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Ultime notizie in Scuola e istruzione

"Una risposta concreta alle famiglie e ai ragazzi dell'Altotevere. Apprezziamo la disponibilità dell'Assessore Casciari e continueremo a difendere le ragioni dell'Altotevere"

ISTRUZIONE. DOTTORINI: BUONE NOTIZIE PER LA BUFALINI: SBLOCCATI I FONDI MINISTERIALI E EUROPEI, NESSUN RISCHIO CHIUSURA

"Per la vicenda della scuola di formazione Bufalini si profila una soluzione positiva. Da un incontro con la vice presidente Carla Casciari e con i rappresentanti della Scuola Bufalini è emerso che, grazie ai fondi regionali Fse (1,2milioni di euro per il triennio), al riparto del Governo di 840mila euro e allo sblocco dei fondi Fas in bilancio per tali corsi, potrà dirsi quasi definitivamente conclusa la fase di difficoltà emersa per l'anno corrente. Questo consentira di avviare la fase di sperimentazione inserita nelle linee guida approvate dalla Regione a gennaio di quest'anno e di assicurare a tanti ragazzi e famiglie dell'Altotevere un percorso di formazione che porterà ad una qualifica triennale e che scongiura quella che in modo inappropriato è stato definito "rischio di chiusura" del Centro Bufalini". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime con queste parole la soddisfazione per l'esito dell'incontro che si è tenuto questa mattina a Perugia sul futuro della scuola di formazione professionale Bufalini.
"Ho apprezzato molto - continua il consigliere Dottorini - la disponibilità della vicepresidente Casciari che ha seguito con attenzione in questi mesi un passaggio difficile. Quella che si profila è una soluzione sul modello Emilia Romagna, così come auspicato dai rappresentanti della scuola Bufalini. Sarà possibile quindi assolvere l'obbligo scolastico scegliendo la formazione professionale già dai quindici anni, evitando lo smantellamento di un progetto educativo "centrato" sulle esigenze degli studenti più fragili. Oltre ai finanziamenti appena sbloccati, possiamo contare sui fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) che fino a poco tempo fa il Governo ha tenuto fermi e che adesso aspettano solo la ripartizione. Si tratta di un primo step necessario a garantire il proseguimento e lo sviluppo dell'esperienza formativa che contraddistingue la scuola Bufalini che attualmente conta 195 studenti e 50 tra docenti e impiegati. Le linee guida adottate dalla Regione sono caratterizzate da un sistema misto di durata triennale che prevede un primo anno di iscrizione presso un Istituto scolastico professionale con la possibilità, per i successivi anni, di integrare con la formazione professionale presso un'agenzia formativa accreditata, come è nel caso della Bufalini, ottenendo in questo modo sia l'assolvimento dell'obbligo scolastico (fino ai 16 anni), sia una qualifica professionale specifica, con profili lavorativi più vicini alle esigenze del territorio, integrati con i percorsi della scuola statale pubblica. Riteniamo dunque che con le linee guida della Giunta regionale e i fondi appena sbloccati per il futuro, la scuola Bufalini, aldilà delle sterili polemiche, ha la possibilità di effettuare una programmazione lungimirante e attenta alle esigenze del nostro tessuto sociale e agli stimoli del mondo imprenditoriale dell'Altotevere".

Perugia, 14 ottobre 2011
Bacchetta ha offerto la disponibilità a tagliare i corsi di Villa  in un piatto d'argento. Eppure funzionavano bene..."

"Mentre l'intero mondo istituzionale ternano si mobilita platealmente contro la chiusura del polo universitario, a Città di Castello l'amministrazione Bacchetta ha offerto su un piatto d'argento i propri corsi universitari a Perugia, preferendo portare avanti contatti "amichevoli" con il rettore Bistoni, contatti che fino ad ora non hanno portato ad alcun risultato concreto. La verità è che mentre a Terni e a Narni occupano il Consiglio comunale a Città di Castello vengono tolti in silenzio corsi universitari senza che il sindaco alzi minimamente la voce". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito alla possibile cancellazione dei dipartimenti universitari di Terni.
"E' mortificante - aggiunge Dottorini - dover sottolineare ancora una volta la totale subalternità dell'amministrazione tifernate che prima concede tutto a Perugia senza opporre resistenza, poi mette in scena la finta indignazione del Consiglio comunale. Non si capisce come mai vengano tagliati proprio corsi specifici con indici di occupazione post-laurea tra i più alti in Italia e che non costano quasi niente all'Università dato che il personale docente proviene dall'Asl di Città di Castello e le funzioni di segreteria ricadono totalmente su Perugia. L'Altotevere, nonostante la scarsa capacità amministrativa dimostrata dall'attuale Giunta, deve essere considerato parte integrante e funzionale del percorso formativo dei cittadini umbri".

