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"Terni, Foligno e Città di Castello le realtà più colpite dagli sforamenti, ma i sindaci, diretti responsabili della salute pubblica, non prendono adeguati provvedimenti"

SMOG. DOTTORINI: DA RILEVAMENTI ARPA EMERGE SITUAZIONE PREOCCUPANTE, REGIONE INTERVENGA SU COMUNI PERCHE' TUTELINO I CITTADINI

"I dati del monitoraggio dell'Arpa parlano chiaro: diversi comuni della nostra regione hanno superato i limiti di Pm10 ammessi dalla legge per più di sette giorni consecutivi. E' doveroso ricordare che i sindaci sono i diretti responsabili della salute pubblica ed hanno tutti gli strumenti per poter agire a fronte di emergenze come questa. E' fondamentale che prendano in mano la situazione ed agiscano immediatamente con tutte le misure precauzionali possibili per ripristinare da subito una qualità dell'aria accettabile. La Regione deve fare la propria parte agendo con la massima tempestività e attivarsi in tutte le maniere perché i comuni facciano ciò che è loro obbligo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente all'assessorato regionale all'Ambiente per conoscere quali azioni intende mettere in atto per superare la situazione di emergenza che continua a colpire i comuni umbri.
"Dai monitoraggi - spiega Dottorini - emerge una situazione assai preoccupante che richiede misure urgenti da parte di tutte le istituzioni. Sono infatti 7 i comuni, su 11 monitorati, che hanno superato i limiti di pm10 ammessi dalla legge, per più di sette giorni consecutivi. La situazione è particolarmente grave a Terni dove, anche nel 2013 è stato ampiamente superato lo sforamento dei limiti consentito annualmente, ma preoccupa fortemente anche la situazione di Foligno e Città di Castello che condividono un triste secondo posto. Dal 2005 e fino all'anno scorso l'Assessorato all'Ambiente si è fatto carico di proporre a Province, Comuni ed Arpa, delle linee guida o protocolli d'intesa in cui erano esplicitati in maniera molto chiara tempi di intervento e misure da mettere in atto in caso di sforamento dei limiti per più di tre giorni consecutivi. Non si capisce perché quest'anno non si sia presa un'analoga iniziativa che, a nostro parere, costituisce l'azione minima da cui partire. La buona qualità dell'aria - prosegue Dottorini - è un diritto di tutti i cittadini e un requisito fondamentale per la salute pubblica. E' piuttosto sconcertante dover constatare che in città come Terni, dove esiste un problema atavico di inquinamento atmosferico, si faccia poco o nulla per elevare la qualità dell'aria ed è altrettanto triste vedere che città di più modeste dimensioni come Foligno e Città di Castello siano interessate da fenomeni che dovrebbero riguardare ben altri contesti urbani. Ad oggi risultano solo timidi provvedimenti presi dai Sindaci di alcuni dei comuni interessati dal fenomeno, ma evidentemente sono assolutamente insufficienti, tant'è che dall'ultimo bollettino Arpa risulta che tutti i Comuni monitorati sono fuori dai parametri ad eccezione di Amelia e Orvieto. E' ora di fare sul serio, innanzitutto informando a dovere i cittadini delle ordinanze emesse e poi assumendo provvedimenti realmente efficaci e risolutivi. Evidentemente ci troviamo di fronte a realtà in cui non esistono piani per la mobilità sostenibile o, se esistono, stanno fallendo miseramente".
"In questi giorni - conclude Dottorini - il Consiglio regionale ha licenziato il Piano qualità dell'aria predisposto dalla Giunta regionale, ma è fondamentale attivare misure tempestive e concrete da subito, perché la situazione attuale non consente indugi. E' necessario da subito ripartire almeno con le azioni previste dall'ultimo protocollo d'intesa ed estenderle a tutti i comuni in cui si sono verificati i superamenti dei limiti".

