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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

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Oliviero Dottorini

Care, cari,

queste poche righe per comunicare a voi che in questi anni ci avete sostenuto o semplicemente seguito che non sarò candidato alle prossime elezioni regionali. Oggi faccio un passo avanti, ritenendo che dieci anni di esperienza civica e democratica all'interno del Consiglio regionale debbano trovare altri orizzonti. Per chi come noi da sempre ritiene la politica nelle istituzioni come un servizio per la collettività e non come un mestiere, decidere di non scendere nella mischia delle prossime elezioni è una scelta di coerenza, in accordo con lo stile che ha sempre contraddistinto l'impegno mio e dei miei collaboratori. 
 
Quando abbiamo messo piede nel Palazzo, giungendovi in sella a delle biciclette, in molti ci hanno guardato come a dei marziani: alieni senza padroni, giunti nei luoghi del potere contravvenendo alle regole e senza superare esami di fedeltà. Al vociferare che spesso anima la politica locale e nazionale abbiamo voluto contrapporre la testimonianza di un impegno sulle cose concrete. I risultati ottenuti nelle lotte quotidiane per migliorare il territorio e le sue potenzialità economiche, in difesa dei beni comuni e nella ricerca delle modalità per far emergere le eccellenze della nostra regione, parlano di un lavoro serio e concreto per liberare l'Umbria da una politica spesso fatta di promesse non mantenute e legami inconfessabili. 
 
Nello svolgimento del nostro mandato libero, fortunato e sostenuto da tanti consensi, abbiamo avvertito il dovere di affiancare ad ogni "No" un "Sì" fatto di proposte praticabili. Alle tante battaglie per denunciare gli inganni nei confronti dei cittadini (penso alla lotta contro la E45 autostrada, contro gli inceneritori o in difesa dei diritti dei più deboli) abiamo unito un impegno concreto per migliorare il nostro territorio e la nostra regione. Portano la nostra firma dieci leggi regionali -­ un record nella storia del Consiglio regionale -­ attraverso le quali abbiamo tentato di svecchiare una visione della società purtroppo ancorata a schemi desueti e a particolarismi consolidati. 
 
Oggi vorrei ringraziare ognuno di voi per la strada fatta assieme: per la forza che avete dato a questa esperienza e per non esservi rassegnati alle scelte più comode. Attraverso i bollettini informativi che periodicamente abbiamo realizzato e inviato a ognuno di voi abbiamo voluto rendere conto del nostro lavoro, cercando di tenere saldo il filo che dovrebbe sempre unire elettori ed eletti. C'è da scommettere che la modalità nuova, libera e pragmatica di fare politica sperimentata in questi anni troverà altre forme, altri luoghi e altri tempi. Le nostre ragioni infatti restano sul campo, così come la necessità di liberare la nostra regione e le nostre città dalle pastoie del conformismo, dall'arretratezza dell'elaborazione politica e dalla prigionia di un modello di sviluppo che non regge più. Contiamo quindi di aver lasciato sul terreno semi di libertà, coerenza e speranza. Magari ci sarà modo di riparlarne e non farli morire. 
 
Grazie, di nuovo

Oliviero Dottorini




Infografica - I numeri di due legislature
"L'esaltante sperimentazione di una modalità nuova, trasversale e pragmatica di concepire la politica troverà altre forme, altri luoghi e altri tempi"

REGIONALI 2015. DOTTORINI:

"Non sarò candidato alle prossime elezioni regionali. Ringrazio le liste e le coalizioni che mi hanno proposto candidature o iniziative politiche comuni, ma credo che i dieci anni di esperienza civica e democratica all'interno del Consiglio regionale debbano trovare altri orizzonti. Faccio un passo avanti, con una scelta di coerenza e in accordo con lo stile che ha sempre contraddistinto il nostro impegno. L'esaltante sperimentazione di una modalità nuova, trasversale e pragmatica di concepire la politica troverà altre forme, altri luoghi e altri tempi". E' quanto dichiara il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria Migliore), consigliere regionale espressione delle reti civiche dell'Umbria.
"Lasciamo alle nostre spalle un'esperienza straordinaria, portando con noi la responsabilità di un mandato libero, fortunato e saldo nella gratitudine. Le tante persone che abbiamo incrociato nel nostro percorso - aggiunge Dottorini - hanno conosciuto la tipologia del nostro impegno e le modalità con le quali abbiamo inteso da sempre il ruolo che ci siamo trovati a svolgere. Quando abbiamo messo piede nel Palazzo, giungendovi in sella a delle biciclette, in molti ci hanno guardato come a degli alieni, giunti nei luoghi del potere, saltando la coda, contravvenendo alle regole e senza superare esami di fedeltà. Scegliendo di fare un passo indietro dalla corsa elettorale, diamo il segno di quello che per noi la politica deve essere: un servizio a termine per la collettività".
"Nel nostro sentiero - aggiunge il presidente di Umbria Migliore - abbiamo incrociato persone e comitati civici che hanno a cuore il futuro dell'Umbria, che si impegnano quotidianamente per migliorare l'ambiente e il territorio in cui viviamo, che cercano di far emergere le eccellenze della nostra regione. Tutto senza secondi fini, senza pensare a se stessi, ma al bene comune. A queste persone mi sento in dovere di dire grazie e augurare che possano continuare a esprimersi e impegnarsi anche nei prossimi anni. A loro voglio dire che possono sempre contare su di me, in modi e con strumenti diversi, ma sempre con lo stesso spirito di servizio che ha contraddistinto l'impegno mio e di tutti i miei formidabili collaboratori". 
"Questi dieci anni - spiega il consigliere regionale - hanno segnato l'affermazione dei temi ambientali e civici in una regione ancora governata dalle istanze del cemento, del tabacco e delle rendite di posizione consolidate nei decenni. Portano la nostra firma dieci leggi, un record nella storia del Consiglio regionale. Software libero, commercio equo, gruppi di acquisto solidale, banco della terra, acquisti verdi, medicine non convenzionali, marchio del mobile e tante altre iniziative legislative hanno tentato di svecchiare, coi fatti e non a parole, una visione dello sviluppo e della società che rimane purtroppo ancorata a schemi desueti e a particolarismi consolidati. Abbiamo sostenuto e animato movimenti contro la privatizzazione dei beni comuni e contro l'inganno della E45 autostrada, per passare dalle grandi opere alle opere utili. La nostra azione determinata, documentata e costante ha evitato all'Umbria l'insulto di un nuovo inceneritore, sostenuto all'epoca trasversalmente dalla quasi totalità del Consiglio regionale. Siamo stati i primi a credere nelle fonti rinnovabili, quelle vere, come risposta alla crisi ecologica ed economica e oggi temi come quelli dell'agricoltura sostenibile e biologica, della necessità di una riconversione dei nostri apparati produttivi fanno parte del bagaglio politico e culturale della nostra regione. Le rivendicazioni di comitati e movimenti contro modalità di produzione di energia altamente inquinanti, contro gli allevamenti intensivi e insostenibili e per rendere più giusta e meno individualista la nostra società hanno trovato in noi paladini autentici, determinati e di parola". 
"Disegnando i contorni di questa esperienza più unica che rara nel panorama politico regionale (e non solo) - conclude Dottorini - sin dal primo giorno ci siamo assegnati come impegno quello di essere radicali nella volontà di cambiamento, pragmatici nella ricerca di soluzioni condivise, trasversali nella società (perché la conservazione non sta solo a destra). A questa linea non abbiamo mai rinunciato e io la ritengo di un'intatta attualità. Le nostre ragioni restano sul campo, così come la necessità di liberare la nostra regione dalle pastoie del conformismo, dall'arretratezza dell'elaborazione politica e culturale, dalla prigionia di un modello di sviluppo che non regge più. Contiamo quindi di aver lasciato sul terreno semi di libertà, coerenza e speranza. Credo ci sarà modo e tempo per non farli morire".

