Teniamoci in contatto:

C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ultime notizie in Dai territori

"Valutare profili di legittimità di un'opera dal grande impatto ambientale in un'area fortemente antropizzata e vulnerabile. Recuperare rapporto con i cittadini"
 
MAXI STALLA SANTA MARIA ROSSA. DOTTORINI (IDV): NO A FUGHE IN AVANTI, NECESSARIA VIA ED EVITARE VARIANTE AL PRG

"La vicenda della maxi stalla di Santa Maria Rossa merita una seria riflessione, le fughe in avanti non aiutano certo a individuare soluzioni compatibili con l'ambiente e con l'aperta ostilità delle popolazioni locali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, prende posizione riguardo all'accelerazione impressa dal Comune di Perugia al progetto di maxi stalla da circa 900 capi bovini e relativo impianto a biogas nella frazione di Santa Maria Rossa.
"Su un progetto di tali dimensioni e di tale importanza - aggiunge Dottorini - risulterebbe particolarmente singolare la scelta di non procedere a una Valutazione di impatto ambientale. In questo ritengo che la Regione debba fare la sua parte. Nell'immediato sarebbe incomprensibile la scelta del Consiglio comunale di Perugia di procedere a una variante al Piano regolatore, pure in presenza di segnalazioni che metterebbero in evidenza profili di illegittimità normativa e procedurale. A prescindere tuttavia dalla correttezza delle procedure amministrative ancora tutte da valutare, riteniamo incomprensibile la volontà di rimuovere il vincolo di unità di paesaggio 3S in un'area altamente vulnerabile, con una concentrazione di nitrati doppia rispetto alla media regionale e con una falda acquifera particolarmente superficiale che comporta un elevato rischio di inquinamento. Stiamo parlando di una zona, quella di Santa Maria Rossa, fortemente antropizzata dove sono presenti centri abitati, scuole e asili. Tutte condizioni per le quali era stato apposto il vincolo quindici anni fa e che un'opera di tale portata potrebbe compromettere in maniera seria, producendo un danno economico e ambientale difficilmente quantificabile".
"Al di là degli aspetti tecnici e ambientali che ci fanno dubitare della bontà dell'operazione - il capogruppo regionale Idv -, c'è poi da sottolineare l'inspiegabile volontà di aggirare la Valutazione d'impatto ambientale frazionando il progetto della stalla da quello dell'impianto a biogas. La preoccupazione dei cittadini, quindi, non appare fuori luogo anche perché la recente variante al Piano regolatore comunale non chiarisce in quale modo si intende garantire che non vi sarà un incremento del carico di azoto nella zona individuata per collocare la maxi stalla. Il fatto che si parli in modo generico di una contestuale dismissione di altri allevamenti esistenti senza indicarne il numero, le dimensioni e le modalità non è certo tranquillizzante".
"In questi casi - conclude Dottorini - la fretta è sconsigliata perché manifesta una difficoltà al confronto che le popolazioni locali avvertono come una chiusura immotivata. E' necessario mettere in atto gli adeguati strumenti partecipativi ed evitare incomprensibili fughe in avanti che avrebbero il solo effetto di inasprire ancora di più il rapporto tra politica e cittadini".
 
Perugia, 20 aprile 2012
"Ora lista civica forte e credibile per restituire Bettona a un centrosinistra saldo, coerente e coeso nella volontà di superare gli anni della destra e degli scandali"
 
"La vittoria di Stefano Frascarelli alle primarie di Bettona è un risultato straordinario, frutto di un percorso lineare e di una grande generosità messa al servizio dei cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime grande soddisfazione per l'esito delle primarie di Bettona che hanno visto prevalere con oltre il 60 per cento dei consensi l'esponente dell'Italia dei Valori.
"E' una vittoria che va oltre le appartenenze politiche o partitiche - continua Dottorini -.  Questo risultato ci dice che i cittadini bettonesi hanno riconosciuto e premiato le grandi qualità di chi ha saputo interpretare al meglio le istanze della società civile, facendo prevalere la partecipazione attiva sulle deleghe date a scatola chiusa. Le grandi questioni ambientali di cui Stefano si è fatto interprete in tutta la sua storia politica e le sue battaglie per la legalità in un territorio fortemente compromesso hanno evidentemente trovato una condivisione amplissima, inconsueta per consultazioni di questo tipo. Per noi che abbiamo sempre sostenuto le battaglie responsabili dei comitati e dei cittadini di Bettona è un momento molto importante che premia un impegno rigoroso e lineare. Ora è il momento di guardare avanti, creare una lista civica forte e credibile e restituire la città di Bettona ad un centrosinistra saldo, coerente e coeso nelle priorità da affrontare e nella volontà di superare gli anni della destra, degli scandali e della cattiva amministrazione".
 
