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Ultime notizie in Dai territori

"Inopportuno affidamento a Codep, il nuovo Piano delle acque dovrà tenere conto di una situazione esplosiva"
 
"Il sequestro dell'impianto di depurazione dei reflui zootecnici di Bettona è un'ulteriore dimostrazione della gravità della situazione della gestione degli allevamenti zootecnici a Bettona e in tutta la nostra regione. All'indomani della decisione del consiglio comunale di Bettona che lascia a Codep la gestione dell'impianto di depurazione, questo sequestro non fa altro che confermare quanto meno l'inopportunità di tale affidamento. Questo ultimo provvedimento cautelare dimostra quanto siano fondate le preoccupazioni dei cittadini di Bettona e quelle formalizzate dal nostro gruppo attraverso le osservazioni e gli emendamenti al Piano di tutela delle acque prossimamente in discussione in Consiglio regionale". Questo il commento del capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv Oliviero Dottorini alla notizia del sequestro da parte dei Carabinieri del Noe dell'impiando di depurazione di Bettona.
"Pur non conoscendo le motivazioni reali che hanno portato al sequestro - aggiunge l'esponente dell'Idv -  voglio comunque manifestare apprezzamento per l'iniziativa delle forze dell'ordine e affermare che quando si parla di ambiente e di tutela della salute occorre procedere con il massimo rigore. Sarà opportuno che anche la politica sappia trovare una soluzione razionale, equilibrata e definitiva a una situazione che non può più essere tollerata".
 
Perugia, 19 novembre 2009
Presentato pacchetto emendamenti del gruppo Verdi per i valori - Idv: "Necessaria soluzione ragionevole, sostenibile e definitiva per Bettona e Marsciano"

PIANO ACQUE. SU ALLEVAMENTI ZOOTECNICI EVITARE SOLUZIONI PASTICCIATE E INCIUCI

"La situazione ambientale di Bettona e Marsciano ci racconta di un territorio violato e inascoltato per troppo tempo, di supponenze e arroganze che per anni non hanno trovato alcun argine. E' giunto il momento che le politiche regionali individuino una soluzione ragionevole, sostenibile e definitiva per quei territori e per la zootecnia dell'intera regione evitando soluzioni pasticciate o escamotage regolamentari. Da anni denunciamo, assieme ai comitati locali e alle forze politiche più responsabili, lo scempio ambientale e le possibili ripercussioni sulla salute di una gestione quanto meno discutibile dell'intera filiera degli allevamenti suini. Il triste evolversi di questa vicenda, con gli arresti dell'estate scorsa e capi di imputazione di assoluta gravità, ci dimostra che in tanti anni sono stati prodotti danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività. Nel discutere il Piano di tutela delle acque dovremo tener conto di tutti questi aspetti, rigettando ogni tentativo di inciucio tra schieramenti che già pochi mesi fa ha portato ad avallare la posizione del comune di Bettona, proprio alla vigilia della clamorosa vicenda giudiziaria che ha sconvolto l'intera regione e che ha visto al centro delle bufera giudiziaria proprio quel comune". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia la presentazione del pacchetto di emendamenti del gruppo dei Verdi per i valori - Idv al provvedimento "Norme in materia di tutela e salvaguardia delle risorse idriche" in discussione nei prossimi giorni in Consiglio regionale.
"I nostri emendamenti - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - sono dettati dall'esigenza di evitare che si ripetano situazioni come quelle che hanno segnato i territori di Bettona e Marsciano. Per quanto ci riguarda, è assolutamente discutibile l'idea di proseguire con gli impianti che sono stati causa del disastro ambientale di quell'area, così come prevede la proposta di Piano di tutela delle acque. Chiederemo di dotare le aziende di impianti di stalla e di sgomberare ogni equivoco riguardo alla possibilità di impianti che trattino rifiuti. In ogni caso va evitato ogni rischio che qualcuno, come purtroppo è accaduto finora, trovi scappatoie per aggirare le norme poste a salvaguardia della salute dei cittadini e della tutela dell'ambiente. Non si capisce, infatti, come sia potuto accadere che in questi territori alla diminuzione dei capi suini abbia fatto riscontro un aumento dell'inquinamento. Così come non si capisce come si sia potuto tollerare un palese conflitto di interessi tra controllore e controllato nelle vicende della gestione degli impianti di depurazione. Bisogna garantire che le regole fissate siano rispettate da tutti gli allevamenti e che nelle valutazioni e scelte future vengano coinvolte anche le associazioni ambientaliste e i cittadini".
"Noi crediamo in uno sviluppo duraturo, sostenibile, non imitabile - continua il Presidente della prima commissione di Palazzo Cesaroni -. Crediamo pertanto che non sia conveniente, sia dal punto di vista ambientale che economico, continuare ad incentivare un'economia, quella della soccida, che individua l'Umbria come territorio da sfruttare senza lasciare niente alla nostra regione, se non i reflui e i residui degli allevamenti. L'Umbria - conclude Dottorini - deve abbandonare il modello degli allevamenti intensivi, ridurre in modo drastico il numero dei capi consentiti e puntare con decisione sulla qualità e la tipicità dei prodotti, costruendo una filiera interamente locale, in grado di valorizzare al meglio il prodotto legato al territorio".