Perugia, 25 aprile 2015
"Travolto da scandali e arresti, il governo starebbe per escludere la Orte-Mestre dalle priorità. Eppure il Consiglio regionale si è fatto beffe delle 8500 firme raccolte. Adesso sistemare quella mulattiera" 
 
E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI:

"Travolto da scandali e arresti l'assurdo progetto di trasformazione in autostrada della E45 sembra uscito definitivamente dalle priorità del Governo. Un vero e proprio smacco per i tanti sostenitori, di destra e sinistra, che fino a ieri ne decantavano le qualità e i possibili effetti miracolosi per l'economia della nostra regione. Evidentemente non erano così campate in aria le ragioni delle migliaia di cittadini che da anni si battono contro un'opera inutile, dannosa e economicamente insostenibile. Cittadini a cui si è cercato sempre di tappare la bocca non consentendo loro neppure di esporre le proprie ragioni in Consiglio regionale. Adesso, una volta messa da parte la propaganda cementizia e le finzioni sviluppiste, occorre l'impegno comune per dare il via a un serio piano di manutenzione e messa in sicurezza di un'arteria non degna di un paese civile". Con queste parole Oliviero Dottorini (Umbria migliore), presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali del Consiglio regionale, commenta le notizie secondo cui il corridoio autostradale Orte-Mestre sarebbe stato eliminato dalle opere di prossima realizzazione da parte del Governo.
"Dall'allegato Infrastrutture al Def - spiega Dottorini - risulta che delle oltre 400 opere ritenute prioritarie solo 49 sarebbero salvate dal Governo e fra queste non figura la trasformazione autostradale della E45 Orte-Mestre. Certo, è presto per cantare vittoria e occorre capire se il neo ministro Delrio avrà la forza di resistere alla potente lobby trasversale che da sempre sostiene il mega progetto, confermando le sue intenzioni nel prossimo Consiglio dei Ministri. C'è poi da considerare che il progetto autostradale rimarrebbe comunque nella lista. 
Ma intanto pare essersi dileguata la fanfara di chi prometteva sviluppo e esenzioni dal pedaggio per giustificare un affare senza ritorni per l'Umbria, ma solo per un ristretta cerchia di interessi. E questo non è poco".
"La E45 autostrada - ricorda il presidente della prima commissione consiliare - è al centro degli scandali sulle grandi opere, con pesanti ombre sulla gestione degli appalti. Fra le ipotesi fornite dai magistrati c'è quella secondo la quale il consorzio "Ilia Or-Me", che fa capo a Vito Bonsignore, la 'mente' che ha concepito l'autostrada Orte-Mestre e che anche stavolta appare iscritto nel registro degli indagati, avrebbe ricevuto il parere positivo del Cipe grazie all'appoggio di Ercole Incalza, che si trova da poco agli arresti domiciliari. Ormai - prosegue Dottorini - fra i protagonisti del mega progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Mestre sono pochi quelli che non siano stati travolti negli ultimi tempi in qualche vicenda giudiziaria. E' evidente come alle motivazioni di natura ambientale ed economica, che da dieci anni sosteniamo con coerenza e tenacia, si stiano aggiungendo anche cause di natura etica e giudiziaria che dovrebbero indurre ad un ripensamento definitivo su quest'opera, per il bene del nostro territorio e degli umbri".
"Vogliamo rilanciare - continua Dottorini - la proposta che 8.500 cittadini umbri hanno consegnato nelle mani del Presidente del Consiglio regionale per chiedere una consultazione popolare, un referendum, sulla necessità di un'opera che a nostro avviso recherebbe solo danni al nostro territorio, con ritardi e costi spropositati e una forma di investimento dei soggetti privati basata sul pedaggio per gli utenti che per coprire il tragitto da Città di Castello a Perugia dovranno pagare 7,60 euro e da Perugia a Terni oltre 12 euro. Il che ci dà l'idea degli interessi che si agitano dietro questa opera e dell'impatto economico, oltre che ecologico, che questo mostro progettuale avrebbe sui bilanci familiari e aziendali degli umbri".
 
Perugia, 8 aprile 2015
"Un modo poco elegante per affossare temi importanti e proposte avanzate da migliaia di cittadini. Oggi arrampicarsi sugli specchi non serve più a nulla"

POLITICA. DOTTORINI: POLITICHE DI GENERE E PROPOSTA POPOLARE SU SANITA' VITTIME DI ACCORDI BIPARTISAN

"Politiche di genere e proposta popolare sulla sanità sono le vittime sacrificali di questa fine legislatura. E' grave che il Consiglio abbia rifiutato di affrontarle venendo meno ad impegni assunti da tempo. Oggi arrampicarsi sugli specchi non serve più a nulla". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore) commenta l'ultima seduta del Consiglio regionale durante la quale è stata esclusa per un presunto e non causale vizio procedurale la proposta di legge popolare sulla sanità e non è stata ammessa la trattazione della proposta di legge sulle "politiche di genere" e "per una nuova civiltà delle relazioni tra uomini e donne" (la proposta di inserimento da parte di Dottorini è stata bocciata con 18 voti contrari e 3 a favore).
"Si tratta in entrambi i casi di un modo poco elegante per affossare temi importanti e proposte avanzate da migliaia di cittadini della nostra regione. I promotori e le associazioni coinvolte sanno benissimo come e chi è responsabile dell'insabbiamento dei due disegni di legge. Nel caso della proposta di iniziativa popolare sulla sanità - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - un escamotage procedurale ha fatto sì che il testo, pur approvato da molte settimane dalla prima commissione e pur inserito all'ordine del giorno, non sia stato esaminato, dando un segnale pessimo agli oltre 3mila cittadini che lo avevano sottoscritto. Come già avvenuto per gli 8500 sottoscrittori della petizione contro la trasformazione della E45 in autostrada, si è preferito mettere la testa sotto la sabbia e affossare tutto piuttosto che affrontare a viso aperto una discussione sui temi posti e accuratamente mediati da un lungo confronto di commissione. Riguardo alle politiche di genere non si capisce sulla base di quale patto Pd, Psi e centrodestra siano giunti a sacrificare un testo in discussione da molti mesi e ritenuto elemento fondamentale delle politiche regionali. La mia proposta di inserire il tema all'ordine del giorno è stata bocciata in maniera clamorosa e bipartisan, come se il tema non fosse condiviso nei suoi contenuti e nella sua urgenza. Su questo argomento poi, come è evidente, la prima commissione non ha alcuna competenza e chiamarla in causa come luogo di patti politici dimostra solo scarso senso delle istituzioni". 
"Quelli di ieri non sono certo bei segnali che si trasmettono alla comunità regionale - conclude Dottorini -. Credo che a rimetterci sia innanzitutto la credibilità delle istituzioni e a pagarne le conseguenze saremo tutti noi".

