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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

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"Conversione del modello produttivo e scelte coerenti devono diventare punti cardine per superare una crisi che in Umbria ha attecchito in maniera più forte che nel resto d'Italia"



Il pil dell'Umbria diminuisce in misura maggiore rispetto alla media nazionale, mentre i consumi delle famiglie continuano a calare e la disoccupazione ha superato i livelli di guardia. La crisi in Umbria ha attecchito in maniera particolarmente vigorosa. Parcellizzazione, lavoro in sub fornitura, mancanza di un modello produttivo regionale e di poli imprenditoriali "autoctoni" sono le principali debolezze del nostro sistema.
Di fronte a questo rifugiarsi nella retorica della crescita o nelle ricette rassicuranti del passato sarebbe un errore imperdonabile. Occorre una profonda rconversione del nostro modello produttivo: catrame, cave, cemento, tabacco e soccida non pososno più essere considerati il motore dell'Umbria. Non è possibile pensare ancora che siano sufficienti "un po' più di green, un po' più di ricerca, un po' di spinta all'innovazione per salvare l'esistente".
Per questo non si può continuare a parlare di "cambio di paradigma" e poi puntare decisi sulla trasformazione della E45 in autostrada e sull'incremento della cementificazione, non si può parlare di green economy e poi approvare delibere sulle biomasse che eliminano il vincolo dei km zero, non si può parlare di agricoltura di qualità e biologica come "rivoluzione culturale" e poi decidere di puntare ancora sulla "strategia tabacco" ... 
"Nove regioni lo hanno già fatto. Referendum abrogativo importate segnale a un Governo sordo. Questa riforma complica invece di semplificare, allunga i tempi invece che accorciarli"

RIFORMA TRIBUNALI. DOTTORINI: "ANCHE UMBRIA ADERISCA A REFERENDUM CONTRO RIFORMA SBAGLIATA NEI CONTENUTI E NELLE MODALITÀ DI ATTUAZIONE"

"La riforma della geografia giudiziaria sta ottenendo l'effetto contrario rispetto ai propositi enunciati: invece di semplificare, complica, piuttosto che accorciare i tempi della giustizia, li prolunga in maniera indefinita, ingolfando l'intero sistema giudiziario, con risvolti economici tutt'altro che confortanti. Credo che l'Umbria, a seguito dell'importante mozione approvata nelle scorse settimane dal Consiglio regionale, debba unirsi alle altre nove regioni d'Italia che hanno già aderito al referendum promosso dal Consiglio regionale dell'Abruzzo contro il taglio dei tribunali e la chiusura della sedi distaccate". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, propone che anche la Regione Umbria aderisca al referendum abrogativo contro la riforma della geografia giudiziaria al fianco di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Campania, Liguria e Piemonte.
"Regioni di diversa collocazione sia geografica che politica stanno aderendo alla proposta di referendum abrogativo e si fa sempre più urgente che anche l'Umbria dia il proprio sostegno, se non altro per inviare un segnale inequivocabile a un governo che sordo e insensibile alle problematiche dei territori. La chiusura delle sedi distaccate dei tribunali e il loro trasferimento a Balanzano si sta evidenziando purtroppo come un vero e proprio fallimento, con problematiche che non si risolveranno certo in tempi brevi. Malgrado le timide aperture manifestate dal Governo - conclude Dottorini - non sono ancora arrivati segnali confortanti e il mondo giudiziario umbro sta subendo gli effetti negativi di questa riforma. Crediamo che l'adesione al referendum, unito a un'azione tesa ad attivare quanto previsto dall'articolo 8 del decreto legislativo 155, possa prospettare un futuro meno cupo e far sentire in maniera concreta la volontà che ha l'Umbria di stare al fianco dei cittadini e degli operatori della Giustizia".

