Il presidente della commissione Bilancio incontra i lavoratori e annuncia un’interrogazione: “Quali garanzie per i dipendenti? Subito tavolo istituzionale”

“La drammatica vicenda che ha coinvolto i 35 lavoratori della Ponti editoriale è la rappresentazione plastica di un'imprenditoria sempre più spregiudicata, abile nell'intercettare aiuti pubblici, ma non altrettanto nel garantire continuità alle proprie attività e nel tenere conto delle ripercussioni sociali ed economiche delle proprie azioni. Le istituzioni non possono continuare a ignorare la situazione di assoluta precarietà di quei lavoratori, costretti a lavorare senza alcuna garanzia sul proprio futuro, in attesa ancora della tredicesima e di interlocutori seri e affidabili”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, commenta gli esiti dell’incontro avuto questa mattina con una delegazione delle maestranze della “Ponti editoriale” di Città di Castello.
“Presenteremo un’interrogazione urgente per chiedere che venga chiarita la reale situazione di quella realtà imprenditoriale e i rischi reali in cui si verranno a trovare le 35 famiglie coinvolte – spiega Dottorini -. L'imprenditore tifernate non è nuovo a comportamenti quanto meno discutibili e in molti ricordano l’enfasi con cui venne sbandierato appena pochi anni fa il suo ingresso sulla crisi Ipf Web. Sarà interessante anche conoscere i risultati degli interventi di salvataggio aziendale attuati con denari pubblici tramite le finanziarie regionali Sviluppumbria o Gepafin e i tanto sbandierati poli di eccellenza, i famosi cluster, per i settori della meccanica avanzata e della meccatronica, per i quali la Regione ha riservato ingenti risorse finanziarie all'interno della programmazione regionale. Le istituzioni devono ribadire la propria contrarietà a forme imprenditoriali avventurose, che non manifestano alcuna forma di rispetto per i propri dipendenti. Forse bisognerà domandarsi come mai le politiche regionali abbiano dato tanto credito in questi anni a un’imprenditoria che si sta dimostrando incapace di visione prospettica e continuità. Ribaltoni proprietari non comunicati, un indebitamento preoccupante e atteggiamenti scorretti nei confronti degli operai mettono in luce problemi di non facile soluzione e inducono a procedere con la massima prudenza. E’ giusto pertanto che i lavoratori chiedano chiarezza e garanzie di solidità, anche perché visti i precedenti dell’imprenditore Caso, cui Ponti ha ceduto la maggioranza della società, è tutta da dimostrare la volontà e la capacità di investimento necessaria a immaginare uno sviluppo dell’attività editoriale dell’azienda. Occorre evitare di perseguire strade che alla fine possano rivelarsi senza sbocco. Alle condizioni date, c’è da sperare in una rapida decisione in merito alla procedura di liquidazione dell’azienda che consenta almeno di avere un interlocutore serio con cui affrontare la complessa situazione. Con la nostra interrogazione – aggiunge l’esponente dell’Idv - chiederemo di sapere qual è la reale esposizione della Regione in questa vicenda, se esistono possibilità di amministrazione controllata, se esiste un piano industriale e se la Regione non intenda convocare un tavolo istituzionale per affrontare la questione. Le istituzioni devono fare la propria parte e impegnarsi nel trovare prospettive per una situazione in cui sono parte lesa persone che per anni hanno lavorato con onestà e che oggi vengono trattati in maniera a dir poco ignobile”.
Perugia, 23 gennaio 2010
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"Vicenda drammatica. Oggi sarebbe interessante conoscere gli esiti degli interventi regionali verso certa imprenditoria"

"È una vicenda drammatica, che coinvolge oltre trenta famiglie ed è la cartina tornasole di un'imprenditoria sempre più spregiudicata, abile nell'intercettare aiuti pubblici ma non altrettanto nel garantire continuità alle proprie attività e nel tenere conto delle ripercussioni sociali ed economiche delle proprie azioni". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv in Consiglio regionale, commenta la vicenda della vendita delle frequenze dell'emittente Rte24 dopo appena 18 mesi dalla gestione da parte del proprietario tifernate Giuseppe Ponti e del possibile smantellamento della sede perugina.
