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"Con l'approvazione della delibera da parte del Comune si conclude l'iter burocratico per utilizzare i fondi messi a disposizione della Regione e dallo stesso Comune. Rimborsate fino all'80 per cento delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto pubblico"

INQUINAMENTO POZZI RIOSECCO. DOTTORINI:

"Finalmente i cittadini di Riosecco e Trestina posso richiedere all'amministrazione di Città di Castello il rimborso di parte delle spese che hanno sostenuto per l'allaccio alla rete idrica pubblica, a seguito del disastro ambientale che ha coinvolto le acque dei pozzi provati. Grazie al contributo della Regione e dello stesso Comune, i cittadini possono presentare le domande di rimborso all'ufficio ambiente del Comune entro il mese di dicembre, in base alle quali verrà erogato il contributo di solidarietà. E' una notizia che mi consente di affermare che anche questo impegno assunto personalmente con la cittadinanza è stato mantenuto". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, manifesta apprezzamento per la delibera che il Comune di Città di Castello ha approvato relativa ai criteri e modalità di erogazione del contributo di solidarietà una tantum per allaccio all'acquedotto pubblico a seguito di inquinamento dei pozzi privati da sostanze organoalogenate nelle località di Riosecco-Regnano e Trestina.
"Per avere accesso al contributo - continua Dottorini - occorre essere residente nel Comune di Città di Castello, nelle zone di Riosecco - Regnano e Trestina, controllare che la propria abitazione ricada all'interno delle aree perimetrate ed individuate nelle planimetrie allegate alle rispettive ordinanze sindacali n. 54 del 5/11/2012 e n. 62 del 14/12/2012, aver effettuato l'allaccio all'acquedotto pubblico con il gestore del Servizio Idrico Integrato, Umbra Acque S.p.a., successivamente alla data delle due ordinanze e trasmettere la domanda al Comune di Città di Castello, esclusivamente tramite l'apposito modulo che verrà predisposto dal Servizio Ambiente, allegando la fattura di quietanzata delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto pubblico. Dopodiché verrà concesso il contributo, non superiore comunque all'80 per cento delle spese sostenute e determinato comunque in base al numero delle domande pervenute. È bene ricordare che la Regione, grazie ad un nostro emendamento al bilancio, ha stanziato un contributo pari a 12 mila euro e il comune di Città di Castello ha messo a disposizione la medesima cifra. Devo riconoscere all'assessore Secondi una corretta sollecitudine nell'attivare le misure di rimborso che ora attendono soltanto l'erogazione finale".
"Per quanto riguarda le operazioni di bonifica - aggiunge Dottorini - gli uffici regionali ci informano che è in corso di approvazione il Piano di caratterizzazione delle acque per Riosecco-Regnano, propedeutico all'analisi dei rischi e alle definitive procedure di bonifica della zona. Lo scorso agosto si è tenuto un tavolo tecnico nel corso del quale Umbra acque, Provincia di Perugia e Regione hanno chiesto chiarimenti al comune di Città di Castello per individuare le zone di rispetto dei pozzi pubblici in modo da poter dare avvio al Piano di bonifica della zona".
"Da parte nostra - conclude Dottorini - stiamo monitorando con attenzione la situazione, informando i cittadini e facendo le dovute sollecitazioni agli uffici perché venga risolto al più presto un grave danno all'ambiente e potenzialmente alla salute dei cittadini. Sappiamo che analoghe problematiche stanno interessando anche la zona sud del Comune. Proprio per questo è stata finanziata recentemente con 56mila euro un'indagine da parte della Regione per valutare la gravità della situazione. Anche in questo caso gli uffici attendono una risposta da parte del Comune che si era impegnato a finanziare il 20 per cento dell'indagine, impegno che auspichiamo non tarderà ad onorare".

Perugia, 3 ottobre 2013

"Vicini a avvocati, commercianti e cittadini. Troppi disagi e disservizi dall'applicazione di una riforma calata dall'alto. In questo modo il centro storico muore" 

TRIBUNALI. DOTTORINI A MANIFESTAZIONE CITTA' DI CASTELLO: "FARSI FORTI DELLA MOZIONE APPROVATA PER ATTIVARE PRESIDIO TEMPORANEO"