Perugia, 16 ottobre 2013
Marchio etico "free slot" e agevolazioni per i locali virtuosi, numero verde e collaborazione con volontariato al centro della proposta. Inoltre divieto di pubblicità e limiti alle sale da gioco

LUDOPATIA. DOTTORINI PRESENTA PDL PER CONTRASTO DIPENDENZA DA GIOCO D'AZZARDO:

"Il gioco d'azzardo si sta trasformando in una vera emergenza sociale anche nella nostra regione. Per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto, prevenzione e riduzione del rischio di dipendenza rispetto a un fenomeno che anche in Umbria appare in dilagante ascesa. Non possiamo più assistere inermi alla grave situazione che, mentre rappresenta un enorme giro d'affari, spesso anche per la criminalità organizzata, trascina molte persone in un circolo vizioso che può condurre a gravi conseguenze personali e sociali". Con queste parole il presidente di Umbria Migliore, Oliviero Dottorini (Idv), annuncia di aver presentato una proposta di legge "per il contrasto della devianza da gioco d'azzardo patologico".
"I dati più recenti - continua Dottorini- ci dicono che in Umbria si giocano circa 2 milioni di euro al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati nei vari locali. Appare in grande crescita inoltre il numero di persone seguite dai servizi sociali proprio per problemi legati alla ludopatia. Il diluvio di lotterie, gratta e vinci, scommesse, slot machine e poker on line sembra incidere molto profondamente sul tessuto connettivo della nostra comunità regionale, andando a colpire soprattutto i più deboli e le persone in difficoltà. Per questo, oltre al divieto di pubblicità e a limiti alla collocazione delle sale da gioco consentite solo a una precisa distanza da istituti scolastici o centri giovanili, la nostra proposta di legge prevede l'attivazione di un numero verde regionale e la creazione di un marchio etico 'free-slot' da esporre presso gli esercizi dei locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco, con misure premianti nei bandi e agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale. Facendo tesoro delle sollecitazioni giunte dal mondo dell'associazionismo, il nostro testo tende a mettere in rete, nell'ottica della sussidiarietà, molteplici soggetti, a cominciare dalle realtà del volontariato e del privato sociale. Prevenzione e formazione di operatori, educatori, genitori e gestori di locali e sale giochi sono al centro di una proposta che prevede la possibilità per la Regione di attivare collaborazioni con le associazioni di volontariato, anche con la concessione di contributi, per progetti integrati con i servizi socio-sanitari territoriali. Viene prevista inoltre l'istituzione di un Osservatorio regionale sulla dipendenza comportamentale da gioco d'azzardo per monitorare gli effetti del fenomeno in tutte le sue componenti".
"In questo momento di grave difficoltà economica - spiega il presidente di Umbria Migliore - il miraggio di una ricchezza facile e immediata colpisce soprattutto giovani, disoccupati, pensionati e famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Di fronte a questo lo Stato si limita a incassare miliardi di euro ogni anno, senza avere alcuna considerazione dei risvolti sociali, sanitari e culturali di questo triste fenomeno e ignorando il fatto che l'azzardo rappresenta la seconda causa di indebitamento delle famiglie italiane. La nostra proposta, se approvata, potrà rappresentare uno strumento di prevenzione e contrasto anche in supplenza di uno Stato che non a torto è stato definito biscazziere e che non prende coscienza della disperazione in cui piombano i singoli e le famiglie che finiscono nella rete del gioco patologico".

Perugia, 11 ottobre 2013


SCHEDA

Proposta di legge di iniziativa del Consigliere Dottorini
NORME PER IL CONTRASTO DELLA DEVIANZA
DA GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO

Obiettivi della legge
Promuovere iniziative per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico, attraverso una strategia complessa che implica la messa in rete di molteplici azioni, soggetti e istituzioni, la cui azione deve rivolgersi sia verso il contesto che verso il giocatore, che deve essere avvicinato e sostenuto nel suo percorso di emancipazione dal rischio di dipendenza.

Cosa prevede la legge
  • Istituzione di un marchio regionale etico "free slot" da esporre presso gli esercizi dei locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco, prevedendo misure premianti nei bandi per gli incentivi alle attività commerciali e/o agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale.
  • Attivazione di un numero verde regionale d'accesso per fornire un primo livello di consulenza e di orientamento ai servizi competenti di fronte all'insorgere di forme di dipendenza da giochi d'azzardo.
  • Divieto di qualsiasi pubblicità relativa all'apertura e all'esercizio di sale giochi nei termini previsti dal decreto legge n. 158/2012.
  • Divieto di apertura di sale giochi in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, da strutture residenziali o semi-residenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale.
  • Istituzione del "Fondo per il contrasto della devianza da gioco d'azzardo patologico" che sarà alimentato anche dalle sanzioni previste dalla proposta per i gestori che violino le disposizioni della presente legge.

