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Di Pietro: "Rinunceremo alla rata di giugno"

Giù le mani dal sacco

Ieri a Roma l'Italia dei Valori ha consegnato 200mila firme per la proposta di legge d'iniziativa popolare sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Le firme, raccolte durante la campagna "Giù le mani dal sacco", sono state consegnate proprio nel giorno in cui nell'Aula di Montecitorio sono iniziati i lavori in merito alla proposta di legge sulla riforma dei rimborsi elettorali e sul controllo dei bilanci. In Piazza Montecitorio si sono dati appuntamento deputati, senatori, consiglieri regionali e militanti dell'Idv per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare.
"Oggi passiamo dalle parole ai fatti - ha spiegato il leader dell'Idv Antonio Di Pietro - e mettiamo il Parlamento di fronte alle proprie responsabilità. Nel momento in cui tutti chiedono ai cittadini di fare sacrifici perché mancano i soldi e non si riescono a far quadrare i conti dello Stato, i partiti devono cominciare da se stessi a dare l'esempio".
Ed è per questo che occorre "eliminare il finanziamento ai partiti così come strutturato nell'attuale legge - aggiunge Di Pietro -, rivedere la legislazione e soprattutto partire dalla volontà popolare. Oggi in Parlamento depositiamo circa 200mila firme così come ci siamo impegnanti con gli elettori con una legge di iniziativa popolare per rivedere la legge sul finanziamento ai partiti".
L'Idv, oltre a depositare le firme per l'abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti, si è impegnata a riconsegnare direttamente al ministro Fornero la rata di giugno perché la destini ai lavoratori bisognosi.


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"Destinare i 15 miliardi di possibili risparmi a sociale, scuola, trasporto pubblico e sanità. Unire la voce dell'Umbria a quella di molte altre realtà del Paese"

PACE. DOTTORINI (IDV): "NO ALL'ACQUISTO DEI CACCIABOMBARDIERI F35". PRESENTATO ORDINE DEL GIORNO IN CONSIGLIO REGIONALE

"L'Umbria dica No ai 131 cacciabombardieri F35 e agli sprechi militari che il governo Monti si ostina a confermare nonostante la grave crisi economica che famiglie e imprese stanno vivendo. Una scelta folle che comporterebbe investimenti per oltre 15 miliardi di euro a fronte di tagli per i servizi sociali e innalzamento della pressione fiscale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un ordine del giorno assieme al collega Paolo Brutti, per impegnare la Regione Umbria a contrastare con ogni mezzo a sua disposizione "una spesa economica altissima per piani di riarmo ingiustificati e iniqui". 
"Uno dei principi fondamentali del nostro Stato - continua Dottorini - è il ripudio della guerra e la condanna dell'uso del nucleare, ma gli aerei che il governo si appresta ad acquistare sarebbero adibiti proprio al trasporto di armi nucleari. Chiediamo che il Consiglio regionale dell'Umbria consideri inopportuna questa scelta evitando che l'acquisto di strumenti di morte possa prevalere sulle ragioni dello stato sociale, dell'imprenditoria e dell'equilibrio ambientale. I risparmi che deriverebbero dall'interruzione di questo piano di riarmo potrebbero essere destinati alle politiche sociali, alla scuola,, al trasporto pubblico e alla sanità". 
"E' necessario pertanto - aggiunge Dottorini - che la Regione Umbria faccia tutto quanto in suo potere per evitare questa follia, intervenendo presso il Governo e la conferenza Stato-Regioni al fine di rendere esplicite le ragioni di chi crede in un paese più giusto e libero da vincoli bellici. La potente lobby che pretende di lasciare inalterati gli ordinativi dei cacciabombardieri F35 non può impedire una scelta di coerenza e improntata all'equità. Per questo riteniamo opportuno che la nostra Regione unisca la propria voce a quella di moltissime altre istituzioni che nel paese stanno deliberando risoluzioni analoghe a quella che il nostro gruppo ha presentato. Il nostro ordine del giorno si inserisce nell'ambito della campagna promossa da Tavola della Pace, Sbilanciamoci! e Rete Italiana per il Disarmo, ma anche da altre associazioni come Legambiente. Confido che alla voce del gruppo Idv possa unirsi nei prossimi giorni anche quella di altre forze democratiche e riformiste, come è avvenuto e sta avvenendo in molte realtà del paese. Credo che l'Umbria, per la sua tradizione e il suo impegno a favore della pace e del dialogo interculturale, meriti di essere annoverata tra le regioni che si battono contro gli sprechi militari, contro i piani di riarmo del governo nazionale, anche al fine di dare impulso a una riforma del nostro sistema di sicurezza che rafforzi l'impegno per il disarmo e la sicurezza umana".

