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dario di bello - dariodibello@dottorini.com

Cari amici,
siamo in dirittura d'arrivo, il 02 febbraio 2015 scade il termine ultimo per il pagamento della tassa auto e nessuno ci ha ancora detto cosa fare !

Ma come va pagata questa benedetta tassa auto per chi ha un veicolo la cui età è compresa tra 20 e 29 anni ?

Se lo chiede, e me lo chiede, anche Oliviero Dottorini che tanto ha fatto per noi collezionisti umbri.

Sul punto, Oliviero Dottorini, mi comunica che:
"Non mi sono giunte indicazioni in merito dall'ufficio bolli della Regione e che dall'incontro avuto con l'assessore Bracco, è comunque emersa la volontà di intervenire sulla materia, trovando soluzioni che vadano incontro alle legittime aspettative degli umbri possessori di veicoli storici e rimediando, seppure in parte, al grave errore del governo nazionale. Questa determinazione, continua Dottorini, indurrebbe a suggerire di attendere un attimo prima di pagare il bollo pieno, dal momento che sarebbe difficile poi ottenere un successivo rimborso. Tuttavia, se il provvedimento della Giunta non dovesse arrivare in tempo o se il Consiglio dovesse bocciarlo, cosa che a questo punto io riterrei ingiustificabile, i possessori umbri di veicoli ultraventennali si troverebbero a dover pagare per intero il bollo, gravato di una sovratassa, seppur modesta".
Devo precisare che Oliviero Dottorini (Umbria migliore), è stato il firmatario dell'emendamento che consentiva di evitare la scure del governo Renzi sui veicoli storici, rispondendo alle tante sollecitazioni che erano giunte da associazioni, cittadini e collezionisti in merito alle modalità di pagamento del bollo per i veicoli ultraventennali.
Dottorini continua:
"Quello che è certo, è che stiamo lavorando affinché si possa presentare un ordine del giorno che impegni la Giunta a presentare un atto da inserire nel collegato alla Finanziaria che per legge deve essere approvata entro marzo e che sarà sottoposto a tutti i consiglieri regionali perché possano sottoscriverlo, dando in questo modo all'assessore Bracco una ulteriore spinta per tentare di trovare una soluzione. Va da sè che avrei preferito anche una rapida soluzione come quelle adottata dalla Emilia Romagna e Basilicata, che hanno previsto il pagamento del bollo ridotto da subito, ma purtroppo il nostro emendamento, approvato in commissione Bilancio, è stato bocciato dall'aula il 22 dicembre 2014 ed ora stiamo cercando di trovare soluzioni alternative" -
Scarica l'emendamento presentato da Oliviero Dottorini e bocciato da PD + PSI.

Questo ora è un bel rebus che proverò a risolvere con voi, elencandovi tutte le possibili soluzioni e fornendovi una guida ovvero delle istruzioni per l'uso in previsione della scadenza del 02.02.2015 !

Nella immagine che segue, potete vedere le ricevute del pagamento effettuato da due zelanti contribuenti di Perugia, possessori di 2 veicoli storici 20ntennali che, in data 16 gennaio 2015, si sono recati c/o un tabaccaio della periferia di Perugia ed all'Ufficio Postale di Casa del Diavolo (PG), a pagare il cosiddetto bollo (tassa di circolazione).
Nel primo caso, al tabaccaio è stata fornita la targa ed in automatico, per il veicolo 20ntennale, è venuto fuori l'importo di € 25,82 (wow !); l'altro contribuente, invece, si è recato a pagare i canonici € 25,82 alla Posta:
 
Bollo_Umbria.jpg
Allora cerchiamo di riassumere tutta la questione.
Veicoli ultraventennali (per annualità
fino al 31/12/2014)
Fino al 31/12/2014 per i veicoli ultraventennali di "particolare interesse storico e collezionistico" (non adibiti ad uso professionale), era prevista l'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica di proprietà purché il veicolo fosse stato dichiarato storico da una delle associazioni riconosciute dalla Regione Umbria (DGR 971/2009).
Veicoli ultraventennali (per annualità dal 1° gennaio 2015)
La Legge 23 dicembre 2014, n.190 (Legge di stabilità per il 2015), all'art.1 comma 666, ha disposto la modifica dell'art.63 L.342/2000, ed a seguito delle citate modifiche, a partire dal periodo d'imposta decorrente dal 1° gennaio 2015, tutti i veicoli compresi tra i 20 e i 29 anni sono assoggettati alla normale tassa automobilistica regionale di possesso. Pertanto dal 01 gennaio 2015, tutti i veicoli che fino al 31/12/2014 erano considerati di "particolare interesse storico e collezionistico" (vetustà compresa tra i 20 e i 29 anni), per l'anno 2015, dovranno pagare il bollo pieno in base ai kW di potenza.

Orbene, a questo punto vediamo cosa si può fare in virtù del fatto che la Regione Umbria non ha ritenuto "soccorrere" gli umbri, approvando l'emendamento presentato da Oliviero Dottorini.

