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Ultime notizie in Urbanistica

Interrogazione alla Giunta: "Grave l'iniziativa del servizio Urbanistica che apre la strada a interpretazioni distorte della legge. Pronta nostra proposta di modifica"

SEMPLIFICAZIONE. DOTTORINI (IDV): EVITARE MAXICONDONO STALLE SUINICOLE. REGIONE FORMULI PARERE A TUTELA DI IGIENE E SALUTE

"La Giunta regionale eviti che la legge sulla semplificazione si trasformi in una sorta di maxi-sanatoria che darebbe il via libera ad attività, come ad esempio alcune stalle suinicole di Bettona, prive del certificato di agibilità e non in regola con le normative dei regolamenti d'igiene. E' necessario che da parte dell'esecutivo venga formulato un parere interpretativo che tenga conto della disciplina statale in materia e che quindi eviti inopportuni colpi di spugna. E' grave l'iniziativa del servizio Urbanistica che ha formulato una propria valutazione senza considerare le intenzioni del legislatore e lasciando intravedere l'ipotesi che la norma regionale possa legittimare attività non consentite". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito al parere fornito dal dirigente del Servizio Urbanistica ed Espropriazioni della Regione Umbria al comune di Bettona con il quale si afferma che "la convalida dell'uso dell'immobile a seguito dell'accertata destinazione non comporta ulteriori provvedimenti comunali e non implica le verifiche previste per l'agibilità".
"Questa interpretazione - spiega Dottorini - rischia di aprire la strada a una deregulation selvaggia, rendendo inefficaci persino i Piani regolatori dei comuni. Sembra che già alcuni operatori zootecnici, pur in assenza del certificato di agibilità, abbiano provveduto o stiano provvedendo alla riapertura delle attività. Il Consiglio regionale quando ha approvato la legge intendeva snellire gli adempimenti burocratici relativi alla destinazione d'uso degli edifici, certo non permettere l'esercizio di attività che non rispettino i regolamenti finalizzati alla sicurezza, alla salvaguardia ambientale e alla tutela della salute dei cittadini. Occorre pertanto che la Regione si esprima ufficialmente in tal senso, acquisendo anche il parere del Consiglio regionale il quale ha approfondito, discusso e approvato la legge sulla semplificazione amministrativa".
"In ogni modo - conclude Dottorini - l'Idv, su questa come su altre distorsioni contenute nelle legge sulla semplificazione, presenterà una proposta di modifica con l'obiettivo di correggere eventuali passaggi equivocabili e garantire l'assoluto rispetto dei regolamenti comunali e la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini".

Perugia, 24 gennaio 2012

"Accogliere l'appello del giornalista Vittorio Emiliani e del Comitato per la Bellezza. Rivedere radicalmente il progetto. Avanti con un concorso internazionale di idee"

EX FAT. AMMINISTRAZIONE MOLTO SENSIBILE AGLI INTERESSI DEI PRIVATI, INCURANTE DELLE SORTI DELLA CITTA'

