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"Quello scelto è irrazionale e frutto dell'errore di posizionamento della piastra logistica. Per l'Altotevere si prospetta il danno e la beffa del pedaggiamento"

INFRASTRUTTURE. DOTTORINI (IDV): RIVEDERE TRACCIATO E78, ASCOLTANDO  CITTADINI E COMITATI. NO A ULTERIORI RINVII

"Dobbiamo comprendere il senso della proposta di Ministero e Anas. Se si ha veramente intenzione di rivedere il tracciato individuandone uno più razionale e di minore impatto, non possiamo che prenderne atto e lavorare per correggere gli evidenti errori strategici. Il timore, tuttavia, è che si tratti soltanto dell'ennesimo escamotage per allontanare ancora di più la data di completamento dell'opera". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la notizia dell'ennesimo rinvio per la la E78, a seguito della proposta di Ministero e Anas di rivederne il tracciato.
"Il tavolo tecnico nazionale del 27 settembre dovrà essere l'occasione per chiarire i mille dubbi su un'opera che ha sempre visto amministrazioni locali e centrodestra fianco a fianco. Se si ha veramente il coraggio di abbandonare il pessimo tracciato individuato dalle amministrazioni locali, noi non faremo mancare il nostro supporto. Il rischio però è che Ministero e Anas non facciano altro che rispondere ad esigenze economiche, con l'intenzione di allontanare ancora di più la realizzazione dell'opera. Occorre riaprire invece la discussione sulle ipotesi di tracciato meno impattanti e più rispettose dell'ambiente, della storia e del paesaggio altotiberino compresa quella di alcuni noti e stimati tecnici locali, come l'ingegnere Giovanni Cangi e il professor Ermanno Bianconi. Quello scelto è un tracciato irrazionale, individuato solo per rimediare all'errore della Piastra logistica. Occorre rivederlo radicalmente. A essere danneggiata altrimenti sarà l'intera vallata e gli abitati di Cerbara, Selci e Lama subiranno una ferita insanabile, sacrificati sull'altare della Piastra". 
"Non vorremmo - conclude Dottorini - si continuasse a forzare la mano e ignorare gli inviti e le proposte della società civile. Anche perché per i cittadini dell'Altotevere, a meno di improbabili sussulti di dignità da parte degli amministratori locali, oltre al danno ambientale e paesaggistico si prospetta la beffa del pedaggiamento, accolto a braccia aperte dai sindaci di San Giustino e Città di Castello e proposto dal tifernate assessore provinciale Caprini. In questo caso le inadempienze del governo nazionale, che da sempre promette la realizzazione dell'opera senza stanziare risorse, trovano una straordinaria copertura da parte di chi dovrebbe difendere il territorio e non svenderlo a un governo che non sa più che pesci pigliare pur di fare cassa".

Perugia, 13 settembre 2011
"A Terni e Foligno vanno 39 milioni di euro all'Altotevere meno della metà. Nel 2006 scartata la nostra ipotesi perché bisognava fare in fretta"

PIASTRA LOGISTICA. DOTTORINI (IDV): ALTOTEVERE SEMPRE IN RITARDO. OBBROBRIO PROGETTUALE E POLITICO. UNICI SENZA SCAMBIO FERRO-GOMMA