Perugia, 5 maggio 2012
Dottorini: "Abolire una norma che aggira la volontà dei cittadini. Proposta di legge popolare strumento di democrazia dal basso"

STOP FINANZIAMENTO PARTITI. POSSIBILE FIRMARE PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE PRESSO GRUPPO IDV IN CONSIGLIO REGIONALE

"Occorre subito cancellare l'assurda legge sui cosiddetti rimborsi elettorali e dare finalmente seguito a quanto stabilì nel 1993 la stragrande maggioranza degli italiani che, tramite lo strumento del referendum, chiesero a gran voce l'eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti. Per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione i nostri uffici a Palazzo Cesaroni in modo che i cittadini che vogliono sostenere questa battaglia possano avere una opportunità in più per sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare proposta da Italia dei Valori". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, annuncia la possibilità per i cittadini di firmare, entro l'8 maggio, presso la segreteria del gruppo Idv in Consiglio regionale i moduli per sottoscrivere la proposta di legge popolare contro il finanziamento pubblico ai partiti promossa dal partito di Antonio Di Pietro. 
"Il numero di firme assegnato all'Umbria - aggiunge Dottorini - è già stato ampiamente superato, ma è giusto consentire a tutti di poter partecipare a questa battaglia civica per correggere un'evidente stortura del sistema politico italiano. Anche perché ai fini del dibattito nazionale non sarà ininfluente il numero di sottoscrizioni che la proposta raggiungerà".

Perugia, 2 maggio 2012
"L'Italia dei Valori al fianco dei consumatori contro un balzello ingiusto. Eliminare ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile"

ACQUA. DOTTORINI (IDV):

"Apprendiamo oggi dai giornali che Umbra Acque avrebbe intenzione di opporsi alla sentenza del Tar dell'Umbria in merito al deposito cauzionale e alla sua possibile restituzione. Vogliamo subito dire che consideriamo la scelta del ricorso sbagliata e inopportuna. Occorre invece applicare da subito il risultato dei referendum sulla ripubblicizzazione dell'acqua ed evitare di tartassare i cittadini con ulteriori aumenti in bolletta". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito alla notizia del possibile ricorso di Umbra Acque alla sentenza del Tar dell'Umbria.
"Il Consiglio regionale - continua Dottorini - meno di una settimana fa ha approvato a larghissima maggioranza una nostra mozione che impegna la Giunta regionale a dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. Sarebbe opportuno che Umbria Acque iniziasse a far sapere come intende rispondere a questa esigenza chiara e inequivocabile. Riteniamo quindi sbagliato e ingiusto che il gestore di un bene comune come è di fatto Umbra Acque faccia ricorso contro una sentenza che ha reso giustizia a cittadini e consumatori".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci batteremo al fianco dei consumatori e in ogni sede istituzionale per fare in modo che il volere sancito dal referendum votato da 27 milioni di cittadini venga rispettato, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile. Azioni come quella che Umbra Acque avrebbe intrapreso non hanno alcuna coerenza con i dettami referendari e fanno solo aumentare il disagio che i cittadini nutrono nei confronti dei gestori e, di conseguenza, dei comuni".

Perugia, 5 aprile 2012
"Ati prendano atto di una scelta largamente condivisa dal Consiglio e pretendano dalle aziende l'eliminazione dell'ingiusto balzello del 7 per cento in bolletta"

ACQUA. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): APPROVATA NOSTRA MOZIONE SU ACQUA PUBBLICA. VIA BALZELLO 7 PER CENTO, STOP AUMENTI DI COSTI IN BOLLETTA

