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Ultime notizie in Sanità e salute

"Certi comportamenti non fanno che aumentare l'insofferenza dei cittadini. Necessario sottrarre il sistema sanitario alle logiche spartitorie"

SANITOPOLI. DOTTORINI (IDV): GIUNTA REGIONALE PRENDA DISTANZE DA ROSIGNOLI E APPLICHI NUOVA LEGGE SU DIRETTORI

"Un gesto che senz'altro denota una mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni e dei cittadini umbri. Al di là dei risvolti strettamente regolamentari, dobbiamo dire che certi comportamenti non fanno altro che aumentare l'insofferenza dei cittadini nei confronti dei manager pubblici nominati dalla politica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la notizia della promozione da parte della direttrice Rosignoli della dottoressa Santoni a responsabile Affari generali della stessa azienda sanitaria.
"Chiediamo - aggiunge Dottorini - che la Presidente Marini e il neo assessore alla Sanità Tomassoni valutino la possibilità di applicare l'articolo 10 della nuova legge sulla nomina dei direttori che il Consiglio regionale ha da poco approvato. Quell'articolo prevede la possibilità di revoca dell'incarico per 'grave violazione dei principi di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione'. In ogni caso si fa sempre più necessaria una presa di posizione pubblica da parte della giunta regionale per prendere le distanze in maniera inequivocabile da scelte che ci paiono quanto meno avventate. È bene ricordare - aggiunge Dottorini - che il direttore e la persona promossa sono al centro di un'indagine dalla Magistratura che ha scosso e continua a scuotere l'opinione pubblica, anche a livello nazionale. I rilievi che vengono loro mossi riguarderebbero proprio nomine e scambi di favori non del tutto trasparenti".
"Il nostro auspicio - conclude Dottorini - è che la politica umbra recepisca l'istanza prepotente che viene dalla cittadinanza per sottrarre il sistema sanitario alle logiche spartitorie restiutuendo democrazia e trasparenza a un settore che assorbe i tre quarti delle risorse economiche a disposizione della Regione".

Perugia, 1 agosto 2011
Dottorini e Brutti soddisfatti per la nuova legge: "Finalmente la politica fa un passo indietro"

DIRETTORI SANITARI, PASSA LA LINEA RIFORMATRICE DELL'IDV

"E' una legge che porta maggiore trasparenza e rigore all'interno delle nostre Asl, inserendo principi meritocratici e innovativi. Dovendo fare i conti con una normativa nazionale a dir poco antiquate era difficile fare di più". I consiglieri dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini e Paolo Brutti, eprimono soddisfazione per l'esito del Consiglio regionale che ha accolto in larga parte le loro sollecitazioni sulla nomina dei direttori sanitari. "Fissato il termine ragionevole dei dieci anni come massima durata dell'incarico, la normativa appena approvata sottopone i direttori a processi di valutazione, ne limita alcune insidiose discrezionalità e soprattutto ne consente la rimozione qualora le circostanze lo richiedano. Il caso Sanitopoli - proseguono Dottorini e Brutti - ha fatto emergere l'inadeguatezza del vecchio sistema. Questa nuova legge, con la previsione di mandati brevi e reversibili, ostacola fortemente il consolidarsi di centri di potere e il malcostume sulla salute delle persone e rappresenta un primo passo indietro della vecchia politica nella gestione della salute pubblica. Sono questi i provvedimenti che vorremmo vedere discussi e approvati in aula, laddove si legge un effettivo cambio di passo e una spinta decisa ai comportamenti virtuosi della pubblica amministrazione", concludono i due esponenti Idv.