"È necessario prendere atto del fallimento del contratto di quartiere e sospendere subito l'esecutività di un progetto, quello della ex Fat, devastante per l'intera città. Sappiamo che esiste un'ipotesi di variante rispetto alla quale è stata coinvolta anche la Regione. Chiediamo che quella variante venga resa pubblica e portata alla partecipazione di associazioni, comitati e dell'intera cittadinanza. Nessuno può pensare di proseguire in azioni sul centro storico a dispetto dei suoi abitanti e di una visione complessiva della città. Città di Castello non merita un mostro di cemento nel cuore del suo centro storico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a sostenere la proposta di un concorso internazionale di idee per l'area della ex Fat, recentemente avanzata da un gruppo di cittadini tifernati. 
"Abbiamo ragione di pensare - aggiunge Dottorini - che dietro le ostentate convinzioni dell'amministrazione di Città di Castello si nasconda la consapevolezza di errori che in molti denunciano da tempo. Pertanto il comune di Città di Castello sta tentando di mettere una toppa in un abito decisamente fuori misura. L'idea sarebbe quella di intervenire con una riduzione di cubatura, pari a 8-9mila metri cubi, da recuperare fuori centro storico attraverso la perequazione. Inoltre si tenta di evitare lo scempio del cemento armato addossato agli elementi architettonici storici. Se confermata, questa richiesta di variante dimostrerebbe l'infondatezza delle tesi degli amministratori tifernati che hanno sempre sostenuto la bontà della loro progettazione e l'impossibilità di modificare il progetto iniziale. Ma la parziale marcia indietro del comune dimostra anche che evidentemente non erano così campate in aria le tesi che associazioni ambientaliste e comitato Prato-Mattonata hanno da sempre sostenuto, anche attraverso manifestazioni e convegni. La parziale marcia indietro del comune tifernate dovrà essere analizzata con cura. Tuttavia passare da 28mila a 20mila metri cubi difficilmente renderà meno amaro l'insulto alla città e l'impressione è quella di un maquillage per sedare l'indignazione cittadina in vista delle elezioni amministrative. D'altra parte il silenzio che circonda questa segretissima iniziativa non lascia ben sperare".
"Per quanto ci riguarda - ribadisce Dottorini -  riteniamo doveroso raccogliere l'appello del giornalista e scrittore, ex consigliere Rai e parlamentare Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, associazione cui aderiscono Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf. La sua bocciatura senza appello palesa tutti i limiti di un progetto privo di lungimiranza che soddisfa solo gli interessi della proprietà e che, alla faccia della partecipazione, nessuno ha avuto modo di discutere. Dobbiamo sentirci tutti impegnati in un'azione tesa alla revisione complessiva del progetto, non a un maquillage, buono al massimo per soddisfare l'esigenza di qualche promessa pre-elettorale. Per questo la proposta di un concorso internazionale di idee deve essere presa seriamente in considerazione. Purtroppo comune di Città di Castello e giunta regionale, rappresentata dall'assessore Rometti, hanno già decretato da tempo la sorte di quell'area. L'ipotesi di variante su cui si sta coinvolgendo in queste ore la Regione sarebbe il primo cedimento in anni di granitica difesa d'ufficio della cattiva amministrazione della città". 

Perugia, 11 marzo 2011
"Le prime bozze ripropongono scelte disastrose. C'è il rischio di mettere uno strumento delicato come il Piano regolatore nelle mani dei mercanti di voti"

URBANISTICA. DOTTORINI (IDV): SBAGLIATO APPROVARE IL PRG PRIMA DELLE ELEZIONI. RISCHIO FAVORI E CONTAMINAZIONI ELETTORALISTICHE

"Un pessimo segnale dato ai cittadini, una vera anomalia che rischia di mettere uno strumento delicato come il Piano regolatore nelle mani dei mercanti di voti in piena campagna elettorale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, commenta la volontà che emerge da più settori della maggioranza e dell'amministrazione comunale di Città di Castello di passare all'approvazione del documento programmatico relativo al Piano regolatore prima delle elezioni che a primavera rinnoveranno il governo cittadino.
"Non si comprende la fretta nel volere approvare un atto che condizionerà l'assetto urbanistico, sociale ed economico dei prossimi anni. Chi si affanna nel tentativo di imporlo commette un errore e rischia di dare una cattiva immagine dell'amministrazione pubblica, magari illudendosi di poter lucrare qualche consenso. Solo con il nuovo Consiglio comunale - continua Dottorini - sarà possibile approvare un Piano regolatore privo di vizi elettoralistici. Farlo oggi, con un Consiglio comunale in scadenza e un quadro di rapporti politici completamente mutato rispetto a cinque anni fa, significherebbe perseverare in errori che si intravvedono anche nel nuovo Prg. Già dalle prime elaborazioni infatti si evidenziano scelte a dir poco discutibili, in linea con le numerose varianti già approvate e con il totale abbandono vissuto dal centro storico in questi ultimi anni. Per questo proponiamo che il nuovo Prg sia al centro del dibattito della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, con un serio confronto tra tutte le forze politiche, i candidati a sindaco, gli operatori economici e sociali del territorio, le associazioni ambientaliste e i comitati civici".
"Il caso della ex-Fat, il mostro progettuale della Piastra logistica, il degrado della città e lo stato di misero abbandono dell'ex Ospedale, rappresentano i simboli di una miopia politica e di un immobilismo amministrativo che per troppo tempo hanno caratterizzato la vita politica di Città di Castello. Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci impegneremo in ogni sede perché l'attenzione al nuovo Piano regolatore resti alta e non si abbandoni l'esame di quell'atto alla misera trattativa politica o al braccio di ferro tra potentati più o meno trasparenti".

