Interrogazione alla giunta: "Lo stabile e la cappellina lasciati alle razzie e al degrado. Danni gravissimi alla struttura. E all'interno anche cartelle cliniche incustodite"

"Non è più tollerabile che un bene prezioso come quello dell'ex Ospedale venga lasciato al degrado e alle razzie, provocando un danno all'immagine e al decoro della città, oltre che alle finanze pubbliche. La struttura dell'ex-ospedale di Città di Castello e la chiesa presente al suo interno sono in stato di totale abbandono ormai da troppi anni. Ora chiediamo che la giunta spieghi a noi e ai tifernati a chi sono addebitabili le responsabilità di questa situazione e come si intende utilizzare quella struttura. Ci piacerebbe anche capire come mai in altri comuni della regione, come ad esempio Foligno, sono stati avviati progetti di ristrutturazione e riqualificazione delle vecchie strutture ospedaliere, mentre l'amministrazione di Città di Castello non è stata in grado di elaborare neppure un piano di recupero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione alla giunta regionale per chiarire quale sarà il futuro della struttura dell'ex nosocomio tifernate.
"Mentre l'amministrazione comunale infierisce sull'area ex Fat con un progetto da tutti considerato privo di visione strategica - aggiunge Dottorini - l'ex ospedale, che pure gravita in quella stessa zona, viene lasciato al degrado e alle razzie. In questo quadro risulta particolarmente grave lo stato in cui versa la cosiddetta "cappellina", un piccolo gioiello di fine '700, caro alla cittadinanza anche perché in quel luogo per decenni sono state battezzate generazioni di tifernati. Quella chiesa, in origine pregevolmente decorata di stucchi, con altare e balaustra di marmo finissimo e contenente anche i dipinti dei patroni San Florido e Amanzio di Antonio Illuminati, è stata saccheggiata fino a renderla oggi irriconoscibile. Gli stucchi sono stati asportati, la balaustra in parte divelta e il tabernacolo scardinato. Risultano mancanti anche parti di mobilio e i dipinti".
"Questo è potuto accadere - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - anche perché la struttura è rimasta accessibile da ingressi secondari. Cosa molto grave se si pensa che all'interno sono state lasciate incustodite e facilmente consultabili cartelle cliniche di pazienti o ex pazienti con tanto di dati personali relativi allo stato di salute (sieropositività, epatite e altre malattie) e alla condizione di dipendenza da droghe o alcol. A tutto questo la Regione, ma forse anche la Asl, devono dare una spiegazione, trattandosi di dati a sensibili che dovrebbero essere custoditi in base a una precisa normativa nazionale".
"Ma soprattutto - conclude Dottorini - è necessario che la Regione spieghi in che modo intende riqualificare e valorizzare la struttura fermando un degrado che già è costato abbastanza ai cittadini, e non solo in termini economici".
Perugia, 11 gennaio 2010
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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola
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Intervento del capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio Regionale, Oliviero Dottorini, per esprimere il voto contrario al Piano regionale delle acque.
Unico voto contrario, perchè addirittura l'opposizione di centro destra si è astenuta, smascherando di fatto l'inciucio fra Pd, Pdl, Rifondazione Comunista, Udc e Sinistra e Libertà.
"Oggi si è consumato l'ennesimo atto di un patto trasversale che da anni mette insieme destra e sinistra uniti da una stessa visione sulle problematiche di Bettona e Marsciano. Si tratta di un inciucio impresentabile e inaccettabile a cui ci siamo rifiutati di partecipare, preferendo mantenere fede a un impegno con quel territorio e con le ragioni dei cittadini che lo abitano. L'astensione del centrodestra, inizialmente protagonista di un'opposizione feroce, mostra in maniera evidente cosa sia avvenuto in queste settimane di trattative. Con i suoi emendamenti la giunta ha accontentato gli allevatori e la destra, preferendo sacrificare le ragioni dell'ambiente, di un'economia lungimirante e di chi su quel territorio vive ogni giorno". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei valori, Oliviero Dottorini, ha commentato l'approvazione del Piano di tutela della acque in Consiglio regionale con i voti favorevoli di Pd, Prc, Udc, Sinistra e libertà e con l'astensione del Pdl.
"Preoccupa - spiega Dottorini, unico voto contrario - che a vincere siano state le ragioni degli allevatori su ogni valutazione di buon senso. Evidentemente la lezione di Bettona non è servita a niente. Come se non ci fosse di mezzo uno dei disastri ambientali più gravi mai vissuti dalla nostra regione, infatti, l'accordo tra Pd, Pdl, Rifondazione comunista, Udc e Sinistra e libertà ribadisce l'inciucio che appena cinque mesi fa portò Pd e alleati a votare una mozione a sostegno del comune di Bettona, proprio alla vigilia degli arresti e degli avvisi di garanzia su capi d'imputazione gravissimi, quali disastro ambientale e associazione a delinquere. Così quanto richiesto dalle associazioni di categoria è stato ottenuto: maglie larghe per gli allevatori, parametri non restrittivi, possibilità di proseguire in modalità di gestione che già tanti danni hanno prodotto".