Ecco le varie ipotesi da mettere in atto entro il 02.02.2015:
1) Pagare il bollo pieno, in base ai kW di potenza del veicolo (qualora la Regione dovesse adottare un qualunque provvedimento teso a riconoscere la storicità dei veicoli ventennali da marzo 2015, non è detto che si possa ottenere poi il rimborso);
2) Pagare il bollo ridotto, in attesa che la Regione a marzo 2015 legiferi o non legiferi. In entrambi i casi, sarà possibile integrare il dovuto entro l'anno, con una sanzione del solo 3,75% ed interessi del 0,5% annui, commisurati ai giorni di effettivo ritardo, oppure non integrare ed al momento della contestazione, proporre ricorso in Comissione Tributaria Provinciale. Mi auguro che il provvedimento teso a salvaguardare la storicità dei veicoli 20ntennali in regione ci sia e faccia salvi i diritti acquisiti senza soluzione di continuità (Vedi questo link);
3) Vendere il veicolo;
4) Demolire il veicolo;
5) Effettuare la perdita di possesso, se non avete più il possesso del veicolo avendolo venduto tempo fa e chi l'ha comprato, non ha mai effettuato la trascrizione al PRA;
6) Non pagare, ed al momento della contestazione, proporre ricorso in Commissione Tributaria Provinciale.
Questo è quello che potete fare, scegliete voi la soluzione che più vi è congeniale !

Ci sarebbero comunque altre problematiche che l'Ufficio Bolli della Regione Umbria, diretto dal Dott. Amato Carloni, avrebbe dovuto risolvere ovvero chiarire. Vediamo quali sono:
1) Per coloro la cui annualità della Tassa di proprietà scadeva ad aprile 2014 o agosto 2014 (autoveicoli con potenza >
35 kW o con potenza fiscale superiore a 9 CV se immatricolati fino al 31 dicembre 1997), e hanno ottenuto il riconoscimento della storicità del proprio veicolo entro il mese di pagamento del bollo (maggio 2014 o settembre 2014), a quale annualità si devono "agganciare" per pagare il bollo, alla vecchia o a quella del dicembre 2014 con pagamento a gennaio 2015 (annualità dicembre - gennaio) ?
2) Per coloro la cui annualità originaria era gennaio 2014 o luglio 2014 (
autoveicoli fino a 35 kW o con potenza fiscale fino a 9 CV se immatricolati fino al 31 dicembre 1997 e tutti i motoveicoli), costoro non si sa a quale annualità si devono "agganciare", cioè a quella del dicembre - gennaio 2015 oppure a quella "vecchia" gennaio - febbraio o luglio - agosto oppure effettuare un versamento di "raccordo" sino a luglio 2015 e ad agosto 2015 pagare l'intera annualità (annualità agosto - luglio) ?
Ci aiuti Dott. Carloni !

In tutto questo caos, clicca qui per leggere cosa ha scritto "Il Messaggero" ed "Il Giornale" e come diceva Tonino Carotone, "È un mondo difficile", tuttavia noi siamo ancora qui ad informarvi !

Ciao a tutti.
dario di bello - dariodibello@dottorini.com




dario di bello - dariodibello@dottorini.com


Sbianchettatori veneti, nonché copioni, all'attacco...
Dopo aver copiato e scaricato sentenze e di tutto di più da questo sito, ora hanno copiato anche questa mia idea, che dire, dei veri filantropi, bravi !



Cari amici,
facciamo un ennesimo tentativo e scriviamo una bella letterina (e-mail) al Presidente della Regione Umbria, a tutti gli Assessori, a tutti i Consiglieri.

Copia di olivetti-lettera-22.jpg
Questi sono gli indirizzi dei destinatari già pronti e separati con la virgola, l'uno dall'altro, dovrete solo fare "copia" ed "incolla":
segreteriapresidente@regione.umbria.it, brega.eros@crumbria.it, carla.casciari@regione.umbria.it, fabrizio.bracco@regione.umbria.it, fernanda.cecchini@regione.umbria.it, fabio.paparelli@regione.umbria.it, vincenzo.riommi@regione.umbria.it, silvano.rometti@regione.umbria.it, stefano.vinti@regione.umbria.it, barberini.luca@crumbria.it, bottini.lamberto@crumbria.it, brutti.paolo@crumbria.it, buconi.massimo@crumbria.it, carpinelli.roberto@crumbria.it, chiacchieroni.gianfranco@crumbria.it, cintioli.giancarlo@crumbria.it, cirignoni.gianluca@crumbria.it, desio.alfredo@crumbria.it, dottorini.oliviero@crumbria.it, galanello.fausto@crumbria.it, goracci.orfeo@crumbria.it, lignani.andrea@crumbria.it, locchi.renato@crumbria.it, mantovani.massimo@crumbria.it, mariotti.manlio@crumbria.it, modena.fiammetta@crumbria.it, monacelli.sandra@crumbria.it, monni.massimo@crumbria.it, nevi.raffaele@crumbria.it, rosi.maria@crumbria.it, smacchi.andrea@crumbria.it, stufara.damiano@crumbria.it, valentino.rocco@crumbria.it, zaffini.francesco@crumbria.it 

Mentre questa è la lettera che potrete firmare con il vostro nome, scarica la lettera in formato pdf.


