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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ultime notizie in Sanità e salute

"Sì a tavolo istituzionale per impegni precisi e verificabili. Nonostante lo sforzo dell'Umbria, a rischio i servizi per i disabili"

DISABILITA'. DOTTORINI (IDV): INSOSTENIBILI I TAGLI DEL GOVERNO ALLA NON AUTOSUFFICIENZA. ISTANZE ASSOCIAZIONI GIUSTE E CONDIVISIBILI

"Le istanze portate oggi in Consiglio regionale dai rappresentanti di Fish Umbria sono condivisibili, fotografano una situazione molto preoccupante e quindi vanno prese sul serio. I pesantissimi tagli del Governo Monti si abbattono come una scure sul nostro stato sociale e sui diritti fondamentali dei cittadini, salvaguardando rendite di posizione acquisite e penalizzando i più deboli. La proposta di un tavolo interistituzionale che assuma impegni precisi e verificabili incontra la nostra piena disponibilità, anche per ridefinire criteri e ordine di priorità dei risparmi da realizzare, garantendo la presa in carico globale e la partecipazione alla scelta dei servizi e degli interventi degli stessi destinatari delle politiche sociali e socio-sanitarie". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia il proprio sostegno alla protesta organizzata dalla Fish Umbria onlus (Federazione Italiana Superamento Handicap) che oggi ha manifestato fuori da Palazzo Cesaroni.
"L'attacco sferrato alle politiche per la disabilità si sta manifestando in tutta la sua gravità. A fronte di uno sforzo considerevole da parte della regione Umbria - spiega Dottorini - che è riuscita a riconfermare gli stanziamenti degli anni passati per il sociale e per la non autosufficienza, fa riscontro il gravissimo azzeramento del fondo statale che rende impossibile per gli enti locali garantire il mantenimento dell'universalità ed equità dei servizi di assistenza. Ma al di là della mannaia del governo, occorre effettuare una verifica puntuale di quanto della legislazione nazionale e regionale viene realmente applicato da enti locali, aziende sanitarie e servizi territoriali, assumere i principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità come elemento vincolante nella definizione dei servizi da erogare".
"Oggi - aggiunge il capogruppo Idv - si toccano con mano gli esiti dell'errore di non aver voluto accogliere la proposta del gruppo regionale Idv che prevedeva un fondo di scopo per il sociale, alimentato dall'aumento dell'Irpef per i redditi sopra i 75mila euro e dall'aumento dei canoni di concessione pagati dalle aziende per i prelievi di acqua da imbottigliare e per le attività di cava. Queste semplici misure avrebbero generato un fondo di circa 4 milioni di euro in grado di compensare, anche se parzialmente, i tagli governativi.
Ma al di là degli errori commessi, è giusto prendere atto di una situazione che se non gestita nella maniera opportuna causerà enormi disagi a famiglie e persone che verranno private dei loro diritti fondamentali".

Perugia, 19 giugno 2012
"Cittadini esasperati dal superamento della soglia di rumore nei pressi del deposito Abbondanza. Arpa e tecnici hanno già certificato, ma nulla si muove" 

