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"Sinceramente non riusciamo a farci una ragione della spudoratezza con cui possano essere state concepite. Sono un inganno ai danni degli elettori"

"Oggi in commissione abbiamo ribadito la nostra posizione. Siamo contrari a capilista bloccati e a listini e riteniamo indecente la proposta di introduzione di uno sbarramento al 5,3 per cento che rappresenta soltanto un modo per introdurre il bibartitismo non attraverso la selezione elettorale, ma attraverso veri e propri stratagemmi normativi".
Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, commenta con queste parole l'esito dei lavori della commissione speciale per le Riforme che oggi ha preso in esame il tema della legge elettorale regionale.
"La proposta di assegnazione dei consiglieri non in base a chi ha i maggiori resti, ma solo ai partiti più grandi - spiega Dottorini - fissa di fatto la soglia di sbarramento al 5,3 per cento. Roba da fare impallidire chi, come Calderisi e il centrodestra, stanno tentando di inserire una soglia pari al 4 per cento nella legislazione elettorale relativa alle regionali. L'ipotesi che viene avanzata in questi giorni, infatti, è qualcosa di diverso, fa un salto di qualità: è una proposta che non solo toglie in parte la possibilità di scelta agli elettori, ma è concepita per avvantaggiare soltanto i due partiti maggiori. Non ci stiamo riferendo allo sbarramento del 4 per cento, che - pur molto discutibile - potrebbe avere il significato di indicare una direzione di semplificazione del sistema politico italiano e regionale. Stiamo parlando di una legge di dubbia costituzionalità, fatta su misura per due soli partiti, che decapita la democrazia ponendo sbarramenti che non esistono in nessuna regione d'Italia, che va oltre le più segrete fantasie del Veltroni dei tempi d'oro (quello che ha consegnato l'Italia a Berlusconi) o del Calderoli del porcellum. Un inganno ai danni degli elettori, il tentativo di eliminare ogni voce libera non attraverso la forza dei numeri, delle politiche e delle idee, ma attraverso inganni e stratagemmi. Noi vogliamo ribadire la nostra posizione: non ci siamo opposti a correggere l'errore delle forze di maggioranza ed opposizione che cinque anni fa innalzarono a 36 il numero dei consiglieri regionali. Siamo in linea di principio contrari a listini e capilista bloccati perché questo impedisce ai cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti. Ammettiamo una soglia di sbarramento che non sia superiore a quella che probabilmente fisserà il governo, quindi non superiore al 4 per cento. Porre la soglia di sbarramento al 5,3 per cento in provincia di Perugia e al 14 per cento in provincia di Terni, togliendo i resti dalla disponibilità di chi ha ottenuto più voti, rappresenterebbe invece un'offensiva antidemocratica senza precedenti per questa regione. Sinceramente non riusciamo a farci una ragione della spudoratezza con cui possa essere stata concepita e proposta".

Perugia, 30 settembre 2009
"La proposta del Forum bloccata anche a seguito delle note disavventure del premier Berlusconi. Affrontare l'argomento senza doppiezze e ipocrisie"

"Veramente pensavamo che la proposta di legge sulla famiglia si fosse incagliata per il calo di tensione da parte degli esponenti del Pdl, soprattutto dopo le note disavventure del premier Silvio Berlusconi. Alla baruffa provocata in Consiglio regionale nell'aprile scorso infatti ha fatto seguito un assordante silenzio coinciso con il caso delle escort che hanno visto come 'consumatore finale', forse inconsapevole, lo stesso Berlusconi. Per quanto ci riguarda non abbiamo alcun problema ad affrontare l'argomento. L'unica richiesta che ci sentiamo di rivolgere agli esponenti del Pdl è quella di evitare la retorica di 'Dio, patria e famiglia' per concentrarci su una visione meno ipocrita di un tema, quello della famiglia in tutte le sue forme, che merita attenzione e proposte operative, non strumentalizzazioni o posizioni ideologiche".
Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, commenta con queste parole la presa di posizione di esponenti del Pdl riguardo alla proposta avanzata dal Forum per le famiglie.
"Certo - aggiunge Dottorini rivolto agli esponenti del Pdl - ci vuole un bel coraggio ad accusare altri di doppia faccia o di doppia morale, quando si ha a che fare con uno scandalo come quello delle escort a Palazzo Grazioli. Detto questo, riteniamo invece legittima la richiesta del Forum e auspichiamo che venga affrontata in modo aperto, laico e operativo. Riteniamo anche che l'imbarazzo per la condotta del premier non possa impedire un sereno e aperto dibattito sull'argomento, magari evitando ipocrisie e doppiezze".

