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Ultime notizie in Rifiuti e raccolta differenziata

"Tra i principali risultati: eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, minimo vitale gratuito per tutti, coinvolgimento di movimenti e associazioni, obiettivo Rifiuti zero"

ACQUA E RIFIUTI. DOTTORINI: BATTAGLIA SERRATA HA DATO BUONI FRUTTI, GRAZIE A MIEI EMENDAMENTI UMBRIA RECEPISCE VOLERE DEGLI ITALIANI

"Una battaglia serrata, sempre sui contenuti e mai strumentale, ci ha portato a ottenere risultati molto importanti e a porre al centro della discussione la volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso con il referendum sull'acqua. Grazie ai miei emendamenti infatti viene inserito a pieno titolo il rispetto dell'esito referendario sull'acqua, l'eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, il riconoscimento per ciascun individuo del minimo vitale pari a 50 litri gratuiti al giorno, il coinvolgimento dei movimenti per l'acqua, delle associazioni ambientaliste e dei consumatori nella Consulta che controllerà la qualità e la correttezza nell'erogazione dei servizi, l'introduzione dell'obiettivo Rifiuti zero tra i principi che dovranno ispirare la gestione del ciclo dei rifiuti, cosa non prevista nell'attuale Piano regionale. Rimangono aperti alcuni temi di altrettanta importanza, ma consideriamo quella di oggi come una piccola rivincita rispetto alle posizioni ideologiche e supponenti che avevano caratterizzato i lavori della commissione e che avevano portato alla bocciatura dell'atto pur di non prendere in considerazione le nostre proposte". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini, relatore in aula del provvedimento sull'Auri e presentatore di un pacchetto di emendamenti sul rispetto dell'esito referendario e sulla corretta gestione dei rifiuti, commenta l'esito della votazione sul provvedimento che taglia gli attuali quattro Ati e istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri).
"Rimangono - aggiunge Dottorini - due temi controversi dal punto di vista formale, ma molto significativi sotto l'aspetto politico: il riconoscimento dell'acqua come bene privo di rilevanza economica e la separazione tra gestore della raccolta dei rifiuti e dello smaltimento ultimo, al fine di incentivare al massimo la raccolta differenziata ed evitare conflitti d'interesse. Su questi temi le differenze all'interno della maggioranza rimangono evidenti. Infatti, al di là degli aspetti formali che ne rendono complicata l'attuazione, è nostra convinzione che l'acqua, in quanto diritto universale, debba essere considerata un bene privo di rilevanza economica e non possa quindi essere soggetta alle regole del mercato. Ora aspettiamo di vedere il testo della proposta di legge nazionale che il Consiglio si è impegnato a produrre con l'approvazione dell'ordine del giorno collegato al testo approvato. Sarà quella la sede in cui ribadire la nostra posizione in merito alla necessità di una gestione pubblica del servizio idrico per porre la nostra regione all'avanguardia sui temi dei servizi pubblici e dei beni comuni. Per ora prendiamo atto che grazie al nostro contributo siamo riusciti a migliorare il testo che era giunto in Consiglio regionale, inserendo delle norme importanti che danno una connotazione più lungimirante a questo processo di razionalizzazione e semplificazione del sistema amministrativo regionale".

Perugia, 6 maggio 2013
"Gestione pubblica dell'acqua, partecipazione dei cittadini e strategia rifiuti zero diventino principi irrinunciabili. Basta ricerca scappatoie"

AURI. DOTTORINI PRESENTA PACCHETTO EMENDAMENTI: RISPETTARE ESITO REFERENDUM SU ACQUA E GARANTIRE CORRETTA GESTIONE RIFIUTI

