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"Fare di Gualdo Cattaneo la più grande centrale di energia da fonti rinnovabili della nostra regione. Grave se la Giunta segue il 'progetto energetico del Ps'"

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): SOCIALISTI ARRETRATI SU ENERGIA E QUESTIONI AMBIENTALI. PRESENTATA INTERROGAZIONE SU BASTARDO

"La protervia con cui il socialista Buconi sostiene il parere favorevole al rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per il rilancio della centrale di Gualdo Cattaneo non ci lascia minimamente stupiti e riflette l'arretratezza di certe posizioni in campo ambientale ed energetico. Mentre il mondo va avanti e gradualmente gli stati abbandonano forme di energia antiquate come il carbone e il nucleare, in Umbria si concede ad Enel l'opportunità di rilanciare quello che tutti ormai considerano un reperto di archeologia industriale ed energetica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le dichiarazioni del consigliere Buconi e annuncia la presentazione di un'interrogazione urgente alla Giunta per conoscere i progetti ed i documenti relativi all'autorizzazione concessa senza alcun coinvolgimento della popolazione e del Consiglio regionale.
"Sono anni - aggiunge Dottorini - che chiediamo trasparenza in merito alla vicenda della centrale di Gualdo Cattaneo. Le nostre interrogazioni sui carbonili scoperti attendono ancora una risposta, così come non ha trovato applicazione l'indagine epidemiologica prevista dalla mozione approvata dal Consiglio regionale dell'ottobre 2007, tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. È arrivato il momento che la Giunta ci spieghi chiaramente di quale ammodernamento si parla e soprattutto con quale rischio per la salute dei cittadini. Per tanto è opportuno che l'assessore tiri fuori dal cassetto i progetti relativi a una centrale che già il ministro Calderoli nel 2009 dichiarò come 'altamente inquinante', rimarcandone la necessità di dismissione. Ci dispiace dare una brutta notizia ai socialisti, con Buconi in testa, ma c'è un solo modo per mettere mano a quell'impianto: trasformarlo nella più grande centrale di energia da fonti rinnovabili della nostra regione. La green economy si realizza con scelte politiche coraggiose e lungimiranti, non mettendo un po di 'verde' attorno alla centrale che servirebbe solo a nascondere ulteriormente una vergogna ambientale ed economica. Tantomeno si può intervenire applicando un fantomatico 'progetto sull'energia del Partito socialista' del quale nessuno ha avuto modo di dimostrare l'efficacia né tantomeno l'adattamento alle esigenze umbre - conclude Dottorini -. Sarebbe un fatto davvero grave se la Giunta basasse le proprie politiche energetiche sulle volontà di una forza politica".

Perugia, 25 marzo 2011
Presentata interrogazione: "Rometti tiri fuori dai cassetti i progetti. Già  Calderoli ne chiese la chiusura. Trasformare la centrale in un Polo per le energie rinnovabili" 

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): GRAVE IL PARERE FAVOREVOLE DELLA REGIONE A PROGETTO ENEL: ASSURDO RILANCIO CENTRALE A CARBONE