Perugia, 16 settembre 2011

"A marzo avevamo avvertito sul rischio chiusura di Villa Montesca. Ora Bacchetta tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono usciti"



"Le lamentele sulla cancellazione dei corsi universitari di Villa Montesca assomigliano alle lacrime del coccodrillo. Il sindaco Bacchetta tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono usciti. La latitanza del Comune in questa vicenda conferma una decadenza che pare non avere fine". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la scelta del Comune di Città di Castello di cedere i corsi universitari di Villa Montesca.
"Attendere che l'Università scippi i corsi di Infermieristica e di Prevenzione ambientale e poi cercare la solidarietà delle istituzioni - continua Dottorini - è un'operazione di scaltrezza che nessuno riesce ad apprezzare. Sono mesi che abbiamo lanciato l'allarme, raccogliendo le preoccupazioni di operatori, studenti e mondo della cultura, ma abbiamo ricevuto da Bacchetta solo false rassicurazioni e promesse formali di impegno. Sindaci di altre città umbre si sono incatenati, hanno manifestato e protestato pubblicamente, ma da Città di Castello e' giunto ancora una volta solo un silenzio accondiscendente, evidentemente preoccupato più delle sorti di Cepu che dell'università' pubblica".
"Adesso rimane ben poco da fare - conclude l'esponente Idv -, se non evidenziare che Città di Castello e' l'unica città dell'Umbria a cedere i propri corsi universitari, mentre Foligno, Perugia, Terni e le altre realtà territoriali mantengono la situazione inalterata".

Città di Castello, 21 luglio 2011
"I 298 posti saranno ripartiti tra Foligno, Perugia e Terni, escludendo Città di Castello. Penalizzata ancora una volta la città, senza alcun beneficio economico"

INFERMIERISTICA. DOTTORINI (IDV): L'UNIVERSITÀ CHIUDE I CORSI DI VILLA MONTESCA, È L'UNICO CASO IN TUTTA LA REGIONE

"Dalla pubblicazione ufficiale dei bandi per la formazione delle professioni sanitrarie non mediche risulta ufficialmente che il primo anno di corso per infermieri di Villa Montesca non sarà attivato. Si tratta di un atto grave che penalizza ancora una volta il nostro territorio: un altro pezzo di città e di potenzialità economiche che vengono smantellate, senza che il Comune abbia fatto nulla per impedirlo. L'aggravante sta nel fatto che questo trattamento è stato riservato solo a Città di Castello, mentre le città di Assisi, Foligno e Narni hanno salvato i propri corsi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e già presentatore di un'interogazione in proposito che non ha mai ottenuto risposta, commenta l'uscita dei bandi per la formazione delle professioni sanitarie non mediche che vede esclusa la sede di Villa Montesca.
"Evidentemente l'Università, dovendo tagliare da qualche parte, è intervenuta dove ha trovato il morbido. E in questo - continua Dottorini - l'amministrazione Bacchetta si è dimostrata morbidissima. Pertanto nel Piano dell'offerta formativa universitaria dell'Umbria non viene tagliato nulla, se non i corsi universitari di Città di Castello. In questo quadro anche il corso di Tecnici per la prevenzione ambientale, che aveva come unica sede formativa quella di Città di Castello, viene sospeso senza che si abbia alcuna garanzia che, qualora dovesse ripartire, lo faccia dalla stessa sede. Eppure si tratta di due corsi di alta qualità che vantano indici di occupazione pertinente post-laurea tra i più alti in Italia, nonostante il comune di Città di Castello non abbia mai fatto nulla per agevolare gli studenti nella mobilità e nei servizi. Ci risulta tra l'altro che dei quattro corsi di laurea decentrati attivi in Umbria, quello di Città di Castello era il meno oneroso dal momento che non aveva sede amministrativa e per il fatto che la metà dei docenti è stata fornita dall'Asl di Città di Castello che ha messo a disposizione anche due dipendenti. Chiudere la sede di Città di Castello quindi non ha come risultato alcun risparmio netto - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - in quanto il corso si autofinanziava in parte con le tasse che pagano gli studenti e in parte con un contributo regionale. Il fatto che ora gli studenti si sposteranno su Perugia non produrrà quindi alcuna economia, dal momento che dovranno necessariamente aumentare anche i docenti. Pertanto la scelta di chiudere Villa Montesca sembra dettata più da motivi di immagine che dalla reale volontà di ridurre i costi".
"I 298 posti - conclude Dottorini - saranno ripartiti tra Foligno, Perugia e Terni rappresentano solamente un altro pezzo di città che si perde grazie all'accondiscendenza di un'amministrazione comunale piegata alle direttive che giungono da Perugia".