 Perugia, 25 settembre 2009


STATUTO E LEGGE ELETTORALE. INCIUCIO PD-PDL

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STATUTO E LEGGE ELETTORALE.
INCIUCIO PD-PDL: SBARRAMENTO AL 5,3 PER CENTO E LISTINO DI NOMINATI DAI PARTITI
DOTTORINI: "ATTO SPUDORATO, DURO COLPO ALLA DEMOCRAZIA"

Pd e Pdl, con l'assenso di Rifondazione, Udc e Sinistra per l'Umbria, siglano l'accordo per introdurre lo sbarramento oltre il 5 per cento. Si tratterebbe dell'unico caso in Italia.
Per i Verdi e civici necessario eliminare listini e capilista bloccati, diminuire il numero dei consiglieri, fissare una soglia di sbarramento non superiore al 4 per cento.


Presidente, colleghi,

oggi ci troviamo a dare un parere su un pacchetto di proposte che riguardano sia la modifica dello statuto, sia i criteri che dovranno portare la nostra regione a una nuova legge elettorale. Almeno questi erano gli accordi.

Sullo Statuto dobbiamo prendere atto dell'errore che cinque anni fa portò maggioranza ed opposizione unite - il nostro gruppo all'epoca non era presente in Consiglio regionale - a innalzare da 30 a 36 il numero dei consiglieri regionali. Le motivazioni, possiamo solo immaginarlo, erano nobili e non riguardavano certo le necessità dei singoli partiti di vedersi assicurata una rappresentatività. Oggi i tanti movimenti di protesta e il crescente disamore dei cittadini nei confronti della politica consigliano a quegli stessi gruppi consiliari di fare marcia indietro. C'eravamo sbagliati - sembrano dire - o, meglio, ci abbiamo provato e siamo stati scoperti. Occorre tornare a 30, 30 più uno, per l'esattezza.

Niente da eccepire. O meglio: tanto da eccepire, ma non è su questo che vuole concentrarsi il mio intervento. La questione che desta in noi stupore è la assoluta mancanza di pudore che spinge oggi alla presentazione delle linee di una legge truffa, antidemocratica e ritagliata sul profilo di due o tre forze politiche regionali. Non soddisfatti del disastro provocato attraverso la pretesa autosufficienza dell'aprile 2008, non soddisfatti dello sbarramento alle elezioni europee, la proposta avanzata oggi prevede un listino di sei persone non scelte dagli elettori, uno sbarramento che per la provincia di Perugia si aggira intorno al 5,3 per cento e per la provincia di Terni va oltre il 14 per cento: roba da fare impallidire chi, come Calderisi e il centrodestra, stanno tentando di inserire una soglia pari al 4 per cento nella legislazione elettorale relativa alle regionali.

Ora, credo che tutti noi abbiamo compreso il messaggio che ci giunge dall'elettorato e dalla propaganda dei partiti maggiori. La semplificazione del sistema politico è in atto a tutti i livelli e forme di sbarramento, giuste o sbagliate che siano (io propendo per la seconda ipotesi), sono da prevedere forse anche a livello regionale. La proposta che viene avanzata oggi, però, è qualcosa di diverso, fa un salto di qualità: è una proposta che non solo toglie in parte la possibilità di scelta agli elettori, ma è concepita per avvantaggiare soltanto i due partiti maggiori. Non ci stiamo riferendo allo sbarramento del 4 per cento, che - pur discutibile - potrebbe avere il significato di indicare una direzione di semplificazione del sistema politico italiano e regionale. Stiamo parlando di una legge di dubbia costituzionalità, fatta su misura per due soli partiti, che decapita la democrazia ponendo sbarramenti che non esistono in nessuna regione d'Italia, che va oltre le più segrete fantasie del Veltroni dei tempi d'oro (quello che ha consegnato l'Italia a Berlusconi) o del Calderoli del porcellum. Un inganno ai danni degli elettori, il tentativo di eliminare ogni voce libera non attraverso la forza delle politiche e delle idee, ma attraverso inganni e stratagemmi elettoralistici. La prosecuzione perfetta della stagione inaugurata da Walter Veltroni e da Silvio Berlusconi. Con risultati eccellenti, a quanto pare. Soprattutto per il secondo.

Porre la soglia di sbarramento al 5,3 per cento in provincia di Perugia e al 14 per cento in provincia di Terni, togliendo i resti dalla disponibilità di chi ha ottenuto più voti, rappresenta un'offensiva antidemocratica senza precedenti per questa regione. Sinceramente non riusciamo a farci una ragione della spudoratezza con cui possa essere stata concepita e proposta. L'idea che si potessero costruire le regole democratiche ad uso e consumo esclusivo dei più forti credevamo fosse patrimonio esclusivo della destra.