"La volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso con il referendum sull'acqua deve essere al centro di ogni riorganizzazione dei servizi. Quindi gestione pubblica del servizio idrico ed eliminazione del 7 per cento in bolletta sono i punti irrinunciabili da cui partire. Inoltre va garantita la massima partecipazione dei cittadini e degli utenti, una gestione dei rifiuti ispirata alla strategia 'rifiuti zero' e la separazione dei soggetti gestori tra chi si occupa della raccolta dei rifiuti e chi dello smaltimento finale". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini illustra il pacchetto di emendamenti al disegno di legge della Giunta regionale (in Aula lunedì) che taglia gli attuali quattro Ati e istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri). Emendamenti già proposti in commissione, ma non votati per la bocciatura dell'articolo 1 (e quindi dell'intero atto) da parte di Pd e Pdl.
"Due mesi fa - spiega Dottorini - fu sufficiente affermare che l'acqua deve essere considerata un bene comune privo di rilevanza economica e che sui rifiuti si deve perseguire la strategia 'rifiuti zero' per provocare la bocciatura dell'intero provvedimento di giunta da parte del gruppo Pd. Ora la giunta regionale ripropone lo stesso testo in Aula, evitando un serio confronto all'interno della maggioranza. Confido possa almeno tenere conto di quanto già discusso e approvato dalla prima commissione, a iniziare dal tema del rispetto del risultato referendario e quindi dal riconoscimento chiaro e inequivocabile dell'acqua come bene comune e come diritto umano essenziale. La Regione ne deve garantire l'approvvigionamento a ciascun cittadino, assicurando il diritto al minimo vitale giornaliero, pari a 50 litri giornalieri gratuiti per persona, inserendo richiami espliciti all'esito referendario. La gestione del servizio idrico deve essere pubblica e deve essere eliminata dalla tariffa la componente della remunerazione del capitale, cosa ancora inapplicata. I nostri emendamenti inoltre insistono sulla garanzia della partecipazione dei cittadini, sia richiamando il rispetto delle norme nazionali che ne stabiliscono le modalità, sia prevedendo la partecipazione in seno alla consulta regionale per il servizio idrico e dei rifiuti di rappresentanti degli utenti, delle associazioni ambientaliste e dei movimenti per l'acqua. Infine, sul tema dei rifiuti, chiediamo che tra i principi che dovranno ispirarne la gestione vi sia un riferimento esplicito alla strategia 'rifiuti zero' e che la gestione della raccolta e quella dello smaltimento finale siano affidati a gestori distinti, per evitare evidenti conflitti di interessi. Su questi temi non è più possibile continuare a cercare scappatoie".
"Ci auguriamo - conclude Dottorini - che la Giunta regionale abbia saputo cogliere la portata delle proposte da noi presentate e in parte fatte proprie dalla prima commissione. Ad ogni buon conto noi abbiamo già depositato in aula gli emendamenti che non fu possibile discutere in commissione. Il nostro obiettivo rimane quello di conferire al disegno di legge un carattere di lungimiranza e di rispetto per i milioni di cittadini che con forza hanno affermato come la pensano sulla gestione dei servizi pubblici locali".

Perugia, 3 maggio 2013
"In alcuni casi superati i parametri di legge. Con l'accordo di rimodulazione dei rifiuti è stata riempita la discarica, con ripercussioni pesanti sull'economia e, a quanto pare, sul rispetto dei parametri ambientali"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): "CONTROLLI SERRATI NELLA ZONA DELLA DISCARICA DI BELLADANZA. QUALI RISCHI PER LA SALUTE DEI CITTADINI?

"Dai dati rilevati da Arpa Umbria risulta che la zona adiacente alla discarica di Belladanza ha superato in alcuni casi i parametri ambientali stabiliti per legge. Chiediamo che Comune e Sogepu valutino se esistono problemi per la salute e la sicurezza dei cittadini che abitano vicino all'impianto. Per noi è inquietante anche solo l'ipotesi che possa essere trascurata la tutela della salute degli abitanti nella zona della discarica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, chiede un monitoraggio completo della zona della discarica al fine di informare i cittadini circa la sicurezza dell'impianto di Belladanza.
"Nello specifico - continua Dottorini - il monitoraggio delle acque sotterranee relativo al 2010 ha evidenziato in alcuni pozzi il superamento dei limiti stabiliti dalla legge per il ferro e il manganese, nonché il superamento in un singolo pozzo dei limiti per il cloruro di vinile. Questi dati, disponibili nel sito di 'Arpa, dimostrano che la discarica di Belladanza non è così efficiente come Sogepu e Comune continuano a dipingerla e gettano un'ombra pesante sulla salute dei cittadini".
"Purtroppo - conclude Dottorini - questi sono gli effetti di una gestione amministrativa miope e dell'accordo sulla rimodulazione del flusso dei rifiuti voluto dall'amministrazione Cecchini e avallato dall'allora vice sindaco Bacchetta. E' bene ricordare i termini di quell'accordo, che prevedeva che che noi portassimo i nostri rifiuti al preselettore di Perugia pagando 60-63 euro a tonnellata, ricevendo indietro una quantità di rifiuti enorme da tutta l'area del perugino ad appena 20 euro a tonnellata. Un accordo capestro che ha portato la discarica di Belladanza al rapido esaurimento, con ripercussioni pesanti sulle casse del comune di Città di Castello e, a quanto pare, sul rispetto dei parametri ambientali".