"Credo sia doveroso sostenere le ragioni di protesta di avvocati, commercianti e cittadini che questa mattina hanno manifestato in maniera civile e propositiva perché sia individuata una gradualità e una adeguata modalità per il mantenimento di un presidio giudiziario nelle sedi distaccate. Approvando a larghissima maggioranza la mozione in Consiglio regionale per chiedere che sia resa possibile l'applicazione dell'articolo 8 del decreto legislativo 155, abbiamo voluto rendere ancora più forte l'azione che la Presidente Marini sta conducendo sul Governo nazionale. Dobbiamo evitare ad ogni costo che a pagare le conseguenze di provvedimenti calati dall'alto siano ancora una volta i cittadini e le attività commerciali di un centro storico sempre più privato di funzioni ed elementi attrattivi". Con queste parole Oliviero Dottorini (Idv), presidente di Umbria migliore, commenta la manifestazione che si è tenuta questa mattina a Città di Castello a cui ha partecipato in qualità di consigliere regionale e primo firmatario della mozione approvata dal Consiglio regionale.
"Questa riforma, non condivisa nelle modalità applicative coi livelli territoriali, sta generando disagi e disservizi intollerabili soprattutto nelle realtà più periferiche e più cariche di procedimenti in corso. Il blocco totale che si sta verificando, con udienze rinviate al 2014, deve indurre quanto meno a un ripensamento nei tempi e nelle modalità. In questo senso è doveroso dare il massimo sostegno alla Giunta regionale perché intervenga sul Governo nazionale al fine di consentire presidi giudiziari e sportelli che evitino almeno lo smantellamento assoluto. Se è vero che vi sarebbe la difficoltà a trovare addirittura una collocazione fisica per fascicoli di Città di Castello, è opportuno che chi ha concepito e chi ha votato questa riorganizzazione tenti di rimediare ad evidenti errori di valutazione. Si tratta di una riforma che sta ottenendo l'effetto contrario rispetto ai propositi enunciati: invece di semplificare, complica, piuttosto che accorciare i tempi della giustizia, li prolunga in maniera indefinita, ingolfando l'intero sistema. E' proprio il caso, al di là di responsabilità politiche che a noi appaiono evidenti e gravi, di mettere insieme tutte le risorse che il territorio e la regione hanno a disposizione per evitare che l'intero territorio regionale subisca un trattamento che non merita. In particolare desta preoccupazione quanto potrebbe accadere a Città di Castello, da troppo tempo dimenticata e lasciata in uno stato di abbandono e degrado non più tollerabili".

Città di Castello, 20 settembre 2013
"Nostra mozione ottiene larghissima maggioranza. Necessario richiedere presidi giudiziari temporanei nelle sedi distaccate in attesa del processo telematico"

TRIBUNALI. DOTTORINI:

"Dal Consiglio regionale giunge un segnale chiaro al Governo nazionale perché corregga le evidenti storture e incongruenze della riforma giudiziaria. La Giunta regionale se ne farà carico tenendo conto innanzitutto della necessità di applicare con gradualità e razionalità provvedimenti che rischiamo altrimenti di provocare soltanto caos e disservizi. Credo sia un atto concreto e propositivo per tentare di correggere l'effetto boomerang di una riforma che, nata per rendere più snello il sistema, rischia al contrario di mettere in seria difficoltà cittadini e operatori della giustizia costringendoli a disagi e ritardi inaccettabili". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini commenta il voto a larghissima maggioranza (20 voti a favore, 4 contrari, 1 astenuto) della mozione che lo vede come primo firmatario, riguardante la riorganizzazione territoriale degli uffici giudiziari.
"E' importante che si sia trovato un consenso così ampio sulla nostra mozione - aggiunge Dottorini -. Per fare questo ognuno ha dovuto accantonare parte delle proprie valutazioni sul merito di un atto molto discutibile per puntare invece su risultati concreti, possibili e di buon senso. Io non sono contro la riforma della giustizia e del sistema giudiziario italiano a prescindere. Sono anzi convinto che l'Europa abbia buone ragioni nell'incalzare il Governo italiano affinché siano accorciati i tempi troppo lunghi del processo. Questo non può avvenire però sulle spalle dei cittadini e degli operatori della giustizia che si trovano a dover affrontare proprio i problemi che la riforma aveva promesso di risolvere. Credo che debba essere usato innanzitutto il buonsenso e nell'applicazione della riforma debbano essere tenute in considerazione le specificità di ogni territorio, consentendo a chi ne ha facoltà, di richiedere l'applicazione dell'articolo 8 e quindi di utilizzare in via transitoria le sedi distaccate come presidi giudiziari temporanei".
"Ritengo sia stato molto significativo - spiega il Presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale - impegnare la Giunta a intervenire sul Ministero della Giustizia perché consenta la costituzione di presidi giudiziari nelle realtà dove vengono soppressi i tribunali, così come è da ritenere giusto e opportuno fare appello ai Presidenti dei tribunali affinché si avvalgano dell'articolo 8 del decreto legislativo 155 che prevede che quando sussistono specifiche ragioni organizzative o funzionali il Ministro della Giustizia può disporre che vengano utilizzati a servizio del tribunale, per un periodo non superiore a cinque  anni, gli immobili di proprietà dello Stato o dei Comuni. In questo modo verrebbe concesso il tempo necessario perché le nuove procedure telematiche siano completate e possano agevolare tutte le operazione che oggi richiedo spostamenti e attese inaccettabili, evitando di restare immobili e lasciare che i cittadini subiscano in silenzio le conseguenze nefaste di questa presunta riorganizzazione".