"La piastra logistica dell'Altotevere rappresenta un colabrodo progettuale e uno smacco politico per l'intero territorio dell'alta Umbria. È triste oggi constatare come avevamo ragione a considerare quel centro intermodale come un errore progettuale senza precedenti, privo di ogni fondamento strategico e urbanistico. Per giunta, in grado di condizionare il tracciato della E78 in maniera irreversibile e sconsiderata". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito ai ritardi dei lavori della piastra logistica di Città di Castello.
"E' paradossale - aggiunge Dottorini - che oggi a parlare di aumento dei costi dovuto ai ritardi sia proprio l'assessore Rometti che insieme agli amministratori locali da anni annuncia l'imminente avvio dei lavori per un'opera che invece nessuno riesce a vedere neppure iniziata, con un aumento dei costi spropositato. È giusto ricordare che la piastra logistica di Città di Castello gode di finanziamenti ridicoli rispetto a quelle di Foligno e Terni, 16 milioni di euro contro 39, e che nel progetto non è previsto nemmeno il collegamento con lo snodo ferroviario. Un obbrobrio progettuale che ci rende ridicoli in tutta Italia e ci identifica come unico centro intermodale senza lo scambio ferro-gomma".
"C'è da ricordare - conclude il capogruppo Idv - che noi sin dal primo momento chiedemmo di modificare il progetto della Piastra che, senza aumento dei costi, avrebbe comunque potuto svolgere una funzione più integrata e di impulso all'economia locale, prevedendo il collegamento con la ferrovia e integrandola nel migliore dei modi possibili con il territorio e l'ambiente. Ma ci sentimmo rispondere che non c'era tempo, che si correva il rischio di perdere i finanziamenti. Da quella nostra proposta sono passati sei anni, sei anni di silenzi, ritardi e, appunto, aumento di costi. Come Italia dei Valori continueremo a vigilare che scelte miopi come quelle della Piastra logistica non si verifichino più".

Perugia, 31 agosto 2011

"Per lui l'Altotevere termina a Pistrino. Continueremo a chiedere uno studio tecnico per individuare il miglior tracciato e a denunciare gli errori delle amministrazioni locali. Nostra battaglia coerente per la salvaguardia delle potenzialità economiche dell'Altotevere"

E78. DOTTORINI (IDV): CIRIGNONI ABBANDONI LE CARNEVALATE E RECUPERI LA MEMORIA STORICA. IDV DA SEMPRE SI BATTE PER UN TRACCIATO RAZIONALE

"Ci fa piacere che il collega Cirignoni, tra un raduno a Pontida e una manifestazione anti immigrati, trovi il tempo di occuparsi delle prospettive economiche dell'Altotevere. Peccato che lo faccia a sproposito e col piglio di chi deve difendere a tutti i costi un governo indifendibile. E' significativo tra l'altro che nella foga del giustiziere si trovi fianco a fianco con gli amministratori locali, mentre provi un certo fastidio verso chi si è sempre battuto contro gli egoismi di campanile e per soluzioni razionali. D'altra parte è noto che per lui l'Altotevere termina a Pistrino e che, una volta salvaguardato quel 'centro storico', tutto è risolto, il resto sono chiacchiere". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, replica alle "esternazioni agostane" del consigliere regionale della Lega Gianluca Cirignoni, sottolineando come "non è con le carnevalate alla Cirignoni che si risolvono i problemi dell'Altotevere".
"Comprendiamo benissimo l'imbarazzo della nostra camicia verde nel tentare di mascherare le responsabilità sullo stato di stallo della E78 che, lo ricordiamo, sono da addebitare alle eterne diatribe tra i sindaci di San Giustino e Città di Castello, ma anche e soprattutto ad un Governo nazionale che evidentemente non considera l'Umbria abbastanza "padana" da meritare la giusta attenzione e i giusti finanziamenti economici. In questi casi - aggiunge Dottorini - un po' più di memoria storica e un po' meno di approssimazione non guasterebbero: noi da sempre ci battiamo per un tracciato razionale e da tempo chiediamo di realizzare uno studio tecnico che metta a confronto tutte le ipotesi di tracciato per la E78, compresa quella di alcuni noti e stimati tecnici locali, come l'ingegnere Giovanni Cangi e il professor Ermanno Bianconi. Ma nessuno, tanto meno Cirignoni, ha mai supportato questa ipotesi. Lui a quel tempo faceva i "campeggi" goliardici alla Guinza - aggiunge il capogruppo Idv -, lasciando noi a batterci per un tracciato che salvaguardasse le potenzialità economiche, ambientali e culturali del territorio. Quello scelto è incomprensibile, individuato soltanto per rimediare all'errore ormai riconosciuto da tutti della Piastra logistica. Per questo ribadiamo la necessita' di rivederlo radicalmente. A essere danneggiata sarà altrimenti l'intera vallata, non solo gli abitati di Cerbara, Selci e Lama che subiranno una ferita insanabile, sacrificati sull'altare della Piastra. Certo non pretendiamo che Cirignoni colga il valore o la valenza politica di certe argomentazioni, ci aspetteremmo che almeno avesse il buon senso di riconoscere chi, facendo prevalere l'interesse territoriale agli ordini di scuderia, ha sempre difeso con coerenza l'interesse dell'Altotevere e ha sempre proposto soluzioni ragionevoli per la dotazione infrastrutturale di un territorio che troppo spesso non riceve la giusta attenzione dalle politiche regionali e nazionali".
"Ciò' che veramente non riusciamo a comprendere - aggiunge il capogruppo Dottorini - è come faccia Cirignoni, pur di difendere il ministro Matteoli, a sostenere persino il pedaggio per un'opera che da sempre viene propagandata a servizio dei cittadini e delle imprese. Con il pedaggio gli unici a trarne vantaggio saranno invece i grandi gruppi imprenditoriali del Nord e non certo le aziende altotiberine".