Perugia, 27 marzo 2015
Mentre i fautori della Orte-Mestre sono travolti da raffiche di avvisi di garanzia, la commissione si fa beffe delle 8.500 firme raccolte dai cittadini. Dottorini: "Per loro sarà un boomerang" 

E45. DOTTORINI: CONSIGLIO REGIONALE INSABBIA PETIZIONE CONTRO AUTOSTRADA A PEDAGGIO, SNOBBATA LA VOLONTA' DI 8500 CITTADINI

"E' veramente paradossale che, mentre i fautori della realizzazione dell'autostrada Orte-Mestre sono travolti da raffiche di avvisi di garanzia, il Consiglio regionale decida di farsi beffe delle 8.500 firme raccolte dai cittadini contro la trasformazione della E45 in autostrada a pedaggio. Destra e sinistra, unite da una visione cementizia dello sviluppo, hanno deciso di insabbiare la petizione sottoscritta da migliaia di cittadini che chiedono a gran voce la revisione del parere favorevole dato a più riprese dalla Regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria Migliore, commenta così la decisione assunta dalla Seconda commissione consiliare che ha deliberato all'unanimità di non ascoltare neppure il comitato promotore "No E45 autostrada" demandando alla Giunta regionale il compito di occuparsi, nell'ambito del Piano regionale dei Trasporti, della petizione popolare.
"Dopo lo scandalo emerso con l'inchiesta 'Sistema' - chiede Dottorini - cos'altro deve succedere per convincere la politica dell'assurdità di quest'opera? Neppure le nubi della corruzione che leggendo le intercettazioni paiono addensarsi fitte su questo progetto sono in grado di scalfire le convinzioni dello schieramento trasversale che da sempre sostiene questa follia progettuale. Eppure logica vorrebbe che le inchieste che stanno travolgendo i vertici del Ministero dei Lavori pubblici, unite alle negative ripercussioni ambientali ed economiche sui territori, inducessero ad un ripensamento degli stessi presupposti che hanno portato a concepire un'opera che, al di là delle vicende giudiziarie, potrà forse soddisfare gli interessi di qualche più o meno spregiudicato gruppo imprenditoriale, non certo le legittime aspettative della collettività. La prima cosa da fare sarebbe stata quella di dare seguito a ciò che 8.500 cittadini umbri hanno chiesto a gran voce: chiamarli ad esporre le proprie ragioni in commissione e magari procedere alla revoca del parere positivo all'opera fornito dalla Regione e dalla totalità dei Comuni dei territori coinvolti dal tracciato. Ma il Consiglio regionale, con un atteggiamento imbarazzato e pilatesco, ha deciso di non convocare neppure il comitato promotore, come per prassi si è soliti fare, mettendo così la testa sotto la sabbia ed evitando ogni dibattito di merito". 
"Ormai - spiega Dottorini - fra i protagonisti del mega progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Mestre sono pochi quelli che non siano stati travolti negli ultimi tempi da qualche vicenda giudiziaria. L'inchiesta 'Sistema' ha portato alla luce un quadro tutt'altro che rassicurante, con ipotesi di reati pesanti e un sistema inquinato che non esenta quasi nessuna delle nuove grandi opere presentate come volano dell'economia nazionale. Fra le ipotesi fornite dai magistrati c'è anche quella secondo la quale il consorzio "Ilia Or-Me", che fa capo a Vito Bonsignore, la 'mente' che ha concepito l'autostrada Orte-Mestre e che anche stavolta appare iscritto nel registro degli indagati, avrebbe ricevuto il parere positivo del Cipe grazie all'appoggio di Ercole Incalza, che si trova in carcere. In tutto questo il Consiglio regionale non riesce a fare altro che snobbare la volontà di 8500 cittadini che hanno ragioni da vendere nel rivendicare un altro modello di sviluppo e, a questo punto, un'altra moralità nel decidere i destini economici e ambientali di una regione. C'è da scommettere che questa decisione avventata non passerà sotto silenzio e che, come un boomerang, si ripercuoterà sullo stesso Consiglio regionale". 

Perugia, 21 marzo 2015
"L'inchiesta 'Sistema' disegna un quadro preoccupante. Interesse comune prevalga su appetiti di pochi. Regione e comune di Perugia rivedano pareri favorevoli"

E45. DOTTORINI: "ANCORA OMBRE SULLA ORTE-MESTRE. SUBITO REFERENDUM PER ASCOLTARE CITTADINI E DEFILARSI DA PROGETTO FOLLE"

"Si addensano le ombre sul mega progetto di trasformazione della E45 in autostrada. All'inchiesta sul Mose del luglio scorso, che aveva fatto emergere un inquietante intreccio di interessi trasversali attorno alla torta da 10 miliardi della Orte-Mestre, si aggiunge oggi un elemento che infittisce le ombre che già pesavano su questa grande opera. Sarebbe opportuno che le inchieste che coinvolgono i vertici del Ministero dei Lavori pubblici, unite alle negative ripercussioni ambientali ed economiche, inducano ad un ripensamento su questa opera inutile e devastante. La prima cosa da fare è prevedere una consultazione referendaria per chiedere ai cittadini di esprimersi su un progetto che segnerà il futuro e le prospettive dell'intera regione. Non vorremmo che a prevalere contro la volontà dei cittadini siano ancora una volta gli appetiti di pochi". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore) commenta l'operazione di ieri dei Ros dei carabinieri di Firenze denominata "Sistema" che ha portato a 4 arresti e 47 indagati per reati come corruzione, induzione a dare utilità e turbativa d'asta.
"Dall'inchiesta 'Sistema' - aggiunge Dottorini - emerge un quadro tutt'altro che rassicurante, con ipotesi di reati pesanti e un sistema inquinato, appunto, che non esenta quasi nessuna delle nuove grandi opere presentate come volano dell'economia nazionale. Fra le ipotesi fornite dai magistrati c'è anche quella secondo la quale il consorzio "Ilia Or-Me", che fa capo a Vito Bonsignore, la 'mente' che ha concepito l'autostrada Orte-Mestre e che anche stavolta appare iscritto nel registro degli indagati, avrebbe ricevuto il parere positivo del Cipe grazie all'appoggio di Ercole Incalza, che si trova in carcere. Ormai - prosegue Dottorini - fra i protagonisti del mega progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Mestre sono pochi quelli che non siano stati travolti negli ultimi tempi da qualche vicenda giudiziaria. E' evidente che alle motivazioni di natura ambientale ed economica che da dieci anni sosteniamo con coerenza e tenacia, si stiano aggiungendo anche cause di natura etica e giudiziaria che dovrebbero indurre ad un ripensamento definitivo su quest'opera, per il bene del nostro territorio e degli umbri. A questo punto riteniamo sia necessaria una consultazione popolare e chiamare in causa anche le amministrazioni locali perché facciano la loro parte ed ascoltino le voci dei tanti cittadini che hanno già pronunciato inequivocabilmente il loro No a un progetto folle e devastante. A partire dagli amministratori e dai consiglieri del comune di Perugia che non sembrano voler far tesoro dei pareri espressi nel Consiglio comunale aperto del Gennaio scorso, quando una valanga di interventi contrari ha seppellito l'ipotesi di trasformare la E45 in autostrada a pedaggio. Possibile non vi sia un consigliere o un gruppo consiliare in grado di presentare una mozione o un ordine del giorno per modificare il parere favorevole dato a suo tempo dal comune di Perugia? L'impressione è che vi sia qualche opportunismo di troppo e poca coerenza nel tramutare in fatti gli annunci da campagna elettorale fatti solo per gettare fumo negli occhi ai cittadini".