Perugia, 14 novembre 2009

LA VERGOGNA DELL'EX OSPEDALE

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Sopralluogo dei due consiglieri all'ex ospedale: " Depredata la chiesa, situazione di totale abbandono. Saremo al fianco di chi si oppone a un progetto devastante"

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"Il fatto che si sia deciso di procedere alla stipula del contratto di quartiere su un progetto diverso da quello portato in partecipazione e proprio nel momento in cui il comitato locale stava partendo con una campagna di sensibilizzazione verso i cittadini è indicativo delle difficoltà in cui si dibatte l'amministrazione comunale per fronteggiare l'ondata di indignazione per un progetto, quello della ex Fat, devastante per l''intera città". Questo il commento del consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i Valori - Idv) e del consigliere comunale Roberto Lensi (Verdi e civici - Idv) riguardo alla "scelta scellerata" dell'amministrazione comunale di Città di Castello di procedere alla firma del contratto di quartiere relativo alla ex Fat. I due consiglieri qualche giorno fa hanno effettuato un sopralluogo all'interno dei locali del vecchio Ospedale cittadino: "Dopo dieci anni di totale abbandono - raccontano - il degrado è pressoché totale, ma è davvero grave non aver tutelato con la doverosa cura la piccola chiesa interna, un gioiello di fine Settecento dove sono stati battezzati quasi tutti i tifernati, che è stata depredata dai ladri che non si sono limitati a rubare tutti i preziosi arredi, in particolare due pregevoli tele ovali che rappresentano S. Florido e S. Amanzio, ma anche ad asportare e danneggiare il tabernacolo ed i marmi dell'altare (come si dice "hanno portato via anche il ciborio") e gli stucchi alle pareti".
"Riteniamo doveroso segnalare il fatto alla cittadinanza - continuano Dottorini e Lensi - perché rifletta ancora sulla scelta sciagurata di avviare i lavori per il recupero dell'area ex Fat secondo un progetto devastante, peraltro diverso da quello originariamente presentato ed approvato, che, alla faccia della partecipazione, nessuno conosce e che soddisfa solo gli interessi della proprietà. Secondo il nuovo progetto si realizzeranno 28 appartamenti da locare a canone concordato, la piazza dell'Archeologia sarà pavimentata per il "miglioramento della salvaguardia dei ritrovamenti archeologici" (sic), o meglio per realizzare il parcheggio del complesso commerciale che verrà realizzato al piano terra (2.095 metri quadri), le volumetrie che dovessero in corso d'opera essere perdute saranno considerate come "quantità edificatoria premiale" e quindi recuperate altrove dai proprietari. Una scelta decisamente da contrastare, che vede la giunta comunale insensibile a confrontarsi su qualsiasi ipotesi di intervento alternativo e la proprietà Fat-Fintab d'accordo a realizzare, in uno dei luoghi più suggestivi della città, un "bubbone" che comprometterà per sempre la bellezza di un luogo di assoluto valore architettonico. Un'impresa finanziariamente molto impegnativa, a rischio di non recuperare l'investimento (perché non sono ancora iniziati i lavori dell'ex Cinema Vittoria?) e che, oltretutto, tradisce lo spirito originario del Contratto di quartiere".
"Intendiamo ribadire la nostra ferma contrarietà al progetto - aggiungono gli esponenti dell'Italia dei Valori - per considerare invece l'idea di spostare l'intervento di riqualificazione sulla struttura del vecchio ospedale che, per il pregio architettonico e per le destinazioni possibili (servizi sanitari ed uffici pubblici, spazi commerciali, residenzialità di pregio) sarebbe quello da privilegiare per rivitalizzare davvero una zona così nevralgica del centro storico, ripristinando nell'area occupata dai capannoni un grande spazio verde attrezzato che possa valorizzare le testimonianze archeologiche ed i complessi monumentali circostanti. Invitiamo pertanto tutti quanti hanno a cuore il bene della città a prendere posizione, ad esprimersi ed a mobilitarsi per scongiurare un intervento sbagliato ed irreparabile. Assicuriamo fin d'ora il nostro impegno e la nostra disponibilità a sostenere tutte le iniziative più appropriate, a iniziare dalla raccolta di firme che il comitato Prato-Mattonata ha lanciato per tentare di riportare alla ragione un'amministrazione molto sensibile agli interessi privati e incurante delle sorti dell'intera città".