Perugia, 11 luglio 2011
"Se ha delle proposte costruttive, le avanzi. Se vuole la rissa, rivolga altrove le sue bizzarre affermazioni"

BUFALINI. DOTTORINI (IDV): INVITO BACCHETTA A MAGGIORE SOBRIETA' E A NON NASCONDERE LE SUE INCAPACITA' AMMINISTRATIVE

"Invito sommessamente il sindaco Bacchetta a maggiore sobrietà istituzionale. La carica che ricopre dovrebbe suggerirgli capacità di affrontare e risolvere i problemi, non di giocare allo scaricabarile. Se ha qualcosa da proporre per Città di Castello, lo incontreremo con autentica disponibilità. Se vuole coinvolgerci in una rissa tesa a camuffare le sue incapacità amministrative, lo invitiamo a rivolgere altrove le sue bizzarre esternazioni". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, commenta con queste parole le "stravaganti affermazioni" del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta.
"Conosciamo le difficoltà di Bacchetta a rispondere alle tante richieste che giungono all'indomani della sua elezione, così come non ci stupisce la sua incapacità di affrontare i problemi senza subalternità rispetto alle politiche regionali. Del resto - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - il capitolo formazione è indubbiamente una delle tante inadempienze che caratterizzano la sua pluriennale gestione amministrativa. Tuttavia, se intende unirsi a noi nella battaglia per non cedere i corsi di Villa Montesca o per non svendere l'ex Ospedale al nuovo sostenitore della giunta Polidori, sarà il benvenuto. Quanto alla Scuola Bufalini, ci pare che abbia già perduto l'occasione per intervenire concretamente e proficuamente. In ogni caso, che ci sia questo incontro o meno, noi ci impegneremo con tutte le nostre energie per trovare una soluzione che salvaguardi la dignità del Centro Bufalini".

Perugia, 7 luglio 2011
Il caso finisce in Regione: "Gli altri sindaci si incatenano per difendere i propri corsi, ma Città di Castello accetta. Necessaria mobilitazione contro smacco"
 
UNIVERSITÀ. DOTTORINI (IDV): IL COMUNE TACE SU IPOTESI CHIUSURA VILLA MONTESCA: CITTA' COLPITA NELLA SUA CREDIBILITA' E PRESTIGIO

