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"Importante il sostegno della Regione per un'esperienza che introduce nuovi stili di solidarietà che vanno oltre la tradizionale logica assistenziale"

EMPORIO SOLIDARIETA'. DOTTORINI (IDV): RISPOSTA SERIA E LUNGIMIRANTE A CRESCENTE DISAGIO ECONOMICO E SOCIALE

"Una risposta seria e lungimirante al crescente disagio sociale ed economico che colpisce purtroppo anche il nostro territorio. Ho motivo di credere che la Regione dell'Umbria farà la propria parte per sostenere un'esperienza che si prospetta come innovativa e densa di significati non solo sociali, ma anche economici e ambientali". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori e presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale, esprime con queste parole il sostegno all'iniziativa della Caritas diocesana finalizzato a dare una risposta solidale alla crescente crisi economica che coinvolge sempre più ampi strati della popolazione. L'Emporio della solidarietà sarà aperto a singoli e famiglie in difficoltà che potranno fare spesa gratuitamente, attraverso una tessera a punti a scalare, sul modello di una carta di credito. Per ottenere tale tessera occorrerà fare una richiesta che verrà valutata da una Commissione formata dai rappresentanti dei servizi sociali dei comuni altotiberini coinvolti e dalla stessa Caritas. I punti nelle tessere verranno assegnati modulati a seconda del bisogno dei nuclei familiari o singoli.
"Si tratta - spiega Dottorini - di un tentativo serio di individuare nuovi stili di solidarietà che vadano oltre la tradizionale logica assistenziale. Passare dal pacco-viveri, con cui si interveniva fino ad oggi, a una vera e propria tessera a scalare da utilizzare nel nuovo emporio avrà sicuramente l'effetto di responsabilizzare gli utenti e di metterli nelle condizioni di gestire il proprio budget con dignità ed equilibrio. Allo stesso tempo eviterà disparità o sovrapposizioni di interventi. Senza contare i risvolti economico-ambientali del progetto che, com'è noto, è sostenuto anche da alcune catene di distribuzione e aziende agroalimentari che forniranno prodotti in scadenza e alimenti freschi gratuitamente o comunque a prezzi molto vantaggiosi, riducendo anche la produzione di rifiuti e garantendo un uso corretto delle risorse". 
"Il fatto che - conclude Dottorini - la Regione dell'Umbria si sia dimostrata disponibile a sostenere questo progetto, inserendolo tra le esperienze regionali di last minute market, è molto importante e testimonia come l'impegno comune di istituzioni, privati e associazioni possa dare ottimi risultati. In questo è davvero apprezzabile l'impegno della Caritas che ha avuto la determinazione di elaborare il progetto e coordinare le forze in campo".

Perugia, 5 ottobre 2012

"Fare luce su ulteriore inclinazione attraverso una Commissione tecnica regionale. Situazione non può essere lasciata nelle mani del solo comune di Città di Castello"

TORRE CIVICA. DOTTORINI (IDV) INTERROGA LA GIUNTA SULLA SICUREZZA DEL MONUMENTO: QUANTIFICARE DANNI E ACCERTARE RESPONSABILITA'

"La Regione deve valutare attentamente se l'ulteriore inclinazione di sei millimetri riscontrata dalle recenti misurazioni della Torre civica di Città di Castello dipendono da fattori naturali o se i lavori eseguiti recentemente e nel passato hanno influenzato questo peggioramento di staticità. Stiamo parlando del monumento simbolo della città ed è necessario accertare eventuali responsabilità o superficialità tecniche, progettuali e amministrative". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alle preoccupanti notizie di un aggravio della pendenza dello storico monumento altotiberino.
"Riteniamo urgente e inderogabile - continua Dottorini - la nomina di una Commissione tecnico-scientifica da parte della Regione Umbria che valuti attentamente e in maniera terza la reale pendenza della Torre civica ed eventuali problemi di staticità strutturale, relazionando in modo dettagliato al Consiglio regionale sulle cause e sulle reali responsabilità di quanto sembra stia avvenendo. È bene ricordare infatti che, oltre agli investimenti iniziali, il progetto di miglioramento sismico è stato finanziato dalla Regione con ulteriori 500mila euro, di cui una prima tranche è già stata erogata. Se realmente si fossero riscontrati dei peggioramenti nell'inclinazione del monumento, sarebbe opportuna una valutazione approfondita della situazione che non può essere lasciata nelle mani della sola amministrazione comunale di Città di Castello che non appare nelle condizioni di riuscire a risolvere il problema".
"Sarebbe grave - conclude Dottorini - se a seguito di lavori eseguiti negli anni e mesi scorsi, la staticità e la pendenza della Torre civica invece di stabilizzarsi stesse continuando a peggiorare. I cittadini devono conoscere il reale stato di sicurezza in cui versa l'antico monumento tifernate ed eventualmente a chi o a cosa imputare la responsabilità dei danni che si sarebbero verificati. Se, come è credibile, l'amministrazione comunale non ha responsabilità dirette in quanto sta avvenendo, appare tuttavia doverosa un'azione di tutela dell'immagine e delle finanze della città che porti a individuare eventuali responsabilità progettuali o nella realizzazione dei lavori. I tifernati hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo e di poter tornare a godere di un monumento che fa parte della storia di Città di Castello e che deve essere messo a disposizione delle sue potenzialità turistiche e culturali".