Perugia, 26 marzo 2012
"I comuni di Foligno, Gubbio e Perugia hanno già risolto il problema. In 12 anni Città di Castello non ha mai presentato un progetto di recupero. Subito impegno corale"



"La sfrontatezza del sindaco Bacchetta dà la misura dello spessore politico e istituzionale del personaggio e spiega i motivi per cui Città di Castello stia vivendo uno dei peggiori periodi di decadenza della sua storia. Rimaniamo convinti che solo uno sforzo corale delle forze sociali, politiche e istituzionali della città potrà tentare di trovare una soluzione per la vicenda dell'ex Ospedale, e non solo per quella".  Il capogruppo regionale di Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, replica con queste parole agli attacchi del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e aggiunge: "Sarebbe interessante capire come mai i comuni di Foligno, Gubbio e Perugia sono riusciti a risolvere, seppure non sempre in maniera soddisfacente, il problema delle strutture ospedaliere dismesse, avanzando proposte alla Regione e evitando così il degrado e l'abbandono. Non si comprendono i motivi per cui l'amministrazione tifernate in 12 anni non sia stata in grado di elaborare neppure una proposta da sottoporre alla giunta regionale". 
"Avevo provato - ricorda Dottorini - a stemperare gli animi e a passare sopra le gravi responsabilità dell'Amministrazione comunale di Città di Castello sullo stato di degrado che vive il vecchio Ospedale. Lo avevo fatto per tentare di spiegare che senza un'azione corale Città di Castello sarà costretta a proseguire in un declino che appare senza fine e che tutti rischiamo di pagare molto caro. Ma evidentemente Bacchetta preferisce fare da solo. E' una scelta, ne prendiamo atto. Non sarà questo atteggiamento a farci abbandonare la ricerca tenace di un riscatto per la città. Abbiamo già presentato una nuova interrogazione agli assessori Rossi (Pd) e Rometti (Psi), competenti in materia, in cui chiediamo un impegno concreto della Regione per evitare il degrado in cui versa l'ex Ospedale. Lo avevamo già fatto a gennaio del 2010 e in quella occasione fu l'assessore Riommi a ricordarci che il Comune di Città di Castello, al contrario di altri comuni, non ha mai presentato proposte alla Regione e non si è avvalso neppure della legge 14 che consente alle amministrazioni locali di acquisire le vecchie strutture ospedaliere. Adesso oltre all'interrogazione, abbiamo predisposto una mozione che impegna la Giunta a istituire un tavolo tecnico-istituzionale per elaborare le possibili soluzioni per il recupero della vecchia struttura. Parallelamente la Regione dovrà eseguire una nuova perizia estimativa e mettere in atto tutte le misure urgenti che servano a garantire la sicurezza dell'immobile a contenere i possibili danni provocati da degrado e incuria. Chiederemo la firma della mozione - continua Dottorini - a tutte le forze politiche, in modo da sgombrare il campo da qualsiasi possibile strumentalizzazione, evitando che qualcuno possa continuare a sparare sul mucchio, tanto a Perugia il suo partito fa altro. La vicenda è troppo importante per essere lasciata nelle mani di Bacchetta".
"I fatti, com'è noto, sono argomenti testardi - conclude Dottorini -. La protervia dei sindaci non ci ha impedito in questi anni di salvare i corsi alla scuola Bufalini o di realizzare il marchio del mobile in stile. Invitiamo dunque il Sindaco Bacchetta a maggiore sobrietà e decoro istituzionale - conclude Dottorini -, tutte doti e pregi che un amministratore di lungo, anzi lunghissimo, corso come lui dovrebbe conoscere, almeno per sentito dire".

