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Ultime notizie in Infrastrutture e trasporti

"Triste vedere la povera Fcu in queste condizioni. Eventi calamitosi frutto di scarsa manutenzione e dell'ubriacatura delle grandi opere"

FCU. DOTTORINI: INVECE DI PENSARE ALLE GRANDI OPERE OCCORRE PRENDERSI CURA DEL TERRITORIO

"Piuttosto che continuare a cavalcare la retorica delle grandi opere, forse è giunta l'ora di pensare alla messa in sicurezza del nostro territorio, valorizzando le infrastrutture esistenti e assicurando una corretta manutenzione di arterie e contesti urbani. Non è pensabile che in Umbria ogni tre mesi si verifichi l'evento calamitoso del secolo, come se la nostra regione fosse afflitta dal virus della sfortuna. E' invece più realistico pensare che non si presta la dovuta attenzione alla tutela e alla manutenzione dell'ambiente e che quindi ogni volta che piove ci si possa attendere smottamenti e frane come quella che ha causato l'incidente di questa mattina". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini ha commentato la notizia del deragliamento di un treno della Fcu avvenuto nei pressi di Montecastelli, nel comune di Umbertide.
"Fa tristezza - aggiunge Dottorini - vedere la nostra povera Fcu in condizioni così precarie, con molti mezzi ancora alimentati a gasolio, con vagoni vecchi e malandati, e con un tracciato così poco curato che i muri di contenimento franano in seguito a qualche goccia di pioggia. E' per questo motivo che da sempre sosteniamo che la politica dovrebbe impegnarsi per trovare le risorse per rilanciare queste importanti infrastrutture regionali, piuttosto che sbandierare ogni tre per due di fantomatici progetti di trasformazione della E45 in autostrada. Occorre cambiare radicalmente i parametri del nostro modello di sviluppo".

Perugia, 8 aprile 2013
"I nodi iniziano a venire al pettine, evidentemente le nostre idee non erano così campate in aria. Adesso non scaricare i costi su cittadini e imprese locali"

E78. DOTTORINI: BENE IPOTESI MODIFICA TRACCIATO. ADESSO ATTENZIONE A PEDAGGIO E A RAPPORTO CON PRIVATI

"Evidentemente le nostre idee non erano così campate in aria. Se, come pare, il nuovo progetto prevede lo spostamento del tracciato a nord degli abitati di Selci e Lama, non si capisce come mai esattamente un anno fa il Consiglio regionale bocciò in maniera decisa e trasversale la nostra mozione che prevedeva proprio la rivisitazione del tracciato.  Adesso occorre prestare la massima attenzione alle modalità di partenariato pubblico-privato per evitare che i costi della realizzazione del progetto ricadano solo sui territori, quindi sarà necessario evitare che ancora una volta le amministrazioni locali passino sopra la volontà dei cittadini per mancanza di strategia e miopia politica. Il tutto sperando che non si tratti dell'ennesimo fuoco di paglia preelettorale a cui siamo ormai abituati". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo Idv, commenta la notizia della costituzione della società pubblica di progetto tra le regioni Umbria, Marche e Toscana che parteciperà al bando europeo TEN-T.
"I nodi iniziano a venire al pettine, ma è prudente non abbassare la guardia. La questione del nuovo tracciato e la partecipazione delle comunità locali - aggiunge Dottorini - devono entrare a pieno titolo nel dibattito su questa eterna incompiuta rispetto alla quale si sono spese tante parole e altrettante promesse. Non solo il tema deve essere oggetto di una discussione in Consiglio regionale, ma sarà opportuno che la Giunta apra un confronto con i cittadini sul progetto, senza commettere l'errore di lasciarlo nelle sole mani di amministrazioni locali che hanno dimostrato di non sapere ascoltare le esigenze del territorio. Oltre a un tracciato meno impattante e più razionale, è necessario porre attenzione al rapporto tra gli investimenti privati e gli oneri economici che ricadranno su cittadini, imprenditoria e amministrazioni locali. È essenziale quindi prevedere un modello di pedaggio che escluda i pendolari e gli abitanti delle zone interessate dall'opera e coinvolgere direttamente il Consiglio regionale durante tutto l'iter procedurale e autorizzativo". 

