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"Sconcertante che si continui a tergiversare insinuando sospetti che non aiutano a trovare soluzioni condivise. Affrontare subito questione in Consiglio regionale"



"La richiesta di Terre Nostre deve essere recepita senza ulteriori esitazioni. E' sconcertante che nonostante le ripetute e formali richieste presentate alla Giunta regionale affinché venisse ritirata la delibera 494 relativa al regolamento sulle energie rinnovabili, si continui a tergiversare insinuando sospetti che non aiutano a trovare soluzioni condivise". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta le richieste di una folta delegazione di cittadini appartenenti a Terre Nostre di fronte alla sede del Consiglio regionale che chiedono atti concreti dopo mesi di promesse disattese.
"La delibera 494 che modifica il regolamento regionale sulle biomasse - prosegue Dottorini - va immediatamente ritirata. E' necessario aprire subito un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per evitare che una opportunità straordinaria come quella della produzione di energia da fonti rinnovabili abbia l'effetto di un boomerang e si trasformi soltanto in un malcontento inarrestabile fra le popolazioni dei territori coinvolti. Già a giugno, tramite una lettera formale alla Presidente Marini, avevamo chiesto il ritiro della delibera 494 del 2012 che di fatto deregolamentava il settore delle biomasse. Le modifiche introdotte con quell'atto hanno riguardato l'ulteriore diminuzione dalla distanza limite per l'istallazione degli impianti di energia elettrica a biomasse dai centri abitati e l'eliminazione del limite per le emissioni del materiale trasportato, aprendo di fatto la strada all'approvvigionamento extraregionale di materia prima. Ricordiamo che questo atto fu approvato in totale autonomia dalla Giunta senza minimamente coinvolgere il Consiglio regionale e che alle nostre ripetute richieste ed interrogazioni sono seguite le prese di posizione di numerosi altri consiglieri regionali. L'atteggiamento della Giunta finora è stato di totale chiusura e indisponibilità al dialogo".
"E' nostra convinzione - conclude Dottorini - che quell'atto, frutto di un blitz silenzioso e non partecipato per allargare le maglie del regolamento sulle biomasse, ha prodotto effetti devastanti ed è indispensabile porvi rimedi immediati. Non è più possibile assistere a continui rinvii, pensare di far tacere i cittadini che chiedono risposte. Rinviare la discussione a dopo le elezioni significa perpetrare una beffa che l'Umbria non merita".

Perugia, 22 gennaio 2012
"Importante approvazione senza voti contrari. Adesso Giunta regionale più forte nel dire no a Governo nazionale"

GASDOTTO. DOTTORINI (IDV): BENE VOTO CONSIGLIO SU NOSTRA MOZIONE. ADESSO AVVIARE CONFRONTO CON ALTRE REGIONI E RIVEDERE TRACCIATO

"L'Umbria dà un segnale chiaro e mette un punto fermo sulla vicenda del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio impegnando la Giunta a ricercare soluzioni alternative al tracciato individuato dall'azienda. È molto importante che la nostra mozione sia stata approvata senza voti contrari. Questo darà alla Giunta maggiore forza nel sostenere sia nei confronti del Governo che in sede di Conferenza Stato-Regioni le argomentazioni di chi ritiene che quel progetto vada radicalmente rivisto". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il voto favorevole da parte del Consiglio sulla mozione riguardante il gasdotto Brindisi-Minerbio  che lo vede come primo firmatario.
"Nei giorni scorsi - continua il primo firmatario Dottorini - abbiamo appresso con soddisfazione dell'incontro tra l'Assessore all'ambiente e il Comitato No-tubo che si batte contro la realizzazione dell'opera e riteniamo che al voto di oggi in Consiglio possano seguire atti concreti della Giunta che limitino i danni ambientali, economici e paesaggistici che una simile opera rischia di causare.  Il fatto che il gasdotto attraverserebbe numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale deve essere valutato con molta attenzione. Nella nostra regione saranno interessati al tracciato, tra gli altri, il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Un supplemento di riflessione risulta quindi quanto mai opportuno e la mozione appena approvata va in questa direzione".
"Adesso dobbiamo intraprendere un serio confronto con le  regioni che come la nostra considerano necessaria una revisione del tracciato".