Perugia, 20 dicembre 2013
"Non si fermano di fronte a nulla. Ma le persone valgono più dei conti pubblici. Approvare subito nostra proposta per contrastare e prevenire il rischio dipendenza da gioco d'azzardo"



"Il centro destra sarà pure nuovo, ma di certo non ha perso il vecchio vizio di schierarsi a difesa degli interessi economici di pochi a discapito dell'interesse generale. L'emendamento contro gli enti locali che contrastano il gioco d'azzardo è di una gravità assoluta ed è incomprensibile come possa essere stato votato anche da forze che si dicono di centrosinistra. Da parte nostra la pensiamo esattamente all'opposto e speriamo che venga approvata quanto prima la nostra proposta di legge per contrastare, prevenire e ridurre il rischio di dipendenza rispetto a un fenomeno che anche in Umbria appare in dilagante ascesa". Così Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta l'approvazione al Senato di un emendamento, presentato dal Nuovo centrodestra al decreto "Salva Roma" e approvato anche con i voti di 140 senatori di Partito democratico, Scelta Civica e Gal, che prevede di tagliare i trasferimenti statali a Comuni e Regioni che decidano di ostacolare la diffusione del gioco d'azzardo, generando minori entrate all'erario.
"Non si fermano di fronte a nulla, neppure davanti ai drammi di migliaia di famiglie che cadono nella rete della dipendenza. Gli spot elettorali contro sale Bingo e slot machines - spiega Dottorini - sono svaniti in un baleno di fronte all'urgenza di fare cassa. L'approccio ragionieristico e la spiccata sensibilità ai richiami della potente lobby del settore hanno avuto la meglio sulla necessità di contrastare una vera e propria emergenza sociale. Mi domando tra l'altro se i senatori si sono mai chiesti quali costi sociali e sanitari debba affrontare lo Stato per riparare ai danni causati dalla dipendenza dal gioco, la cosiddetta ludopatia, fenomeno che sta sempre più dilagando e che sta portando alla rovina molte famiglie. All'opposto, occorre premiare chi ha il coraggio di andare in direzione contraria, anche a costo di rimetterci economicamente. Pensiamo a tutti gli esercenti che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco, per i quali la nostra proposta prevede l'istituzione di un marchio regionale etico "slot free", con misure premianti nei bandi per gli incentivi alle attività commerciali e agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale".
"Nemmeno di fronte ad una vera e propria emergenza sociale come la ludopatia - conclude Dottorini - lo schieramento delle larghe intese ritrova il decoro e l'etica per attuare provvedimenti giusti e a favore dei cittadini. E' ormai urgente cambiare passo e sistema, ricollocando al centro della politica la persona umana al posto degli interessi di chi è capace soltanto di speculare sul debito del nostro Paese".

Perugia, 19 dicembre 2013
"Dimezzamento indennità per Presidente e Cda, valutazione competenze del Direttore generale, ruolo attivo del Consiglio regionale al centro della proposta"




