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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ultime notizie in Ambiente

"Investimenti ridotti e ripagati dagli utenti. Garantiti rispetto dell'ambiente, riduzione dei rifiuti altamente inquinanti e uso consapevole dell'acqua"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV):

"Il successo delle fontanelle di acqua pubblica deve indurre a un'azione più incisiva per diffondere le buone pratiche del riuso e della riduzione dei rifiuti in tutta la regione. I dati raccolti fino ad oggi nei territori dove sono già attive le fontane mettono in evidenza una sensibilità particolarmente alta tra i consumatori, sempre più responsabili e consapevoli dei risvolti economici e ambientali delle proprie azioni. Adesso occorre estendere il più possibile questi semplici impianti, ponendoci l'obiettivo di intensificarne l'installazione nelle città più popolose e in modo capillare in tutti i comuni dell'Umbria". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere l'impegno della Regione dell'Umbria sulle buone pratiche ambientali e sul tema della riduzione, del riuso e della differenziazione dei rifiuti. 
"Dati alla mano - continua Dottorini - si può facilmente vedere che nei territori dove sono presenti fontanelle di acqua pubblica, assistiamo a una risposta dei cittadini che va oltre ogni più rosea aspettativa. Le famiglie comprendono l'efficacia ambientale e il risparmio economico che deriva dalla buona pratica di scegliere l'acqua pubblica rispetto alla tradizionale acqua minerale confezionata in bottiglie di plastica altamente inquinanti. Con un investimento modesto e di fatto ripagato dagli introiti derivanti dal pur modesto contributo degli utenti, l'utilizzo dell'acqua pubblica a chilometri zero genera una notevole diminuzione dei rifiuti, un maggiore rispetto dell'ambiente e un utilizzo responsabile e consapevole della risorsa idrica. Nelle realtà dove gli erogatori di acqua sono già attivi, la richiesta da parte degli utenti è nettamente superiore all'offerta che Regione, Ati e comuni riescono a proporre. Per questo è necessario un impegno straordinario da parte della giunta regionale per installare le fontanelle in tutti quei comuni che ne sono sprovvisti e per potenziare tutte quelle realtà dove già sono state installate, al fine di passare dalla sperimentazione ad una vera e propria pratica sistemica. Le 18 fontanelle attuali rappresentano un punto di partenza che deve essere perseguito con decisione per aumentare in modo esponenziale le opportunità di approvvigionamento consapevole da parte dei cittadini". 

Perugia, 16 maggio 2012
"Valutare profili di legittimità di un'opera dal grande impatto ambientale in un'area fortemente antropizzata e vulnerabile. Recuperare rapporto con i cittadini"
 
MAXI STALLA SANTA MARIA ROSSA. DOTTORINI (IDV): NO A FUGHE IN AVANTI, NECESSARIA VIA ED EVITARE VARIANTE AL PRG

"La vicenda della maxi stalla di Santa Maria Rossa merita una seria riflessione, le fughe in avanti non aiutano certo a individuare soluzioni compatibili con l'ambiente e con l'aperta ostilità delle popolazioni locali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, prende posizione riguardo all'accelerazione impressa dal Comune di Perugia al progetto di maxi stalla da circa 900 capi bovini e relativo impianto a biogas nella frazione di Santa Maria Rossa.
"Su un progetto di tali dimensioni e di tale importanza - aggiunge Dottorini - risulterebbe particolarmente singolare la scelta di non procedere a una Valutazione di impatto ambientale. In questo ritengo che la Regione debba fare la sua parte. Nell'immediato sarebbe incomprensibile la scelta del Consiglio comunale di Perugia di procedere a una variante al Piano regolatore, pure in presenza di segnalazioni che metterebbero in evidenza profili di illegittimità normativa e procedurale. A prescindere tuttavia dalla correttezza delle procedure amministrative ancora tutte da valutare, riteniamo incomprensibile la volontà di rimuovere il vincolo di unità di paesaggio 3S in un'area altamente vulnerabile, con una concentrazione di nitrati doppia rispetto alla media regionale e con una falda acquifera particolarmente superficiale che comporta un elevato rischio di inquinamento. Stiamo parlando di una zona, quella di Santa Maria Rossa, fortemente antropizzata dove sono presenti centri abitati, scuole e asili. Tutte condizioni per le quali era stato apposto il vincolo quindici anni fa e che un'opera di tale portata potrebbe compromettere in maniera seria, producendo un danno economico e ambientale difficilmente quantificabile".
"Al di là degli aspetti tecnici e ambientali che ci fanno dubitare della bontà dell'operazione - il capogruppo regionale Idv -, c'è poi da sottolineare l'inspiegabile volontà di aggirare la Valutazione d'impatto ambientale frazionando il progetto della stalla da quello dell'impianto a biogas. La preoccupazione dei cittadini, quindi, non appare fuori luogo anche perché la recente variante al Piano regolatore comunale non chiarisce in quale modo si intende garantire che non vi sarà un incremento del carico di azoto nella zona individuata per collocare la maxi stalla. Il fatto che si parli in modo generico di una contestuale dismissione di altri allevamenti esistenti senza indicarne il numero, le dimensioni e le modalità non è certo tranquillizzante".
"In questi casi - conclude Dottorini - la fretta è sconsigliata perché manifesta una difficoltà al confronto che le popolazioni locali avvertono come una chiusura immotivata. E' necessario mettere in atto gli adeguati strumenti partecipativi ed evitare incomprensibili fughe in avanti che avrebbero il solo effetto di inasprire ancora di più il rapporto tra politica e cittadini".
 