Perugia, 17 settembre 2013

"Necessario evitare tutti i tipi di conflitto d'interesse su scelte di bilancio, lavori e appalti, su personale e incarichi, sui rapporti con il mercato dell'arte internazionale" 

BURRI. DOTTORINI:

"La Fondazione Burri deve dotarsi di regole chiare e trasparenti, che rendano possibili il controllo e la consultazione degli atti adottati dalla stessa fondazione a tutti i cittadini. Il lascito che il maestro Burri fece alla città, attraverso la creazione della fondazione a suo nome e il trasferimento dell'immenso e incalcolabile patrimonio artistico, fu un atto di generosità enorme che non può essere amministrato da una cerchia ristretta di soliti noti. Per questo motivo riteniamo che la Fondazione debba come primo atto di questo nuovo quadriennio dotarsi di un regolamento e di una governance, in particolare per le decisioni che dovrà prendere il comitato di gestione, che evitino tutti i tipi di conflitti d'interesse sulle scelte di bilancio, sui lavori da svolgere e gli appalti, sulla gestione del personale e gli incarichi temporanei, sui rapporti con il mercato dell'arte internazionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, interviene sulla Fondazione Burri che proprio in questi giorni avrebbe dovuto rinnovare il proprio consiglio direttivo.
"È chiaro a tutti - continua il presidente della commissione Bilancio - che i soggetti che prendono le decisioni non possono essere loro stessi oggetto della decisione. Per questo occorre che la Fondazione si doti di un regolamento interno serio e trasparente e renda pubbliche le decisioni assunte, in particolare quelle del comitato di gestione di solito gestito da soli tre membri scelti dall'assemblea e che, se non reso trasparente, potrebbe avere margini di discrezionalità elevati con decisioni che potrebbero mettere anche in seria difficoltà la Fondazione stessa. Il mondo dell'arte ha delle regole ferree: la qualità di ciò che si propone governa e tutela il lavoro svolto dall'artista. Questo Burri lo sapeva e per evitare che singole persone potessero usare la fondazione per scopi personali aveva vietato la possibilità di effettuare mostre di altri artisti o di utilizzare gli spazi museali per promuovere altro".
"La Fondazione Burri - conclude Dottorini - gestisce un patrimonio di inestimabile valore che potrebbe rappresentare uno degli elementi di traino per lo sviluppo economico dell'intero Altotevere, diventando uno dei punti di riferimento per la filiera turismo-ambiente-cultura dell'intera regione. Tutto questo però deve essere supportato da un quadro di trasparenza e regole certe, oltre che da amministratori seri, competenti, lungimiranti e privi di conflitti d'interessi. Il rischio altrimenti è che si ottenga l'effetto opposto, facendo emergere sacche di discrezionalità che metterebbero a rischio la credibilità dell'intero lavoro svolto nel corso degli anni".

Perugia, 16 settembre 2013
"Finiti i tempi delle promesse. In attesa della completa informatizzazione i parlamentari umbri si attivino per la creazione di un presidio giudiziario temporaneo"

RIORDINO TRIBUNALI. DOTTORINI:

"Puntualmente si sta verificando quello che da mesi abbiamo denunciato, con disservizi e disagi per i cittadini e per gli operatori della giustizia. La chiusura delle sedi distaccate dei tribunali, che è bene ricordare è stata votata da Pd, Pdl e Scelta civica, rischia di bloccare il sistema giudiziario regionale e di provocare particolari disagi al territorio altotiberino. Auspichiamo che Governo e Ministero aprano alla possibilità della creazione di una sezione distaccata a Città di Castello, una sorta di presidio giudiziario, in modo da comprendere l'area dell'Alta Umbria e facilitare le singole e quotidiane procedure che altrimenti richiederebbero un notevole dispendio di risorse e di tempo. Credo che sia opportuno che i parlamentari del territorio che hanno votato questo assurdo atto si attivino per un'iniziativa immediata, tentando di rimediare a un evidente errore". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta la manifestazione di ieri degli avvocati altotiberini contro il trasferimento della sezione del tribunale di Città di Castello a Balanzano.
"Avevamo chiesto in tempi utili - ricorda Dottorini - con atti formali e con prese di posizione che i parlamentari umbri, e in particolare quelli dell'Altotevere, non lasciassero che una riforma caduta dall'alto mettesse in serio pericolo la sezione del tribunale di Città di Castello. Purtroppo i nostri appelli sono rimasti inascoltati e oggi ci troviamo di fronte al fatto compiuto che rischia di immobilizzare e sospendere per tempi non certi le udienze e tutte le pratiche in corso, creando ritardi, disservizi e disagi in primo luogo ai cittadini e poi  agli operatori della giustizia che dovranno sostenere spese e dilatazione dei tempi per i trasferimenti verso Perugia".
"Crediamo - conclude il presidente di Umbria migliore - che in attesa della completa e definitiva informatizzazione delle procedure giudiziarie, purtroppo ancora troppo lente, il presidio di Città di Castello rappresenterebbe una temporanea soluzione alle esigenze di cittadini e lavoratori. La triste verità è quella di un territorio oramai dimenticato, lasciato solo a se stesso a subire le decisioni calate dall'alto dalle politiche perugine e romane, figlie di vecchi accordi per l'ascesa di qualche amministratore locale".

Perugia, 12 settembre 2013 
"Presto sarà avviato il Piano di caratterizzazione dell'area inquinata. Analoghe situazioni anche nella zona sud del Comune"
 
INQUINAMENTO POZZI RIOSECCO. DOTTORINI: "STANZIATI I FONDI DALLA REGIONE. ADESSO COMUNE PROCEDA A RIMBORSO CITTADINI"

"Con lo stanziamento da parte della Regione di 12mila euro a favore del Comune di Città di Castello possono partire le procedure che consentiranno ai cittadini di Riosecco-Regnano colpiti dall'inquinamento dei pozzi privati di ricevere il rimborso di una sostanziosa parte dei costi sostenuti per l'allaccio all'acquedotto pubblico. Grazie al mio emendamento la Regione riesce in questo modo a fare la sua parte, portando a termine l'iter burocratico di assegnazione dei finanziamenti. Ora spetta al Comune avviare le procedure che consentiranno ai cittadini di richiedere il contributo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv, interviene sulla vicenda dell'inquinamento dei pozzi privati che ha visto coinvolte decine di famiglie delle frazioni di Riosecco e Regnano.
"Adesso attendiamo che Comune e Umbra acque - aggiunge Dottorini - comunichino ai cittadini le esatte modalità per richiedere il rimborso delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto, con tempi rapidi e certi. La popolazione ha già subito abbastanza disagi e disservizi a causa di questa vicenda, vedendosi privata della possibilità di utilizzare l'acqua dei propri pozzi non solo a fini domestici e alimentari, ma anche per l'uso irriguo. È bene ricordare che questa vicenda è nota al Comune di Città di Castello dal 2003, anno in cui l'Arpa segnalò la presenza di sostanze inquinanti in alcuni campioni di acqua dei pozzi della zona di Riosecco, ma solo nel novembre scorso l'amministrazione comunale ha emanato l'ordinanza che metteva in allerta la popolazione".
Per quanto riguarda le operazioni di bonifica Dottorini si era assunto l'impegno di riferire semestralmente alla popolazione: "Gli uffici regionali - spiega il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale - ci informano che è in corso di approvazione il Piano di caratterizzazione delle acque per Riosecco-Regnano, propedeutico all'analisi dei rischi e alle definitive procedure di bonifica della zona. Lo scorso mese si è tenuto un tavolo tecnico nel corso del quale Umbra acque, Provincia di Perugia e Regione hanno chiesto chiarimenti al comune di Città di Castello per individuare le zone di rispetto dei pozzi pubblici in modo da poter dare avvio al Piano di bonifica della zona".
"Da parte nostra - conclude Dottorini - stiamo monitorando con attenzione la situazione, informando i cittadini e facendo le dovute sollecitazioni agli uffici perché venga risolto al più presto un grave danno all'ambiente e potenzialmente alla salute dei cittadini. Sappiamo che analoghe problematiche stanno interessando anche la zona sud del Comune e proprio per questo è stata finanziata recentemente con 56mila euro un'indagine da parte della Regione per valutare la gravità della situazione. Anche in questo caso gli uffici attendono una risposta da parte del Comune che si era impegnato a finanziare il 20 per cento dell'indagine e che auspichiamo non tarderà ad arrivare".