Perugia, 4 agosto 2011

"Gli errori progettuali della Piastra logistica hanno contribuito alla definizione di un tracciato "mostro" per la E78 che passerebbe a ridosso di Selci e Cerbara. Adesso nuovo intoppo con esclusione del vincitore della gara per la Piastra"

INFRASTRUTTURE. DOTTORINI (IDV): ANCORA RINVII PER LA PIASTRA LOGISTICA. I NOSTRI AMMINISTRATORI CONCENTRATI SUL PEDAGGIO PER LA E78

"L'ultimo annuncio roboante risale esattamente a un anno fa. In quell'occasione i nostri amministratori locali annunciavano per l'ennesima volta l'avvio dei lavori per la realizzazione della Piastra logistica dell'Altotevere, l'opera che doveva essere terminata già da anni e che invece nessuno riesce a vedere neppure iniziata. Purtroppo è triste constatare come avevamo ragione allora a dire che quel centro intermodale si presentava come un errore progettuale senza precedenti, privo di ogni fondamento strategico e urbanistico. Per giunta, in grado di condizionare il tracciato della E78 in maniera irreversibile e sconsiderata". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sull'ennesimo rinvio per l'assegnazione dei lavori della Piastra logistica dell'Altotevere a seguito dell'esclusione del vincitore della gara.
"È giusto ricordare - continua Dottorini - che la piastra logistica di Città di Castello gode di finanziamenti ridicoli rispetto a quelle di Foligno e Terni, 16 milioni di euro contro 39, e che nel progetto non è previsto nemmeno il collegamento con lo snodo ferroviario. Un obbrobrio progettuale che ci rende ridicoli in tutta Italia e ci identifica come unico centro intermodale senza lo scambio ferro-gomma. È per rimediare a queste scelte miopi che le amministrazioni di Città di Castello e San Giustino hanno chiesto di far transitare la E78 a ridosso degli abitati di Cerbara, Selci e Lama, in modo da intercettare il sito di un'opera frutto di scelte prive di strategia e senso logico. Ma, com'è noto, raramente la somma di due errori dà un buon risultato. E in effetti, a meno di tardivi e improbabili ravvedimenti da parte dei sindaci di Città di Castello e San Giustino, quello che ci troviamo a registrare è una mostruosità infrastrutturale degna di altre epoche e di altri territori. A nulla sono valse le nostre proposte di far realizzare uno studio tecnico che mettesse a confronto tutte le ipotesi di tracciato per la E78, compresa quella di alcuni noti e stimati tecnici locali, come l'ingegnere Giovanni Cangi e il professor Ermanno Bianconi. Quello scelto è un tracciato irrazionale, individuato soltanto per rimediare all'errore della Piastra logistica. Occorre rivederlo radicalmente. A essere danneggiata altrimenti sarà l'intera vallata e gli abitati di Cerbara, Selci e Lama subiranno una ferita insanabile, sacrificati sull'altare della Piastra".
"Senza considerare poi - continua Dottorini - la beffa del pedaggiamento, accolto a braccia aperte dai sindaci di San Giustino e Città di Castello e proposto dal tifernate assessore provinciale Caprini. In questo caso le inadempienze del governo nazionale, che da sempre promette la realizzazione dell'opera senza stanziare risorse, trovano una straordinaria copertura da parte di chi dovrebbe difendere il territorio e non svenderlo a un governo che non sa più che pesci
pigliare".