SALUTE. DOTTORINI E COLOMBO (IDV): INTERROGAZIONI A GIUNTA REGIONALE E SINDACO PER INQUINAMENTO ACUSTICO A CINQUEMIGLIA

"Il costante superamento della soglia limite di rumore, certificato da Arpa Umbria, pone a serio rischio la salute e la tenuta psico-fisica di chi abita a Cinquemiglia e dal 2008 sta combattendo una battaglia civica per veder riconosciuto il diritto universale alla salute e alla vivibilità". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Roberto Colombo, capogruppo dell'Italia dei Valori in Comune, annunciano di aver presentato due interrogazioni, alla Regione e al Sindaco di Città di Castello, per chiedere spiegazioni riguardo alla vicenda di inquinamento acustico che vede coinvolte numerose famiglie residenti nella frazione di Cinquemiglia, vicino al deposito di una nota rete di supermercati (Italcash-Abbondanza).
"La vicenda - continuano Dottorini e Colombo - si protrae da troppo tempo, con esposti e lettere di denuncia da parte di cittadini esasperati dai rumori che di giorno e di notte provengono dallo stabilimento e dai camion in sosta permanente lungo via Donini, mettendo a dura prova le condizioni di vivibilità dell'area. Non è nostra intenzione entrare nel merito giuridico della vicenda, ma le misurazioni Arpa e quelle effettuate da tecnici terzi dimostrano come il differenziale di rumore, ovvero la differenza in decibel che c'è a finestre aperte e finestre chiuse, supera abbondantemente i limiti stabiliti per legge. Purtroppo a nulla sono servite le due ordinanze sindacali emesse dallo stesso comune di Città di Castello nel 2011, che obbligano l'azienda a risolvere il problema e nell'immediato a sospendere tutti i processi che causano il superamento dei limiti acustici, e nemmeno un recente esposto dei cittadini al sindaco Bacchetta ha sortito effetto. Le ultime misurazioni effettuate dall'Agenzia regionale per l'ambiente nei primi mesi del 2012 certificano ancora una volta il superamento della soglia di rumore stabilito dalla legge, ma il Comune è restato immobile, non ha emanato nuove ordinanze e nel frattempo tra i cittadini e l'azienda è iniziato un contenzioso giudiziario presso il Tar. Contenzioso che ha visto il Comune impegnato in una maniera che appare morbida e irrisoluta".
"Per questo chiediamo alla Regione e al Comune - concludono Dottorini e Colombo - che oltre alla presa d'atto del serio problema per la salute e per la vivibilità dei cittadini causato dal superamento della soglia di rumore si agisca anche per verificare l'inquinamento dell'aria dovuto alla sosta selvaggia e con motore accesso degli autocarri, sia nelle ore notturne che diurne. In tutto questo riteniamo che spetti al Comune svolgere il ruolo di garante per la salute dei cittadini e che, pertanto, quando si presenta un problema così serio sia tenuto a far valere le proprie prerogative, considerando anche le due ordinanze già emesse nel corso del 2011".

Città di Castello, 15 giugno 2013


"Bene la Giunta sulle previsioni di riforma contenute nel Dap. Necessario rompere rendite di posizione e togliere i sostegni ai centri di potere che in alcune Asl si sono creati negli anni"
 
SANITA'. DOTTORINI (IDV): AVANTI CON CORAGGIO SULLA STRADA DELLE RIFORME. PASSARE SUBITO DA 4 A 2 ASL E UNICA AZIENDA OSPEDALIERA

"Sulla sanità occorre procedere spediti sulla via delle riforme, con coraggio e senza lasciarsi irretire da chi difende lo status quo. Le posizioni che la Giunta regionale sta assumendo nel Documento annuale di programmazione (Dap) sono da questo punto di vista condivisibili e troveranno il nostro sostegno in Consiglio regionale. Bisogna passare subito almeno alla riduzione da 4 a 2 Asl e andare verso un'unica azienda ospedaliera integrata. E' inoltre necessario ridisegnare le relazioni tra le Aziende ospedaliere, i Dipartimenti di emergenza e accettazione (Dea) e gli ospedali di territorio, al fine di definire con maggior chiarezza gli ambiti di intervento ed evitare casi di duplicazione di strutture e funzioni o eccessivo accentramento di servizi". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei valori, Oliviero Dottorini, interviene a proposito della necessità di riformare gli assetti del sistema sanitario dell'Umbria.
"E' giunto il momento - continua Dottorini - di togliere i sostegni che reggono i centri di potere che in alcune Asl si sono negli anni creati. In una fase caratterizzata da una carenza drammatica di risorse, con un Patto per la Salute che minaccia tagli ai presidi ospedalieri e all'intero sistema sanitario, non si può più attendere e si deve procedere con convinzione ad un'opera di razionalizzazione che eviti impropri fenomeni di assorbimento degli scarsi fondi a disposizione, per orientare invece le risorse al miglioramento della qualità dei servizi sanitari. La semplificazione dell'assetto organizzativo delle Asl e delle Aziende ospedaliere dovrebbe poi servire anche a potenziare la fase di programmazione e l'omogeneità delle prestazioni offerte su tutto il territorio regionale. Nei rapporti con l'università l'obiettivo è la sostanziale condivisione delle responsabilità gestionali attraverso procedure e regole rigorose e condivise che non lascino sacche di discrezionalità avulse da valutazioni complessive e che puntino all'eccellenza".
"Il gruppo Idv - conclude Dottorini - non farà mancare il suo appoggio ad un processo che vada nella direzione di una riforma vera e non di facciata, in grado di rompere rendite di posizione e di evitare contraccolpi sui servizi ai cittadini. Ci auguriamo che la presidente Marini sappia resistere ad ogni tentativo di depotenziare tali riforme. Se avrà questo coraggio, noi saremo certamente tra i suoi principali alleati".
 