Perugia, 23 ottobre 2009

Visita ospedale vecchio Visita ospedale vecchio
"Territorio violato e inascoltato per troppo tempo. Pronti a presentare proposta di legge per commissione che valuti danni, responsabilità e conflitti di interesse"

BETTONA. CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO PER ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA

"La situazione legata alle indagini in corso a Bettona ci appare ogni giorno più preoccupante. Occorre convocare alla prima data utile una seduta di Consiglio regionale straordinaria per affrontare in modo aperto e senza unanimismi di facciata le possibili vie d'uscita da una situazione grave per i danni che ha provocato all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, almeno in alcune sue articolazioni".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, torna sull'inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Perugia sul depuratore di Bettona e propone la convocazione di un Consiglio regionale straordinario, da tenersi alla ripresa dei lavori consiliari, che possa pervenire anche all'istituzione di una commissione d'inchiesta in grado di valutare i danni provocati all'ambiente e alla salute, i probabili conflitti di interesse dei tecnici locali dell'Arpa, le eventuali responsabilità politiche.
"I capi d'imputazione che vengono contestati - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - sono della massima gravità e ci raccontano di un territorio violato e inascoltato per troppo tempo, di supponenze e arroganze che per anni non hanno trovato alcun argine. Per questo noi Verdi e civici ci rendiamo disponibili da subito a presentare una proposta di legge, da discutere al primo consiglio utile, per l'istituzione di una commissione d'inchiesta che faccia piena luce sul danno ambientale e paesaggistico che il territorio di Bettona sta vivendo e accertare se vi siano state responsabilità politiche o negligenze, soprattutto da parte dei vertici locali dell'Arpa. Chiediamo ai gruppi di maggioranza e - perché no? - anche di opposizione di sottoscrivere la proposta di legge e di coinvolgere nella stesura dei punti cardine che la commissione dovrà affrontare anche i comitati locali e le associazioni ambientaliste".
"Da anni - ricorda Dottorini - denunciamo, assieme ai comitati locali e alle forze politiche più responsabili, lo scempio ambientale e le possibili ripercussioni sulla salute di una gestione quanto meno discutibile dell'intera filiera degli allevamenti suini. Il triste evolversi di questa vicenda ci dimostra che in tanti anni sono stati prodotti danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività. Per questo sarebbe opportuno, alla luce delle ultime vicende, trovare le modalità per rimettere in discussione quanto deciso poche settimane fa da un Consiglio regionale che, con il solo voto contrario di Verdi e civici e Prc, ha di fatto avallato la posizione del comune di Bettona. Comune che ora si trova proprio al centro della bufera giudiziaria. Indagini come quelle che oggi vedono coinvolte diverse decine di persone devono farci capire, se ancora ce ne fosse bisogno, che non è possibile aggirare le regole e che l'economia dell'Umbria trova il suo perno nella filiera turismo-ambiente-cultura. E l'Umbria non può accettare di veder messa in discussione la tutela dei suoi gioielli ambientali e culturali".