Perugia, 11 dicembre 2012

"Valutare attentamente se il tracciato scelto dall'azienda privata corrisponda alla migliore soluzione possibile, considerando le implicazioni ambientali e di sicurezza"

GASDOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV):

"Riteniamo positivo il rinvio da parte della Giunta regionale del parere sul progetto del metanodotto Snam. È importante che ogni decisione venga assunta dopo che il Consiglio regionale avrà discusso la mozione del centrosinistra e dopo un confronto che la giunta regionale dovrà imbastire con le regioni limitrofe. Dobbiamo valutare attentamente se il tracciato scelto dall'azienda privata corrisponda alla migliore soluzione possibile, considerando le implicazioni ambientali e di sicurezza". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la decisione della Giunta regionale di rinviare il parere sul tratto umbro del metanodotto Snam.
"La prima cosa da fare - aggiunge Dottorini - è quella di discutere la nostra mozione, presentata insieme ai gruppi dell'intera coalizione, che chiede una revisione del progetto e soluzioni alternative. Allo stesso tempo è da condividere la scelta di confrontare la posizione della Regione Umbria con quella di altre regioni come Marche e Abruzzo che considerano il tracciato da rivedere. Il fatto che il gasdotto attraverserebbe numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale deve essere valutato con molta attenzione. Nella nostra regione saranno interessati al tracciato, tra gli altri, il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Un supplemento di riflessione risulta quindi quanto mai opportuno".

Perugia, 13 novembre 2012
"Grave se qualcuno tentasse di mettere il carro davanti ai buoi. Necessario attendere il giudizio dell'Aula. Tracciato ricco di criticità ambientali ed economiche"

METANODOTTO. DOTTORINI (IDV):

"Riteniamo che la Giunta regionale debba sospendere l'esame del parere sul tratto umbro del metanodotto Snam, almeno fino a quando il Consiglio regionale non si sarà espresso sulla mozione presentata da Italia dei Valori e sottoscritta da Partito democratico,  Rifondazione comunista, Socialisti, gruppo Comunista umbro e Marini presidente. Sarebbe grave se qualcuno tentasse di mettere il carro davanti ai buoi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori e primo firmatario della mozione, chiede la revisione del tracciato del metanodotto Snam.
"Altre regioni e enti locali anche umbri - continua Dottorini - hanno dato pareri negativi e approvato ordini del giorno fortemente contrari al progetto. Proprio recentemente il comune di Foligno si è opposto all'ipotesi del tracciato e la Regione Marche ha approvato una mozione molto critica. L'Abruzzo ha addirittura licenziato una legge regionale sulla sismicità che di fatto blocca ogni ipotesi di realizzazione dell'attuale progetto. Sarebbe incomprensibile - aggiunge Dottorini - che la Giunta decidesse di dare parere positivo prima di conoscere la volontà del Consiglio regionale. Chiediamo quindi formalmente che venga sospeso il giudizio sul progetto in attesa di un'immediata iscrizione all'ordine del giorno della  mozione dei gruppi di centrosinistra. Ogni parere dovrà tener conto delle innumerevoli criticità ambientali, economiche e paesaggistiche del progetto".
"Occorre ricordare - conclude Dottorini - che il tracciato del gasdotto "Rete Adriatica", così come elaborato da Snam, produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dall'opera. Il tutto starebbe incontrando un consenso e un'accelerazione nelle politiche dissennate di un governo che, sospendendo le politiche di promozione delle fonti rinnovabili, ha in programma il rilancio delle fonti fossili e delle infrastrutture ad esse dedicate. Nel caso del metanodotto Snam questo significherebbe settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, che attraverserebbero numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nella nostra regione saranno interessati dal tracciato, tra gli altri, il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga".