Ciao a tutti.
dario di bello - dariodibello@dottorini.com



Alla Cortese Attenzione del Presidente della Regione Umbria
Alla Cortese Attenzione del Presidente della Giunta Regionale dell'Umbria
Ai Sigg.ri Assessori della Giunta Regionale dell'Umbria
Ai Sigg.ri Consiglieri del Consiglio Regionale dell'Umbria
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segreteriapresidente@regione.umbria.it, brega.eros@crumbria.it, carla.casciari@regione.umbria.it, fabrizio.bracco@regione.umbria.it, fernanda.cecchini@regione.umbria.it, fabio.paparelli@regione.umbria.it, vincenzo.riommi@regione.umbria.it, silvano.rometti@regione.umbria.it, stefano.vinti@regione.umbria.it, barberini.luca@crumbria.it, bottini.lamberto@crumbria.it, brutti.paolo@crumbria.it, buconi.massimo@crumbria.it, carpinelli.roberto@crumbria.it, chiacchieroni.gianfranco@crumbria.it, cintioli.giancarlo@crumbria.it, cirignoni.gianluca@crumbria.it, desio.alfredo@crumbria.it, dottorini.oliviero@crumbria.it, galanello.fausto@crumbria.it, goracci.orfeo@crumbria.it, lignani.andrea@crumbria.it, locchi.renato@crumbria.it, mantovani.massimo@crumbria.it, mariotti.manlio@crumbria.it, modena.fiammetta@crumbria.it, monacelli.sandra@crumbria.it, monni.massimo@crumbria.it, nevi.raffaele@crumbria.it, rosi.maria@crumbria.it, smacchi.andrea@crumbria.it, stufara.damiano@crumbria.it, valentino.rocco@crumbria.it, zaffini.francesco@crumbria.it
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Oggetto: tassa di circolazione vetture «storiche» tra i 20 - 29 anni

Buongiorno,
sono un cittadino residente in Umbria, quell'Umbria sempre più afflitta da una grave crisi economica e sociale e Vi scrivo per esporvi un problema, che spero possiate prendere in considerazione.
Come ben sapete con la legge di stabilità il governo centrale ha modificato la normativa inerente il pagamento dei bolli per le vetture storiche comprese tra i 20 ed i 29 anni, pur se certificate dai Centri Specializzati autorizzati dalla Regione Umbria (DGR Umbria 971/2009).
Vorrei soffermarmi su un punto cruciale, la reintroduzione del bollo sui veicoli aventi una età compresa tra i 20 e i 29, andrebbe a colpire i piccoli «collezionisti» come il sottoscritto, che possiede una Lancia Delta del 1989 ed una Fiat 126 del 1988, vetture dal valore commerciale basso o quasi inesistente ma salvate per motivi affettivi, vetture queste che producono alcun reddito ma che con molti sacrifici, noi «collezionisti» salviamo dalla pressa demolitrice delle demolizioni, cercando di dargli una nuova vita accudendole come se fossero vetture nuove.
L'indotto creato da questi veicoli, consente all'interno della regione il sopravvivere di carrozzieri, meccanici, elettrauto, sellai, ricambisti, centri di revisione etc..
Reintrodurre il bollo su questi veicoli, significherebbe la dismissione con la svendita all'estero e/o la demolizione di vetture, che seppur classificate come storiche non hanno alcun valore commerciale; significherebbe un minore lavoro (e siamo già in un grave periodo di crisi economica) per gli artigiani del settore ed inoltre il mancato introito da parte della Regione Umbria della Tassa auto (bollo di circolazione) per quei veicoli aventi una età compresa tra i 20 ed i 29 anni !!!
Non pensate dunque al semplice calcolo matematico: totali vetture comprese tra i 20 ed i 29 anni = totale bollo da incassare, poiché come già sopra esposto, molti proprietari sono propensi a svendere le proprie vetture all'estero o in altre regioni i cui benefici sono rimasti intatti (con una perdita tra l'altro culturale, ricordiamo che l'auto fa parte della cultura di una nazione!!!) o nel caso estremo alla demolizione, pur di non pagare un ulteriore tassa, trasformata tra l'altro da tassa di circolazione a tassa di proprietà.
Cercate dunque di non soffocare un piccolo tessuto produttivo che ancora fortunatamente a stento funziona!!!
Vi chiedo dunque di non pensare al presunto incasso imminente, ma almeno una volta dovete, e per questo che siete stati eletti, pensare al NOSTRO futuro!!!
Pensateci, così come hanno fatto le Regioni Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Basilicata, Prov. Bolzano, che hanno lasciati inalterati i benefici fiscali del bollo ridotto per i veicoli aventi una età tra i 20 ed i 29 anni.
Un cordiale saluto.
Luogo, data                                Firma


dario di bello - dariodibello@dottorini.com
 
agosto 31, 2006 (3).jpgCari amici dell'Umbria,
continuano a pervenire richieste di chiarimenti circa il pagamento del bollo relativo ai veicoli storici ventennali.
 
 
C'è tempo sino al 02 febbraio per pagare (se decidete di pagare in ritardo entro un anno, pagherete il 3,75 % di sanzione ridotta ed il tasso legale del 0,5% annuo commisurato ai giorni di effettivo ritardo; facendo un esempio, se il vostro bollo viene € 150,00 e lo pagate entro un anno, pagherete in più al massimo 10,00 euro. Leggi qui !), oppure rottamare, oppure vendere, oppure nessuna di queste tre ipotesi, quando la Regione vi contesterà il "bollo", se ne discuterà c/o la Commissione Tributaria Provinciale di Perugia !