"Più trasparenza ed efficacia, dimezzamento delle indennità per le figure apicali, selezione meritocratica, verifica puntuale dei risultati. La mia è una proposta che da un lato va incontro a quanto previsto dalla normativa nazionale e dall'altro migliora la funzionalità dell'Istituto zooprofilattico, introducendo elementi di risparmio e riconoscimento del merito nell'individuazione delle figure amministrative e dirigenziali". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato una proposta di legge di modifica ed integrazione delle norme per l'organizzazione e la gestione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche.
"L'Umbria - spiega il presidente della Prima commissione - deve adeguare la propria normativa alla mutata legislazione nazionale e, allo stesso tempo, deve mantenere il primato nazionale di efficienza nello specifico settore della zooprofilassi. La mia proposta di legge mira quindi a rispondere al dettato del decreto legislativo 106/2012 e fa perno su alcune modifiche ed integrazioni della legge regionale vigente in grado di rendere più incisive ed efficaci le modalità gestionali, di garantire maggiore qualità professionale agli organi di governo e alle figure apicali dell'Istituo e a migliorare la trasparenza e le funzioni di controllo da parte del Consiglio regionale. Nel 1997 - spiega Dottorini - Umbria e Marche furono le prime regioni in Italia ad ammodernare l'assetto organizzativo e gestionale dell'Istituto, trasformandolo in una vera e propria azienda sanitaria, al pari delle Usl delle aziende ospedaliere. Ora è necessario rimettere mano a quella normativa per prevedere la possibilità per l'Istituto zooprofilattico di svolgere attività di supporto tecnico-scientifico e di stage nei corsi di laurea in medicina veterinaria, nelle scuole di specializzazione e nei dottorati di ricerca e per apportare alcuni correttivi agli organi di governo dell'Istituto. In particolare, oltre al dimezzamento delle indennità di carica per il presidente e i componenti del Cda, la nostra proposta riduce la durata in carica del Consiglio di amministrazione da cinque a quattro anni e prevede che i componenti debbano documentare, oltre al possesso del diploma di laurea, una adeguata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza degli alimenti. Inoltre viene introdotto l'obbligo per il Consiglio di amministrazione di render conto annualmente ai Consigli regionali di Umbria e Marche di quanto realizzato nell'anno di attività. Al fine di garantire la necessaria indipendenza dalle logiche spartitorie, si prevede anche una Commissione specifica, costituita da soggetti terzi, con il compito di valutare in maniera trasparente ed oggettiva le reali competenze dei candidati alla nomina di direttore".
"Credo sia una proposta che risponde appieno sia alle previsioni normative nazionali sia a un'esigenza di maggiore efficacia e trasparenza nelle scelte. I tempi sono piuttosto ristretti - aggiunge Dottorini - dal momento che nel corso di questa estate andranno a scadenza gli attuali organi sociali, che dovranno quindi essere rinnovati con la nuova normativa. Per questo confido che anche la Giunta regionale avverta l'esigenza di imprimere un'accelerazione su questo tema. Difendere lo status quo o alcune rendite di posizione credo sia inopportuno oltre che inammissibile".


Perugia, 24 maggio 2013
"La Regione purtroppo ha dato credito a Comune e Asl 1, scegliendo la perizia più onerosa e meno appetibile. Ogni giorno che passa l'immobile perde di valore"

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"Il bando di asta pubblica per l'alienazione dell'ex ospedale di Città di Castello rischia di trasformarsi nell'ennesimo flop e di non trovare alcuno pronto ad investire la cifra di 4milioni e 750mila euro per un edificio che sta cadendo letteralmente a pezzi e che necessita di lavori di consolidamento urgenti ed molto onerosi". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (capogruppo Idv) commenta l'atto approvato recentemente dalla Giunta regionale che prevede l'alienazione dell'intero immobile.
"È giusto sottolineare - aggiunge Dottorini - che la stima del prezzo è stata fatta da un collegio peritale composto da tecnici del comune di Città di Castello e della Asl n.1 e non è invece stata considerata la perizia stimata dall'Agenzia del Territorio che è pari a 3 milioni e 780mila euro e quindi più consona allo scopo che si sta perseguendo. Sicuramente la decisione di dare credito al parere del comune di Città di Castello e della Asl 1 peserà molto sull'esito dell'asta e sulla buona riuscita dell'alienazione dell'immobile. A nostro avviso infatti la stima dell'Amministrazione tifernate è spropositata e rischia di mandare deserta l'asta di alienazione, compromettendo ulteriormente il futuro della struttura che, oltre a non essere mai stata oggetto di alcun serio progetto di recupero a vantaggio della città, ogni giorno che passa si deteriora e perde di valore, lasciando spazio a una inammissibile situazione di degrado, incuria e carenza di manutenzione. In questo contesto tutte le ipotesi di un recupero virtuoso stanno tramontando. E con queste cifre sarà complicato trovare qualche privato pronto ad investire".
"Purtroppo, unico caso in Umbria, negli anni non risulta alcun progetto o piano di recupero avanzato dal comune e sicuramente la Regione ha sbagliato a prendere per buone le stime avanzate dall'amministrazione tifernate e dalla Asl 1 per l'asta pubblica. Piuttosto la Regione deve tentare di trovare una soluzione a prescindere dalle conclamate mancanze del Comune. Anche perché - aggiunge Dottorini - in questo modo rischiamo che la soluzione si allontani inesorabilmente, aggravata oltre che dall'incapacità amministrativa anche da una crisi economica che scoraggia investimenti e soluzioni positive per la collettività. Adesso non resta che attendere di vedere il bando vero e proprio che l'agenzia Umbria Sanità dovrà presentare alla Giunta regionale per l'approvazione definitiva, ma già da ora possiamo dire che siamo di fronte al rischio di perdere un'altra occasione per restituire alla città un bene di grande valore architettonico, culturale ed affettivo".