Perugia, 8 novembre 2012

"Basta blitz, necessario coinvolgere amministratori locali e cittadini. Evitare che una straordinaria opportunità si trasformi in un boomerang." 

BIOMASSE. DOTTORINI (IDV): RITIRARE DELIBERA 494 E RIPARTIRE CON IL DIALOGO

"La delibera 494 che modifica il regolamento regionale sulle biomasse va immediatamente ritirata. E' necessario aprire subito un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per evitare che una opportunità straordinaria come quella della produzione di energia da fonti rinnovabili abbia l'effetto di un boomerang e si trasformi soltanto in un malcontento inarrestabile fra le popolazioni dei territori coinvolti". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere all'assessore Rometti di ritirare la famigerata delibera 494 che di fatto deregolamenta il settore delle biomasse, accorciando le distanze degli impianti dalle abitazioni e aprendo alle importazioni di biomasse da fuori regione e da fuori continente.
"Stanno nascendo comitati spontanei in tutto il territorio regionale - prosegue Dottorini - e sono ormai decine di migliaia le firme di cittadini che chiedono di bloccare le richieste di impianti in corso. Le ultime vicende di Ponte Valleceppi e di Fossato di Vico sono segnali eloquenti e ci dicono che occorre al più presto sgomberare il campo da atti evidentemente non rispondenti alle reali necessità di trasparenza e compatibilità ambientale. L'assessore Rometti deve prendere atto di questa situazione e comprendere che non è possibile proseguire a dispetto dei cittadini e delle amministrazioni locali. E' necessario ritirare subito la delibera 494 e riaprire una discussione sul regolamento regionale, ripartendo con un dialogo che coinvolga realmente non solo il Consiglio regionale, ma anche amministratori e cittadini". 
"Già a giugno - conclude il capogruppo Idv - avevamo chiesto formalmente una riunione di maggioranza per discutere della delibera 494 che la Giunta ha adottato senza coinvolgere il Consiglio regionale. Quella nostra richiesta è rimasta lettera morta. Ora sta venendo fuori con evidenza che quel blitz silenzioso e non partecipato per allargare le maglie del regolamento sulle biomasse sta producendo effetti devastanti ed è indispensabile porvi rimedi seri e condivisi".

Perugia, 3 ottobre 2012
"Evidentemente a Marsciano gli scandali hanno insegnato ben poco. Necessario incentivare piccoli impianti di depurazione direttamente nelle stalle delle aziende"
 
MARSCIANO. DOTTORINI (IDV): PRIMA DI PROCEDERE CON NUOVI PROGETTI RISOLVERE DEFINITIVAMENTE I PROBLEMI ESISTENTI

"Quando si parla di green economy bisogna saper progettare modelli virtuosi che sappiano coniugare lo sviluppo economico con il rispetto dell'ambiente e delle comunità che ci vivono, ma evidentemente a Marsciano anni di scandali hanno insegnato ben poco". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Regione dell'Italia dei Valori, commenta la notizia dell'avvio del progetto per la costruzione di un impianto a biogas nel comune di Marsciano.
"Fino a che la Regione non si attiverà per incentivare l'istallazione di piccoli impianti di depurazione direttamente nelle stalle delle aziende agricole - prosegue il capogruppo Idv -, a Marsciano è improponibile anche solo ipotizzare la costruzione di qualsivoglia impianto perché l'effetto sarebbe solo quello di aggravare una situazione ambientale che ha già superato ogni limite. Buon senso vorrebbe che prima di avallare nuovi progetti, Comune e Regione si attivassero per risolvere i gravissimi problemi che da anni non trovano soluzione".
"Questi progetti, che in Umbria stanno spuntando come funghi e che non vengono minimamente partecipati con i cittadini - conclude Dottorini - ,hanno solo il potere di compromettere il rapporto con i cittadini, in linea con un approccio poco trasparente che la delibera di Giunta 494 ha messo pienamente in evidenza. Accorciare le distanze fra impianti e centri urbani e liberalizzare l'approvvigionamento di materia prima anche da fuori regione senza neppure interpellare il Consiglio regionale avvalora l'opinione contraria di tanti cittadini che hanno dovuto già fare i conti con scandali e malagestione. L'assessore Rometti farebbe bene a riflettere sul fatto che sorgono ogni giorno comitati che si oppongono alla costruzione di centrali. Alla base di tutto c'è il tentativo di non partecipare le decisioni e di non tener conto di un approccio fondato sul rispetto per l'ambiente. Piuttosto che stimolare la costruzione di piccoli impianti diffusi e realmente green, sembra prevalere un approccio ad uso e consumo di pochi grandi portatori di interessi. Forse sarebbe il caso di rivedere le regole del gioco".
 
