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"La Giunta risponda alla nostra interrogazione di dicembre e spieghi in che modo intende salvaguardare i livelli occupazionali ed evitare lo spezzatino dell'azienda"

INFORMATICA. DOTTORINI:

"La stato di incertezza e disinformazione in cui si trovano i lavoratori di Webred e Webred Servizi richiede un intervento serio e chiarificatore da parte della Giunta regionale, così come merita una presa di posizione aperta e lineare la vicenda che riguarda i futuri assetti organizzativi delle sue società partecipate. Andando avanti con i tempi, rischiamo che la vicenda finisca nel peggiore dei modi, vale a dire in uno spezzatino dell'azienda in cui il ramo più sano e produttivo, quello che riguarda l'Ict e l'informatizzazione del Servizio sanitario, venga fatto naufragare e ceduto ai privati". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere una risposta urgente alla sua interrogazione del dicembre scorso sul futuro di Webred.
"Sono convinto - continua Dottorini - che il Consiglio regionale debba essere messo a conoscenza al più presto di quanto sta avvenendo sia per fare in modo che la nostra regione possa continuare a contare su servizi informatici all'altezza delle sfide sia per comprendere l'impatto sui livelli occupazionali dei progetti che si hanno in mente, coinvolgendo nel processo decisionale i lavoratori. Nella nostra interrogazione - conclude Dottorini - riproponiamo alla Giunta le domande e i dubbi dei lavoratori Webred e chiediamo di far luce sull'intera vicenda, a iniziare dall'assetto che si ha in mente per valorizzare le competenze e correggere gli evidenti errori che negli anni si sono commessi. La questione è troppo seria per essere risolta nel chiuso di qualche stanza".

Perugia, 15 gennaio 2013

"I 100mila euro stanziati dalla Giunta vadano a coprire le spese di chi è costretto ad allacciarsi ad acquedotto. Raddoppiare i canoni per le aziende che imbottigliano"

ACQUE MINERALI. DOTTORINI: USARE SUBITO I FONDI DERIVANTI DAI CANONI PER SOSTENERE LE FAMIGLIE CON POZZI INQUINATI

"I fondi prelevati dagli introiti dei canoni sulle acque minerali e termali devono essere utilizzati immediatamente per la costituzione di un fondo di solidarietà per quelle famiglie che, come nel caso di Riosecco, Trestina e Case Bruciate, hanno subito un inquinamento da trielina dei propri pozzi e si vedono costrette a consumare acqua minerale o a fare un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Queste famiglie non potendo utilizzare la propria acqua, si vedono costrette ad acquistarla proprio dalle stesse multinazionali che la prelevano dai nostri territori pagando cifre irrisorie. Ci auguriamo che i 100mila euro stanziati dalla Giunta regionale ai sei comuni nei cui territori insistono concessioni per il prelievo, vadano in questa direzione. Occorre, inoltre, che la Giunta preveda fin dalla elaborazione della imminente manovra di bilancio il raddoppio dei canoni di concessione, così come il nostro gruppo chiede da tempo. Si tratta di una misura che porterebbe ad un incremento di circa 1,5 milioni di euro nelle casse regionali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta la notizia dello stanziamento, da parte della Giunta regionale, di 100mila euro per la tutela delle acque minerali e termali.
"E' assurdo - insiste Dottorini - che, in un periodo in cui i cittadini vengono vessati con aumenti delle accise e con aliquote Imu insopportabili, sembri impossibile anche solo sfiorare le multinazionali dell'imbottigliamento delle acque minerali o i cavatori che già tanti affari hanno fatto grazie ai beni comuni messi a disposizione gratuitamente o a costi irrisori dalla nostra Regione. Chiedere di aumentare da 1 a 2 millesimi di euro per litro i canoni di imbottigliamento delle acque minerali e a pochi centesimi di euro i canoni derivanti da cave non arrecherebbe certamente danno alle aziende e consentirebbe alla nostra Regione di poter far conto su un gruzzoletto di risorse fresche da destinare a un fondo di solidarietà per chi è colpito da disastri ambientali o per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica".
"Si tratta - aggiunge Dottorini - di adottare un provvedimento ispirato all'equità redistributiva, di una proposta seria e di buon senso. Basti considerare che regioni come il Veneto, il Lazio e la Toscana hanno canoni di imbottigliamento di tre volte superiori al nostro e che in media il costo dei canoni rappresenta circa lo 0,5 per cento del prezzo di vendita finale della stessa acqua".