Perugia, 23 marzo 2012



IMG_2668 IMG_2771 IMG_2698 IMG_2703 IMG_2765 IMG_2726 IMG_2700 IMG_2699 IMG_2773 IMG_2751 IMG_2696 IMG_2779 IMG_2728 IMG_2693 IMG_2694 IMG_2721 IMG_2733 IMG_2717 IMG_2755 IMG_2798 IMG_2799 IMG_2783 IMG_2781 IMG_2718 IMG_2702 IMG_2710 IMG_2760 IMG_2727 IMG_2701 IMG_2734 IMG_2786 IMG_2743 IMG_2738 IMG_2732 IMG_2720 IMG_2737 IMG_2708 IMG_2713 IMG_2785 IMG_2745 IMG_2735 IMG_2667 IMG_2679 IMG_2684 IMG_2675 IMG_2673 IMG_2677 IMG_2671
"Sbagliato giocare allo scaricabarile. Le immagini parlano da sole e inchiodano il Comune. Se c'è un progetto, faremo squadra con chiunque per il bene della città" 

IMG_2735

"Le immagini parlano da sole. Comprendiamo l'imbarazzo e la difficoltà del Sindaco Bacchetta nel vedere come un palazzo così importante di Città di Castello sia stato lasciato al degrado e all'abbandono per tanti anni. Altre realtà come Foligno e Gubbio hanno elaborato progetti e piani di recupero che poi sono stati sottoposti alla Regione, ma le amministrazioni che si sono succedute a Città di Castello, di cui lui ha sempre fatto parte, non sono state in grado di fare altrettanto. Adesso il punto non è quello di giocare allo scaricabarile, ma di cercare una soluzione prima che sia troppo tardi. Sappia Bacchetta che noi siamo pronti a fare squadra con chiunque, compreso lui, pur di togliere la città, e in particolare il centro storico, dal degrado in cui è precipitata negli ultimi anni grazie a politiche prive di buon senso e visione strategica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le "nervose esternazioni" del Sindaco di Città di Castello in merito alla vicenda dell'ex Ospedale di largo Muzi lasciato nel più completo abbandono e degrado.
"A gennaio del 2010 - aggiunge Dottorini - avevamo già denunciato questa grave situazione, ma nessuno degli allora amministratori raccolse l'invito a un'azione decisa che andasse oltre la propaganda elettorale. Il nostro timore è che la città possa perdere altri pezzi, come è già avvenuto per i corsi universitari a Villa Montesca o per le sede di Equitalia. Ricordo solo che fu un mio emendamento ad evitare che venissero messi in vendita i beni del lascito Franchetti, nel completo silenzio dell'Amministrazione comunale. È urgente che Città di Castello esca da questo immobilismo amministrativo che la porta ad isolarsi dal resto dell'Umbria ed a subire in silenzio scelte che la vedono subalterna e incapace di proposta".
"La politica tifernate - conclude il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori - deve reagire e presentare subito alla Regione un Piano di recupero per la struttura dell'ex Ospedale, consultando i cittadini e garantendo la massima partecipazione possibile. Non vorremmo che si ripetessero gli stessi errori del contratto di quartiere nell'area ex Fat o della scelta del tracciato per la E78. Occorre capacità di fare squadra, ma prima di tutto occorre un progetto. Se il sindaco Bacchetta lo ha, ce lo faccia sapere e, se non è indecoroso, noi faremo la nostra parte. Altrimenti continueremo a chiedere ciò che è giusto e doveroso per il bene e il decoro della nostra città. Come abbiamo sempre fatto"

Perugia, 20 marzo 2012 
"Condizioni complessive gravi. La "Cappellina" depredata e saccheggiata, quasi irriconoscibile. Sbagliato non inserire l'edificio nel Contratto di quartiere" 