"Troppi dubbi e pareri discordanti sulla innocuità di prodotti come il Glifosate nei confronti di cittadini e ambiente. Tutelare le falde acquifere è più importante del risparmio economico"

AMBIENTE. DOTTORINI (IDV): ABBANDONARE USO DISERBANTI CHIMICI E RIPRISTINARE GLI SFALCI MECCANICI PER MANUTENZIONE BANCHINE STRADALI

"Usare diserbanti quando non si è sicuri al cento per cento di non arrecare danni alla salute dei cittadini e all'ambiente è un gesto sconsiderato. Sarebbe opportuno interrompere questa pratica o per lo meno fornire in maniera chiara e indiscutibile le necessarie rassicurazioni sulla innocuità dei prodotti usati. Tutelare le falde acquifere e la bellezza del paesaggio della nostra regione è più importante che risparmiare qualche euro per lo sfalcio meccanico". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta le numerose segnalazioni di cittadini che denunciano un uso indiscriminato di diserbanti chimici per liberare le banchine stradali e le aiuole pubbliche dalle erbe infestanti.
"Ci risulta - continua Dottorini - che vi siano pareri discordanti sulla sicurezza dei diserbanti chimici. Ad esempio su sostanze come il Glifosate, prodotto dalla multinazionale Monsanto, mentre Anas sostiene l'innocuità per la salute umana, vi sono autorevoli pareri che mettono in guardia dalla possibilità che nella fase di degradazione si generino sostanze cancerogene. Inoltre è elevato il rischio che tali sostanze raggiungano la popolazione in quanto il diserbante rilasciato ai bordi delle strade va a mescolarsi con le acque che defluiscono dall'asfalto verso le cunette e attraverso queste può arrivare alle falde acquifere. Si tratta di una pratica pericolosa che purtroppo è utilizzata in molte zone d'Italia, suscitando ovunque perplessità e proteste da parte dei cittadini più responsabili".
"Il principio di precauzione - conclude il capogruppo Idv - vorrebbe che si evitassero pratiche sulle quali ci sono dubbi rispetto all'impatto sulla salute. Per questo ritengo che, in attesa di ulteriori rassicurazioni più convincenti di quelle finora fornite e dettate dalla stessa multinazionale che vende il prodotto, sarebbe meglio abbandonare immediatamente la chimica e tornare agli sfalci meccanici".
 
Perugia, 7 luglio 2011

Dottorini e Brutti: "Dalla I commissione esce una legge rigorosa e innovativa che introduce la valutazione dei direttori. Limitata la discrezionalità nella scelta dei primari"

MAI PIU' SANITOPOLI: L'IDV DIFENDE LA LEGGE SULLE NOMINE DI DIRETTORI E PRIMARI

"Il testo di legge uscito dalla Prima commissione è il massimo che si potesse ottenere in quanto a trasparenza, rigore e meritocrazia". La delegazione dei consiglieri regionali Idv composta dal capogruppo Dottorini e dal segretario regionale Brutti, esprime soddisfazione per il disegno di legge sulle nomine dei direttori sanitari e dei primari in procinto di approdare in aula. "Considerati i parametri normativi nazionali, purtroppo invalicabili e per nulla condivisibili, specie laddove si consente la nomina dei direttori  senza concorso pubblico, è stato comunque importante fissare parametri rigorosi e innovativi a tutela degli utenti: per la prima volta i direttori verranno valutati da un apposito organismo. Nessuno di loro potrà restare in carica più di dieci anni, mentre oggi, in teoria, una nomina poteva prolungarsi a vita. Si riduce drasticamente la discrezionalità dei direttori generali nelle nomine dei primari. Inoltre, memori della lezione di 'sanitopoli', vengono ampliati gli strumenti a disposizione della Regione per la revoca dell'incarico.
Il testo di legge - proseguono gli esponenti dell'Italia dei Valori - recepisce in sostanza le indicazioni di rigore presenti nella nostra proposta, tanto da indurci a ritirarla.
Considerati infondati i rilievi di incostituzionalità, non resta che l'approvazione in Consiglio. Il nostro auspicio e che la politica umbra recepisca l'istanza prepotente che viene dalla cittadinanza per sottrarre il sistema sanitario alle logiche spartitorie restiutuendo democrazia e trasparenza a un settore che assorbe i tre quarti delle risorse economiche a disposizione delle Regioni".