Perugia, 3 agosto 2011
"Con l'aumento delle tariffe si disincentiva l'uso del mezzo pubblico. Scongiurare l'aumento del 30 per cento degli abbonamenti"
 
TRASPORTO PUBBLICO. DOTTORINI E MINELLI (IDV): CORSA SEMPLICE A UN EURO SCELTA TARDIVA E INEFFICACE. RIPORTARE BIGLIETTO UNICO A UN EURO

"La parziale marcia indietro del comune di Perugia sull'aumento del biglietto unico ci appare tardiva e inefficace. Prima il comune aumenta del 50 per cento il prezzo del biglietto unico, scontentando centinaia di studenti e pendolari e scoraggiando l'uso del trasporto pubblico, poi cerca di riparare al danno introducendo una corsa per un solo mezzo al prezzo di un euro, aumentando contestualmente il costo degli abbonamenti del 30 per cento. Come dire, un errore per riparare a un altro errore". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Matteo Minelli, responsabile del dipartimento Giovani dell'Italia dei Valori, commentano la notizia dell'introduzione da parte del comune di Perugia di un biglietto per un solo mezzo al prezzo di un euro.
"Comprendiamo - continuano Dottorini e Minelli - le difficoltà del comune di Perugia per la riduzione dei finanziamenti statali per il trasporto pubblico e ancora una volta dobbiamo constatare che la mannaia del governo continua a colpire i cittadini, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli. Come avevamo previsto, infatti, i tagli operati alle regioni stanno mettendo a serio rischio la sostenibilità economica delle aziende di trasporto locale. Ma è inutile aumentare le tariffe, anche perché questo produrrà un'ulteriore riduzione dell'utenza, con danni all'ambiente e alla qualità dei servizi. Un aumento delle tariffe pari al 50 per cento, in un comune, quale Perugia, in cui adesso i cittadini pagano più di quelli di altri comuni come Roma, Firenze, Napoli, Milano e Torino, rischia però di produrre l'effetto opposto a quello desiderato. Occorre invece che la Regione si faccia carico di avviare serie politiche integrate per un reale rilancio del trasporto pubblico, tagliando su sprechi e inefficienze. Quello che chiediamo è che con un euro si possa acquistare il biglietto unico ad oggi rimasto alla tariffa di un euro e cinquanta. Accanto a questo servono nuovi piani urbani della mobilità, associati a misure di disincentivazione dell'uso dell'auto privata, e servono politiche più attente alle fasce di reddito e a particolari fasce di utenza, come ad esempio gli alunni delle scuole".
"Occorre quindi incentivare quanto più possibile l'utilizzo del trasporto pubblico, anche prevedendo condizioni favorevoli per alcune fasce di utenti, e contemporaneamente disincentivare l'utilizzo del mezzo privato - concludono gli esponenti Idv -. Si può cominciare subito, con una politica tariffaria più equa ed efficace che ad esempio preveda un forte sconto per l'abbonamento scolastico del secondo figlio e ancor più del terzo, e così via. In questo modo la Regione Umbria potrà mostrare anche come risponde a un governo nazionale che continua a sbandierare, ma solo a parole, la 'tutela della famiglia', per poi, di fatto, tagliarle ogni servizio, a partire da quelli del trasporto pubblico".
 
Perugia, 23 febbraio 2011

Impatto socio-economico insostenibile, possibili soluzioni alternative. Giunta regionale ascolti le ragioni di amministrazioni, cittadini e comitati locali"

METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): REGIONE CHIEDA REVISIONE DEL PROGETTO, NOI PRONTI A PRESENTARE MOZIONE IN CONSIGLIO