Perugia, 17 novembre 2010

"Sarebbe opportuno che l'assessore desse qualche risposta sulle condizioni socio-economiche in cui versa Città di Castello. Piastra logistica errore progettuale riconosciuto da tutti"

"Sarebbe opportuno che l'assessore Duranti iniziasse a porsi qualche domanda, e magari a darci qualche risposta, riguardo alle condizioni socio-economiche in cui versa Città di Castello, con aziende in forte crisi e con l'incapacità' da parte di chi ha amministrato in questi anni di mettere in atto una qualsivoglia ipotesi strategica di ripresa e di rilancio. L'Altotevere ha bisogno di uno sforzo corale a tutti i livelli istituzionali, non certo di difese d'ufficio rispetto ad errori che negli anni hanno affievolito non poco l'autorevolezza e le potenzialità' di sviluppo dell'intero territorio". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, risponde alle esternazioni dell'assessore Domenico Duranti.
"La piastra logistica dell'Altotevere - spiega Dottorini - e' nota negli ambienti tecnico-professionali per essere l'unico centro intermodale dell'Italia centrale senza collegamento con la linea ferroviaria. Ancora deve essere spiegato ai cittadini perché' delle tre piastre logistiche dell'Umbria questo trattamento sia stato riservato solo a quella dell'Altotevere e come mai l'investimento per Città di Castello sia pari a 16 milioni di euro, mentre sia per Foligno che per Narni-Terni sono previsti 39 milioni di euro. Che cos'ha l'Altotevere per meritarsi questo trattamento? E come mai l'amministrazione non ha rivendicato l'autorevolezza di uno dei territori più' dinamici della regione?"
"Se a questo si aggiunge - continua Dottorini - che per la Piastra dell'Altotevere non era previsto neppure il collegamento con le grandi arterie di comunicazione, il quadro e' completo. E cosi diviene chiaro anche il motivo per cui è stato necessario prevedere il passaggio della E78 in galleria per Selci, Cerbara e Lama. Solo in questo modo poteva essere trovata una modalità di collegamento per quella che ormai in molti considerano un obbrobrio progettuale. Il fatto che poi i lavori siano stati assegnati fuori regione non è che la ciliegina su una torta alquanto pasticciata".
"C'e' da ricordare - aggiunge il capogruppo Idv - che noi sin dal primo momento chiedemmo di modificare quel progetto che, senza aumento dei costi, avrebbe comunque potuto svolgere una funzione più integrata e di impulso all'economia locale. Un misto di presunzione e arroganza impedì' all'epoca di prendere atto dell'errore che si stava compiendo e che oggi e' sotto gli occhi di tutti. La stessa protervia che ha portato a svendere gli interessi del nostro territorio sui rifiuti attraverso un accordo che ci ha visti vittime di un sistema per cui il nostro Comune paga dai 60 ai 63euro a tonnellata per conferire i rifiuti al selezionatore di Perugia mentre nella nostra discarica arrivano i rifiuti da tutta la provincia di Perugia incassando 20euro a tonnellata".
"E' nostra convinzione - conclude Dottorini - che solo mettendo in atto azioni concrete e corali per rivedere certe scelte scellerate sarà' possibile recuperare un'autorevolezza a Città di Castello. Anni di subalternità a voleri extraterritoriali e di miopia politica non hanno aiutato nel percorso di rilancio dei valori e dei talenti dell'Altotevere. Sarebbe grave voler perseverare. Il segnale che ci giunge dai cittadini, ratificato in modo eclatante dalle ultime elezioni regionali, e' quello di un cambiamento autentico e di un senso di responsabilità che vada oltre rancori comprensibili, ma forse troppo nervosi".

Perugia, 7 agosto 2010

"Scelto un tracciato irrazionale solo per rimediare all'obbrobrio progettuale della Piastra logistica. Cerbara, Selci e Lama sacrificate sull'altare della Piastra" 


INFRASTRUTTURE. DOTTORINI (IDV): POSIZIONAMENTO PIASTRA LOGISTICA E TRACCIATO E78 ERRORI STRATEGICI PER IL FUTURO DELL'ALTOTEVERE

"Assomiglia sempre più ad una farsa, una storia che non ha più fine. Dopo i proclami vittoriosi degli amministratori locali per l'assegnazione dei lavori della Piastra logistica ad un'impresa di fuori regione, con il caldo estivo sembrano assopirsi gli animi di chi gridava al successo per l'annuncio dell'avvio dei lavori della futura Piastra logistica dell'Altotevere. Solo ora, quando è impossibile tornare indietro, in molti tornano con i piedi per terra e si accorgono del danno che subiranno le prospettive di sviluppo della Valtiberina". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sul futuro urbanistico di Città di Castello e sulle scelte sbagliate delle due amministrazioni comunali.