Noi vogliamo ribadire qui la nostra posizione: non ci opponiamo a correggere l'errore delle forze di maggioranza ed opposizione che cinque anni fa innalzarono a 36 il numero dei consiglieri regionali. Siamo in linea di principio contrari a listini e capilista bloccati perché questo impedisce ai cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti. Ammettiamo una soglia di sbarramento che non sia superiore a quella che probabilmente fisserà il governo, quindi non superiore al 4 per cento. Non ci piacciono le strategie per assegnare più o meno seggi alla provincia di Terni sulla base degli interessi dei singoli gruppi: l'unico criterio deve essere quello relativo alla popolazione e non si possono individuare escamotage per dare contentini.

La proposta che abbiamo sempre sostenuto prevede quindi l'abolizione del listino, il premio di maggioranza alla coalizione vincente per consentire la governabilità, nessun capolista bloccato e quindi scelto dalle segreterie dei partiti, una soglia di sbarramento che sarebbe giusto non oltrepassasse il 3 per cento, ma che siamo pronti a fissare al 4 per cento, come pare chiedere la proposta avanzata dal testo in discussione in Parlamento. Senza penosi stratagemmi per avvantaggiare questo o quel partito.

A questo proposito vorrei tranquillizzare il collega Gianluca Rossi: da questi banchi non giunge alcuna richiesta di diritto di tribuna. Ciò che ci attendiamo dal Pd, però, è di non pretendere di risolvere i propri problemi di consenso attraverso gli stratagemmi di una legge elettorale, di non cercare di disegnare una legge solo per ottenere lo stesso numero di consiglieri pur avendo il 10 per cento in medo di consensi elettorali.

Presidente, quanto si sta verificando in queste ore nella nostra regione è a nostro avviso tanto inedito quanto grave. Il blitz che ha portato a cambiare le carte in tavola al solo fine di compensare le perdite elettorali di alcune forze politiche è inqualificabile. Dobbiamo avere la consapevolezza che questa legge non dovrà essere utile solo a chi siede attualmente su questi scranni, ma dovrà disegnare uno scenario compatibile con le più elementari regole democratiche, con il pluralismo, con i principi fissati dalla nostra Costituzione.

Presidente, la legge elettorale che si sta disegnando è la peggiore che si possa concepire. Meglio quella attuale, che almeno ha un listino che varia tra 3 e 6 e lascia a tutti la possibilità di competere, evitando che una forza con il 5,2 per cento dei consensi rimanga fuori dall'assemblea regionale e un'altra che non ha resti si accaparri un consigliere senza esserselo guadagnato sul campo. E' probabile che dovremo apprezzare anche quella che uscirà dal Parlamento nazionale che, se non altro, avrà il pregio di non essere condizionata dagli interessi regionali di questo o quel partito.

Credo che sia anche grazie a provvedimenti come questo che si aumenta il distacco tra la politica e società civile, rafforzando ancora di più l'idea di una separazione che nel tempo si è trasformata in un senso di casta. Per questi motivi, le annuncio presidente che noi non ci presteremo a questo inganno, a questa truffa che oggi ci viene servita assieme alla proposta di modifica dello Statuto. Ripeto: siamo per la riduzione a 30 dei consiglieri regionali, siamo per uno sbarramento al 4 per cento, non possiamo ammettere l'inganno di uno sbarramento al 5.3 per cento. Pertanto, a meno che non ci sia un chiaro pronunciamento che escluda il colpo di mano, le chiediamo di interpretare così la nostra uscita dall'aula al momento del voto.

Grazie

PANNA MONTATA: DOTTORINI RISPONDE A LIVIANTONI

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"Sbagliato utilizzare denaro pubblico per certe iniziative". Dottorini invia una vaschetta di panna montata a Liviantoni: "Per le ragazze può rivolgersi direttamente a Berlusconi"