Perugia, 3 agosto 2012
"Montecchio-Guardea, Panicale, Marsciano, Bonsciano, Costano, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Spoleto, Gubbio, Valfabbrica e Casacastalda si stanno trasformando in focolai di protesta. Non è con i blitz o pensando di aggirare il confronto con le popolazioni locali che si risolve l'ostilità che sale da tutta la regione. Ritirare subito delibera 494"

ENERGIA. DOTTORINI (IDV) INCONTRA COMITATI E SCRIVE ALLA PRESIDENTE MARINI: SU BIOMASSE NECESSARIA RIUNIONE DI MAGGIORANZA PER MODIFICARE REGOLAMENTO E CORREGGERE FORZATURE ASSURDE

"E' necessario procedere celermente al ritiro della delibera 494 che deregolamenta il settore delle biomasse per giungere a una revisione complessiva della materia e delle quote assegnate all'energia prodotta da biomassa, riattivando così anche le procedure che consentono ai singoli comuni di individuare le aree non idonee alla realizzazione degli impianti. Non è con i blitz o pensando di aggirare il confronto con le popolazioni locali che si risolve l'ostilità che sale da tutta la regione verso questa modalità di produzione energetica". Con queste parole il capogruppo regionale Idv Oliviero Dottorini annuncia di aver incontrato questa mattina una folta delegazione di comitati civici a difesa dell'ambiente e di aver inviato alla Presidente Catiuscia Marini la richiesta di una riunione di maggioranza per discutere della delibera 494 adottata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore Rometti, senza coinvolgere il Consiglio regionale.
"E' nostra convinzione - aggiunge Dottorini - che quell'atto non abbia fatto altro che peggiorare la situazione, introducendo una deregulation sull'approvvigionamento di biomassa anche extraregionale, almeno per quanto riguarda gli olii vegetali, e abbassando ancora di più la distanza degli impianti dalle abitazioni. Ma soprattutto è vivo il convincimento, che vogliamo augurarci errato, del tentativo di piegare le regole alle esigenze dei singoli. Questo è grave e si fa sempre più necessaria una revisione complessiva del regolamento. Montecchio-Guardea, Panicale, Marsciano, Bonsciano, Costano, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Spoleto, Gubbio, Valfabbrica e Casacastalda si stanno trasformando in focolai di protesta. Al di là del merito delle singole proteste, è evidente che c'è stato un grave problema di comunicazione e partecipazione. I blitz silenziosi per tentare di allargare le maglie del regolamento non fanno che avvalorare le paure e le convinzioni ostili di chi, anche alla luce degli scandali del passato, vorrebbe far conto su certezze e dialogo e spesso incontra solo chiusure. Continuiamo a credere che le biomasse, se correttamente utilizzate, possano costituire una straordinaria occasione per rispondere all'emergenza climatica e allo sviluppo locale. Ma nel modo attuale, con un regolamento a maglie così larghe, è difficile continuare ad annoverarle tra le fonti rinnovabili".