Perugia, 4 agosto 2012

"Investimenti ridotti e ripagati dagli utenti. Garantiti rispetto dell'ambiente, riduzione dei rifiuti altamente inquinanti e uso consapevole dell'acqua"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV):

"Il successo delle fontanelle di acqua pubblica deve indurre a un'azione più incisiva per diffondere le buone pratiche del riuso e della riduzione dei rifiuti in tutta la regione. I dati raccolti fino ad oggi nei territori dove sono già attive le fontane mettono in evidenza una sensibilità particolarmente alta tra i consumatori, sempre più responsabili e consapevoli dei risvolti economici e ambientali delle proprie azioni. Adesso occorre estendere il più possibile questi semplici impianti, ponendoci l'obiettivo di intensificarne l'installazione nelle città più popolose e in modo capillare in tutti i comuni dell'Umbria". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere l'impegno della Regione dell'Umbria sulle buone pratiche ambientali e sul tema della riduzione, del riuso e della differenziazione dei rifiuti. 
"Dati alla mano - continua Dottorini - si può facilmente vedere che nei territori dove sono presenti fontanelle di acqua pubblica, assistiamo a una risposta dei cittadini che va oltre ogni più rosea aspettativa. Le famiglie comprendono l'efficacia ambientale e il risparmio economico che deriva dalla buona pratica di scegliere l'acqua pubblica rispetto alla tradizionale acqua minerale confezionata in bottiglie di plastica altamente inquinanti. Con un investimento modesto e di fatto ripagato dagli introiti derivanti dal pur modesto contributo degli utenti, l'utilizzo dell'acqua pubblica a chilometri zero genera una notevole diminuzione dei rifiuti, un maggiore rispetto dell'ambiente e un utilizzo responsabile e consapevole della risorsa idrica. Nelle realtà dove gli erogatori di acqua sono già attivi, la richiesta da parte degli utenti è nettamente superiore all'offerta che Regione, Ati e comuni riescono a proporre. Per questo è necessario un impegno straordinario da parte della giunta regionale per installare le fontanelle in tutti quei comuni che ne sono sprovvisti e per potenziare tutte quelle realtà dove già sono state installate, al fine di passare dalla sperimentazione ad una vera e propria pratica sistemica. Le 18 fontanelle attuali rappresentano un punto di partenza che deve essere perseguito con decisione per aumentare in modo esponenziale le opportunità di approvvigionamento consapevole da parte dei cittadini". 

Perugia, 16 maggio 2012
"Bene la diminuzione della produzione di rifiuti, ancora lenta la differenziata: siamo al 38 per cento, dovevamo essere al 60. Balzo in avanti dell'Ati 2, fermo l'Ati 1" 

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): "DATI IN CHIAROSCURO, LONTANI DALLE PREVISIONI DEL PIANO REGIONALE. PUNTARE SU