Perugia, 21 giugno 2011
"Compito da svolgere senza pregiudizi ideologici. Necessario puntare su prevenzione, trattamento, repressione e riduzione del danno"
 
TOSSICODIPENDENZE. DOTTORINI (IDV): COMMISSIONE D'INCHIESTA RIBADISCA CENTRALITA' SERVIZIO PUBBLICO E INTEGRAZIONE CON PRIVATO SOCIALE

"Auguro buon lavoro alla commissione d'inchiesta che, a partire da oggi, può cominciare le proprie attività. Non sarà un lavoro semplice, visto che dovrà indagare su un problema che nella nostra Regione ha raggiunto livelli preoccupanti, basti pensare al numero di morti per overdose. Auspico che la commissione possa svolgere il compito che l'attende libera dai pregiudizi ideologici che spesso si riscontrano nelle dichiarazioni di alcuni esponenti della destra regionale. Sarà opportuno concentrarsi principalmente sulla salute delle persone e ispirarsi alla centralità del servizio pubblico nella programmazione e gestione di politiche regionali per la prevenzione, il trattamento, la repressione e la riduzione del danno, così come riconosciuto dalla Organizzazione mondiale della sanità". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta l'insediamento della commissione d'inchiesta su tossicodipendenze, mortalità per overdose e fenomeni correlati.
"E' fondamentale - continua Dottorini - che la commissione sia messa nelle condizioni di indagare su temi che sono centrali e strategici per affrontare efficacemente il fenomeno delle tossicodipendenze. Prima di tutto si dovrà verificare se le risorse destinate ai Dipartimenti per le dipendenze siano sufficienti per dare adeguata risposta ai bisogni di prevenzione, trattamento e riduzione del danno. Inoltre sarà importante valutare i tempi e le modalità per concludere il percorso sull'accreditamento delle strutture del privato sociale che si occupano dei trattamenti riabilitativi per tossicodipendenti e stabilire gli standard qualitativi che queste devono garantire. Infine si dovrà valutare se le azioni previste dalla strategia di contrasto alla mortalità per overdose siano state fino ad oggi adeguate o se tale strategia debba essere rilanciata o rivista".
"Noi crediamo infatti - conclude il capogruppo Idv - che solo una reale integrazione tra il privato sociale e l'intero sistema dei servizi pubblici possa garantire l'attuazione di politiche efficaci per contrastare un fenomeno che affligge il nostro territorio e che richiede una decisa attivazione da parte di tutte le istituzioni e di tutte le organizzazioni che operano nel settore".
 
Perugia, 13 giugno 2011
Interrogazione urgente: "Preoccupante la notizia dell'indagine nello stabilimento di Baiano. i lavoratori ed i cittadini meritano spiegazioni e risposte certe" 
 
BAIANO DI SPOLETO. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): MUNIZIONI ALL'URANIO IMPOVERITO IN UMBRIA? GIUNTA ESIGA SPIEGAZIONI DAL GOVERNO

"La Giunta regionale si attivi con tutti gli strumenti a disposizione per avere informazioni circostanziate sul tipo di munizioni che transitano e vengono lavorate nello stabilimento militare di Baiano di Spoleto ed esiga dal Ministero della Difesa spiegazioni precise che escludano la possibilità che l'Esercito italiano faccia o abbia fatto uso di armi contenenti uranio impoverito e, nel caso, se queste siano mai transitate nello stabilimento umbro". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, consigliere e segretario regionale Idv, annunciano di aver presentato un'interrogazione urgente alla giunta regionale sul possibile coinvolgimento dello  stabilimento di munizionamento militare di Baiano di Spoleto nell'inchiesta sulle armi all'uranio impoverito condotta dalla Procura di Lanusei.
"A quanto si apprende dagli organi di stampa - aggiungono Dottorini e Brutti - nell'ambito della inchiesta che la procura di Lanusei sta conducendo sui possibili legami tra le esercitazioni militari nel poligono di Quirra e le patologie tumorali tra la popolazione che vive nelle zone, è stata richiesta l'acquisizione di documenti presso lo Stabilimento militare per il munizionamento terrestre di Baiano di Spoleto, per verificare la documentazione sulle armi e sulle esercitazioni svolte. Condividiamo pienamente lo sgomento e la preoccupazione che tale notizia ha suscitato fra i lavoratori, i cittadini e le parti sociali. Per questo riteniamo che abbiano tutto il diritto di sapere con la massima chiarezza come stanno effettivamente le cose. E' necessario che la Giunta si attivi immediatamente per rivendicare sia da parte del governo nazionale che dai vertici dell'azienda, informazioni puntuali e trasparenti, in grado di sgomberare il campo da qualsiasi equivoco e scongiurare ogni possibile ricaduta per la salute dei lavoratori e dei cittadini".