La legge prevede inoltre
  • La promozione della collaborazione di enti locali, istituzioni scolastiche, aziende sanitarie, volontariato e forze dell'ordine per la realizzazione di programmi e progetti tesi alla prevenzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico.
  • Lo sviluppo di progetti di formazione per gli operatori sociali e sanitari, gli educatori delle scuole e dei centri di aggregazione giovanile, i volontari, i genitori e i gestori dei locali di sale giochi.
  • La creazione di gruppi di auto-aiuto per le persone affette da gioco d'azzardo patologico.
  • L'istituzione di un Osservatorio regionale sulla dipendenza comportamentale da gioco d'azzardo patologico al fine di monitorare gli effetti del fenomeno in tutte le sue componenti: culturali, legali, di pubblica sicurezza, commerciali, sanitarie ed epidemiologiche, sociali e socio-economiche. Sarà inoltre compito dell'Osservatorio analizzare i dati e le dinamiche legate al fenomeno e rappresentare le diverse istanze coinvolte, comprese quelle delle associazioni antimafia;
  • L'obbligo per i gestori di sale giochi, tabaccherie, ricevitorie e comunque di esercizi dotati di apparecchi di intrattenimento per il gioco lecito ad esporre materiale informativo.
"Passaggio Iva dal 4 al 10 per cento sarebbe colpo di grazia al welfare, con contraccolpi pesanti sull'Umbria. Rischio tagli ai servizi per le fasce più deboli"

WELFARE. DOTTORINI:

"La Giunta regionale deve intervenire in tutte le sedi più opportune, ivi compresa la Conferenza Stato Regioni, perché la previsione di aumento dell'Iva per le cooperative sociali sia cancellata in modo da salvaguardare i servizi per i cittadini e da favorire attraverso di esse il rilancio occupazionale. L'impennata dell'Iva dal 4 al 10 per cento per la cooperazione sociale rappresenta una falsa entrata per le casse dello Stato e potrà invece diventare un boomerang che avrà l'effetto di ridurre i servizi per i cittadini". Con queste parole il presidente di Umbria migliore e capogruppo regionale Idv, Oliviero Dottorini, annuncia di aver presentato una mozione che impegna la Giunta regionale a fare quanto in suo potere per scongiurare che da gennaio 2014 l'Iva sui servizi socio sanitari resi dalle cooperative sociali di tipo A passi dal 4 al 10 per cento, come previsto dalla legge di Stabilità approvata alla fine del 2012.
"L'aumento dell'Iva per la cooperazione sociale di tipo A - spiega Dottorini - suona come un colpo di grazia al welfare del Paese con un aggravio di ben 510 milioni di euro che si ripartirebbero per il 70 per cento sulla Pubblica amministrazione e per il 30 per cento sulle famiglie, utenti finali dei servizi. Gli enti locali per far fronte all'aumento dell'Iva di 6 punti percentuali, nel 2014 forniranno inevitabilmente meno servizi sociali agli italiani: ci sarà un  minore numero di posti nei nidi e negli asili, tagli all'assistenza per disabili, riduzione delle ore di apertura per i centri diurni, riduzione dell'assistenza domiciliare per i non autosufficienti, così come i posti per gli anziani nelle residenze sanitarie".
"Altri Consigli regionali - spiega Dottorini - hanno già approvato mozioni o risoluzioni che danno forza all'azione di contrasto che molte giunte regionali stanno conducendo, per ora senza risultati apprezzabili. La mozione che abbiamo presentato è aperta alla sottoscrizione di quanti condividono la nostra preoccupazione. Oggi le cooperative sociali, settore che, è bene ricordarlo, impiega in Umbria circa 7 mila persone, insieme ai Comuni e alle Regioni sono in prima linea a fronteggiare le ricadute della crisi sui cittadini e a garantire il welfare territoriale e i livelli essenziali di assistenza, investendo su modelli innovativi di gestione dei servizi. Se non si scongiurasse l'aumento dell'Iva per le cooperative sociali, assisteremo presto al taglio dei servizi di inclusione sociale proprio alle fasce più deboli della popolazione. Un'ipotesi che deve essere osteggiata da tutte le forze democratiche del Paese e della nostra regione ".

