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"Il nuovo Prg sia occasione di dibattito politico e di confronto tra candidati e liste. Evitare di lasciarlo nelle mani di un'amministrazione ormai in scadenza"

PRG. DOTTORINI (IDV): SOTTRARRE IL NUOVO PIANO A MERCANTEGGIAMENTI E TENTAZIONI CLIENTELARI: VENGA APPROVATO DOPO LE ELEZIONI

"È fondamentale che il nuovo Piano regolatore venga approvato dal prossimo Consiglio comunale e non da un Consiglio con il mandato a termine, una maggioranza retta da un pro-sindaco non scelto dagli elettori e un quadro di rapporti politici a dir poco anomalo. Occorre sottrarre il nuovo Prg da mercanteggiamenti e da tentazioni clientelari. Non è pensabile che in piena campagna elettorale un'assemblea in scadenza si appresti a deliberare su un atto fondamentale per il futuro della città e del suo sviluppo economico, ambientale e paesaggistico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, chiede "un atto di responsabilità" in merito all'iter amministrativo del nuovo Piano regolatore di Città di Castello.
"Solo con il nuovo Consiglio comunale - continua Dottorini - sarà possibile approvare un Piano regolatore privo di vizi elettoralistici. Il rischio altrimenti è di predisporre una campagna elettorale basata interamente sul Piano regolatore e magari sui favori ad esso legati, creando le condizioni  per disilludere molti cittadini. Già nelle prime elaborazioni si evidenziano scelte a dir poco discutibili, in linea con le numerose varianti già approvate e con il totale abbandono vissuto dal centro storico in questi ultimi anni. Per questo proponiamo che il nuovo Prg sia al centro del dibattito della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, con un serio confronto tra tutte le forze politiche, i candidati a sindaco, gli operatori economici e sociali del territorio, le associazioni ambientaliste e i comitati civici. Dobbiamo evitare gli errori del passato, dal caso della ex-Fat al mostro progettuale della Piastra logistica, dal degrado della città allo stato di misero abbandono dell'ex Ospedale, simboli di miopia politica e di un immobilismo amministrativo che per troppo tempo hanno caratterizzato la vita politica di Città di Castello".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci impegneremo in ogni sede perché l'attenzione al nuovo Piano regolatore resti alta e non si abbandoni l'esame di quell'atto alla misera trattativa politica o al braccio di ferro tra potentati più o meno trasparenti. Nei prossimi mesi avvieremo un percorso di partecipazione al fianco dei cittadini per condividere con loro le priorità e i principi a cui il nuovo Piano regolatore dovrà ispirarsi".

Città di Castello, 22 luglio 2010

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"Non si capisce il ritardo con il quale ci si è attivati per scongiurare rischi per la popolazione. Decreto ministeriale individua manifatture tabacchi tra siti insalubri".

EX-FAT. DOTTORINI (IDV): NECESSARIA LA SOSPENSIONE TEMPORANEA DEI LAVORI PER TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI

"Il verbale di prescrizione relativo alla demolizione dell'edificio ex-Fat è opportuno ma non sufficiente a fugare ogni dubbio e stupisce che venga emesso solo oggi, a cinque giorni dalla denuncia degli abitanti del quartiere. Il principio di precauzione richiede infatti che prima di tutto ci si assicuri che la salute dei cittadini e dei lavoratori non sia messa a rischio. Occorre quindi verificare che le fibre presenti all'interno delle ampie superfici vetrate in demolizione non siano pericolose per la salute. E' vero che assicurazioni arrivano dalla Asl1 e che tutto lascia pensare che si tratti semplicemente di lana di vetro, ma su salute e sicurezza non si può scherzare e il sindaco dovrebbe aver già da qualche giorno sospeso i lavori in forma cautelativa". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini è intervenuto sulla notizia dell'esito del sopralluogo dei Carabinieri, Arpa, Asl1 e Polizia municipale presso l'edificio ex-Fat in seguito al rilevamento di fibre potenzialmente pericolose sprigionate con la demolizione dell'edificio di Città di Castello.
"E' giusto che solo dopo aver verificato la non esistenza di rischi per la salute - spiega Dottorini - i lavori possano proseguire, con la certezza di aver sciolto ogni dubbio in merito alla composizione del materiale che viaggia nell'aria. Inoltre vorremmo sapere se il sindaco e l'Arpa hanno richiesto particolari precauzioni all'atto di rilasciare l'autorizzazione ad avviare i lavori, cosa necessaria vista la tipologia dell'edificio in demolizione. E' infatti opportuno ricordare che il decreto ministeriale del 5 settembre 1994, che definisce l'elenco delle industrie insalubri, individua tra queste anche la manifattura tabacchi, proprio la fattispecie dell'Ex-Fat".
"A prescindere dalla pessima qualità degli interventi di recupero previsti per la Ex-Fat - conclude Dottorini - sui quali ci siamo più volte espressi, ritengo che sia comunque prioritario assicurare a tutti i cittadini che i lavori avviati non presentino rischi per la salute, in modo da evitare superficialità e allarmismi. A breve i lavori di demolizione interesseranno anche tetti in eternit e coibentazioni in amianto. E' opportuno che si proceda con tutte le precauzioni del caso".

Perugia, 6 aprile 2010

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Il capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale si autodenuncia: "Scelta di Fintab miglior modo per trasformare una manifestazione pacifica in uno scontro frontale"

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"Vorrei risparmiare alla dirigenza della Fintab la visione dei filmati. Io alla manifestazione contro la cementificazione della Ex Fat c'ero. Denunciate me". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni e consigliere regionale dell'Italia dei Valori, si autodenuncia per la manifestazione "assolutamente pacifica e rispettosa delle regole di convivenza democratica" che si è svolta domenica mattina dinnanzi ai capannoni della Ex Fat. "Considero grave la scelta della proprietà di presentare un esposto-denuncia contro chi è salito sul tetto della struttura e contro i manifestanti - aggiunge Dottorini - . Bene, su quel tetto almeno idealmente c'ero anch'io. Le Forze dell'ordine hanno il primo nome da segnare nella lista".
"Questo - spiega l'esponente dell'Italia dei Valori - è il modo migliore per trasformare una manifestazione pacifica, nonviolenta e di amore verso la città, in un'occasione di scontro che porterà inevitabili conseguenze nei rapporti tra i cittadini e i promotori di quel progetto che, lo ricordiamo, sono la Fintab Spa e il comune di Città di Castello. Una scelta che, se non verrà rivista al più presto, infliggerà una ferita irreversibile al nostro centro storico, un colpo al cuore che si aggiunge alla decisione di lasciare al degrado l'ex Ospedale e a una trascuratezza della città ormai inaccettabile. Per questo scelte come quelle della Fintab Spa avranno come unico effetto quello di imbarbarire il confronto e sicuramente non hanno nulla a che vedere con la tradizione di civiltà, di dialogo, di apertura che ha sempre contraddistinto Città di Castello. Adesso ci aspettiamo che il sindaco di Città di Castello batta un colpo, dica cosa ne pensa e scenda a difesa dei tanti cittadini che subiscono oggi una scelta che non condividono. C'è una decisione coraggiosa da prendere: ritirare quel progetto e chiamare la città a farsi carico degli errori che l'amministrazione ha compiuto. Quello che si sta verificando è anche il frutto di anni di decisioni assunte senza ascoltare, di scelte attuate senza confronto e senza avere una visione del futuro della città. Crediamo che certi atteggiamenti non siano più tollerabili e, per quanto ci riguarda, intendiamo ribadire la nostra ferma contrarietà al progetto per considerare invece l'ipotesi di spostare l'intervento di riqualificazione sulla struttura del vecchio ospedale che, per il pregio architettonico e per le destinazioni possibili (servizi sanitari ed uffici pubblici, spazi commerciali, residenzialità di pregio) sarebbe da privilegiare per rivitalizzare davvero una zona così nevralgica del centro storico".
"Per ora però - conclude Dottorini - c'è una risposta da dare a chi vuole dividere il comitato, magari buttandola in carte bollate e denuncie che pure non ci intimidiranno. La mia è quella di autodenunciarmi per la manifestazione di domenica. Altri forse dovrebbero vergognarsi di aver dato il via libera a un progetto e a un clima come quello che si sta affermando".