Perugia, 7 agosto 2009
Grave la scelta di dare l'ok al progetto della ex Fat, mentre vengono persi i finanziamenti per la riqualificazione del centro storico"

EX-FAT E PUC2. IL DANNO E LA BEFFA, L'AMMINISTRAZIONE CAMBI ROTTA

"Dopo il danno, la beffa. Oltre alla sciagurata scelta di dare il via libera a un progetto impresentabile come quello della ex Fat, oggi l'amministrazione comunale deve ammettere di essere stata esclusa anche dai finanziamenti per i Piani urbani complessi (Puc2). Sono due notizie una più grave dell'altra". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Regione e presidente della Commissione bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni commenta la doppia notizia relativa all'annuncio del sindaco Cecchini di firmare la convenzione per il Contratto di quartiere e alla perdita dei finanziamenti per i cosidetti Puc2.
"E' grave - spiega Dopttorini - che l'amministrazione comunale di Città di Castello continui a perseguire senza ripensamenti un progetto devastante come quello relativo alla Ex Fat. Come se non bastasse la Piastra logistica, la lottizzazione all'area ex Bacchi, adesso il degrado del centro storico verrà arricchito di un intervento da realismo socialista, non condiviso dai cittadini e privo di una qualsivoglia visione della città. A questo proposito la nostra opposizione sarà ferma e utilizzeremo tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per evitare alla città uno scempio che andrà a stravolgere il suo cuore storico e architettonico. Il problema a nostro avviso deve essere affrontato nell'ambito della redazione del nuovo Piano regolatore".
"A questo esempio di cattiva amministrazione si aggiunge oggi la perdita dei finanziamenti per i Puc2. Già un anno fa il nostro capogruppo comunale Roberto Lensi aveva evidenziato la poca sensibilità degli amministratori locali verso gli interessi della città e del suo centro storico, sottolineando il grave ritardo nella pubblicazione degli avvisi, la loro vigenza nel pieno del periodo feriale estivo, il tardivo e frettoloso coinvolgimento delle categorie interessate. Oggi la triste conferma di finanziamenti che vanno in fumo e avrebbero potuto contribuire alla riqualificazione di un centro storico che sta vivendo un degrado avvilente. Adesso gli amministratori tifernati dovranno avviare una seria riflessione sui perché l'Altotevere sia rimasto escluso dai finanziamenti del Puc2 e su come realizzare progetti lungimiranti, condivisi e partecipati con i cittadini".

Perugia, 1 agosto 2009

BETTONA. SITUAZIONE PREOCCUPANTE, ORA SOLUZIONI REALI

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"Le preoccupazioni del comitato erano più che fondate, chiediamo massima chiarezza e accertamento delle responsabilità, anche per tranquillizzare la popolazione locale"

BETTONA. SITUAZIONE PREOCCUPANTE, ORA SOLUZIONI REALI

"Pensavamo che piovesse, non che grandinasse. Oggi possiamo solo dire che non erano campate in aria le nostre ripetute richieste di chiarimenti riguardo all'allarmente situazione degli allevamenti a Bettona. L'azione dei Noe provoca in noi grande preoccupazione e ci spinge a ribadire con forza la necessità di una soluzione reale, ambientalmernte sostenibile e partecipata per quel territorio. Troppe commistioni, troppa spegiudicatezza, troppe false rassicurazioni hanno fatto sì che oggi ci troviamo di fronte a un evento inaspettato anche per chi questa situazione la segue ormai quotidianamente da tanti anni. Chiediamo la massima chiarezza e l'accertamento delle responsabilità, anche per tranquillizzare la popolazione locale rispetto ai rischi di inquinamento".
Questo il primo commento del capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini alla notizia dell' operazione del Noe "laguna de cerdos" che avrebbe portato alla luce un`organizzazione dedita al traffico illecito degli scarti della depurazione.
"Per anni - aggiunge Dottorini - si è cercato di far passare un gruppo di cittadini che lottavano per il bene comune e per la sicurezza del proprio territorio come degli estremisti che volevano impedire ogni forma di sviluppo. Oggi, al di là di come evolveranno gli eventi, abbiamo la dimostrazione che le preoccupazioni manifestate in questi anni erano più che fondate. Adesso occorre una grande operazione di trasparenza e di assunzione di responsabilità da parte di chi ha fino ad oggi negato l'evidenza. Continueremo a chiedere con forza che qualsiasi decisione politica riguardante il futuro del territorio di Bettona venga assunta in strettissimo raccordo con il comitato locale. Il nostro principio di garantismo non viene mai meno e anche in questo caso affermiamo che ogni cittadino è innocente fino a prova contraria. Ma non ci si venga a ripetere che a Bettona tutto funzionava nel rispetto delle regole, quando già si erano registrate discrepanze evidenti, già denunciate attraverso una nostra interrogazione, tra i dati dell'Arpa territoriale e quelli dell'Arpa provinciale. Ancora una volta siamo stati lungimiranti nel prendere le distanze, votando contro in Consiglio regionale, da quanto il Pdl regionale ha proposto in Consiglio non più di un mese fa".

