostro pianeta. Non possiamo permetterci di perdere il loro prezioso contributo e dobbiamo mettere in atto azioni straordinarie per garantire loro sopravvivenza e salvaguardia".

Perugia, 14 marzo 2013
"Il Comune di Città di Castello faccia la sua parte e venga a sostenere la nostra proposta. Adesso fare squadra per difendere i cittadini di Riosecco e Trestina"

INQUINAMENTO POZZI. DOTTORINI PRESENTA EMENDAMENTI A DAP E BILANCIO PER AIUTI A FAMIGLIE COLPITE DA DISASTRO AMBIENTALE

"Siamo passati dalle parole ai fatti. Abbiamo presentato un emendamento al Dap e una proposta per la manovra di Bilancio 2013 a tutela delle famiglie e dei cittadini coinvolti nell'inquinamento dei pozzi privati che ha colpito in particolare il comune di Città di Castello nelle zone di Riosecco e Trestina. Adesso ci aspettiamo che Sindaco e Giunta tengano fede alla parola data e vengano in audizione in Consiglio regionale a sostenere la mia proposta a favore dei cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo Idv a Palazzo Cesaroni e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, annuncia di aver presentato una proposta di emendamento a Dap e Bilancio per consentire di erogare aiuti e incentivi alle famiglie colpite dall'inquinamento dei pozzi, costrette di fatto ad un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Mercoledì 13 marzo, alle ore 9.30, presso la sede del Consiglio regionale dell'Umbria i sindaci di tutte le città della regione, assieme ad altri soggetti, sono stati invitati a portare il proprio contributo in sede di audizione al Dap, il documento di programmazione che predispone i finanziamenti della Manovra di Bilancio.
"Ci siamo assunti un impegno preciso davanti ai cittadini - aggiunge Dottorini -, abbiamo quindi intenzione di portarlo a termine fino in fondo, a costo di essere i soli a sostenere una battaglia di giustizia ed equità, che vede cittadini e famiglie dover sostenere spese a nostro avviso non dovute per risolvere una situazione di inquinamento da trielina rispetto alla quale non hanno alcuna responsabilità. È giusto ricordare che i cittadini di Riosecco e Trestina, secondo l'ordinanza emessa dal sindaco Bacchetta, non solo non possono usare l'acqua del pozzo per usi domestici, ma neppure per innaffiare l'orto, venendo privati quindi di diritti fondamentali e costretti di fatto all'allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Quella che proponiamo è una soluzione lineare ed economicamente sostenibile: aumentare i canoni per le aziende che imbottigliano l'acqua minerale, che attualmente sono a dir poco irrisori, e destinarne i proventi all'aiuto delle famiglie che hanno subito un danno ambientale difficilmente quantificabile".
"Adesso - conclude Dottorini - è il momento di fare squadra e il Comune di Città di Castello deve armarsi di coerenza e assumersi le proprie responsabilità, venendo a Perugia a difendere e sostenere la nostra proposta per il bene dei cittadini tifernati e dell'intera regione. Individuazione dei responsabili e bonifica dell'area inquinata sono le priorità e devono procedere di pari passo con un indennizzo per chi, in questi momenti di gravi crisi economica, si trova costretto a sostenere spese ulteriori rispetto a Imu, bollette e ordinari balzelli cui i recenti governi ci hanno abituati".

Perugia, 11 marzo 2013 
"Non è con la protervia o con le prove di forza che si affrontano le controversie. Ripresenteremo i nostri emendamenti su acqua e rifiuti in Aula"