Perugia, 18 gennaio 2012
I consiglieri regionali dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini e Paolo Brutti, hanno spiegato in una conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Cesaroni la loro idea di riassetto istituzionale dell'Umbria, che vogliono condividere con le altre forze di maggioranza. Sì al dimezzamento delle Asl ma senza creare altre sottostrutture. No al conferimento di ulteriori deleghe alle Province. E' un'Umbria basata sui Comuni e sulla Regione, che dovrà riassumere funzioni delegate e responsabilità, facendo a meno di Agenzie ed enti intermedi, eliminando consulenze e doppioni. Su questa strada il sostegno dell'Idv non mancherà, ma Brutti e Dottorini non accetteranno "adattamenti" della Riforma in essere sulla base di esigenze localistiche o personalismi.



(Acs) Perugia, 7 ottobre 2011 - "Non faremo mancare il nostro apporto alla Giunta nell'intenzione di dimezzare le Asl da 4 a 2 o nel costituire un'unica Azienda ospedaliera strettamente integrata con l'Università, purché non ci siano trucchi coi quali riformare delle sottoaziende o nuovi enti intermedi che ripropongano duplicati di quelli che si vogliono abolire, come gli Ati o le Comunità montane. Ma i segnali che ci arrivano sono contrastanti. All'indomani della raccolta di firme su legge elettorale e abolizione delle Province, un documento di Giunta inviato in Commissione va ad attribuire ancora nuove competenze alle Province di Perugia e di Terni, mentre il quadro politico nazionale converge verso l'abolizione di questi enti. Per l'Italia dei Valori - hanno detto in conferenza stampa il capogruppo Oliviero Dottorini e il segretario regionale Paolo Brutti - il riassetto istituzionale dell'Umbria va impostato su due soli livelli: i Comuni, che devono fare economia di scala e riunirsi per i progetti più impegnativi, e la Regione, che deve riprendersi le deleghe affidate alle Province".
I consiglieri dell'Idv sono pronti a discuterne con le altre forze di maggioranza, ma avanzano più di una perplessità sulla effettiva consistenza di un processo di "dimagrimento" che, secondo loro, deve andare a toccare tanti settori della Pubblica amministrazione: le Agenzie regionali devono essere ricondotte all'interno degli assessorati, gli Ati dell'acqua e dei rifiuti (soppressi dalla legge "42/2010", ndr) vanno riportati all'interno della Regione (che gestirà nella fase transitoria i quattro contratti di servizio in essere). I compensi dei dirigenti, oggi allineati se non superiori a quelli dei manager privati, devono essere ridotti. Vanno eliminate le consulenze che sostituiscono professionalità interne all'Ente e il peso delle direzioni in Regione va ridimensionato eliminando le consulenze ai dirigenti andati in pensione.
Un capitolo a parte, nel documento presentato dall'IdV, è dedicato al sistema sanitario regionale: bene le due Asl (per Dottorini anche una sola, ma senza 'sotto Asl' a garanzia dei territori) con grandi ospedali ad alta specializzazione. No alla iper-ospedalizzazione. "Oggi abbiamo tanta lungodegenza e riabilitazioni, il 76 per cento delle attività si svolge per interventi di livello medio-basso - ha detto Brutti -. Dove c'è un grande chirurgo si fa la toracica, se sta a Terni si va a Terni, non deve necessariamente esserci anche a Perugia. Serve una maggiore cura delle specializzazioni, senza duplicati. E un unico rapporto con l'Università".
"L'Umbria - ha detto Brutti - ha un apparato istituzionale e amministrativo pletorico, con 800mila abitanti ma il numero di enti pubblici pari a quello di un Cantone svizzero. Una volta la chiamavamo 'democrazia partecipata', ma ha prodotto un circuito dove pochi mantengono una vicinanza interessata con i centri di potere".
"Un momento di crisi economica come quello attuale - ha detto Dottorini - può essere   proficuo per sviluppare politiche di contenimento delle spese e di riduzione degli apparati istituzionali. E' un'occasione per un cambiamento vero. Se la presidente Marini dimostrerà di seguire questa direzione, noi ci saremo". PG/pg