"È urgente che il comune di Città di Castello elabori un progetto di recupero dell'ex Ospedale e lo sottoponga alla Regione. Non è più tollerabile che un bene così prezioso venga lasciato al degrado e alle razzie, provocando un danno all'immagine e al decoro della città, oltre che alle finanze pubbliche. La struttura dell'ex-ospedale e la chiesa presente al suo interno sono in stato di totale abbandono ormai da troppi anni. Ora chiediamo che la giunta spieghi a noi e ai tifernati a chi sono addebitabili le responsabilità di questa situazione e come si intende utilizzare quella struttura. Ci piacerebbe anche capire come mai l'amministrazione di Città di Castello non è stata in grado in questi lunghi e inesorabili anni di elaborare neppure un piano di recupero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo nell'edificio dell'ex ospedale di Città di Castello. Assieme a Dottorini erano presenti Roberto Colombo, capogruppo Idv al comune a Città di Castello, Enzo Rossi, direttore del mensile l'Altrapagina, il fotografo Enrico Milanesi e lo storico tifernate Alvaro Tacchini. Immagini e video sono disponibili al sito www.dottorini.com.
"Dal nostro sopralluogo - aggiunge Dottorini - emerge una realtà di seria emergenza che mette alla luce una situazione di degrado, incuria e carenza di manutenzione. Nei due anni che ci separano dalla nostra precedente visita, l'immobile ha subito ancora contraccolpi pesanti e la sua struttura risulta parzialmente compromessa. Per questo è urgente che vengano spiegate ai tifernati le cause di questa incapacità progettuale e amministrativa, valutando anche i risvolti economici della cattiva gestione. Non è semplice trovare soluzioni e risorse per recuperare alla città un bene così importante, parte integrante del tessuto urbanistico della città. E' giusto tuttavia comprendere come mai in altri territori della regione sono stati elaborati e avviati progetti di ristrutturazione e riqualificazione delle vecchie strutture ospedaliere, mentre l'amministrazione di Città di Castello non è stata in grado di elaborare neppure un piano di recupero". 
"La visita - continua Dottorini - ci ha permesso di valutare le condizioni complessive dell'edifico. In particolare risulta grave lo stato in cui versa la cosiddetta "Cappellina", un piccolo gioiello di fine '700, caro alla cittadinanza anche perché in quel luogo per decenni sono state battezzate generazioni di tifernati. Quella chiesa, in origine pregevolmente decorata di stucchi, con altare e balaustra di marmo finissimo e contenente anche i dipinti dei patroni San Florido e Amanzio di Antonio Illuminati, è stata saccheggiata fino a renderla irriconoscibile. Gli stucchi sono stati asportati, la balaustra in parte divelta e il tabernacolo scardinato. Risultano mancanti anche parti di mobilio e i dipinti".
"Le istituzioni regionali e locali - conclude Dottorini - devono dare delle risposte immediate per garantire un futuro ad uno dei palazzi storici di Città di Castello. Oggi, alla luce di quello che abbiamo potuto vedere, risulta quanto mai incomprensibile la scelta dell'amministrazione comunale di non includere l'ex Ospedale nel progetto del Contratto di quartiere che riguarda l'area Ex-Fat". 

Perugia, 19 marzo 2012 



IMG_2668 IMG_2771 IMG_2698 IMG_2703 IMG_2765 IMG_2726 IMG_2700 IMG_2699 IMG_2773 IMG_2751 IMG_2696 IMG_2779 IMG_2728 IMG_2693 IMG_2694 IMG_2721 IMG_2733 IMG_2717 IMG_2755 IMG_2798 IMG_2799 IMG_2783 IMG_2781 IMG_2718 IMG_2702 IMG_2710 IMG_2760 IMG_2727 IMG_2701 IMG_2734 IMG_2786 IMG_2743 IMG_2738 IMG_2732 IMG_2720 IMG_2737 IMG_2708 IMG_2713 IMG_2785 IMG_2745 IMG_2735 IMG_2667 IMG_2679 IMG_2684 IMG_2675 IMG_2673 IMG_2677 IMG_2671
"Non è più possibile giocare mille parti in commedia. Se, dopo avere indicato il tracciato di Cerbara e Selci, il Comune ha cambiato idea, lo dica apertamente"