AURI. DOTTORINI: E' BASTATO UN EMENDAMENTO A FAVORE DI ACQUA COME BENE COMUNE E

"Se al partito di maggioranza relativa è bastato un emendamento a favore dell'acqua come bene comune per indurlo a bocciare un'intera legge proposta dalla giunta, significa che c'è in giro qualche nervosismo di troppo. Quanto avvenuto ieri in commissione è grave soprattutto perché vede come protagonista il partito di maggioranza relativa. Una cosa è certa: noi continueremo a batterci per l'acqua come bene comune privo di rilevanza economica e per una gestione dei rifiuti che persegua la strategia 'rifiuti zero', innanzitutto ripresentando i nostri emendamenti in Aula. Nessuno può pensare di fare carta straccia della volontà di 27 milioni di italiani che si sono espressi attraverso un referendum storico". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini risponde ai colleghi Locchi (Pd) e Buconi (Psi) che oggi hanno tentato di giustificare il proprio voto contrario che ha portato alla bocciatura del disegno di legge della giunta regionale sull'Ambito unico dell'acqua e dei rifiuti (Auri).
"Sono dell'idea - continua Dottorini - che occorrerebbe affrontare le questioni con meno protervia. Di solito è con il dialogo e con il confronto che si affrontano le controversie, non con le prove di forza. In questo modo si rischia di inaugurare una condotta consiliare molto discutibile e persino pericolosa. Se non si accetta di discutere nel merito, ma si bocciano i provvedimenti ogni qual volta passi qualche emendamento non condiviso, rischiamo di balcanizzare i rapporti consiliari, con contraccolpi evidenti sulla credibilità della maggioranza e dell'esecutivo. Tanto più che i nostri emendamenti, approvati dalla commissione, dovrebbero essere condivisi da tutte le forze di centrosinistra perché parlano di beni comuni e pubblicizzazione dei servizi. L'obiettivo è quello di segnare un punto politico sul tema della gestione pubblica dell'acqua e su una corretta gestione dei rifiuti. Ribadire tali principi avrebbe avuto il merito di porre con forza una questione politica che anche a livello nazionale non può più essere ignorata".

Perugia, 28 febbraio 2013
"Bene decisione Giunta. Territorio tutelato da mire esclusivamente edilizie ed industriali"



"E' una vittoria dei cittadini e delle associazioni ambientaliste. Con l'apposizione del vincolo paesaggistico, che abbiamo sostenuto in maniera determinata sin dal primo momento, la Giunta regionale rende merito alle battaglie dell'associazione Pan Kalon e di chi ha avuto la lungimiranza di credere nelle potenzialità della filiera ambiente-turismo-cultura come volano per i nostri territori". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo Idv e sostenitore della battaglia del comitato Pan Kalon attraverso numerose interrogazioni consiliari, commenta la notizia dell'emanazione da parte della Regione Umbria della "dichiarazione di notevole interesse pubblico" per una parte del comune di Panicale che sarà quindi sottoposto a tutela e valorizzazione paesaggistica.
"Si è trattato di un percorso irto di ostacoli e intrapreso con la sola forza del buonsenso e dell'amore per l'ambiente e per la propria terra. Con questa saggia decisione - afferma Dottorini - si mette finalmente un punto fermo, tutelando il territorio da chi avrebbe forse preferito approfittarne per mere speculazioni edilizie e industriali. Per questo la scelta della Regione è giusta ed opportuna. L'economia dell'Umbria trova il suo perno nella filiera turismo-ambiente-cultura e non è accettabile che venga messa in discussione la tutela dei suoi gioielli ambientali e culturali. Anche per questo motivo crediamo che il vincolo paesaggistico possa mettere un freno alla deriva cementizia che colpisce non solo Panicale, ma tanti dei nostri borghi e dei nostri fondovalle".

Perugia, 15 febbraio 2013
Presentato pacchetto di emendamenti: "Gestione pubblica dell'acqua, partecipazione cittadini e strategia rifiuti zero diventino principi irrinunciabili"

AURI. DOTTORINI: RISPETTARE ESITO REFERENDUM SU ACQUA E GARANTIRE GESTIONE RIFIUTI NELL'INTERESSE DI CITTADINI E AMBIENTE

"La volontà che milioni di cittadini hanno espresso con il referendum sull'acqua deve essere al centro di ogni riorganizzazione dei servizi. Quindi gestione pubblica del servizio idrico ed eliminazione del 7 per cento in bolletta sono i punti irrinunciabili da cui partire. Inoltre va garantita la massima partecipazione dei cittadini e degli utenti, una gestione dei rifiuti ispirata alla strategia 'rifiuti zero' e la separazione dei soggetti gestori tra chi si occupa della raccolta dei rifiuti e chi dello smaltimento finale". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo Idv, illustra il pacchetto di emendamenti al disegno di legge della Giunta regionale che istituisce l'ente regolatore unico regionale, Auri (Autorità umbra per rifiuti e idrico).
"Abbiamo introdotto nella discussione in commissione il tema del rispetto del risultato referendario - spiega Dottorini - chiedendo che venga riconosciuto in maniera chiara e inequivocabile che l'acqua è un bene comune e un diritto umano essenziale. La Regione ne deve garantire l'approvvigionamento a ciascun cittadino, assicurando il diritto al minimo vitale giornaliero, pari a 50 litri giornalieri gratuiti per persona, inserendo richiami espliciti all'esito referendario. La gestione del servizio idrico deve essere pubblica e deve essere eliminata dalla tariffa la componente della remunerazione del capitale, cosa ancora inapplicata. I nostri emendamenti inoltre insistono sulla garanzia della partecipazione dei cittadini, sia richiamando il rispetto delle norme nazionali che ne stabiliscono le modalità, sia prevedendo la partecipazione in seno alla consulta regionale per il servizio idrico e dei rifiuti di rappresentanti degli utenti, delle associazioni ambientaliste e dei movimenti per l'acqua. Infine, sul tema dei rifiuti, chiediamo che tra i principi che dovranno ispirarne la gestione vi sia un riferimento esplicito alla strategia 'rifiuti zero' e che la gestione della raccolta e quella dello smaltimento finale siano affidati a gestori distinti, per evitare evidenti conflitti di interessi".
"Ci auguriamo - conclude Dottorini - che la Giunta regionale e la prima commissione sappiano cogliere la portata delle nostre proposte, in grado di conferire a questo disegno di legge un carattere di lungimiranza e di rispetto per milioni di cittadini che con forza hanno affermato come la pensano sulla gestione dei servizi pubblici locali".