Perugia, 17 maggio 2013 

Guarda il video della visita all'ex ospedale nel marzo 2012

"Rigore ed equilibrio per regolare il rapporto tra uomo e animali. Maltrattamenti, sperimentazioni, combattimenti, esche avvelenate e altri temi al centro della pdl" 

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"Favorire e normare la coabitazione degli animali da affezione con l'uomo per tutelare il loro benessere e nello stesso tempo promuovere comportamenti idonei a tutela della sanità pubblica e combattere l'abbandono ed il randagismo". Il consigliere regionale Oliviero Dottorini riassume così il senso della proposta di legge "Norme in materia di tutela degli animali d'affezione e lotta al randagismo" che lo vede come proponente e che inizierà lunedì 13 maggio il suo iter nella III commissione consiliare permanente di Palazzo Cesaroni.
"Il provvedimento - spiega Dottorini - va a modificare e ad integrare la legge regionale 19 del 1994 che quasi venti anni fa affrontava già in maniera matura ed evoluta la questione della convivenza fra uomo e animale da affezione. Dal '94 ad oggi sono però intervenute numerose norme, sia nazionali che europee, che hanno sancito una importante evoluzione nel rapporto fra l'uomo e gli animali ed hanno riconosciuto a questi ultimi lo status di 'esseri senzienti'. Per questo abbiamo tentato di proporre un testo ampio ed equilibrato, che va a toccare tutti gli aspetti della convivenza fra l'uomo e gli animali d'affezione, valorizzando al massimo la prevenzione sanitaria, il possesso consapevole ed il coinvolgimento attivo delle associazioni animaliste. Il testo - prosegue Dottorini - ha già ottenuto il via libera da parte del Cal e prevede importanti novità: dalla repressione di ogni forma di maltrattamento, compreso l'abbandono, alla prevenzione e controllo del randagismo, dalla questione delle esche avvelenate ai combattimenti tra animali, dalle sperimentazioni scientifiche allo spinoso tema degli animali nei circhi. Abbiamo introdotto il divieto di possesso di animali da affezione per coloro che sono stati condannati per maltrattamenti e siamo andati a definire le modalità di soppressione degli animali, le corrette modalità di sperimentazione e i comportamenti da adottare in caso di furto o di smarrimento. Un capitolo importante è quello dedicato agli intrattenimenti con animali ed abbiamo tenuto ben distinto il loro utilizzo in manifestazioni popolari, storiche e culturali, da quello nei circhi in cui spesso gli animali vengono tenuti in condizioni inammissibili. E' sicuramente un aspetto innovativo l'istituzione presso l'assessorato alla Tutela della salute, della Consulta regionale per la tutela degli animali che ha, fra le altre funzioni, quella importantissima di predisporre piani per la prevenzione ed il controllo del randagismo, nonché quello di verificare, a posteriori, la loro corretta applicazione. Altro aspetto fondamentale della proposta è quello che tratta le prestazioni di medicina veterinaria di base e le modalità, per i veterinari liberi professionisti, di ottenere l'accreditamento e la possibilità di operare in tutto il territorio regionale e stipulare convenzioni con Comuni, Asl e associazioni animaliste". 
"Riteniamo di aver messo mano con rigore ed equilibrio a un argomento che riguarda direttamente migliaia di abitanti della nostra regione. La proposta che andremo a presentare lunedì in commissione - spiega Dottorini - è frutto di un lavoro paziente e meticoloso condotto con rappresentanti delle associazioni animaliste, ma anche con medici veterinari e privati cittadini ed ha l'ambizione di apportare elementi di novità e fare chiarezza su una problematica molto delicata e sentita dall'opinione pubblica. Riteniamo questo testo molto bilanciato e lo consideriamo aperto al contributo di tutti. Per questo ci auguriamo che possa incontrare un consenso pressoché unanime dell'Assemblea legislativa come è avvenuto in altre regioni italiane che recentemente hanno legiferato sulla stessa materia". 

