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"L'Altotevere non è tra le priorità regionali. Smascherato il gioco di chi assume posizioni variabili a seconda che si trovi a Perugia, Città di Castello o Cerbara"

"Oggi è stata persa un'occasione unica per riavvicinare i cittadini dell'Altotevere alle istituzioni regionali. Con il voto trasversale contro la nostra mozione sulla E78 si sono finalmente scoperte le carte e i partiti che a Città di Castello dicono una cosa e in Regione ne sostengono un'altra hanno gettato finalmente la maschera". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la bocciatura sulla mozione Idv per una rivisitazione del tracciato della futura E78, anche in risposta alle forti perplessità che molti cittadini nutrono circa l'ingresso dei privati nell'affare. Contro la mozione proposta dal gruppo Idv hanno votato Pd, Pdl, Psi e Prc, mentre si sono astenuti Udc e Lega.
"Solo qualche settimana fa - ricorda Dottorini - il sindaco Bacchetta, circondato da assessori di Pd e Rifondazione, disse in un'assemblea pubblica che era pronto a ridiscutere il tracciato scelto. Oggi purtroppo il suo stesso partito, insieme a Pd, Pdl e Rifondazione comunista hanno votato a favore di quel tracciato, dimostrando di considerare pari a zero le ragioni dell'Altotevere. Noi continuiamo a ritenere che il percorso proposto dalle amministrazioni di Città di Castello e San Giustino sia uno dei peggiori possibili, scelto senza alcuna partecipazione popolare e per tentare di correggere l'evidente errore della Piattaforma logistica, unico centro intermodale d'Italia a non prevedere il collegamento con la linea ferroviaria. Mentre per l'Altotevere si continuano a effettuare scelte incapaci di sintesi condivise, i cittadini si organizzano e hanno già costituito un comitato formato da circa 2mila famiglie che nei mesi scorsi ha raccolto oltre 3.500 firme. Questi cittadini stanno dimostrando maggiore senso di responsabilità rispetto ai loro amministratori locali e continueranno ad avere il nostro sostegno".
"Non ci rassegneremo - conclude Dottorini - a una soluzione rabberciata né a un progetto che la stessa Anas nel 2001 bocciò in modo categorico sostenendo che 'la realizzazione della galleria artificiale in zona pianeggiante non trova alcuna giustificazione tecnica'. La partita per noi non si chiude qua. Crediamo che siano forti le ragioni di chi chiede che vengano prese in considerazione ipotesi più rispettose delle caratteristiche storiche, culturali, paesaggistiche ed economiche dell'Altotevere. A questo proposito è giusto che tutti conoscano i contorni del project-financing che si sta elaborando per valutare le ripercussioni del pedaggio, della cattura di valore e degli oneri che i privati richiedono e che ricadranno sulla collettività. Ed è opportuno che la retorica di chi da anni annuncia l'imminente completamento dell'opera si trasformi in capacità di valorizzare le forze civiche che sorreggono il nostro tessuto sociale, senza ambiguità e doppie verità. Oggi è stato smascherato chi, come il sindaco Bacchetta, assume posizioni variabili a seconda che si trovi a Perugia, a Città di Castello o a Cerbara".
Perugia, 7 febbraio 2012
"La campagna 'obbedienza civile' pone problema serio che non può essere eluso. Bene De Magistris e Forum dei comuni per i beni comuni. Serve
"L'esito del referendum sull'acqua non può essere cancellato. Occorre difendere la pubblicità dell'acqua, fondamentale bene comune e patrimonio della collettività, dalla speculazione del mercato. E' pertanto necessario che i sindaci e i comuni dell'Umbria contestino la non applicazione del dettato referendario e si facciano garanti del volere popolare, mettendo in campo ogni provvedimento utile al rispetto del risultato referendario". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, interviene in merito al dibattito sull'adeguamento degli assetti gestionali del servizio idrico rispetto all'esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011.
"Il "Forum dei comuni per i beni comuni" guidato da Luigi De Magistris - continua Dottorini - ha lanciato una mobilitazione importante per la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di governo del territorio. Da questo punto di vista la campagna di "obbedienza civile", promossa dal movimento e dalle associazioni, pone un problema serio che non può essere eluso. Non è più possibile continuare a far finta di nulla e agire come se gli italiani non si fossero espressi in maniera tanto netta e inequivocabile. E' compito precipuo delle amministrazioni comunali, anche attraverso i propri rappresentanti nelle società che gestiscono il servizio, dare seguito alle determinazioni sancite con il voto popolare ed elaborare credibili piani di ripubblicizzazione del servizio idrico. Intanto sarebbe opportuno distinguere nettamente il budget destinato ad investimenti rispetto a quello che va alla gestione, quindi creare le società delle reti per conferire valore ai beni che attualmente i privati utilizzano senza un vero e proprio corrispettivo".
"Comprendiamo la complessità di un sistema normativo che ha intrecciato e consolidato nel tempo commistioni di pubblico e privato che, anche in relazione alla sussistenza di accordi e contratti precedentemente stipulati, non consente oggi una soluzione semplice e immediata. Auspichiamo però che si dia seguito ad una ricognizione di tutte le azioni percorribili al fine di restituire ai cittadini un diritto inalienabile. Il diritto all'acqua pubblica, la tutela dei beni comuni e la democrazia - conclude il capogruppo Idv - non devono rimanere formule vuote. E' necessario che questi principi, affermati con forza dai cittadini che si sono recati a votare per il referendum, siano messi in pratica attraverso atti legislativi e amministrativi in grado di interpretare il volere popolare e renderlo effettivo".
Perugia, 31 gennaio 2012























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