Perugia, 28 settembre 2012

"Riconoscimento importante per Panicale e per battaglie Pan Kalon. Territorio tutelato da chi avrebbe voluto approfittarne per speculazioni edilizie. Progetto centrale a biomasse archiviato"

Allegato A

"Si tratta di una vittoria dei cittadini e delle associazioni ambientaliste. Con l'apposizione del vincolo paesaggistico, che abbiamo sostenuto in maniera determinata sin dal primo momento, Panicale trova un riconoscimento importante e viene resa giustizia alle battaglie dell'associazione Pan Kalon che ha avuto la lungimiranza di intraprendere una strada irta di ostacoli con la sola forza del buonsenso e dell'amore per la propria terra. Con questa saggia decisione si mette finalmente un punto fermo, tutelando il territorio da chi avrebbe forse preferito approfittarne per mere speculazioni edilizie e industriali. Adesso anche il progetto della centrale a biomasse dovrà essere archiviato, con buona pace di chi confonde le energie rinnovabili con una deregulation meramente speculativa". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e sostenitore della battaglia del comitato Pan Kalon attraverso ben tre interrogazioni consiliari, commenta la notizia che la Regione ha approvato la richiesta di vincolo paesaggistico nella zona del comune di Panicale.
"La scelta della Regione è giusta ed opportuna - afferma Dottorini -. L'economia dell'Umbria trova il suo perno nella filiera turismo-ambiente-cultura e non è accettabile che venga messa in discussione la tutela dei suoi gioielli ambientali e culturali. Per questo crediamo che il vincolo paesaggistico possa mettere un freno alla deriva cementizia che colpisce non solo Panicale, ma tanti dei nostri borghi e dei nostri fondovalle. Rimane ovviamente in piedi l'urgenza di rivedere radicalmente il regolamento relativo alle biomasse. Ma questa è un'altra partita, per ora godiamoci i frutti di una bella vittoria".

Perugia, 9 agosto 2012

"Evidentemente a Marsciano gli scandali hanno insegnato ben poco. Necessario incentivare piccoli impianti di depurazione direttamente nelle stalle delle aziende"
 
MARSCIANO. DOTTORINI (IDV): PRIMA DI PROCEDERE CON NUOVI PROGETTI RISOLVERE DEFINITIVAMENTE I PROBLEMI ESISTENTI

"Quando si parla di green economy bisogna saper progettare modelli virtuosi che sappiano coniugare lo sviluppo economico con il rispetto dell'ambiente e delle comunità che ci vivono, ma evidentemente a Marsciano anni di scandali hanno insegnato ben poco". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Regione dell'Italia dei Valori, commenta la notizia dell'avvio del progetto per la costruzione di un impianto a biogas nel comune di Marsciano.
"Fino a che la Regione non si attiverà per incentivare l'istallazione di piccoli impianti di depurazione direttamente nelle stalle delle aziende agricole - prosegue il capogruppo Idv -, a Marsciano è improponibile anche solo ipotizzare la costruzione di qualsivoglia impianto perché l'effetto sarebbe solo quello di aggravare una situazione ambientale che ha già superato ogni limite. Buon senso vorrebbe che prima di avallare nuovi progetti, Comune e Regione si attivassero per risolvere i gravissimi problemi che da anni non trovano soluzione".
"Questi progetti, che in Umbria stanno spuntando come funghi e che non vengono minimamente partecipati con i cittadini - conclude Dottorini - ,hanno solo il potere di compromettere il rapporto con i cittadini, in linea con un approccio poco trasparente che la delibera di Giunta 494 ha messo pienamente in evidenza. Accorciare le distanze fra impianti e centri urbani e liberalizzare l'approvvigionamento di materia prima anche da fuori regione senza neppure interpellare il Consiglio regionale avvalora l'opinione contraria di tanti cittadini che hanno dovuto già fare i conti con scandali e malagestione. L'assessore Rometti farebbe bene a riflettere sul fatto che sorgono ogni giorno comitati che si oppongono alla costruzione di centrali. Alla base di tutto c'è il tentativo di non partecipare le decisioni e di non tener conto di un approccio fondato sul rispetto per l'ambiente. Piuttosto che stimolare la costruzione di piccoli impianti diffusi e realmente green, sembra prevalere un approccio ad uso e consumo di pochi grandi portatori di interessi. Forse sarebbe il caso di rivedere le regole del gioco".
 