Perugia, 3 ottobre 2013

"La partecipazione ai percorsi formativi ad oggi non da diritto a riconoscimenti di alcun tipo. I 110 lavoratori in scadenza di contratto meritano risposte"

LAVORATORI TEMPORANEI UFFICI GIUDIZIARI. DOTTORINI: REGIONE SI ATTIVI AFFINCHE' IL TIROCINIO SIA FUNZIONALE ALLA SUCCESSIVA OCCUPAZIONE

"La Giunta deve attivarsi in ogni maniera per trovare una soluzione al problema che riguarda i 110 lavoratori temporanei che prestano servizio presso gli uffici giudiziari in qualità di tirocinanti con incarichi di lavoro temporanei, che ad oggi non hanno alcuna possibilità di essere prorogati". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di trovare tutte le soluzioni per regolamentare l'utilizzo del tirocinio affinché questo diventi utile e potenzialmente funzionale alla successiva occupazione e non un mero strumento sostitutivo del lavoro organico.
"La Provincia di Perugia, la Provincia di Terni e la Regione Umbria - spiega Dottorini - nel periodo 2010-2013 hanno emanato dei bandi atti a consentire a lavoratori disoccupati, inoccupati, cassaintegrati, in mobilità e socialmente utili, di partecipare a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari attraverso un percorso formativo a tempo determinato. Ad oggi però la partecipazione a tali percorsi formativi non dà diritto a riconoscimenti di alcun tipo, né mediante acquisizione di punteggi né mediante riserva di posti in eventuali bandi di concorsi pubblici. Quindi, alla fine del tirocinio i partecipanti a tale percorso si ritrovano disoccupati e senza possibilità di trovare stabile occupazione. Questo in un contesto che vede l'Umbria, come il resto d'Italia, con uffici giudiziari in forte deficit di organico. Lo stesso Presidente della Corte d'Appello di Perugia nella relazione dell'anno giudiziario 2013 ha raffigurato la situazione umbra evidenziando le forti carenze di personale amministrativo e riconoscendone la fondamentale importanza per il raggiungimento degli obiettivi".
"Dalla stampa - spiega Dottorini - abbiamo appreso che nei giorni scorsi è stato sottoscritto un accordo di collaborazione fra Regione e Magistratura che prevede l'emissione di  un bando rivolto ai lavoratori/alle lavoratrici in mobilità indennizzata o in Cassa Integrazione guadagni straordinaria a zero ore, espulsi o temporaneamente sospesi dal lavoro, finalizzato allo svolgimento di  un'attività integrativa di rilevanza sociale beneficiando di borse lavoro  relative a mansioni riferibili alla figura professionale di operatore giudiziario. Ci preme sottolineare che abbiamo accolto con grande favore la firma di questo accordo, ma allo stesso tempo vorremmo avere rassicurazioni sul fatto che questo non inciderà in negativo sulla già difficile situazione dei tirocinanti presso gli uffici giudiziari che ad oggi si trovano senza alcuna prospettiva". 

Perugia, 26 settembre 2013

"Vicini a avvocati, commercianti e cittadini. Troppi disagi e disservizi dall'applicazione di una riforma calata dall'alto. In questo modo il centro storico muore" 

TRIBUNALI. DOTTORINI A MANIFESTAZIONE CITTA' DI CASTELLO: "FARSI FORTI DELLA MOZIONE APPROVATA PER ATTIVARE PRESIDIO TEMPORANEO"