E78. DOTTORINI (IDV): E' LA FIERA DELL'IPOCRISIA. BACCHETTA CHIEDA ALLA REGIONE DI RIVEDERE IL TRACCIATO

"Sul tracciato della E78 non è più possibile assistere alla fiera dell'ipocrisia. Il sindaco Bacchetta assuma una posizione chiara e chieda alla Regione di rivedere il tracciato. Non è più possibile continuare a sostenere mille parti in commedia". Oliviero Dottorini, capogruppo Dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta con queste parole l'esito dell'assemblea pubblica che si è tenuta a Cerbara riguardo alla Strada di grande comunicazione E78 "Due Mari".
"La giunta regionale - spiega Dottorini - ha sempre detto che quel tracciato devastante è stato indicato dai sindaci di Città di Castello e San Giustino, ma ieri il sindaco Bacchetta ha acrobaticamente argomentato la propria possibile contrarietà alla scelta. Qualcuno evidentemente non la racconta giusta e l'unico modo per non prendere in giro i cittadini è quello di rendere esplicita la contrarietà dell'amministrazione tifernate. Per questo continuiamo a chiedere che il sindaco di Città di Castello espliciti la propria posizione, scrivendo alla Regione per chiedere la revisione del tracciato. Il tempo delle ambiguità e dei giri di parole è scaduto". 
"Autorevoli studiosi come Giovanni Cangi ed Ermanno Bianconi - aggiunge Dottorini - hanno dimostrato che quello scelto dalle amministrazioni comunali di Città di Castello e San Giustino, con la sua galleria in un territorio densamente abitato è il peggior tracciato tra tutti quelli presi in esame. D'altra parte già Anas ebbe modo di bocciarlo in modo categorico e solo l'insistenza delle amministrazioni locali portò a collocare l'asse stradale esattamente tra i comuni di San Giustino e Cerbara, a ridosso della Piastra logistica, unico centro intermodale in Italia senza collegamento con la ferrovia. Bacchetta assuma una posizione chiara e noi saremo al suo fianco nel sostenere una posizione lungimirante e di buon senso. Ciò che non è più ammissibile è avere una posizione a Perugia e un'altra a Città di Castello".

Perugia, 20 gennaio 2012 
"Due mesi fa l'amministrazione Bacchetta bocciò la nostra richiesta. Adesso serietà e correttezza impongono un confronto serio con cittadini e comitati"

E78. DOTTORINI (IDV):

"E' quanto mai urgente che il comune di Città di Castello prenda in seria considerazione la proposta dell'Italia dei Valori di indire un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza da svolgersi nella frazione di Cerbara per coinvolgere i cittadini sul tracciato della E78, anche alla luce dei recenti sviluppi in sede di tavolo tecnico nazionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sui possibili sviluppi che interessano la strada di grande comunicazione Fano-Grosseto che attraverserà l'Altotevere.
"Precisamente due mesi fa - continua Dottorini - la maggioranza che amministra il Comune (Pd, Psi, Prc) ha bocciato la richiesta dell'Italia dei Valori e di Patto per Città di Castello di confrontarsi con le popolazioni e i comitati proprio sul futuro tracciato della E78, dimostrando di avere una scarsa propensione al confronto con i cittadini. Purtroppo più passa il tempo e più sarà complicato tornare indietro sulla scelta del tracciato, dal momento che le amministrazioni interessate non danno segni di ravvedimento. Tuttavia siamo anche consapevoli che nessuno può sottrarsi al dovere di rendere partecipe la cittadinanza e per questo riteniamo che un confronto non è più rinviabile. Conosciamo la miopia politica e strategica che ha portato le amministrazioni Cecchini e Bacchetta ad avallare un progetto come la Piastra logistica.  Non vorremmo che, come spesso avviene, quando saranno evidenti a tutti i risvolti di certe scelte, ci si rifugi nelle consuete lacrime di coccodrillo".
"Come Italia dei Valori - conclude il capogruppo Dottorini - metteremo in campo tutte le azioni volte a far sì che la parola torni ai cittadini. Calare dall'alto un'ipotesi progettuale tanto azzardata quanto rischiosa per le prospettive economiche e ambientali dell'Altotevere rischierebbe soltanto di aumentare il divario che c'è tra istituzioni e società civile. Credo sia interesse comune fare in modo che attorno a certe decisioni finora calate dall'alto si sviluppi un confronto costruttivo in grado di portare tutti a una maggiore consapevolezza di quanto sta avvenendo. La posta in gioco è alta e non può essere lasciata nelle mani di chi pensa di giocarla nel segreto di qualche palazzo".