Perugia, 3 agosto 2012
Oggi in Consiglio regionale l'Assessore al patrimonio ha risposto alla mia interrogazione sull'ex ospedale di Città di Castello confermando le nostre preoccupazioni: il Comune di Città di Castello, al contrario delle altre amministrazioni comunali umbre, non ha avanzato alcuna proposta nè alcun piano per il recupero della struttura che giace in stato di abbandono nel centro storico della città.
La regione si è comunque detta disponibile, quando il Sindaco Bacchetta si sveglierà dal torpore amministrativo che contraddistingue la sua azione di governo, ad incontrare il Comune e ascoltare le proposte che vorrà avanzare. Nel frattempo, nonostante i piccoli e minimi interventi di manutenzione, lo stabile dell'ex ospedale cade a pezzi, manifestando plasticamente la situazione in cui si trova tutto l'Altotevere. Guarda il video:



(Acs) Perugia, 31 luglio 2012 - "Bene cercare una interlocuzione con l'amministrazione comunale di Città di Castello, che finora ha fatto solo proclami e non proposte, per la soluzione da adottare per l'ex-ospedale, magari con un tavolo tecnico-istituzionale composto anche da Università, Regione e Azienda sanitaria. In ogni caso, chiediamo che almeno una parte dell'edificio, che va urgentemente messo in sicurezza, sia usufruibile dai cittadini in quanto l'ex-ospedale non solo fa parte del contesto urbano ma è anche luogo degli affetti, e fa male vedere in che condizioni si trova, ad esempio, la piccola cappella nella quale tanti cittadini sono stati battezzati e che è stata oggetto di continue razzie": lo ha detto il consigliere dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, a seguito della risposta all'interrogazione question time fornita in Aula dall'assessore Gianluca Rossi.
"L'alienazione dell'edificio - ha detto Rossi - è cominciata nove anni fa e ha trovato nuovo impulso proprio con l'attività di questa Giunta regionale, con la convenzione fatta con l'Agenzia del territorio che ha consentito una rivalutazione dell'immobile. Nello scorso mese di marzo una nuova stima ha decretato il valore che sarà base di un'asta il cui bando di gara è previsto per settembre. Sarà nostra premura interloquire con il Comune di Città di Castello per una valutazione comune, fermo restando il bando di gara. Per quanto riguarda la messa in sicurezza - ha aggiunto l'assessore - il Servizio patrimonio ha provveduto agli interventi minimi spettanti alla Regione, il resto non è di nostra competenza". PG/pg
"L'atteggiamento pilatesco del Pd non aiuta a far chiarezza e avvalora i dubbi di chi si oppone alla maxi stalla senza Valutazione di impatto ambientale" 

MAXI STALLA. DOTTORINI (IDV):

"Un escamotage di basso profilo che la dice lunga sulle difficoltà a difendere e giustificare un progetto che fa acqua da tutte le parti". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la scelta da parte del gruppo provinciale del Pd di far venir meno il numero legale sull'ordine del giorno presentato da Idv e altre forze, con primo firmatario Franco Granocchia.
"Non è pensabile - aggiunge Dottorini - continuare a ignorare la volontà dei cittadini e delle associazioni ambientaliste evitando il confronto e avallando un progetto di dimensioni importanti senza la Valutazione di impatto ambientale. A prescindere dalla correttezza delle procedure amministrative, ancora tutte da valutare, riteniamo incomprensibile la volontà di rimuovere il vincolo di unità di paesaggio 3S in un'area altamente vulnerabile, con una concentrazione di nitrati doppia rispetto alla media regionale e con una falda acquifera particolarmente superficiale che comporta un elevato rischio di inquinamento. Stiamo parlando di una zona, quella di Santa Maria Rossa, fortemente antropizzata dove sono presenti centri abitati, scuole e asili. Tutte condizioni per le quali era stato apposto il vincolo quindici anni fa e che un'opera di tale portata potrebbe compromettere in maniera seria, producendo un danno economico e ambientale difficilmente quantificabile".
"Al di là degli aspetti tecnici e ambientali che ci fanno dubitare della bontà dell'operazione - aggiunge il capogruppo regionale Idv -, c'è poi da sottolineare l'inspiegabile volontà di aggirare la Valutazione d'impatto ambientale frazionando il progetto della stalla da quello dell'impianto a biogas. La preoccupazione dei cittadini, quindi, non appare fuori luogo anche perché la recente variante al Piano regolatore comunale non chiarisce in quale modo si intende garantire che non vi sarà un incremento del carico di azoto nella zona individuata per collocare la maxi stalla. Il fatto che si parli in modo generico di una contestuale dismissione di altri allevamenti esistenti senza indicarne il numero, le dimensioni e le modalità non è certo tranquillizzante".
"Di certo - conclude Dottorini - la non scelta del Consiglio provinciale, con un atteggiamento del Pd a dir poco pilatesco, non contribuisce a fare chiarezza e avvalora i dubbi di chi ritiene che vi siano argomentazioni difficilmente esplicitabili alla base della scelta della maxi stalla. Il tentativo di fughe in avanti, senza un'accurata verifica delle compatibilità ambientali ed economiche, ha come unico effetto quello di inasprire ancora di più un rapporto tra politica e cittadini già sufficientemente logoro. L'auspicio è quello che torni a prevalere il buon senso".