"L'imprenditore tifernate non è nuovo a comportamenti del genere - ricorda l'esponente dell'Italia dei valori -. Così come accadde per l'IpfWeb che dopo promesse di salvataggio sbandierate ai quattro venti, attualmente vede in cassa integrazione una parte significativa delle proprie maestranze, anche per Rte24 le cose non sono diverse, se non peggiori, considerato che da più di un mese i dipendenti non percepivano lo stipendio. Sarebbe interessante oggi conoscere i risultati degli interventi di salvataggio aziendale attuati con denari pubblici tramite le finanziarie regionali Sviluppumbria o Gepafin e i tanto sbandierati poli di eccellenza, i famosi cluster, per i settori della meccanica avanzata e meccatronica, per i quali la Regione ha riservato ingenti risorse finanziarie all'interno della programmazione regionale. Le istituzioni devono ribadire la propria contrarietà a forme imprenditoriali avventurose, che non manifestano alcuna forma di rispetto per i propri dipendenti. Quello dell'informazione locale perdipiù - continua il Presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni -, è un settore fondamentale per garantire il pluralismo nella società umbra".
"Ora le istituzioni devono garantire sostegno e impegnarsi nel risolvere una situazione in cui sono parte lesa i lavoratori e le proprie famiglie - conclude Dottorini - cercando di capire cosa intenda fare l'azienda di qui al 2011, anno in cui secondo gli accordi di vendita, Rte24 avrà a disposizione una frequenza digitale regionale".
Perugia, 5 novembre 2009

"È una vicenda drammatica, che coinvolge oltre trenta famiglie ed è la cartina tornasole di un'imprenditoria sempre più spregiudicata, abile nell'intercettare aiuti pubblici ma non altrettanto nel garantire continuità alle proprie attività e nel tenere conto delle ripercussioni sociali ed economiche delle proprie azioni". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv in Consiglio regionale, commenta la vicenda della vendita delle frequenze dell'emittente Rte24 dopo appena 18 mesi dalla gestione da parte del proprietario tifernate Giuseppe Ponti e del possibile smantellamento della sede perugina.
"L'imprenditore tifernate non è nuovo a comportamenti del genere - ricorda l'esponente dell'Italia dei valori -. Così come accadde per l'IpfWeb che dopo promesse di salvataggio sbandierate ai quattro venti, attualmente vede in cassa integrazione una parte significativa delle proprie maestranze, anche per Rte24 le cose non sono diverse, se non peggiori, considerato che da più di un mese i dipendenti non percepivano lo stipendio. Sarebbe interessante oggi conoscere i risultati degli interventi di salvataggio aziendale attuati con denari pubblici tramite le finanziarie regionali Sviluppumbria o Gepafin e i tanto sbandierati poli di eccellenza, i famosi cluster, per i settori della meccanica avanzata e meccatronica, per i quali la Regione ha riservato ingenti risorse finanziarie all'interno della programmazione regionale. Le istituzioni devono ribadire la propria contrarietà a forme imprenditoriali avventurose, che non manifestano alcuna forma di rispetto per i propri dipendenti. Quello dell'informazione locale perdipiù - continua il Presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni -, è un settore fondamentale per garantire il pluralismo nella società umbra".
"Ora le istituzioni devono garantire sostegno e impegnarsi nel risolvere una situazione in cui sono parte lesa i lavoratori e le proprie famiglie - conclude Dottorini - cercando di capire cosa intenda fare l'azienda di qui al 2011, anno in cui secondo gli accordi di vendita, Rte24 avrà a disposizione una frequenza digitale regionale".