"Purtroppo - continua l'esponente dell'Italia dei valori - non sono state accolte le nostre proposte con le quali chiedevamo la chiusura degli impianti di Bettona e Marsciano per passare ad impianti aziendali moderni e tecnologicamente adeguati. Al contrario, in un'atmosfera di perfetta collaborazione tra Pd e Pdl, come sottolineato con piacere da molti consiglieri dell'una e dell'altra parte, gli impianti di depurazione del malaffare non chiuderanno. Viene cancellato inoltre l'obiettivo di drastica diminuzione dei capi suini previsti, si innalza il numero dei capi suini oltre il quale viene prevista una verifica di sostenibilità ambientale, i cittadini continueranno a essere esclusi per legge dalle decisioni che li riguardano direttamente. La politica del "ma anche" mette a segno un altro risultato, lasciando inalterata la possibilità di continuare in attività che hanno arricchito pochi a spese della collettività".
Perugia, 1 dicembre 2009
Interrogazione alla giunta: "Necessario valutare l'assetto finale dell'area tenendo conto degli aspetti ambientali, urbanistici, paesaggistici e culturali"

I consiglieri regionali Oliviero Dottorini (Idv) e Enzo Ronca (Pd) hanno presentato una interrogazione alla giunta per sapere se intende intervenire per una revisione complessiva del progetto avanzato dal comune di Passignano sul Trasimeno e dalla società Michelangelo Costruzioni srl, proprietaria dei terreni, che prevede la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria sull'area denominata ex-Sai e sulle aree limitrofe, prospicienti le rive del lago.
"Ricordiamo - spiegano i due consiglieri - che questo progetto interessa una superficie di circa 11,5 ettari tra la ferrovia e la riva del lago Trasimeno. Di questi, circa 13mila metri quadri saranno destinati a parcheggio e ben 53mila saranno utilizzati a fini edificatori. Lo scenario finale prevede cubature per un totale di circa 170mila metri cubi, di cui 90mila a destinazione residenziale, 64mila a destinazione direzionale commerciale e 18mila a destinazione turistico produttivo. Una colata di cemento, in grado di stravolgere l'assetto dell'intero territorio senza contropartite significative per la collettività".
"Non è accettabile - spiega Dottorini - un progetto, come quello dell'Ex-Sai, che sembra ritagliato sulle esigenze dei privati e che compromette fortemente le potenzialità economiche, ambientali e turistiche del lago. Quel piano va rimesso in discussione e rivisto radicalmente, coinvolgendo cittadini, associazioni e forze politiche. Riteniamo che la regione debba dare una risposta politica ad un problema politico, non ci accontentiamo dei tecnicismi degli apparati. Il fatto che a questa nostra richiesta si aggiunga oggi anche quella del collega Ronca credo sia significativo e testimoni un interesse crescente su questo problema. Adesso occorre una risposta concreta".
Commenta Ronca: "La revisione progettuale non potrà prescindere da scelte di alta qualità urbanistica che sappiano coniugare tutte le implicazioni ambientali, paesaggistiche e culturali; scelte che dovranno essere costruite insieme alla popolazione e alle forze sociali ed economiche locali con la consapevolezza di lavorare ad un progetto a valenza regionale".
Perugia, 27 novembre 2009

I consiglieri regionali Oliviero Dottorini (Idv) e Enzo Ronca (Pd) hanno presentato una interrogazione alla giunta per sapere se intende intervenire per una revisione complessiva del progetto avanzato dal comune di Passignano sul Trasimeno e dalla società Michelangelo Costruzioni srl, proprietaria dei terreni, che prevede la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria sull'area denominata ex-Sai e sulle aree limitrofe, prospicienti le rive del lago.
"Ricordiamo - spiegano i due consiglieri - che questo progetto interessa una superficie di circa 11,5 ettari tra la ferrovia e la riva del lago Trasimeno. Di questi, circa 13mila metri quadri saranno destinati a parcheggio e ben 53mila saranno utilizzati a fini edificatori. Lo scenario finale prevede cubature per un totale di circa 170mila metri cubi, di cui 90mila a destinazione residenziale, 64mila a destinazione direzionale commerciale e 18mila a destinazione turistico produttivo. Una colata di cemento, in grado di stravolgere l'assetto dell'intero territorio senza contropartite significative per la collettività".
"Non è accettabile - spiega Dottorini - un progetto, come quello dell'Ex-Sai, che sembra ritagliato sulle esigenze dei privati e che compromette fortemente le potenzialità economiche, ambientali e turistiche del lago. Quel piano va rimesso in discussione e rivisto radicalmente, coinvolgendo cittadini, associazioni e forze politiche. Riteniamo che la regione debba dare una risposta politica ad un problema politico, non ci accontentiamo dei tecnicismi degli apparati. Il fatto che a questa nostra richiesta si aggiunga oggi anche quella del collega Ronca credo sia significativo e testimoni un interesse crescente su questo problema. Adesso occorre una risposta concreta".
Commenta Ronca: "La revisione progettuale non potrà prescindere da scelte di alta qualità urbanistica che sappiano coniugare tutte le implicazioni ambientali, paesaggistiche e culturali; scelte che dovranno essere costruite insieme alla popolazione e alle forze sociali ed economiche locali con la consapevolezza di lavorare ad un progetto a valenza regionale".
Perugia, 27 novembre 2009
"Inopportuno affidamento a Codep, il nuovo Piano delle acque dovrà tenere conto di una situazione esplosiva"
"Il sequestro dell'impianto di depurazione dei reflui zootecnici di Bettona è un'ulteriore dimostrazione della gravità della situazione della gestione degli allevamenti zootecnici a Bettona e in tutta la nostra regione. All'indomani della decisione del consiglio comunale di Bettona che lascia a Codep la gestione dell'impianto di depurazione, questo sequestro non fa altro che confermare quanto meno l'inopportunità di tale affidamento. Questo ultimo provvedimento cautelare dimostra quanto siano fondate le preoccupazioni dei cittadini di Bettona e quelle formalizzate dal nostro gruppo attraverso le osservazioni e gli emendamenti al Piano di tutela delle acque prossimamente in discussione in Consiglio regionale". Questo il commento del capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv Oliviero Dottorini alla notizia del sequestro da parte dei Carabinieri del Noe dell'impiando di depurazione di Bettona.