Perugia, 10 gennaio 2013

RADDOPPIO PREMI A DIRIGENTI REGIONALI

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Veramente sarebbero stati quasi raddoppiati i premi di risultato dei dirigenti regionali, come riportato dal Sole 24 Ore?
Dottorini presenta un'interrogazione urgente alla Giunta regionale


"Assurdo che mentre i cittadini sopportano aumento accise e Imu non si possano innalzare i canoni irrisori pagati dalle multinazionali dell'acqua e dai cavatori. Necessario destinare i proventi a un fondo di solidarietà per le famiglie colpite da inquinamento dei pozzi e per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica"

CANONI ACQUE E CAVE. DOTTORINI (IDV): PERSA OCCASIONE PER PROVVEDIMENTO DI EQUITA'. RIPROPORREMO EMENDAMENTO A BILANCIO 2013

"E' assurdo che, in un periodo in cui i cittadini vengono vessati con aumenti delle accise e con aliquote Imu insopportabili, sembri impossibile anche solo sfiorare le multinazionali dell'imbottigliamento delle acque minerali o i cavatori che già tanti affari hanno fatto grazie ai beni comuni messi a disposizione gratuitamente o a costi irrisori dalla nostra Regione. Chiedere di aumentare da 1 a 2 millesimi di euro per litro i canoni di imbottigliamento delle acque minerali e a pochi centesimi di euro i canoni derivanti da cave non arrecherebbe certamente danno alle aziende e consentirebbe alla nostra Regione di poter far conto su un gruzzoletto di risorse fresche da destinare a un fondo di solidarietà per chi è colpito da disastri ambientali o per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta la decisione di non ammettere alla votazione l'emendamento relativo al raddoppio dei canoni di concessione per il prelievo di acque minerali e per le attività di cava e miniera.
"Con la scusa di tecnicismi che a noi risultano incomprensibili - aggiunge Dottorini - si è persa ancora una volta l'occasione di adottare un provvedimento ispirato all'equità redistributiva. Diciamo fin da ora che il nostro gruppo ripresenterà pari pari in occasione della discussione della manovra di Bilancio 2013 l'emendamento non ammesso oggi al voto. Vedremo se anche in quella occasione si tenterà di evitare il confronto politico accampando l'ennesima scusa. La nostra - spiega Dottorini - è una proposta seria e di buon senso. Si tratta semplicemente di portare i canoni pagati dalle multinazionali che operano in Umbria da 1 a 2 millesimi di euro al litro e raddoppiare gli irrisori canoni di concessione per le attività estrattive. Con questo provvedimento, che inciderebbe in misura minima sui bilanci di tali aziende, la Regione avrebbe a disposizione circa 1,5 milioni di euro con i quali si potrebbero sostenere diversi interventi, a iniziare dalla costituzione di un fondo di solidarietà per quelle famiglie che, come nel caso di Riosecco, Trestina e Case Bruciate, hanno subito un inquinamento da trielina dei propri pozzi e si vedono costrette a consumare acqua minerale o a fare un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Queste famiglie non possono utilizzare la propria acqua e si vedono costrette ad acquistarla proprio dalle stesse multinazionali che la prelevano dai nostri territori pagando cifre irrisorie. Basti considerare che regioni come il Veneto, il Lazio e la Toscana hanno canoni di imbottigliamento di tre volte superiori al nostro e che in media il costo dei canoni rappresenta circa lo 0,5 per cento del prezzo di vendita finale della stessa acqua".
"Ci è stato detto - conclude il capogruppo Idv - che la sede opportuna per discutere questa proposta coincide con l'analisi in aula della manovra di Bilancio. Per questo ci impegniamo sin da ora a ripresentare lo stesso emendamento in quella sede, con la speranza che la Giunta e le forze politiche presenti in Consiglio regionale dimostrino la necessaria serietà e lungimiranza per approvarlo".

