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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

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"Destinare i 15 miliardi di possibili risparmi a sociale, scuola, trasporto pubblico e sanità. Unire la voce dell'Umbria a quella di molte altre realtà del Paese"

PACE. DOTTORINI (IDV): "NO ALL'ACQUISTO DEI CACCIABOMBARDIERI F35". PRESENTATO ORDINE DEL GIORNO IN CONSIGLIO REGIONALE

"L'Umbria dica No ai 131 cacciabombardieri F35 e agli sprechi militari che il governo Monti si ostina a confermare nonostante la grave crisi economica che famiglie e imprese stanno vivendo. Una scelta folle che comporterebbe investimenti per oltre 15 miliardi di euro a fronte di tagli per i servizi sociali e innalzamento della pressione fiscale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un ordine del giorno assieme al collega Paolo Brutti, per impegnare la Regione Umbria a contrastare con ogni mezzo a sua disposizione "una spesa economica altissima per piani di riarmo ingiustificati e iniqui". 
"Uno dei principi fondamentali del nostro Stato - continua Dottorini - è il ripudio della guerra e la condanna dell'uso del nucleare, ma gli aerei che il governo si appresta ad acquistare sarebbero adibiti proprio al trasporto di armi nucleari. Chiediamo che il Consiglio regionale dell'Umbria consideri inopportuna questa scelta evitando che l'acquisto di strumenti di morte possa prevalere sulle ragioni dello stato sociale, dell'imprenditoria e dell'equilibrio ambientale. I risparmi che deriverebbero dall'interruzione di questo piano di riarmo potrebbero essere destinati alle politiche sociali, alla scuola,, al trasporto pubblico e alla sanità". 
"E' necessario pertanto - aggiunge Dottorini - che la Regione Umbria faccia tutto quanto in suo potere per evitare questa follia, intervenendo presso il Governo e la conferenza Stato-Regioni al fine di rendere esplicite le ragioni di chi crede in un paese più giusto e libero da vincoli bellici. La potente lobby che pretende di lasciare inalterati gli ordinativi dei cacciabombardieri F35 non può impedire una scelta di coerenza e improntata all'equità. Per questo riteniamo opportuno che la nostra Regione unisca la propria voce a quella di moltissime altre istituzioni che nel paese stanno deliberando risoluzioni analoghe a quella che il nostro gruppo ha presentato. Il nostro ordine del giorno si inserisce nell'ambito della campagna promossa da Tavola della Pace, Sbilanciamoci! e Rete Italiana per il Disarmo, ma anche da altre associazioni come Legambiente. Confido che alla voce del gruppo Idv possa unirsi nei prossimi giorni anche quella di altre forze democratiche e riformiste, come è avvenuto e sta avvenendo in molte realtà del paese. Credo che l'Umbria, per la sua tradizione e il suo impegno a favore della pace e del dialogo interculturale, meriti di essere annoverata tra le regioni che si battono contro gli sprechi militari, contro i piani di riarmo del governo nazionale, anche al fine di dare impulso a una riforma del nostro sistema di sicurezza che rafforzi l'impegno per il disarmo e la sicurezza umana".

Perugia, 5 maggio 2012
"Ati prendano atto di una scelta largamente condivisa dal Consiglio e pretendano dalle aziende l'eliminazione dell'ingiusto balzello del 7 per cento in bolletta"

ACQUA. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): APPROVATA NOSTRA MOZIONE SU ACQUA PUBBLICA. VIA BALZELLO 7 PER CENTO, STOP AUMENTI DI COSTI IN BOLLETTA