"Un dato in chiaroscuro che incoraggia le azioni tese a ridurre la produzione di rifiuti e a incentivare la raccolta differenziata. Qualche progresso è stato fatto, ma siamo ancora molto lontani dalle previsioni del Piano regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta i dati della raccolta differenziata relativi al 2011. 
"Il 5 per cento di incremento della raccolta differenziata rispetto al 2010 - aggiunge Dottorini - è sicuramente un dato incoraggiante rispetto all'1,5 per cento che ha caratterizzato le performance degli ultimi anni. Certo, non è questa la svolta che ci si attendeva e siamo molto lontani dal 60 per cento previsto nel Piano dei rifiuti. Ma ci sono elementi da apprezzare. In particolare è da mettere in evidenza la sensibile riduzione della produzione pro-capite di rifiuti che cala di circa il 7 per cento rispetto all'anno precedente. E' ovvio che questo elemento chiama principalmente in causa la crisi e la relativa contrazione dei consumi, ma è importante che la Regione metta in atto più incisive politiche di riduzione degli imballaggi e intensifichi le positive azioni di riduzione dei rifiuti, a iniziare da un piano per moltiplicare le esperienze di erogatori di latte fresco, detersivi e fontanelle di acqua pubblica. Tra gli Ambiti territoriali spicca la frenata sulla differenziata dell'Ati 1 che aumenta soltanto dell'1,65 per cento e la performance dell'Ati 2 che, grazie soprattutto al balzo di Perugia (+ 9,93 per cento), aumenta dell'8,28 per cento. L'Ati 4 è ancora fanalino di coda sulla differenziata grazie al dato deludente di Terni (+ 1,65 per cento) e nonostante l'incremento di oltre l'8 per cento di Orvieto che resta tuttavia ultima a livello regionale tra le città con più di 10mila abitanti (appena 21,51 per cento il dato sulla differenziata). Rimangono nettamente insufficienti i dati relativi ad Amelia (28,21 per cento) ed Assisi (23,87 per cento). Una pesante battuta d'arresto subisce Città di Castello (appena + 0,63 per cento), mentre Magione (+ 13 per cento) e Marsciano (+ 3,42) si attestano abbondantemente sopra il 50 per cento".  
"La volontà di incrementare le azioni di riduzione e differenziazione dei rifiuti - conclude Dottorini - deve incontrare il sostegno di politiche adeguate. A iniziare dalla creazione delle filiere del recupero e dall'adozione della strategia "rifiuti zero" come principio ispiratore dell'intero ciclo integrato. Sono questi gli strumenti che possono farci immaginare un'opzione alternativa all'incenerimento dei rifiuti e la creazione di nuovi posti di lavoro. Certo è che non sarà possibile aggirare il Piano regionale o applicarlo per parti separate. I dati del 2011 ci dicono che siamo ancora 22 punti percentuali al di sotto del 60 per cento che avremmo dovuto raggiungere nel 2011. C'è da rimboccarsi le maniche, apprezzando il buono che si sta facendo ed evitando enfasi a dir poco inopportune".

Perugia, 27 aprile 2012



"Purtroppo anche l'Umbria ha il suo Porcellum dei nominati nel listino votato da Pd, Pdl, Prc e Sel. Pronti a eliminare il listino e restituire la scelta ai cittadini"

"Un referendum per eliminare la scandalosa legge elettorale dei nominati, il cosiddetto "Porcellum", e per la reintroduzione delle preferenze, restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare. Allo stesso tempo dare il via a una campagna per cancellare il Porcellum umbro eliminando il listino dei nominati dai partiti". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia l'avvio nei prossimi giorni della raccolta firme per due referendum abrogativi proposti dall'Italia dei Valori. Il primo per cancellare l'attuale legge elettorale, il secondo per la cancellazione delle province.
"Occorre fare un ennesimo sforzo di democrazia - spiega il capogruppo Idv - per cancellare una legge elettorale che lo stesso ideatore certificò come una vera e propria "porcata". Purtroppo però anche l'Umbria ha il suo Porcellum.
E' bene ricordare che da noi c'è una legge elettorale che prevede la nomina di sei consiglieri su diciannove, quelli della coalizione di maggioranza, sottraendoli alla scelta dei cittadini. Un vero e proprio furto di democrazia perpetuato nella scorsa legislatura da un voto-inciucio a firma Pd, Pdl, Rifondazione e Sinistra e libertà, con l'Italia dei Valori unico partito a votare contro e denunciare questo scandalo. Quindi oggi diamo il benvenuto a chi nel Pd si ravvede e vuole riaprire i giochi per eliminare il listino individuato come strumento anti democratico per la rappresentanza dei cittadini".
"Come Idv - aggiunge Dottorini - nella passata legislatura avevamo avanzato una proposta finalizzata a disinnescare gli effetti perversi del listino dei nominati e per restituire la possibilità di scelta agli elettori, ma con motivazioni tecniche assolutamente pretestuose venne allontanata anche questa possibilità, consegnandoci un testo che ha molto a che vedere con il famigerato Porcellum e poco a che spartire con un moderno strumento democratico di scelta dei rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni. La nostra proposta - conclude il capogruppo Idv - avrebbe restituito agli elettori la possibilità di scegliere fra candidati, confermando il bipolarismo, garantendo la governabilità ed un giusto equilibrio tra le province di Perugia e Terni. Ma evidentemente aveva un limite insormontabile: quello di non garantire postazioni di privilegio ad alcuno".