Perugia, 13 febbraio 2013
"Confermata nell'opinione pubblica la sensazione di opacità nella gestione dell'intera materia. Giunta sgombri il campo da ogni insinuazione o sospetto"

CONSIGLIO REGIONALE. DOTTORINI: SU BIOMASSE MESSINSCENA PENOSA, CITTADINI E ISTITUZIONI PAGANO PREZZO PIU' ALTO

"Alla fine di questa messinscena penosa sono ancora una volta i cittadini e le istituzioni a pagare il prezzo più alto. La giunta rifiuta ancora una volta di ritirare la delibera che di fatto deregolamenta il settore delle biomasse e il Pd, come era immaginabile, fa carta straccia della propria mozione per assecondare la volontà dell'assessore Rometti. Poi ci si lamenta del proliferare di comitati e focolai di protesta..." Il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo Idv a Palazzo Cesaroni, commenta con queste parole il voto del Consiglio regionale che ha portato alla bocciatura di entrambe le mozioni presentate da alcuni consiglieri di maggioranza sul tema delle biomasse.
"Sui temi ambientali la credibilità è tutto - afferma Dottorini -. Purtroppo quando ai numerosi scandali ambientali si uniscono i tentativi maldestri di modificare i regolamenti elaborati dal Consiglio, non si fa altro che confermare nell'opinione pubblica la sensazione di opacità nella gestione dell'intera materia. Questo non possiamo permetterlo. La Giunta regionale deve immediatamente ritirare la delibera 494 e sgomberare il campo da ogni insinuazione o sospetto. Tra tutte le modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili le biomasse sono le più controverse e più di altre si prestano al rischio di contraffazioni pericolose. Per questo necessitano di regolamenti chiari, controlli severi e confronto costante con la popolazione. Indipendentemente da come la si pensi in proposito, è urgente riaprire un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per riaffermare alcuni principi: la biomassa deve essere reperita in loco e gli impianti devono essere di piccole dimensioni, riportando le distanze a quanto già deciso dal Consiglio regionale. Fa veramente dolore constatare come una straordinaria opportunità di produzione di energia da fonti rinnovabili possa trasformarsi in un boomerang per la credibilità delle nostre istituzioni". 

Perugia, 5 febbraio 2013
"Necessario aprire subito un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini. Non trasformare grande opportunità in un boomerang"

BIOMASSE. DOTTORINI: RINVIO INCOMPRENSIBILE E INOPPORTUNO, CONTINUO TERGIVERSARE NON AIUTA A CREARE CLIMA DI FIDUCIA E CONFRONTO

"Un rinvio incomprensibile e inopportuno". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta con queste parole la decisione della Conferenza dei capigruppo di rinviare ancora la discussione in Consiglio regionale della mozione riguardante il regolamento sulle biomasse.
"E' da inizio dicembre che questo tema figura all'ordine del giorno del Consiglio - spiega Dottorini -, ma si è trovato sempre un buon motivo per continuare a rinviare. E' pur vero che questa volta almeno si è individuata una data, quella del 5 febbraio, ma il continuo tergiversare sul tema non aiuta certo a ristabilire un clima di fiducia e confronto. Anzi, si dà forza ai sospetti, spero infondati, di chi sostiene che i continui rinvii altro non sarebbero che il tentativo di autorizzare nuovi impianti prima che il regolamento venga modificato".
"La nostra opinione in proposito è nota - prosegue il consigliere regionale -. Per quanto ci riguarda la delibera 494 che modifica il regolamento regionale sulle biomasse deve essere immediatamente ritirata perché apre alla deregulation in un settore che necessita invece di regole certe e controlli rigorosi. Indipendentemente da come la si pensi in proposito, è necessario aprire subito un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per evitare che una opportunità straordinaria come quella della produzione di energia da fonti rinnovabili possa trasformarsi in un boomerang per la credibilità delle nostre istituzioni".