Perugia, 10 maggio 2013


"Già presentata interrogazione alla Giunta per chiedere azioni concrete. Impegno su emendamento a Bilancio per ottenere risposta anche in termini economici"

AMBIENTE. DOTTORINI (IDV): REGIONE E COMUNE INTERVENGANO PER BONIFICARE POZZI INQUINATI E SOSTENERE SPESE CITTADINI PER ALLACCI

"Regione e comune di Città di Castello intervengano, ognuno per le proprie competenze, per affrontare seriamente e rapidamente il problema della bonifica dei pozzi inquinati e per sostenere i cittadini che si trovano a fronteggiare un reale disagio e costi aggiuntivi per le spese di allaccio all'acquedotto comunale. Molte famiglie, che fino ad oggi potevano usufruire liberamente dell'acqua dei propri pozzi, sono costrette a farsi carico di spese di allaccio al servizio idrico a volte veramente rilevanti, soprattutto in un periodo di grandi difficoltà economiche come quello che stiamo vivendo. Siamo ancora in attesa della risposta alla nostra interrogazione, ma è opportuno che la Regione inizi da subito a dire come intende intervenire sia per bonificare le aree coinvolte, sia per supportare i cittadini nello sforzo economico che sono di fatto obbligati a compiere, senza alcuna responsabilità per la situazione che si è venuta a creare". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, interviene in seguito all'incontro con i cittadini di Riosecco sulla problematica relativa all'inquinamento dei pozzi nel comune di Città di Castello.
"L'inquinamento da trielina e derivati sta assumendo dimensioni rilevanti nel Comune di Città di Castello e già si parla di situazioni analoghe a quelle di Riosecco-Regnano anche per Trestina. Tuttavia il fenomeno si ripete in numerose aree della Regione ed è opportuno che l'esecutivo prenda atto di una situazione di emergenza che non può più essere ignorata. Cittadini che per decenni hanno potuto usufruire dell'acqua dei propri pozzi gratuitamente si sono ritrovati dall'oggi per domani con il divieto di utilizzarla sia per usi potabili che irrigui. Obbligati, di fatto, ad allacciarsi all'acquedotto comunale, pagando i relativi oneri. Per quanto ci riguarda chiediamo sia al Comune che alla Regione un intervento diretto e, in ogni caso, presenteremo un emendamento alla prossima manovra di Bilancio per consentire un fondo di solidarietà per le popolazioni colpite dall'inquinamento ambientale".

Perugia, 5 dicembre 2012
"Possibile che in molti abbiano usufruito dell'acqua inquinata per anni o addirittura per decenni. Occorre capire come si intende bonificare l'area e in quali tempi"