Perugia, 11 febbraio 2013
Interrogazione alla Giunta: "Il nodo di Perugia è stato cancellato? Era l'unico pretesto per realizzare l'opera. Necessario ammodernamento e messa in sicurezza"

INFRASTRUTTURE. DOTTORINI (IDV):

"La Giunta regionale deve dire chiaramente come stanno le cose. Ogni giorno sulla stampa escono notizie discordanti sul destino della E45. Prima si parla di trasformazione in autostrada, poi di bocciatura del progetto e adesso di ammodernamento dell'arteria. Vogliamo sapere quale futuro attende la nostra Regione e su quali azioni concrete possono far conto i pendolari che ogni giorno percorrono un'arteria sempre più disastrata e priva delle necessarie misure di sicurezza". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per conoscere il futuro dell'arteria E45.
"Fino ad oggi - continua Dottorini - si giustificava la sconsiderata decisione di trasformare la E45 in autostrada col fatto che questa scelta avrebbe portato con sé la realizzazione del nodo di Perugia. Come dire, un male necessario per avere in cambio la supposta decongestione del capoluogo di regione. Dalle indiscrezioni pubblicate oggi sembra invece che la prospettiva sia quella di dare il via libera all'autostrada, ma senza nodo di Perugia. Come dire, una fregatura al cubo. Se non vivessimo in un periodo di crisi come quello attuale, ci apparirebbe persino comico quanto si prospetta per gli umbri in termini ambientali ed economici. Senza considerare i contraccolpi del pedaggiamento previsto nel progetto di project financing". 
"Con la nostra interrogazione - aggiunge Dottorini - vorremmo capire di quale genere di progetto si sta parlando. La E45 necessita di un profondo e urgente piano di manutenzione e messa in sicurezza secondo standard europei, non di dare il via a un'opera faraonica che si protrarrebbe per decenni trasformandosi in una delle mille opere  incompiute buone soltanto a drenare denaro pubblico. Sembra invece tornare in voga proprio il vecchio progetto di trasformazione in autostrada, un'ipotesi sconsiderata, priva di qualsiasi fondamento sia economico che infrastrutturale. Nei piani originari i costi per la realizzazione del progetto erano pari a 11 miliardi di euro, metà da reperire attraverso i privati e l'altra metà attraverso finanziamenti pubblici, ovviamente con l'ausilio del pedaggio a carico dei cittadini. I 151 chilometri di tracciato vedrebbero la sede stradale passare dagli attuali 13 metri a 25, per un totale di 48 metri considerando anche le scarpate e gli ingombri, con l'attivazione di cave per 2 milioni di metri cubi e l'installazione di un'area di cantiere ogni 20 chilometri. Il tutto senza risolvere minimamente il problema del traffico che secondo i dati Anas relativi al progetto originario passerebbe dagli attuali 16.449 veicoli giornalieri a 28.414, generando un serio innalzamento dei Pm10 e delle polveri sottili".
"L'Umbria - conclude Dottorini -  da regione cuore verde d'Italia, rischia di trasformarsi in un luogo di transito per mezzi pesanti, con ripercussioni pesanti sull'ambiente e sulle economie delle famiglie umbre. Per questo chiediamo alla Giunta il coraggio di sottrarsi a questa avventura sconsiderata e trovare le forze per chiedere l'ammodernamento e la messa in sicurezza". 