Perugia 17 Marzo 2015
"Mai chieste esenzioni da parte della Regione, anche perché non avrebbe potuto farlo. Regione ascolti i cittadini e ritiri il proprio parere favorevole al pedaggio"



"E' bene sgomberare il campo da strumentalizzazioni e furbizie. Chi dice 'Viva l'autostrada, ma senza pedaggio per i residenti' vuole solo gettare fumo negli occhi ai cittadini, facendo credere che a pagare quest'opera assurda saranno solo gli automobilisti di altre regioni. La verità è un'altra: a pagarla saremo tutti noi attraverso un pedaggio molto salato. In particolare saranno i pendolari e chi è costretto a usare quell'arteria senza avere alternative". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore) commenta le dichiarazioni dell'assessore Silvano Rometti in relazione al pedaggiamento della E45 autostrada.
"La Regione dell'Umbria nel dare il proprio parere favorevole all'autostrada a pedaggio non ha fatto alcun riferimento ad esenzioni per i residenti, ma solo a possibili agevolazioni. E neppure avrebbe potuto farlo dal momento che le regioni non hanno alcuna potestà in una materia che è esclusiva competenza dello Stato. Sarebbe singolare poi se a richiedere l'esenzione per i residenti fossero tutte le regioni. Chi pagherebbe l'opera? E' noto - prosegue Dottorini - che, a parte la defiscalizzazione, l'opera infatti sarà interamente a carico dei privati che rientreranno dell'investimento attraverso il pedaggio. Se si pensa che in Umbria il 70 per cento dei transiti riguarda un traffico prettamente locale, risulta chiara l'insostenibilità di chi tenta di ingannare i cittadini con false promesse di esenzione. A questo si aggiunge il parere dell'Università di Perugia che parla esplicitamente del ruolo 'meramente sollecitatorio' della Regione nei confronti della concessionaria e degli organi statali preposti, non rinvenendo 'un effettivo potere normativo in capo alla Regione né in ordine alla determinazione dei pedaggi, né tanto meno nella loro esenzione'. D'altra parte l'Assessore sa bene che il progetto approvato dalla Regione non riguarda l'adeguamento e la messa in sicurezza della E45, ma la sua trasformazione in autostrada a pedaggio. Le due cose sono ben diverse e alternative tra loro. Se c'è qualche ripensamento, occorre formalizzarlo con un atto di Giunta o con un passaggio consiliare che riveda il parere favorevole a più riprese accordato. Altrimenti è tutto fumo negli occhi".
"Pensare che, secondo quanto previsto dal Piano finanziario, per coprire il tragitto da Città di Castello a Perugia occorreranno 7,60 euro e da Perugia a Terni oltre 12 euro, ci dà l'idea dell'impatto economico, ma anche ecologico, che questo mostro progettuale avrà sui bilanci familiari e aziendali degli umbri. Basti pensare al fatto che il traffico si riverserà sulle arterie secondarie, con enormi disagi per la viabilità. Da questo punto di vista quanto sta avvenendo con la Brebemi, la prima autostrada costruita con i soldi dei privati, è significativo. A fronte di una previsione di transiti di 40mila veicoli al giorno, dopo 7 mesi se ne registrano appena 11mila. La Regione Lombardia e il Governo già si stanno preparando a stanziare i soldi necessari per andare in soccorso ai privati. Quindi tutto ricadrà ancora una volta su cittadini e sulle risorse pubbliche, solo per assecondare gli interessi di pochi. Le 8mila e 500 firme raccolte e presentate nella nostra regione stanno a dimostrare che gli Umbri non ci stanno a svenarsi per la realizzazione di un'autostrada a debito che finirà ancora una volta per caricare sui cittadini gli errori di prospettiva e di valutazione di chi pensa ancora che occorra puntare su catrame e cemento per risollevare le sorti del nostro Paese e della nostra regione". 

Perugia, 11 marzo 2015
Così com'è il Piano della Giunta non va, ma per fortuna si può rimediare. Su sostenibilità ed efficacia criticità evidenti. Per non parlare della E45 autostrada..."

PIANO TRASPORTI. DOTTORINI: SBAGLIATO RIMANERE ANCORATI AL PASSATO, OCCORRONO RISPOSTE A SFIDE ECONOMICHE ED ECOLOGICHE DEL FUTURO