Pozzi inquinati Riosecco 9-11-2012

"Su Riosecco sta emergendo una situazione seria e non ancora definita nei suoi reali contorni. Al netto di raccomandazioni sussurrate e informazioni che appaiono tardive, gli abitanti stanno prendendo consapevolezza di un'amara realtà: i pozzi da cui hanno attinto acqua per decenni non sono più utilizzabili né per i consumi domestici né per le annaffiature. E i tempi di bonifica si preannunciano lunghi e complessi, dal momento che le sostanze inquinanti presentano caratteristiche di persistenza abbastanza elevate". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni, torna sulla vicenda dei pozzi inquinati nell'area di Riosecco-Regnano, all'indomani dell'assemblea informativa organizzata dal Comune di Città di Castello.
"Oggi - aggiunge Dottorini, che ha già presentato un'interrogazione in Consiglio regionale - veniamo a sapere che i primi controlli a campione, con relative "avvisaglie" dell'inquinamento, risalgono a oltre dieci anni fa. Ma nel corso degli anni sono state emesse ordinanze singole e nominali senza, a quanto pare, avvertire la necessità di estendere le informazioni agli abitanti di tutta l'area interessata, in modo capillare e circostanziato, rendendoli realmente consapevoli della situazione. E' possibile quindi che in molti abbiano usufruito dell'acqua inquinata per anni o addirittura per decenni, dal momento che tetracloroetilene e tricloroetilene hanno tempi di persistenza nell'ambiente piuttosto lunghi. E' vero che l'approccio scientifico rispetto a queste sostanze è notevolmente mutato negli anni e solo recentemente l'Istituto superiore di sanità ha sconsigliato l'uso irriguo delle acque contaminate, ma è mia opinione che negli anni vi sia stata una carenza informativa evidente, tant'è che molte famiglie continuano a non essere allacciate all'acquedotto comunale". 
"Ora - conclude Dottorini - è bene correre ai ripari, senza allarmismi, ma anche senza sottovalutazioni. Devono essere effettuate analisi non solo a campione e deve essere consentito l'immediato allaccio all'acquedotto a costi ridotti per le famiglie che ne sono prive. Occorre individuare uno sportello che sia in grado di fornire spiegazioni adeguate e tempestive a tutti i cittadini e prevedere un aggiornamento per la popolazione almeno tre volte l'anno, in concomitanza con la realizzazione delle analisi. Ma soprattutto occorre capire come si intende bonificare l'area e in quali tempi. Infine un'amara constatazione: questa situazione, oltre a metterci in una condizione di apprensione per la nostra salute, ci priva della possibilità di godere di un bene primario come l'acqua che da secoli abbiamo potuto utilizzare gratuitamente per alimentarci e per coltivare. Da oggi per le famiglie residenti nell'area inquinata sarà più difficile poter godere dei frutti del proprio orto, con il ruolo sociale ed economico che questa pratica riveste. Non è una perdita da poco".

Perugia, 20 novembre 2012

Contributo Idv determinante: "Su prevenzione, partecipazione, umanizzazione cure e rapporti Regione-Università proposte nell'interesse dei cittadini"

SANITA'. DOTTORINI (IDV): ACCOLTE MOLTE NOSTRE PROPOSTE, ADESSO ELIMINARE DOPPIONI E RENDITE DI POSIZIONE

"Abbiamo detto sì a una riforma che contiene elementi innovativi e di razionalizzazione del sistema sanitario. Ora però occorre rendere concreto il passaggio culturale che vede il sistema spostarsi da una sanità basata sull'ospedalizzazione ad una basata sul territorio e sulla prevenzione. Case della salute, integrazione, coinvolgimento vero di cittadini e malati daranno la misura del successo della riforma. Ma soprattutto sarà sulla capacità di eliminare duplicazioni, rendite di posizione e centri di potere consolidati che si valuterà il coraggio e la determinazione della giunta ad operare una reale svolta nel sistema sanitario regionale". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta l'approvazione da parte del Consiglio regionale della legge di riforma dell'ordinamento sanitario regionale.
"La scelta di due Asl e due Aziende ospedaliere - spiega Dottorini - è una soluzione accettabile, seppure non sia da considerare l'aspetto centrale della riforma. E' invece fondamentale la scelta di dare centralità ai territori, e quindi alle funzioni di distretto, alla prevenzione, al ruolo del medico di medicina generale, alle strutture di cura intermedie e alle Case della salute. Su molti temi il gruppo Idv è riuscito ad affermare proposte che hanno avuto il merito di correggere le principali storture presenti nel testo, rendendolo più moderno ed efficace. Abbiamo introdotto norme sull'umanizzazione delle cure e sulla valutazione della responsabilità sociale delle Asl. Abbiamo garantito maggiore autonomia alle professioni sanitarie non mediche, introdotto norme che rendono effettiva e reale la partecipazione dei cittadini, dei malati e delle loro organizzazioni, attraverso lo strumento dell'audit civico e della conferenza annuale dei servizi a livello di distretto. Grazie al nostro intervento vengono rafforzate le misure sulla prevenzione e sull'Osservatorio epidemiologico regionale, centrale per una corretta programmazione. Infine siamo riusciti ad affermare criteri stringenti che qualificano l'integrazione dell'Università degli studi nel Sistema sanitario regionale e che assicurano una reale compartecipazione sia degli oneri che dei risultati di gestione".
"Sappiamo tutti bene - conclude Dottorini - che quando si parla di salute ai cittadini non interessa certamente il numero o la sede delle Asl, né tanto meno il colore politico di questo o quel revisore contabile. Ciò che interessa è vedere tutelato il proprio diritto alla salute e avere un accesso universalistico e pubblico a servizi di qualità".