"E' molto preoccupante il silenzio con cui il comune di Città di Castello sta assistendo, senza aprir bocca, allo smantellamento dei corsi universitari presso Villa Montesca. Si tratterebbe di un altro tassello di città sacrificata per assecondare interessi esterni al nostro territorio, che così verrebbe privato del prestigio e delle potenzialità economiche che ancora gli restano". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per chiedere che il Polo universitario di Villa Montesca a Città di Castello non venga abbandonato, con la prevista chiusura del corso di laurea in Tecniche della prevenzione dell'ambiente e nei luoghi di lavoro e il trasferimento del corso in Infermieristica da Città di Castello a Perugia.
"Altri comuni della regione stanno alzando le barricate per evitare la chiusura delle proprie sedi. Il sindaco di Assisi ha minacciato di incatenarsi di fronte al Ministero, Foligno ha già trovato le giuste protezioni istituzionali, Narni è mobilitata per scongiurare niente di meno che la chiusura del corso in Tecniche dell'investigazione. Ma dal comune di Città di Castello giunge solo silenzio e disinteresse e c'è da credere che i tagli arriveranno laddove l'Università troverà le giuste condizioni per intervenire. Questo è molto grave, tanto più perché ci troviamo di fronte ad esperienze positive, che hanno formato centinaia di professionisti con percentuali elevatissime di impiego lavorativo. Per questo è necessaria una mobilitazione del mondo della cultura e della società civile per costringere gli amministratori cittadini a una presa di posizione. Vista la latitanza del comune di Città di Castello, la Regione deve dire con chiarezza cosa intende fare dei due corsi universitari e attivarsi presso l'università e gli enti locali per scongiurare l'ennesimo smacco per Città di Castello. Non è pensabile che oltre 300 studenti debbano accollarsi i disagi derivanti dai tagli indiscriminati del governo Berlusconi senza che comune e Asl n° 1 avvertano il dovere di una presa di posizione netta e definitiva. I corsi di Villa Montesca sono fra i più alti negli indici di occupazione pertinente post laurea, nonostante il comune di Città di Castello non abbia mai fatto nulla per agevolare gli studenti nella mobilità e nei servizi. Ci risulta tra l'altro che dei quattro corsi di laurea decentrati attivi in Umbria, quello di Città di Castello sia il meno oneroso dal momento che non ha sede amministrativa e per il fatto che la metà dei docenti è fornita dall'Asl di Città di Castello che ha messo a disposizione anche due dipendenti. Chiudere la sede di Città di Castello poi non avrebbe come risultato alcun risparmio netto - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - in quanto il corso si autofinanzia in parte con le tasse che pagano gli studenti e in parte con un contributo regionale. Se gli studenti si sposteranno su Perugia non ci sarà quindi alcuna economia, dal momento che dovranno necessariamente aumentare anche i docenti. Pertanto la scelta di chiudere Villa Montesca sembra dettata più da motivi di immagine che dalla reale volontà di ridurre i costi".
"Piuttosto che chiudere i corsi - aggiunge Dottorini - sarebbe opportuno programmarne il trasferimento nel nucleo cittadino, ad esempio nei locali dell'ex Agraria. A guadagnarne sarebbe l'intera città, e non solo dal punto di vista culturale. I tre quarti degli studenti infatti provengono da fuori città o da fuori regione e porterebbero sicuramente un'iniezione rigenerante anche dal punto di vista economico. Ma evidentemente qualcuno preferisce perdere l'università pubblica per dare spazio a quella privata. E ogni riferimento è tutt'altro che casuale".
 
Perugia, 21 marzo 2011

"Supponenza Gelmini getta benzina su tensione sociale motivata e preoccupante. Bene i 3,5 milioni di euro della Regione per tamponare i tagli del governo"

UNIVERSITA'. DOTTORINI (IDV): PIENO APPOGGIO E SOLIDARIETA' ALLA PROTESA DI RICERCATORI, PRECARI E STUDENTI

"La protesta di ricercatori, precari e studenti che stamattina hanno occupato il tetto della mensa dell'Università di Perugia ha la nostra solidarietà e il nostro pieno appoggio. 
In una giornata di mobilitazione nazionale per difendere il diritto allo studio, i tagli decisi dalla cosiddetta riforma Gelmini assumono un risalto ancora più eclatante, con la funzione di ricerca cancellata dalla mancanza di finanziamenti e la precarizzazione della docenza che rende inattuabile l'attività didattica. La supponenza della Gelmini che non intende ritirare il provvedimento sull'Università non fa altro che gettare benzina sul fuoco di una tensione sociale che rischia di raggiungere livelli davvero preoccupanti". Lo ha detto il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale Oliviero Dottorini, secondo il quale "con i tagli aggiuntivi della settimana scorsa l'università è di fatto commissariata dal Ministero delle Finanze". 
"Sono molto significativi i 3,5 milioni di euro che la nostra regione ha stanziato con l'assestamento di bilancio e che vanno a compensare la mannaia del governo sul diritto allo studio. La manovra di sottrazione dei fondi prevista dalla finanziaria ha gravi conseguenze per tutti e rende ancora più clamorose le differenze con altri paesi che individuano la ricerca come strumento per far ripartire la ripresa economica".