"Pur non conoscendo le motivazioni reali che hanno portato al sequestro - aggiunge l'esponente dell'Idv - voglio comunque manifestare apprezzamento per l'iniziativa delle forze dell'ordine e affermare che quando si parla di ambiente e di tutela della salute occorre procedere con il massimo rigore. Sarà opportuno che anche la politica sappia trovare una soluzione razionale, equilibrata e definitiva a una situazione che non può più essere tollerata".
Perugia, 19 novembre 2009
"Il sequestro dell'impianto di depurazione dei reflui zootecnici di Bettona è un'ulteriore dimostrazione della gravità della situazione della gestione degli allevamenti zootecnici a Bettona e in tutta la nostra regione. All'indomani della decisione del consiglio comunale di Bettona che lascia a Codep la gestione dell'impianto di depurazione, questo sequestro non fa altro che confermare quanto meno l'inopportunità di tale affidamento. Questo ultimo provvedimento cautelare dimostra quanto siano fondate le preoccupazioni dei cittadini di Bettona e quelle formalizzate dal nostro gruppo attraverso le osservazioni e gli emendamenti al Piano di tutela delle acque prossimamente in discussione in Consiglio regionale". Questo il commento del capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv Oliviero Dottorini alla notizia del sequestro da parte dei Carabinieri del Noe dell'impiando di depurazione di Bettona.
"Pur non conoscendo le motivazioni reali che hanno portato al sequestro - aggiunge l'esponente dell'Idv - voglio comunque manifestare apprezzamento per l'iniziativa delle forze dell'ordine e affermare che quando si parla di ambiente e di tutela della salute occorre procedere con il massimo rigore. Sarà opportuno che anche la politica sappia trovare una soluzione razionale, equilibrata e definitiva a una situazione che non può più essere tollerata".
Perugia, 19 novembre 2009
Presentato pacchetto emendamenti del gruppo Verdi per i valori - Idv: "Necessaria soluzione ragionevole, sostenibile e definitiva per Bettona e Marsciano"

"La situazione ambientale di Bettona e Marsciano ci racconta di un territorio violato e inascoltato per troppo tempo, di supponenze e arroganze che per anni non hanno trovato alcun argine. E' giunto il momento che le politiche regionali individuino una soluzione ragionevole, sostenibile e definitiva per quei territori e per la zootecnia dell'intera regione evitando soluzioni pasticciate o escamotage regolamentari. Da anni denunciamo, assieme ai comitati locali e alle forze politiche più responsabili, lo scempio ambientale e le possibili ripercussioni sulla salute di una gestione quanto meno discutibile dell'intera filiera degli allevamenti suini. Il triste evolversi di questa vicenda, con gli arresti dell'estate scorsa e capi di imputazione di assoluta gravità, ci dimostra che in tanti anni sono stati prodotti danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività. Nel discutere il Piano di tutela delle acque dovremo tener conto di tutti questi aspetti, rigettando ogni tentativo di inciucio tra schieramenti che già pochi mesi fa ha portato ad avallare la posizione del comune di Bettona, proprio alla vigilia della clamorosa vicenda giudiziaria che ha sconvolto l'intera regione e che ha visto al centro delle bufera giudiziaria proprio quel comune". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia la presentazione del pacchetto di emendamenti del gruppo dei Verdi per i valori - Idv al provvedimento "Norme in materia di tutela e salvaguardia delle risorse idriche" in discussione nei prossimi giorni in Consiglio regionale.
"I nostri emendamenti - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - sono dettati dall'esigenza di evitare che si ripetano situazioni come quelle che hanno segnato i territori di Bettona e Marsciano. Per quanto ci riguarda, è assolutamente discutibile l'idea di proseguire con gli impianti che sono stati causa del disastro ambientale di quell'area, così come prevede la proposta di Piano di tutela delle acque. Chiederemo di dotare le aziende di impianti di stalla e di sgomberare ogni equivoco riguardo alla possibilità di impianti che trattino rifiuti. In ogni caso va evitato ogni rischio che qualcuno, come purtroppo è accaduto finora, trovi scappatoie per aggirare le norme poste a salvaguardia della salute dei cittadini e della tutela dell'ambiente. Non si capisce, infatti, come sia potuto accadere che in questi territori alla diminuzione dei capi suini abbia fatto riscontro un aumento dell'inquinamento. Così come non si capisce come si sia potuto tollerare un palese conflitto di interessi tra controllore e controllato nelle vicende della gestione degli impianti di depurazione. Bisogna garantire che le regole fissate siano rispettate da tutti gli allevamenti e che nelle valutazioni e scelte future vengano coinvolte anche le associazioni ambientaliste e i cittadini".
"Noi crediamo in uno sviluppo duraturo, sostenibile, non imitabile - continua il Presidente della prima commissione di Palazzo Cesaroni -. Crediamo pertanto che non sia conveniente, sia dal punto di vista ambientale che economico, continuare ad incentivare un'economia, quella della soccida, che individua l'Umbria come territorio da sfruttare senza lasciare niente alla nostra regione, se non i reflui e i residui degli allevamenti. L'Umbria - conclude Dottorini - deve abbandonare il modello degli allevamenti intensivi, ridurre in modo drastico il numero dei capi consentiti e puntare con decisione sulla qualità e la tipicità dei prodotti, costruendo una filiera interamente locale, in grado di valorizzare al meglio il prodotto legato al territorio".