"Finalmente l'Umbria ha detto chiaramente e a gran voce che l'acqua è un bene prezioso indispensabile e che come tale deve rimanere pubblico. Oggi il Consiglio regionale, con un voto a larga maggioranza, ha ribadito la volontà di dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. Ora occorre che i comuni e gli Ati prendano atto di questa determinazione e intervengano sulle aziende di gestione perché eliminino il 7 per cento dalle bollette, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, segretario e consigliere regionale Idv, commentano l'approvazione a larga maggioranza (Idv, Prc, Pd, Socialisti, Lega, astensione di Lignani) della mozione a difesa del referendum del giugno 2011 che li vede come primi firmatari.
"La nostra mozione - spiegano Dottorini e Brutti - rappresenta il primo atto concreto per dare seguito all'impegno, fortemente voluto dall'Italia dei Valori e assunto dalla Regione nel Documento annuale di programmazione, di rispettare la volontà popolare espressa con il referendum di giugno 2011. I privati gestori del servizio idrico non possono pensare di fare cassa su un bene prezioso e indispensabile come l'acqua e non è possibile pensare di aggirare il problema continuando ad innalzare le tariffe. E' bene ricordare che in Umbria si registra un grave ritardo nell'applicazione del referendum. Addirittura gli Ati 1, 2 e 4 hanno recentemente assunto deliberazioni che sembrerebbero andare contro il dettato referendario, senza dar segni di recepimento neppure di quanto richiesto da parte dell'assessore  Rometti che con una nota ha affermato che "la tariffa idrica deve prevedere la sola copertura integrale dei costi del servizio e non altri oneri aggiuntivi". Viceversa è da mettere in evidenza l'esperienza di ripubblicizzazione promossa dalla giunta di Napoli e dal sindaco Luigi de Magistris, organizzatore del "Forum dei Comuni per i beni comuni" dal quale ha preso slancio la mobilitazione per la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di governo del territorio. Per dare la misura delle implicazioni di questo argomento è opportuno ricordare che le tariffe dell'acqua negli ultimi dieci anni sono aumentate a livello nazionale mediamente del 65 per cento. Se si prende in considerazione la classifica degli ATO più esosi, si può osservare che tra i primi 25 ben 21 sono a gestione mista (pubblico-privato) o completamente privata".
"Su questo tema - aggiungono Dottorini e Brutti - i cittadini non hanno abbassato la guardia, anzi continuano a chiedere con forza il rispetto delle regole democratiche e della volontà popolare. Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, ad esempio, ha lanciato in queste settimane la campagna di "obbedienza civile" per l'autoriduzione della bolletta idrica, applicando una riduzione pari alla componente della remunerazione del capitale investito e quindi per il pagamento in tariffa della sola parte prevista per legge. Difficile dar loro torto. Noi anzi consideriamo questa campagna come un valido strumento di sensibilizzazione e pressione per evitare che la volontà degli elettori venga disattesa e magari calpestata solo per assecondare gli interessi dei privati". 
"Vigileremo sulla Giunta regionale affinchè gli impegni presi oggi in Consiglio vengano mantenuti - concludono Dottorini e Brutti -, e ci aspettiamo pertanto che la nostra regione si faccia carico di promuovere iniziative per fare in modo che gli Ati prendano atto di questa situazione e pretendano dalle aziende di gestione l'eliminazione del 7 per cento garantito come remunerazione del capitale investito".

Perugia, 29 marzo 2012


"Ora lista civica forte e credibile per restituire Bettona a un centrosinistra saldo, coerente e coeso nella volontà di superare gli anni della destra e degli scandali"
 
"La vittoria di Stefano Frascarelli alle primarie di Bettona è un risultato straordinario, frutto di un percorso lineare e di una grande generosità messa al servizio dei cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime grande soddisfazione per l'esito delle primarie di Bettona che hanno visto prevalere con oltre il 60 per cento dei consensi l'esponente dell'Italia dei Valori.
"E' una vittoria che va oltre le appartenenze politiche o partitiche - continua Dottorini -.  Questo risultato ci dice che i cittadini bettonesi hanno riconosciuto e premiato le grandi qualità di chi ha saputo interpretare al meglio le istanze della società civile, facendo prevalere la partecipazione attiva sulle deleghe date a scatola chiusa. Le grandi questioni ambientali di cui Stefano si è fatto interprete in tutta la sua storia politica e le sue battaglie per la legalità in un territorio fortemente compromesso hanno evidentemente trovato una condivisione amplissima, inconsueta per consultazioni di questo tipo. Per noi che abbiamo sempre sostenuto le battaglie responsabili dei comitati e dei cittadini di Bettona è un momento molto importante che premia un impegno rigoroso e lineare. Ora è il momento di guardare avanti, creare una lista civica forte e credibile e restituire la città di Bettona ad un centrosinistra saldo, coerente e coeso nelle priorità da affrontare e nella volontà di superare gli anni della destra, degli scandali e della cattiva amministrazione".
 