"E' necessario che la Regione si costituisca al fianco dei cittadini e dei comitati per chiedere la revisione del tracciato del gasdotto "Rete Adriatica", un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica. La scarsa sensibilità dimostrata fino ad oggi dall'assessorato regionale all'Ambiente non è un buon motivo perché l'Umbria si rassegni a un progetto che produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dal tracciato questo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere un impegno determinato della Regione Umbria a fianco delle amministrazioni, dei comitati e delle associazioni ambientaliste che si battono per la revisione del progetto del gasdotto Brindisi-Minerbio. 
"Se sarà necessario e se la giunta non darà segnali - continua Dottorini - siamo pronti a presentare una mozione in Consiglio regionale per impegnare il governo regionale ad assumere una posizione meno ambigua e appoggiare il ricorso del comitato "No tubo", così come hanno fatto altre amministrazioni. A nostro avviso è opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico, nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce inoltre come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l'intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico".
"Esaminando il tracciato proposto - aggiunge Dottorini - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Chiediamo dunque che la Regione, rompendo una tradizione ormai consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un'opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 5 gennaio 2011
"I cittadini dell'Altotevere meritano spiegazioni circostanziate e chiedono che il Ministero delle Infrastrutture escluda cedimenti per altre sezioni dell'invaso"

MONTEDOGLIO. DOTTORINI (IDV): ACCERTARE CAUSE E RESPONSABILITA'. GIUNTA ESIGA DAL GOVERNO TRASPARENZA E MESSA IN SICUREZZA MONTEDOGLIO. DOTTORINI (IDV): ACCERTARE CAUSE E RESPONSABILITA'. GIUNTA ESIGA DAL GOVERNO TRASPARENZA E MESSA IN SICUREZZA

"E' necessario individuare cause e responsabilità e fare in modo che qualcuno paghi per gli evidenti errori di superficialità nella realizzazione dell'invaso. Il crollo di Montedoglio non può essere archiviato come uno dei tanti disastri evitati. Gli abitanti dell'Altotevere meritano spiegazioni circostanziate e chiedono che il Ministero delle Infrastrutture escluda che possano verificarsi problemi analoghi per altre strutture di contenimento dell'invaso". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale sul disastro dell'invaso di Montedoglio attraverso la quale si chiede "che la Giunta si attivi presso il governo per valutare in pieno le responsabilità di un disastro di così ampia portata e per informare prontamente il Consiglio regionale dei risultati che le ispezioni dei tecnici inviati dal Ministero delle Infrastrutture sapranno dare".
"Ci piacerebbe sapere e far sapere ai cittadini - aggiunge Dottorini - cosa abbia determinato il cedimento improvviso di una paratia in cemento armato, senza che questa fosse sottoposta a particolari sollecitazioni idrauliche, come conferma lo stesso Ente irriguo. Ciò che è avvenuto al muro di cemento che separa l'estremità sinistra della diga dal canale laterale che raccoglie le acque in eccedenza è di una gravità assoluta. Certo - continua Dottorini - non ci tranquillizza affatto il sapere che l'invaso è stato realizzato da Cogefar, colosso già al centro di vicende discutibili e che oggi, dopo alcune fusioni, è confluito in Impregilo. Adesso, passata l'emergenza, si dovranno contare i danni, sia all'invaso stesso, che quelli causati ai cittadini e agli agricoltori, ed è per questo che ci aspettiamo che la Giunta ci spieghi anche cosa intende fare per rivendicare innanzitutto da parte del governo nazionale trasparenza, risarcimenti e messa in sicurezza per evitare che altre situazioni simili possano verificarsi in futuro per altre sezioni del muro di contenimento".

Perugia, 3 gennaio 2010

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"Umbria fanalino di coda della mobilità pubblica. Servono nuovi piani urbani, disincentivare uso dell'auto privata e più attenzione alle fasce deboli"