Perugia, 2 aprile 2011
I consiglieri regionali Oliviero Dottorini e Paolo Brutti hanno presentato oggi, durante una conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Cesaroni, la proposta di legge dell'Italia dei valori per migliorare la qualità e la trasparenza nelle procedure di nomina e di valutazione dei direttori delle aziende sanitarie regionali. Per Dottorini e Brutti "sarebbe inaccettabile continuare ad utilizzare i vecchi sistemi per la nomina dei direttori, l'inchiesta che ha colpito la sanità umbra richiede risposte politiche".

Conferenza stampa Idv  Palazzo Cesaroni


(Acs) Perugia, 28 gennaio 2011 - "La vicenda giudiziaria che ha colpito alcuni settori della sanità umbra ha evidenziato dei problemi politici che richiedono risposte politiche, prima fra tutte l'intervento sui criteri di nomina e di valutazione dei direttori delle aziende sanitarie regionali". È questo il motivo per cui il gruppo consiliare dell'Italia dei lavori - hanno spiegato il capogruppo Oliviero Dottorini e il consigliere Paolo Brutti durante la conferenza stampa che si è svolta oggi a Palazzo Cesaroni - "è necessario procedere con l'approvazione di una legge, dato che l'Esecutivo regionale non ha concretizzato l'intervento pure aveva promesso".
"La legge nazionale in materia - ha spiegato Dottorini - fissa dei requisiti ma la Regione può intervenire per indicare criteri di nomina e di valutazione. Gli obiettivi devono essere assegnati all'inizio dell'anno e i risultati devono essere valutati in modo rigoroso. Va anche prevista la possibilità di revocare il direttore, di coinvolgere le Conferenze dei sindaci e soprattutto il Consiglio regionale. Devono in ogni caso essere evitati il consociativismo e i contatti troppo stretti tra partiti e strutture apicali". Dell'esigenza che la politica e le istituzioni reagiscano allo scandalo scoppiato ha parlato il consigliere Paolo Brutti: "Auspichiamo che la nostra proposta diventi operativa prima del rinnovo dei direttori. Ma se così non fosse deve essere chiaro che la Giunta non può nominare dirigenti delle Asl seguendo lo stesso metodo già visto in passato, che ha prodotto i risultati che abbiamo visto. Questo sarebbe inaccettabile".