Perugia, 28 gennaio 2013
"Sconcertante che si continui a tergiversare insinuando sospetti che non aiutano a trovare soluzioni condivise. Affrontare subito questione in Consiglio regionale"



"La richiesta di Terre Nostre deve essere recepita senza ulteriori esitazioni. E' sconcertante che nonostante le ripetute e formali richieste presentate alla Giunta regionale affinché venisse ritirata la delibera 494 relativa al regolamento sulle energie rinnovabili, si continui a tergiversare insinuando sospetti che non aiutano a trovare soluzioni condivise". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta le richieste di una folta delegazione di cittadini appartenenti a Terre Nostre di fronte alla sede del Consiglio regionale che chiedono atti concreti dopo mesi di promesse disattese.
"La delibera 494 che modifica il regolamento regionale sulle biomasse - prosegue Dottorini - va immediatamente ritirata. E' necessario aprire subito un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per evitare che una opportunità straordinaria come quella della produzione di energia da fonti rinnovabili abbia l'effetto di un boomerang e si trasformi soltanto in un malcontento inarrestabile fra le popolazioni dei territori coinvolti. Già a giugno, tramite una lettera formale alla Presidente Marini, avevamo chiesto il ritiro della delibera 494 del 2012 che di fatto deregolamentava il settore delle biomasse. Le modifiche introdotte con quell'atto hanno riguardato l'ulteriore diminuzione dalla distanza limite per l'istallazione degli impianti di energia elettrica a biomasse dai centri abitati e l'eliminazione del limite per le emissioni del materiale trasportato, aprendo di fatto la strada all'approvvigionamento extraregionale di materia prima. Ricordiamo che questo atto fu approvato in totale autonomia dalla Giunta senza minimamente coinvolgere il Consiglio regionale e che alle nostre ripetute richieste ed interrogazioni sono seguite le prese di posizione di numerosi altri consiglieri regionali. L'atteggiamento della Giunta finora è stato di totale chiusura e indisponibilità al dialogo".
"E' nostra convinzione - conclude Dottorini - che quell'atto, frutto di un blitz silenzioso e non partecipato per allargare le maglie del regolamento sulle biomasse, ha prodotto effetti devastanti ed è indispensabile porvi rimedi immediati. Non è più possibile assistere a continui rinvii, pensare di far tacere i cittadini che chiedono risposte. Rinviare la discussione a dopo le elezioni significa perpetrare una beffa che l'Umbria non merita".

Perugia, 22 gennaio 2012
"I 100mila euro stanziati dalla Giunta vadano a coprire le spese di chi è costretto ad allacciarsi ad acquedotto. Raddoppiare i canoni per le aziende che imbottigliano"

ACQUE MINERALI. DOTTORINI: USARE SUBITO I FONDI DERIVANTI DAI CANONI PER SOSTENERE LE FAMIGLIE CON POZZI INQUINATI

"I fondi prelevati dagli introiti dei canoni sulle acque minerali e termali devono essere utilizzati immediatamente per la costituzione di un fondo di solidarietà per quelle famiglie che, come nel caso di Riosecco, Trestina e Case Bruciate, hanno subito un inquinamento da trielina dei propri pozzi e si vedono costrette a consumare acqua minerale o a fare un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Queste famiglie non potendo utilizzare la propria acqua, si vedono costrette ad acquistarla proprio dalle stesse multinazionali che la prelevano dai nostri territori pagando cifre irrisorie. Ci auguriamo che i 100mila euro stanziati dalla Giunta regionale ai sei comuni nei cui territori insistono concessioni per il prelievo, vadano in questa direzione. Occorre, inoltre, che la Giunta preveda fin dalla elaborazione della imminente manovra di bilancio il raddoppio dei canoni di concessione, così come il nostro gruppo chiede da tempo. Si tratta di una misura che porterebbe ad un incremento di circa 1,5 milioni di euro nelle casse regionali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta la notizia dello stanziamento, da parte della Giunta regionale, di 100mila euro per la tutela delle acque minerali e termali.
"E' assurdo - insiste Dottorini - che, in un periodo in cui i cittadini vengono vessati con aumenti delle accise e con aliquote Imu insopportabili, sembri impossibile anche solo sfiorare le multinazionali dell'imbottigliamento delle acque minerali o i cavatori che già tanti affari hanno fatto grazie ai beni comuni messi a disposizione gratuitamente o a costi irrisori dalla nostra Regione. Chiedere di aumentare da 1 a 2 millesimi di euro per litro i canoni di imbottigliamento delle acque minerali e a pochi centesimi di euro i canoni derivanti da cave non arrecherebbe certamente danno alle aziende e consentirebbe alla nostra Regione di poter far conto su un gruzzoletto di risorse fresche da destinare a un fondo di solidarietà per chi è colpito da disastri ambientali o per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica".
"Si tratta - aggiunge Dottorini - di adottare un provvedimento ispirato all'equità redistributiva, di una proposta seria e di buon senso. Basti considerare che regioni come il Veneto, il Lazio e la Toscana hanno canoni di imbottigliamento di tre volte superiori al nostro e che in media il costo dei canoni rappresenta circa lo 0,5 per cento del prezzo di vendita finale della stessa acqua".