Un mio consiglio, fate la cosa che vi viene meglio !
 
Nella foto vedete la mia Y10 Turbo del 1986 che ha dato luogo nel 2007, alla abrogazione dell'art.2 della L.R. 23/2002 che in Umbria imponeva l'iscrizione all'a$i.
 
All'epoca, l'Umbria fu liberata dal MONOPOLIO grazie ad Oliviero Dottorini ed all'Assessore Vincenzo Riommi !
 
Ma ora andiamo al 2015 e cerchiamo di capire cosa sta accadendo in Umbria per quanto riguarda i veicoli 20ntennali.
 
Dopo l'incontro che abbiamo avuto in Regione con l'Assessore Bracco, siamo in attesa che ci dicano qualcosa.
 
Fermo restando che attualmente NON ESISTE più in Umbria il beneficio fiscale per i veicoli 20ntennali, si è cercato di limitare i danni ed in luogo della Tassa di Circolazione, all'Assessore Bracco è stata proposta l'introduzione di una Tassa di proprietà storica di 50 euro per gli autoveicoli e di 30 euro per i motoveicoli storici certificati, più o meno come accade da anni in Toscana.
Questo è l'articolo apparso sul Corriere dell'Umbria sabato 17 gennaio u.s.:
 
Corriere_17-01-2015.jpg
Se qualcuno poi vuole comunque pagare la tassa di circolazione di 25,82 euro, andate dal tabaccaio dando la targa, oppure questo è il fac simile del bollettino per andare alle Poste:
 
Fac_simile_bollo_2015.jpgCiao a tutti.
 
"Abbiamo chiesto all'assessore di affrontare il problema per tentare di salvare dalla scure del 'bollo pieno' i veicoli ultraventennali"

Ferrari-1.jpg



"Dall'incontro di questa mattina pare emergere la volontà di affrontare il problema in maniera seria. Per quanto ci riguarda abbiamo posto all'assessore la necessità di individuare risposte in grado di salvare dalla scure del 'bollo pieno' i proprietari di veicoli ventennali degni di essere ritenuti storici, sulla scorta di quanto sta avvenendo anche in altre regioni". Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore) commenta così gli esiti dell'incontro che si è tenuto questa mattina tra l'assessore alle Finanze della Regione Umbria, Fabrizio Bracco, e una delegazione formata dallo stesso Dottorini, dal professore Carlo Calvieri e dall'ingegnere Dario Di Bello.
"Abbiamo ricordato all'assessore la necessità di intervenire nelle forme che si riterranno più opportune per rimediare all'intervento del Governo che attraverso la legge di Stabilità ha cancellato in modo indiscriminato i benefici fiscali per i veicoli ventennali. Abbiamo colto nella risposta dell'assessore la positiva volontà di mettere ordine nel settore e verificare le modalità per esaminare la problematica in modo costruttivo". 

Perugia, 16 gennaio 2015
dario di bello - dariodibello@dottorini.com
(Aggiornamento al 24 gennaio 2015)

Leggi questo articolo del SOLE24ORE del 21.01.2015 !



testata-art.3-costituzione.jpg

Art.3 della Costituzione (tratto dal sito https://www.senato.it):
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.



Bene, o meglio male, poiché parrebbe che l'Italia sia composta da regioni di serie A e regioni di serie B, così come i cittadini residenti in queste regioni.

Regioni di serie A
Accade, infatti, che ad oggi, 10.01.2015, da quanto si legge in rete (le notizie cambiano di giorno in giorno), sicuramente i cittadini residenti in EMILIA ROMAGNA (Esenzioni e Riduzioni punto 4), VENETO,
BASILICATA, TOSCANA ed a breve LOMBARDIA link1 - LOMBARDIA link2 - LOMBARDIA link3 (aggiornamento al 24.01.2015) e LIGURIA, potranno continuare a godere dei benefici fiscali del solo bollo ridotto non anche della IPT, visto che questo tributo è della provincia e non della regione !

Regioni di serie B
In tutte le regioni prive di Legge regionale sul tema, i benefici non esistono più; mentre in quelle regioni nelle quali vigono, tuttora, norme regionali non ancora abrogate (Vedi Piemonte, Prov. TN e BZ, Umbria, Marche solo motocicli, Molise, Puglia), indipendentemente se queste norme locali siano riferite o meno alla norma statale abrogata (comma 666 della Legge di Stabilità), 
se tutto resta così com'è, ci sarà da discutere in futuro sui diritti acquisiti  !

Per esempio, in tema di Regioni di serie B, mi riferiscono che in UMBRIA sul sito della Regione, sin dal 31.12.2014 (non hanno perso tempo...), si può leggere una notizia del genere:

Bollo auto: veicoli di particolare interesse storico

Con il comma 666 delle disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) è stato modificato l'art. 63 (Tasse automobilistiche per particolari categorie di veicoli) della legge 21 novembre 2000 n.342. In particolare sono stati abrogati i commi 2 e 3 dell'art.63 che prevedevano il regime di esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per gli autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico a decorrere dal compimento del ventesimo anno di età (Ultimo aggiornamento:  31/12/2014 ore 12.57).