SCHEDA: LA PROPOSTA DI LEGGE DEL'IDV
MISURE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ E LA TRASPARENZA NELLE PROCEDURE DI NOMINA E DI VALUTAZIONE DEI DIRETTORI DELLE AZIENDE SANITARIE REGIONALI - ULTERIORI MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI DELLA LEGGE REGIONALE N.3/1998 E MODIFICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE, N.29/2000 
La proposta di legge del gruppo regionale dell'Italia dei valori punta a definire una "politica sanitaria che non sia chiusa e dove prevalgono le pesanti dinamiche della gestione, ma invece in grado di sottoporsi nello spazio pubblico alla verifica dei comportamenti di sistema rispetto agli obiettivi di salute e di gestione". Quattro punti "che tendono a incardinare un vero meccanismo di valutazione del sistema e quindi dei direttori generali e della politica di governo regionale" caratterizzano la proposta dell'Idv: gli obiettivi devono obbligatoriamente essere assegnati prima del ciclo di valutazione; devono essere previsti cicli di valutazione per monitorare il percorso di mandato; Conferenze dei sindaci e dell'associazionismo dei consumatori e utenti devono essere coinvolte nelle fasi di programmazione valutazione e riprogrammazione e deve essere riconosciuto il ruolo del Consiglio regionale come effettivo titolare della programmazione; va istituito un soggetto, il nucleo di valutazione regionale del sistema sanitario, anche con competenze esterne e con possibilità, anche ispettive, sulle attività nelle fasi extra valutative".
L'atto prevede che "le funzioni di direttore generale non possono essere esercitate per un periodo superiore ai dieci anni. Costituiscono comunque causa di risoluzione del contratto, l'insorgenza di un grave disavanzo di esercizio, tale da costituire pregiudizio all'equilibrio economico dell'azienda;il mancato rispetto delle direttive vincolanti emanate dalla Regione; la mancata realizzazione degli obiettivi contenuti negli atti di programmazione regionale, allorché gli stessi prevedano espressamente tale sanzione in caso di inadempienza".
Particolare attenzione viene riservata a "informazione, partecipazione, tutela e trasparenza": un apposito articolo prevede che la Regione Umbria renda pubblici curricula, obiettivi, risultati e valutazioni dei direttori generali di Azienda ospedaliera e di Asl attraverso la creazione di una anagrafe pubblica digitale. Venga creato un sito web ove i cittadini utenti del servizio sanitario nazionale possano esprimere il grado di soddisfazione sugli operatori sanitari delle Aziende sanitarie di riferimento, relativamente a puntualità, reperibilità, disponibilità al dialogo, completezza delle informazioni, organizzazione ed ai medici ospedalieri, relativamente a tempi di attesa e qualità percepita delle prestazioni. Siano individuati specifici strumenti di informazione, di partecipazione e di controllo da parte degli assistiti sulla qualità dei servizi erogati". MP/mp
"Recepite le nostre richieste. Abbandonato progetto Orlandi e ipotesi di nuovi primariati. Vigileremo su tempi di trasferimento e su nuove possibili manovre"

PSICHIATRIA. DOTTORINI (IDV): BENE GIUNTA SU REPARTINO. SCONGIURATO RISCHIO SMEMBRAMENTO E INDEBOLIMENTO SERVIZI TERRITORIALI

"Un buon passo in avanti. Da una prima lettura della delibera preadottata dalla giunta sembra definitivamente archiviata l'ipotesi-Orlandi di smembramento del Repartino e di creazione di nuovi primariati. Cogliamo positivamente questa inversione di rotta e apprezziamo che la Giunta regionale abbia recepito il nostro grido d'allarme per una situazione divenuta insostenibile".  Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta la delibera preadottata lunedì scorso dalla Giunta regionale con la quale si individua una soluzione per il trasferimento del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc).
"Se sarà approvata definitivamente - continua Dottorini - con questa delibera sarà scongiurato il rischio di dividere in tre il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura e di indebolire i servizi territoriali, riportando così l'Umbria indietro di trent'anni. Bene anche la mancata previsione di nuovi primariati, dei quali la sanità umbra non ha assolutamente necessità. Grazie anche alle nostre prese di posizione e alle nostre denuncie si è abbandonato il progetto avanzato da Orlandi che rispondeva ad una filosofia manicomiale che vorremmo vedere superata per sempre. Dopo anni di dimenticanze e trascuratezza, invece, sembra finalmente prendere forma quello che noi abbiamo sempre chiesto con forza: il trasferimento del Servizio psichiatrico presso l'Ospedale di Perugia, mantenendo allo stesso tempo l'unità del dipartimento e l'integrazione della rete dei servizi della salute mentale. Vedremo nel dettaglio cosa prevede il provvedimento della Giunta, ma pare recepita la sostanza delle nostre osservazioni. Siamo quindi soddisfatti che la giunta abbia saputo ascoltare il grido d'allarme nostro e delle realtà che operano nel settore stabilendo il trasferimento in tempi certi e in locali idonei a contenere gli attuali 18 posti letto. Sarà poi compito dei previsti dipartimenti interaziendali garantire il necessario coordinamento tra Asl e azienda ospedaliera. E' importante confermare la Rete regionale della salute mentale e la costituzione del relativo Comitato di coordinamento in modo da non individuare solo negli ospedali il fulcro dei servizi per la salute mentale. Pare quindi scongiurata l'ipotesi che prevedeva di smembrare il Repartino in tre strutture, ospedalizzando l'intera compagine e prevedendo quattro nuovi medici psichiatri, 15 infermieri per l'azienda ospedaliera e, dulcis in fundo, un nuovo primariato".
"Ora - conclude Dottorini - ci auguriamo che questo atto giunga all'approvazione definitiva e che venga dato effettivamente seguito a quanto previsto entro i tempi stabiliti. Sarà ovviamente nostra cura verificare che i principi che questa delibera ribadisce non vengano snaturati dalla pratica quotidiana o da sotterranee manovre di potere che per ora paiono essere state sconfitte. I cittadini, ed in particolare quelli con problemi di salute mentale e i loro familiari, meritano una rete di servizi territoriali all'altezza del prestigio che l'Umbria ha saputo conquistarsi negli anni passati".