Perugia, 23 ottobre 2012 
"Subito piano di manutenzione e messa in sicurezza. Sconcerto per un progetto chiaramente insostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico"



"E' l'ennesima scelta di un governo specializzato nel penalizzare le idee innovative e nel gettare fumo negli occhi ai tanti cittadini che attendono la ripresa economica e ricevono in cambio solo interventi a favore delle grandi lobby". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta con queste parole le indiscrezioni che darebbero per imminente la decisione definitiva per la trasformazione in autostrada delle E45.
"Tutti sanno - aggiunge Dottorini - che in Italia quando non si sa più che pesci pigliare, si mette in cantiere una grande opera. E' il caso della E45 autostrada, chimera che ormai da decenni riempie le cronache della nostra regione, ma che al massimo servirà a sperperare qualche bel miliardo di euro. Le già gravi condizioni in cui versa questa importante arteria stradale rischiano di peggiorare ancora, qualora si insistesse sulla via della trasformazione in autostrada a pedaggio. Occorre invece agire subito per predisporre un piano per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria di una strada che è volutamente lasciata nel degrado più assoluto. Per questo desta sconcerto la scelta di un governo che giunge a concepire di gettare al vento miliardi di euro per un progetto di trasformazione in autostrada chiaramente insostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico, particolarmente inutile e dannoso per una regione come l'Umbria. Miliardi che potrebbero essere investiti per un piano di manutenzione e messa in sicurezza secondo gli standard europei o per un grande piano di adeguamento della viabilità e di recupero delle periferie delle nostre città, in grado anche opdi dare impulso all'economia regionale. Credo sia legittimo, dopo anni di promesse e finte rassicurazioni, sentirsi presi in giro da un governo che continua a promettere autostrade e lascia sul campo solo le macerie di un'arteria che fa vergogna". 
"E' bene ricordare - spiega Dottorini - che nei progetti originari Anas prevedeva costi di realizzazione pari a 12 miliardi di euro per un cantiere che avrebbe dovuto rimanere aperto oltre venti anni e per vedere raddoppiato il traffico di mezzi pesanti nella nostra regione. Una scelta miope, senza effetti sull'economia regionale, se non penalizzanti, soprattutto per le piccole e medie aziende e per l'imprenditoria innovativa. Chi crede nella green economy o sulla necessità di riconversione della nostra economia dovrà aspettare ancora, magari fino all'avvento di un nuovo governo che sappia dotarsi di una visione aperta e innovativa dello sviluppo".

Perugia, 12 settembre 2012
"Invece che versare lacrime di coccodrillo, Rometti dica No all'autostrada e apra una vertenza col governo Monti per mettere in sicurezza E45 e viabilità ordinaria"

E45. DOTTORINI (IDV): BASTA FUMO NEGLI OCCHI. UMBRIA DICA NO AD AUTOSTRADA E LAVORI PER MESSA IN SICUREZZA E MANUTENZIONE DELLE ARTERIE REGIONALI

"A furia di inseguire progetti faraonici e gettare fumo negli occhi ai cittadini, la E45 si trasformerà in una mulattiera. La decisione del Cipe è la dimostrazione che occorre smettere di prendere in giro gli umbri con ipotesi di interventi infrastrutturali sulle grandi arterie stradali che sono chiaramente insostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Regione dell'Italia dei Valori, commenta la notizia della non approvazione da parte del Cipe del progetto per la trasformazione in autostrada della E45 e del nodo di Perugia.
"Le già gravi condizioni in cui versa questa importante arteria stradale - continua il capogruppo regionale Idv- rischiano di peggiorare ancora, qualora si insistesse sulla via della trasformazione in autostrada a pedaggio. Lo dimostra il fatto che il Comitato interministeriale non finanzia l'opera tanto sbandierata. Occorre invece agire subito per predisporre un piano per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria della E45".
"Ora - conclude Dottorini - non si può perdere ulteriore tempo prezioso e la regione deve attivarsi per gli interventi davvero utili che possano rendere giustizia ad una strada che attraversa tutta la nostra regione e ci collega con l'esterno".
 