Perugia, 24 novembre 2010
"Piena adesione  allo sciopero della scuola. Riforma devastante, necessario massimo impegno. Plaudiremmo a rinnovata unità sindacale"

SCIOPERO SCUOLA 8 OTTOBRE. DOTTORINI (IDV): SIAMO A FIANCO DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA PER PROTESTARE CONTRO LA RIFORMA GELMINI

"La riforma Gelmini sta creando danni devastanti al sistema scolastico nazionale, i cui risvolti stanno ricadendo in maniera pesantissima su insegnanti, personale Ata, famiglie e studenti; è ormai chiaro che l'obiettivo del governo, mascherato dietro la razionalizzazione della spesa, sia quello di smantellare completamente i diritti fondamentali dei cittadini".  Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, annuncia il sostegno convinto allo sciopero di domani, venerdì 8 ottobre.
"Solo in Umbria - prosegue Dottorini - i risvolti dell'applicazione della riforma sono drammatici: nei tre anni previsti dalla finanziaria si perderanno 1596 posti di lavoro con conseguenze drammatiche  per tutto il sistema scolastico regionale. Questa situazione merita il massimo impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni.Nei giorni scorsi abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio regionale straordinario per tentare di individuare risposte concrete ed attivare tutte le risorse umane ed economiche disponibili a livello regionale per contrastare il progressivo deupaperamento del nostro sistema scolastico regionale. Sosterremo con convinzione ogni forma di protesta messa in atto per contrastare gli effetti di questa scellerata riforma, ma  plaudiremmo ad una rinnovata unità sindacale che possa permettere agli operatori di non sentirsi disorientati di fronte alla frammentarietà delle forme di protesta. La storia ci insegna che nella disunità impera chi ha interesse a smantellare i diritti fondamentali dei cittadini, riteniamo che un'emergenza come quella che sta affrontando in questi ultimi mesi il sistema scolastico, soltanto con l'unità delle istituzioni, degli operatori, delle famiglie e delle forze sindacali tutte si possa dare efficacia alle azioni necessarie per contrastare gli effetti di questa scure che sta colpendo la scuola pubblica".

Perugia, 7 ottobre 2010
"La mannaia del governo sarà devastante per l'Umbria. Occorre mettere in campo tutte le risorse umane ed economiche disponibili"

SCUOLA. DOTTORINI (IDV): CONVOCARE AL PIU' PRESTO UN CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO PER TUTELARE IL SISTEMA SCOLASTICO UMBRO

"La mannaia del governo sulla scuola e sul sistema formativo nazionale porterà a una progressiva dequalificazione dell'insegnamento, a una perdita di posti di lavoro senza precedenti, a un aumento del disagio scolastico dei ragazzi e delle famiglie tra i più  gravi che la nostra storia ricordi. Occorre convocare urgentemente un Consiglio regionale straordinario, da tenersi prima o subito dopo della conferenza regionale della scuola, per contrastare il progressivo depauperamento, mascherato da razionalizzazione della spesa, del nostro sistema scolastico, in modo da arrivare ad una deliberazione la più alta ed efficace possibile che tracci la definizione di obiettivi e priorità del nostro sistema educativo". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori a Palazzo Cesaroni, Oliviero Dottorini, interviene per richiedere che la massima assise regionale si faccia carico di affrontare il problema in cui versa il sistema scuola regionale a seguito dei tagli indiscriminati messi in atto dal governo nazionale.
"I pesanti tagli governativi - spiega il capogruppo dell'Idv - incidono non solo sul numero delle dirigenze scolastiche, ma anche sulla chiusura di plessi scolastici in territori montani o comunque disagiati. Enormi problemi si dovranno affrontare in merito al trasporto scolastico. Appare sempre più evidente l'effetto devastante della cura prescritta dal Governo: i finanziamenti alla scuola pubblica sono diminuiti di 8 miliardi di euro, quei tagli stanno comportando progressivamente una perdita di circa 132mila unità tra insegnanti e personale Ata. Solo in Umbria i risvolti dell'applicazione della mannaia del governo sono drammatici. Nei tre anni previsti dalla Finanziaria Tremonti, andranno in fumo 1596 posti di lavoro, divisi in 900 insegnanti e 696 per il personale Ata. Nell'anno scolastico appena iniziato la scuola umbra riparte da meno 348 unità, con tagli che riguardano sia la primaria (meno130 unità) che le medie (meno 27 unità) e le superiori (meno 191 unità). Tagli di personale che con i regolamenti di formazione delle classi ha generato classi elefantiache di 30 e più alunni, con risvolti preoccupanti sia sul piano della sicurezza che sulla frammentazione degli insegnamenti. E' scandaloso che non sia prevista neppure una coopertura sufficiente delle ore di sostegno per i ragazzi disabili. Tutto ciò mentre contemporaneamente i ministri Gelmini e La Russa hanno avuto la bella pensata, insieme all'ufficio scolastico lombardo, di firmare un protocollo per l'educazione militare nelle scuole per i nostri ragazzi".
"Questa situazione - conclude Dottorini - richiede che la politica regionale faccia la sua parte. Per questo ritengo necessario un Consiglio regionale straordinario per sostenere la giunta regionale nel contrasto all'assurda manovra del governo e per tentare di rispondere, almeno in parte, alle deficienze del sistema, cercando di dare risposte concrete e mettendo in campo tutte le risorse umane ed economiche disponibili. Magari anche cercando di trovarne altre nei rivoli meno evidenti della spesa pubblica".