"Finalmente l'Umbria ha detto chiaramente e a gran voce che l'acqua è un bene prezioso indispensabile e che come tale deve rimanere pubblico. Oggi il Consiglio regionale, con un voto a larga maggioranza, ha ribadito la volontà di dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. Ora occorre che i comuni e gli Ati prendano atto di questa determinazione e intervengano sulle aziende di gestione perché eliminino il 7 per cento dalle bollette, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, segretario e consigliere regionale Idv, commentano l'approvazione a larga maggioranza (Idv, Prc, Pd, Socialisti, Lega, astensione di Lignani) della mozione a difesa del referendum del giugno 2011 che li vede come primi firmatari.
"La nostra mozione - spiegano Dottorini e Brutti - rappresenta il primo atto concreto per dare seguito all'impegno, fortemente voluto dall'Italia dei Valori e assunto dalla Regione nel Documento annuale di programmazione, di rispettare la volontà popolare espressa con il referendum di giugno 2011. I privati gestori del servizio idrico non possono pensare di fare cassa su un bene prezioso e indispensabile come l'acqua e non è possibile pensare di aggirare il problema continuando ad innalzare le tariffe. E' bene ricordare che in Umbria si registra un grave ritardo nell'applicazione del referendum. Addirittura gli Ati 1, 2 e 4 hanno recentemente assunto deliberazioni che sembrerebbero andare contro il dettato referendario, senza dar segni di recepimento neppure di quanto richiesto da parte dell'assessore  Rometti che con una nota ha affermato che "la tariffa idrica deve prevedere la sola copertura integrale dei costi del servizio e non altri oneri aggiuntivi". Viceversa è da mettere in evidenza l'esperienza di ripubblicizzazione promossa dalla giunta di Napoli e dal sindaco Luigi de Magistris, organizzatore del "Forum dei Comuni per i beni comuni" dal quale ha preso slancio la mobilitazione per la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di governo del territorio. Per dare la misura delle implicazioni di questo argomento è opportuno ricordare che le tariffe dell'acqua negli ultimi dieci anni sono aumentate a livello nazionale mediamente del 65 per cento. Se si prende in considerazione la classifica degli ATO più esosi, si può osservare che tra i primi 25 ben 21 sono a gestione mista (pubblico-privato) o completamente privata".
"Su questo tema - aggiungono Dottorini e Brutti - i cittadini non hanno abbassato la guardia, anzi continuano a chiedere con forza il rispetto delle regole democratiche e della volontà popolare. Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, ad esempio, ha lanciato in queste settimane la campagna di "obbedienza civile" per l'autoriduzione della bolletta idrica, applicando una riduzione pari alla componente della remunerazione del capitale investito e quindi per il pagamento in tariffa della sola parte prevista per legge. Difficile dar loro torto. Noi anzi consideriamo questa campagna come un valido strumento di sensibilizzazione e pressione per evitare che la volontà degli elettori venga disattesa e magari calpestata solo per assecondare gli interessi dei privati". 
"Vigileremo sulla Giunta regionale affinchè gli impegni presi oggi in Consiglio vengano mantenuti - concludono Dottorini e Brutti -, e ci aspettiamo pertanto che la nostra regione si faccia carico di promuovere iniziative per fare in modo che gli Ati prendano atto di questa situazione e pretendano dalle aziende di gestione l'eliminazione del 7 per cento garantito come remunerazione del capitale investito".

Perugia, 29 marzo 2012


"I comuni di Foligno, Gubbio e Perugia hanno già risolto il problema. In 12 anni Città di Castello non ha mai presentato un progetto di recupero. Subito impegno corale"