Perugia, 29 dicembre 2011
"Una risposta concreta alle famiglie e ai ragazzi dell'Altotevere. Apprezziamo la disponibilità dell'Assessore Casciari e continueremo a difendere le ragioni dell'Altotevere"

ISTRUZIONE. DOTTORINI: BUONE NOTIZIE PER LA BUFALINI: SBLOCCATI I FONDI MINISTERIALI E EUROPEI, NESSUN RISCHIO CHIUSURA

"Per la vicenda della scuola di formazione Bufalini si profila una soluzione positiva. Da un incontro con la vice presidente Carla Casciari e con i rappresentanti della Scuola Bufalini è emerso che, grazie ai fondi regionali Fse (1,2milioni di euro per il triennio), al riparto del Governo di 840mila euro e allo sblocco dei fondi Fas in bilancio per tali corsi, potrà dirsi quasi definitivamente conclusa la fase di difficoltà emersa per l'anno corrente. Questo consentira di avviare la fase di sperimentazione inserita nelle linee guida approvate dalla Regione a gennaio di quest'anno e di assicurare a tanti ragazzi e famiglie dell'Altotevere un percorso di formazione che porterà ad una qualifica triennale e che scongiura quella che in modo inappropriato è stato definito "rischio di chiusura" del Centro Bufalini". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime con queste parole la soddisfazione per l'esito dell'incontro che si è tenuto questa mattina a Perugia sul futuro della scuola di formazione professionale Bufalini.
"Ho apprezzato molto - continua il consigliere Dottorini - la disponibilità della vicepresidente Casciari che ha seguito con attenzione in questi mesi un passaggio difficile. Quella che si profila è una soluzione sul modello Emilia Romagna, così come auspicato dai rappresentanti della scuola Bufalini. Sarà possibile quindi assolvere l'obbligo scolastico scegliendo la formazione professionale già dai quindici anni, evitando lo smantellamento di un progetto educativo "centrato" sulle esigenze degli studenti più fragili. Oltre ai finanziamenti appena sbloccati, possiamo contare sui fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) che fino a poco tempo fa il Governo ha tenuto fermi e che adesso aspettano solo la ripartizione. Si tratta di un primo step necessario a garantire il proseguimento e lo sviluppo dell'esperienza formativa che contraddistingue la scuola Bufalini che attualmente conta 195 studenti e 50 tra docenti e impiegati. Le linee guida adottate dalla Regione sono caratterizzate da un sistema misto di durata triennale che prevede un primo anno di iscrizione presso un Istituto scolastico professionale con la possibilità, per i successivi anni, di integrare con la formazione professionale presso un'agenzia formativa accreditata, come è nel caso della Bufalini, ottenendo in questo modo sia l'assolvimento dell'obbligo scolastico (fino ai 16 anni), sia una qualifica professionale specifica, con profili lavorativi più vicini alle esigenze del territorio, integrati con i percorsi della scuola statale pubblica. Riteniamo dunque che con le linee guida della Giunta regionale e i fondi appena sbloccati per il futuro, la scuola Bufalini, aldilà delle sterili polemiche, ha la possibilità di effettuare una programmazione lungimirante e attenta alle esigenze del nostro tessuto sociale e agli stimoli del mondo imprenditoriale dell'Altotevere".

Perugia, 14 ottobre 2011
"Da altri territori si alza la protesta, ma l'amministrazione Bacchetta si adagia nel proprio proverbiale immobilismo". Pieno sostegno all'iniziativa degli avvocati 

TRIBUNALE. DOTTORINI (IDV): DOPO VILLA MONTESCA, PERICOLO CHIUSURA ANCHE PER IL TRIBUNALE. CITTA' SMONTATA PEZZO DOPO PEZZO