Perugia, 5 novembre 2009
"Necessario costituire il Comitato di tutela del marchio. Ulteriori indugi sarebbero immotivati e andrebbero a danneggiare l'intero settore"

"E' importante che l'assessore Riommi abbia recepito la nostra richiesta di confermare le risorse alla registrazione del marchio del mobile in stile prodotto in Umbria. L'assestamento di bilancio della Regione conferma così la necessità di costituire al più presto il Comitato di tutela del marchio che dovrà elaborare il disciplinare entro l'anno. Il fatto che anche i comuni di Città di Castello, Umbertide, San Giustino e Gubbio abbiano indicato il nome del componente del Comitato di tutela del marchio ci mette nelle condizioni di poter procedere nel più breve tempo possibile alla predisposizione del disciplinare e alla registrazione del marchio".
Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i valori - Idv) commenta l'approvazione dell'assestamento di Bilancio 2009 da parte della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni.
"Adesso - aggiunge il capogruppo Dottorini - è importante partire immediatamente con la costituzione del Comitato di tutela del marchio. Da questo punto di vista il fatto che Università di Perugia, Camera di Commercio, Regione dell'Umbria, consorzio Smai e alcuni comuni abbiano già indicato il proprio referente crea le condizioni per passare celermente alla predisposizione del disciplinare e alla registrazione del marchio. Ulteriori indugi sarebbero immotivati e andrebbero a danneggiare un settore, quello dell'artigianato del mobile, che già vive un momento di grave difficoltà e che necessità di interventi strutturali e non sporadici".
Perugia, 21 ottobre 2009
"E' importante che l'assessore Riommi abbia recepito la nostra richiesta di confermare le risorse alla registrazione del marchio del mobile in stile prodotto in Umbria. L'assestamento di bilancio della Regione conferma così la necessità di costituire al più presto il Comitato di tutela del marchio che dovrà elaborare il disciplinare entro l'anno. Il fatto che anche i comuni di Città di Castello, Umbertide, San Giustino e Gubbio abbiano indicato il nome del componente del Comitato di tutela del marchio ci mette nelle condizioni di poter procedere nel più breve tempo possibile alla predisposizione del disciplinare e alla registrazione del marchio".
Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i valori - Idv) commenta l'approvazione dell'assestamento di Bilancio 2009 da parte della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni.
"Adesso - aggiunge il capogruppo Dottorini - è importante partire immediatamente con la costituzione del Comitato di tutela del marchio. Da questo punto di vista il fatto che Università di Perugia, Camera di Commercio, Regione dell'Umbria, consorzio Smai e alcuni comuni abbiano già indicato il proprio referente crea le condizioni per passare celermente alla predisposizione del disciplinare e alla registrazione del marchio. Ulteriori indugi sarebbero immotivati e andrebbero a danneggiare un settore, quello dell'artigianato del mobile, che già vive un momento di grave difficoltà e che necessità di interventi strutturali e non sporadici".
Perugia, 21 ottobre 2009
"Dopo oltre due anni di attesa, chiediamo che la commissione competente avvii l'esame di un provvedimento che risponde alle esigenze delle famiglie"

"Il disagio abitativo di molte famiglie, per le quali la casa di proprietà rimane un sogno, non può più attendere dalla politica delle risposte in grado delineare soluzioni concrete, soprattutto in seguito alla devastante crisi economica che ha investito anche la nostra regione. Per questo motivo è necessario che il Consiglio regionale discuta al più presto la proposta di legge dei Verdi e civici sull'autocostruzione e l'autorecupero a fini abitativi". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici, Oliviero Dottorini, ha annunciato di aver richiesto formalmente al Presidente della terza commissione, Enzo Ronca, competente in materia, di mettere quanto prima all'ordine del giorno la proposta di legge presentata già nel giugno 2007.
"Dopo oltre due anni di attesa - spiega Dottorini - riteniamo che la Regione debba ora farsi carico di un provvedimento che può divenire un'ottima misura integrata di organizzazione sociale e dare una risposta concreta al disagio abitativo. Attendiamo da tempo che la giunta definisca le eventuali linee di riforma della legge 23. Se ci sono i tempi, sarebbe opportuno prendere in esame l'intero pacchetto. Altrimenti chiediamo che la commissione si esprima sulla nostra proposta".