"La sfrontatezza del sindaco Bacchetta dà la misura dello spessore politico e istituzionale del personaggio e spiega i motivi per cui Città di Castello stia vivendo uno dei peggiori periodi di decadenza della sua storia. Rimaniamo convinti che solo uno sforzo corale delle forze sociali, politiche e istituzionali della città potrà tentare di trovare una soluzione per la vicenda dell'ex Ospedale, e non solo per quella".  Il capogruppo regionale di Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, replica con queste parole agli attacchi del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e aggiunge: "Sarebbe interessante capire come mai i comuni di Foligno, Gubbio e Perugia sono riusciti a risolvere, seppure non sempre in maniera soddisfacente, il problema delle strutture ospedaliere dismesse, avanzando proposte alla Regione e evitando così il degrado e l'abbandono. Non si comprendono i motivi per cui l'amministrazione tifernate in 12 anni non sia stata in grado di elaborare neppure una proposta da sottoporre alla giunta regionale". 
"Avevo provato - ricorda Dottorini - a stemperare gli animi e a passare sopra le gravi responsabilità dell'Amministrazione comunale di Città di Castello sullo stato di degrado che vive il vecchio Ospedale. Lo avevo fatto per tentare di spiegare che senza un'azione corale Città di Castello sarà costretta a proseguire in un declino che appare senza fine e che tutti rischiamo di pagare molto caro. Ma evidentemente Bacchetta preferisce fare da solo. E' una scelta, ne prendiamo atto. Non sarà questo atteggiamento a farci abbandonare la ricerca tenace di un riscatto per la città. Abbiamo già presentato una nuova interrogazione agli assessori Rossi (Pd) e Rometti (Psi), competenti in materia, in cui chiediamo un impegno concreto della Regione per evitare il degrado in cui versa l'ex Ospedale. Lo avevamo già fatto a gennaio del 2010 e in quella occasione fu l'assessore Riommi a ricordarci che il Comune di Città di Castello, al contrario di altri comuni, non ha mai presentato proposte alla Regione e non si è avvalso neppure della legge 14 che consente alle amministrazioni locali di acquisire le vecchie strutture ospedaliere. Adesso oltre all'interrogazione, abbiamo predisposto una mozione che impegna la Giunta a istituire un tavolo tecnico-istituzionale per elaborare le possibili soluzioni per il recupero della vecchia struttura. Parallelamente la Regione dovrà eseguire una nuova perizia estimativa e mettere in atto tutte le misure urgenti che servano a garantire la sicurezza dell'immobile a contenere i possibili danni provocati da degrado e incuria. Chiederemo la firma della mozione - continua Dottorini - a tutte le forze politiche, in modo da sgombrare il campo da qualsiasi possibile strumentalizzazione, evitando che qualcuno possa continuare a sparare sul mucchio, tanto a Perugia il suo partito fa altro. La vicenda è troppo importante per essere lasciata nelle mani di Bacchetta".
"I fatti, com'è noto, sono argomenti testardi - conclude Dottorini -. La protervia dei sindaci non ci ha impedito in questi anni di salvare i corsi alla scuola Bufalini o di realizzare il marchio del mobile in stile. Invitiamo dunque il Sindaco Bacchetta a maggiore sobrietà e decoro istituzionale - conclude Dottorini -, tutte doti e pregi che un amministratore di lungo, anzi lunghissimo, corso come lui dovrebbe conoscere, almeno per sentito dire".

Perugia, 23 marzo 2012



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"Condizioni complessive gravi. La "Cappellina" depredata e saccheggiata, quasi irriconoscibile. Sbagliato non inserire l'edificio nel Contratto di quartiere" 