Perugia, 20 aprile 2012
"L'Italia dei Valori al fianco dei consumatori contro un balzello ingiusto. Eliminare ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile"

ACQUA. DOTTORINI (IDV):

"Apprendiamo oggi dai giornali che Umbra Acque avrebbe intenzione di opporsi alla sentenza del Tar dell'Umbria in merito al deposito cauzionale e alla sua possibile restituzione. Vogliamo subito dire che consideriamo la scelta del ricorso sbagliata e inopportuna. Occorre invece applicare da subito il risultato dei referendum sulla ripubblicizzazione dell'acqua ed evitare di tartassare i cittadini con ulteriori aumenti in bolletta". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito alla notizia del possibile ricorso di Umbra Acque alla sentenza del Tar dell'Umbria.
"Il Consiglio regionale - continua Dottorini - meno di una settimana fa ha approvato a larghissima maggioranza una nostra mozione che impegna la Giunta regionale a dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. Sarebbe opportuno che Umbria Acque iniziasse a far sapere come intende rispondere a questa esigenza chiara e inequivocabile. Riteniamo quindi sbagliato e ingiusto che il gestore di un bene comune come è di fatto Umbra Acque faccia ricorso contro una sentenza che ha reso giustizia a cittadini e consumatori".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci batteremo al fianco dei consumatori e in ogni sede istituzionale per fare in modo che il volere sancito dal referendum votato da 27 milioni di cittadini venga rispettato, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile. Azioni come quella che Umbra Acque avrebbe intrapreso non hanno alcuna coerenza con i dettami referendari e fanno solo aumentare il disagio che i cittadini nutrono nei confronti dei gestori e, di conseguenza, dei comuni".

Perugia, 5 aprile 2012
"Ati prendano atto di una scelta largamente condivisa dal Consiglio e pretendano dalle aziende l'eliminazione dell'ingiusto balzello del 7 per cento in bolletta"

ACQUA. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): APPROVATA NOSTRA MOZIONE SU ACQUA PUBBLICA. VIA BALZELLO 7 PER CENTO, STOP AUMENTI DI COSTI IN BOLLETTA