Ma quale sarebbe la mancanza di chiarezza ?
Non scrivere chiaramente che per l'accesso ai benefici fiscali, dal 01.01.2015, occorrono 30 anni dalla costruzione, visto che è vero che non si accederebbe più ai benefici fiscali al compimento del 20esimo anno in forza della Legge di Stabilità, ma vista la purdurante disinformazione, a qualcuno potrebbe tornare in mente quel termine di "25 anni" sbandierato da tanti addetti ai lavori anche quando non era vero.
Senza considerare poi, cosa da non sottovalutare, che sono tuttora in vigore in Umbria, una L.R. e diverse D.G.R. sul tema !

Ma ancora, in termini di mancanza di chiarezza, sempre sul sito della Regione Umbria, questa volta sulla addizionale erariale per quelle autovetture la cui potenza supera i 185 kW, si legge che:

Addizionale erariale alla tassa automobilistica - modalità di pagamento
L'articolo 23, comma 21, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha introdotto un'addizionale erariale alla tassa automobilistica.
Nella G.U. del 11/10/2011 n. 237 è stato pubblicato il Decreto 7 ottobre 2011 del Ministero dell'Economia e delle Finanze "Individuazione delle modalità e dei termini di pagamento dell'addizionale erariale alla tassa automobilistica".
Il decreto dispone che, a decorrere dal 2011, per autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose, con potenza superiore a duecentoventicinque kw, è dovuta l'addizionale erariale sulle tasse automobilistiche, introdotta dall'art. 23, comma 21, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111.
L'addizionale erariale alla tassa automobilistica, da versare alle entrate del bilancio dello Stato, è pari a 10 (dieci) euro per ogni kw di potenza del veicolo superiore a duecentoventicinque kw.
Per l'anno 2011 l'addizionale deve essere corrisposta  entro il 10 novembre (30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto 7 ottobre 2011) e il versamento va effettuato esclusivamente utilizzando il modello "F24 elementi identificativi".
Con la Risoluzione n.101/E del 20 0ttobre 2001, l'Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici tributo per il versamento: [omissis].
Per gli anni 2012 e seguenti l'addizionale deve essere corrisposta negli stessi termini previsti per il pagamento della tassa automobilistica.
A partire dall'anno 2012 l'addizionale erariale della tassa automobilistica è fissata in euro 20,00 per ogni Kw di potenza del veicolo superiore a 185 kw (art. 16 del D.L. 201/2011) (Ultimo aggiornamento:  31/01/2012 ore 11.44)
.

Ma anche qui, qual è l'inesattezza ?
Omettere che
tale addizionale, è ridotta dopo cinque, dieci e quindici anni dalla costruzione del veicolo, rispettivamente del 40, del 70 e dell'85% sul totale dovuto. Decorsi venti anni dalla costruzione del veicolo, non è più dovuta, prescindendo dalla storicità o meno del veicolo !
L'anno di costruzione si presume, salvo prova contraria, coincidente con l'anno di immatricolazione (art.16 comma 15 ter L.214/2011).
Ma qui, il pagamento si fa con l'F24 e l'importo da versare lo deve calcolare direttamente il contribuente, basandosi su quello che legge sul sito della Regione Umbria...
Pensate un po' anche gli "amici" dell'A€I, convenzionati con la Regione Umbria per la riscossione della Tassa Auto, riportano la notizia corretta:
http://www.aci.it/fileadmin/documenti/ACI/Al_servizio_del_cittadino/Art_16_L_214_del_2011.pdf.

Continuando sulla questione della tassazione dei veicoli storici 20ntennali, Automobilismo d'Epoca e Omnimoto, riassumono, ad oggi, lo stato dell'arte in Italia.

Buona domenica.
dario di bello -
dariodibello@dottorini.com


dario di bello - dariodibello@dottorini.com

Alfa Romeo 33 Stradale Prototype 01.jpgCari amici,
come bene sapete dal prossimo 01.01.2015 TUTTI i veicoli 20ntennali saranno assoggettati alla tassa di proprietà, nonché alla IPT piena in caso di passaggio di proprietà.


Sul tema, come potete immaginare, ci sono tante scuole di pensiero "partorite" anche da chi MAI ha difeso i nostri diritti, ma ha solo voluto fare cassa cavalcando la vecchia la Legge non più in vigore dal 01.01.2015.

Fermo restando che TUTTE le province, al momento del passaggio di proprietà, esigeranno l'IPT piena e nulla si potrà fare, occorre fare un distinguo per quelle Regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Prov. autonome di Trento e Bolzano, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche (solo moto), Basilicata, Puglia) che hanno legiferato in questi anni, per aggirare l'inadempienza dell'ASI che non produceva gli elenchi, così com'era nella ratio della L.342/2000 art.63 co.2 e 3.

Come detto, nelle Regioni cui sopra, la tassa auto storica delle 20ntennali è stata gestita in questi anni grazie a Leggi Regionali che, in un certo senso, "regolamentavano" l'annosa questione della inadempienza dell'A$I.

Cosa accade adesso che a livello nazionale è stato elevato a 30 anni la soglia della storicità ?

Accade che nelle Regioni nelle quali non esistono norme regionali, vale la norma nazionale, ma nelle Regioni nelle quali esistono norme regionali, non ancora abrogate, continuerebbero a valere le norme regionali.