Perugia, 14 novembre 2009

"La situazione ambientale di Bettona e Marsciano ci racconta di un territorio violato e inascoltato per troppo tempo, di supponenze e arroganze che per anni non hanno trovato alcun argine. E' giunto il momento che le politiche regionali individuino una soluzione ragionevole, sostenibile e definitiva per quei territori e per la zootecnia dell'intera regione evitando soluzioni pasticciate o escamotage regolamentari. Da anni denunciamo, assieme ai comitati locali e alle forze politiche più responsabili, lo scempio ambientale e le possibili ripercussioni sulla salute di una gestione quanto meno discutibile dell'intera filiera degli allevamenti suini. Il triste evolversi di questa vicenda, con gli arresti dell'estate scorsa e capi di imputazione di assoluta gravità, ci dimostra che in tanti anni sono stati prodotti danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività. Nel discutere il Piano di tutela delle acque dovremo tener conto di tutti questi aspetti, rigettando ogni tentativo di inciucio tra schieramenti che già pochi mesi fa ha portato ad avallare la posizione del comune di Bettona, proprio alla vigilia della clamorosa vicenda giudiziaria che ha sconvolto l'intera regione e che ha visto al centro delle bufera giudiziaria proprio quel comune". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia la presentazione del pacchetto di emendamenti del gruppo dei Verdi per i valori - Idv al provvedimento "Norme in materia di tutela e salvaguardia delle risorse idriche" in discussione nei prossimi giorni in Consiglio regionale.
"I nostri emendamenti - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - sono dettati dall'esigenza di evitare che si ripetano situazioni come quelle che hanno segnato i territori di Bettona e Marsciano. Per quanto ci riguarda, è assolutamente discutibile l'idea di proseguire con gli impianti che sono stati causa del disastro ambientale di quell'area, così come prevede la proposta di Piano di tutela delle acque. Chiederemo di dotare le aziende di impianti di stalla e di sgomberare ogni equivoco riguardo alla possibilità di impianti che trattino rifiuti. In ogni caso va evitato ogni rischio che qualcuno, come purtroppo è accaduto finora, trovi scappatoie per aggirare le norme poste a salvaguardia della salute dei cittadini e della tutela dell'ambiente. Non si capisce, infatti, come sia potuto accadere che in questi territori alla diminuzione dei capi suini abbia fatto riscontro un aumento dell'inquinamento. Così come non si capisce come si sia potuto tollerare un palese conflitto di interessi tra controllore e controllato nelle vicende della gestione degli impianti di depurazione. Bisogna garantire che le regole fissate siano rispettate da tutti gli allevamenti e che nelle valutazioni e scelte future vengano coinvolte anche le associazioni ambientaliste e i cittadini".
"Noi crediamo in uno sviluppo duraturo, sostenibile, non imitabile - continua il Presidente della prima commissione di Palazzo Cesaroni -. Crediamo pertanto che non sia conveniente, sia dal punto di vista ambientale che economico, continuare ad incentivare un'economia, quella della soccida, che individua l'Umbria come territorio da sfruttare senza lasciare niente alla nostra regione, se non i reflui e i residui degli allevamenti. L'Umbria - conclude Dottorini - deve abbandonare il modello degli allevamenti intensivi, ridurre in modo drastico il numero dei capi consentiti e puntare con decisione sulla qualità e la tipicità dei prodotti, costruendo una filiera interamente locale, in grado di valorizzare al meglio il prodotto legato al territorio".
Perugia, 14 novembre 2009
Mentre l'amministrazione Comunale perde tempo e risorse per un investimento multimilionario in un'opera che nessuno vuole (recupero area ex-fat) senza logica né visione strategica del centro storico della città, l'ex ospedale viene lasciato al degrado e alle razzie, depredato e in decadenza, con carcasse di animali morti e rifiuti di ogni genere, per non parlare della chiesa.
Guarda le immagini scattate durante la visita all'ex ospedale di Oliviero Dottorini, Roberto Lensi ed Enzo Rossi. Altre immagini le potrete trovare sul prossimo numero del mensile l'Altrapagina.
Guarda le immagini scattate durante la visita all'ex ospedale di Oliviero Dottorini, Roberto Lensi ed Enzo Rossi. Altre immagini le potrete trovare sul prossimo numero del mensile l'Altrapagina.
Sopralluogo dei due consiglieri all'ex ospedale: " Depredata la chiesa, situazione di totale abbandono. Saremo al fianco di chi si oppone a un progetto devastante"

"Il fatto che si sia deciso di procedere alla stipula del contratto di quartiere su un progetto diverso da quello portato in partecipazione e proprio nel momento in cui il comitato locale stava partendo con una campagna di sensibilizzazione verso i cittadini è indicativo delle difficoltà in cui si dibatte l'amministrazione comunale per fronteggiare l'ondata di indignazione per un progetto, quello della ex Fat, devastante per l''intera città". Questo il commento del consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i Valori - Idv) e del consigliere comunale Roberto Lensi (Verdi e civici - Idv) riguardo alla "scelta scellerata" dell'amministrazione comunale di Città di Castello di procedere alla firma del contratto di quartiere relativo alla ex Fat. I due consiglieri qualche giorno fa hanno effettuato un sopralluogo all'interno dei locali del vecchio Ospedale cittadino: "Dopo dieci anni di totale abbandono - raccontano - il degrado è pressoché totale, ma è davvero grave non aver tutelato con la doverosa cura la piccola chiesa interna, un gioiello di fine Settecento dove sono stati battezzati quasi tutti i tifernati, che è stata depredata dai ladri che non si sono limitati a rubare tutti i preziosi arredi, in particolare due pregevoli tele ovali che rappresentano S. Florido e S. Amanzio, ma anche ad asportare e danneggiare il tabernacolo ed i marmi dell'altare (come si dice "hanno portato via anche il ciborio") e gli stucchi alle pareti".