"Occorre un sussulto dell'intera città per evitare di vedersi privare anche della sede di tribunale. Un articolo inserito nell'ultima manovra correttiva del Governo prevede infatti che entro un anno vengano individuati i criteri per la chiusura di tutte le sedi distaccate dei tribunali. Per evitare di piangere le consuete lacrime di coccodrillo, sarebbe opportuno che l'amministrazione comunale iniziasse a pensare a come difendere quest'altro pezzo di città che rischia di svanire come è già avvenuto per i corsi universitari di Villa Montesca". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la notizia della possibile chiusura della sezione distaccata del tribunale di Città di Castello.
"Contro la decisione di chiudere il tribunale di Città di Castello, sede distaccata di Perugia, occorre che tutti i livelli istituzionali facciano la propria parte. Mentre infatti territori come Spoleto e Gubbio si stanno prontamente muovendo, l'amministrazione Bacchetta resta adagiata nel proprio proverbiale immobilismo. E' necessario invece procedere a un'attenta verifica dei numeri e delle potenzialità della sede di Città di Castello in rapporto ad altre sezioni distaccate per rendere evidente la funzione strategica del tribunale tifernate.  Servizi decentrati come quelli garantiti ai cittadini dal tribunale di Città di Castello devono trovare un giusto riscontro nel policentrismo regionale. Non è sostenibile vedere 'smontare' la città pezzo a pezzo senza avvertire neppure un sussulto di dignità. In questo senso - conclude Dottorini - è senz'altro da sostenere la manifestazione promossa dall'associazione avvocati dell'Altotevere e saremo al loro fianco per intraprendere tutte le azioni utili a scongiurare questo pericolo".

Perugia, 8 ottobre 2011
"Il tracciato scelto dai comuni di Città di Castello e San Giustino è assurdo e cerca solo di rimediare all'errore della Piastra logistica. La parola deve tornare ai cittadini"

E78. DOTTORINI (IDV) INCONTRA IL COMITATO PER LA SALUTE DI SELCI E CERBARA:

Il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini ha incontrato ieri una numerosa delegazione di rappresentanti del comitato per la Salute di Selci e Cerbara per esaminare le problematiche relative al tracciato umbro della E78 "Due Mari" individuato dalle amministrazioni comunali di Città di Castello e San Giustino. L'incontro è stato anche l'occasione per analizzare l'ipotesi di fattibilità della Fano-Grosseto in partenariato pubblico-privato, così come proposta dall'architetto Fabrizio Romozzi. 
"L'incontro - ha spiegato il consigliere regionale Dottorini - è stato costruttivo ed è emersa la necessità di coinvolgere le popolazioni locali in decisioni che segneranno il futuro ambientale ed economico dell'Altotevere. Le preoccupazioni e i dubbi in merito all'iter che si tenta di avviare per la realizzazione dell'arteria sono fondati e preoccupa la leggerezza con cui le amministrazioni locali, provinciali e regionali stanno dando credito a un'ipotesi che avvantaggerebbe solo i privati, sia attraverso il pedaggiamento che sottraendo ai comuni gli introiti da gettito Ici e da oneri di urbanizzazione delle aree leader poste all'interno del corridoio che si snoderà attorno al tracciato della Due Mari".
"E' noto - aggiunge Dottorini - che il tracciato scelto dai comuni di Città di Castello e San Giustino non è frutto di una visione strategica, ma cerca semplicemente di rimediare all'errore di posizionamento della Piastra logistica, una vera e propria cattedrale nel deserto, priva di collegamenti con la ferrovia e sottodimensionata rispetto agli altri interporti regionali". 
"Come Italia dei Valori - conclude il capogruppo Dottorini - metteremo in campo tutte le azioni volte a far sì che la parola torni ai cittadini. Calare dall'alto un'ipotesi progettuale tanto azzardata quanto rischiosa per l'ambiente significherebbe solo aumentare il divario che c'è tra istituzioni e società civile. Credo sia interesse comune fare in modo che attorno a queste decisioni finora calate dall'alto si sviluppi un confronto costruttivo in grado di portare tutti a una maggiore consapevolezza di quanto sta avvenendo. La posta in gioco è alta e non può essere lasciata nelle mani di chi pensa di giocarla nel segreto di qualche palazzo".

Perugia, 7 ottobre 2011
 

In evidenza

Appuntamenti

Immagini recenti



Le battaglie