"Dopo aver sostenuto in ogni sede che per il centro intermodale dell'Altotevere non era necessario il collegamento ferroviario - aggiunge Dottorini - nel nuovo Piano regolatore della città si prevede la realizzazione di un nuovo asse ferroviario che attraversa la E45 in trincea per collegarsi alla Piastra logistica. Denari gettati al vento che potevano essere risparmiati solo che si fosse avuta l'umiltà di ammettere il grave errore progettuale e strategico di un Polo logistico che non prevede l'interscambio ferro-gomma. E' per rimediare a questo loro obbrobrio progettuale e logistico che le amministrazioni di Città di Castello e San Giustino hanno chiesto di far transitare la E78 a ridosso degli abitati di Cerbara, Selci e Lama, in modo da intercettare il sito di un'opera, la piastra logistica, che solo oggi si ammetere essere frutto di scelte miopi e prive di strategia. A nulla sono valse le nostre proposte di far realizzare uno studio tecnico che mettesse a confronto tutte le ipotesi possibili di tracciato per la E78, compresa quella di alcuni noti e stimati tecnici locali. Quello scelto è un tracciato irrazionale, individuato soltanto per rimediare all'errore della Piastra logistica. A essere danneggiata sarà l'intera vallata, gli abitati di Cerbara, Selci e Lama subiranno una ferita insanabile, sacrificati sull'altare della Piastra".

"In un momento di crisi occupazionale come quello che stiamo attraversando - conclude il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è amaro constatare come l'Altotevere perda ancora un'occasione per dare slancio alle proprie potenzialità imprenditoriali, rimanendo succube di logiche dettate da esigenze extraterritoriali e dovendo fare i conti per giunta con la beffa di lavori che verranno realizzati da società che poco o nulla hanno a che vedere con il nostro tessuto economico, compromettendo così anche quei benefici occupazionali per l'Altotevere tanto sbandierati da tutti". 


Perugia, 4 agosto 2010


"Il nuovo Prg sia occasione di dibattito politico e di confronto tra candidati e liste. Evitare di lasciarlo nelle mani di un'amministrazione ormai in scadenza"

PRG. DOTTORINI (IDV): SOTTRARRE IL NUOVO PIANO A MERCANTEGGIAMENTI E TENTAZIONI CLIENTELARI: VENGA APPROVATO DOPO LE ELEZIONI

"È fondamentale che il nuovo Piano regolatore venga approvato dal prossimo Consiglio comunale e non da un Consiglio con il mandato a termine, una maggioranza retta da un pro-sindaco non scelto dagli elettori e un quadro di rapporti politici a dir poco anomalo. Occorre sottrarre il nuovo Prg da mercanteggiamenti e da tentazioni clientelari. Non è pensabile che in piena campagna elettorale un'assemblea in scadenza si appresti a deliberare su un atto fondamentale per il futuro della città e del suo sviluppo economico, ambientale e paesaggistico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, chiede "un atto di responsabilità" in merito all'iter amministrativo del nuovo Piano regolatore di Città di Castello.
"Solo con il nuovo Consiglio comunale - continua Dottorini - sarà possibile approvare un Piano regolatore privo di vizi elettoralistici. Il rischio altrimenti è di predisporre una campagna elettorale basata interamente sul Piano regolatore e magari sui favori ad esso legati, creando le condizioni  per disilludere molti cittadini. Già nelle prime elaborazioni si evidenziano scelte a dir poco discutibili, in linea con le numerose varianti già approvate e con il totale abbandono vissuto dal centro storico in questi ultimi anni. Per questo proponiamo che il nuovo Prg sia al centro del dibattito della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, con un serio confronto tra tutte le forze politiche, i candidati a sindaco, gli operatori economici e sociali del territorio, le associazioni ambientaliste e i comitati civici. Dobbiamo evitare gli errori del passato, dal caso della ex-Fat al mostro progettuale della Piastra logistica, dal degrado della città allo stato di misero abbandono dell'ex Ospedale, simboli di miopia politica e di un immobilismo amministrativo che per troppo tempo hanno caratterizzato la vita politica di Città di Castello".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci impegneremo in ogni sede perché l'attenzione al nuovo Piano regolatore resti alta e non si abbandoni l'esame di quell'atto alla misera trattativa politica o al braccio di ferro tra potentati più o meno trasparenti. Nei prossimi mesi avvieremo un percorso di partecipazione al fianco dei cittadini per condividere con loro le priorità e i principi a cui il nuovo Piano regolatore dovrà ispirarsi".