"Credo sia doveroso sostenere le ragioni di protesta di avvocati, commercianti e cittadini che questa mattina hanno manifestato in maniera civile e propositiva perché sia individuata una gradualità e una adeguata modalità per il mantenimento di un presidio giudiziario nelle sedi distaccate. Approvando a larghissima maggioranza la mozione in Consiglio regionale per chiedere che sia resa possibile l'applicazione dell'articolo 8 del decreto legislativo 155, abbiamo voluto rendere ancora più forte l'azione che la Presidente Marini sta conducendo sul Governo nazionale. Dobbiamo evitare ad ogni costo che a pagare le conseguenze di provvedimenti calati dall'alto siano ancora una volta i cittadini e le attività commerciali di un centro storico sempre più privato di funzioni ed elementi attrattivi". Con queste parole Oliviero Dottorini (Idv), presidente di Umbria migliore, commenta la manifestazione che si è tenuta questa mattina a Città di Castello a cui ha partecipato in qualità di consigliere regionale e primo firmatario della mozione approvata dal Consiglio regionale.
"Questa riforma, non condivisa nelle modalità applicative coi livelli territoriali, sta generando disagi e disservizi intollerabili soprattutto nelle realtà più periferiche e più cariche di procedimenti in corso. Il blocco totale che si sta verificando, con udienze rinviate al 2014, deve indurre quanto meno a un ripensamento nei tempi e nelle modalità. In questo senso è doveroso dare il massimo sostegno alla Giunta regionale perché intervenga sul Governo nazionale al fine di consentire presidi giudiziari e sportelli che evitino almeno lo smantellamento assoluto. Se è vero che vi sarebbe la difficoltà a trovare addirittura una collocazione fisica per fascicoli di Città di Castello, è opportuno che chi ha concepito e chi ha votato questa riorganizzazione tenti di rimediare ad evidenti errori di valutazione. Si tratta di una riforma che sta ottenendo l'effetto contrario rispetto ai propositi enunciati: invece di semplificare, complica, piuttosto che accorciare i tempi della giustizia, li prolunga in maniera indefinita, ingolfando l'intero sistema. E' proprio il caso, al di là di responsabilità politiche che a noi appaiono evidenti e gravi, di mettere insieme tutte le risorse che il territorio e la regione hanno a disposizione per evitare che l'intero territorio regionale subisca un trattamento che non merita. In particolare desta preoccupazione quanto potrebbe accadere a Città di Castello, da troppo tempo dimenticata e lasciata in uno stato di abbandono e degrado non più tollerabili".

Città di Castello, 20 settembre 2013
"Nostra mozione ottiene larghissima maggioranza. Necessario richiedere presidi giudiziari temporanei nelle sedi distaccate in attesa del processo telematico"

TRIBUNALI. DOTTORINI:

"Dal Consiglio regionale giunge un segnale chiaro al Governo nazionale perché corregga le evidenti storture e incongruenze della riforma giudiziaria. La Giunta regionale se ne farà carico tenendo conto innanzitutto della necessità di applicare con gradualità e razionalità provvedimenti che rischiamo altrimenti di provocare soltanto caos e disservizi. Credo sia un atto concreto e propositivo per tentare di correggere l'effetto boomerang di una riforma che, nata per rendere più snello il sistema, rischia al contrario di mettere in seria difficoltà cittadini e operatori della giustizia costringendoli a disagi e ritardi inaccettabili". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini commenta il voto a larghissima maggioranza (20 voti a favore, 4 contrari, 1 astenuto) della mozione che lo vede come primo firmatario, riguardante la riorganizzazione territoriale degli uffici giudiziari.
"E' importante che si sia trovato un consenso così ampio sulla nostra mozione - aggiunge Dottorini -. Per fare questo ognuno ha dovuto accantonare parte delle proprie valutazioni sul merito di un atto molto discutibile per puntare invece su risultati concreti, possibili e di buon senso. Io non sono contro la riforma della giustizia e del sistema giudiziario italiano a prescindere. Sono anzi convinto che l'Europa abbia buone ragioni nell'incalzare il Governo italiano affinché siano accorciati i tempi troppo lunghi del processo. Questo non può avvenire però sulle spalle dei cittadini e degli operatori della giustizia che si trovano a dover affrontare proprio i problemi che la riforma aveva promesso di risolvere. Credo che debba essere usato innanzitutto il buonsenso e nell'applicazione della riforma debbano essere tenute in considerazione le specificità di ogni territorio, consentendo a chi ne ha facoltà, di richiedere l'applicazione dell'articolo 8 e quindi di utilizzare in via transitoria le sedi distaccate come presidi giudiziari temporanei".
"Ritengo sia stato molto significativo - spiega il Presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale - impegnare la Giunta a intervenire sul Ministero della Giustizia perché consenta la costituzione di presidi giudiziari nelle realtà dove vengono soppressi i tribunali, così come è da ritenere giusto e opportuno fare appello ai Presidenti dei tribunali affinché si avvalgano dell'articolo 8 del decreto legislativo 155 che prevede che quando sussistono specifiche ragioni organizzative o funzionali il Ministro della Giustizia può disporre che vengano utilizzati a servizio del tribunale, per un periodo non superiore a cinque  anni, gli immobili di proprietà dello Stato o dei Comuni. In questo modo verrebbe concesso il tempo necessario perché le nuove procedure telematiche siano completate e possano agevolare tutte le operazione che oggi richiedo spostamenti e attese inaccettabili, evitando di restare immobili e lasciare che i cittadini subiscano in silenzio le conseguenze nefaste di questa presunta riorganizzazione".