"È urgente che il comune di Città di Castello elabori un progetto di recupero dell'ex Ospedale e lo sottoponga alla Regione. Non è più tollerabile che un bene così prezioso venga lasciato al degrado e alle razzie, provocando un danno all'immagine e al decoro della città, oltre che alle finanze pubbliche. La struttura dell'ex-ospedale e la chiesa presente al suo interno sono in stato di totale abbandono ormai da troppi anni. Ora chiediamo che la giunta spieghi a noi e ai tifernati a chi sono addebitabili le responsabilità di questa situazione e come si intende utilizzare quella struttura. Ci piacerebbe anche capire come mai l'amministrazione di Città di Castello non è stata in grado in questi lunghi e inesorabili anni di elaborare neppure un piano di recupero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo nell'edificio dell'ex ospedale di Città di Castello. Assieme a Dottorini erano presenti Roberto Colombo, capogruppo Idv al comune a Città di Castello, Enzo Rossi, direttore del mensile l'Altrapagina, il fotografo Enrico Milanesi e lo storico tifernate Alvaro Tacchini. Immagini e video sono disponibili al sito www.dottorini.com.
"Dal nostro sopralluogo - aggiunge Dottorini - emerge una realtà di seria emergenza che mette alla luce una situazione di degrado, incuria e carenza di manutenzione. Nei due anni che ci separano dalla nostra precedente visita, l'immobile ha subito ancora contraccolpi pesanti e la sua struttura risulta parzialmente compromessa. Per questo è urgente che vengano spiegate ai tifernati le cause di questa incapacità progettuale e amministrativa, valutando anche i risvolti economici della cattiva gestione. Non è semplice trovare soluzioni e risorse per recuperare alla città un bene così importante, parte integrante del tessuto urbanistico della città. E' giusto tuttavia comprendere come mai in altri territori della regione sono stati elaborati e avviati progetti di ristrutturazione e riqualificazione delle vecchie strutture ospedaliere, mentre l'amministrazione di Città di Castello non è stata in grado di elaborare neppure un piano di recupero". 
"La visita - continua Dottorini - ci ha permesso di valutare le condizioni complessive dell'edifico. In particolare risulta grave lo stato in cui versa la cosiddetta "Cappellina", un piccolo gioiello di fine '700, caro alla cittadinanza anche perché in quel luogo per decenni sono state battezzate generazioni di tifernati. Quella chiesa, in origine pregevolmente decorata di stucchi, con altare e balaustra di marmo finissimo e contenente anche i dipinti dei patroni San Florido e Amanzio di Antonio Illuminati, è stata saccheggiata fino a renderla irriconoscibile. Gli stucchi sono stati asportati, la balaustra in parte divelta e il tabernacolo scardinato. Risultano mancanti anche parti di mobilio e i dipinti".
"Le istituzioni regionali e locali - conclude Dottorini - devono dare delle risposte immediate per garantire un futuro ad uno dei palazzi storici di Città di Castello. Oggi, alla luce di quello che abbiamo potuto vedere, risulta quanto mai incomprensibile la scelta dell'amministrazione comunale di non includere l'ex Ospedale nel progetto del Contratto di quartiere che riguarda l'area Ex-Fat". 

Perugia, 19 marzo 2012 



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Ieri in Consiglio regionale si discuteva dell'arresto del vice presidente Goracci e si è votato per rieleggere il nuovo Ufficio di Presidenza. Come Italia dei Valori abbiamo ribadito una posizione di rigore e fermezza. Abbiamo chiesto il coraggio di tutelare la credibilità delle istituzioni, evitando di sottoporle ad ulteriori rischi di delegittimazione. Sarebbe giusto che chi risulta indagato dimostrasse il senso di responsabilità istituzionale di fare un passo indietro e separare i propri destini personali da quelli dell'istituzione che rappresenta. Questo non è avvenuto. Proprio per questi motivi non abbiamo partecipato al voto, ritenendo inopportuno sostituire il vice presidente Goracci e non accorgersi che il Presidente resta, indagato, al proprio posto.
Di seguito mio intervento in aula:

(Mostra/Nascondi l'intervento integrale)

"Oggi è chiaro a tutti che avevamo ragione a chiedere un passo indietro, ma  venimmo definiti moralisti di risulta. Convocare subito Conferenza dei Presidenti"



