Interrogazione alla giunta regionale: "Evidente sperpero di denaro pubblico. Necessaria valorizzazione con attività sociali, culturali e ambientali"

"Il patrimonio edilizio pubblico che ricade nell'area del Parco del monte Subasio va salvaguardato dal degrado causato dall'inutilizzo e dall'abbandono. La giunta regionale deve dirci cosa intende fare dei casolari presenti in questa area e se vi sono progetti mirati ad evitare che tali strutture rimangano inutilizzate arrecando un danno evidente al patrimonio regionale e perdendo l'occasione di avviare attività a forte valenza turistica, sociale, culturale ed ambientale che potrebbero rappresentare un'opportunità di sviluppo per il territorio". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione alla giunta regionale relativa all'utilizzo dei circa quaranta casolari, di proprietà della regione, situati nel territorio del Parco.
"Si tratta - spiega il Presidente della prima commissione di Palazzo Cesaroni - di casolari che insistono nei territori di Assisi, Spello, Valtopina, Gualdo Tadino e Nocera Umbra e che sono stati oggetto di costosi interventi di recupero e ristrutturazione finanziati con i fondi pubblici stanziati per il recupero dal dissesto statico causato dal terremoto del 1997. Dopo essere stati recuperati, molti di questi casolari sono rimasti inutilizzati e privi della dovuta manutenzione. La situazione di abbandono sta portando queste strutture del demanio regionale ad un degrado crescente che danneggia il patrimonio edilizio della regione".
"E' evidente - continua Dottorini - che ci troviamo di fronte a uno spreco di denaro pubblico utilizzato per ristrutturare edifici che poi rimangono inutilizzati, abbandonati alle razzie e al degrado. Eppure sono numerosi i possibili impieghi di edifici che possono essere utilizzati sia come strutture ricettive che come luoghi di studio, di incontro o comunque di valorizzazione del territorio del Parco del monte Subasio, magari stipulando convenzioni con i comuni o con le associazioni presenti sul territorio. Crediamo infatti che, se debitamente valorizzate, tali strutture potrebbero offrire l'opportunità di individuare valide risposte alla crisi generalizzata del turismo i cui effetti si risentono anche nel territorio del Subasio, attraverso la promozione di attività innovative in grado di offrire concrete prospettive occupazionali".
"Chiediamo quindi alla Regione - conclude l'esponente dell'Italia dei valori - cosa intende fare per evitare il degrado di una ricchezza pubblica che andrebbe, a nostro avviso, valorizzata anche attraverso attività che possono essere ben integrate nel contesto ambientale e storico-culturale del territorio e che quindi rappresenterebbero un modello di sviluppo sostenibile, attento alle caratteristiche e tipicità del territorio e rispettoso dell'ambiente".
Perugia, 17 dicembre 2009







"E' giunto il momento per l'amministrazione comunale di Città di Castello di abbandonare la protervia che ha contraddistinto fino ad oggi i rapporti con gli abitanti di Riosecco per inaugurare una stagione di dialogo e confronto. Non è pensabile, in una stagione di ristrettezze economiche, fare interventi costosissimi e allo stesso tempo approssimativi ed incoerenti come quelli sul torrente Vaschi, non è più tollerabile consentire un assetto viario come quello che interessa l'intero quartiere, dalla Tiberina 3Bis fino al nucleo di Menconi, e non si può attendere oltre per porre rimedio agli errori di una pianificazione urbanistica e sociale vergognosa. Per questo riteniamo che le istituzioni e il sindaco Cecchini debbano dare un segnale di attenzione forte, prevedendo una seduta aperta del Consiglio comunale da tenersi proprio a Riosecco. A guadagnarci sarà certamente la democrazia, la trasparenza amministrativa e il corretto rapporto tra istituzioni e cittadini".
Lo ha detto Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, commentando i contenuti dell'atto "Norme per il governo del territorio e per il rilancio dell'economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente" oggi in discussione a Palazzo Cesaroni.
"Siamo soddisfatti di questa scelta che i Verdi e civici avevano sostenuto presentando in commissione una richiesta formale di stralcio di tutti gli articoli che non sono direttamente riferiti al 'Piano-casa', richiesta che oggi la Giunta ha nella sostanza accolto. Al contrario del Piano-casa del governo infatti - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - gli articoli relativi alle norme sui diritti edificatori, perequazione, premialità e compensazione non hanno l'esigenza di essere approvati urgentemente, ma anzi, visto che influenzeranno il governo del territorio per i decenni futuri necessitano di una riflessione seria e approfondita. Rimane invece inalterato il nostro giudizio fortemente critico sullo scellerato Piano del governo Berlusconi e proprio per questo è opportuno che l'Umbria si assuma l'onere di provare a limitarne i danni legiferando entro il 30 giugno per non lasciare la possibilità di ricorrere ai poteri sostitutivi ad un esecutivo nazionale che ha ormai dimostrato di non tenere in alcuna considerazione le esigenze della collettività e che rischierebbe di provocare danni irreversibili alle nostre più importanti risorse quali l'ambiente e il paesaggio. L'aggiunta di altri temi rispetto a quello imposto dal governo avrebbe impresso una accelerazione immotivata all'approvazione di norme che andranno a regolamentare la pianificazione urbanistica per i prossimi decenni. Una forzatura che avremmo compreso a fatica e che oggi la giunta ha scelto di non effettuare. Ora ci sono le condizioni per un sereno confronto che, senza forzature, consenta di approfondire e valutare con attenzione aspetti che possono presentare delle criticità".

















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