Perugia, 7 novembre 2012

"I partiti non scelgano chi deve controllare i bilanci delle aziende sanitarie. Occorre selezionare professionisti capaci con l'estrazione dal registro pubblico"

SANITA'. DOTTORINI (IDV):

"Revisori dei conti e collegi sindacali non possono essere né di destra né di sinistra, né di maggioranza né di minoranza. Non possiamo far passare il principio che i revisori dei conti delle Asl siano frutto di una trattativa tra maggioranza e opposizione in cui a perdere sarebbero sempre e comunque i cittadini. Gli organismi preposti al controllo dei bilanci degli enti pubblici, quindi anche di quelli delle Aziende sanitarie, devono essere estratti a sorte da un elenco di soggetti con alta professionalità, come già previsto dalla nostra proposta di legge depositata in Consiglio regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sulla discussione in Commissione del disegno di legge di riforma della sanità umbra.
"Riteniamo - continua Dottorini - che parlare di spartizioni tra maggioranza e minoranza non serva a garantire imparzialità e professionalità, ma contribuisca solamente all'aumento delle già troppe nomine di carattere politico che ci sono nell'ordinamento della nostra Regione. La nostra proposta è invece lungimirante e non esclude nessuno per ragioni politiche, ma si affida alla competenza per individuare professionisti di provate capacità ed esperienza in grado di esercitare il controllo con la dovuta terzietà e imparzialità".

Perugia, 30 ottobre 2012
A Palazzo Cesaroni conferenza stampa dell'Italia dei Valori per illustrare emendamenti e proposte riguardanti il riordino del sistema sanitario umbro disegnato dalla Giunta Marini, sul quale c'è una "sostanziale condivisione". Riaffermare la centralità del cittadino e introdurre forme più autentiche di partecipazione. Avviare la sperimentazione della "Casa della salute". Puntare sulla prevenzione. Serve un osservatorio esterno per valutare efficienza ed efficacia delle misure che verranno intraprese. "No ai localismi. Non siamo noi quelli che frenano".