"Un Piano che fotografa l'esistente, ma non riesce a prefigurare un assetto all'altezza delle sfide future. Continuare a ragionare con le vecchie logiche e puntare ancora tutto su strade, autostrade e piastre logistiche significa rimanere ancorati ad una visione antiquata dello sviluppo e della società. Forse se si riuscisse a prendere atto che l'Umbria è una delle regioni d'Italia con il più alto numero di automobili circolanti in proporzione agli abitanti, magari riusciremmo ad orientarci verso una mobilità in grado di guardare, come avviene a livello europeo, ai temi della sostenibilità, integrando l'impostazione tradizionale delle politiche dei trasporti con nuove linee d'intervento in materia di traffico scorrevole e di trasporto urbano pulito e sicuro. Nell'atto della Giunta, fortunatamente ancora soltanto preadottato, non pare esserci traccia dell'esigenza di sviluppare sistemi intelligenti ed ecologici di ultima generazione, né dell'esigenza di misurarsi con le sfide di tipo economico e con la questione delle risorse necessarie alla riorganizzazione in particolare del trasporto pubblico". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria Migliore, commenta il Piano regionale dei trasporti 2014-2024 portato in partecipazione dalla commissione competente, ma non ancora adottato dalla Giunta.
"Nel Piano ancora solo preadottato dalla Giunta - spiega Dottorini - viene fotografato perfettamente lo stato attuale dell'uso dei mezzi pubblici e privati da parte degli utenti, ma manca completamente una qualsiasi ipotesi di come si potrebbero orientare in maniera diversa le abitudini dei cittadini umbri per spingerli verso un uso più consapevole, maggiore e diverso, del mezzo pubblico. Allo stesso tempo si cita più volte il problema della qualità dell'aria, senza neppure accennare però alle possibili soluzioni, a partire dalla sostituzione dei mezzi pubblici su gomma circolanti nella nostra regione che è al di fuori da qualsiasi parametro di sostenibilità ambientale. Per ciò che riguarda il trasporto su ferro, se da una parte ci sono previsioni di incrementare ed incentivare l'uso del treno, dall'altra si parla di potenziali risparmi sostituendo alcuni servizi ferroviari con servizi su gomma, in totale contraddizione con l'ipotesi di far aumentare il numero di utenti che usufruiscono del treno. Per non parlare della trasformazione in autostrada della E45, rispetto alla quale vengono assunte in toto le deliberazioni del Cipe e non vi è alcun accenno all'impatto ambientale dell'opera né alla richiesta di esenzione o agevolazioni sul pedaggio".
"L'impressione - aggiunge l'esponente di Umbria migliore - è che invece di orientare le consuetudini e le scelte dei cittadini attraverso politiche innovative, il Piano si limiti a un resoconto lunghissimo sullo stato attuale dei trasporti e a un elenco acritico delle opere esistenti e futuribili. Gli innumerevoli progetti accumulati in oltre un decennio di programmi e intese-quadro comprendono aeroporti, strade ferrate, corridoi marittimi, assi stradali longitudinali e trasversali, piastre logistiche, ma non viene fornito alcun indizio di priorità rispetto alle esigenze del contesto locale e senza alcun riferimento puntuale né a date entro cui si prevede il completamento né allo stato finanziario delle opere. L'Umbria - conclude Dottorini - ha bisogno di una programmazione ambiziosa e innovativa che, pur facendo i conti con la necessità di razionalizzare al massimo le poche risorse disponibili, sia in grado di investire sull'innovazione sostenibile per arrivare ad un servizio migliore per l'ambiente e per la qualità della vita dei cittadini".

Perugia, 5 marzo 2015

E45 autostrada: un fiume di No sul Consiglio regionale

Un fiume di firme è cascato stamattina su palazzo Cesaroni, fino ad arrivare nella sala del Consiglio regionale: quelle degli 8500 cittadini che hanno pronunciato un chiaro NO alla trasformazione della E45 in autostrada. Il comitato promotore della petizione ha consegnato i moduli raccolti al presidente Eros Brega, chiedendo di aprire alla partecipazione degli umbri la decisione su un'opera che lascerà alla nostra regione solo devastazione e pedaggio. Un colpo insostenibile per le economie familiari e imprenditoriali, il tutto contro la volontà dei cittadini e solo per accarezzare gli interessi di pochi. 





"Il Consiglio grande di Perugia boccia senza appello il progetto del Governo. Pedaggio e devastazione ambientale incontrano la ferma opposizione dei cittadini"

E45. DOTTORINI: UN CORO DI NO SEPPELLISCE LA TRASFORMAZIONE IN AUTOSTRADA. LA POLITICA NE PRENDA ATTO E RITIRI PARERE FAVOREVOLE

"Il Consiglio comunale di ieri ha dimostrato in maniera inequivocabile come la pensano i perugini in merito alla trasformazione della E45 in autostrada. Gli interventi che si sono susseguiti hanno seppellito sotto una valanga di No ogni ipotesi di trasformazione in autostrada della E45. Sarebbe utile che la politica ne prendesse atto e non indugiasse oltre a ritirare il consenso a quest'opera insensata". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria Migliore, commenta gli esiti del Consiglio comunale di Perugia sull'ipotesi di trasformazione in autostrada della E45. Tra i 23 interventi neppure uno ha difeso il progetto. 
"Dove sono finiti i favorevoli al progetto? - si chiede il consigliere regionale che da sempre si batte contro questo mostro progettuale -. Dove sono finiti i soggetti che da sempre difendono l'opera? Evidentemente hanno altri canali per convincere le forze politiche, dal momento che ieri nessuno ha avuto il coraggio o gli argomenti per venire a difendere l'autostrada a pedaggio. O più smplicemente le ragioni del sì sono così fragili e minoritarie da non poter essere rappresentate pubblicamente". 
"La giornata di ieri - prosegue Dottorini - ha messo definitivamente in evidenza lo scollamento che c'è fra i rappresentanti delle istituzioni che in questi anni a grandissima maggioranza hanno sostenuto il progetto e l'opinione pubblica che non ha mai smesso di manifestare tutta la propria contrarietà a quest'opera assurda che avrà ripercussioni pesantissime sull'ambiente, sul paesaggio e sulle tasche dei cittadini e delle imprese. Le 8mila firme già raccolte contro il progetto autostradale sono un segnale inequivocabile che andrebbe colto  senza esitazioni. Tra l'altro c'è da segnalare che gli intervenuti hanno dimostrato di essere molto ben informati sul progetto e sulle conseguenze che avrebbe su cittadini e territorio la realizzazione dell'opera, nonostante la mancanza di luoghi di discussione e di informazione a cui solo noi abbiamo cercato di supplire attraverso materiale informativo e notizie volutamente sottaciute, come l'esosità del pedaggio previsto".
"Ora  - conclude il presidente di Umbria Migliore - ci aspettiamo che la Giunta di Perugia sia coerente con quanto emerso dal Consiglio di ieri e ritiri al più presto il parere favorevole dato a suo tempo a questa opera. E' il momento che tutte le istituzioni si  allineino con il sentimento di una larghissima fetta di popolazione regionale che dalle piazze, firmando la petizione popolare, sta chiedendo a gran voce a Regione e a tutti gli enti locali coinvolti di fare un passo indietro rispetto a questo delirio infrastrutturale".

Perugia, 27 gennaio 2015

"Ripercussioni pesantissime su ambiente, paesaggio e tasche dei cittadini. Il Consiglio comunale si allinei col sentimento popolare e chieda il ritiro del progetto"

E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI: PERUGIA DICA NO A PROGETTO FOLLE CHE LASCERÀ ALL'UMBRIA SOLO DEVASTAZIONE E PEDAGGIO 