Pertanto, laddove un cittadino residente in una di quelle Regioni, ove esistono norme regionali, abbia seguito la norma regionale vigente per far divenire storico il proprio veicolo, allo stesso cittadino non gli si può dire che il suo veicolo non è più storico, se non abrogando la Legge regionale !

Tutto ciò per dirvi che i diritti acquisiti tali sono, e di conseguenza ai possessori di veicoli 20ntennali divenuti storici grazie a norme regionali "tuttora in vigore", tali rimarrebbero anche se la norma nazionale "generale" non lo prevederebbe più !

Sul punto, anche lo Statuto del Contribuente all'art.3 della L.212/2000, prevede che:
Efficacia temporale delle norme tributarie - 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono !

Approfitto dell'occasione per farvi i miei migliori auguri di buon anno, augurandomi anche che gli "sbianchettatori" sparsi nello stivale, non cavalchino anche questa notizia come se fosse stata partorita dalle loro menti eccelse.

dario di bello - dariodibello@dottorini.com



"Con il voto di oggi gli umbri diventano cittadini di serie B e, al contrario dei residenti in altre regioni, dovranno pagare il bollo pieno anche sui veicoli di particolare interesse storico"

AUTO STORICHE. DOTTORINI:

"Con il voto di oggi in Consiglio regionale l'Umbria da uno schiaffo ai propri cittadini e agli appassionati di auto e moto storiche. Da oggi non esiste più l'esenzione del bollo per i veicoli di particolare interesse storico che quindi torneranno a pagare il bollo pieno, dal costo più che triplo rispetto all'attuale. Se prima i cittadini erano in difficoltà per la pesante crisi economica, da oggi grazie all'emendamento proposto dall'assessore Bracco sono ancora più tartassati dalla fiscalità regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, commenta l'approvazione da parte del Consiglio regionale (favorevoli Pd e Psi) dell'emendamento della Giunta che reintroduce il bollo pieno per le auto e le moto di particolare interesse storico, che vanno dai 20 ai 29 anni.
"È bene ricordare - continua il presidente della commissione Bilancio - che grazie ad una nostra modifica l'atto uscito dalla Commissione aveva preservato il bollo ridotto per le auto e le moto di particolare interesse storico che presentano i requisiti previsti dalla legge e che sono certificate dai centri specializzati della Regione, ma la Giunta ha voluto dare uno schiaffo ai cittadini umbri e annullare questa possibilità. In questo modo diventerà a breve operativa la scure del governo Renzi che prevede di tagliare tutte le agevolazioni per i veicoli ultraventennali. Questo atto, oltre a generare un danno economico per migliaia di cittadini che nella nostra regione si troveranno di colpo a dover pagare centinaia di euro a fronte dei 25,82 che pagavano fino ad oggi, di fatto crea una disparità di trattamento tra i cittadini umbri e quelli di altre regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e provincia autonoma di Trento e Bolzano che invece hanno preferito andare incontro ai propri cittadini e mantenere il beneficio del bollo ridotto per le auto e le moto storiche. Così, mentre in altre regioni si cerca di tutelare un grande patrimonio storico e culturale - continua Dottorini - in Umbria si preferisce infierire e andare a fare cassa proprio nelle tasche di quegli appassionati e collezionisti che possiedono auto e moto e vespe ultra ventennali".
"Già fu una dura battaglia quella che portò nel 2007 a introdurre l'autocertificazione per il veicoli storici, ma oggi si manifesta in pieno la pesantezza di un apparato burocratico regionale che è sempre stato ostile verso questo mondo e che oggi pare prendersi la rivincita su un settore che non merita questo trattamento. Adesso - conclude Dottorini - sarà opportuno andare a spiegare ai cittadini come questo è potuto avvenire e chi ha preferito reintrodurre il bollo per le auto storiche, relegando gli umbri a cittadini di serie B".

Perugia, 22 dicembre 2014

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

Campagnola_dario.JPGCari amici,
come si pensava, il Senato ha bocciato tutti gli emendamenti bipartisan per salvare i veicoli ventennali dalla scure della tassa auto di proprietà a partire dal 01 gennaio 2015.

Questo il link del Senato dove potete leggere al comma 666 cosa accadrà dal 01/01/2015.

Pagine_119_da maxi_1.10000c-2.jpgPer chi mi conosce, sa bene che non sono d'accordo con questo provvedimento, ma vero è anche che l'ASI, o meglio l'A$I, è stata più ingorda che mai !

In tutto questo "giochino" che fregherà tanti ma tanti collezionisti, vedrete che a breve l'ACI, o meglio l'A€I, entrerà a spartirsi la "torta" dei milioni di euro relativa alle auto storiche.

Questa è la relazione di accompagnamento del Governo sui motivi di eliminazione dei benefici fiscali per i veicoli ventennali: "Attualmente, con l'evoluzione delle tecniche costruttive da parte del mercato automobilistico, un autoveicolo o motoveicolo al compimento dei venti anni non può più essere assimilato ai veicoli di particolare interesse storico solo in ragione della sua vetustà. Per tale ragione, è ormai venuta meno la stessa ratio che aveva giustificato il richiamato regime di speciale esenzione. A ciò si aggiunga che, nel corso degli anni, i controlli previsti dal comma 3 del citato art. 63 finalizzati all'individuazione, da parte dell'ASI e della FMI mediante propria determinazione, dei veicoli di cui al comma 2 del più volte richiamato articolo 63, sono risultati, talvolta, carenti, consentendo in tal modo l'accesso all'esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche ad autoveicoli e motoveicoli che, oltre, ad avere compiuto venti anni, non avevano alcuno dei requisiti normativi".

