A Palazzo Cesaroni passa in commissione la proposta sulle indennità destinate a tre figure Si decide di risparmiare in attesa delle nomine, Dottorini: "Scelta di rigore" di Lucia Baroncini

PERUGIA - Dopo il Corecom, si tira la cinghia anche sui garanti. Oculati risparmi preventivi, perché le tre figure che devono ricopri-re i delicati ruoli di difensore civico, garante per i detenuti e garante per l'infanzia e l'adolescenza, non sono state ancora coperte da nomina. "
Abbiamo fatto una scelta improntata al massimo di rigore e sobrietà per il contenimento della spesa, così come ci chiedono i cittadini" commenta Oliviero Dottorini, capogruppo Idv e presidente della prima commissione del consiglio regionale che ieri ha approvato la proposta di legge firmata dallo stesso Dottorini insieme al vice, il pidiellino Massimo Monni.
La proposta andrà presto in aula e probabilmente darà una spinta a nomine che richiedono la maggioranza dei due terzi dell'assemblea, quindi necessitano di un accordo politico fra centrosinistra e centrodestra, non ancora a portata di mano. La figura del garante per l'infanzia è recente, frutto di una delle ultime leggi della passata legislatura e al momento in terza commissione è in discussione il regolamento; mentre riguardo al garante dei detenuti - a suo tempo al centro di una battaglia molto dura fra maggioranza e opposizione - e al difensore civico si attende da tempo una soluzione la più condivisa possibile. Le indennità, rapportate come nel caso dei membri del Corecom a quelle mensili lorde spettanti ai consiglieri regionali, fissano la percentuale al 10 per cento per il garante dell'infanzia - prima non era prevista indennità, ma solo rimborso spese al 20 per quello dei detenuti, al 35 per cento per il difensore civico.
Nel secondo caso, rispetto a quanto previsto dalla legge istitutiva, c'è un taglio delle indennità di oltre il 40 per cento, nel caso del difensore civico del 26 e passa per cento. Un risparmio che appare ancor più netto se rapportato a quanto prendono le tre diverse figure nelle altre Regioni italiane. Qualche esempio illuminante: il 20 per cento del difensore dei detenuti umbro diventa il 33 in Piemonte, il 35 in Campania, il 60 nel Lazio, il 70 in Toscana. Il 10 per cento del garante per l'infanzia e l'adolescenza lievita al 20 in Liguria, ai 33 in Piemonte, al 35 in Campania, al 50 in Lombardia, al 60 per cento nel Lazio, al 70 per cento in Toscana, al 75 in Emilia Romagna, al 100 per cento in Calabria. Stesso discorso per il difensore civico: se in Umbria l'indennità è il 35 per cento, in Basilicata è al 50, in Liguria altrettanto, e così in Piemonte, in Abruzzo e Lazio è al 60, in Campania al 66, in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Calabria, Puglia, Veneto al 100 per cento. E parliamo di Regioni dove i consiglieri regionali prendono indennità assai più alte di quelle percepite dai colleghi umbri. Anzi in questo la nostra Regione, sottolinea Dottorini, è la più virtuosa, con stipendi sottoposti a cura dimagrante rispetto ai compensi di altre Regioni. La proposta approvata oltre che tagliare indennità, riduce anche le incompatibilità con altre funzioni.
Sul testo il centrodestra si è astenuto, ma per un fatto tecnico, per avere cioè la possibilità di fare una relazione di minoranza. Andrea Lignani Marchesani, Pdl, la spiega così: "Siamo favorevoli a questa norma, ma restiamo perplessi sulla figura del garante per le carceri. Questo ruolo di garanzia spetterebbe agli stessi consiglieri regionali".
Articolo tratto dal Corriere dell'Umbria del 4/11/2010
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