(Acs) Perugia, 25 giugno 2012 - L'Italia dei Valori ha illustrato in una conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Cesaroni (oltre ai consiglieri regionali Dottorini e Brutti erano presenti Federico di Bartolo e Guido Petracca del Dipartimento sanità IdV) i propri emendamenti al disegno di legge di riordino della sanità regionale e le proprie proposte per quella che diverrà la delibera di Giunta definitiva.
"Il nostro intento è costruttivo - ha chiarito il capogruppo Oliviero Dottorini - e le proposte sulle quali è articolata la nostra iniziativa vogliono dare forza alla volontà manifestata dall'Esecutivo attraverso le misure di riordino del sistema sanitario regionale, sulle quali c'è sostanziale condivisione. Le nostre osservazioni sono nel merito e non hanno alcun intento polemico o strumentale. Non siamo 'frenatori' - ha aggiunto - caso mai altri sono interessati a questioni localistiche".
Nel dettaglio, l'Italia dei Valori concede credito e fiducia al progetto di due aziende "fortemente" integrate, "continuando a garantire i livelli essenziali di assistenza in maniera universalistica, senza partecipazione alle spese da parte dei cittadini". Per fare questo occorre "eliminare duplicazioni e sovrapposizioni, anche laddove la Giunta non riesce a tagliare come si dovrebbe". Non convince la previsione della emodinamica anche a Branca e Foligno: per l'IdV va fatta nei due ospedali principali di Perugia e Terni. E' giunto il momento di avviare una sperimentazione della Casa della salute in ciascuno dei 12 Distretti regionali, "senza ulteriori spinte dovute a interessi campanilistici". Tale sperimentazione consiste nella "presa in carico del paziente dalla nascita alla morte", un paziente che abbia una "cartella clinica informatizzata, dove la sanità si fa carico di costruire il percorso del malato con l'intera storia medica personale, senza che sia necessario portare da casa faldoni e cartelle precedenti, e il più possibile a chilometri zero. Laddove possibile, occorre adottare un trattamento "semiresidenziale": il paziente torna a casa la sera, per unire alla terapia la serenità dello stare in famiglia". Per fare questo serve una sanità fortemente integrata, che promuova il coordinamento delle politiche territoriali al fine di raggiungere gli obiettivi di salute. Una sanità dove emerga la centralità del cittadino e la sua dignità come persona, da tutelare anche attraverso quella "umanizzazione delle cure" a cui l'IdV dedica uno specifico emendamento, perché "la qualità degli operatori sanitari è fondamentale, al pari della privacy, del rispetto per la persona, del dialogo, della terapia del dolore".
La prevenzione è un altro dei punti qualificanti: "occorre promuovere stili di vita congrui e fare un monitoraggio efficace, prima di ricorrere a risonanze magnetiche e costose terapie farmacologiche. E' un investimento - hanno spiegato gli esponenti dell'IdV - che darà i suoi frutti nel tempo".
Necessaria anche una maggiore partecipazione: "l'attuale Piano ha disatteso le aspettative, mentre sarebbe opportuno un Osservatorio epidemiologico regionale di grande profilo con un sistema di valutazione non autoreferenziale ma attraverso un organismo indipendente composto da competenti soggetti terzi, contemplando anche il fondamentale coinvolgimento di sindaci, utenti e associazioni".
Per ciò che riguarda i protocolli d'intesa delle Aziende ospedaliero-universitarie, essi dovranno vincolare gli atti aziendali definendo: "i criteri per la costituzione  delle strutture per le attività assistenziali; i criteri relativi ai fabbisogni formativi; le tipologie di ricerche e i criteri di ripartizione dei relativi oneri e utilizzo dei risultati; la compartecipazione di Regione e Università ai risultati di gestione".
A fronte dei numerosi emendamenti e suggerimenti dell'Italia dei Valori, rimane la sostanziale condivisione degli obiettivi individuati dalla Giunta regionale, anche se poi "è nella gestione delle idee che possono insorgere problemi - fa rilevare Paolo Brutti - legati alla realizzazione sul territorio dei principi adottati, come si evince dalle reazioni anche dure di alcune realtà e di alcune aree politiche anche interne alla maggioranza. Quello che noi proponiamo - ha concluso Brutti - è un cambiamento di filosofia, dall'assistenza ospedaliera a quella a casa, diminuendo la pressione sugli ospedali. Inoltre va considerato che, pur trattandosi di una riforma che darà risultati nel medio periodo, le economie devono essere subito visibili, dato che già nel 2013 mancheranno tante risorse. La Regione ci ha assicurato che l'equilibrio verrà raggiunto, che con due Aziende ospedaliere e due Asl, a Perugia e a Terni, ci sarà un risparmio. Chi propone altre sedi dovrà dimostrare che conviene. Vedremo se le pressioni localistiche svuoteranno o meno la riforma. Combatteremo contro chi mette i bastoni fra le ruote. Non si torna indietro". PG/pg

 

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