A questo punto, la palla passa alle Regioni che possono salvare veramente il patrimonio dei collezionisti e, senza andare lontano, pensate ad una THEMA 8.32 (Ferrari) o ad altre macchine come la DELTA INTEGRALE che prenderanno la via dell'estero, spero che i politici della Regione Umbria non siano miopi e salvino i collezionisti, in quanto se vogliono possono farlo.

Mi auguro che qualcuno segua il nosto Oliviero Dottorini il quale, pur non possedendo alcun veicolo storico, ascolta quello che il sottoscritto gli sottopone in tema di auto storiche e voglio pubblicamente ringraziare lui ed anche il costituzionalista Prof. Carlo Calvieri, il quale è sempre disponibile ad illuminarci su come muoverci in tema di tassa auto.

Ciao a tutti.
dario di bello -
dariodibello@dottorini.com

"ll Governo pensa di eliminare bollo ridotto per auto e moto storiche da collezione. Già allo studio nostra proposta regionale per salvaguardare almeno diritti acquisiti"

BOLLO AUTO. DOTTORINI E DI BELLO:

"Si tratta di un vero e proprio 'scippo' ai danni dei cittadini e dei semplici collezionisti che si vedranno di fatto togliere un diritto acquisito oramai da anni. Se le modifiche riguardanti il regime fiscale agevolato per i veicoli storici dovessero essere confermate sulla legge di stabilità, dovremo trovare gli strumenti più adeguati per far fa valere le ragioni dei tanti appassionati che rischiano di subire un altro pesante balzello a esclusivo tornaconto d'immagine di un governo a corto d'idee". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e promotore del provvedimento  per l'autocertificazione delle auto storiche, e l'ingegnere Dario Di Bello, responsabile consumatori della medesima associazione e maggiore esperto italiano in tema di legislazione di auto e moto storiche, intervengono sull'ipotesi contenuta nella bozza del testo di legge di stabilità elaborato dal Governo Renzi che prevede la cancellazione del regime fiscale agevolato per i veicoli (auto e moto) ventennali di particolare interesse storico e collezionistico.
"Se la proposta del Governo dovesse trovare consenso - continuano Dottorini e Di Bello - ci troveremmo di fronte ad un aumento medio del 500 per cento ai danni di oltre 3mila cittadini umbri che si ritroveranno a dover pagare il bollo pieno e non ridotto sui veicoli storici e da collezione. Stiamo parlando, nella stragrande maggioranza dei casi, di semplici appassionati e collezionisti che usano in maniera sporadica e amatoriale le auto e le moto beneficiarie del regime fiscale agevolato e che da un giorno all'altro vedranno aumentare vertiginosamente il costo del bollo di circolazione. Avremmo preferito che il Governo intervenisse sul club privato Asi, con bilanci che superano i 20 milioni di euro, obbligandolo a pubblicare l'elenco dei veicoli storici o che anticipasse la storicità a 25 anni senza il balzello dell'iscrizione, invece di rivalersi indistintamente su tutti gli appassionati e semplici collezionisti".
"Per quanto ci riguarda - concludono Di Bello e Dottorini - stiamo già verificando con gli uffici legislativi la possibilità di intervenire con un provvedimento a livello di legislazione regionale affinché siano salvaguardati i diritti acquisiti da quei 3mila collezionisti umbri che hanno ottenuto negli scorsi anni la certificazione di storicità per il proprio veicolo ultraventennale, ed evitare che gli stessi siano costretti a pagare la tassa di possesso con un aumento medio del 500 per cento".
Dottorini e Di Bello invitano gli interessati a restare aggiornati collegandosi all'indirizzo http://www.dottorini.com/auto-e-moto-storiche/ oppure scrivendo a info@dottorini.com".

Perugia, 22 ottobre 2014

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

Puntata del 05/05/2014 di REPORT RAI3 sull' Affaire auto storiche.

800px-Fiat_Penny.jpgCiao a tutti,
molti mi conoscono nel senso che sanno bene cosa ho fatto per far saltare il monopolio dell'A$I in Umbria e poi in Puglia.
Mi sono battuto affinché lo schifo della OBBLIGATORIA iscrizione o dazione ambientale come dir si voglia, a favore di un solo club (A$I), andasse in soffitta.
In queste 2 Regioni a me molto vicine, l'A$I non è più monopolista e quindi il CITTADINO è libero di dare i propri soldi a chi vuole.

Da parte sua l'A$I, non potendo contrastare questi focolai di sudditi riottosi in alcune Regioni del regno (in Umbria ci hanno provato ma son dovuti fuggire a gambe levate !), ha spostato la partita sulle assicurazioni inventandosi un ennesimo "pezzo di carta igienica", divenuto poi INDISPENSABILE per la maggior parte delle compagnie, necessario per ottenere la tanto agognata polizza storica.

Ma chi lo può rilasciare questo certificato ?
Sempre l'A$I !

Ma andiamo al problema sollevato dalla Legge di stabilità che elimina il beneficio dei veicoli 20ntennali.