Dottorini e Brutti interrogano la Giunta sugli istituti di partecipazione mai attivati (ma previsti dal Psr): "Assessore si attivi da subito per colmare lacuna gravissima"  

SANITA'. DOTTORINI (IDV): COINVOLGERE I CITTADINI NELLE SCELTE E NELL'ATTIVITA' DI CONTROLLO. OCCORRE UN SISTEMA PIU' TRASPARENTE

"Se i cittadini avessero la possibilità di dire la propria sul sistema sanitario regionale, partecipando alle scelte che li riguardano, forse avremmo un sistema di servizi e una sanità più trasparente, con meno disservizi minori liste d'attesa e, probabilmente, con cospicui risparmi". Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, presenta con queste parole l'interrogazione che assieme al collega Paolo Brutti, segretario regionale Idv, rivolgono alla Giunta regionale per conoscere lo stato di attuazione degli istituti della partecipazione delle organizzazioni dei cittadini previsto dal Piano sanitario regionale 2009-2011.
"Il Piano sanitario regionale 2009-2011 - spiega Dottorini - prevede importanti misure atte a promuovere il coinvolgimento dei cittadini nella definizione e nella valutazione delle politiche sanitarie e della qualità dei servizi, ma a tutt'oggi nulla è stato fatto. L'audizione dei soggetti della società civile che I e III commissione consiliare hanno svolto in questi giorni dimostra la totale distanza tra organismi decisionali e gestionali e organizzazioni degli utenti e dei cittadini. Eppure questo sarebbe uno strumento importante per rendere più trasparente il sistema, tutelando i tanti utenti costretti ogni giorno a fare i conti con un sistema non sempre all'altezza dei propri compiti, come dimostrano i dati allarmanti sulla mobilità passiva. Il Psr 2009-2011 si pone obiettivi molto ambizioni in questo senso, volti a coinvolgere i cittadini alla definizione e valutazione delle politiche sanitarie e della qualità dei servizi, come ad esempio la sperimentazione e la successiva messa a regime delle gestioni degli Uffici relazione con il pubblico (Urp) da parte delle associazioni degli utenti, ma a pochi mesi dalla sua scadenza possiamo solo constatare che gran parte dei principi enunciati sono rimasti sulla carta. E' necessario quindi che l'assessore Tomassoni si attivi immediatamente perché alle buone intenzioni corrispondano fatti concreti". 
"E' necessario da subito - aggiunge Dottorini - passare all'applicazione di quanto previsto dal Psr, colmando una lacuna gravissima e allo stesso tempo significativa di una disattenzione tutt'altro che casuale. E' opportuno ricordare che la partecipazione dei cittadini, in forma singola o associata, nelle politiche sanitarie è un diritto ed un dovere sancito dalla Costituzione italiana. E' inoltre riconosciuto come fondamentale dall'Organizzazione mondiale della sanità fin dal 1986 ed è prevista da tutte le leggi in materia di sanità sia nazionali che regionali. La partecipazione dei cittadini alle scelte su tutte le questioni inerenti la salute ha pertanto un ruolo strategico che porterebbe una visione nuova e diversa dei problemi che spesso vengono trascurati e consentirebbe di costruire un consenso partecipato intorno alla erogazione e alla modalità di fornitura dei servizi sanitari. Gli strumenti normativi ci sono, abbiamo in Umbria molte associazioni di cittadini pronte a fare la propria parte, come ha dimostrato l'audizione nelle commissioni consiliari, occorre solo una precisa volontà politica affinché venga dato seguito a quanto già stabilito dal Psr".  