La proposta di legge prevede che gli enti pubblici individuino nel loro Piano regolatore aree 'Peep' (edilizia popolare) dove verrà prevista la possibilità di autocostruzione. In questo caso, sotto la direzione dei lavori da parte di esperte figure professionali, insieme al controllo dell'ente, potranno essere gli stessi proprietari, associati in un'apposita cooperativa, a portare avanti i lavori di costruzione dell'edificio. L'obbligatorietà riguarda il rispetto per l'architettura del luogo, l'uso di criteri di costruzione ecocompatibili ed il risparmio energetico. Con l'autocostruzione o l'autorecupero (in questo caso l'ente pubblico metterà a disposizione strutture esistenti non utilizzate e/o fatiscenti) è possibile abbattere i costi di costruzione o di recupero fino al 70 per cento. Per i soggetti costruttori sono previste facilitazioni per l'accesso al credito. "E' noto ormai - ha sottolineato Dottorini - che in moltissimi casi i cittadini sono chiamati a grandi sacrifici per acquistare una casa e a un indebitamento legato a mutui ventennali o, addirittura, trentennali. Con questa proposta, si vuole rispondere a questo problema sociale privilegiando lo spirito di auto promozione delle famiglie e responsabilizzandole all'uso rispettoso di un patrimonio pubblico destinato a soddisfare bisogni e diritti fondamentali. Siamo disponibili - conclude l'esponente del Sole che ride - a ragionare di eventuali modifiche o integrazioni con altri provvedimenti, ma l'importante è che il Consiglio regionale non indugi ulteriormente nell'affrontare queste tematiche".
Perugia, 15 settembre 2009

"Il disagio abitativo di molte famiglie, per le quali la casa di proprietà rimane un sogno, non può più attendere dalla politica delle risposte in grado delineare soluzioni concrete, soprattutto in seguito alla devastante crisi economica che ha investito anche la nostra regione. Per questo motivo è necessario che il Consiglio regionale discuta al più presto la proposta di legge dei Verdi e civici sull'autocostruzione e l'autorecupero a fini abitativi". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici, Oliviero Dottorini, ha annunciato di aver richiesto formalmente al Presidente della terza commissione, Enzo Ronca, competente in materia, di mettere quanto prima all'ordine del giorno la proposta di legge presentata già nel giugno 2007.
"Dopo oltre due anni di attesa - spiega Dottorini - riteniamo che la Regione debba ora farsi carico di un provvedimento che può divenire un'ottima misura integrata di organizzazione sociale e dare una risposta concreta al disagio abitativo. Attendiamo da tempo che la giunta definisca le eventuali linee di riforma della legge 23. Se ci sono i tempi, sarebbe opportuno prendere in esame l'intero pacchetto. Altrimenti chiediamo che la commissione si esprima sulla nostra proposta".
La proposta di legge prevede che gli enti pubblici individuino nel loro Piano regolatore aree 'Peep' (edilizia popolare) dove verrà prevista la possibilità di autocostruzione. In questo caso, sotto la direzione dei lavori da parte di esperte figure professionali, insieme al controllo dell'ente, potranno essere gli stessi proprietari, associati in un'apposita cooperativa, a portare avanti i lavori di costruzione dell'edificio. L'obbligatorietà riguarda il rispetto per l'architettura del luogo, l'uso di criteri di costruzione ecocompatibili ed il risparmio energetico. Con l'autocostruzione o l'autorecupero (in questo caso l'ente pubblico metterà a disposizione strutture esistenti non utilizzate e/o fatiscenti) è possibile abbattere i costi di costruzione o di recupero fino al 70 per cento. Per i soggetti costruttori sono previste facilitazioni per l'accesso al credito. "E' noto ormai - ha sottolineato Dottorini - che in moltissimi casi i cittadini sono chiamati a grandi sacrifici per acquistare una casa e a un indebitamento legato a mutui ventennali o, addirittura, trentennali. Con questa proposta, si vuole rispondere a questo problema sociale privilegiando lo spirito di auto promozione delle famiglie e responsabilizzandole all'uso rispettoso di un patrimonio pubblico destinato a soddisfare bisogni e diritti fondamentali. Siamo disponibili - conclude l'esponente del Sole che ride - a ragionare di eventuali modifiche o integrazioni con altri provvedimenti, ma l'importante è che il Consiglio regionale non indugi ulteriormente nell'affrontare queste tematiche".