TRASPORTO PUBBLICO. DOTTORINI (IDV): SBAGLIATO AUMENTARE LE TARIFFE. REGIONE PREDISPONGA PIANO DI RILANCIO

"E' urgente che la giunta regionale affronti in maniera complessiva e integrata la questione del trasporto pubblico locale, mettendo in campo un serio e corposo piano di rilancio. Solo portando più cittadini ad utilizzare mezzi alternativi a quelli privati si potranno sanare i bilanci delle aziende della mobilità pubblica". Lo ha dichiarato il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini.
"Rispondere agli scellerati tagli del governo sul trasporto pubblico locale aumentando il prezzo dei biglietti pagati dagli utenti è una soluzione sbagliata - ha spiegato Dottorini, commentando il recente aumento delle tariffe dei biglietti dei mezzi di trasporto pubblico operanti nel comune di Perugia -. Una scelta che avrà solamente l'effetto di allontanare ancora di più i cittadini dall'utilizzo dei mezzi pubblici incrementando così i costi per la collettività. Occorre invece che la Regione si faccia carico di avviare serie politiche integrate per un reale rilancio del trasporto pubblico. Servono nuovi piani urbani della mobilità, associati a misure di disincentivazione dell'uso dell'auto privata, e servono politiche più attente alle fasce di reddito e a particolari fasce di utenza, come ad esempio gli alunni delle scuole". 
"Ancora una volta dobbiamo constatare - continua il capogruppo regionale Idv - che la mannaia del governo continua a colpire i cittadini, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli, che sono quelli che maggiormente utilizzano il trasporto pubblico locale. Come avevamo previsto, infatti, i tagli operati alle regioni stanno mettendo a serio rischio la sostenibilità economica delle aziende di trasporto locale. Un aumento delle tariffe pari al 50 per cento, in un comune, quale Perugia, in cui adesso i cittadini pagano più di quelli di altri comuni come Roma, Firenze, Napoli, Milano e Torino, rischia però di produrre l'effetto opposto a quello desiderato. Già l'Umbria detiene il poco invidiabile record del numero di auto per abitante (2 auto ogni 3 abitanti), se ora si attuano pure politiche dei prezzi che hanno l'effetto di scoraggiare l'utilizzo del mezzo pubblico, si avrà necessariamente un ulteriore incremento del trasporto privato, con il conseguente ed inevitabile aumento dei costi per la collettività in termini di infrastrutture, inquinamento, traffico congestionato e manutenzione stradale. D'altronde, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti coprono solo una minima quota dei costi di fornitura del servizio, che per la maggior parte sono a carico della collettività. Serve quindi incentivare quanto più possibile l'utilizzo del trasporto pubblico, anche prevedendo condizioni favorevoli per alcune fasce di utenti, e contemporaneamente  disincentivare l'utilizzo del mezzo privato. Si può cominciare subito, con una politica tariffaria più equa ed efficace che ad esempio preveda un forte sconto per l'abbonamento scolastico del secondo figlio e ancor più del terzo, e così via. In questo modo la Regione Umbria potrà mostrare anche come risponde a un governo nazionale che continua a sbandierare, ma solo a parole, la 'tutela della famiglia', per poi, di fatto, tagliarle ogni servizio, a partire da quelli del trasporto pubblico".

Perugia, 16 ottobre 2010

"Scelto un tracciato irrazionale solo per rimediare all'obbrobrio progettuale della Piastra logistica. Cerbara, Selci e Lama sacrificate sull'altare della Piastra" 


INFRASTRUTTURE. DOTTORINI (IDV): POSIZIONAMENTO PIASTRA LOGISTICA E TRACCIATO E78 ERRORI STRATEGICI PER IL FUTURO DELL'ALTOTEVERE

"Assomiglia sempre più ad una farsa, una storia che non ha più fine. Dopo i proclami vittoriosi degli amministratori locali per l'assegnazione dei lavori della Piastra logistica ad un'impresa di fuori regione, con il caldo estivo sembrano assopirsi gli animi di chi gridava al successo per l'annuncio dell'avvio dei lavori della futura Piastra logistica dell'Altotevere. Solo ora, quando è impossibile tornare indietro, in molti tornano con i piedi per terra e si accorgono del danno che subiranno le prospettive di sviluppo della Valtiberina". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sul futuro urbanistico di Città di Castello e sulle scelte sbagliate delle due amministrazioni comunali.