"E' una notizia che ci turba profondamente e oggi sarebbe troppo facile dire l'avevamo detto". Sono le prime parole con cui Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Cesaroni, commenta l'arresto del vicepresidente del Consiglio regionale Orfeo Goracci e di altre otto persone. 
"Il nostro primo sentimento - aggiunge Dottorini - è di tristezza per le vicende personali dei singoli che vanno rispettate e in ogni caso separate completamente dalle questioni istituzionali, al di là delle appartenenze politiche. C'è una questione morale che attraversa la nostra vita democratica e oggi nessuno può  continuare a  negarla o a far finta di niente. Quando chiedemmo un passo indietro a tutti gli indagati presenti in Consiglio regionale, fummo lasciati completamente soli e definiti "moralisti di risulta". Ci auguriamo che oggi si comprenda che la nostra richiesta non aveva nulla di personale, ma sarebbe stato l'unico modo per salvaguardare la massima istituzione regionale e non intaccarne la credibilità agli occhi dei cittadini. In quelle occasioni si è preferito, in maniera assolutamente bipartisan, nascondere la testa sotto la sabbia e far passare per giustizialista chi chiedeva soltanto atti concreti e scelte di buon senso. Oggi più che mai rimaniamo convinti che l'Assemblea regionale non abbia fatto una buona scelta e che la credibilità della massima istituzione non sia stata tutelata. Ci auguriamo che da oggi la politica abbia la forza di fare scelte coraggiose che sgomberino il campo da qualunque sospetto, a tutti i livelli. A questo proposito è da apprezzare il provvedimento immediato che l'Idv ha assunto nei confronti del proprio iscritto coinvolto nella vicenda. Così deve agire chi ha a cuore le istituzioni e intende tutelarle in maniera trasparente e coerente, indipendentemente dalle convinzioni personali e dalla presunzione di innocenza che deve sempre animare ogni nostra considerazione. Pertanto ribadiamo la nostra assoluta fiducia nella Magistratura e ci auguriamo che possa essere restituita in tempi rapidi credibilità, funzionalità e decoro alle istituzioni regionali. Anche per questo è necessario convocare al più presto la Conferenza dei Presidenti del Consiglio regionale".

Perugia, 15 febbraio 2012
Ecco cosa è successo quando lo scorso novembre abbiamo chiesto al vicepresidente Goracci di riferire in aula sul suo avviso di garanzia e sull'inchiesta che lo riguarda: http://youtu.be/U1tNGsGshTA
Una reazione scomposta e stizzita che già allora ci fece preoccupare, innanzitutto per la credibilità dell'istituzione che si trovava a rappresentare, vista la malattia del Presidente Brega (anch'egli indagato).
Purtroppo tutti, dal Pd al Pdl dalla Lega all'Udc, in quell'occasione preferirono nascondere la testa sotto la sabbia e venimmo definiti "moralisti di risulta" dallo stesso Goracci. 
Invece, come in molte occasioni, avevamo ragione. Riteniamo che sia giunto il momento di scelte politiche coraggiose e trasparenti che sgomberino il campo da qualunque sospetto, a tutti i livelli e a prescindere dalle appartenenze politiche. C'è una questione morale in Umbria che non può più essere negata.

"Pessimo segnale il voto del sindaco Pd a favore della mozione Pdl per cancellare il registro delle coppie di fatto"

GUBBIO. DOTTORINI (IDV): SPIRA DA ROMA UN VENTICELLO...

"Un pessimo segnale per l'Umbria e per chiunque voglia tentare un approccio non ideologico a temi che riguardano la persona e l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, al di là delle proprie convinzioni etiche e religiose". Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta con queste parole il voto con cui ieri il sindaco di Gubbio, Diego Guerrini (Pd), ha consentito l'approvazione della mozione del Pdl per l'abolizione del registro delle coppie di fatto.
"Voglio sottolineare - aggiunge Dottorini - il voto coerente dell'Italia dei Valori eugubina, ma oggi sarebbe interessante comprendere anche le ragioni di un sindaco che abbandona la sua maggioranza per convergere sulle posizioni del Pdl. Evidentemente spira da Roma un venticello che quando raggiunge le periferie si trasforma in tempesta o, meglio, in goffi tentativi di trasversalismo politico. E su questo sarebbe bene che il centrosinistra umbro iniziasse a fare una riflessione".