Perugia, 5 agosto 2011
"Veneto al 65 per cento, l'Umbria ferma al 3,3 per cento di comuni che superano il 60 per cento di raccolta differenziata. Media italiana al 13,4, Umbria all'1,28"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): LEGAMBIENTE PREMIA I COMUNI RICICLONI, MA L'UMBRIA NON C'E', NECESSARIA INVERSIONE DI ROTTA

"La classifica dei comuni ricicloni di Legambiente ci inchioda tra le ultime posizioni in Italia. Non è una novità, ma colloca il nostro dato su un contesto nazionale e deve indurci a una inversione di rotta. Magari prendendo esempio dalle regioni più avanzate e iniziando a mettere in atto una seria politica di riduzione, riuso e raccolta differenziata, con investimenti adeguati e con la creazione delle filiere del recupero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta gli sconfortanti numeri che emergono dal dossier di Legambiente sui Comuni ricicloni 2011 che certificano nero su bianco il fallimento delle politiche finora attuate sulla raccolta differenziata dei rifiuti in Umbria.
"A essere presi in esame - spiega Dottorini - sono i comuni che nel 2010 hanno raggiunto almeno il 60 per cento di raccolta differenziata. Raffrontare il 3,3 per cento dell'Umbria con il 65,6 per cento del Veneto o il 34,2 del Friuli o il 28,3 del Trentino è veramente imbarazzante. Persino la Campania, dove Salerno raggiunge il 70 per cento ed Avellino il 64,6, riesce col suo 10,9 per cento regionale a distanziarci alla grande. Occorre scorrere molte pagine prima di trovare un comune dell'Umbria che si piazzi su posizioni significative. Non si riscontrano tracce di città umbre né fra i capoluoghi di provincia, né fra le città sopra i 15mila abitanti. A tenere alta la bandiera della nostra regione vi sono soltanto Piegaro, Tuoro e Giano dell'Umbria. Fanno meglio di noi il Veneto, il Friuli, il Trentino Alto Adige, la Lombardia, il Piemonte, la Campania, la Sardegna, le Marche, l'Emilia Romagna e l'Abruzzo. Il dossier di Legambiente ci dice anche che su scala nazionale sono stati 1290 i comuni italiani che hanno superato il 60 percento di raccolta differenziata, pari al 13,4 per cento della popolazione italiana totale. In Umbria i tre comuni che hanno superato la soglia del 60 per cento rappresentano l'1,28 per cento della popolazione regionale. Il dato si commenta da solo".
"Alla luce di questi dati, che smentiscono in pieno i proclami di chi afferma che in Umbria si sta facendo il massimo - aggiunge Dottorini - registriamo con grande favore le parole della Presidente Marini che anche nell'ultimo Consiglio regionale ha assicurato un impegno straordinario per far decollare la raccolta differenziata, ma non si capisce perché in fase di approvazione del bilancio regionale, non sia stato approvato l'emendamento proposto dall'Italia dei Valori che prevedeva uno stanziamento straordinario per fare decollare la raccolta differenziata, mentre si è modificato il Piano dei rifiuti per accelerare sull'inceneritore. Occorre attivare immediatamente il passaggio da tassa a tariffa e applicare il meccanismo delle premialità e sanzioni per i comuni che non raggiungono gli obiettivi fissati ed è necessario soprattutto sperimentare e collaudare sistemi di porta a porta spinto sul modello di quello che hanno portato il comune di Salerno a consolidare negli anni un primato invidiabile. I dati forniti da Legambiente - conclude Dottorini - ci mostrano un'Italia che procede a due velocità e l'Umbria si colloca purtroppo tra quelle più lente. Il dato eclatante del Veneto certifica al contrario che sistemi di gestione sul modello Vedelago sono la ricetta migliore per far fronte alla situazione. Oggi non possiamo fare a meno di sottolineare che se l'Umbria avesse recepito fin dall'inizio le nostre proposte, che hanno sempre fatto riferimento a quei modelli, forse parleremmo meno di inceneritori e saremmo anche noi a commentare i risultati di una regione virtuosa". 