Perugia, 17 settembre 2013

"Finiti i tempi delle promesse. In attesa della completa informatizzazione i parlamentari umbri si attivino per la creazione di un presidio giudiziario temporaneo"

RIORDINO TRIBUNALI. DOTTORINI:

"Puntualmente si sta verificando quello che da mesi abbiamo denunciato, con disservizi e disagi per i cittadini e per gli operatori della giustizia. La chiusura delle sedi distaccate dei tribunali, che è bene ricordare è stata votata da Pd, Pdl e Scelta civica, rischia di bloccare il sistema giudiziario regionale e di provocare particolari disagi al territorio altotiberino. Auspichiamo che Governo e Ministero aprano alla possibilità della creazione di una sezione distaccata a Città di Castello, una sorta di presidio giudiziario, in modo da comprendere l'area dell'Alta Umbria e facilitare le singole e quotidiane procedure che altrimenti richiederebbero un notevole dispendio di risorse e di tempo. Credo che sia opportuno che i parlamentari del territorio che hanno votato questo assurdo atto si attivino per un'iniziativa immediata, tentando di rimediare a un evidente errore". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta la manifestazione di ieri degli avvocati altotiberini contro il trasferimento della sezione del tribunale di Città di Castello a Balanzano.
"Avevamo chiesto in tempi utili - ricorda Dottorini - con atti formali e con prese di posizione che i parlamentari umbri, e in particolare quelli dell'Altotevere, non lasciassero che una riforma caduta dall'alto mettesse in serio pericolo la sezione del tribunale di Città di Castello. Purtroppo i nostri appelli sono rimasti inascoltati e oggi ci troviamo di fronte al fatto compiuto che rischia di immobilizzare e sospendere per tempi non certi le udienze e tutte le pratiche in corso, creando ritardi, disservizi e disagi in primo luogo ai cittadini e poi  agli operatori della giustizia che dovranno sostenere spese e dilatazione dei tempi per i trasferimenti verso Perugia".
"Crediamo - conclude il presidente di Umbria migliore - che in attesa della completa e definitiva informatizzazione delle procedure giudiziarie, purtroppo ancora troppo lente, il presidio di Città di Castello rappresenterebbe una temporanea soluzione alle esigenze di cittadini e lavoratori. La triste verità è quella di un territorio oramai dimenticato, lasciato solo a se stesso a subire le decisioni calate dall'alto dalle politiche perugine e romane, figlie di vecchi accordi per l'ascesa di qualche amministratore locale".