Perugia, 26 gennaio 2012

Noi, leali ma non subalterni

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Le ragioni della nostra coerenza su province, questione morale e altre battaglie

Domenica scorsa, il Direttore del Corriere dell'Umbria Anna Mossuto, in un editoriale accusava l'Italia dei Valori e in particolar modo il gruppo in Consiglio regionale, di non essere "allineati" alle posizioni della maggioranza in tema di riforme e questione morale, addebitandoci la responsabilità di fare il gioco delle tre carte.
Ho deciso quindi di scrivere una lettera, cercando di spiegare le nostre ragioni. Di seguito il testo integrale uscito oggi a pagina 10 del Corriere dell'Umbria:

Gentile Direttore,
spero voglia riconoscermi una possibilità di replica a seguito del suo editoriale di domenica in prima pagina intitolato "L'Idv ed il gioco delle tre carte".
Sono sinceramente amareggiato dal contenuto dell'articolo e lo attribuisco, se me lo concede, alla dubbia buona fede di chi l'ha informata. Nel suo articolo ci si imputano comportamenti non lineari, supposti accordi presi e poi smentiti quasi ad esercitare un puerile diritto di interdizione.
No, Direttore, le cose non stanno come lei le descrive.
Le sembra privo di senso, in un panorama in cui si va verso l'abolizione delle Province, non appesantire con ulteriori competenze questo ente? L'Italia dei Valori ha raccolto centinaia di migliaia di firme sulla proposta di legge popolare che ne prevede l'abolizione. Solo in Umbria ne sono state raccolte oltre 5.500. E' noto inoltre che questo progetto figura nei programmi elettorali di quasi tutti i partiti, al di là degli schieramenti, e che persino il presidente Monti ha manifestato l'inequivocabile intenzione di agire in questa direzione, ricevendo l'applauso a scena aperta di quasi tutti i senatori. Prima - ha detto - tramite legge ordinaria, ne verranno ridimensionate le competenze, quindi si andrà avanti con l'iter costituzionale per eliminarle del tutto. 
La posizione Idv, sempre manifestata in ogni sede, mi sembra quindi molto lineare, trasparente e ben collocata nel panorama politico nazionale. Se poi qualcuno pensa di far partire la controriforma proprio dall'Umbria, si accomodi. La mia idea è che non possiamo venir meno all'impegno che abbiamo assunto con le migliaia di cittadini che hanno fatto la fila ai nostri banchetti affidandoci un mandato inequivocabile.
Ma ciò che mi ha amareggiato di più, Direttore, è l'averci attribuito la "colpa" per aver sollevato la "questione morale" in Umbria. Egregio Direttore, ma lei sa ciò di cui stiamo parlando? Stiamo parlando del fatto che partiti che a livello nazionale attaccano Berlusconi (e fanno bene) ogni volta che un suo esponente è coinvolto in qualche inchiesta, a livello locale vorrebbero passare sotto silenzio e tacere imbarazzati per il fatto che ad essere toccati sono i propri esponenti.
Lei conosce il calibro dei personaggi umbri coinvolti a vario titolo nelle varie indagini della Magistratura. Ha letto sicuramente i contenuti delle intercettazioni telefoniche che lasciano intendere un malcostume diffuso in cui anche politici di spicco avrebbero fatto pressioni per piazzare amici e parenti nei vari concorsi.
Il fatto che questi esponenti fossero membri di partiti a noi alleati avrebbe dovuto spingerci al silenzio? Sono certo che non è questo il genere di rispetto dei patti a cui lei si richiama nel suo editoriale. Credo che anche lei ritenga  imbarazzante avere Presidente e vice Presidente del Consiglio regionale indagati per ipotesi di reato (peculato il primo, concussione il secondo) che hanno a che vedere  direttamente con la gestione della cosa pubblica. Accade in qualche altra Regione d'Italia, che lei sappia?
Io credo che tacere su questi fatti assomiglierebbe piuttosto a un'omertà di casta, in spregio a quel diritto alla verità ed alla trasparenza di cui ogni cittadino deve godere e di cui lei, egregio Direttore, per professione, dovrebbe essere paladino. La questione etica e morale per noi non può essere subordinata ad alcuna disciplina di coalizione.
Il nostro essere forza propositiva ci ha portato, per esempio, ad una legge sulla nomina dei direttori sanitari molto avanzata (mandati limitati, valutazione serrata, possibilità di rescindere i rapporti). Eppure anche in quel caso siamo stati accusati di essere dei guastafeste. Il che è possibile, ma - spero possa riconoscerlo - sempre su questioni concrete, sempre nel merito dei fatti e mai per doppi fini, come farebbe chi intendesse destabilizzare la maggioranza. Si domandi, per esempio, come mai la coalizione di governo non è riuscita neppure ad eleggere la consigliera di parità, regalandola alle destre.
Il nostro essere forza di governo, leale e mai subalterna, è motivato dalla decisa volontà di stimolare un cambiamento reale e dalla necessità di modernizzare questa nostra regione. Questo è il mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori che si sono rivolti a Idv e - mi si consenta - al sottoscritto in modo copioso, fornendo un indirizzo chiaro alla nostra azione nelle istituzioni.
Per questo, Direttore, sento di poter affermare che la posizione dell'Idv è una e una sola in ogni sede. Stiamo in questa maggioranza perché siamo accomunati da ideali e valori, perché questa Regione è all'avanguardia in termini di risposte sociali ai bisogni e di cura dei servizi e non vogliamo neanche immaginare cosa succederebbe se a governare fosse la destra assieme alla Lega. Ma questo "spauracchio" non deve diventare l'arma di ricatto con cui alcuni poteri più o meno manifesti pensano di ridurci al silenzio, magari facendo forza su una malintesa solidarietà di schieramento.
Gandhi diceva sempre che la "verità" ha una sua forza propria. Vogliamo tentare di crederci fino in fondo. Per questo non siamo disposti a tacerla per calcolo di convenienza.