Perugia, 19 gennaio 2011 
"Il tentativo è quello di smembrare in tre il Repartino, creando un nuovo primariato e indebolendo i servizi territoriali. In questo modo la toppa sarebbe peggio del buco"

PSICHIATRIA. DOTTORINI (IDV): SOLUZIONE ORLANDI SU REPARTINO RISPONDE A FILOSOFIA MANICOMIALE E RIPORTA L'UMBRIA INDIETRO DI TRENT'ANNI

"Mai avremmo pensato che una regione come l'Umbria potesse solo prendere in considerazione un progetto come quello proposto dal direttore dell'azienda ospedaliera Walter Orlandi. Quella che viene avanzata è una soluzione che riporta l'Umbria indietro di trent'anni e che risponde a una filosofia manicomiale che pensavamo superata per sempre". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, boccia con queste parole la proposta dell'azienda ospedaliera di Perugia riguardante il trasferimento del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (cosiddetto Repartino) presso il Silvestrini.
"La toppa che la giunta pare intenzionata a mettere è peggiore del buco creato da anni di dimenticanze e trascuratezza", spiega Dottorini, che aggiunge: "Solo aver pensato di affidare un progetto di questa complessità a un direttore generale, abdicando al ruolo di indirizzo che è prerogativa della politica, la dice lunga su quanto sta avvenendo. Secondo il progetto-Orlandi, che la giunta pare intenzionata ad avallare, il cosidetto Repartino verrà smembrato in tre strutture, ospedalizzando l'intera compagine e prevedendo quattro nuovi medici psichiatri e 15 infermieri per l'azienda ospedaliera. Il tutto mentre i servizi territoriali, basti pensare ai Cim, sono allo stremo, indeboliti da una carenza di personale cronica e da pensionamenti che non trovano ricambio. Sprezzanti del decoro, i proponenti prevedono anche l'istituzione di un nuovo primariato ospedaliero, rispetto al quale già nei corridoi si fanno nomi e si descrivono profili politici. E la aggravante è che tutto sta avvenendo senza che né direttori di dipartimento, né operatori, né l'equipe nel suo complesso siano stati consultati. Pensare di dividere i pazienti tra acuti e sub-acuti, ospedalizzandoli tutti, e addirittura di mantenere un ulteriore reparto in via Dal Pozzo istituzionalizzando anche i reinserimenti è molto grave e mortifica tutti coloro che hanno a cuore la battaglia sociale, culturale, politica e medica contro una visione manicomiale della malattia mentale. Se qualcuno ha ancora un briciolo di equilibrio e di buon senso, deve fermare questo disegno folle ed evitare operazioni troppo furbe e arretrate per essere credibili".
"Per quanto ci riguarda - conclude Dottorini - ribadiamo che la soluzione reale del mancato trasferimento del Repartino e della mancata integrazione del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) di Perugia nella rete degli ospedali sta nella convenzione tra la stessa Asl2 e l'azienda ospedaliera che dovrebbe normalmente regolare sia la collocazione del Repartino negli stabilimenti ospedalieri che i rapporti tra l'Spdc e gli altri servizi ospedalieri in uno spirito di reciproca utilità ed integrazione, nell'interesse dei cittadini. Infatti sia la normativa nazionale che il Piano sanitario regionale ribadiscono che il Dipartimento di salute mentale è l'organismo di coordinamento ed integrazione della rete dei servizi di salute mentale finalizzata a garantire programmi di cura e riabilitazione individualizzati, continuità terapeutica, integrazione con soggetti ed istituzioni del pubblico, del privato e della società nella sua interezza. Gli Spdc sono dunque parte integrante della rete dei servizi della salute mentale e dei Dipartimenti di salute mentale delle Asl della nostra regione. Pensare oggi di smembrare quel servizio, creando addirittura tre strutture, significa azzerare in un colpo solo la reputazione guadagnata negli anni dai servizi psichiatrici dell'Umbria. Questo del Repartino è soltanto l'aspetto più evidente di una volontà politica che stenta a recuperare le ragioni di civiltà che avevano animato la riforma Basaglia. L'esito di questa improvvida scelta sarebbe quello di indebolire la capacità di tutela dei diritti del malato mentale. Ritengo che la nostra regione non possa accettarlo".