Perugia, 10 gennaio 2013
"Assurdo che mentre i cittadini sopportano aumento accise e Imu non si possano innalzare i canoni irrisori pagati dalle multinazionali dell'acqua e dai cavatori. Necessario destinare i proventi a un fondo di solidarietà per le famiglie colpite da inquinamento dei pozzi e per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica"

CANONI ACQUE E CAVE. DOTTORINI (IDV): PERSA OCCASIONE PER PROVVEDIMENTO DI EQUITA'. RIPROPORREMO EMENDAMENTO A BILANCIO 2013

"E' assurdo che, in un periodo in cui i cittadini vengono vessati con aumenti delle accise e con aliquote Imu insopportabili, sembri impossibile anche solo sfiorare le multinazionali dell'imbottigliamento delle acque minerali o i cavatori che già tanti affari hanno fatto grazie ai beni comuni messi a disposizione gratuitamente o a costi irrisori dalla nostra Regione. Chiedere di aumentare da 1 a 2 millesimi di euro per litro i canoni di imbottigliamento delle acque minerali e a pochi centesimi di euro i canoni derivanti da cave non arrecherebbe certamente danno alle aziende e consentirebbe alla nostra Regione di poter far conto su un gruzzoletto di risorse fresche da destinare a un fondo di solidarietà per chi è colpito da disastri ambientali o per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta la decisione di non ammettere alla votazione l'emendamento relativo al raddoppio dei canoni di concessione per il prelievo di acque minerali e per le attività di cava e miniera.
"Con la scusa di tecnicismi che a noi risultano incomprensibili - aggiunge Dottorini - si è persa ancora una volta l'occasione di adottare un provvedimento ispirato all'equità redistributiva. Diciamo fin da ora che il nostro gruppo ripresenterà pari pari in occasione della discussione della manovra di Bilancio 2013 l'emendamento non ammesso oggi al voto. Vedremo se anche in quella occasione si tenterà di evitare il confronto politico accampando l'ennesima scusa. La nostra - spiega Dottorini - è una proposta seria e di buon senso. Si tratta semplicemente di portare i canoni pagati dalle multinazionali che operano in Umbria da 1 a 2 millesimi di euro al litro e raddoppiare gli irrisori canoni di concessione per le attività estrattive. Con questo provvedimento, che inciderebbe in misura minima sui bilanci di tali aziende, la Regione avrebbe a disposizione circa 1,5 milioni di euro con i quali si potrebbero sostenere diversi interventi, a iniziare dalla costituzione di un fondo di solidarietà per quelle famiglie che, come nel caso di Riosecco, Trestina e Case Bruciate, hanno subito un inquinamento da trielina dei propri pozzi e si vedono costrette a consumare acqua minerale o a fare un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Queste famiglie non possono utilizzare la propria acqua e si vedono costrette ad acquistarla proprio dalle stesse multinazionali che la prelevano dai nostri territori pagando cifre irrisorie. Basti considerare che regioni come il Veneto, il Lazio e la Toscana hanno canoni di imbottigliamento di tre volte superiori al nostro e che in media il costo dei canoni rappresenta circa lo 0,5 per cento del prezzo di vendita finale della stessa acqua".
"Ci è stato detto - conclude il capogruppo Idv - che la sede opportuna per discutere questa proposta coincide con l'analisi in aula della manovra di Bilancio. Per questo ci impegniamo sin da ora a ripresentare lo stesso emendamento in quella sede, con la speranza che la Giunta e le forze politiche presenti in Consiglio regionale dimostrino la necessaria serietà e lungimiranza per approvarlo".

Perugia, 20 dicembre 2012
 

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