Perugia, 22 settembre 2011

"C'è una questione morale che si insinua nel tessuto democratico regionale"

SANITOPOLI. DOTTORINI (IDV): INTERCETTAZIONI SCONCERTANTI, PD AMMETTA QUESTIONE MORALE

"Dalle intercettazioni pubblicate oggi sui quotidiani regionali emerge un quadro di favori e clientele sconcertante. Al di là dei risvolti giudiziari che non sta a noi valutare, è chiaro che pare profilarsi una situazione grave che evidenzierebbe un sistema tutt'altro che trasparente nella gestione di concorsi, appalti e assunzioni. E i nomi che emergono chiamano in causa quasi esclusivamente esponenti di un partito, il Pd, che non può continuare ad arroccarsi in un attendismo francamente inconcepibile.". E' il primo commento del capogruppo regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini alla pubblicazione degli appunti della dottoressa Santoni sequestrati dai Carabinieri.
"C'è una questione morale che si insinua nel nostro tessuto democratico - aggiunge Dottorini -. Quanto si legge asseconda l'idea che concorsi, appalti e assunzioni possano essere pilotati e che solo conquistando i favori del politico o del potente di turno si possano raggiungere risultati, magari aggirando la trasparenza e le regole. Questo è grave e proietta un'ombra pesante nel sistema democratico regionale. Non sappiamo se questo risponde al vero, ma è triste leggere gli appunti informatici sequestrati dai Carabinieri perché descrivono uno spaccato dell'Umbria che fino ad oggi non pensavamo potesse trovare riscontri così tristemente concreti".

Perugia, 9 settembre 2011

"Noi continuiamo a chiedere la revoca dall'incarico. Scambi di voti, clientele e raccomandazioni sono un virus letale per la democrazia"



"È un primo risultato che gli umbri attendevano da tempo e che va nella giusta direzione. Le riflessioni si sono protratte sin troppo a lungo e il percorso individuato dalla Giunta appare corretto. Personaggi al centro di importanti inchieste giudiziarie non pososno continuare a godere della fiducia del governo regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sulla notizia della possibile sospensione da parte della Giunta regionale della direttrice Rosignoli.
"Da quello che si apprende dai giornali la Giunta avrebbe avviato il percorso che dovrebbe portare alla sospensione della direttrice Rosignoli - continua Dottorini -. È sicuramente un passo necessario per tentare di restituire decoro alla Asl di Foligno e all'istituzione regionale nel suo complesso. Quello che gli inquirenti hanno fatto venire a galla, al di là dei risvolti giudiziari, è un modo di operare che non è un esempio edificante per la società regionale e per chi crede nel valore del merito, nella trasparenza e nella democrazia. Per questo noi dell'Italia dei Valori continueremo a chiedere la totale revoca dall'incarico".
"Adesso chiediamo di fare in fretta - conclude Dottorini -, facendo in modo che da questa vicenda, al di là dei rilievi giudiziari che emergeranno in maniera più definita nei prossimi giorni, si tragga anche una lezione politica. Scambi di voti, clientele e raccomandazioni sono un virus letale per la democrazia. Noi non ammetteremo insabbiamenti".

Perugia, 7 settembre 2011

SANITOPOLI. DOTTORINI (IDV): ASSORDANTE SILENZIO SU ROSIGNOLI-SANTONI

Il silenzio sull'affare Rosignoli-Santoni sta diventando assordante". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere un pronunciamento chiaro della giunta riguardo all'affare Rosignoli-Santoni.
"Su questa vicenda - aggiunge Dottorini - non è più possibile tacere o fare finta di niente. Occorre rompere un silenzio che sta diventando davvero pesante e che chiama in causa, oltre al Pd, anche le istituzioni regionali. Crediamo che la presidente Marini e l'assessore Tomassoni debbano uscire allo scoperto e prendere atto di una situazione insostenibile. È bene ricordare che il direttore e la persona promossa sono al centro di un'indagine della Magistratura che ha scosso e continua a scuotere l'opinione pubblica, anche a livello nazionale. I rilievi che vengono loro mossi riguarderebbero proprio nomine e scambi di favori non del tutto trasparenti. Quanto avvenuto appare come un atto sprezzante del decoro e del giudizio dei cittadini. Per questo non è più possibile stare a guardare o pensare di insabbiare la vicenda".