Perugia, 11 gennaio 2011
"Non si capisce per quale motivo, e nell'interesse di chi, il Cda abbia ritenuto opportuno prevedere l'istituzione di un nuovo primariato"

SANITA'. DOTTORINI (IDV): ORGANIZZAZIONI SINDACALI CONFERMANO NOSTRE PREOCCUPAZIONI: REGIONE INDAGHI SU ZOOPROFILATTICO

"Lo stato di agitazione delle organizzazioni sindacali confermano e avvalorano le nostre preoccupazioni sulla corretta gestione dell'Istituto zooprofilattico. Una riorganizzazione che parte dalla preoccupazione di salvaguardare le figure apicali, per giunta prevedendo un nuovo primariato, è quanto di più sbagliato si possa immaginare, soprattutto alla luce delle vicende di Sanitopoli". Lo ha detto Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, firmatario di una recente interrogazione relativa all'approvazione, da parte del consiglio di amministrazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, di un nuovo modello organizzativo sulla base del quale si prevede l'istituzione di una nuova unità operativa complessa che equivale ad un primariato ospedaliero.
"Non si capisce - spiega Dottorini - per quale motivo, e nell'interesse di chi, il Consiglio di amministrazione abbia ritenuto opportuno prevedere l'istituzione di un nuovo primariato. Ed è la prima volta da oltre un decennio che la Rsu aziendale è costretta ad assumere una presa di posizione così pesante, a conferma del fatto che, al di là della mera rivendicazione salariale, le modalità di gestione dell'Istituto zooprofilattico preoccupano non poco il sindacato. Per questi motivi sarà opportuno che la Giunta regionale prenda atto del clima di crescente tensione instauratosi e che preveda di avviare un'indagine approfondita sulle modalità di gestione, al fine di comprendere le ragioni del crescente malcontento".
"E' necessario - aggiunge il capogruppo Idv - che la Regione indaghi sull'anomalia di un provvedimento che, in barba ad una normativa molto stringente sugli ampliamenti delle dotazioni organiche, prevede l'istituzione di un nuovo primariato per funzioni che non risultano previste dall'organigramma. Sarebbe grave se, ai tempi di Sanitopoli, qualcuno pensasse ancora di proseguire in pratiche che poco hanno a che vedere con la buona gestione di una struttura sanitaria pubblica. Ciò anche in relazione alle recenti dichiarazioni del Collegio dei revisori dei conti che parlano di una produttività non superiore al 40-50 per cento del suo potenziale.  E' possibile - chiede Dottorini - che tutto ciò dipenda, come affermato dallo stesso Collegio, dall'attuale modello organizzativo, lo stesso che in un recente passato ha portato l'Istituto ai più alti livelli di considerazione in campo nazionale e internazionale?"

Perugia, 26 novembre 2010
 

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