Perugia, 16 febbraio 2010
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Guarda le immagini della manifestazione "Per il centro storico di Città di Castello":

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LA VERGOGNA DELL'EX OSPEDALE

Mentre l'amministrazione Comunale perde tempo e risorse per un investimento multimilionario in un'opera che nessuno vuole (recupero area ex-fat) senza logica né visione strategica del centro storico della città, l'ex ospedale viene lasciato al degrado e alle razzie, depredato e in decadenza, con carcasse di animali morti e rifiuti di ogni genere, per non parlare della chiesa.

Guarda le immagini scattate durante la visita all'ex ospedale di Oliviero Dottorini, Roberto Lensi ed Enzo Rossi. Altre immagini le potrete trovare sul prossimo numero del mensile l'Altrapagina.


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Sopralluogo dei due consiglieri all'ex ospedale: " Depredata la chiesa, situazione di totale abbandono. Saremo al fianco di chi si oppone a un progetto devastante"

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"Il fatto che si sia deciso di procedere alla stipula del contratto di quartiere su un progetto diverso da quello portato in partecipazione e proprio nel momento in cui il comitato locale stava partendo con una campagna di sensibilizzazione verso i cittadini è indicativo delle difficoltà in cui si dibatte l'amministrazione comunale per fronteggiare l'ondata di indignazione per un progetto, quello della ex Fat, devastante per l''intera città". Questo il commento del consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i Valori - Idv) e del consigliere comunale Roberto Lensi (Verdi e civici - Idv) riguardo alla "scelta scellerata" dell'amministrazione comunale di Città di Castello di procedere alla firma del contratto di quartiere relativo alla ex Fat. I due consiglieri qualche giorno fa hanno effettuato un sopralluogo all'interno dei locali del vecchio Ospedale cittadino: "Dopo dieci anni di totale abbandono - raccontano - il degrado è pressoché totale, ma è davvero grave non aver tutelato con la doverosa cura la piccola chiesa interna, un gioiello di fine Settecento dove sono stati battezzati quasi tutti i tifernati, che è stata depredata dai ladri che non si sono limitati a rubare tutti i preziosi arredi, in particolare due pregevoli tele ovali che rappresentano S. Florido e S. Amanzio, ma anche ad asportare e danneggiare il tabernacolo ed i marmi dell'altare (come si dice "hanno portato via anche il ciborio") e gli stucchi alle pareti".
"Riteniamo doveroso segnalare il fatto alla cittadinanza - continuano Dottorini e Lensi - perché rifletta ancora sulla scelta sciagurata di avviare i lavori per il recupero dell'area ex Fat secondo un progetto devastante, peraltro diverso da quello originariamente presentato ed approvato, che, alla faccia della partecipazione, nessuno conosce e che soddisfa solo gli interessi della proprietà. Secondo il nuovo progetto si realizzeranno 28 appartamenti da locare a canone concordato, la piazza dell'Archeologia sarà pavimentata per il "miglioramento della salvaguardia dei ritrovamenti archeologici" (sic), o meglio per realizzare il parcheggio del complesso commerciale che verrà realizzato al piano terra (2.095 metri quadri), le volumetrie che dovessero in corso d'opera essere perdute saranno considerate come "quantità edificatoria premiale" e quindi recuperate altrove dai proprietari. Una scelta decisamente da contrastare, che vede la giunta comunale insensibile a confrontarsi su qualsiasi ipotesi di intervento alternativo e la proprietà Fat-Fintab d'accordo a realizzare, in uno dei luoghi più suggestivi della città, un "bubbone" che comprometterà per sempre la bellezza di un luogo di assoluto valore architettonico. Un'impresa finanziariamente molto impegnativa, a rischio di non recuperare l'investimento (perché non sono ancora iniziati i lavori dell'ex Cinema Vittoria?) e che, oltretutto, tradisce lo spirito originario del Contratto di quartiere".
"Intendiamo ribadire la nostra ferma contrarietà al progetto - aggiungono gli esponenti dell'Italia dei Valori - per considerare invece l'idea di spostare l'intervento di riqualificazione sulla struttura del vecchio ospedale che, per il pregio architettonico e per le destinazioni possibili (servizi sanitari ed uffici pubblici, spazi commerciali, residenzialità di pregio) sarebbe quello da privilegiare per rivitalizzare davvero una zona così nevralgica del centro storico, ripristinando nell'area occupata dai capannoni un grande spazio verde attrezzato che possa valorizzare le testimonianze archeologiche ed i complessi monumentali circostanti. Invitiamo pertanto tutti quanti hanno a cuore il bene della città a prendere posizione, ad esprimersi ed a mobilitarsi per scongiurare un intervento sbagliato ed irreparabile. Assicuriamo fin d'ora il nostro impegno e la nostra disponibilità a sostenere tutte le iniziative più appropriate, a iniziare dalla raccolta di firme che il comitato Prato-Mattonata ha lanciato per tentare di riportare alla ragione un'amministrazione molto sensibile agli interessi privati e incurante delle sorti dell'intera città".