"Lascia sconcertati la decisione della Giunta regionale di esprimere parere favorevole al rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che di fatto concede ulteriori 8 anni all'Enel per predisporre e realizzare un progetto di ammodernamento della centrale a carbone di Gualdo Cattaneo. Ci sembra una grave forzatura, soprattutto perché invece di predisporre progetti per la riconversione della centrale, si concede ad Enel l'opportunità di rilanciare quello che tutti ormai considerano un reperto di archeologia industriale ed energetica". Con queste parole il Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione all'assessore all'Ambiente Silvano Rometti per conoscere i progetti ed i documenti relativi a tale autorizzazione.
"Sono anni che chiediamo trasparenza in merito alla vicenda della centrale di Gualdo Cattaneo le nostre interrogazioni sui carbonili scoperti attendono ancora una risposta, così come non ha trovato ancora applicazione l'indagine epidemiologica prevista dalla mozione approvata dal Consiglio regionale dell'ottobre 2007, tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. E' ora che l' assessore Rometti esca allo scoperto e ci spieghi chiaramente di quale ammodernamento si parla e soprattutto con quale rischio per la salute dei cittadini. E' necessario - continua il capogruppo Idv - che l'assessore tiri fuori dal cassetto i progetti relativi a una centrale che già il ministro Calderoli nel 2009 dichiarò come 'altamente inquinante', rimarcandone la necessità di dismissione. Oggi veniamo a sapere che la Regione Umbria ha di fatto approvato il progetto Enel senza che vi sia stata alcuna partecipazione pubblica e, per dire la verità, neppure interna al Consiglio regionale. C'è un solo modo per mettere mano a quell'impianto: trasformarlo nella più grande centrale di energia da fonti rinnovabili della nostra regione. La green economy si realizza con scelte politiche coraggiose e lungimiranti, non mettendo un po' di 'verde' attorno alla centrale che servirebbe solo a nascondere ulteriormente una vergogna ambientale ed economica".
"Il fatto che Rometti per giustificare il parere favorevole della Regione parli di 'una porzione di territorio regionale altrimenti marginale' è piuttosto grave. Noi vorremmo ricordargli che l'Umbria è famosa in tutto il mondo anche per il Sagrantino e l'olio extravergine di oliva che si producono in quei territori e che una parte consistente dei fondi disponibili per l'agricoltura di qualità sono stati giustamente investiti in quelle zone per dare impulso a tali produzioni di altissima qualità. Ora, il fatto che si venga a presentare quella zona come una sorta di landa sperduta in cui se non ci fosse la centrale la gente morirebbe di fame, ci sembra un insulto all'intelligenza delle persone che lì vivono e che da anni si battono per la salute e la sicurezza delle persone e del territorio".

Perugia, 16 marzo 2011
"Subito nuovo Piano energetico regionale. Governo mette a rischio l'unico settore produttivo in crescita. In gioco anche il credito alle imprese"

ENERGIA. DOTTORINI (IDV): GOVERNO SMANTELLA RINNOVABILI A FAVORE DI NUCLEARE E GRANDI INTERESSI ECONOMICI. UMBRIA FORTEMENTE COLPITA

"L'approvazione del decreto legislativo sulle energie rinnovabili conferma la folle strategia di un governo sempre più lontano dai bisogni della nazione, che ha deciso di boicottare le fonti rinnovabili per puntare il tutto per tutto su carbone e nucleare". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta l'approvazione del decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2009/28/CE sull'energia da fonti rinnovabili.  
"E' un provvedimento devastante - spiega Dottorini - che sta già sortendo l'effetto di mettere in discussione il credito alle imprese. Sembra infatti che le banche stiano recedendo sui mutui agli impianti fotovoltaici mettendo a rischio le decine di migliaia di lavoratori già occupati e stroncando definitivamente l'unico settore produttivo che ha mostrato un trend di crescita costante, nonostante la crisi economica in atto. La scelta del governo ci allontana ulteriormente dagli obiettivi europei sulla produzione di energie da fonti rinnovabili". 
"Questa situazione coinvolgerà anche l'Umbria - aggiunge Dottorini - che ha trovato negli incentivi statali una straordinaria opportunità per riconvertire settori ormai fuori mercato e per coniugare economia e sviluppo sostenibile.  E' necessaria pertanto una risposta ferma e di responsabilità che sappia farsi carico per quanto possibile anche delle inadempienze del governo. Per questo urge oggi più che mai la definizione di un nuovo Piano energetico regionale, unico strumento attraverso il quale la nostra regione potrebbe dare impulso a uno sviluppo diffuso della green economy e non essere totalmente in balìa dell'arretratezza del governo di centro-destra. Occorre mettere in atto serie politiche che regolamentino la produzione e la diffusione di energie da fonti rinnovabili, prevedendo riconversioni e  puntando sul risparmio energetico finalizzato alla riduzione dei consumi. Le politiche energetiche sono troppo legate a quelle economiche, alimentari, dei rifiuti, della gestione dell'acqua e del territorio per essere liquidate in maniera approssimativa e senza la ridefinizione di un piano aggiornato e rispondente alle reali esigenze della nostra regione". 
"L' Italia dei Valori - spiega Dottorini - nei mesi scorsi ha raccolto a livello nazionale oltre 700mila firme grazie alle quali entro la metà di giugno si realizzerà il referendum attraverso il quale i cittadini potranno opporsi in maniera netta alle scelte di un governo che sta facendo di tutto per boicottare l'avvento di una strategia energetica basata sul risparmio e sulle rinnovabili. Una politica di destra, abituata ad andare a braccetto con i grandi interessi economici, vede come fumo negli occhi  un modello di produzione e distribuzione dell'energia diffuso sul territorio che lascerebbe ad ogni singolo cittadino il potere di decidere come e cosa fare dell'energia. Questo sferrato da Berlusconi e dei suoi sodali è solo l'ultimo maldestro tentativo di puntare il tutto per tutto sull'energia nucleare soltanto perché, come quella fossile, è monopolizzabile e dunque la sua reintroduzione garantirebbe la conferma di un modello energetico obsoleto e centralizzato, in grado di conferire un potere e degli introiti immensi ai pochi soggetti che lo andrebbero a gestire".