Città di Castello, 22 luglio 2010

"Non si capisce il ritardo con il quale ci si è attivati per scongiurare rischi per la popolazione. Decreto ministeriale individua manifatture tabacchi tra siti insalubri".

EX-FAT. DOTTORINI (IDV): NECESSARIA LA SOSPENSIONE TEMPORANEA DEI LAVORI PER TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI

"Il verbale di prescrizione relativo alla demolizione dell'edificio ex-Fat è opportuno ma non sufficiente a fugare ogni dubbio e stupisce che venga emesso solo oggi, a cinque giorni dalla denuncia degli abitanti del quartiere. Il principio di precauzione richiede infatti che prima di tutto ci si assicuri che la salute dei cittadini e dei lavoratori non sia messa a rischio. Occorre quindi verificare che le fibre presenti all'interno delle ampie superfici vetrate in demolizione non siano pericolose per la salute. E' vero che assicurazioni arrivano dalla Asl1 e che tutto lascia pensare che si tratti semplicemente di lana di vetro, ma su salute e sicurezza non si può scherzare e il sindaco dovrebbe aver già da qualche giorno sospeso i lavori in forma cautelativa". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini è intervenuto sulla notizia dell'esito del sopralluogo dei Carabinieri, Arpa, Asl1 e Polizia municipale presso l'edificio ex-Fat in seguito al rilevamento di fibre potenzialmente pericolose sprigionate con la demolizione dell'edificio di Città di Castello.
"E' giusto che solo dopo aver verificato la non esistenza di rischi per la salute - spiega Dottorini - i lavori possano proseguire, con la certezza di aver sciolto ogni dubbio in merito alla composizione del materiale che viaggia nell'aria. Inoltre vorremmo sapere se il sindaco e l'Arpa hanno richiesto particolari precauzioni all'atto di rilasciare l'autorizzazione ad avviare i lavori, cosa necessaria vista la tipologia dell'edificio in demolizione. E' infatti opportuno ricordare che il decreto ministeriale del 5 settembre 1994, che definisce l'elenco delle industrie insalubri, individua tra queste anche la manifattura tabacchi, proprio la fattispecie dell'Ex-Fat".
"A prescindere dalla pessima qualità degli interventi di recupero previsti per la Ex-Fat - conclude Dottorini - sui quali ci siamo più volte espressi, ritengo che sia comunque prioritario assicurare a tutti i cittadini che i lavori avviati non presentino rischi per la salute, in modo da evitare superficialità e allarmismi. A breve i lavori di demolizione interesseranno anche tetti in eternit e coibentazioni in amianto. E' opportuno che si proceda con tutte le precauzioni del caso".

Perugia, 6 aprile 2010

"Dimostrate le ragioni di chi da anni denuncia lo scempio del palazzo della Posterna. La demolizione sana parzialmente una pesante ferita"

SPOLETO. DOTTORINI (IDV): LA SENTENZA SULL'ECOMOSTRO RENDE GIUSTIZIA DELLA VIOLENZA SUBITA DALLA CITTA' DEL FESTIVAL DEI DUE MONDI