"Spero che i consiglieri comunali e gli amministratori di Perugia oggi sappiano correggere la rotta rispetto a quanto avvenuto in passato e prendere le distanze da un'opera assurda che avrà ripercussioni pesantissime sull'ambiente, sul paesaggio e sulle tasche dei cittadini. Sarebbe un grave errore perseverare nel sostenere a tutti i costi un progetto che non aveva senso venti anni fa, ma che oggi appare arcaico e sconsiderato". È quanto dichiara il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore), portando la propria valutazione rispetto ai temi del Consiglio comunale aperto di Perugia sulla E45 autostrada.
"Oggi il consiglio comunale di Perugia - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - avrà la grande occasione di allinearsi con il sentimento di una larga fetta di popolazione regionale che dalle piazze, firmando la petizione popolare, sta chiedendo a gran voce a Regione e a tutti gli enti locali coinvolti di fare un passo indietro rispetto a quest'opera devastante e costosa. Ormai è chiaro a tutti che i privati coinvolti investiranno per la realizzazione dell'opera solo in cambio di un pedaggio salatissimo a carico dei cittadini. Tutti, compresi i residenti. I numeri relativi alle tariffe che verranno applicate ci parlano di un autentico salasso che si ripercuoterà sui bilanci, già fortemente provati, di famiglie e imprese. E' ormai noto che la Regione ha evitato di chiedere l'esenzione per gli umbri, anche perché non avrebbe potuto farlo dal momento che questa materia, come ha più volte ricordato lo stesso assessore Rometti, è potestà statale, non regionale".
"Oggi - ricorda Dottorini - sono sul campo tutte le informazioni necessarie per far cadere quegli alibi e quelle ambiguità che in questi anni hanno consentito a tanti Comuni di esprimere il proprio consenso alla realizzazione dell'opera. Per questo è necessario che la città di Perugia prenda atto della minaccia che grava sui cittadini e sui territori, pronunciando un No forte e chiaro a questo folle progetto. Ci auguriamo che il consiglio comunale non perda questa preziosa occasione".

Perugia, 26 gennaio 2014

E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI: PERUGIA DICA NO A PROGETTO FOLLE CHE LASCERÀ ALL'UMBRIA SOLO DEVASTAZIONE E PEDAGGIO

OLTRE 7MILA NO CONTRO LA E45 AUTOSTRADA



Un primo risultato importante per l'Umbria e per tutti i cittadini che in questi mesi hanno sostenuto la nostra battaglia contro un'opera inutile e devastante. Oltre 7mila le firme già raccolte che entro la fine dell'anno verranno ufficialmente consegnate al Presidente del Consiglio regionale. Sono la voce di tanti lavoratori e famiglie che si oppongono alla realizzazione di un'opera dal forte impatto ambientale che, a causa del salatissimo pedaggio previsto, avrà conseguenze insostenibili sui bilanci familiari e sulle piccole e medie imprese locali. 

Calcola il tuo pedaggio e firma anche tu la petizione

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"Tariffazione esorbitante, con ripercussioni sulla viabilità secondaria e sulle potenzialità di sviluppo dell'Umbria. Eppure Renzi si era detto contrario alle grandi opere..."



"Il via libera del Cipe alla E45 autostrada è sicuramente una pessima notizia per gli umbri. Al devastante impatto ambientale farà riscontro un pedaggio pesante a carico di cittadini e pendolari, con pesanti ripercussioni sul tessuto economico e imprenditoriale della regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria migliore, commenta l'esito della riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) che si è svolta lunedì, presieduta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
"C'è da chiedersi se il Matteo Renzi che ha dato l'ok a questa assurda opera sia lo stesso che appena due anni fa affermava la necessità di passare dalle grandi opere alle opere utili, rimarcando come fossero le piccole e medie opere a creare sviluppo e occupazione e non le grandi. Purtroppo non è bastata nemmeno la bocciatura del progetto da parte della Corte dei Conti a scalfire le certezze di chi da destra a sinistra continua a lavorare per la realizzazione di quest'opera così lontana dai bisogni dei cittadini e dei territori. A parte la defiscalizzazione, infatti, i 10 miliardi di euro previsti per l'autostrada - prosegue Dottorini - saranno tutti a carico dei cittadini attraverso il pagamento del pedaggio ed i promotori del project-financing hanno previsto una tariffazione esorbitante, con sicure ripercussioni sulle economie familiari, sul traffico delle arterie secondarie e sulle piccole e medie imprese. Se la Regione ha davvero intenzione di far sentire la propria voce e di chiedere agevolazioni sul pedaggio per i residenti umbri, è necessario e urgente che lo faccia tempestivamente perché i tempi stringono e al momento l'unica certezza è che nel Piano economico finanziario non è assolutamente prevista alcuna agevolazione sulle tariffe".
"Secondo tale Piano - spiega il presidente di Umbria Migliore - il promotore del progetto per procedere all'attuazione del programma di investimenti ritiene congrua l'applicazione di una tariffa pari a 0,15225 euro al chilometro per i veicoli leggeri e pari a 0,29757 per quelli pesanti. Applicando un semplice calcolo matematico si scopre che per coprire i circa 50 chilometri che separano Perugia da Città di Castello occorreranno circa 7,60 euro, mentre da Terni a Perugia saremmo attorno ai 12 euro. Ovviamente la stangata sarà quasi doppia per i mezzi pesanti, ma anche per i mezzi di trasporto dei piccoli imprenditori locali. Un autentico salasso per tutti i cittadini umbri che di fatto non hanno alternative alla E45 per spostarsi da una città all'altra all'interno della regione".
"Sono tanti i cittadini - conclude Dottorini - che continuano a firmare la petizione popolare in cui si chiede alla Regione di fare un passo indietro sull'appoggio a quest'opera che, non lascerà soltanto una ferita insanabile per il nostro territorio e per il nostro tessuto produttivo, ma assesterà un colpo insostenibile alle nostre economie familiari e imprenditoriali. E' assolutamente urgente che la Regione rompa gli indugi e si schieri convintamente al loro fianco".

Perugia, 13 novembre 2014
Prosegue a gonfie vele raccolta firme contro un'opera inutile, devastante e dal forte impatto sulle economie familiari"

E45. SABATO 20 DOTTORINI A CITTA' DI CASTELLO E DERUTA PER MOBILITAZIONE CONTRO AUTOSTRADA A PEDAGGIO

"Prosegue a gonfie vele la raccolta firme contro la trasformazione della E45 in autostrada, a dimostrazione che gli umbri sono ben consapevoli che qualora il progetto venisse realizzato il prezzo da pagare per i nostri territori sia in termini economici che ambientali sarebbe altissimo. Da dieci anni ci battiamo coerentemente contro un progetto che sembra cucito su misura per soddisfare gli interessi di chi dovesse aggiudicarsi la realizzazione dell'opera a discapito di cittadini e ambiente. Per questo sabato 20 saremo presenti la mattina al mercato settimanale di Città di Castello ed il pomeriggio, dalle 15 in poi, a Deruta all'assemblea organizzata dal comitato noe45autostrada per dire sempre più forte il nostro No a quest'opera inutile, costosa e devastante per il territorio". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria Migliore, annuncia la propria adesione alle iniziative organizzate in Umbria in occasione della giornata di mobilitazione nazionale promossa dalla rete nazionale "Stop Or-Me" che prevede manifestazioni in tutti i territori coinvolti dal progetto.
"Non è bastata nemmeno la bocciatura del progetto da parte della Corte dei Conti a scalfire le certezze di chi da destra a sinistra continua a lavorare per la realizzazione di quest'opera così lontana dai bisogni dei cittadini e dei territori. I 10 miliardi di euro previsti per l'autostrada - prosegue Dottorini - saranno tutti a carico dei cittadini attraverso il pagamento del pedaggio ed i promotori del project-financing hanno previsto una tariffazione esorbitante. Per questo continueremo la nostra azione dal basso a fianco di chi continua a battersi contro un'opera che qualora venisse realizzata oltre ad assestare un colpo insostenibile alle economie familiari e imprenditoriali, lascerebbe una ferita insanabile per il nostro territorio e per il nostro tessuto produttivo".