"Finalmente l'Umbria ha detto chiaramente e a gran voce che l'acqua è un bene prezioso indispensabile e che come tale deve rimanere pubblico. Oggi il Consiglio regionale, con un voto a larga maggioranza, ha ribadito la volontà di dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. Ora occorre che i comuni e gli Ati prendano atto di questa determinazione e intervengano sulle aziende di gestione perché eliminino il 7 per cento dalle bollette, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, segretario e consigliere regionale Idv, commentano l'approvazione a larga maggioranza (Idv, Prc, Pd, Socialisti, Lega, astensione di Lignani) della mozione a difesa del referendum del giugno 2011 che li vede come primi firmatari.
"La nostra mozione - spiegano Dottorini e Brutti - rappresenta il primo atto concreto per dare seguito all'impegno, fortemente voluto dall'Italia dei Valori e assunto dalla Regione nel Documento annuale di programmazione, di rispettare la volontà popolare espressa con il referendum di giugno 2011. I privati gestori del servizio idrico non possono pensare di fare cassa su un bene prezioso e indispensabile come l'acqua e non è possibile pensare di aggirare il problema continuando ad innalzare le tariffe. E' bene ricordare che in Umbria si registra un grave ritardo nell'applicazione del referendum. Addirittura gli Ati 1, 2 e 4 hanno recentemente assunto deliberazioni che sembrerebbero andare contro il dettato referendario, senza dar segni di recepimento neppure di quanto richiesto da parte dell'assessore  Rometti che con una nota ha affermato che "la tariffa idrica deve prevedere la sola copertura integrale dei costi del servizio e non altri oneri aggiuntivi". Viceversa è da mettere in evidenza l'esperienza di ripubblicizzazione promossa dalla giunta di Napoli e dal sindaco Luigi de Magistris, organizzatore del "Forum dei Comuni per i beni comuni" dal quale ha preso slancio la mobilitazione per la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di governo del territorio. Per dare la misura delle implicazioni di questo argomento è opportuno ricordare che le tariffe dell'acqua negli ultimi dieci anni sono aumentate a livello nazionale mediamente del 65 per cento. Se si prende in considerazione la classifica degli ATO più esosi, si può osservare che tra i primi 25 ben 21 sono a gestione mista (pubblico-privato) o completamente privata".
"Su questo tema - aggiungono Dottorini e Brutti - i cittadini non hanno abbassato la guardia, anzi continuano a chiedere con forza il rispetto delle regole democratiche e della volontà popolare. Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, ad esempio, ha lanciato in queste settimane la campagna di "obbedienza civile" per l'autoriduzione della bolletta idrica, applicando una riduzione pari alla componente della remunerazione del capitale investito e quindi per il pagamento in tariffa della sola parte prevista per legge. Difficile dar loro torto. Noi anzi consideriamo questa campagna come un valido strumento di sensibilizzazione e pressione per evitare che la volontà degli elettori venga disattesa e magari calpestata solo per assecondare gli interessi dei privati". 
"Vigileremo sulla Giunta regionale affinchè gli impegni presi oggi in Consiglio vengano mantenuti - concludono Dottorini e Brutti -, e ci aspettiamo pertanto che la nostra regione si faccia carico di promuovere iniziative per fare in modo che gli Ati prendano atto di questa situazione e pretendano dalle aziende di gestione l'eliminazione del 7 per cento garantito come remunerazione del capitale investito".

Perugia, 29 marzo 2012


"Se sono presenti crediti insoluti, ne deve rispondere l'azienda e non i cittadini. Idv al fianco di cittadini e delle associazioni dei consumatori" 

UMBRA ACQUE. DOTTORINI (IDV):

"Riteniamo urgente che Umbra Acque prenda atto della sentenza del tribunale e si adegui alle istanze che le associazioni dei consumatori e i cittadini stanno portando avanti da mesi. Il deposito cauzionale è illegittimo e la società farebbe bene a restituire quanto versato ingiustamente dai cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini commenta la sentenza sul deposito cauzionale di Umbra Acque che ha visto dare parere favorevole alle richieste delle associazioni dei consumatori.
"Il presidente e il direttore della azienda - aggiunge il capogruppo Idv - devono mettere in atto tutte le procedure necessarie a sanare una situazione non più sostenibile. A seguito dell'esito referendario, con la sentenza della Corte costituzionale, la lettera scritta dall'assessore Rometti agli Ati e adesso la sentenza del tribunale che accoglie il ricorso della Federconsumatori, non è più rinviabile un tavolo di confronto tra l'azienda pubblica e gli enti locali, a cui chiediamo vengano invitate anche le associazioni dei consumatori e i comitati civici che da anni si battono per la ripubblicizzazione di un bene primario come l'acqua". 
"Se sono presenti crediti insoluti come dice l'azienda - conclude Dottorini - ne dovranno rispondere gli amministratori della stessa e non scaricare i costi di un risanamento sui cittadini che si trovano ogni giorno a dover affrontare una crisi economica senza precedenti che vede aumenti di tariffe al limite della sostenibilità. Come Italia dei Valori faremo tutto quanto necessario dentro e fuori le istituzioni perché la partecipata pubblica Umbra Acque rispetti la volontà referendaria e il ricorso delle associazioni dei consumatori".