"Riteniamo doveroso segnalare il fatto alla cittadinanza - continuano Dottorini e Lensi - perché rifletta ancora sulla scelta sciagurata di avviare i lavori per il recupero dell'area ex Fat secondo un progetto devastante, peraltro diverso da quello originariamente presentato ed approvato, che, alla faccia della partecipazione, nessuno conosce e che soddisfa solo gli interessi della proprietà. Secondo il nuovo progetto si realizzeranno 28 appartamenti da locare a canone concordato, la piazza dell'Archeologia sarà pavimentata per il "miglioramento della salvaguardia dei ritrovamenti archeologici" (sic), o meglio per realizzare il parcheggio del complesso commerciale che verrà realizzato al piano terra (2.095 metri quadri), le volumetrie che dovessero in corso d'opera essere perdute saranno considerate come "quantità edificatoria premiale" e quindi recuperate altrove dai proprietari. Una scelta decisamente da contrastare, che vede la giunta comunale insensibile a confrontarsi su qualsiasi ipotesi di intervento alternativo e la proprietà Fat-Fintab d'accordo a realizzare, in uno dei luoghi più suggestivi della città, un "bubbone" che comprometterà per sempre la bellezza di un luogo di assoluto valore architettonico. Un'impresa finanziariamente molto impegnativa, a rischio di non recuperare l'investimento (perché non sono ancora iniziati i lavori dell'ex Cinema Vittoria?) e che, oltretutto, tradisce lo spirito originario del Contratto di quartiere".
"Intendiamo ribadire la nostra ferma contrarietà al progetto - aggiungono gli esponenti dell'Italia dei Valori - per considerare invece l'idea di spostare l'intervento di riqualificazione sulla struttura del vecchio ospedale che, per il pregio architettonico e per le destinazioni possibili (servizi sanitari ed uffici pubblici, spazi commerciali, residenzialità di pregio) sarebbe quello da privilegiare per rivitalizzare davvero una zona così nevralgica del centro storico, ripristinando nell'area occupata dai capannoni un grande spazio verde attrezzato che possa valorizzare le testimonianze archeologiche ed i complessi monumentali circostanti. Invitiamo pertanto tutti quanti hanno a cuore il bene della città a prendere posizione, ad esprimersi ed a mobilitarsi per scongiurare un intervento sbagliato ed irreparabile. Assicuriamo fin d'ora il nostro impegno e la nostra disponibilità a sostenere tutte le iniziative più appropriate, a iniziare dalla raccolta di firme che il comitato Prato-Mattonata ha lanciato per tentare di riportare alla ragione un'amministrazione molto sensibile agli interessi privati e incurante delle sorti dell'intera città".
Perugia, 23 ottobre 2009
"Il fatto che si sia deciso di procedere alla stipula del contratto di quartiere su un progetto diverso da quello portato in partecipazione e proprio nel momento in cui il comitato locale stava partendo con una campagna di sensibilizzazione verso i cittadini è indicativo delle difficoltà in cui si dibatte l'amministrazione comunale per fronteggiare l'ondata di indignazione per un progetto, quello della ex Fat, devastante per l''intera città". Questo il commento del consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i Valori - Idv) e del consigliere comunale Roberto Lensi (Verdi e civici - Idv) riguardo alla "scelta scellerata" dell'amministrazione comunale di Città di Castello di procedere alla firma del contratto di quartiere relativo alla ex Fat. I due consiglieri qualche giorno fa hanno effettuato un sopralluogo all'interno dei locali del vecchio Ospedale cittadino: "Dopo dieci anni di totale abbandono - raccontano - il degrado è pressoché totale, ma è davvero grave non aver tutelato con la doverosa cura la piccola chiesa interna, un gioiello di fine Settecento dove sono stati battezzati quasi tutti i tifernati, che è stata depredata dai ladri che non si sono limitati a rubare tutti i preziosi arredi, in particolare due pregevoli tele ovali che rappresentano S. Florido e S. Amanzio, ma anche ad asportare e danneggiare il tabernacolo ed i marmi dell'altare (come si dice "hanno portato via anche il ciborio") e gli stucchi alle pareti".
"Riteniamo doveroso segnalare il fatto alla cittadinanza - continuano Dottorini e Lensi - perché rifletta ancora sulla scelta sciagurata di avviare i lavori per il recupero dell'area ex Fat secondo un progetto devastante, peraltro diverso da quello originariamente presentato ed approvato, che, alla faccia della partecipazione, nessuno conosce e che soddisfa solo gli interessi della proprietà. Secondo il nuovo progetto si realizzeranno 28 appartamenti da locare a canone concordato, la piazza dell'Archeologia sarà pavimentata per il "miglioramento della salvaguardia dei ritrovamenti archeologici" (sic), o meglio per realizzare il parcheggio del complesso commerciale che verrà realizzato al piano terra (2.095 metri quadri), le volumetrie che dovessero in corso d'opera essere perdute saranno considerate come "quantità edificatoria premiale" e quindi recuperate altrove dai proprietari. Una scelta decisamente da contrastare, che vede la giunta comunale insensibile a confrontarsi su qualsiasi ipotesi di intervento alternativo e la proprietà Fat-Fintab d'accordo a realizzare, in uno dei luoghi più suggestivi della città, un "bubbone" che comprometterà per sempre la bellezza di un luogo di assoluto valore architettonico. Un'impresa finanziariamente molto impegnativa, a rischio di non recuperare l'investimento (perché non sono ancora iniziati i lavori dell'ex Cinema Vittoria?) e che, oltretutto, tradisce lo spirito originario del Contratto di quartiere".