Perugia, 29 luglio 2009
"Necessari controlli dei rifiuti in entrata, sulle acque, sull'aria e sui terreni circostanti. Arpa e Noe si occupino dell'episodio e diano certezze ai cittadini"

INCENDIO BELLADANZA. PERPLESSITA' SU GESTIONE DISCARICA

"Le perplessità sulle modalità di gestione della discarica di Belladanza non finiscono mai. Dopo i presunti sversamenti liquidi di alcuni mesi fa e l'incendio dell'estate scorsa, la notizia di un'ulteriore incendio divampato nella serata di ieri con l'innalzamento di una densa colonna di fumo desta preoccupazione e ci induce a chiedere immediati chiarimenti a Sogepu e al comune di Città di Castello. E' necessario inoltre che ad occuparsi della vicenda siano l'Arpa e i Noe per fornire dati chiari sulle emissioni e sulla sicurezza per la salute dei cittadini".
Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di palazzo Cesaroni, annuncia con queste parole la prossima presentazione di un'interrogazione consiliare per conoscere i motivi dei ripetuti episodi anomali verificatisi all'interno dell'impianto di smaltimento dei rifiuti.
"Le popolazioni dei territori circostanti hanno il diritto di poter vivere in tranquillità. Per questo dobbiamo avere la certezza che non vi siano rischi per la salute e per l'ambiente circostante - aggiunge Dottorini - e capire se siamo di fronte a una gestione corretta dell'impianto. Questo ennesimo episodio anomalo ci impone di richiedere una rendicontazione sull'attività della discarica, in particolare per conoscere quali batterie di controlli vengono effettuate sui rifiuti in entrata, sulle acque dei pozzi piezometrici e privati, sull'aria e anche sui terreni circostanti. Sono dati che, assieme a quelli sulla periodicità e sui soggetti che effettuano i controlli, dovrebbero essere disponibili a tutti. Perché non vengono messi in rete? La trasparenza è il primo requisito per una corretta gestione dei rifiuti e per chiunque abbia l'ambizione di conquistare la fiducia dei cittadini. Il ripetersi di episodi anomali non aiuta a creare un clima disteso e collaborativo. La normativa nazionale stabilisce criteri precisi per la gestione delle discariche. A noi risulta difficile immaginare il divampare un incendio, nel momento in cui vengono rispettati i regolari criteri di gestione, come ad esempio la corretta copertura con lo strato di terra. Ma magari sono altri i motivi dell'incendio. Per questo è necessario fare chiarezza. A nostro avviso - conclude Dottorini - è necessario attivare con estrema urgenza un'indagine di carattere ambientale-sanitario per monitorare la qualità dei rifiuti conferiti in discarica e per verificare che non vi siano alterazioni atmosferiche e per l'ecosistema agricolo e zootecnico dell'area circostante".

Perugia, 24 luglio 2009
EX-FAT/CONTRATTO DI QUARTIERE 2
INTERROGAZIONE DI OLIVIERO DOTTORINI




Il Sindaco al Comitato Prato-Mattonata: Fate partire il progetto, poi la Regione concederà la perequazione.
L'Assessore Rometti: Falso, la perequazione non compete a noi

Il Consigliere regionale Oliviero Dottorini interroga la Giunta Regionale e smaschera la false rassicurazioni del Sindaco di Città di Castello al Comitato Prato-Mattonata.
Ecco la bozza di stenografico del question-time del 21 luglio 2009.
Su Tevere TV venerdì 24 luglio ore 16.30
Su Tele radio Gubbio giovedì 23 luglio ore 17.00.