Perugia, 9 marzo 2011
Impatto socio-economico insostenibile, possibili soluzioni alternative. Giunta regionale ascolti le ragioni di amministrazioni, cittadini e comitati locali"

METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): REGIONE CHIEDA REVISIONE DEL PROGETTO, NOI PRONTI A PRESENTARE MOZIONE IN CONSIGLIO

"E' necessario che la Regione si costituisca al fianco dei cittadini e dei comitati per chiedere la revisione del tracciato del gasdotto "Rete Adriatica", un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica. La scarsa sensibilità dimostrata fino ad oggi dall'assessorato regionale all'Ambiente non è un buon motivo perché l'Umbria si rassegni a un progetto che produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dal tracciato questo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere un impegno determinato della Regione Umbria a fianco delle amministrazioni, dei comitati e delle associazioni ambientaliste che si battono per la revisione del progetto del gasdotto Brindisi-Minerbio. 
"Se sarà necessario e se la giunta non darà segnali - continua Dottorini - siamo pronti a presentare una mozione in Consiglio regionale per impegnare il governo regionale ad assumere una posizione meno ambigua e appoggiare il ricorso del comitato "No tubo", così come hanno fatto altre amministrazioni. A nostro avviso è opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico, nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce inoltre come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l'intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico".
"Esaminando il tracciato proposto - aggiunge Dottorini - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Chiediamo dunque che la Regione, rompendo una tradizione ormai consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un'opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 5 gennaio 2011
"Gli scandali di Bettona e Marsciano non hanno insegnato nulla. Sbagliato utlizzare il grimaldello della green economy per avallare interessi e soluzioni contro i territori"

"Un regolamento che calza a pennello solo alle grandi aziende zootecniche intensive e industriali e  che lascia ai territori tutti i problemi ambientali, di salute ed economici legati allo smaltimento dei reflui zootecnici. Chiediamo alla Giunta una profonda revisione del testo preadottato, inserendo tra l'altro il principio di riduzione dei rifiuti di origine agroalimentare da conferire in discarica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito al nuovo regolamento relativo alla gestione degli impianti per il trattamento degli effluenti di allevamento e delle biomasse per la produzione di biogas preadottato nei giorni scorsi dalla giunta regionale su proposta dell'Assessore all'Ambiente Silvano Rometti. 
"Quella percorsa  dalla giunta - aggiunge Dottorini - non è certo la strada maestra per superare le incapacità gestionali mostrate fino ad oggi, semmai dimostra la volontà di proseguire su scelte che tendono a penalizzare i piccoli produttori e i territori, senza offrire reali opportunità di integrazione del reddito alle imprese agricole. Evidentemente gli scandali di Bettona e Marsciano non hanno insegnato nulla. Come Idv - spiega Dottorini - abbiamo già predisposto una serie di modifiche volte a regolamentare in maniera efficace la produzione di biogas da biomasse e a tutelare l'ambiente relativamente allo smaltimento dei reflui degli allevamenti zootecnici. La nostra azione in Consiglio regionale sarà ferma e intransigente. Ci batteremo con tutte le forze  per far sì che l' Umbria si doti di regole chiare sul trattamento dei reflui zootecnici e sull'utilizzo delle biomasse per la produzione di biogas. Non consentiremo - conclude il capogruppo Idv - che si utilizzi il grimaldello della green economy per avallare interessi e soluzioni che danneggiano i territori e che nulla hanno a che vedere con modelli avanzati per coniugare lo sviluppo delle imprese agricole con la tutela ambientale".