Perugia, 23 ottobre 2009

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Grave la scelta di dare l'ok al progetto della ex Fat, mentre vengono persi i finanziamenti per la riqualificazione del centro storico"

EX-FAT E PUC2. IL DANNO E LA BEFFA, L'AMMINISTRAZIONE CAMBI ROTTA

"Dopo il danno, la beffa. Oltre alla sciagurata scelta di dare il via libera a un progetto impresentabile come quello della ex Fat, oggi l'amministrazione comunale deve ammettere di essere stata esclusa anche dai finanziamenti per i Piani urbani complessi (Puc2). Sono due notizie una più grave dell'altra". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Regione e presidente della Commissione bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni commenta la doppia notizia relativa all'annuncio del sindaco Cecchini di firmare la convenzione per il Contratto di quartiere e alla perdita dei finanziamenti per i cosidetti Puc2.
"E' grave - spiega Dopttorini - che l'amministrazione comunale di Città di Castello continui a perseguire senza ripensamenti un progetto devastante come quello relativo alla Ex Fat. Come se non bastasse la Piastra logistica, la lottizzazione all'area ex Bacchi, adesso il degrado del centro storico verrà arricchito di un intervento da realismo socialista, non condiviso dai cittadini e privo di una qualsivoglia visione della città. A questo proposito la nostra opposizione sarà ferma e utilizzeremo tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per evitare alla città uno scempio che andrà a stravolgere il suo cuore storico e architettonico. Il problema a nostro avviso deve essere affrontato nell'ambito della redazione del nuovo Piano regolatore".
"A questo esempio di cattiva amministrazione si aggiunge oggi la perdita dei finanziamenti per i Puc2. Già un anno fa il nostro capogruppo comunale Roberto Lensi aveva evidenziato la poca sensibilità degli amministratori locali verso gli interessi della città e del suo centro storico, sottolineando il grave ritardo nella pubblicazione degli avvisi, la loro vigenza nel pieno del periodo feriale estivo, il tardivo e frettoloso coinvolgimento delle categorie interessate. Oggi la triste conferma di finanziamenti che vanno in fumo e avrebbero potuto contribuire alla riqualificazione di un centro storico che sta vivendo un degrado avvilente. Adesso gli amministratori tifernati dovranno avviare una seria riflessione sui perché l'Altotevere sia rimasto escluso dai finanziamenti del Puc2 e su come realizzare progetti lungimiranti, condivisi e partecipati con i cittadini".