PANNA MONTATA: DOTTORINI RISPONDE A LIVIANTONI

"Mi dispiace contraddire l'assessore. Noi ci siamo bene informati prima di rivolgergli la domanda che ribadiamo in tutta la sua forza: come si può con i fondi del Psr finanziare un'iniziativa che prevede come promozione delle produzioni tipiche e delle eccellenze la lotta sexy delle ragazze in bikini nella panna montata? Non risultando la panna montata essere un prodotto tipico umbro, forse ci si riferiva alle ragazze?"
Il capogruppo regioanle dei Verdi e civici Oliviero Dottorini risponde con queste parole alla "pseudo-smentita" dell'assessore all'Agricoltura Carlo Liviantoni riguardo all'iniziativa 'Sweet Village' in corso a San Gemini.
"Ritengo - aggiunge Dottorini - che andrebbero selezionate con più attenzione le iniziative da finanziare con i denari della collettività, soprattutto in epoca di ristrettezze economiche e di aziende alle prese con uno dei periodi più neri per l'agricoltura nazionale e regionale. Non so cosa possano pensare le tante piccole aziende umbre che faticano a mantenere in piedi la propria attività, soprattutto quando è rivolta alla qualità, al biologico e alla tipicità. Poi, per carità, non discuto sulle trovate relative alla moka più grande del mondo o sulle lotte sexy. Mi lascia stupefatto soltanto che possano essere state finanziate con i fondi del Psr".
"In ogni caso - conclude Dottorini - per addolcirgli l'amarezza di un evidente errore strategico, invierò all'assessore Liviantoni una vaschetta di panna montata. Per le ragazze può rivolgersi direttamente al nostro premier Silvio Berlusconi. Lui se ne intende".

Perugia, 30 luglio 2009
Interrogazione alla Giunta regionale: "Come si spiegano certi investimenti, mentre l'agricoltura di qualità soffre una crisi senza precedenti?"

ASSURDO CHE I FONDI DEL PSR VADANO A FINANZIARE LA LOTTA 'SEXY'

"Ci piacerebbe capire cosa c'entra la lotta femminile 'sexi' nella panna montata con i fondi per lo sviluppo rurale. Magari c'è sfuggito qualcosa, ma è giusto che qualcuno ci spieghi quali sono stati i criteri che hanno permesso di concedere un finanziamento a valere sui fondi per lo sviluppo rurale ad un evento che, a leggere il programma, prevede attività che poco o nulla hanno a che vedere con gli obiettivi individuati nel Psr".
Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione alla Giunta relativa al finanziamento di oltre 53mila euro concesso all'evento 'San Gemini Sweet Village' che si terrà nei giorni 30 e 31 luglio e che prevede nel proprio programma la presentazione della Moca di cioccolato più grande del mondo, la rottura della Moca del Guinnes e pioggia di cioccolato nonché, come riporta testualmente il pieghevole dell'evento, una "lotta nella panna montata femminile!!" con "Due bellissime e sensuali ragazze in bikini che si esibiranno in una accattivante e sexy lotta invitando i presenti a partecipare".
"Già recentemente - spiega Dottorini - abbiamo avuto modo di evidenziare come il Piano di sviluppo rurale per l'Umbria avesse tenuto in scarsa considerazione l'agricoltura di qualità. Ora dobbiamo prendere atto della destinazione di fondi ad iniziative che difficilmente potranno rappresentare un sostegno alle attività turistiche 'finalizzato al miglioramento della qualità dell'offerta di turismo rurale, a promuovere l'incontro tra domanda e offerta e all'integrazione dell'offerta turistico-enogastronomica, così come richiesto dalla misura specifica del Piano di sviluppo rurale per l'Umbria 2007-2013. E' opportuno infatti ricordare che l'obiettivo indicato dal bando è orientato allo sviluppo di servizi di supporto alle attività turistiche in termini sostanzialmente di promozione dell'offerta e diffusione delle conoscenze sulle peculiarità del territorio e sulle sue ricchezze culturali, nonché sull'identificazione territoriale delle sue eccellenze. Con tutta la buona volontà, non riusciamo a capire cosa c'entrino con questo obiettivo i concerti di Demo Morselli, la moca di cioccolato più grande del mondo e l'esibizione di disinibite ragazze in bikini impegnate in una 'sexy lotta nella panna montata'. Ormai non ci meravigliamo più delle trovate alla Guarducci. Magari sarebbe opportuno evitare che siano i fondi del Psr a sostenere certe iniziative. Se non altro per rispetto dei tanti operatori umbri che sempre più devono fare i conti con risorse limitate e che oggi più che mai faticano a tenere in piedi le proprie attività, soprattutto quando sono rivolte alla qualità, al biologico, alla tipicità e alla sostenibilità ambientale. Ci pare pertanto che una spiegazione da parte dell'assessore sia doverosa".