"Intendiamo ribadire la nostra ferma contrarietà al progetto - aggiungono gli esponenti dell'Italia dei Valori - per considerare invece l'idea di spostare l'intervento di riqualificazione sulla struttura del vecchio ospedale che, per il pregio architettonico e per le destinazioni possibili (servizi sanitari ed uffici pubblici, spazi commerciali, residenzialità di pregio) sarebbe quello da privilegiare per rivitalizzare davvero una zona così nevralgica del centro storico, ripristinando nell'area occupata dai capannoni un grande spazio verde attrezzato che possa valorizzare le testimonianze archeologiche ed i complessi monumentali circostanti. Invitiamo pertanto tutti quanti hanno a cuore il bene della città a prendere posizione, ad esprimersi ed a mobilitarsi per scongiurare un intervento sbagliato ed irreparabile. Assicuriamo fin d'ora il nostro impegno e la nostra disponibilità a sostenere tutte le iniziative più appropriate, a iniziare dalla raccolta di firme che il comitato Prato-Mattonata ha lanciato per tentare di riportare alla ragione un'amministrazione molto sensibile agli interessi privati e incurante delle sorti dell'intera città".
Perugia, 23 ottobre 2009
"Territorio violato e inascoltato per troppo tempo. Pronti a presentare proposta di legge per commissione che valuti danni, responsabilità e conflitti di interesse"

"La situazione legata alle indagini in corso a Bettona ci appare ogni giorno più preoccupante. Occorre convocare alla prima data utile una seduta di Consiglio regionale straordinaria per affrontare in modo aperto e senza unanimismi di facciata le possibili vie d'uscita da una situazione grave per i danni che ha provocato all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, almeno in alcune sue articolazioni".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, torna sull'inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Perugia sul depuratore di Bettona e propone la convocazione di un Consiglio regionale straordinario, da tenersi alla ripresa dei lavori consiliari, che possa pervenire anche all'istituzione di una commissione d'inchiesta in grado di valutare i danni provocati all'ambiente e alla salute, i probabili conflitti di interesse dei tecnici locali dell'Arpa, le eventuali responsabilità politiche.
"I capi d'imputazione che vengono contestati - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - sono della massima gravità e ci raccontano di un territorio violato e inascoltato per troppo tempo, di supponenze e arroganze che per anni non hanno trovato alcun argine. Per questo noi Verdi e civici ci rendiamo disponibili da subito a presentare una proposta di legge, da discutere al primo consiglio utile, per l'istituzione di una commissione d'inchiesta che faccia piena luce sul danno ambientale e paesaggistico che il territorio di Bettona sta vivendo e accertare se vi siano state responsabilità politiche o negligenze, soprattutto da parte dei vertici locali dell'Arpa. Chiediamo ai gruppi di maggioranza e - perché no? - anche di opposizione di sottoscrivere la proposta di legge e di coinvolgere nella stesura dei punti cardine che la commissione dovrà affrontare anche i comitati locali e le associazioni ambientaliste".
"Da anni - ricorda Dottorini - denunciamo, assieme ai comitati locali e alle forze politiche più responsabili, lo scempio ambientale e le possibili ripercussioni sulla salute di una gestione quanto meno discutibile dell'intera filiera degli allevamenti suini. Il triste evolversi di questa vicenda ci dimostra che in tanti anni sono stati prodotti danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività. Per questo sarebbe opportuno, alla luce delle ultime vicende, trovare le modalità per rimettere in discussione quanto deciso poche settimane fa da un Consiglio regionale che, con il solo voto contrario di Verdi e civici e Prc, ha di fatto avallato la posizione del comune di Bettona. Comune che ora si trova proprio al centro della bufera giudiziaria. Indagini come quelle che oggi vedono coinvolte diverse decine di persone devono farci capire, se ancora ce ne fosse bisogno, che non è possibile aggirare le regole e che l'economia dell'Umbria trova il suo perno nella filiera turismo-ambiente-cultura. E l'Umbria non può accettare di veder messa in discussione la tutela dei suoi gioielli ambientali e culturali".
Perugia, 7 agosto 2009

"La situazione legata alle indagini in corso a Bettona ci appare ogni giorno più preoccupante. Occorre convocare alla prima data utile una seduta di Consiglio regionale straordinaria per affrontare in modo aperto e senza unanimismi di facciata le possibili vie d'uscita da una situazione grave per i danni che ha provocato all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, almeno in alcune sue articolazioni".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, torna sull'inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Perugia sul depuratore di Bettona e propone la convocazione di un Consiglio regionale straordinario, da tenersi alla ripresa dei lavori consiliari, che possa pervenire anche all'istituzione di una commissione d'inchiesta in grado di valutare i danni provocati all'ambiente e alla salute, i probabili conflitti di interesse dei tecnici locali dell'Arpa, le eventuali responsabilità politiche.