Perugia, 30 luglio 2012
"Questi sono i risultati della deregulation introdotta da Rometti. Occorre rivedere radicalmente i regolamenti sulle biomasse"

PANIICALE. DOTTORINI (IDV): EVITARE SCEMPIO AMBIENTALE, NECESSARIO METTERE UN PUNTO FERMO E VINCOLARE IN MANIERA RESPONSABILE L'AREA

"Su Panicale è necessario un supplemento di riflessione per evitare uno scempio ambientale di cui potremmo pentirci amaramente. Forse potrà essere il vincolo paesaggistico a dire la parola definitiva, anche se il rinvio della commissione che oggi avrebbe dovuto decidere in proposito ci lascia molto perplessi. E' certo che sarà necessario aprire una fase di revisione del regolamento regionale sulle biomasse per correggere storture e forzature che non hanno più ragione d'esistere". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Regione dell'Italia dei Valori interviene sulle decisioni relative alla centrale di Panicale e al rinvio delle decisioni che avrebbero dovuto mettere un punto fermo sul vincolo paesistico di Panicale.
"La commissione preposta questa mattina non è stata in grado di decidere definitivamente sulla questione del vincolo paesistico di Panicale. E' un fatto grave che speriamo non debba aprire le porte a progetti che, una volta posto il vincolo ambientale, non avrebbero più ragione d'esistere. Sono ormai troppi mesi - prosegue Dottorini - che si assiste ad un tergiversare che non aiuta a recuperare un corretto rapporto con la popolazione. Mettere un punto fermo e vincolare in maniera responsabile quell'area risolverebbe tutta una serie di problemi, consentirebbe innanzitutto di superare definitivamente il problema dell'impianto a biomasse, al quale si sta opponendo una grossa fetta di cittadinanza".
"In Umbria - conclude Dottorini - si sta ponendo un grosso problema rispetto a progetti di impianti a biogas e biomasse. E' evidente che vanno riviste le regole e di certo l'ultima trovata dell'assessore Rometti che addirittura accorcia le distanze da tenere fra gli impianti e i centri urbani e inaugura la deregulation sul reperimento delle biomasse, va nella direzione opposta a quella che il buon senso richiederebbe. Occorre prendere atto che sulle biomasse c'è un'evidente incongruenza fra i regolamenti emanati dalla Giunta e la realtà dei territori".

Perugia, 27 luglio 2012
"L'impianto sorgerà a due passi dall'oasi di Alviano e dal lago di Corbara. Coinvolgere i cittadini e il Consiglio comunale e valutare i rischi per il paesaggio e le produzioni locali"
 
BIOGAS A MONTECCHIO. DOTTORINI (IDV) PRESENTA INTERROGAZIONE ALLA GIUNTA REGIONALE:

"Occorre subito fare chiarezza sulle autorizzazioni rilasciate per la realizzazione dell'impianto a biogas da quasi un megawatt nel comune di Montecchio, a ridosso di siti di interesse comunitario e zone protette. Non possiamo correre il rischio di derubricare la salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio, piegandoli agli esclusivi interessi del profitto finanziario, magari approfittando della deregulation introdotta dalla delibera 494 approvata recentemente dalla giunta regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta in merito all'iter che ha portato alla concessione dell'autorizzazione per la costruzione dell'impianto di Montecchio.
"A 200 metri dall'impianto - continua Dottorini - si estende l'oasi di Alviano e il parco del Tevere e a poca distanza si trovano i pozzi di captazione dell'acquedotto del comune di Montecchio. Si tratta di aree ad elevato pregio ambientale e paesaggistico, a vocazione prettamente turistica e con attività di ristorazione e di produzione alimentare. L'impianto descritto nel progetto necessita di circa 600 kg. giornalieri di biomassa, difficilmente reperibili in loco e che quindi porteranno inevitabilmente, oltre a un probabile bilancio di emissioni non sostenibile, a un via vai di tir e mezzi pesanti, altamente inquinanti, che potranno creare disagio e danni all'ambiente immediatamente adiacente a oasi e zone protette. Risulta poi alquanto incomprensibile come si possa continuare a parlare di energie rinnovabili, se le produzioni agricole che alimentano l'impianto non saranno prodotte in loco. L'azienda proponente infatti non ha origini umbre e non risulta operante con attività agricole nel territorio regionale".
"Chiediamo alla Giunta - aggiunge Dottorini - di fare piena luce sull'iter autorizzativo del progetto, per sapere se siano state prese in considerazione tutte le possibili criticità dell'opera, dal reperimento della biomassa in loco, alle garanzie che l'azienda ha dato per quanto riguarda il rispetto dell'ambiente e l'eventuale smantellamento dell'impianto, anche considerando il fatto che il Consiglio comunale di Montecchio non è stato minimamente coinvolto durante tutto l'iter del progetto e che sono nati comitati spontanei di cittadini nelle frazioni di Madonna del Porto, Tenaglie, Poggio, e altre nei comuni di Guardea e Montecchio e che sono state presentate interrogazioni a livello provinciale, comunale e recentemente anche parlamentari, molto critiche riguardo al progetto stesso".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - siamo favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma solamente se la biomassa che dovrà alimentare gli impianti viene reperita in zone limitrofe e non da fuori regione o magari dall'estero. In quel caso non è corretto parlare di energie rinnovabili, ma si tratta di vere e proprie speculazioni di carattere finanziario, in cui l'unico fine è il profitto per i privati, magari a scapito delle popolazioni locali e dell'ambiente".

Perugia, 20 luglio 2012

"Diminuiscono distanze da abitazioni e si elimina il vincolo dei km zero. Colpo di spugna che dà il via al reperimento extraregionale delle materie prime"

ENERGIE RINNOVABILI. DOTTORINI (IDV):

"La deregulation introdotta sulle biomasse è un atto inopportuno che apre la porta agli speculatori e falsa completamente ogni logica di filiera corta finalizzata a ottenere un bilancio positivo nella riduzione della produzione di gas serra. Il fatto che tutto sia avvenuto in sordina e senza interpellare il Consiglio regionale rende ancora più gravi le scelte della Giunta che quindi devono essere modificate al più presto". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta la delibera di giunta n° 494 del 2012 relativa al regolamento sulle energie rinnovabili, adottata, su proposta dell'assessore Rometti, senza alcun confronto con il Consiglio e le realtà associative e territoriali.
"Le modifiche introdotte - spiega Dottorini - destano perplessità e sconcerto riguardo l'ulteriore diminuzione della distanza limite per l'installazione degli impianti di produzione di energia elettrica a biomasse che passa da 500 a 300 metri e che di fatto rende sempre più larghe le maglie del regolamento. Oltre a questo, la modifica elimina il limite per le emissioni del materiale trasportato, sostituendolo con un generico abbattimento delle polveri secondo le migliori tecniche disponibili. Un autentico colpo di spugna che apre la strada all'approvvigionamento transcontinentale di biomassa e che di fatto annulla gli esiti del dibattito che si era svolto in Consiglio regionale. La verità è che in questo modo si rischia di gettare ancora più discredito su una modalità di produzione di energia che potrebbe invece dare un importante contributo alla riconversione energetica della nostra regione. Solo la creazione di filiere regionali, evitando biomassa di provenienza extracontinentale, può infatti garantire un bilancio positivo nella riduzione della produzione di gas serra climalteranti. Questo prevedeva il regolamento, questo la giunta ha cancellato, mettendo di fatto sullo stesso piano la biomassa regionale con l'olio di palma o di colza provenienti addirittura da migliaia di chilometri di distanza. L'approssimazione e la leggerezza con cui questo è potuto avvenire lascia sconcertati e richiede una rapida assunzione di responsabilità".

Perugia, 26 giugno 2012

 

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