Perugia, 26 marzo 2012
"I comuni di Foligno, Gubbio e Perugia hanno già risolto il problema. In 12 anni Città di Castello non ha mai presentato un progetto di recupero. Subito impegno corale"



"La sfrontatezza del sindaco Bacchetta dà la misura dello spessore politico e istituzionale del personaggio e spiega i motivi per cui Città di Castello stia vivendo uno dei peggiori periodi di decadenza della sua storia. Rimaniamo convinti che solo uno sforzo corale delle forze sociali, politiche e istituzionali della città potrà tentare di trovare una soluzione per la vicenda dell'ex Ospedale, e non solo per quella".  Il capogruppo regionale di Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, replica con queste parole agli attacchi del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e aggiunge: "Sarebbe interessante capire come mai i comuni di Foligno, Gubbio e Perugia sono riusciti a risolvere, seppure non sempre in maniera soddisfacente, il problema delle strutture ospedaliere dismesse, avanzando proposte alla Regione e evitando così il degrado e l'abbandono. Non si comprendono i motivi per cui l'amministrazione tifernate in 12 anni non sia stata in grado di elaborare neppure una proposta da sottoporre alla giunta regionale". 
"Avevo provato - ricorda Dottorini - a stemperare gli animi e a passare sopra le gravi responsabilità dell'Amministrazione comunale di Città di Castello sullo stato di degrado che vive il vecchio Ospedale. Lo avevo fatto per tentare di spiegare che senza un'azione corale Città di Castello sarà costretta a proseguire in un declino che appare senza fine e che tutti rischiamo di pagare molto caro. Ma evidentemente Bacchetta preferisce fare da solo. E' una scelta, ne prendiamo atto. Non sarà questo atteggiamento a farci abbandonare la ricerca tenace di un riscatto per la città. Abbiamo già presentato una nuova interrogazione agli assessori Rossi (Pd) e Rometti (Psi), competenti in materia, in cui chiediamo un impegno concreto della Regione per evitare il degrado in cui versa l'ex Ospedale. Lo avevamo già fatto a gennaio del 2010 e in quella occasione fu l'assessore Riommi a ricordarci che il Comune di Città di Castello, al contrario di altri comuni, non ha mai presentato proposte alla Regione e non si è avvalso neppure della legge 14 che consente alle amministrazioni locali di acquisire le vecchie strutture ospedaliere. Adesso oltre all'interrogazione, abbiamo predisposto una mozione che impegna la Giunta a istituire un tavolo tecnico-istituzionale per elaborare le possibili soluzioni per il recupero della vecchia struttura. Parallelamente la Regione dovrà eseguire una nuova perizia estimativa e mettere in atto tutte le misure urgenti che servano a garantire la sicurezza dell'immobile a contenere i possibili danni provocati da degrado e incuria. Chiederemo la firma della mozione - continua Dottorini - a tutte le forze politiche, in modo da sgombrare il campo da qualsiasi possibile strumentalizzazione, evitando che qualcuno possa continuare a sparare sul mucchio, tanto a Perugia il suo partito fa altro. La vicenda è troppo importante per essere lasciata nelle mani di Bacchetta".
"I fatti, com'è noto, sono argomenti testardi - conclude Dottorini -. La protervia dei sindaci non ci ha impedito in questi anni di salvare i corsi alla scuola Bufalini o di realizzare il marchio del mobile in stile. Invitiamo dunque il Sindaco Bacchetta a maggiore sobrietà e decoro istituzionale - conclude Dottorini -, tutte doti e pregi che un amministratore di lungo, anzi lunghissimo, corso come lui dovrebbe conoscere, almeno per sentito dire".