Perugia, 3 agosto 2012
"Problematiche relative al biglietto unico di Perugia disincentivano l'utilizzo del trasporto pubblico per chi viene da fuori città. Trovare una soluzione seria e condivisa coinvolgendo le associazioni dei pendolari" 
 
FCU. DOTTORINI (IDV):

"In un momento di grave crisi economica, con le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese e un sistema di trasporto regionale su ferro che non migliora il suo servizio, ci sembra davvero inopportuno l'aumento delle tariffe applicato dalla Giunta regionale su richiesta di Umbria Mobilità". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la delibera 714 del 18 giugno scorso con cui è stato deciso l'incremento del costo dei biglietti e degli abbonamenti di Fcu.
"Quasi giornalmente - continua Dottorini - riceviamo segnalazioni da parte di cittadini pendolari che usano i treni Fcu e che ci confermano disagi crescenti, disservizi e carenze nel servizio di trasporto. A questo si aggiunge ora l'aumento del costo di biglietti e abbonamenti. Per fare un esempio, percorrere mensilmente la fascia di 60 chilometri costava ai cittadini 52 euro, dal primo luglio di quest'anno è stata portata a 61 euro e dal 1 luglio 2013 costerà 70 euro. Un aumento del 35 per cento. Oltre agli aumenti deliberati dalla Giunta - continua Dottorini - i cittadini titolari di abbonamenti o comunque che acquistano biglietti di corsa semplice non residenti nel comune di Perugia si trovano impossibilitati a sfruttare il biglietto unico, ovvero l'opportunità di accedere a tutti i servizi gestiti da Umbria Mobilità. Una volta arrivati infatti alla stazione di Perugia, devono acquistare di nuovo il biglietto se vogliono prendere l'autobus o il minimetrò, benché abbiamo già pagato la corsa fino al capoluogo".
"Comprendiamo - conclude Dottorini - le difficoltà economiche che la Giunta deve affrontare, legate per lo più alla riduzione degli stanziamenti sul trasporto pubblico locale voluti dal governo Monti (Pd, Pdl, Udc), ma sappiamo anche che l'aumento di abbonamenti e biglietti avrà un effetto placebo nei conti dell'azienda e allo stesso tempo potrebbe incoraggiare l'utenza ad abbandonare il servizio pubblico, rendendo ancora più forti i motivi di crisi e le ragioni di chi vorrebbe smantellare questo servizio. Chiediamo pertanto che si trovi una soluzione seria e condivisa coinvolgendo le associazioni dei pendolari, magari bloccando l'aumento previsto nel 2013 e agevolando l'utilizzo del biglietto unico di Perugia anche per chi viene da fuori città".
 
Perugia, 9 luglio 2012

"Proposta comitato Ultimo treno funzionale al rilancio dell'economia dell'intera regione. Necessario avviare un serio confronto sul Piano regionale dei trasporti" 

TRASPORTI. DOTTORINI (IDV): DIECIMILA FIRME PER VARIANTE SEGNALE DA PRENDERE IN SERIA CONSIDERAZIONE. INSERIRE TRACCIATO IN NUOVO PIANO