Perugia, 20 dicembre 2012
"Importante il sostegno della Regione per un'esperienza che introduce nuovi stili di solidarietà che vanno oltre la tradizionale logica assistenziale"

EMPORIO SOLIDARIETA'. DOTTORINI (IDV): RISPOSTA SERIA E LUNGIMIRANTE A CRESCENTE DISAGIO ECONOMICO E SOCIALE

"Una risposta seria e lungimirante al crescente disagio sociale ed economico che colpisce purtroppo anche il nostro territorio. Ho motivo di credere che la Regione dell'Umbria farà la propria parte per sostenere un'esperienza che si prospetta come innovativa e densa di significati non solo sociali, ma anche economici e ambientali". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori e presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale, esprime con queste parole il sostegno all'iniziativa della Caritas diocesana finalizzato a dare una risposta solidale alla crescente crisi economica che coinvolge sempre più ampi strati della popolazione. L'Emporio della solidarietà sarà aperto a singoli e famiglie in difficoltà che potranno fare spesa gratuitamente, attraverso una tessera a punti a scalare, sul modello di una carta di credito. Per ottenere tale tessera occorrerà fare una richiesta che verrà valutata da una Commissione formata dai rappresentanti dei servizi sociali dei comuni altotiberini coinvolti e dalla stessa Caritas. I punti nelle tessere verranno assegnati modulati a seconda del bisogno dei nuclei familiari o singoli.
"Si tratta - spiega Dottorini - di un tentativo serio di individuare nuovi stili di solidarietà che vadano oltre la tradizionale logica assistenziale. Passare dal pacco-viveri, con cui si interveniva fino ad oggi, a una vera e propria tessera a scalare da utilizzare nel nuovo emporio avrà sicuramente l'effetto di responsabilizzare gli utenti e di metterli nelle condizioni di gestire il proprio budget con dignità ed equilibrio. Allo stesso tempo eviterà disparità o sovrapposizioni di interventi. Senza contare i risvolti economico-ambientali del progetto che, com'è noto, è sostenuto anche da alcune catene di distribuzione e aziende agroalimentari che forniranno prodotti in scadenza e alimenti freschi gratuitamente o comunque a prezzi molto vantaggiosi, riducendo anche la produzione di rifiuti e garantendo un uso corretto delle risorse". 
"Il fatto che - conclude Dottorini - la Regione dell'Umbria si sia dimostrata disponibile a sostenere questo progetto, inserendolo tra le esperienze regionali di last minute market, è molto importante e testimonia come l'impegno comune di istituzioni, privati e associazioni possa dare ottimi risultati. In questo è davvero apprezzabile l'impegno della Caritas che ha avuto la determinazione di elaborare il progetto e coordinare le forze in campo".

Perugia, 5 ottobre 2012

"Ragioni politiche e assetti romani hanno prevalso sulla necessità di dare risposte unitarie e concrete all'emergenza che sta vivendo la nostra regione"



"Non voglio pensare che ci sia un disinteresse del Consiglio regionale verso la grave situazione in cui versa l'economia umbra". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Cesaroni, commenta la bocciatura della mozione consiliare che chiedeva l'apertura di un confronto con il governo nazionale sugli effetti della crisi economica che sta colpendo l'Umbria.
"Credo - prosegue Dottorini - che si sia persa una buona occasione per dare forza alle ragioni dell'Umbria nell'affrontare questa crisi epocale. Appare difficilmente sostenibile da parte di alcune forze regionali continuare a criticare gli effetti dei provvedimenti adottati dal governo Monti e allo stesso tempo sostenerne l'operato sia a Roma che a Perugia. Ogni documento regionale mette in evidenza l'effetto devastante dei tagli governativi, iniqui e lineari, sull'assetto produttivo e sul tessuto sociale dell'Umbria. Sanità, economia, politiche sociali e assistenziali stanno subendo contraccolpi pesantissimi in tutti i territori della regione. Per tutta risposta il Consiglio regionale boccia la mozione in cui si chiede alla Giunta di difendere con determinazione e senza ambiguità la peculiarietà della crisi umbra di fronte al governo nazionale".
"Evidentemente - conclude il capogruppo Idv - le ragioni politiche e gli assetti di governo nazionale tendono a prevalere sulla necessità di rendere coerente e unitaria la risposta all'emergenza che sta vivendo la nostra regione".

Perugia, 10 luglio 2012
"Le istituzioni non possono trasformarsi in centri di collocamento. Necessario utilizzare al meglio le risorse umane interne e abbandonare inutili sperperi"

CONSULENZE/+46 PER CENTO IN UMBRIA. DOTTORINI (IDV): PRIMATO NON INVIDIABILE DI CUI L'UMBRIA DEVE LIBERARSI AL PIU' PRESTO