Perugia, 23 marzo 2012



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"Riforma all'incontrario che apre la strada ai licenziamenti facili e scarica il costo della crisi sui più deboli. Occorrono strumenti di tutela per giovani e precari"

LAVORO. DOTTORINI (IDV): "CANCELLARE L'ARTICOLO 18  NON RISOLVE ALCUN PROBLEMA. IDV AL FIANCO DI CGIL E LAVORATORI"

"Quella voluta dal Governo ha tutta l'aria di una riforma all'incontrario che apre la strada ai licenziamenti facili e ancora una volta scarica il costo della crisi sui più deboli". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta l'ipotesi di riforma del sistema di lavoro che il Governo nazionale sta predisponendo.
"Quella dell'articolo 18 - continua Dottorini - è una questione squisitamente ideologica: non risolve alcun problema del mercato del lavoro e sicuramente non porta ad alcun investimento o posto di lavoro in più. Anzi, concede più libertà ai datori di lavoro di licenziare tutte quelle persone, penso ai lavoratori compresi tra i 55 e i 66 anni, che hanno visto innalzarsi l'età pensionabile e che vedranno affievolirsi in modo inesorabile i propri diritti di lavoratori all'insegna di una precarietà che sembra non trovare argini. L'Italia dei Valori aveva proposto di inserire un salario minimo e una copertura contributiva per i periodi di non lavoro dei precari, ma l'esecutivo Monti in perfetta continuità con il governo Berlusconi non ha voluto sentire ragioni". 
"Noi dell'Idv - conclude Dottorini - ci sentiamo al fianco della Cgil e di tutti quei lavoratori che nei prossimi giorni saranno nelle piazze per protestare contro una riforma ingiusta e contro un governo sensibile soltanto ai diktat europei e alla volontà dei grandi imprenditori alla Marchionne".

Perugia, 22 marzo 2012


Ieri in Consiglio regionale si discuteva dell'arresto del vice presidente Goracci e si è votato per rieleggere il nuovo Ufficio di Presidenza. Come Italia dei Valori abbiamo ribadito una posizione di rigore e fermezza. Abbiamo chiesto il coraggio di tutelare la credibilità delle istituzioni, evitando di sottoporle ad ulteriori rischi di delegittimazione. Sarebbe giusto che chi risulta indagato dimostrasse il senso di responsabilità istituzionale di fare un passo indietro e separare i propri destini personali da quelli dell'istituzione che rappresenta. Questo non è avvenuto. Proprio per questi motivi non abbiamo partecipato al voto, ritenendo inopportuno sostituire il vice presidente Goracci e non accorgersi che il Presidente resta, indagato, al proprio posto.
Di seguito mio intervento in aula:

(Mostra/Nascondi l'intervento integrale)

"Fondamentale sgomberare il campo da ogni sospetto. Distinguere destini personali da quelli delle istituzioni che si rappresentano"
 
ARRESTO GORACCI. DOTTORINI (IDV): RINNOVARE L'INTERO UFFICIO DI PRESIDENZA. OPPORTUNE DIMISSIONI PRESIDENTE BREGA

"Non è escluso che di qui a mercoledì possa prevalere il buon senso e che il Presidente Brega si presenti dimissionario alla seduta del Consiglio regionale. Sarebbe un gesto di responsabilità che consentirebbe di restituire alla massima istituzione regionale la credibilità e la forza per sgomberare ogni ombra e ogni ulteriore rischio. Rinnovare l'ufficio di presidenza e allo stesso tempo ignorare che chi lo presiede risulta essere tuttora indagato sarebbe una scelta debole che lancerebbe un messaggio incomprensibile alla comunità regionale". E' quanto dichiara il capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Cesaroni, Oliviero Dottorini. 
"Nella riunione della Conferenza dei capigruppo di ieri - aggiunge Dottorini - è emerso che, pur essendo avvenuta in modo contestuale, l'elezione del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza sono formalmente distinte. Quindi, a meno di un gesto di responsabilità da parte del Presidente, mercoledì saremo chiamati alla rielezione dei soli vice presidenti e segretari. Il che sottoporrebbe questo importante organo istituzionale al perdurare di una situazione di instabilità che a nostro avviso non possiamo permetterci. Non conosciamo i risvolti dell'indagine che coinvolge il Presidente Brega se non per le pesanti ipotesi di reato che gli vengono contestate. Rimaniamo fermi nella convinzione che per tutti debba valere la presunzione di innocenza e che ogni valutazione è giusto resti sospesa fino al giudizio definitivo. Tuttavia è importante ribadire che le istituzioni devono essere tutelate da ogni rischio di delegittimazione. Pertanto è fondamentale sgomberare il campo da ogni sospetto e distinguere i destini personali da quelli delle istituzioni che si rappresentano. C'è una questione morale che si insinua nel nostro tessuto democratico e non possiamo più indugiare o far finta di nulla".
 
Perugia, 17 febbraio 2012
 

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