Perugia, 15 settembre 2009
"Necessario favorire la filiera corta. L'amministrazione tifernate torni sui suoi passi e accolga la proposta di Lensi per un mercato settimanale dei produttori locali"

"Rilanciamo con forza la proposta di istituire un mercato settimanale a Città di Castello aperto alle produzioni locali, tipiche e di qualità. Un mercato a 'chilometri zero' che in altre realtà del paese sta ottenendo una straordinaria risposta riuscendo a mettere a contatto diretto produttori e consumatori. Già tre anni fa il nostro consigliere comunale Roberto Lensi propose di individuare uno spazio nel mercato settimanale per la vendita diretta di prodotti tipici, biologici e di qualità provenienti dalle aziende agricole della vallata. Ma l'amministrazione tifernate si è sempre dimostrata sorda a qualsiasi sollecitazione. Oggi, anche alla luce della buona risposta ottenuta dal mercato improvvisato che ha affiancato la mostra del bestiame, è necessario che l'amministrazione comunale torni sui suoi passi. Soprattutto in tempi di crisi è necessario creare occasioni di vendita per quella produzione locale che assicura tracciabilità, sicurezza e qualità, garantendo alla cittadinanza prodotti a costi contenuti, ma soprattutto qualitativamente ed ecologicamente sostenibili". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici, torna a chiedere con forza che l'amministrazione comunale si faccia carico di promuovere uno spazio settimanale o quindicinale per la vendita diretta di prodotti a "chilometri zero".
"La larga diffusione dei cosiddetti farmer's market e dei gruppi di acquisto solidale - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - indica una tendenza che si va sempre di più affermando in tempi di aumento dei prezzi al consumo e dei carburanti ed offre anche la possibiltà di dare priorità ai piccoli produttori, realizzare mercati che permettono l'incontro diretto tra produttore e consumatore, creare luoghi di convivialità, evitare il trasporto su lunghe distanze, recuperare il rispetto della stagionalità. D'altra parte sappiamo quanto sia forte la richiesta da parte dei produttori e come in altre realtà dell'Umbria e dell'intero paese questa sollecitazione abbia incontrato una disponibilità che sta raccogliendo buoni risultati. Le esperienze di "filiera corta" offrono infatti la concreta opportunità ai produttori locali di avere un mercato per farsi conoscere e potrebbero arricchire il mercato cittadino aumentando l'attrattività di un centro storico sempre più in decadenza. Prodotti ortofrutticoli, floro-vivaistici, alimentari e artigianali provenienti dal nostro territorio potrebbero rappresentare una risposta seria alla crisi in atto e un contributo alla tutela dell'ambiente. L'avvio di tali esperienze, in accordo e collaborazione con gli operatori agricoli e con le loro associazioni di categoria, da proporre poi anche in altre zone del territorio, costituisce inoltre l'occasione di nuove prospettive di sviluppo per la nostra agricoltura che non sia fondata solo sulla coltura del tabacco".