Perugia, 15 luglio 2011

"Ma il comune di Perugia premia Anonielli confermandolo per la terza volta alla guida di Gesenu. L'assessore Pesaresi si arrampica sugli specchi"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV) RISPONDE A PESARESI (PD): DATI REGIONE E ARPA CERTIFICANO FLOP RACCOLTA DIFFERENZIATA A PERUGIA

"Forse l'assessore Pesaresi ha sbagliato riga nel leggere le tabelle relative alla raccolta differenziata. Infatti Perugia, come dimostrano i dati forniti da Regione e Arpa che alleghiamo in calce, passa dal 32,6 per cento di raccolta differenziata del 2009 a un 35,4 per cento del 2010. E' un dato disastroso, soprattutto se rapportato a quanto previsto dal Piano regionale dei rifiuti che per il 2010 fissava al 50 per cento il livello di raccolta differenziata che Perugia e gli altri comuni avrebbero dovuto raggiungere. I dati storici inchiodano Perugia a una risibile crescita media dell'1,5 annuo. Il resto sono chiacchiere e le chiacchiere, com'è noto, stanno a zero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, risponde alle affermazioni "avventate" dell'assessore all'Ambiente del comune di Perugia, Lorena Pesaresi.
"Nella sua avventurosa arrampicata sugli specchi - aggiunge Dottorini - l'assessore Pesaresi è costretta a difendere l'indifendibile e a sparare cifre che non trovano riscontri in alcun dato consultabile e verificabile. Per parte nostra vorremmo tranquillizzarla: sui rifiuti noi non scherziamo affatto. E proprio per questo diciamo che Perugia e l'Umbria rischiano l'emergenza se non si punta con decisione sulla raccolta differenziata. Questo significa investimenti, sanzioni ai comuni inadempienti, creazione delle filiere del recupero, passaggio da tassa a tariffa per far pagare alle famiglie solo l'indifferenziato che producono. Non sono idee astruse, sono i contenuti del Piano dei rifiuti, nei confronti del quale il comune di Perugia è in molti punti inadempiente, almeno stando ai dati.  Nonostante questo, ci risulta che l'Amministrazione comunale abbia premiato recentemente il presidente di Gesenu, Graziano Antonielli, tra l'altro esponente del Pd, confermandolo per la terza volta e non senza forzature alla guida della società di gestione. I motivi sfuggono ai più: magari saranno state le sue continue dichiarazioni d'amore verso gli impianti di smaltimento ultimi, meglio se inceneritori. Certo non per le elevate performance di Gesenu nel raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, perché quelle non esistono". 
"La verità - aggiunge Dottorini - è che la lentezza e la scarsa convinzione dell'assessorato regionale all'Ambiente rischiano di compromettere irrimediabilmente le previsioni del Piano dei rifiuti. In quest'ottica il blocco della differenziata potrebbe essere funzionale a un disegno che punta a portare in emergenza Perugia e l'intera Umbria, proprio per accelerare l'ampliamento delle discariche e la realizzazione del tanto invocato inceneritore. Il nostro invito è quello di distogliere l'attenzione dall'unico chiodo fisso che ha animato fino ad oggi le politiche regionali, quello della termovalorizzazione, per applicare il Piano dei rifiuti nella sua interezza e non a pezzi, dando impulso soltanto alla parte più arretrata della gestione integrata. E' evidente infatti  - conclude Dottorini - che con questi dati sarebbe assurdo pensare alla chiusura del ciclo e alla realizzazione di impianti di smaltimento ultimo dei rifiuti, mentre occorre intervenire quanto prima con politiche concrete ed efficaci, investendo su metodi di differenziazione spinta, magari basandosi su sistemi meccanico-biologici già funzionanti in altre regioni e separando chi gestisce la raccolta differenziata da chi gestisce gli impianti di smaltimento ultimi".