Perugia, 12 settembre 2013 
"Suo appello a digiuno appare ispirato da grande saggezza e profezia, occorre accoglierlo e trasformarlo in occasione di riflessione e azione politica"

SIRIA. DOTTORINI: PIENO SOSTEGNO AD INIZIATIVE PROPOSTE DA PAPA FRANCESCO

"Pieno sostegno all'iniziativa del digiuno proposta da Papa Francesco. In un momento carico di angoscia per le atrocità subite dalla popolazione siriana e per i possibili drammatici sviluppi che si prospettano, appare ispirato da grande saggezza e profezia il richiamo che giunge dal pontefice. Occorre perseguire in ogni modo la via del dialogo e del negoziato evitando il ricorso all'intervento armato che, come dimostrato da analoghi casi in passato, non garantisce soluzioni eque, ma anzi presenta il rischio che la violenza possa deflagrare ed estendersi". E' quanto ha dichiarato il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria migliore e capogruppo Idv.
"Il grido del Papa contro la guerra - aggiunge Dottorini - chiama in causa ogni persona, a prescindere dagli orientamenti politici. L'iniziativa del digiuno rappresenta un gesto dal forte valore simbolico e politico, che si richiama proprio ai metodi della nonviolenza per ribadire la follia della guerra e della sopraffazione. E' giusto quindi non lasciare cadere questo invito e trasformarlo in occasione di riflessione e azione politica, innanzitutto in contrasto alle atrocità subite dal popolo siriano".

Perugia, 3 settembre 2013

"Come per altri territori, auspichiamo che Parlamento e Governo autorizzino la creazione di una struttura di riferimento per l'intero Altotevere"

RIFORMA GIUSTIZIA. DOTTORINI: "ANCHE A CITTÀ DI CASTELLO PRESIDIO GIUDIZIARIO PER PROCEDURE E ATTI SEMPLICI. EVITARE DISAGI E AUMENTI DI COSTI PER CITTADINI E OPERATORI"

"La chiusura della sezione giudiziaria di Città di Castello comporta disagi e disservizi non solo agli operatori della giustizia, come avvocati e praticanti, ma anche ai normali cittadini che si vedono costretti a costosi quanto spiacevoli pendolarismi. I parlamentari umbri devono chiedere a gran voce, così come stanno facendo per altri territori, la creazione di una sezione distaccata a Città di Castello, in modo da comprendere l'area dell'Alta Umbria e facilitare le singole e quotidiane procedure che altrimenti richiederebbero un notevole dispendio di risorse e di tempo, penalizzando ancora di più un territorio già abbondantemente dimenticato". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv, interviene sulla riforma delle sedi giudiziarie che il Governo e il Parlamento stanno attuando.
"La chiusura totale della sezione di Città di Castello - continua Dottorini - comporterà disagi non solo per il comune altotiberino, ma per l'intera area dell'Altotevere che va da San Giustino a Umbertide. Chiediamo ai rappresentanti umbri nel Governo e nel Parlamento che non solo per il territorio orvietano, ma anche per Città di Castello si possa creare un presidio giudiziario che prenda in carico quelle procedure e quegli atti che altrimenti dovranno essere necessariamente consegnati a Perugia, con dispendio di risorse e tempi che notoriamente, per quanto riguarda la giustizia, sono i più lunghi d'Europa".
"Crediamo - conclude il presidente di Umbria migliore - che in attesa della completa e definitiva informatizzazione delle procedure giudiziarie, purtroppo ancora troppo lente, il presidio di Città di Castello rappresenterebbe una temporanea soluzione alle esigenze di cittadini e lavoratori. Dopo aver ceduto la sede universitaria, sarebbe grave se Città di Castello perdesse anche la sfida sui tribunali. Mentre il sindaco di Assisi sta conducendo uno sciopero della fame per difendere il corso universitario nella propria città e Orvieto ottiene l'attenzione di governo e Parlamento sulla sede giudiziaria, fa veramente tristezza vedere come il capoluogo dell'Altotevere e dell'alta Umbria continui a perdere servizi e funzioni che pure risulterebbero particolarmente utili in un periodo di crisi conclamata".

Perugia, 9 agosto 2013
 

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Raccolta differenziata in Umbria - Rapporto 2013

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Guarda le proposte di legge presentate da Oliviero Dottorini nel corso della IX legislatura:
Guarda le mozioni, le interrogazioni, i question time e gli ordini del giorno presentati da Oliviero Dottorini nel corso della IX legislatura:

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