Perugia, 1 agosto 2009
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EX-FAT/CONTRATTO DI QUARTIERE 2
INTERROGAZIONE DI OLIVIERO DOTTORINI




Il Sindaco al Comitato Prato-Mattonata: Fate partire il progetto, poi la Regione concederà la perequazione.
L'Assessore Rometti: Falso, la perequazione non compete a noi

Il Consigliere regionale Oliviero Dottorini interroga la Giunta Regionale e smaschera la false rassicurazioni del Sindaco di Città di Castello al Comitato Prato-Mattonata.
Ecco la bozza di stenografico del question-time del 21 luglio 2009.
Su Tevere TV venerdì 24 luglio ore 16.30
Su Tele radio Gubbio giovedì 23 luglio ore 17.00.


- Scarica la bozza di stenografico
- Scarica il testo dell'interrogazione


EX FAT. DOTTORINI (VERDI E CIVICI):NESSUNA PEREQUAZIONE POSSIBILE, SMASCHERATO TENTATIVO MALDESTRO DI INGANNARE I CITTADINI
"Indecente cercare il consenso al progetto con escamotage e trucchetti di basso profilo. L'amministrazione dia risposte serie e concrete a comitato e consulta"


"Non si può procedere in questo modo. Non è con escamotage o con false rassicurazioni che si ristabilisce un clima di fiducia e collaborazione con i cittadini. Soprattutto quando a essere in gioco è la storia, la cultura e la vivibilità di una città già troppo a lungo maltrattata". Con queste parole il Capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha commentato la risposta che l'assessore Silvano Rometti ha dato alla sua interrogazione urgente relativa al Contratto di Quartiere 2 di Città di Castello.
Il sindaco Cecchini nei giorni scorsi aveva rassicurato il comitato popolare Prato-Mattonata e la Consulta del Centro storico affermando che la Regione avrebbe garantito la perequazione una volta avviati i lavori. Il tutto senza perdere i finanziamenti relativi al Contratto di quartiere 2.
"Oggi - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - l'assessore Rometti ci conferma che quelle dell'amministrazione sono tutte promesse che non potranno essere mantenute dal momento che non è possibile alcuna forma di perequazione, se non mettendo in conto la perdita del contributo pubblico. La verità è che quella della ex Fat è una delle tante storie di cattiva amministrazione che appesantisce le potenzialità di rilancio di Città di Castello. Non si capisce come abbia fatto l'amministrazione comunale tifernate a dare il via libera a un progetto che oggi tutti riconoscono essere impresentabile. Come mai non ha neppure preso in considerazione le ripetute osservazioni che il comitato dei cittadini dei quartieri Prato e Mattonata, la Soprintendenza, le associazioni ambientaliste hanno avanzato con grande senso civico e senza mai alzare i toni, anche quando dalle forze di maggioranza giungevano accuse vergognose e infondate. La gravità della situazione oggi è sotto gli occhi di tutti: abbiamo un'area all'interno del centro storico ormai in pieno degrado, abbiamo un progetto che, se attuato, porterebbe un colpo gravissimo all'immagine e alla vivibilità della città, abbiamo la spada di Damocle di finanziamenti pubblici che potranno essere erogati solo sul progetto originario. Ormai è riconosciuto da molti che la soluzione per quell'area, così preziosa per i suoi rilevamenti storici e archeologici, non sta nei casermoni stile 'realismo socialista', né nei centri commerciali con tanto di posteggio-auto all'interno delle mura urbiche (come progettato dal comune), ma in qualche forma di perequazione che consenta al centro storico di respirare e di veder valorizzate le proprie qualità culturali e architettoniche e alla proprietà Fintab di godere di altri vantaggi al di fuori del perimetro storico della città. Oggi - conclude Dottorini - sarebbe opportuno che un'amministrazione comunale responsabile facesse lo sforzo di dare risposte serie, concrete e se necessario coraggiose. Altrimenti si finisce per arrampicarsi sugli specchi o per dare rassicurazioni che poi si rivelano prive di fondamento. Correndo il rischio di essere malamente smascherati. Così come è avvenuto".