- Scarica la bozza di stenografico
- Scarica il testo dell'interrogazione


EX FAT. DOTTORINI (VERDI E CIVICI):NESSUNA PEREQUAZIONE POSSIBILE, SMASCHERATO TENTATIVO MALDESTRO DI INGANNARE I CITTADINI
"Indecente cercare il consenso al progetto con escamotage e trucchetti di basso profilo. L'amministrazione dia risposte serie e concrete a comitato e consulta"


"Non si può procedere in questo modo. Non è con escamotage o con false rassicurazioni che si ristabilisce un clima di fiducia e collaborazione con i cittadini. Soprattutto quando a essere in gioco è la storia, la cultura e la vivibilità di una città già troppo a lungo maltrattata". Con queste parole il Capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha commentato la risposta che l'assessore Silvano Rometti ha dato alla sua interrogazione urgente relativa al Contratto di Quartiere 2 di Città di Castello.
Il sindaco Cecchini nei giorni scorsi aveva rassicurato il comitato popolare Prato-Mattonata e la Consulta del Centro storico affermando che la Regione avrebbe garantito la perequazione una volta avviati i lavori. Il tutto senza perdere i finanziamenti relativi al Contratto di quartiere 2.
"Oggi - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - l'assessore Rometti ci conferma che quelle dell'amministrazione sono tutte promesse che non potranno essere mantenute dal momento che non è possibile alcuna forma di perequazione, se non mettendo in conto la perdita del contributo pubblico. La verità è che quella della ex Fat è una delle tante storie di cattiva amministrazione che appesantisce le potenzialità di rilancio di Città di Castello. Non si capisce come abbia fatto l'amministrazione comunale tifernate a dare il via libera a un progetto che oggi tutti riconoscono essere impresentabile. Come mai non ha neppure preso in considerazione le ripetute osservazioni che il comitato dei cittadini dei quartieri Prato e Mattonata, la Soprintendenza, le associazioni ambientaliste hanno avanzato con grande senso civico e senza mai alzare i toni, anche quando dalle forze di maggioranza giungevano accuse vergognose e infondate. La gravità della situazione oggi è sotto gli occhi di tutti: abbiamo un'area all'interno del centro storico ormai in pieno degrado, abbiamo un progetto che, se attuato, porterebbe un colpo gravissimo all'immagine e alla vivibilità della città, abbiamo la spada di Damocle di finanziamenti pubblici che potranno essere erogati solo sul progetto originario. Ormai è riconosciuto da molti che la soluzione per quell'area, così preziosa per i suoi rilevamenti storici e archeologici, non sta nei casermoni stile 'realismo socialista', né nei centri commerciali con tanto di posteggio-auto all'interno delle mura urbiche (come progettato dal comune), ma in qualche forma di perequazione che consenta al centro storico di respirare e di veder valorizzate le proprie qualità culturali e architettoniche e alla proprietà Fintab di godere di altri vantaggi al di fuori del perimetro storico della città. Oggi - conclude Dottorini - sarebbe opportuno che un'amministrazione comunale responsabile facesse lo sforzo di dare risposte serie, concrete e se necessario coraggiose. Altrimenti si finisce per arrampicarsi sugli specchi o per dare rassicurazioni che poi si rivelano prive di fondamento. Correndo il rischio di essere malamente smascherati. Così come è avvenuto".