Perugia, 21 dicembre 2010
"Ancora un intervento dannoso mascherato da green economy. Danneggiati operatori e ambiente. Nostra azione per modifiche sarà ferma e intransigente"
 
ENERGIA. DOTTORINI (IDV): UN INSULTO A TERRITORI, COMPARTI E BUON SENSO IL REGOLAMENTO SUI BIODIGESTORI PREADOTTATO DALLA GIUNTA

"Occorre una profonda revisione. Il regolamento preadottato nei giorni scorsi dalla giunta è un vestito fatto su misura solo per le grandi aziende e non risolve i problemi ambientali ed economici legati allo smaltimento dei reflui zootecnici. Inoltre non tiene in nessun conto la necessità di ridurre la produzione di rifiuti da conferire in discarica, con particolare riferimento a quelli di origine agroalimentare. Non è così che si superano le incapacità gestionali dimostrate fino ad oggi, in questo modo non si fa altro che aggravare gli insulti ai territori, ai comparti e al buon senso". Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, commenta il nuovo regolamento relativo alla gestione degli impianti per il trattamento degli effluenti di allevamento e delle biomasse per la produzione di biogas preadottato nei giorni scorsi dalla giunta regionale su proposta, ancora una volta "fuori sacco", dell'assessore all'Ambiente Silvano Rometti.
"Come Idv - continua Dottorini - abbiamo già predisposto una serie di modifiche volte a regolamentare in maniera efficace la produzione di biogas da biomasse e a tutelare l'ambiente relativamente allo smaltimento dei reflui degli allevamenti zootecnici, che tanti problemi hanno già causato in alcuni territori della nostra regione. Evidentemente gli scandali di Bettona e Marsciano non hanno insegnato nulla e si continua su percorsi che tendono a penalizzare i piccoli produttori e i territori, senza offrire reali opportunità di integrazione del reddito alle imprese agricole".
"Da questo punto di vista - conclude il capogruppo Idv - la nostra azione in Consiglio regionale sarà ferma e intransigente. Non possiamo più permettere che si utilizzi il grimaldello della green economy per avallare interessi e soluzioni che danneggiano i territori e che nulla hanno a che vedere con modelli avanzati per coniugare lo sviluppo delle imprese agricole con la tutela ambientale".
 
Perugia, 7 dicembre 2010
"Inaccettabile abbassare i parametri ambientali sulle emissioni. Rispettare mozione approvata dal Consiglio regionale nel 2007 che punta su fonti rinnovabili"

CENTRALE DI BASTARDO. DOTTORINI (IDV): INDISCREZIONI SU RILANCIO CARBONE SPUDORATE E PREOCCUPANTI. RICONVERSIONE UNICA POSSIBILITA'

"Rimaniamo in attesa di documenti ufficiali da parte della giunta regionale. Le anticipazioni che leggiamo dai giornali ci appaiono spudorate e preoccupanti. Pensare di rendere compatibile con l'ambiente e la salute umana un impianto obsoleto abbassando i parametri sulle emissioni sarebbe inaccettabile. Una maggiore capacità progettuale deve farci optare per un serio progetto di riconversione, non a rimettere insieme i pezzi di quella che ormai deve essere considerata come una testimonianza di archeologia industriale ed energetica". Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, commenta le recenti notizie relative a presunte iniziative mirate a far rimanere a pieno regime la centrale a carbone  "Pietro Vannucci" di Bastardo, abbassando i parametri di tutela ambientale e riproponendo progetti di combustione delle biomasse.
"A noi preme solo ricordare - spiega il capogruppo regionale dell'Idv - che il Consiglio regionale ha deciso nel 2007, approvando la mozione che ci vedeva come primi firmatari, di abbandonare il progetto di co-combustione delle biomasse e a valutare invece una progressiva riconversione dell'attuale centrale verso impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, quali fotovoltaico, solare termondinamico ed eolico, secondo i limiti posti dall'attuale Piano energetico regionale. Oggi qualcuno pare voler mettere in discussione quella deliberazione per tornare alla carica con un progetto senza futuro, incurante delle prospettive economiche e ambientali del nostro territorio e delle linee programmatiche di legislatura che fanno della green economy il cardine delle politiche regionali. Se fosse vero quanto apprendiamo rispetto alla volontà dell'assessorato all'Ambiente di predisporre un piano per abbassare i parametri di legge in fatto di emissioni in modo da permettere alla centrale Enel di ottenere il rilascio della Autorizzazione integrata ambientale (Aia), si tratterebbe di un progetto che incontra la nostra ferma opposizione. La salute dei cittadini si tutela chiedendo il rispetto di parametri restrittivi e non abbassando il livello di guardia. Quanto alle biomasse, noi sappiamo che il Piano energetico regionale non consente iniziative di queste dimensioni che comporterebbero l'importazione di materie prime da fuori regione e l'eventualità di bruciare rifiuti. Per quanto ci riguarda, continuiamo a ritenere che l'impianto di Gualdo Cattaneo presenta enormi criticità di carattere socio-sanitario che richiedono verifiche che non ci risultano siano state mai condotte. Così come non sono pervenute risposte alle nostre numerose interrogazioni sui carbonili scoperti. Ci preoccupa il fatto che il ministro Calderoli definì quell'impianto come altamente inquinante". 
"E' proprio giunto il momento - conclude Dottorini - di abbandonare progetti assurdi come quello del rilancio della centrale e porre invece finalmente sul tavolo delle politiche di governo, a fianco di una decisa opzione a favore delle energie rinnovabili, il tema della riconversione di un impianto che può trasformarsi nel fiore all'occhiello dell'impegno umbro per la green economy e per le energie rinnovabili".