Perugia, 19 settembre 2014
"Nonostante abbia affermato l'inutilità delle grandi opere, Renzi mette l'autostrada a pedaggio tra le priorità. E la Regione ribadisce il suo ok, senza chiedere alcuna esenzione o sgravio per i residenti"

E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI: "LA CORTE DEI CONTI BLOCCA IL PROGETTO, MA GOVERNO E REGIONE INSISTONO SULLA CATTIVA STRADA"

"La Corte dei Conti boccia la trasformazione della E45 in autostrada a pedaggio, ma il governo Renzi e la Giunta regionale insistono nella realizzazione di questa follia progettuale. Ovviamente senza alcuna esenzione o sgravio del pedaggio per i residenti e con un impatto ambientale ed economico devastante". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta la delibera con cui la Corte dei Conti ha bloccato la delibera del Cipe di approvazione del progetto di trasformazione della E45 in autostrada, ribadendo le ragioni della mobilitazione contro "un'opera che all'Umbria lascerà soltanto devastazione e pedaggio". 
"Con la delibera della Corte dei Conti - spiega il consigliere - è arrivata la prima battuta d'arresto per il progetto della Orte-Mestre a pedaggio. I dubbi sollevati dalla Magistratura contabile sulle coperture finanziarie che stanno alla base del project financing sono pesanti e non possono passare in sordina. Secondo la Corte dei Conti gli 1,8 miliardi di euro di defiscalizzazioni previsti dal Piano economico finanziario (Pef) necessitano di un ulteriore passaggio normativo ed è indebita la previsione di un surplus aggiuntivo (fino a 9 miliardi) alla remunerazione del capitale investito a carico dello Stato a tutto favore dei privati. Eppure il premier Matteo Renzi, nonostante le sue ripetute dichiarazioni sull'inutilità delle grandi opere per lo sviluppo del paese, ha deciso di gettare ancora un po' di fumo negli occhi agli italiani, inserendo la Orte-Mestre tra le priorità dello Sblocca Italia. Anche la Giunta regionale nel Piano dei Trasporti ribadisce il sostegno a quest'opera assurda, tra l'altro senza fare alcun accenno preciso ad esenzioni o sgravi per il pedaggio degli umbri. Ce n'è abbastanza per proseguire nella mobilitazione, sia attraverso la raccolta firme nella petizione regionale che partecipando alla manifestazione nazionale di protesta indetta dal Comitato No Or-Me per il 20 e 21 settembre per lo stralcio definitivo dell'intero progetto". 
"I rilievi della Corte dei Conti - prosegue Dottorini - fanno scricchiolare il già traballante assetto finanziario alla base di quest'opera inutile e devastante, eppure il Governo Renzi non accenna a ripensamenti. Nella stessa direzione vanno le linee guida del nuovo Piano Regionale dei Trasporti 2014-2024 presentate dalla Giunta regionale. Nel documento si ribadisce purtroppo il parere favorevole della Regione Umbria alla delibera del Cipe, chiedendo l'inserimento del Nodo di Perugia, attualmente assente, ma senza fare alcun cenno alla richiesta di uno sgravio dal pedaggio per i residenti. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l'intero progetto è a carico dei cittadini, delle famiglie delle imprese che si vedranno gravate di un ulteriore salasso economico per potere usufruire dell'unica arteria a scorrimento veloce di cui la nostra regione dispone".

Perugia, 4 settembre 2014




SCARICA IL DOCUMENTO COMPLETO CON I DATI DEL PEDAGGIO 

Chi continua a dire 'Viva l'autostrada, ma senza pedaggio per gli umbri', o è uno sprovveduto o è in malafede. Si abbia almeno il decoro di tacere"

E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI:

"Qualcuno fa finta di cadere dal pero, ma il pedaggio per i residenti è sempre stato parte integrante del progetto di trasformazione in autostrada della E45. Chi continua a dire "Viva l'autostrada, ma senza pedaggio per gli umbri" o è uno sprovveduto o è in malafede. Da questo punto di vista infatti il Piano economico finanziario parla chiaro: i privati rientreranno dell'investimento attraverso la defiscalizzazione e soprattutto attraverso il pedaggiamento che sarà a carico principalmente dei residenti, essendo la E45 un'arteria a servizio di un traffico essenzialmente locale. L'unico modo per evitare questo salasso alle famiglie e alle imprese umbre è togliere il consenso della nostra regione e dei nostri comuni a questo assurdo progetto che avvantaggerà qualche più o meno spregiudicato gruppo imprenditoriale e lascerà all'Umbria solo devastazione e pedaggio". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria migliore commenta le tante prese di posizione di pseudo-ravvedimento all'indomani della pubblicazione dei dati sul pedaggiamento della E45, annunciando di aver predisposto il "Pedaggiometro" attraverso il quale chiunque potrà avere le stime dell'ammontare del pedaggio nelle tratte di propria percorrenza, collegandosi a questo indirizzo.
"È bene che i cittadini si rendano conto di cosa li attende. Le finte lacrime di coccodrillo e l'ipocrisia non servono a nulla, se non ad ingannare i cittadini. Se c'è veramente la volontà di evitare questo ennesimo balzello agli umbri, se veramente si ha a cuore uno sviluppo equilibrato della nostra regione, si abbia il coraggio di comunicare al governo che l'Umbria ritira il proprio consenso alla trasformazione in autostrada. Il  Piano economico finanziario dei privati, così spietato nelle sue cifre, ci conferma che tutte le pressioni che avrebbe fatto la Regione per alleviare il pedaggio non sono state tenute in alcuna considerazione. E non sarebbe potuto essere altrimenti dal momento che senza pedaggio per i residenti quell'opera è economicamente insostenibile e le banche stesse non avrebbero sufficienti garanzie per erogare crediti ai privati. Il fatto che la Giunta regionale abbia tenuto per così tanto tempo nei cassetti questo documento, senza renderlo pubblico neppure ai consiglieri regionali, la dice lunga sull'imbarazzo e sulla credibilità di chi ha fatto di quest'opera il baluardo del proprio modo di intendere lo sviluppo, la green economy e la filiera turismo-ambiente-cultura".