Perugia, 24 agosto 2009
"Rilanciamo con forza la proposta di istituire un mercato settimanale a Città di Castello aperto alle produzioni locali, tipiche e di qualità. Un mercato a 'chilometri zero' che in altre realtà del paese sta ottenendo una straordinaria risposta riuscendo a mettere a contatto diretto produttori e consumatori. Già tre anni fa il nostro consigliere comunale Roberto Lensi propose di individuare uno spazio nel mercato settimanale per la vendita diretta di prodotti tipici, biologici e di qualità provenienti dalle aziende agricole della vallata. Ma l'amministrazione tifernate si è sempre dimostrata sorda a qualsiasi sollecitazione. Oggi, anche alla luce della buona risposta ottenuta dal mercato improvvisato che ha affiancato la mostra del bestiame, è necessario che l'amministrazione comunale torni sui suoi passi. Soprattutto in tempi di crisi è necessario creare occasioni di vendita per quella produzione locale che assicura tracciabilità, sicurezza e qualità, garantendo alla cittadinanza prodotti a costi contenuti, ma soprattutto qualitativamente ed ecologicamente sostenibili". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici, torna a chiedere con forza che l'amministrazione comunale si faccia carico di promuovere uno spazio settimanale o quindicinale per la vendita diretta di prodotti a "chilometri zero".
"La larga diffusione dei cosiddetti farmer's market e dei gruppi di acquisto solidale - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - indica una tendenza che si va sempre di più affermando in tempi di aumento dei prezzi al consumo e dei carburanti ed offre anche la possibiltà di dare priorità ai piccoli produttori, realizzare mercati che permettono l'incontro diretto tra produttore e consumatore, creare luoghi di convivialità, evitare il trasporto su lunghe distanze, recuperare il rispetto della stagionalità. D'altra parte sappiamo quanto sia forte la richiesta da parte dei produttori e come in altre realtà dell'Umbria e dell'intero paese questa sollecitazione abbia incontrato una disponibilità che sta raccogliendo buoni risultati. Le esperienze di "filiera corta" offrono infatti la concreta opportunità ai produttori locali di avere un mercato per farsi conoscere e potrebbero arricchire il mercato cittadino aumentando l'attrattività di un centro storico sempre più in decadenza. Prodotti ortofrutticoli, floro-vivaistici, alimentari e artigianali provenienti dal nostro territorio potrebbero rappresentare una risposta seria alla crisi in atto e un contributo alla tutela dell'ambiente. L'avvio di tali esperienze, in accordo e collaborazione con gli operatori agricoli e con le loro associazioni di categoria, da proporre poi anche in altre zone del territorio, costituisce inoltre l'occasione di nuove prospettive di sviluppo per la nostra agricoltura che non sia fondata solo sulla coltura del tabacco".
Perugia, 24 agosto 2009
Continua a leggere SUBITO ANCHE A CITTA' DI CASTELLO UN MERCATO A CHILOMETRI ZERO.
"Sbagliato utilizzare denaro pubblico per certe iniziative". Dottorini invia una vaschetta di panna montata a Liviantoni: "Per le ragazze può rivolgersi direttamente a Berlusconi"
"Mi dispiace contraddire l'assessore. Noi ci siamo bene informati prima di rivolgergli la domanda che ribadiamo in tutta la sua forza: come si può con i fondi del Psr finanziare un'iniziativa che prevede come promozione delle produzioni tipiche e delle eccellenze la lotta sexy delle ragazze in bikini nella panna montata? Non risultando la panna montata essere un prodotto tipico umbro, forse ci si riferiva alle ragazze?"
Il capogruppo regioanle dei Verdi e civici Oliviero Dottorini risponde con queste parole alla "pseudo-smentita" dell'assessore all'Agricoltura Carlo Liviantoni riguardo all'iniziativa 'Sweet Village' in corso a San Gemini.
"Ritengo - aggiunge Dottorini - che andrebbero selezionate con più attenzione le iniziative da finanziare con i denari della collettività, soprattutto in epoca di ristrettezze economiche e di aziende alle prese con uno dei periodi più neri per l'agricoltura nazionale e regionale. Non so cosa possano pensare le tante piccole aziende umbre che faticano a mantenere in piedi la propria attività, soprattutto quando è rivolta alla qualità, al biologico e alla tipicità. Poi, per carità, non discuto sulle trovate relative alla moka più grande del mondo o sulle lotte sexy. Mi lascia stupefatto soltanto che possano essere state finanziate con i fondi del Psr".
"In ogni caso - conclude Dottorini - per addolcirgli l'amarezza di un evidente errore strategico, invierò all'assessore Liviantoni una vaschetta di panna montata. Per le ragazze può rivolgersi direttamente al nostro premier Silvio Berlusconi. Lui se ne intende".