Perugia, 21 marzo 2012
"Sbagliato giocare allo scaricabarile. Le immagini parlano da sole e inchiodano il Comune. Se c'è un progetto, faremo squadra con chiunque per il bene della città" 

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"Le immagini parlano da sole. Comprendiamo l'imbarazzo e la difficoltà del Sindaco Bacchetta nel vedere come un palazzo così importante di Città di Castello sia stato lasciato al degrado e all'abbandono per tanti anni. Altre realtà come Foligno e Gubbio hanno elaborato progetti e piani di recupero che poi sono stati sottoposti alla Regione, ma le amministrazioni che si sono succedute a Città di Castello, di cui lui ha sempre fatto parte, non sono state in grado di fare altrettanto. Adesso il punto non è quello di giocare allo scaricabarile, ma di cercare una soluzione prima che sia troppo tardi. Sappia Bacchetta che noi siamo pronti a fare squadra con chiunque, compreso lui, pur di togliere la città, e in particolare il centro storico, dal degrado in cui è precipitata negli ultimi anni grazie a politiche prive di buon senso e visione strategica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le "nervose esternazioni" del Sindaco di Città di Castello in merito alla vicenda dell'ex Ospedale di largo Muzi lasciato nel più completo abbandono e degrado.
"A gennaio del 2010 - aggiunge Dottorini - avevamo già denunciato questa grave situazione, ma nessuno degli allora amministratori raccolse l'invito a un'azione decisa che andasse oltre la propaganda elettorale. Il nostro timore è che la città possa perdere altri pezzi, come è già avvenuto per i corsi universitari a Villa Montesca o per le sede di Equitalia. Ricordo solo che fu un mio emendamento ad evitare che venissero messi in vendita i beni del lascito Franchetti, nel completo silenzio dell'Amministrazione comunale. È urgente che Città di Castello esca da questo immobilismo amministrativo che la porta ad isolarsi dal resto dell'Umbria ed a subire in silenzio scelte che la vedono subalterna e incapace di proposta".
"La politica tifernate - conclude il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori - deve reagire e presentare subito alla Regione un Piano di recupero per la struttura dell'ex Ospedale, consultando i cittadini e garantendo la massima partecipazione possibile. Non vorremmo che si ripetessero gli stessi errori del contratto di quartiere nell'area ex Fat o della scelta del tracciato per la E78. Occorre capacità di fare squadra, ma prima di tutto occorre un progetto. Se il sindaco Bacchetta lo ha, ce lo faccia sapere e, se non è indecoroso, noi faremo la nostra parte. Altrimenti continueremo a chiedere ciò che è giusto e doveroso per il bene e il decoro della nostra città. Come abbiamo sempre fatto"

Perugia, 20 marzo 2012 
Le istituzioni si facciano garanti dell'esito referendario e assicurino un uso efficiente e ben distribuito di una risorsa preziosa come l'acqua"

"La volontà dell'Assessore Rometti di rispettare l'esito referendario è incoraggiante e dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, la correttezza delle nostre battaglie referendarie per mantenere pubblica la gestione dell'acqua eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta le dichiarazioni dell'assessore Rometti in merito alle tariffe del servizio idrico a seguito della mozione presentata in Consiglio regionale dal gruppo dell'Italia dei Valori. 
"Per dare seguito alla volontà dei cittadini e eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta - continua Dottorini - occorre che le istituzioni si facciano garanti dell'esito referendario, ad iniziare dai comuni e dagli Ati che sono chiamati a dare seguito al dettato referendario, senza adeguare al rialzo le tariffe di fornitura,  e a intervenire sui gestori perché eliminino il 7 per cento dalle bollette, anche in applicazione della sentenza 26 del 2011 della Corte costituzionale, che assicura un uso efficiente e ben distribuito di una risorsa preziosa come l'acqua. La nostra mozione - spiega Dottorini - rappresenta il primo atto concreto per dare seguito all'impegno, fortemente voluto dall'Italia dei Valori e assunto dalla Regione nel Documento annuale di programmazione, di rispettare la volontà popolare espressa con il referendum di giugno 2011 per quello che riguarda la gestione dell'acqua pubblica".
"In attesa di atti concreti e della discussione in aula della nostra mozione - conclude Dottorini -  le dichiarazioni di Rometti sembrano portarci sulla buona strada e dare ancora più forza alle nostre istanze. Per questo riteniamo giunto il momento per avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico, affinché la ripubblicizzazione diventi una realtà concreta e non rimanga solo una buona intenzione".