"I capi d'imputazione che vengono contestati - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - sono della massima gravità e ci raccontano di un territorio violato e inascoltato per troppo tempo, di supponenze e arroganze che per anni non hanno trovato alcun argine. Per questo noi Verdi e civici ci rendiamo disponibili da subito a presentare una proposta di legge, da discutere al primo consiglio utile, per l'istituzione di una commissione d'inchiesta che faccia piena luce sul danno ambientale e paesaggistico che il territorio di Bettona sta vivendo e accertare se vi siano state responsabilità politiche o negligenze, soprattutto da parte dei vertici locali dell'Arpa. Chiediamo ai gruppi di maggioranza e - perché no? - anche di opposizione di sottoscrivere la proposta di legge e di coinvolgere nella stesura dei punti cardine che la commissione dovrà affrontare anche i comitati locali e le associazioni ambientaliste".
"Da anni - ricorda Dottorini - denunciamo, assieme ai comitati locali e alle forze politiche più responsabili, lo scempio ambientale e le possibili ripercussioni sulla salute di una gestione quanto meno discutibile dell'intera filiera degli allevamenti suini. Il triste evolversi di questa vicenda ci dimostra che in tanti anni sono stati prodotti danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività. Per questo sarebbe opportuno, alla luce delle ultime vicende, trovare le modalità per rimettere in discussione quanto deciso poche settimane fa da un Consiglio regionale che, con il solo voto contrario di Verdi e civici e Prc, ha di fatto avallato la posizione del comune di Bettona. Comune che ora si trova proprio al centro della bufera giudiziaria. Indagini come quelle che oggi vedono coinvolte diverse decine di persone devono farci capire, se ancora ce ne fosse bisogno, che non è possibile aggirare le regole e che l'economia dell'Umbria trova il suo perno nella filiera turismo-ambiente-cultura. E l'Umbria non può accettare di veder messa in discussione la tutela dei suoi gioielli ambientali e culturali".
Perugia, 7 agosto 2009
Grave la scelta di dare l'ok al progetto della ex Fat, mentre vengono persi i finanziamenti per la riqualificazione del centro storico"
"Dopo il danno, la beffa. Oltre alla sciagurata scelta di dare il via libera a un progetto impresentabile come quello della ex Fat, oggi l'amministrazione comunale deve ammettere di essere stata esclusa anche dai finanziamenti per i Piani urbani complessi (Puc2). Sono due notizie una più grave dell'altra". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Regione e presidente della Commissione bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni commenta la doppia notizia relativa all'annuncio del sindaco Cecchini di firmare la convenzione per il Contratto di quartiere e alla perdita dei finanziamenti per i cosidetti Puc2.
"E' grave - spiega Dopttorini - che l'amministrazione comunale di Città di Castello continui a perseguire senza ripensamenti un progetto devastante come quello relativo alla Ex Fat. Come se non bastasse la Piastra logistica, la lottizzazione all'area ex Bacchi, adesso il degrado del centro storico verrà arricchito di un intervento da realismo socialista, non condiviso dai cittadini e privo di una qualsivoglia visione della città. A questo proposito la nostra opposizione sarà ferma e utilizzeremo tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per evitare alla città uno scempio che andrà a stravolgere il suo cuore storico e architettonico. Il problema a nostro avviso deve essere affrontato nell'ambito della redazione del nuovo Piano regolatore".
"A questo esempio di cattiva amministrazione si aggiunge oggi la perdita dei finanziamenti per i Puc2. Già un anno fa il nostro capogruppo comunale Roberto Lensi aveva evidenziato la poca sensibilità degli amministratori locali verso gli interessi della città e del suo centro storico, sottolineando il grave ritardo nella pubblicazione degli avvisi, la loro vigenza nel pieno del periodo feriale estivo, il tardivo e frettoloso coinvolgimento delle categorie interessate. Oggi la triste conferma di finanziamenti che vanno in fumo e avrebbero potuto contribuire alla riqualificazione di un centro storico che sta vivendo un degrado avvilente. Adesso gli amministratori tifernati dovranno avviare una seria riflessione sui perché l'Altotevere sia rimasto escluso dai finanziamenti del Puc2 e su come realizzare progetti lungimiranti, condivisi e partecipati con i cittadini".
Perugia, 1 agosto 2009
"Dopo il danno, la beffa. Oltre alla sciagurata scelta di dare il via libera a un progetto impresentabile come quello della ex Fat, oggi l'amministrazione comunale deve ammettere di essere stata esclusa anche dai finanziamenti per i Piani urbani complessi (Puc2). Sono due notizie una più grave dell'altra". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Regione e presidente della Commissione bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni commenta la doppia notizia relativa all'annuncio del sindaco Cecchini di firmare la convenzione per il Contratto di quartiere e alla perdita dei finanziamenti per i cosidetti Puc2.
"E' grave - spiega Dopttorini - che l'amministrazione comunale di Città di Castello continui a perseguire senza ripensamenti un progetto devastante come quello relativo alla Ex Fat. Come se non bastasse la Piastra logistica, la lottizzazione all'area ex Bacchi, adesso il degrado del centro storico verrà arricchito di un intervento da realismo socialista, non condiviso dai cittadini e privo di una qualsivoglia visione della città. A questo proposito la nostra opposizione sarà ferma e utilizzeremo tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per evitare alla città uno scempio che andrà a stravolgere il suo cuore storico e architettonico. Il problema a nostro avviso deve essere affrontato nell'ambito della redazione del nuovo Piano regolatore".