Perugia, 29 luglio 2009
"Non vorremmo che il giro di squillo legato alle vicende del premier Berlusconi abbiano raffreddato lo spirito battagliero degli esponenti del Pdl"

"Alla luce delle ultime vicende del premier, legate alla sua separazione e a deprecabili episodi di sesso a pagamento, sarebbe interessante conoscere l'opinione degli esponenti del Pdl regionale, magari collegandola alle loro recenti prese di posizione sulla famiglia. Non vorremmo che la storia delle escort a Palazzo Grazioli avesse raffreddato lo spirito battagliero dei cultori del genere".
D'AddarioLo ha detto Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dei Verdi e civici, secondo il quale "dovremo fare lo sforzo di valutare l'argomento, al netto dei fenomeni di mercimonio che stanno interessando il premier Silvio Berlusconi, che appena pochi anni fa si disse molto sensibile al tema e favorevole a una legge per punire anche i 'consumatori finali' di sesso a pagamento. L'unica richiesta che ci sentiamo di rivolgere agli esponenti del Pdl è quella di evitare la retorica di 'Dio, patria e famiglia' per concentrarci su una visione meno ipocrita di un tema, quello della famiglia in tutte le sue forme, che merita attenzione e proposte operative, non ipocrisia e strumentalizzazioni".
"Non più di due mesi fa - aggiunge Dottorini - la coalizione di centrodestra, ardimentosamente capeggiata dal consigliere Zaffini, arrivò quasi a bloccare i lavori del Consiglio regionale per sottolineare l'importanza della famiglia quale nucleo fondante della nostra società. Stranamente il tema è stato poi accantonato, certo non dimenticato, per dirigere interessi e attenzioni su altre questioni altrettanto predisposte alla strumentalizzazione. Siamo convinti che il giro di squillo che vede in queste settimane sempre più coinvolto, quanto meno come "utilizzatore finale", il presidente del Consiglio non possano impedire un sereno dibattito sull'argomento. Certo dovremo anche capire quanto siano conciliabili certi comportamenti e certe difese d'ufficio con una qualsivoglia politica della famiglia. Tuttavia l'imbarazzo per la condotta del premier non può impedire un sereno e aperto dibattito sull'argomento, evitando ipocrisie e doppiezze".

Perugia, 24 giugno 2009

REFERENDUM. FLOP E' COLPO DI GRAZIA A BIPARTITISMO

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"Grave l'errore di chi ha provato il colpaccio appoggiando un referendum-truffa che puntava a mutilare il pluralismo politico"

"L'uno-due delle elezioni europee e del flop referendario danno il colpo di grazia alle tentazioni bipartitiche o di presunta autosufficienza che hanno guidato le strategie della politica italiana in questi mesi. Oggi appare ancora più grave l'errore di chi, non soddisfatto del voto utile e degli sbarramenti capestro, ha provato anche il colpaccio masochista del bipartitismo, appoggiando un referendum-truffa che avrebbe avuto il solo effetto immediato di far saltare le coalizioni e di consegnare il paese definitivamente nelle mani di Berlusconi".
E' il primo commento di Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, ai risultati referendari che fanno registrare una bassissima affluenza ai seggi.
"Pochissimi italiani hanno preso sul serio un referendum che puntava a mutilare il pluralismo politico nel nostro paese - aggiunge Dottorini -. Anche il dato umbro va in questa direzione. A uscire sconfitto è il tentativo truffaldino di introdurre un bipartitismo coatto per eliminare le voci fuori dal coro".

Perugia, 22 giugno 2009

Perugia Civica

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"Episodio che rischia di gettare discredito su fonti rinnovabili e che aggiunge altre ombre sulle modalità di gestione degli allevamenti zootecnici in Umbria"

"Quanto avvenuto a Bevagna non fa che aggiungere perplessità e preoccupazione rispetto a una gestione quanto meno discutibile dei reflui zootecnici nella nostra regione. Non è nostra intenzione entrare nel merito di una vicenda che sarà oggetto di indagini e approfondimenti. Chiediamo però che sia fatta piena luce su questo episodio che rischia di gettare discredito su una modalità avanzata di produzione energetica e che allo stesso tempo aggiunge altre ombre sulle modalità di gestione degli allevamenti zootecnici in Umbria". Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta con queste parole il sequestro da parte dei carabinieri del Noe di un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse nella zona di Bevagna.
"Ciò che ci pare indiscutibile - aggiunge Dottorini - è che si fa sempre più fondata la battaglia per la trasparenza avanzata dai cittadini di territori come quello di Bettona o di Marsciano che da anni chiedono risposte certe alle amministrazioni locali e a quella regionale. Quanto avvenuto oggi, con la denuncia per smaltimento illecito di rifiuti, non aiuta certo a restituire serenità e fiducia. Questa situazione non è più tollerabile e chiediamo che intervenga subito l'assessorato regionale all'Ambiente per porre fine ad una situazione che ha dell'incredibile".

Perugia, 15 maggio 2009
 

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