Perugia, 05 ottobre 2010
"Già il ministro Calderoli parlò di impianto altamente inquinante, prevedendone la chiusura. Fare luce sulle pesanti criticità della centrale e operare con lungimiranza"

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): RICONVERTIRE LA CENTRALE ENEL DI BASTARDO. PUNTARE SU FONTI RINNOVABILI

"Da anni chiediamo che venga fatta luce sulle problematiche ambientali che la centrale a carbone di Gualdo Cattaneo sta generando in un territorio conosciuto in tutto il mondo per i prodotti tipici come l'olio extravergine e il Sagrantino. Le nostre numerose interrogazioni sui carbonili scoperti attendono ancora una risposta e non ha trovato applicazione l'indagine epidemiologica prevista dalla mozione approvata dal Consiglio regionale nell'ottobre del 2007 tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. E' giunto il momento di porre sul tavolo delle politiche di governo, a fianco di una decisa opzione a favore delle energie rinnovabili, il tema della riconversione di un impianto che è giusto ormai annoverare tra le testimonianze di archeologia industriale ed energetica della nostra regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sulle molte criticità ambientali della centrale a carbone Enel "Pietro Vannucci" di Ponte di Ferro per chiedere la riconversione di un impianto "che già il ministro Calderoli ebbe modo di individuare come altamente inquinante".
"In un'intervista di circa un anno fa Calderoli parlò di due impianti da dismettere. Uno a olio combustibile in Sicilia, l'altro a carbone in Umbria, entrambi altamente inquinanti. Ci sembra che rispetto a quell'intendimento ci sia solo da chiedere un impegno della Regione e del Governo nazionale per evitare una chiusura tout court e puntare invece su un progetto di riconversione alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Noi sappiamo - spiega Dottorini - che ogni kilowattora prodotto da fonti rinnovabili comporta una analoga riduzione di produzione da fonti convenzionali. Per questo, come abbiamo già chiesto in sede di discussione delle linee programmatiche della presidente Marini, ci sembra sia giunto il momento di porre il tema della riconversione della centrale di Bastardo sui tavoli della politica e del governo regionale e nazionale. Dobbiamo ricordare che quell'impianto presenta enormi criticità di carattere socio-sanitario che richiederebbero verifiche che non ci risulta siano mai state condotte: dalle norme antisismiche allo screening periodico degli inquinanti contenuti nel carbone, dalla destinazione dei fanghi di risulta allo smaltimento delle ceneri, ai controlli delle acque prelevate e reimmesse nel torrente Puglia". 
"L'impianto di Gualdo Cattaneo - conclude Dottorini - deve essere oggetto di un'opera di riconversione e trasformato in una delle più grandi centrali di energia proveniente da fonti rinnovabili dell'intera Regione, garantendo continuità occupazionale e compatibilità con la vocazione turistica ed enogastronomica. Le tecnologie ci sono e sono presenti nel nostro territorio. Occorre solamente la volontà politica e la lungimiranza nell'affrontare scelte di cambiamento, senza attardarsi in politiche di conservazione e in difese d'ufficio".