Perugia, 30 luglio 2009
"Mi dispiace contraddire l'assessore. Noi ci siamo bene informati prima di rivolgergli la domanda che ribadiamo in tutta la sua forza: come si può con i fondi del Psr finanziare un'iniziativa che prevede come promozione delle produzioni tipiche e delle eccellenze la lotta sexy delle ragazze in bikini nella panna montata? Non risultando la panna montata essere un prodotto tipico umbro, forse ci si riferiva alle ragazze?"
Il capogruppo regioanle dei Verdi e civici Oliviero Dottorini risponde con queste parole alla "pseudo-smentita" dell'assessore all'Agricoltura Carlo Liviantoni riguardo all'iniziativa 'Sweet Village' in corso a San Gemini.
"Ritengo - aggiunge Dottorini - che andrebbero selezionate con più attenzione le iniziative da finanziare con i denari della collettività, soprattutto in epoca di ristrettezze economiche e di aziende alle prese con uno dei periodi più neri per l'agricoltura nazionale e regionale. Non so cosa possano pensare le tante piccole aziende umbre che faticano a mantenere in piedi la propria attività, soprattutto quando è rivolta alla qualità, al biologico e alla tipicità. Poi, per carità, non discuto sulle trovate relative alla moka più grande del mondo o sulle lotte sexy. Mi lascia stupefatto soltanto che possano essere state finanziate con i fondi del Psr".
"In ogni caso - conclude Dottorini - per addolcirgli l'amarezza di un evidente errore strategico, invierò all'assessore Liviantoni una vaschetta di panna montata. Per le ragazze può rivolgersi direttamente al nostro premier Silvio Berlusconi. Lui se ne intende".
Perugia, 30 luglio 2009
Continua a leggere PANNA MONTATA: DOTTORINI RISPONDE A LIVIANTONI.
Interrogazione alla Giunta regionale: "Come si spiegano certi investimenti, mentre l'agricoltura di qualità soffre una crisi senza precedenti?"
"Ci piacerebbe capire cosa c'entra la lotta femminile 'sexi' nella panna montata con i fondi per lo sviluppo rurale. Magari c'è sfuggito qualcosa, ma è giusto che qualcuno ci spieghi quali sono stati i criteri che hanno permesso di concedere un finanziamento a valere sui fondi per lo sviluppo rurale ad un evento che, a leggere il programma, prevede attività che poco o nulla hanno a che vedere con gli obiettivi individuati nel Psr".
Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione alla Giunta relativa al finanziamento di oltre 53mila euro concesso all'evento 'San Gemini Sweet Village' che si terrà nei giorni 30 e 31 luglio e che prevede nel proprio programma la presentazione della Moca di cioccolato più grande del mondo, la rottura della Moca del Guinnes e pioggia di cioccolato nonché, come riporta testualmente il pieghevole dell'evento, una "lotta nella panna montata femminile!!" con "Due bellissime e sensuali ragazze in bikini che si esibiranno in una accattivante e sexy lotta invitando i presenti a partecipare".