"Un segnale molto importante che le istituzioni regionali non possono ignorare. Riteniamo che nella stesura del prossimo Piano regionale dei trasporti la Giunta debba tenere conto delle istanze dei cittadini e in particolare delle diecimila persone che si sono dette favorevoli alla variante ferroviaria Fabriano-Fossato-Gubbio-Perugia aeroporto". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il successo della campagna di raccolta firme promossa dall'associazione 'Ultimo treno' che mira al sostegno del progetto di variante ferroviaria nel tratto Fabriano-Foligno .
"Il territorio dell'eugubino-gualdese e dei comuni limitrofi - ricorda Dottorini - non è sufficientemente servito dagli attuali collegamenti ferroviari, una situazione che rischia di compromettere in maniera definitiva le potenzialità economiche di un territorio altamente vocato alla filiera del turismo, dell'ambiente e della cultura. Ma la proposta avanzata dal comitato "Ultimo treno" prima ancora che a un territorio è funzionale all'intera regione, rafforzando le potenzialità dell'aeroporto San Francesco e rendendo più razionale una rete infrastrutturale che non può essere funzionale soltanto alle influenze politiche. Numerosi incontri con i cittadini e tra le istituzioni hanno confermato l'esigenza di uscire il prima possibile dall'isolamento ferroviario attuale. Le diecimila firme raccolte rappresentano una chiara volontà che deve essere tenuta in considerazione anche in vista della discussione riguardo al Piano regionale dei trasporti. In quella sede sarà necessario pertanto valutare in modo accurato la convenienza economico-strategica e la fattibilità del progetto di Variante alternativo al raddoppio della tratta Fossato-Foligno. Riteniamo pertanto che la Giunta debba avviare un percorso partecipativo che coinvolga cittadini, comitati, associazioni ambientaliste e tecnici in modo da elaborare un Piano all'altezza delle sfide che i territori si troveranno ad affrontare".
"E' importante che comuni della fascia appenninica come Gubbio, Assisi, Gualdo Tadino, Valfabbrica e la stessa provincia di Perugia abbiano espresso apprezzamento per l'ipotesi di Variante proposta dal comitato, ritenendola in grado di collocare la nostra regione nel sistema del trasporto ferroviario nazionale e internazionale. Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - vigileremo affinché in sede di discussione del Piano dei trasporti questo tema non venga eluso o sacrificato ad interessi di parte".

Perugia, 17 aprile 2012

"L'Altotevere non è tra le priorità regionali. Smascherato il gioco di chi assume posizioni variabili a seconda che si trovi a Perugia, Città di Castello o Cerbara"

E78. DOTTORINI (IDV): IGNORATA VOLONTA' POPOLARE. PD, PDL, SOCIALISTI E RIFONDAZIONE VOTANO IL TRACCIATO CONTRO CITTADINI E BUON SENSO

"Oggi è stata persa un'occasione unica per riavvicinare i cittadini dell'Altotevere alle istituzioni regionali. Con il voto trasversale contro la nostra mozione sulla E78 si sono finalmente scoperte le carte e i partiti che a Città di Castello dicono una cosa e in Regione ne sostengono un'altra hanno gettato finalmente la maschera". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la bocciatura sulla mozione Idv per una rivisitazione del tracciato della futura E78, anche in risposta alle forti perplessità che molti cittadini nutrono circa l'ingresso dei privati nell'affare. Contro la mozione proposta dal gruppo Idv hanno votato Pd, Pdl, Psi e Prc, mentre si sono astenuti Udc e Lega.
"Solo qualche settimana fa - ricorda Dottorini - il sindaco Bacchetta, circondato da assessori di Pd e Rifondazione, disse in un'assemblea pubblica che era pronto a ridiscutere il tracciato scelto. Oggi purtroppo il suo stesso partito, insieme a Pd, Pdl e Rifondazione comunista hanno votato a favore di quel tracciato, dimostrando di considerare pari a zero le ragioni dell'Altotevere. Noi continuiamo a ritenere che il percorso proposto dalle amministrazioni di Città di Castello e San Giustino sia uno dei peggiori possibili, scelto senza alcuna partecipazione popolare e per tentare di correggere l'evidente errore della Piattaforma logistica, unico centro intermodale d'Italia a non prevedere il collegamento con la linea ferroviaria. Mentre per l'Altotevere si continuano a effettuare scelte incapaci di sintesi condivise, i cittadini si organizzano e hanno già costituito un comitato formato da circa 2mila famiglie che nei mesi scorsi ha raccolto oltre 3.500 firme. Questi cittadini stanno dimostrando maggiore senso di responsabilità rispetto ai loro amministratori locali e continueranno ad avere il nostro sostegno".
"Non ci rassegneremo - conclude Dottorini - a una soluzione rabberciata né a un progetto che la stessa Anas nel 2001 bocciò in modo categorico sostenendo che 'la realizzazione della galleria artificiale in zona pianeggiante non trova alcuna giustificazione tecnica'. La partita per noi non si chiude qua. Crediamo che siano forti le ragioni di chi chiede che vengano prese in considerazione ipotesi più rispettose delle caratteristiche storiche, culturali, paesaggistiche ed economiche dell'Altotevere. A questo proposito è giusto che tutti conoscano i contorni del project-financing che si sta elaborando per valutare le ripercussioni del pedaggio, della cattura di valore e degli oneri che i privati richiedono e che ricadranno sulla collettività. Ed è opportuno che la retorica di chi da anni annuncia l'imminente completamento dell'opera si trasformi in capacità di valorizzare le forze civiche che sorreggono il nostro tessuto sociale, senza ambiguità e doppie verità. Oggi è stato smascherato chi, come il sindaco Bacchetta, assume posizioni variabili a seconda che si trovi a Perugia, a Città di Castello o a Cerbara".