Perugia, 21 luglio 2009

QUESTION TIME (1)/URBANISTICA: "PER AREA EX-FAT DI CITTÀ DI CASTELLO NON E' PERVENUTA ALCUNA RICHIESTA DI VARIANTE E LA PEREQUAZIONE NON E' DI COMPETENZA REGIONALE" - ROMETTI RISPONDE A DOTTORINI (VERDI E CIVICI)
22/7/2009 -

(Acs) Perugia, 22 luglio 2009 - "Sul progetto del Contratto di quartiere 2 dell'Area ex-Fat di Città di Castello, non è pervenuta alla Regione alcuna richiesta di variante. La procedura di autorizzazione alla perequazione non è di competenza regionale, è regolata da norme precise: dal piano regolatore, dalla legge regionale sui centri storici. La regione quindi non può autorizzare alcunché, svincolato da questo contesto normativo. Occorre, infine, precisare che qualsiasi modifica dei lavori autorizzati nel Programma deve essere compresa all'interno del perimetro approvato". Questa la risposta dell'assessore ai centri storici, Silvano Rometti, all'interrogazione del consigliere Oliviero Dottorini (Verdi e Civici) che chiedeva di sapere se fosse vero quanto affermato dal sindaco di Città di castello che in un recente incontro con il comitato popolare Prato-Mattonata e con la Consulta del Centro storico aveva detto che la Regione si sarebbe fatta carico di "autorizzare la perequazione, garantendo dal rischio di perdere i finanziamenti del 'Contratto di Quartiere 2', qualora durante i lavori venissero ritrovati reperti storici e archeologici". Illustrando la sua interrogazione, Dottorini ha parlato del progetto elaborato dall'Amministrazione comunale di Città di Castello, relativo al "Contratto di quartiere 2" dell'area ex-Fat, come di esempio di "cattiva amministrazione, un affronto alla cultura, alla storia e al decoro della quarta città umbra". Secondo l'interrogante il progetto è "impresentabile", e l'Amministrazione comunale non ha tenuto in alcun conto le numerose osservazioni, "avanzate con grande senso civico", dei comitati cittadini dei quartieri Prato e Mattonata, della Soprintendenza delle associazioni ambientaliste: "Dalla maggioranza, anzi - ha detto Dottorini - sono venute, a chi legittimamente criticava, accuse infondate e vergognose".
Dottorini ha parlato di situazione di "grave degrado del'area e di un progetto che se attuato produrrebbe un danno gravissimo all'immagine e alla vivibilità della città. "
Il consigliere Dottorini, nel ringraziare l'assessore Rometti per la chiarezza della risposta, preso atto che non esiste alcuna possibilità di perequazione rimanendo nell'ambito del progetto del Contratto di quartiere, ha detto di ritenere "gravissimo l'atteggiamento del sindaco di Città di Castello le cui assicurazioni non hanno alcun fondamento perché la Regione non ha assicurato alcuna perequazione e non potrebbe del resto farlo. Si continua a strappare consensi attraverso escamotage e false rassicurazioni. Alla luce di ciò, appare sempre più indispensabile quanto chiedevamo all'inizio, e cioè lo sforzo di un progetto compatibile allo sviluppo armonico della città. Ma in questi mesi e questi anni - conclude - abbiamo trovato solo la supponenza di una Amministrazione comunale senza capacità strategiche". RED/tb
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