"Già recentemente - spiega Dottorini - abbiamo avuto modo di evidenziare come il Piano di sviluppo rurale per l'Umbria avesse tenuto in scarsa considerazione l'agricoltura di qualità. Ora dobbiamo prendere atto della destinazione di fondi ad iniziative che difficilmente potranno rappresentare un sostegno alle attività turistiche 'finalizzato al miglioramento della qualità dell'offerta di turismo rurale, a promuovere l'incontro tra domanda e offerta e all'integrazione dell'offerta turistico-enogastronomica, così come richiesto dalla misura specifica del Piano di sviluppo rurale per l'Umbria 2007-2013. E' opportuno infatti ricordare che l'obiettivo indicato dal bando è orientato allo sviluppo di servizi di supporto alle attività turistiche in termini sostanzialmente di promozione dell'offerta e diffusione delle conoscenze sulle peculiarità del territorio e sulle sue ricchezze culturali, nonché sull'identificazione territoriale delle sue eccellenze. Con tutta la buona volontà, non riusciamo a capire cosa c'entrino con questo obiettivo i concerti di Demo Morselli, la moca di cioccolato più grande del mondo e l'esibizione di disinibite ragazze in bikini impegnate in una 'sexy lotta nella panna montata'. Ormai non ci meravigliamo più delle trovate alla Guarducci. Magari sarebbe opportuno evitare che siano i fondi del Psr a sostenere certe iniziative. Se non altro per rispetto dei tanti operatori umbri che sempre più devono fare i conti con risorse limitate e che oggi più che mai faticano a tenere in piedi le proprie attività, soprattutto quando sono rivolte alla qualità, al biologico, alla tipicità e alla sostenibilità ambientale. Ci pare pertanto che una spiegazione da parte dell'assessore sia doverosa".
Perugia, 29 luglio 2009
"Ci piacerebbe capire cosa c'entra la lotta femminile 'sexi' nella panna montata con i fondi per lo sviluppo rurale. Magari c'è sfuggito qualcosa, ma è giusto che qualcuno ci spieghi quali sono stati i criteri che hanno permesso di concedere un finanziamento a valere sui fondi per lo sviluppo rurale ad un evento che, a leggere il programma, prevede attività che poco o nulla hanno a che vedere con gli obiettivi individuati nel Psr".
Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione alla Giunta relativa al finanziamento di oltre 53mila euro concesso all'evento 'San Gemini Sweet Village' che si terrà nei giorni 30 e 31 luglio e che prevede nel proprio programma la presentazione della Moca di cioccolato più grande del mondo, la rottura della Moca del Guinnes e pioggia di cioccolato nonché, come riporta testualmente il pieghevole dell'evento, una "lotta nella panna montata femminile!!" con "Due bellissime e sensuali ragazze in bikini che si esibiranno in una accattivante e sexy lotta invitando i presenti a partecipare".
"Già recentemente - spiega Dottorini - abbiamo avuto modo di evidenziare come il Piano di sviluppo rurale per l'Umbria avesse tenuto in scarsa considerazione l'agricoltura di qualità. Ora dobbiamo prendere atto della destinazione di fondi ad iniziative che difficilmente potranno rappresentare un sostegno alle attività turistiche 'finalizzato al miglioramento della qualità dell'offerta di turismo rurale, a promuovere l'incontro tra domanda e offerta e all'integrazione dell'offerta turistico-enogastronomica, così come richiesto dalla misura specifica del Piano di sviluppo rurale per l'Umbria 2007-2013. E' opportuno infatti ricordare che l'obiettivo indicato dal bando è orientato allo sviluppo di servizi di supporto alle attività turistiche in termini sostanzialmente di promozione dell'offerta e diffusione delle conoscenze sulle peculiarità del territorio e sulle sue ricchezze culturali, nonché sull'identificazione territoriale delle sue eccellenze. Con tutta la buona volontà, non riusciamo a capire cosa c'entrino con questo obiettivo i concerti di Demo Morselli, la moca di cioccolato più grande del mondo e l'esibizione di disinibite ragazze in bikini impegnate in una 'sexy lotta nella panna montata'. Ormai non ci meravigliamo più delle trovate alla Guarducci. Magari sarebbe opportuno evitare che siano i fondi del Psr a sostenere certe iniziative. Se non altro per rispetto dei tanti operatori umbri che sempre più devono fare i conti con risorse limitate e che oggi più che mai faticano a tenere in piedi le proprie attività, soprattutto quando sono rivolte alla qualità, al biologico, alla tipicità e alla sostenibilità ambientale. Ci pare pertanto che una spiegazione da parte dell'assessore sia doverosa".
Perugia, 29 luglio 2009
Continua a leggere ASSURDO CHE I FONDI DEL PSR VADANO A FINANZIARE LA LOTTA 'SEXY'.






















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