Perugia, 9 settembre 2013
"Sbagliato incentivare la delocalizzazione degli esercizi commerciali. Invece di pensare a McDonald il Comune pensi alla tutela dei piccoli commercianti e del centro storico"

CITTA' DI CASTELLO. DOTTORINI. CENTRO STORICO ABBANDONATO A SE STESSO, PICCOLI COMMERCIANTI LASCIATI SOLI

"La protesta dei commercianti è opportuna e condivisibile. Le scelte miopi e prive di una visione d'insieme che l'amministrazione comunale sta portando avanti da anni sono la principale causa dello svuotamento e della perdita di funzioni che il centro storico sta vivendo. Quello che dovrebbe essere il cuore pulsante della città continua a perdere ruolo e dinamismo, mentre l'amministrazione pare puntare solo su nuove aree commerciali all'interno delle zone industriali. Occorre una decisa e rapida inversione di rotta". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale, commenta lo stato di abbandono del centro storico e fa propria la protesta dei commercianti della città.
"La perdita del tribunale, gli uffici Asl decentrati e non collocati presso l'ex Ospedale, Piazza Gabriotti trasformata in un posteggio pubblico fanno il paio con una pianificazione commerciale tutta concentrata al di fuori delle mura urbiche. In questo modo il centro storico muore e i commercianti hanno ragione a far sentire le propria voce. La delocalizzazione degli esercizi commerciali, degli uffici pubblici e delle manifestazioni fuori dal centro, oltre a causare disagi per i cittadini, producono l'effetto di allontanare turisti e cittadini dal centro, degradando il centro e svuotando negozi e esercizi commerciali oramai vittime di una crisi globale che non da tregua. Per ogni McDonald che nasce, magari promettendo mirabolanti opportunità occupazionali, è verosimile pensare che numerosi piccoli esercizi debbano fare i conti con difficoltà crescenti. Da questo punto di vista le scelte unilaterali dell'amministrazione comunale possono avere veramente il potere di danneggiare la vita sociale ed economica di Città di Castello".

Perugia,  28 agosto 2013
"Purtroppo la protervia di amministratori locali compiacenti ha avuto la meglio e così avremo l'unico interporto senza collegamento ferroviario"

PIASTRA LOGISTICA ALTOTEVERE. DOTTORINI: SPERO IN EFFETTO POSITIVO, MA QUELLO E' UN OBBROBRIO PROGETTUALE

"Spero vivamente che la Piastra logistica possa rappresentare un volano per la ripersa economica dell'Altotevere. Mantengo tuttavia tutte le mie pesanti riserve su un progetto che non risponde ad alcuna visione strategica ed economica. Quest'opera in realtà è il simbolo della mancata coerenza e lungimiranza nel progettare il futuro urbanistico, viario ed economico della nostra vallata. Si tratta dell'unico centro intermodale senza collegamento ferroviario, privo quindi della caratteristica principale che un'opera come questa deve avere, vale a dire l'interscambio di merci almeno tra ferro e gomma". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale interviene sulla presentazione del progetto della piattaforma logistica dell'Altotevere che considera "un obbrobrio progettuale".
"A tempo debito - ricorda Dottorini - avevamo proposto il posizionamento della piastra logistica in modo da poter intersecare la linea ferroviaria e da sfruttare tutti gli assi di comunicazione per il trasporto delle merci. Purtroppo la protervia di amministratori locali compiacenti ha avuto la meglio, riuscendo a posizionare l'opera a cavallo di due comuni, in area agricola di pregio e senza la possibilità di intersecare la ferrovia. Un capolavoro amministrativo. Tra le altre cose appare evidente che il posizionamento irrazionale dell'opera è in qualche modo la giustificazione al tracciato scelto a suo tempo per la E78, altro progetto calato sulla testa di cittadini e comitati che in più occasioni hanno proposto soluzioni alternative, meno impattanti ed economicamente sostenibili. Il fatto che l'opera altotiberina goda di finanziamenti ridicoli rispetto alle analoghe di Foligno e Terni (16 milioni contro i 39 delle altre due) e che sia l'unica senza collegamento ferroviari è solo sintomatico della subalternità dell'Altotevere rispetto ad altri comprensori regionali".
"Sarebbe interessante - aggiunge Dottorini - conoscere a quale visione d'insieme corrisponda la politica infrastrutturale del Comune e della Regione perché a tutt'oggi è impossibile individuarne un senso attraverso gli strumenti della razionalità e del buon senso. L'attuale collocazione della piattaforma logistica, quando erano disponibili terreni industriali più ampi, già compromessi e a ridosso della linea ferroviaria, risponde a una mancanza di pianificazione che i nostri cittadini e il nostro territorio si troveranno ad  affrontare negli anni a venire".

Perugia, 17 luglio 2013
 

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