Perugia, 13 luglio 2011

Scarica le tabelle sulla raccolta differenziata:

Differenziata ferma al 32,9 per cento (+1,5). "Di questo passo obiettivi del Piano raggiunti tra oltre vent'anni. Con questi dati assurdo pensare al termovalorizzatore"
 
RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): PRODUZIONE DEI RIFIUTI IN AUMENTO, FLOP RACCOLTA DIFFERENZIATA: E' IL FALLIMENTO DEL PIANO DEI RIFIUTI

"I dati sulla raccolta differenziata certificano il fallimento delle politiche di gestione dei rifiuti in Umbria. Di questo passo la nostra regione si avvia verso una situazione di emergenza difficilmente recuperabile. Sarebbe opportuno che l'assessore all'Ambiente venisse in Consiglio e spiegarci i motivi di questa pessima performance e della mancata applicazione del Piano regionale dei rifiuti". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta i primi dati relativi alla raccolta differenziata e alla produzione di rifiuti per l'anno 2010 in Umbria.
"Lo scorso anno, rispetto al 2009, la nostra Regione ha registrato un aumento di produzione di 10mila tonnellate di rifiuti, pari a circa 10 chilogrammi in più per abitante, mentre il Piano regionale aveva l'obiettivo di mantenere inalterata la quantità di rifiuti prodotti - ricorda Dottorini -. Ma il vero fallimento è quello relativo alla raccolta differenziata. Andando a scorrere i dati, infatti, troviamo solo un modestissimo 1,5 per cento in più di rifiuti differenziati rispetto al 2009. Riteniamo questa situazione grave e preoccupante dal momento che tutti e quattro gli Ati sono ampiamente al di sotto degli obiettivi del Piano che per il 2010 prevedeva il raggiungimento del 50 per cento di raccolta differenziata".
"Sono dati sconfortanti - commenta Dottorini - che certificano l'inefficacia delle politiche messe in campo dalla Regione e mettono in evidenza la volontà di non attuare il Piano dei rifiuti nella sua interezza, ma solo nella parte che riguarda l'incenerimento. E' ormai evidente infatti che l'impegno dell'assessorato all'Ambiente è rivolto quasi esclusivamente alla chiusura del ciclo e all'accelerazione sull'impianto di smaltimento ultimo. In quest'ottica il blocco della raccolta differenziata potrebbe essere funzionale a un disegno che punta a portare in emergenza l'Umbria proprio per accelerare l'ampliamento delle discariche e la realizzazione del tanto invocato inceneritore".
"Nel dettaglio possiamo vedere come, a fronte di piccoli e medi comuni particolarmente virtuosi, le principali realtà urbane rimangono al palo. Solo per fare qualche esempio Perugia, che nel corso del 2010 ha attivato il servizio di raccolta porta a porta, si ferma al 35,4 per cento con un incremento del 2,8 per cento rispetto al 2009, mentre Terni addirittura peggiora la propria prestazione attestandosi al 32,2 per cento (-1.6 per cento) e Foligno non va oltre il 30,6 per cento. Ma è l'Umbria nel suo complesso a segnare il passo: i comuni dell'Ati1 fanno segnare un aumento dell'1,9 per cento, quelli dell'Ati2 del 2,4 per cento e quelli dell'Ati3 del 2,3 per cento, mentre addirittura nell'Ati4 si registra un calo della raccolta differenziata pari allo 0,7 per cento".
"Il 2010 doveva essere l'anno della svolta e invece certifica, in maniera brutale, la mancata attuazione al Piano dei rifiuti - commenta il Presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali -. Di questo passo l'obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata, previsto per il 2012, non verrà raggiunto neppure tra vent'anni. Per quanto ci riguarda, continuiamo a sostenere che il Piano dei rifiuti non può essere applicato a pezzi, dando impulso soltanto alla parte più arretrata della gestione integrata. E' evidente infatti che con questi dati sarebbe assurdo pensare alla chiusura del ciclo e alla realizzazione di impianti di smaltimento ultimo dei rifiuti, mentre occorre intervenire quanto prima con politiche concrete ed efficaci, investendo su metodi di differenziazione spinta, magari basandosi su sistemi meccanico-biologici già funzionanti in altre regioni".
 