"E' un primato non invidiabile di cui l'Umbria deve liberarsi al più presto. Occorre dare subito un segnale incontrovertibile e rassicurare i cittadini sul fatto che le istituzioni non vengono usate come centri di collocamento, magari per persone valutate in base alla vicinanza politica piuttosto che alle proprie qualità". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta i dati sull'aumento di consulenze e incarichi esterni divulgati dal Ministero della Pubblica Amministrazione, che indicano per l'Umbria una crescita del 46 per cento nel 2011 rispetto al 2010.
"Ha ragione l'assessore Rossi - aggiunge Dottorini - quando afferma che in questo discorso non rientra, se non marginalmente, l'ente Regione che ha ridotto alla cifra di 200 mila euro la spesa per consulenze nell'anno 2011, con una diminuzione pari ai due terzi rispetto al 2010. La questione sembra riguardare piuttosto amministrazioni locali o provinciali e altri enti o agenzie, magari anche dipendenti dalla stessa Regione. E' altresì discutibile che il Ministero presenti dati incompleti e approssimativi e ne faccia strumento di propaganda. In ogni caso è evidente che i dati descrivono una situazione intollerabile che deve spingere i livelli amministrativi e di governo a uno sforzo al di là delle colorazioni politiche, assumendo l'obbligo di usare al meglio le risorse umane di cui le istituzioni e gli enti dispongono e abbandonando la pratica degli sperperi e degli incarichi inutili".

Perugia, 7 maggio 2012

"Aumento selettivo Irpef su redditi superiori a 75 mila euro e raddoppio dei canoni di concessione per acque minerali e cave. Così possibile attenuare effetto tagli"
  

"I tagli del governo cadono come una mannaia sul sistema economico e sociale dell'Umbria, mettendo a rischio in particolare le politiche di welfare che fino ad oggi hanno garantito diritti, equità e tutela delle fasce più deboli. E' necessaria una scelta politica forte che, anche a costo di agire in maniera selettiva sulla leva fiscale e sulle rendite di posizione di chi gode dei beni pubblici a costi irrisori, garantisca la salvaguardia del welfare regionale, quanto meno attenuando gli effetti devastanti dei tagli operati a livello statale. Per questo riteniamo opportuno incrementare l'aliquota Irpef sui redditi superiori a 75 mila euro e raddoppiare i canoni di concessione per il prelievo e l'imbottigliamento delle acque minerali e quelli per le attività estrattive, utilizzando i maggiori introiti per costituire un Fondo di scopo per il sociale". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini, esprime la forte preoccupazione per il taglio dei trasferimenti nazionali destinati alle politiche sociali, anticipando la proposta di un pacchetto di scopo contenuto nelle osservazioni sottoposte dal gruppo Idv alla maggioranza e alla Giunta regionale in vista dell'adozione del Documento annuale di programmazione (Dap) 2012.
"Il sistema del welfare umbro - spiega Dottorini - rappresenta da sempre un fiore all'occhiello per la nostra regione, ma oggi le manovre del governo Berlusconi, purtroppo confermate anche da Monti, azzerano di fatto i trasferimenti di risorse per il sociale che passano da 13,5 milioni di euro a poco più di 600mila euro. E' facile intuire come sarà difficile, a queste condizioni, mantenere i medesimi livelli di qualità dei servizi, soprattutto per per disabilità e non autosufficienza. In una situazione come questa ci sembra opportuno operare una equa redistribuzione dei carichi, chiedendo un maggiore sforzo a chi ha redditi sufficientemente elevati da poter sopportare ulteriori sacrifici, invece di penalizzare le fasce più deboli della popolazione. Allo stesso modo crediamo che sia giunto il momento di far pagare di più le aziende che per anni hanno utilizzato il patrimonio pubblico di importanti beni comuni, come le acque minerali, pagando notoriamente canoni irrisori, per compensare la mancanza di risorse per il sociale. Giova ricordare che l'Umbria si colloca ai livelli più bassi dei limiti stabiliti dalla Conferenza delle regioni per i canoni concessori sui prelievi di acqua minerale".
"Per quanto riguarda i canoni delle acque minerali - conclude il capogruppo Idv - raddoppiando gli attuali canoni si porterebbero nelle casse regionali circa 1 milione 500 mila euro. Un ulteriore milione di euro potrebbe derivare dal raddoppio dei canoni per le attività estrattive. Queste risorse, unite al maggiore gettito proveniente dall'aumento selettivo dell'Irpef, consentirebbero di creare un pacchetto di scopo di circa 4 milioni di euro che conferirebbe un'impronta chiara e orientata all'equità alle politiche regionali, correggendo le distorsioni di manovre governative dissennate ed evitando che a pagare gli effetti della crisi siano i soggetti maggiormente esposti a disagio".
 