Perugia, 19 marzo 2012
"Decisione assunta senza studio di fattibilità e senza informare il Consiglio. Subito un tavolo tecnico con associazioni ambientaliste. Valutare i danni subiti dal fiume."

TEVERE. DOTTORINI (IDV): DANNO AMBIENTALE ENORME, ROMETTI RISPONDA E SOSPENDA IMMEDIATAMENTE LA DELIBERA 51

"Con la decisione della Regione di dimezzare la portata del Tevere a 500 litri al secondo fino a settembre si è creato un danno ambientale e all'ecosistema irreparabile che oggi ha reso il letto del fiume completamente asciutto. Quando è stata presa quella decisione non sono state sentite associazioni ambientaliste e cittadini, non ci risulta sia stato fatto uno studio di fattibilità per calcolare gli eventuali danni e non sono state prese in dovuta considerazione le varie 'prese d'acqua' che si trovano a valle del rilascio che catturano circa 400 litri al secondo lasciando al fiume solo poche gocce d'acqua. Ovviamente il Consiglio regionale non è stato messo a conoscenza di quanto si andava a decidere". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le recenti condizioni di secca del fiume Tevere e chiede la revisione della delibera 51 del 2012 con la quale la Giunta regionale ha diminuito la portata di rilascio della diga di Montedoglio.
"Che il più importante fiume della Regione e uno dei più importanti d'Italia possa trovarsi oggi in queste condizioni, ridotto a rigagnolo e  compromesso nel suo equilibrio, rappresenta un danno ambientale enorme di cui l'assessore Rometti deve rispondere. Comprendiamo i rischi dovuti all'abbassamento del livello dell'invaso - continua Dottorini - ma non possiamo sacrificare la vita del Tevere e di tutto l'ecosistema ambientale e animale che lo circonda sull'altare dell'irrigazione, magari di colture altamente inquinanti e in via di dismissione come il tabacco. Il rischio siccità del Tevere, scongiurato in minima parte solo grazie alle basse temperature e allo scioglimento della neve che ha rimesso in funzione gli affluenti nella parte umbra, comporterebbe un rischio sanitario altissimo per quanto riguarda la morìa dei pesci che andranno sicuramente rimossi per evitare putrefazione. Questo darà sicuramente luogo ad un aumento dei costi ai danni dei comuni interessati, senza contare poi le specie protette che fanno parte dell'ecosistema. Inoltre i tecnici ci fanno notare come il provvedimento di riduzione della portata di rilascio della diga da mille litri al secondo a 500 non risolve assolutamente il problema e non lo risolverebbe nemmeno la chiusura totale".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - chiediamo che venga sospesa l'efficacia della delibera 51 del 2012 e che venga subito istituito un tavolo tecnico interregionale, comprendente le associazioni ambientaliste e di pesca per studiare le possibili soluzioni al problema del livello della diga di Montedoglio e trovare soluzioni, quantificando anche i danni subiti fino ad ora dal fiume Tevere".

Perugia, 17 febbraio 2012 

"L'Altotevere non è tra le priorità regionali. Smascherato il gioco di chi assume posizioni variabili a seconda che si trovi a Perugia, Città di Castello o Cerbara"

E78. DOTTORINI (IDV): IGNORATA VOLONTA' POPOLARE. PD, PDL, SOCIALISTI E RIFONDAZIONE VOTANO IL TRACCIATO CONTRO CITTADINI E BUON SENSO