Perugia, 6 luglio 2012
"Cittadini esasperati dal superamento della soglia di rumore nei pressi del deposito Abbondanza. Arpa e tecnici hanno già certificato, ma nulla si muove" 

SALUTE. DOTTORINI E COLOMBO (IDV): INTERROGAZIONI A GIUNTA REGIONALE E SINDACO PER INQUINAMENTO ACUSTICO A CINQUEMIGLIA

"Il costante superamento della soglia limite di rumore, certificato da Arpa Umbria, pone a serio rischio la salute e la tenuta psico-fisica di chi abita a Cinquemiglia e dal 2008 sta combattendo una battaglia civica per veder riconosciuto il diritto universale alla salute e alla vivibilità". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Roberto Colombo, capogruppo dell'Italia dei Valori in Comune, annunciano di aver presentato due interrogazioni, alla Regione e al Sindaco di Città di Castello, per chiedere spiegazioni riguardo alla vicenda di inquinamento acustico che vede coinvolte numerose famiglie residenti nella frazione di Cinquemiglia, vicino al deposito di una nota rete di supermercati (Italcash-Abbondanza).
"La vicenda - continuano Dottorini e Colombo - si protrae da troppo tempo, con esposti e lettere di denuncia da parte di cittadini esasperati dai rumori che di giorno e di notte provengono dallo stabilimento e dai camion in sosta permanente lungo via Donini, mettendo a dura prova le condizioni di vivibilità dell'area. Non è nostra intenzione entrare nel merito giuridico della vicenda, ma le misurazioni Arpa e quelle effettuate da tecnici terzi dimostrano come il differenziale di rumore, ovvero la differenza in decibel che c'è a finestre aperte e finestre chiuse, supera abbondantemente i limiti stabiliti per legge. Purtroppo a nulla sono servite le due ordinanze sindacali emesse dallo stesso comune di Città di Castello nel 2011, che obbligano l'azienda a risolvere il problema e nell'immediato a sospendere tutti i processi che causano il superamento dei limiti acustici, e nemmeno un recente esposto dei cittadini al sindaco Bacchetta ha sortito effetto. Le ultime misurazioni effettuate dall'Agenzia regionale per l'ambiente nei primi mesi del 2012 certificano ancora una volta il superamento della soglia di rumore stabilito dalla legge, ma il Comune è restato immobile, non ha emanato nuove ordinanze e nel frattempo tra i cittadini e l'azienda è iniziato un contenzioso giudiziario presso il Tar. Contenzioso che ha visto il Comune impegnato in una maniera che appare morbida e irrisoluta".
"Per questo chiediamo alla Regione e al Comune - concludono Dottorini e Colombo - che oltre alla presa d'atto del serio problema per la salute e per la vivibilità dei cittadini causato dal superamento della soglia di rumore si agisca anche per verificare l'inquinamento dell'aria dovuto alla sosta selvaggia e con motore accesso degli autocarri, sia nelle ore notturne che diurne. In tutto questo riteniamo che spetti al Comune svolgere il ruolo di garante per la salute dei cittadini e che, pertanto, quando si presenta un problema così serio sia tenuto a far valere le proprie prerogative, considerando anche le due ordinanze già emesse nel corso del 2011".