Perugia, 12 gennaio 2012
"Bocciati anche i nostri emendamenti per l'abolizione immediata e per l'introduzione del contributo di solidarietà del 25 per cento per chi già percepisce il vitalizio"

ABOLIZIONE VITALIZI. DOTTORINI (IDV): PERSA OCCASIONE PER DARE UN SEGNALE DI RIGORE E SOBRIETA'

"Rimaniamo dell'idea che su questa materia occorre il massimo di rigore e sobrietà. Per questo abbiamo sostenuto la proposta di abolizione immediata dei vitalizi sia per chi è in carica sia per coloro che lo abbiano maturato negli anni passati. A richiedercelo sono tutti quei cittadini che stanno pagando a caro prezzo gli effetti di una crisi devastante". Questo il primo commento del capogruppo Idv Oliviero Dottorini al voto della Prima commissione sull'abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali.
"Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte - aggiunge Dottorini -. Quello che era stato concepito come uno strumento di tutela per chi decide di dedicare una parte della propria vita all'impegno nelle istituzioni è ormai vissuto dai più come un autentico privilegio. Per questo sarebbe stato un gesto di grande rigore ed equità abolire per tutti i vitalizi o, quanto meno, non rimandare alla prossima legislatura una scelta di responsabilità. Mentre a livello nazionale il governo introduce un taglio drastico alle pensioni d'oro, la commissione ha bocciato persino un nostro emendamento che prevedeva un contributo di solidarietà pari al 25 per cento per chi già gode del vitalizio e una analoga decurtazione del 25 per cento per chi ha già maturato l'assegno, ma ancora non lo percepisce. C'è solo da sperare che l'aula corregga il testo facendo in modo di redistribuire più equamente i sacrifici a cui siamo tutti chiamati. Nella forma che è uscita dalla commissione, che pure ricalca quanto già approvato da altre regioni, la proposta dell'Ufficio di presidenza appare persino meno coraggiosa delle ipotesi elaborate a livello nazionale. Il che deve fare riflettere tutti".
 
Perugia, 13 dicembre 2011
"Un progetto di queste dimensioni non può essere liquidato in questo modo da parte della Regione. Necessario l'annullamento delle Delibera dirigenziale"

IKEA. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): PROCEDERE CON LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE, VICENDE GIUDIZIARIE RICHIEDONO MASSIMA CAUTELA

"Le ultime vicende giudiziarie confermano che su certe operazioni occorre procedere con molta cautela, mettendo in primo piano l'esigenza di massimo rigore e trasparenza". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, segretario regionale Idv, annunciano di aver presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per chiedere l'annullamento della Determina dirigenziale n. 7307 e procedere con la Valutazione d'impatto ambientale.
"Le leggi nazionali e regionali - spiegano Dottorini e Brutti - fissano criteri ben precisi per la verifica di assoggettabilità a Valutazione d'impatto ambientale, fra cui la dimensione del progetto, la produzione di rifiuti, l'uso attuale del territorio, la probabilità, la durata, la frequenza e la reversibilità dell'impatto. E' evidente pertanto che un'operazione come quella dell'insediamento Ikea a San Martino in Campo non possa essere liquidata da parte della Regione con una Determina dirigenziale di esclusione dalla Via, peraltro a nostro avviso immotivata, e con una lista interminabile di prescrizioni, una delle quali riguarda proprio la classificazione dell'area individuata. Le 17 prescrizioni contenute nella determina dirigenziale del 12 ottobre  testimoniano inequivocabilmente che l'opera avrebbe un impatto sull'ambiente assai significativo. Del resto le modalità di acquisizione dei terreni che dovrebbero ospitare l'insediamento Ikea sono al vaglio della Magistratura e, a prescindere da quelli che saranno gli esiti, è necessario il massimo rigore e la massima trasparenza da parte delle istituzioni. E' opportuno ricordare che l'operazione Ikea prevede il cambio di destinazione d'uso a circa 30 ettari di terreno che passeranno da "agricoli di pregio" a edificabili. Solo la struttura di vendita avrà una superficie di 20 mila metri quadri, mentre altri tre edifici occuperanno circa 12mila e 500 metri quadri. E' inoltre prevista un'area parcheggio di circa 7 mila metri. Per dare giudizi definitivi su tutta l'operazione attendiamo il proseguimento e la chiusura dell'attività della Magistratura, tuttavia riteniamo più che mai opportuna una riflessione complessiva sull'insediamento Ikea e procedere quantomeno con la Valutazione d'impatto ambientale".

Perugia, 11 novembre 2011

 

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