Molti saranno d'accordo che allo scandaloso sistema che ha portato a considerare "auto d'interesse storico" qualsiasi bidone purché avesse 20 anni di età e quindi danneggiare chi cercava di preservare veramente i veicoli davvero degni, bisognava fermarlo.

Qualche numero per capire le dimensioni del fenomeno: in Italia a forza di allargare le maglie di questa certificazione classica siamo arrivati ad avere circa 4 milioni di veicoli 20ntennali "storici", esenti dalla tassa di possesso, teoricamente obbligati a pagare solo 25 euro nel caso circolassero davvero e la fregatura dov'è ?

La fregatura cari miei, si ripercuote sulle nostre tasche, perché come diceva il buon Principe De Curtis, "E' la somma che fa il totale", e questo "giochino" elimina buona parte del gettito dei veicoli 20ntennali a favore delle Regioni titolari della tassa auto con ovvie ricadute sulle entrate.

Ma perché i veicoli 30ntennali sono detti di interesse storico e collezionistico mentre i 20ntennali sono detti di "particolare" interesse storico e collezionistico ?

L'aggettivo "particolare" indica esattamente il contrario di TUTTI, ma TUTTI i veicoli 20ntennali diventano storici se si paga una associazione, cioé l'A$I, ma che è il paese della banane questo !?!?!?

Sul punto ci saranno tante scuole di pensiero, tutte rispettabili per carità, ma così non se ne viene fuori, e come si estirpa il cancro ?

Basterebbe obbligare l'A$I a compiere il suo dovere d'istituto pubblicando la lista dei veicoli di particolare interesse storico che possono accedere AUTOMATICAMENTE ai benefici fiscali, onde mettere fine immediatamente agli abusi del sistema da parte della stessa A$I e dei proprietari di veicoli senza interesse storico, di club interessati solo alle quote di iscrizione e di enti certificatori compiacenti.

E non è possibile che per gli abusi di qualcuno, cioè dell'A$I, paghino sempre gli italiani onesti ed il settore economico legato al mondo delle auto storiche.

Come molti sanno, l'A$I è l'associazione privata che riscuote MONOPOLISITICAMENTE l'obolo in quasi tutte le Regioni d'Italia e si arricchisce sempre di più grazie paradossalmente, al sostegno degli enti pubblici, anche se varie sentenze hanno stabilito che l'iscrizione non è dovuta.
Infatti, la Cassazione e l'Agenzia delle Entrate hanno stabilito che l'obolo non è dovuto.
Ma l'A$I continua a pretenderlo e le Regioni chissà perché, stanno dalla parte dell'A$I, che è privata, e dicono agli utenti di pagare la dazione ambientale se vogliono godere di un loro diritto.

Questo è il problema !!!

Questa è la domanda che si pongono ogni anno le migliaia di automobilisti possessori di un veicolo che ha 20 anni e che sono obbligati a PAGARE per ottenere quel pezzo di carta igienica per accedere ai benefici fiscali ed assicurativi.

Come detto, in quasi tutte le Regioni d'Italia, questo certificato lo rilascia l'A$I, la quale per "donarlo" pretende l'iscrizione di proprietario e veicolo anche ad uno dei suoi club territoriali, ma varie sentenze della Cassazione da me sponsorizzate, hanno stabilito che l'iscrizione non è dovuta.
Ma l'ente grissineo di Torino e quasi tutte le Regioni non smettono di richiederla, mentre l'A$I da semplice club di appassionati è diventata monopolista nel settore e si arricchisce sempre di più: i 12 milioni messi a bilancio nel 2011 sono diventati 16 nel 2012 e circa 20 nel 2013 !

L"iscrizione si può effettuare solo in uno dei club affiliati e costa tra i 100 e i 300 euro.
Di questi 41,32 euro finiscono nelle casse dell'A$I a Torino.
I guadagni (!?!?) sono elevati.
In Italia le auto con oltre 20 anni di vita, spiega l'A€I, sono 4 milioni e 100 mila, un veicolo circolante su 10.
Non tutte, ovviamente, sono auto storiche e hanno diritto al bollo agevolato.
Ma un'idea della crescita del fenomeno la danno i numeri forniti dall'A$I che "è una Federazione composta da 263 club federati e 38 club aderenti, che riunisce circa 202.000 appassionati".
Nel 1999 erano forse 5'000 !!!
Quanti sono i veicoli certificati ?
Chissà, se i soci sono 250'000 è possibile ipotizzare che in media ogni socio ne abbia almeno 4 ?

Concludendo, se di questa norma è stato fatto abuso, la responsabilità E' SOLO DELL'A$I !

Quindi, invece di procedere CANCELLANDO i due commi riportati, come prevede la Legge di Stabilità, SI DEVE INTERVENIRE SUI RESPONSABILI, COMMISSARIANDO, ove fosse possibile, LA STESSA A$I APPLICANDO RIGOROSAMENTE LE PREVISIONI DELLA LEGGE 342/2000 e cioé, far venir fuori una volta per tutti quegli elenchi.

A salvaguardia del nostro patrimonio collezionistico e del nostro impegno, alziamo la voce e chiediamo a questi signori di applicare le regole invece di punire indiscriminatamente i veri collezionisti !

 

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

 

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