Città di Castello, 15 giugno 2013


"Valutare profili di legittimità di un'opera dal grande impatto ambientale in un'area fortemente antropizzata e vulnerabile. Recuperare rapporto con i cittadini"
 
MAXI STALLA SANTA MARIA ROSSA. DOTTORINI (IDV): NO A FUGHE IN AVANTI, NECESSARIA VIA ED EVITARE VARIANTE AL PRG

"La vicenda della maxi stalla di Santa Maria Rossa merita una seria riflessione, le fughe in avanti non aiutano certo a individuare soluzioni compatibili con l'ambiente e con l'aperta ostilità delle popolazioni locali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, prende posizione riguardo all'accelerazione impressa dal Comune di Perugia al progetto di maxi stalla da circa 900 capi bovini e relativo impianto a biogas nella frazione di Santa Maria Rossa.
"Su un progetto di tali dimensioni e di tale importanza - aggiunge Dottorini - risulterebbe particolarmente singolare la scelta di non procedere a una Valutazione di impatto ambientale. In questo ritengo che la Regione debba fare la sua parte. Nell'immediato sarebbe incomprensibile la scelta del Consiglio comunale di Perugia di procedere a una variante al Piano regolatore, pure in presenza di segnalazioni che metterebbero in evidenza profili di illegittimità normativa e procedurale. A prescindere tuttavia dalla correttezza delle procedure amministrative ancora tutte da valutare, riteniamo incomprensibile la volontà di rimuovere il vincolo di unità di paesaggio 3S in un'area altamente vulnerabile, con una concentrazione di nitrati doppia rispetto alla media regionale e con una falda acquifera particolarmente superficiale che comporta un elevato rischio di inquinamento. Stiamo parlando di una zona, quella di Santa Maria Rossa, fortemente antropizzata dove sono presenti centri abitati, scuole e asili. Tutte condizioni per le quali era stato apposto il vincolo quindici anni fa e che un'opera di tale portata potrebbe compromettere in maniera seria, producendo un danno economico e ambientale difficilmente quantificabile".
"Al di là degli aspetti tecnici e ambientali che ci fanno dubitare della bontà dell'operazione - il capogruppo regionale Idv -, c'è poi da sottolineare l'inspiegabile volontà di aggirare la Valutazione d'impatto ambientale frazionando il progetto della stalla da quello dell'impianto a biogas. La preoccupazione dei cittadini, quindi, non appare fuori luogo anche perché la recente variante al Piano regolatore comunale non chiarisce in quale modo si intende garantire che non vi sarà un incremento del carico di azoto nella zona individuata per collocare la maxi stalla. Il fatto che si parli in modo generico di una contestuale dismissione di altri allevamenti esistenti senza indicarne il numero, le dimensioni e le modalità non è certo tranquillizzante".
"In questi casi - conclude Dottorini - la fretta è sconsigliata perché manifesta una difficoltà al confronto che le popolazioni locali avvertono come una chiusura immotivata. E' necessario mettere in atto gli adeguati strumenti partecipativi ed evitare incomprensibili fughe in avanti che avrebbero il solo effetto di inasprire ancora di più il rapporto tra politica e cittadini".
 
Perugia, 20 aprile 2012
"Ora lista civica forte e credibile per restituire Bettona a un centrosinistra saldo, coerente e coeso nella volontà di superare gli anni della destra e degli scandali"
 
"La vittoria di Stefano Frascarelli alle primarie di Bettona è un risultato straordinario, frutto di un percorso lineare e di una grande generosità messa al servizio dei cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime grande soddisfazione per l'esito delle primarie di Bettona che hanno visto prevalere con oltre il 60 per cento dei consensi l'esponente dell'Italia dei Valori.
"E' una vittoria che va oltre le appartenenze politiche o partitiche - continua Dottorini -.  Questo risultato ci dice che i cittadini bettonesi hanno riconosciuto e premiato le grandi qualità di chi ha saputo interpretare al meglio le istanze della società civile, facendo prevalere la partecipazione attiva sulle deleghe date a scatola chiusa. Le grandi questioni ambientali di cui Stefano si è fatto interprete in tutta la sua storia politica e le sue battaglie per la legalità in un territorio fortemente compromesso hanno evidentemente trovato una condivisione amplissima, inconsueta per consultazioni di questo tipo. Per noi che abbiamo sempre sostenuto le battaglie responsabili dei comitati e dei cittadini di Bettona è un momento molto importante che premia un impegno rigoroso e lineare. Ora è il momento di guardare avanti, creare una lista civica forte e credibile e restituire la città di Bettona ad un centrosinistra saldo, coerente e coeso nelle priorità da affrontare e nella volontà di superare gli anni della destra, degli scandali e della cattiva amministrazione".
 
Perugia, 26 marzo 2012
 

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