"La decisione dei giudici di ordinare la demolizione parziale dell'ecomostro rende finalmente giustizia, seppure parziale, della violenza senza precedenti subita dal centro storico della città del Festival dei due mondi e dimostra che aveva ragione chi, come noi e il comitato civico, aveva denunciato a suo tempo uno scempio che rischiava di compromettere l'immagine stessa di Spoleto in Italia e nel mondo". Con queste parole il capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, commenta la sentenza di primo grado al processo sul palazzo della Posterna, che ha condannato sei degli imputati a 4 mesi di reclusione e al pagamento di una ammenda di 25 mila euro per reati di abuso edilizio e deturpamento delle bellezze naturali, oltre ad ordinare la demolizione delle  volumetrie eccedenti.
"Purtroppo - continua Dottorini - la sentenza sana solo parzialmente la ferita inferta ad una città conosciuta nel mondo per la sua cultura e per la sua capacità di valorizzare le proprie qualità artistiche. C'è da domandarsi come sia stato possibile che interventi sciagurati e dissennati come quello alla Posterna abbiano potuto incontrare il favore pressoché unanime di tutto il consiglio comunale. Il solo averli concepiti è la dimostrazione di una visione dello sviluppo turistico e della salvaguardia ambientale antiquata e fuori da ogni parametro ragionevole. Il paesaggio e la cultura di una città e di una regione non possono trasformarsi in merce a disposizione di chi pensa ancora di poter coniugare il rilancio delle potenzialità economiche di un territorio con colate di cemento e ferite alla storia e alla cultura di una delle città più antiche dell'Umbria".
"Ora - conclude l'esponente dell'Italia dei valori - quanti avevano sostenuto quest'opera e non si erano schierati a fianco dei comitati e delle associazioni che a suo tempo si sono opposte a questo intervento, dovranno chiedere scusa a tutta la cittadinanza. Ci auguriamo che questa sentenza di condanna, oltre a rendere merito a chi sosteneva che quello del palazzo della Posterna fosse un intervento sciagurato e dissennato, abbia anche l'effetto di dissuadere da eventuali ulteriori progetti irrazionali che, nell'interesse dei soliti pochi che guadagnano dalle colate di cemento, mettono a repentaglio il patrimonio collettivo di bellezza, cultura e storia di cui la nostra regione è ricca e che deve essere tutelato e valorizzato invece che deturpato".
 
Perugia, 9 marzo 2010
Il capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale si autodenuncia: "Scelta di Fintab miglior modo per trasformare una manifestazione pacifica in uno scontro frontale"

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"Vorrei risparmiare alla dirigenza della Fintab la visione dei filmati. Io alla manifestazione contro la cementificazione della Ex Fat c'ero. Denunciate me". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni e consigliere regionale dell'Italia dei Valori, si autodenuncia per la manifestazione "assolutamente pacifica e rispettosa delle regole di convivenza democratica" che si è svolta domenica mattina dinnanzi ai capannoni della Ex Fat. "Considero grave la scelta della proprietà di presentare un esposto-denuncia contro chi è salito sul tetto della struttura e contro i manifestanti - aggiunge Dottorini - . Bene, su quel tetto almeno idealmente c'ero anch'io. Le Forze dell'ordine hanno il primo nome da segnare nella lista".
"Questo - spiega l'esponente dell'Italia dei Valori - è il modo migliore per trasformare una manifestazione pacifica, nonviolenta e di amore verso la città, in un'occasione di scontro che porterà inevitabili conseguenze nei rapporti tra i cittadini e i promotori di quel progetto che, lo ricordiamo, sono la Fintab Spa e il comune di Città di Castello. Una scelta che, se non verrà rivista al più presto, infliggerà una ferita irreversibile al nostro centro storico, un colpo al cuore che si aggiunge alla decisione di lasciare al degrado l'ex Ospedale e a una trascuratezza della città ormai inaccettabile. Per questo scelte come quelle della Fintab Spa avranno come unico effetto quello di imbarbarire il confronto e sicuramente non hanno nulla a che vedere con la tradizione di civiltà, di dialogo, di apertura che ha sempre contraddistinto Città di Castello. Adesso ci aspettiamo che il sindaco di Città di Castello batta un colpo, dica cosa ne pensa e scenda a difesa dei tanti cittadini che subiscono oggi una scelta che non condividono. C'è una decisione coraggiosa da prendere: ritirare quel progetto e chiamare la città a farsi carico degli errori che l'amministrazione ha compiuto. Quello che si sta verificando è anche il frutto di anni di decisioni assunte senza ascoltare, di scelte attuate senza confronto e senza avere una visione del futuro della città. Crediamo che certi atteggiamenti non siano più tollerabili e, per quanto ci riguarda, intendiamo ribadire la nostra ferma contrarietà al progetto per considerare invece l'ipotesi di spostare l'intervento di riqualificazione sulla struttura del vecchio ospedale che, per il pregio architettonico e per le destinazioni possibili (servizi sanitari ed uffici pubblici, spazi commerciali, residenzialità di pregio) sarebbe da privilegiare per rivitalizzare davvero una zona così nevralgica del centro storico".
"Per ora però - conclude Dottorini - c'è una risposta da dare a chi vuole dividere il comitato, magari buttandola in carte bollate e denuncie che pure non ci intimidiranno. La mia è quella di autodenunciarmi per la manifestazione di domenica. Altri forse dovrebbero vergognarsi di aver dato il via libera a un progetto e a un clima come quello che si sta affermando".

Perugia, 16 febbraio 2010
 

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