Perugia, 7 febbraio 2012

"Non è più possibile giocare mille parti in commedia. Se, dopo avere indicato il tracciato di Cerbara e Selci, il Comune ha cambiato idea, lo dica apertamente"

E78. DOTTORINI (IDV): E' LA FIERA DELL'IPOCRISIA. BACCHETTA CHIEDA ALLA REGIONE DI RIVEDERE IL TRACCIATO

"Sul tracciato della E78 non è più possibile assistere alla fiera dell'ipocrisia. Il sindaco Bacchetta assuma una posizione chiara e chieda alla Regione di rivedere il tracciato. Non è più possibile continuare a sostenere mille parti in commedia". Oliviero Dottorini, capogruppo Dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta con queste parole l'esito dell'assemblea pubblica che si è tenuta a Cerbara riguardo alla Strada di grande comunicazione E78 "Due Mari".
"La giunta regionale - spiega Dottorini - ha sempre detto che quel tracciato devastante è stato indicato dai sindaci di Città di Castello e San Giustino, ma ieri il sindaco Bacchetta ha acrobaticamente argomentato la propria possibile contrarietà alla scelta. Qualcuno evidentemente non la racconta giusta e l'unico modo per non prendere in giro i cittadini è quello di rendere esplicita la contrarietà dell'amministrazione tifernate. Per questo continuiamo a chiedere che il sindaco di Città di Castello espliciti la propria posizione, scrivendo alla Regione per chiedere la revisione del tracciato. Il tempo delle ambiguità e dei giri di parole è scaduto". 
"Autorevoli studiosi come Giovanni Cangi ed Ermanno Bianconi - aggiunge Dottorini - hanno dimostrato che quello scelto dalle amministrazioni comunali di Città di Castello e San Giustino, con la sua galleria in un territorio densamente abitato è il peggior tracciato tra tutti quelli presi in esame. D'altra parte già Anas ebbe modo di bocciarlo in modo categorico e solo l'insistenza delle amministrazioni locali portò a collocare l'asse stradale esattamente tra i comuni di San Giustino e Cerbara, a ridosso della Piastra logistica, unico centro intermodale in Italia senza collegamento con la ferrovia. Bacchetta assuma una posizione chiara e noi saremo al suo fianco nel sostenere una posizione lungimirante e di buon senso. Ciò che non è più ammissibile è avere una posizione a Perugia e un'altra a Città di Castello".

Perugia, 20 gennaio 2012 
Di seguito la registrazione video dell'interrogazione che abbiamo rivolto all'Assessore Rometti in merito alla realizzazione della E78 (maggiori dettagli qui). Dalle risposte che l'Assessore ci ha dato si esplicita quello che tutti immaginavamo e cioè che il tracciato è stato già scelto dai comuni di Città di Castello e San Giustino senza coinvolgere i cittadini (come invece avevano promesso l'ex sindaco Cecchini e l'ex assessore Bacchetta, oggi sindaco). Vaghe e poco chiare le risposte in merito al pedaggio e alla svendita del nostro territorio a soggetti privati.



 

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