Perugia, 5 settembre 2011

"Silenzio sta diventando davvero pesante, Marini e Tomassoni prendano atto di una situazione insostenibile, la legge regionale prevede la possibilità di revoca"

"È passato più un mese dalla nostra richiesta alla Giunta regionale di prendere le distanze dall'operato della direttrice della Asl di Foligno in merito alla promozione della dottoressa Santoni a responsabile Affari generali della stessa azienda sanitaria. Non è più possibile tacere, fare finta di non vedere quello che sta avvenendo a Foligno e nell'intera regione, continuando a nascondere la polvere sotto il tappeto". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere un pronunciamento chiaro della giunta riguardo all'affare Rosignoli-Santoni.
"Chiediamo che la presidente Marini e l'assessore Tomassoni prendano atto di una situazione insostenibile, esplicitando almeno la propria censura rispetto a certi fatti e a certe scelte, fugando ogni dubbio rispetto alla volontà di insabbiare la vicenda. Quanto sta avvenendo a Foligno - spiega Dottorini - non è certo un esempio edificante per la società regionale e per chi crede nel valore del merito, nella trasparenza e nella democrazia. La prima cosa da fare è applicare l'articolo 10 della nuova legge sulla nomina dei direttori che il Consiglio regionale ha recentemente approvato. Quell'articolo infatti prevede la possibilità di revoca dell'incarico per 'grave violazione dei principi di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione'. In ogni caso i cittadini umbri aspettano una presa di posizione pubblica da parte della giunta regionale per prendere le distanze in maniera inequivocabile da scelte che ci paiono quanto meno avventate. È bene ricordare - aggiunge Dottorini - che il direttore e la persona promossa sono al centro di un'indagine dalla Magistratura che ha scosso e continua a scuotere l'opinione pubblica, anche a livello nazionale. I rilievi che vengono loro mossi riguarderebbero proprio nomine e scambi di favori non del tutto trasparenti".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - siamo consapevoli che la società civile non è più disposta a tollerare vicende come Sanitopoli. Per questo riteniamo urgente una presa di distanza esplicita e inequivocabile da parte della giunta, rompendo un silenzio che sta diventando davvero pesante e incomprensibile". 

Perugia, 1 settembre 2011

"Grazie alla nostra presenza in maggioranza approvata la nuova legge sui direttori sanitari. Primo passo contro un sistema di potere logoro e malato "

"La coerenza dell'Italia dei Valori è fuori discussione. Noi siamo totalmente estranei a qualsiasi logica clientelare e da sempre abbiamo agito da pungolo all'interno della maggioranza di centro-sinistra, molto di più di quanto abbia fatto la cosiddetta opposizione, sempre pronta a finte indignazioni per poi raccogliere le briciole di un sistema di potere che ormai appare logoro e malato. Comprendiamo tuttavia il disagio dei componenti Udc che, proveniendo da una tradizione politica molto segnata dalle vicende di Tangentopoli, mal tollerano le posizioni intransigenti di chi, non avendo mai usato certi metodi per fare politica, sta cercando di rendere l'Umbria una regione più moderna e trasparente". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Idv, Oliviero Dottorini, replica all'attacco mosso dagli esponenti Udc, Sandra Monacelli e Maurizio Ronconi, sulla polemica relativa all'indagine cosiddetta "Sanitopoli".
"E' stato grazie al lavoro che abbiamo svolto come componenti di questa maggioranza - continua Dottorini - se il Consiglio regionale ha recentemente approvato la nuova legge sui criteri di nomina dei direttori sanitari, che rappresenta un primo passo per allontanare la politica dalla gestione della sanità. La nostra coerenza ci permette di chiedere ad un nostro alleato, il Pd, di risolvere un problema evidente che imbarazza tutta la coalizione. Riteniamo invece che il pulpito dell'Udc non sia credibile e che non sia in grado di dare lezioni a nessuno, tanto più quando continua a proporsi come ruota di scorta dell'esecutivo di turno".

Perugia, 10 agosto 2011
 

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