"Oggi è stata persa un'occasione unica per riavvicinare i cittadini dell'Altotevere alle istituzioni regionali. Con il voto trasversale contro la nostra mozione sulla E78 si sono finalmente scoperte le carte e i partiti che a Città di Castello dicono una cosa e in Regione ne sostengono un'altra hanno gettato finalmente la maschera". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la bocciatura sulla mozione Idv per una rivisitazione del tracciato della futura E78, anche in risposta alle forti perplessità che molti cittadini nutrono circa l'ingresso dei privati nell'affare. Contro la mozione proposta dal gruppo Idv hanno votato Pd, Pdl, Psi e Prc, mentre si sono astenuti Udc e Lega.
"Solo qualche settimana fa - ricorda Dottorini - il sindaco Bacchetta, circondato da assessori di Pd e Rifondazione, disse in un'assemblea pubblica che era pronto a ridiscutere il tracciato scelto. Oggi purtroppo il suo stesso partito, insieme a Pd, Pdl e Rifondazione comunista hanno votato a favore di quel tracciato, dimostrando di considerare pari a zero le ragioni dell'Altotevere. Noi continuiamo a ritenere che il percorso proposto dalle amministrazioni di Città di Castello e San Giustino sia uno dei peggiori possibili, scelto senza alcuna partecipazione popolare e per tentare di correggere l'evidente errore della Piattaforma logistica, unico centro intermodale d'Italia a non prevedere il collegamento con la linea ferroviaria. Mentre per l'Altotevere si continuano a effettuare scelte incapaci di sintesi condivise, i cittadini si organizzano e hanno già costituito un comitato formato da circa 2mila famiglie che nei mesi scorsi ha raccolto oltre 3.500 firme. Questi cittadini stanno dimostrando maggiore senso di responsabilità rispetto ai loro amministratori locali e continueranno ad avere il nostro sostegno".
"Non ci rassegneremo - conclude Dottorini - a una soluzione rabberciata né a un progetto che la stessa Anas nel 2001 bocciò in modo categorico sostenendo che 'la realizzazione della galleria artificiale in zona pianeggiante non trova alcuna giustificazione tecnica'. La partita per noi non si chiude qua. Crediamo che siano forti le ragioni di chi chiede che vengano prese in considerazione ipotesi più rispettose delle caratteristiche storiche, culturali, paesaggistiche ed economiche dell'Altotevere. A questo proposito è giusto che tutti conoscano i contorni del project-financing che si sta elaborando per valutare le ripercussioni del pedaggio, della cattura di valore e degli oneri che i privati richiedono e che ricadranno sulla collettività. Ed è opportuno che la retorica di chi da anni annuncia l'imminente completamento dell'opera si trasformi in capacità di valorizzare le forze civiche che sorreggono il nostro tessuto sociale, senza ambiguità e doppie verità. Oggi è stato smascherato chi, come il sindaco Bacchetta, assume posizioni variabili a seconda che si trovi a Perugia, a Città di Castello o a Cerbara".

Perugia, 7 febbraio 2012

"La campagna 'obbedienza civile' pone problema serio che non può essere eluso. Bene De Magistris e Forum dei comuni per i beni comuni. Serve

"L'esito del referendum sull'acqua non può essere cancellato. Occorre difendere la pubblicità dell'acqua, fondamentale bene comune e patrimonio della collettività, dalla speculazione del mercato. E' pertanto necessario che i sindaci e i comuni dell'Umbria contestino la non applicazione del dettato referendario e si facciano garanti del volere popolare, mettendo in campo ogni provvedimento utile al rispetto del risultato referendario". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, interviene in merito al dibattito sull'adeguamento degli assetti gestionali del servizio idrico rispetto all'esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011.
"Il "Forum dei comuni per i beni comuni" guidato da Luigi De Magistris - continua Dottorini - ha lanciato una mobilitazione importante per la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di governo del territorio. Da questo punto di vista la campagna di "obbedienza civile", promossa dal movimento e dalle associazioni, pone un problema serio che non può essere eluso. Non è più possibile continuare a far finta di nulla e agire come se gli italiani non si fossero espressi in maniera tanto netta e inequivocabile. E' compito precipuo delle amministrazioni comunali, anche attraverso i propri rappresentanti nelle società che gestiscono il servizio, dare seguito alle determinazioni sancite con il voto popolare ed elaborare credibili piani di ripubblicizzazione del servizio idrico. Intanto sarebbe opportuno distinguere nettamente il budget destinato ad investimenti rispetto a quello che va alla gestione, quindi creare le società delle reti per conferire valore ai beni che attualmente i privati utilizzano senza un vero e proprio corrispettivo".
"Comprendiamo la complessità di un sistema normativo che ha intrecciato e consolidato nel tempo commistioni di pubblico e privato che, anche in relazione alla sussistenza di accordi e contratti precedentemente stipulati, non consente oggi una soluzione semplice e immediata. Auspichiamo però che si dia seguito ad una ricognizione di tutte le azioni percorribili al fine di restituire ai cittadini un diritto inalienabile. Il diritto all'acqua pubblica, la tutela dei beni comuni e la democrazia - conclude il capogruppo Idv - non devono rimanere formule vuote. E' necessario che questi principi, affermati con forza dai cittadini che si sono recati a votare per il referendum, siano messi in pratica attraverso atti legislativi e amministrativi in grado di interpretare il volere popolare e renderlo effettivo".
 
Perugia, 31 gennaio 2012

 

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