Perugia, 21 luglio 2009

QUESTION TIME (1)/URBANISTICA: "PER AREA EX-FAT DI CITTÀ DI CASTELLO NON E' PERVENUTA ALCUNA RICHIESTA DI VARIANTE E LA PEREQUAZIONE NON E' DI COMPETENZA REGIONALE" - ROMETTI RISPONDE A DOTTORINI (VERDI E CIVICI)
22/7/2009 -

(Acs) Perugia, 22 luglio 2009 - "Sul progetto del Contratto di quartiere 2 dell'Area ex-Fat di Città di Castello, non è pervenuta alla Regione alcuna richiesta di variante. La procedura di autorizzazione alla perequazione non è di competenza regionale, è regolata da norme precise: dal piano regolatore, dalla legge regionale sui centri storici. La regione quindi non può autorizzare alcunché, svincolato da questo contesto normativo. Occorre, infine, precisare che qualsiasi modifica dei lavori autorizzati nel Programma deve essere compresa all'interno del perimetro approvato". Questa la risposta dell'assessore ai centri storici, Silvano Rometti, all'interrogazione del consigliere Oliviero Dottorini (Verdi e Civici) che chiedeva di sapere se fosse vero quanto affermato dal sindaco di Città di castello che in un recente incontro con il comitato popolare Prato-Mattonata e con la Consulta del Centro storico aveva detto che la Regione si sarebbe fatta carico di "autorizzare la perequazione, garantendo dal rischio di perdere i finanziamenti del 'Contratto di Quartiere 2', qualora durante i lavori venissero ritrovati reperti storici e archeologici". Illustrando la sua interrogazione, Dottorini ha parlato del progetto elaborato dall'Amministrazione comunale di Città di Castello, relativo al "Contratto di quartiere 2" dell'area ex-Fat, come di esempio di "cattiva amministrazione, un affronto alla cultura, alla storia e al decoro della quarta città umbra". Secondo l'interrogante il progetto è "impresentabile", e l'Amministrazione comunale non ha tenuto in alcun conto le numerose osservazioni, "avanzate con grande senso civico", dei comitati cittadini dei quartieri Prato e Mattonata, della Soprintendenza delle associazioni ambientaliste: "Dalla maggioranza, anzi - ha detto Dottorini - sono venute, a chi legittimamente criticava, accuse infondate e vergognose".
Dottorini ha parlato di situazione di "grave degrado del'area e di un progetto che se attuato produrrebbe un danno gravissimo all'immagine e alla vivibilità della città. "
Il consigliere Dottorini, nel ringraziare l'assessore Rometti per la chiarezza della risposta, preso atto che non esiste alcuna possibilità di perequazione rimanendo nell'ambito del progetto del Contratto di quartiere, ha detto di ritenere "gravissimo l'atteggiamento del sindaco di Città di Castello le cui assicurazioni non hanno alcun fondamento perché la Regione non ha assicurato alcuna perequazione e non potrebbe del resto farlo. Si continua a strappare consensi attraverso escamotage e false rassicurazioni. Alla luce di ciò, appare sempre più indispensabile quanto chiedevamo all'inizio, e cioè lo sforzo di un progetto compatibile allo sviluppo armonico della città. Ma in questi mesi e questi anni - conclude - abbiamo trovato solo la supponenza di una Amministrazione comunale senza capacità strategiche". RED/tb
"Episodio che rischia di gettare discredito su fonti rinnovabili e che aggiunge altre ombre sulle modalità di gestione degli allevamenti zootecnici in Umbria"

"Quanto avvenuto a Bevagna non fa che aggiungere perplessità e preoccupazione rispetto a una gestione quanto meno discutibile dei reflui zootecnici nella nostra regione. Non è nostra intenzione entrare nel merito di una vicenda che sarà oggetto di indagini e approfondimenti. Chiediamo però che sia fatta piena luce su questo episodio che rischia di gettare discredito su una modalità avanzata di produzione energetica e che allo stesso tempo aggiunge altre ombre sulle modalità di gestione degli allevamenti zootecnici in Umbria". Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta con queste parole il sequestro da parte dei carabinieri del Noe di un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse nella zona di Bevagna.
"Ciò che ci pare indiscutibile - aggiunge Dottorini - è che si fa sempre più fondata la battaglia per la trasparenza avanzata dai cittadini di territori come quello di Bettona o di Marsciano che da anni chiedono risposte certe alle amministrazioni locali e a quella regionale. Quanto avvenuto oggi, con la denuncia per smaltimento illecito di rifiuti, non aiuta certo a restituire serenità e fiducia. Questa situazione non è più tollerabile e chiediamo che intervenga subito l'assessorato regionale all'Ambiente per porre fine ad una situazione che ha dell'incredibile".

Perugia, 15 maggio 2009
 

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