"Dopo aver sostenuto in ogni sede che per il centro intermodale dell'Altotevere non era necessario il collegamento ferroviario - aggiunge Dottorini - nel nuovo Piano regolatore della città si prevede la realizzazione di un nuovo asse ferroviario che attraversa la E45 in trincea per collegarsi alla Piastra logistica. Denari gettati al vento che potevano essere risparmiati solo che si fosse avuta l'umiltà di ammettere il grave errore progettuale e strategico di un Polo logistico che non prevede l'interscambio ferro-gomma. E' per rimediare a questo loro obbrobrio progettuale e logistico che le amministrazioni di Città di Castello e San Giustino hanno chiesto di far transitare la E78 a ridosso degli abitati di Cerbara, Selci e Lama, in modo da intercettare il sito di un'opera, la piastra logistica, che solo oggi si ammetere essere frutto di scelte miopi e prive di strategia. A nulla sono valse le nostre proposte di far realizzare uno studio tecnico che mettesse a confronto tutte le ipotesi possibili di tracciato per la E78, compresa quella di alcuni noti e stimati tecnici locali. Quello scelto è un tracciato irrazionale, individuato soltanto per rimediare all'errore della Piastra logistica. A essere danneggiata sarà l'intera vallata, gli abitati di Cerbara, Selci e Lama subiranno una ferita insanabile, sacrificati sull'altare della Piastra".

"In un momento di crisi occupazionale come quello che stiamo attraversando - conclude il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è amaro constatare come l'Altotevere perda ancora un'occasione per dare slancio alle proprie potenzialità imprenditoriali, rimanendo succube di logiche dettate da esigenze extraterritoriali e dovendo fare i conti per giunta con la beffa di lavori che verranno realizzati da società che poco o nulla hanno a che vedere con il nostro tessuto economico, compromettendo così anche quei benefici occupazionali per l'Altotevere tanto sbandierati da tutti". 


Perugia, 4 agosto 2010


"Un'opera priva di strategia, senza collegamento ferroviario, ma in grado di condizionare il tracciato della E78. Un'altra occasione persa per l'Altotevere"

PIASTRA LOGISTICA ALTOTEVERE. DOTTORINI (IDV): ALL'OBBROBRIO PROGETTUALE SI AGGIUNGE LA BEFFA DEI LAVORI ASSEGNATI FUORI REGIONE

"E' francamente incomprensibile l'euforia con cui viene accolta l'assegnazione dei lavori della Piastra logistica dell'Altotevere a una società che nulla ha a che vedere con il tessuto imprenditoriale altotiberino. Quell'opera è nota negli ambienti tecnico-professionali come l'unico centro intermodale dell'Italia centrale a non prevedere il collegamento con la linea ferroviaria e neppure con le grandi arterie di comunicazione. Proprio per rimediare a questo obbrobrio progettuale e logistico si è scelto di far transitare la E78 a ridosso degli abitati di Cerbara, Selci e Lama, in modo da intercettare il sito della Piastra logistica e giustificare quest'opera frutto di scelte miopi e prive di strategia. Non è casuale che solo dopo le elezioni si riparli di tracciato della E78  e di assegnazione dell'appalto. Quello scelto è un tracciato che dividerà definitivamente il nostro territorio, esclusivamente per rimediare ad una scelta e fuori da ogni logica del posizionamento della piastra logistica". Questo il commento di Oliviero Dottorini, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, alla notizia dell'assegnazione dei lavori per la Piastra logistica e della scelta del tracciato della E78.
"Come se non bastasse questa somma di errori clamorosi, come se non avesse alcun significato il fatto che la piastra logistica dell'Altotevere avrà dimensioni e funzioni infinitamente inferiori a quelle di Foligno e Terni-Narni, veniamo oggi a sapere che il tessuto imprenditoriale dell'Altotevere è stato escluso dall'opportunità di godere dei benefici secondari dati dalla realizzazione dell'opera. Viene veramente da fare i complimenti a chi ha avuto la lungimiranza di concepire un simile capolavoro progettuale. E' amaro constatare come l'Altotevere perda ancora un'occasione per dare slancio alle proprie potenzialità imprenditoriali, rimanendo succube di logiche dettate da esigenze extraterritoriali e dovendo fare i conti per giunta con la beffa di lavori che verranno realizzati da società extraregionali, compromettendo quei benefici economici ed occupazionali per il nostro territorio tanto sbandierati da tutti".

Perugia, 13 maggio 2010
 

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