"A questo esempio di cattiva amministrazione si aggiunge oggi la perdita dei finanziamenti per i Puc2. Già un anno fa il nostro capogruppo comunale Roberto Lensi aveva evidenziato la poca sensibilità degli amministratori locali verso gli interessi della città e del suo centro storico, sottolineando il grave ritardo nella pubblicazione degli avvisi, la loro vigenza nel pieno del periodo feriale estivo, il tardivo e frettoloso coinvolgimento delle categorie interessate. Oggi la triste conferma di finanziamenti che vanno in fumo e avrebbero potuto contribuire alla riqualificazione di un centro storico che sta vivendo un degrado avvilente. Adesso gli amministratori tifernati dovranno avviare una seria riflessione sui perché l'Altotevere sia rimasto escluso dai finanziamenti del Puc2 e su come realizzare progetti lungimiranti, condivisi e partecipati con i cittadini".
Perugia, 1 agosto 2009
"Le preoccupazioni del comitato erano più che fondate, chiediamo massima chiarezza e accertamento delle responsabilità, anche per tranquillizzare la popolazione locale"
"Pensavamo che piovesse, non che grandinasse. Oggi possiamo solo dire che non erano campate in aria le nostre ripetute richieste di chiarimenti riguardo all'allarmente situazione degli allevamenti a Bettona. L'azione dei Noe provoca in noi grande preoccupazione e ci spinge a ribadire con forza la necessità di una soluzione reale, ambientalmernte sostenibile e partecipata per quel territorio. Troppe commistioni, troppa spegiudicatezza, troppe false rassicurazioni hanno fatto sì che oggi ci troviamo di fronte a un evento inaspettato anche per chi questa situazione la segue ormai quotidianamente da tanti anni. Chiediamo la massima chiarezza e l'accertamento delle responsabilità, anche per tranquillizzare la popolazione locale rispetto ai rischi di inquinamento".
Questo il primo commento del capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini alla notizia dell' operazione del Noe "laguna de cerdos" che avrebbe portato alla luce un`organizzazione dedita al traffico illecito degli scarti della depurazione.
"Per anni - aggiunge Dottorini - si è cercato di far passare un gruppo di cittadini che lottavano per il bene comune e per la sicurezza del proprio territorio come degli estremisti che volevano impedire ogni forma di sviluppo. Oggi, al di là di come evolveranno gli eventi, abbiamo la dimostrazione che le preoccupazioni manifestate in questi anni erano più che fondate. Adesso occorre una grande operazione di trasparenza e di assunzione di responsabilità da parte di chi ha fino ad oggi negato l'evidenza. Continueremo a chiedere con forza che qualsiasi decisione politica riguardante il futuro del territorio di Bettona venga assunta in strettissimo raccordo con il comitato locale. Il nostro principio di garantismo non viene mai meno e anche in questo caso affermiamo che ogni cittadino è innocente fino a prova contraria. Ma non ci si venga a ripetere che a Bettona tutto funzionava nel rispetto delle regole, quando già si erano registrate discrepanze evidenti, già denunciate attraverso una nostra interrogazione, tra i dati dell'Arpa territoriale e quelli dell'Arpa provinciale. Ancora una volta siamo stati lungimiranti nel prendere le distanze, votando contro in Consiglio regionale, da quanto il Pdl regionale ha proposto in Consiglio non più di un mese fa".
Perugia, 29 luglio 2009
"Pensavamo che piovesse, non che grandinasse. Oggi possiamo solo dire che non erano campate in aria le nostre ripetute richieste di chiarimenti riguardo all'allarmente situazione degli allevamenti a Bettona. L'azione dei Noe provoca in noi grande preoccupazione e ci spinge a ribadire con forza la necessità di una soluzione reale, ambientalmernte sostenibile e partecipata per quel territorio. Troppe commistioni, troppa spegiudicatezza, troppe false rassicurazioni hanno fatto sì che oggi ci troviamo di fronte a un evento inaspettato anche per chi questa situazione la segue ormai quotidianamente da tanti anni. Chiediamo la massima chiarezza e l'accertamento delle responsabilità, anche per tranquillizzare la popolazione locale rispetto ai rischi di inquinamento".
Questo il primo commento del capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini alla notizia dell' operazione del Noe "laguna de cerdos" che avrebbe portato alla luce un`organizzazione dedita al traffico illecito degli scarti della depurazione.
"Per anni - aggiunge Dottorini - si è cercato di far passare un gruppo di cittadini che lottavano per il bene comune e per la sicurezza del proprio territorio come degli estremisti che volevano impedire ogni forma di sviluppo. Oggi, al di là di come evolveranno gli eventi, abbiamo la dimostrazione che le preoccupazioni manifestate in questi anni erano più che fondate. Adesso occorre una grande operazione di trasparenza e di assunzione di responsabilità da parte di chi ha fino ad oggi negato l'evidenza. Continueremo a chiedere con forza che qualsiasi decisione politica riguardante il futuro del territorio di Bettona venga assunta in strettissimo raccordo con il comitato locale. Il nostro principio di garantismo non viene mai meno e anche in questo caso affermiamo che ogni cittadino è innocente fino a prova contraria. Ma non ci si venga a ripetere che a Bettona tutto funzionava nel rispetto delle regole, quando già si erano registrate discrepanze evidenti, già denunciate attraverso una nostra interrogazione, tra i dati dell'Arpa territoriale e quelli dell'Arpa provinciale. Ancora una volta siamo stati lungimiranti nel prendere le distanze, votando contro in Consiglio regionale, da quanto il Pdl regionale ha proposto in Consiglio non più di un mese fa".
Perugia, 29 luglio 2009






















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