Perugia, 27 settembre 2010

"Solo tagli indiscriminati e ritardi dal governo nazionale. A questo punto i consiglieri del Pdl abbiano il coraggio di chiedere il rinvio di un anno dei provvedimenti"
 
SCUOLA. DOTTORINI (IDV): PDL EVITI SFRONTATEZZA E SPIEGHI A INSEGNANTI, FAMIGLIE E DIRIGENTI LA MANNAIA DELLA CONTRORIFORMA GELMINI

"La mannaia di Tremonti sulla scuola italiana è già di suo insostenibile. Nessuno avvertiva la necessità della presa in giro di chi tenta di rimestare nei malumori di cui è politicamente 
causa. Piuttosto che continuare a organizzare iniziative elettoralistiche, sarebbe interessante che gli esponenti del Pdl tentassero di spiegare alle famiglie e ai tanti precari oggi per strada la strategicità di una controriforma che ha come unici effetti i tagli indiscriminati agli organici, la perdita di risorse, l'impossibilità per le scuole di coprire con supplenze le malattie dei docenti, i corsi serali tagliati, i posti di sostegno mancanti, le ore di servizio ridotte. Magari avranno anche la bontà di motivare i continui rinvii da parte del governo nazionale dei regolamenti attuativi della riforma degli istituti superiori che stanno generando disorientamento e demotivazione in dirigenti, insegnati e famiglie. Forse a questo punto sarebbe più serio avere il coraggio di ammettere l'incapacità di gestire una materia così delicata e complessa e rinviare la controriforma Gelmini almeno di un anno". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei valori, commenta le iniziative e le dichiarazioni di alcuni esponenti del centrodestra umbro.
"Iniziative strumentali ed elettoralistiche non servono a nessuno, soprattutto quando giungono da chi dovrebbe solo spiegare gli errori e le incapacità del proprio governo. Gli otto miliardi di tagli all'origine dell'intervento del governo sul sistema formativo italiano sono il frutto di una visione miope e irresponsabile del valore dell'istruzione pubblica nel nostro paese. Continuiamo a chiedere pertanto - insiste Dottorini - che siano il Consiglio regionale e la Giunta a promuovere tavoli istituzionali e magari una discussione aperta e produttiva in aula per affrontare gli esiti disastrosi del provvedimento della Gelmini. Ma tutto questo sarà difficile finché dal governo nazionale non giungerà alcuna notizia definitiva sulla controriforma delle scuole superiori e finché i consiglieri del Pdl avranno la sfrontatezza di andare a vendere risposte che non hanno senza rispondere del devastante intervento della Gelmini e di Tremonti sul sistema formativo nazionale e regionale".
 
Perugia, 17 dicembre 2009
 

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