Perugia, 28 novembre 2011


Perugia, 1 dicembre 2011
"Necessario assoggettare il progetto a Valutazione di impatto ambientale. Piena solidarietà a Minelli per inqualificabili attacchi anonimi"

IKEA. DOTTORINI (IDV): SITUAZIONE PREOCCUPANTE, FARE PIENA LUCE SU IPOTESI DI REATO MOLTO GRAVI

"Quanto sta emergendo sulla vicenda Ikea è preoccupante e necessita del massimo rigore da parte delle istituzioni. Occorre fare piena luce su ipotesi di reato molto gravi, aprendo una seria riflessione sul profilo etico di questa operazione dai contorni tutt'altro che chiari". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito alla notizia del sequestro da parte della Procura di Perugia di alcuni atti consiliari in merito all'insediamento del colosso commerciale Ikea.
"Ha più di una ragione chi da sempre propone di assoggettare il progetto Ikea alla valutazione d'impatto ambientale, mentre preoccupa l'atteggiamento di chi, a fronte di un'indagine di tale portata, sembra preoccuparsi soltanto di accelerare i tempi di realizzazione del progetto. A questo proposito voglio esprimere il pieno appoggio e la solidarietà al coordinatore regionale dei giovani Idv, Matteo Minelli, oggetto di attacchi anonimi diffamanti a seguito delle sue coraggiose prese di posizione a favore della trasparenza e del rigore etico. Evidentemente le sue denunce devono aver colto nel segno  per provocare simili inqualificabili reazioni. L'Italia dei Valori non lo lascerà solo e faremo di tutto per accertare una verità evidentemente scomoda".

Perugia, 24 ottobre 2011

 

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