Perugia, 16 agosto 2010 

"Si ascoltino le ragioni di amministrazioni, cittadini e comitati locali. Nessuno chiede un No aprioristico, ma di valutare correttezza delle procedure e tracciato più opportuno"

METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): BENE RICORSO PROVINCIA PERUGIA E COMUNE GUBBIO. ADESSO LA REGIONE SI SCHIERI DALLA PARTE DEI CITTADINI

"Ora occorre che anche la Regione segua l'esempio delle amministrazioni che hanno presentato ricorso e si costituisca al fianco dei cittadini e dei comitati per chiedere la revisione del tracciato di un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica, che produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dal tracciato". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il ricorso che il comitato "No tubo" assieme alla provincia di Perugia, a quella di Pesaro-Urbino, al comune di Gubbio, alla Comunità montana del Catria e del Nerone e ad altre associazioni ambientaliste e comitati civici hanno presentato alla Commissione europea in merito alla Valutazione ambientale strategica al tracciato del metanodotto Snam Brindisi-Minerbio.
"E' necessario - continua Dottorini - che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico, nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce inoltre come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l'intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico".
"Esaminando il tracciato proposto - aggiunge Dottorini - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Chiediamo dunque che la Regione si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un'opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 28 giungo 2010
"Indagini sanitarie e ambientali necessarie per recuperare la fiducia dei cittadini e fare luce sulle criticità dell'impianto a carbone"



"È incredibile come, dopo anni di richieste senza risposta, i cittadini debbano ancora procedere con esposti-denuncia per vedere tutelato il proprio diritto alla trasparenza, alla salute e alla sicurezza. Da anni chiediamo che venga fatta luce sulle problematiche ambientali che la centrale a carbone Enel di Gualdo Cattaneo sta generando in un territorio conosciuto in tutto il mondo per i prodotti tipici come l'olio extravergine d'oliva Dop e il Sagrantino Docg. Le nostre numerose interrogazioni sui carbonili scoperti attendono ancora una risposta e non ha trovato applicazione l'indagine epidemiologica prevista dalla mozione approvata dal Consiglio regionale nell'ottobre del 2007 tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. E' proprio giunto il momento di porre sul tavolo delle politiche di governo, a fianco di una decisa opzione a favore delle energie rinnovabili, il tema della riconversione di un impianto che è giusto ormai annoverare tra le testimonianze di archeologia industriale ed energetica della nostra regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sulle molte criticità ambientali della centrale a carbone Enel "Pietro Vannucci" di Ponte di Ferro, sottolineate anche da un esposto-denuncia del comitato ambientale di Gualdo Cattaneo, per sollecitare tutte le verifiche tecnico-sanitarie necessarie a fugare ogni dubbio riguardo alla sicurezza della centrale Enel di Gualdo Cattaneo.
"L'impianto di Gualdo Cattaneo - spiega Dottorini - presenta enormi criticità di carattere socio-sanitario che richiedono verifiche che non ci risultano siano state mai condotte, dalle norme antisismiche allo screening periodico degli inquinanti contenuti nel carbone, dalla destinazione dei fanghi di risulta allo smaltimento delle ceneri, ai controlli delle acque prelevate e reimmesse nel torrente Puglia. Sempre per quanto riguarda le acque chiediamo se sono stati avviati controlli sul trattamento delle acque reflue di scolo dei carbonili e sulla co-combustione delle ceneri inesauste che il comitato sostiene provenire da Montalto di Castro, ai sensi di legge classificate come rifiuto speciale, ma che, sempre secondo i cittadini, negli anni novanta sono state bruciate insieme al carbone presso la centrale di Ponte di Ferro. Sono controlli importanti, necessari a ristabilire un corretto rapporto tra cittadini e istituzioni. Ci piacerebbe poi sapere come mai l'attuale amministrazione comunale ha espresso parere favorevole al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale senza avvalersi del parere del tecnico chimico ambientale dell'Istituto nazionale Tumori, appositamente nominato".
"Infine vogliamo ribadire una volta per tutte che come Italia dei Valori ci impegneremo in Consiglio regionale affinché l'impianto di Gualdo Cattaneo sia riconvertito e trasformato in una delle più grandi centrali di energia provenienti da fonti rinnovabili dell'intera Regione - conclude Dottorini -. Le tecnologie ci sono e sono presenti nel nostro territorio. Occorre solamente la volontà politica e la lungimiranza nell'affrontare scelte di cambiamento, indispensabili per un'Umbria migliore e sempre meno dipendente da fonti energetiche fossili".

Perugia, 10 giugno 2010
 

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