Perugia, 8 luglio 2011
"Nel 2010 la differenziata si ferma al 33%, salendo appena dell'1,5% rispetto al 2009. Dati sconfortanti: di questo passo l'obiettivo del 65% raggiungibile tra oltre 20 anni"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): UMBRIA ANCORA AL PALO SULLA DIFFERENZIATA. INTERESSE CONCENTRATO SOLO SULL'INCENERITORE

"A dispetto delle aspettative, dobbiamo registrare la perdurante inefficacia delle politiche di gestione integrata dei rifiuti messe in atto fino ad oggi. I primi dati relativi al 2010 inchiodano l'Umbria ad un misero 33 per cento di raccolta differenziata, con un incremento che non supera l'1,5 per cento rispetto al 2009. E' un trend modesto e allo stesso tempo costante ormai da diversi anni. Di questo passo gli obiettivi di differenziazione fissati dal Piano dei rifiuti per il 2012 non verranno raggiunti neppure tra venti anni". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta i primi dati disponibili relativi all'andamento della raccolta differenziata in Umbria.
"Una situazione grave e preoccupante - continua Dottorini - che vede tutti e quattro gli Ati ampiamente al di sotto degli obiettivi fissati dal Piano che per il 2010 fissava l'obiettivo del 50 per cento di raccolta differenziata. Sono dati sconfortanti che certificano l'inefficacia delle politiche messe in campo dalla Regione e mettono in evidenza la volontà di non attuare il Piano dei rifiuti nella sua interezza, ma solo nella parte che riguarda l'incenerimento. E' ormai evidente infatti che l'impegno dell'assessorato all'Ambiente è diretto esclusivamente alla chiusura del ciclo e all'accelerazione sull'impianto di smaltimento ultimo. Si spiega solo così l'operazione portata avanti pochi mesi fa, quando con una forzatura apparentemente inspiegabile si sono disconosciuti gli accordi sul Dap, giungendo a una sostanziale modifica del Piano dei rifiuti per accelerare l'individuazione del sito del termovalorizzatore. Lo stallo sulla differenziata, unito a queste forzature, ci danno il polso di una situazione tutt'altro che rassicurante: non vorremmo che la mancanza di impulso alla differenziata fosse finalizzata a portare la nostra regione in emergenza al fine di giustificare l'inevitabilità dell'impianto di smaltimento finale".
"Una situazione - conclude il capogruppo Idv - che conferma i nostri timori sulle reali intenzioni dell'assessorato all'Ambiente. Per quanto ci riguarda, continuiamo a sostenere che il Piano dei rifiuti non può essere applicato a pezzi, dando impulso soltanto alla parte più arretrata della gestione integrata. E' evidente infatti che con questi dati sarebbe assurdo pensare alla chiusura del ciclo e alla realizzazione di impianti di smaltimento ultimo dei rifiuti, mentre occorre intervenire quanto prima con politiche concrete ed efficaci, investendo su metodi di differenziazione spinta, magari basandosi su sistemi meccanico-biologici già funzionanti in altre regioni. Il 2010 doveva essere l'anno della svolta e invece certifica, in maniera brutale, la mancata attuazione al Piano dei rifiuti. E' giusto ricordare che Italia dei Valori continuerà a battersi perché al centro delle politiche sui rifiuti vi siano gli interessi della collettività e non quelli legati al business dell'incenerimento".

Perugia, 11 giugno 2011
 

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