Perugia, 30 luglio 2014

E45 AUTOSTRADA. CALCOLA IL TUO PEDAGGIO - dario di bello

E45 AUTOSTRADA. CALCOLA IL TUO PEDAGGIO

"Dati molto preoccupanti: 7,60 euro per andare da Città di Castello a Perugia, 12 euro per coprire la tratta Perugia-Terni". Dottorini interroga la Giunta: "Renda pubbliche notizie in suo possesso. Necessario abbandonare demagogia e ascoltare ragioni di chi si batte contro opera faraonica e anacronistica"
 
E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI: "IL PEDAGGIO SI PAGHERA' E SARA' CARO PER TUTTI. DAL PIANO FINANZIARIO UN AUTENTICO SALASSO A CARICO DEI CITTADINI"

"Altro che esenzione per i residenti, il pedaggio ci sarà e lo pagheremo anche caro. I privati che hanno promosso il project-financing per la trasformazione della E45 in autostrada hanno previsto una tariffazione esorbitante che graverà sui cittadini per almeno 40 anni". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria migliore, commenta i dati del Piano economico finanziario (PEF) elaborato dagli stessi privati che finanzieranno la trasformazione della E45 in autostrada, annunciando un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per chiedere che renda pubbliche tutte le notizie in suo possesso, compresa la Relazione illustrativa al Piano finanziario per la realizzazione del corridoio di viabilità autostradale della tratta Orte-Mestre.
"Secondo il Piano finanziario - spiega Dottorini - il promotore del progetto per procedere all'attuazione del programma di investimenti ritiene congrua l'applicazione di una tariffa pari a 0,15225 euro al chilometro per i veicoli leggeri e pari a 0,29757 per quelli pesanti. Applicando un semplice calcolo matematico si scopre che per coprire i circa 50 chilometri che separano Perugia da Città di Castello occorreranno circa 7,60 euro, mentre da Terni a Perugia saremmo attorno ai 12 euro. Ovviamente la stangata sarà quasi doppia per i mezzi pesanti, ma anche per i mezzi di trasporto dei piccoli imprenditori locali. Un autentico salasso che, se non immediatamente smentito, chiamerebbe in causa anche le responsabilità di chi non ha adeguatamente informato sia i cittadini sia chi per essi deve assumere decisioni nelle sedi istituzionali. Soprattutto i sostenitori della mega-opera dovrebbero abbandonare la demagogia e le ambiguità con le quali in questi anni hanno preso in giro i cittadini. A nulla valgono più le finte rassicurazioni di chi parla di esenzioni o alleggerimenti per i residenti, dal momento che l'arteria è utilizzata essenzialmente da un traffico locale e senza il contributo dei residenti il progetto risulterebbe insostenibile e irrealizzabile. Oggi è chiaro quindi che il pedaggio lo pagheremo tutti e, purtroppo, dai dati emerge un quadro ancora più sconfortante del previsto. Il combinato di volumi di traffico molto bassi e di costi di realizzazione elevati, ci mette di fronte a una cruda realtà: per rientrare dall'investimento sarà necessario un pedaggio pesante a carico dell'intera collettività. E' una brutta notizia per tutti, ma in particolare per i pendolari e per gli imprenditori locali che in questi anni sono stati presi in giro con false promesse e che invece dalla trasformazione della E45 in autostrada riceveranno contraccolpi insostenibili in termini economici".
"Le associazioni e i movimenti che in questi mesi si sono mobilitati, attraverso la raccolta firme sulla petizione regionale, contro il progetto della Orte-Mestre - ricorda Dottorini - sono consapevoli che i privati non sono dei benefattori e che i 10 miliardi previsti per la realizzazione graveranno sulle spalle dei cittadini. I contribuenti si vedranno caricati dei costi di un'opera faraonica e anacronistica, che risponde più ai legittimi appetiti di qualche gruppo imprenditoriale che alle esigenze infrastrutturali della nostra regione. E' bene che l'ampio schieramento dei sostenitori dell'autostrada, che va dal Pd a Forza Italia, dai Socialisti al Ncd - conclude Dottorini - faccia un passo indietro sull'appoggio ad un'opera che, non lascerà soltanto una ferita insanabile per il nostro territorio e per il nostro tessuto produttivo, ma assesterà un colpo insostenibile alle nostre economie familiari e imprenditoriali".

Perugia, 28 luglio 2014


"Un insieme di relazioni trasversali agli schieramenti politici per un quadro tutt'altro che rassicurante. I privati anticiperebbero le risorse, ma a pagare l'opera sarebbero i cittadini attraverso pedaggio e defiscalizzazione" 

E45. DOTTORINI:

"Dai verbali relativi all'inchiesta sul Mose stanno emergendo risvolti inquietanti che riguardano anche il mega progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Mestre. Un intreccio di relazioni trasversali agli schieramenti politici sembra delineare i contorni di un affare che poco ha a che vedere con l'interesse pubblico e molto con gli appetiti di possibili gruppi di potere. E' esattamente ciò che i cittadini che si battono contro questo mostro di cemento e asfalto denunciano da sempre: non ci sono motivazioni plausibili per un intervento di tali dimensioni, il progetto portato avanti dalla cordata Bonsignore è inutile, dannoso per l'economia e per l'ambiente e senza alcuna logica infrastrutturale". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, interviene sullo scandalo della Orte-Mestre portato alla luce dal "Il Fatto Quotidiano" oggi in edicola.
"È significativo - continua Dottorini - che dai verbali degli interrogatori sullo scandalo Mose, emergano delle testimonianze che descrivono una trasversalità di personaggi coinvolti tutt'altro che rassicurante. Attorno alla torta da 10 miliardi di euro che i cittadini delle regioni coinvolte saranno chiamati a pagare anche attraverso il pedaggio si sarebbero concentrati appetiti bipartisan che potrebbero spiegare la tenacia con cui si persegue questo assurdo disegno infrastrutturale. Il fatto inquietante è che a tutt'oggi non è ancora dato conoscere il piano economico-finanziario del progetto. Ciò che appare evidente tuttavia è che il meccanismo del project financing fa in modo che i privati anticipino le risorse, ma che il conto lo paghino i cittadini sia attraverso il pedaggio che attraverso la defiscalizzazione a carico dello Stato. Persino il rischio d'impresa sarebbe a carico dei contribuenti. Infatti ricavi inferiori alle previsioni, con volumi di traffico insufficienti, comporterebbero l'impegno dello Stato a intervenire pagando la differenza. Quindi oltre al pedaggio a carico dei cittadini e alla defiscalizzazione a carico dello Stato, anche gli eventuali errori di valutazione economica ricadrebbero sulle spalle del pubblico. Una situazione insostenibile che la retorica delle grandi opere non riesce più a mascherare. C'è solo da sperare che siano gli scandali di queste settimane ad aver indotto il governo Renzi a rallentare l'iter di approvazione del progetto che ormai da qualche mese avrebbe dovuto essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale". 
"In ogni caso - aggiunge il consigliere regionale - noi che da dieci anni ci battiamo coerentemente contro un'opera che pare fatta su misura per assecondare gli interessi di qualche più o meno raccomandabile gruppo imprenditoriale, continueremo nella nostra attività di raccolta firme a fianco dei comitati civici e dei cittadini. Per questo abbiamo attivato anche la possibilità di firmare on-line la petizione all'indirizzo www.dottorini.com e saremo presenti nelle principali piazze dell'Umbria con i nostri banchetti per proporre un'altra versione dei fatti rispetto a chi tenta di mascherare i risvolti devastanti della trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 come un toccasana per la nostra economia".

Perugia, 9 luglio 2014

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