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Interrogazione alla giunta: "Necessario valutare l'assetto finale dell'area tenendo conto degli aspetti ambientali, urbanistici, paesaggistici e culturali"
 
EX-SAI. DOTTORINI (IDV) E RONCA (PD) CHIEDONO L'INTERVENTO DELLA REGIONE PER LA REVISIONE COMPLESSIVA DEL PROGETTO

I consiglieri regionali Oliviero Dottorini (Idv) e Enzo Ronca (Pd) hanno presentato una interrogazione alla giunta per sapere se intende intervenire per una revisione complessiva del progetto avanzato dal comune di Passignano sul Trasimeno e dalla società Michelangelo Costruzioni srl, proprietaria dei terreni, che prevede la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria sull'area denominata ex-Sai e sulle aree limitrofe, prospicienti le rive del lago.
"Ricordiamo - spiegano i due consiglieri - che questo progetto interessa una superficie di circa 11,5 ettari tra la ferrovia e la riva del lago Trasimeno. Di questi, circa 13mila metri quadri saranno destinati a parcheggio e ben 53mila saranno utilizzati a fini edificatori. Lo scenario finale prevede cubature per un totale di circa 170mila metri cubi, di cui 90mila a destinazione residenziale, 64mila a destinazione direzionale commerciale e 18mila a destinazione turistico produttivo. Una colata di cemento, in grado di stravolgere l'assetto dell'intero territorio senza contropartite significative per la collettività".
"Non è accettabile - spiega Dottorini - un progetto, come quello dell'Ex-Sai, che sembra ritagliato sulle esigenze dei privati e che compromette fortemente le potenzialità economiche, ambientali e turistiche del lago. Quel piano va rimesso in discussione e rivisto radicalmente, coinvolgendo cittadini, associazioni e forze politiche. Riteniamo che la regione debba dare una risposta politica ad un problema politico, non ci accontentiamo dei tecnicismi degli apparati.   Il fatto che a questa nostra richiesta si aggiunga oggi anche quella del collega Ronca credo sia significativo e testimoni un interesse crescente su questo problema. Adesso occorre una risposta concreta".
Commenta Ronca: "La revisione progettuale non potrà prescindere da scelte di alta qualità urbanistica che sappiano coniugare tutte le implicazioni ambientali, paesaggistiche e culturali; scelte che dovranno essere costruite insieme alla popolazione e alle forze sociali ed economiche locali con la consapevolezza di lavorare ad un progetto a valenza regionale".
 
Perugia, 27 novembre 2009
"Chiedevamo un pronunciamento politico sulle intenzioni della Giunta di salvaguardare il territorio di Passignano"

"Sulla vicenda dell'Ex-Sai abbiamo ricevuto dalla Giunta una risposta elusiva ed in quanto tale preoccupante. Tutto questo ci porta a sospettare che la politica stia rinunciando ad impegnarsi per evitare che una colata di cemento senza precedenti comprometta in maniera irreversibile l'assetto urbanistico, viario e paesaggistico di un territorio a forte vocazione turistica. Non possiamo avallare un progetto che non presenta vantaggi per l'interesse collettivo ma al contrario sembra ritagliato sulle convenienze dei privati".  Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv, Oliviero Dottorini, commenta la risposta ricevuta dall'assessore all'Ambiente Lamberto Bottini alla interrogazione sul progetto Ex-Sai che prevede la realizzazione  di opere di urbanizzazione primaria su un'area che si estende per circa 11,5 ettari tra la ferrovia e la riva del lago Trasimeno. Di questi, circa 13mila metri quadri saranno destinati a parcheggio e ben 53mila saranno utilizzati a fini edificatori. Lo scenario finale prevede cubature per un totale di circa 170mila metri cubi, di cui 90mila a destinazione residenziale, 64mila a destinazione direzionale commerciale e 18mila a destinazione turistico produttivo.
"Con la nostra interrogazione - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - chiedevamo un pronunciamento politico ed invece ci è stata fornita la cronistoria della procedura burocratica della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), che conoscevamo già avendo avuto modo di studiare la questione prima di decidere di interrogare la Giunta. Per questi motivi abbiamo già predisposto un'ulteriore interrogazione con la quale ribadiamo la domanda politica alla quale non ci è stata data risposta. Vogliamo cioè sapere quali impegni la Giunta intende assumere per garantire un corretto sviluppo urbanistico, paesaggistico e territoriale a Passignano sul Trasimeno e se non ritiene necessario adoperarsi per una revisione complessiva del progetto Ex-Sai che tenga conto degli aspetti ambientali, urbanistici, paesaggistici, storici, culturali ed economici dell'intera area e che garantisca una connotazione unitaria  e integrata del territorio secondo un principio di equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo".
"Al contrario il progetto presentato dal comune di Passignano e dalla società Michelangelo Costruzioni srl, proprietaria dei terreni, porterebbe effetti devastanti per tutta l'area, con volumetrie residenziali che risultano parametrate ad una capacità insediativa  di circa 1.000 abitanti, andando così a saturare ben oltre ogni prospettiva di sviluppo demografico, la capacità edificatoria dell'intero comune per i decenni a venire. Tra l'altro, la risposta dell'assessore riguarda solamente il progetto per le opere di urbanizzazione primaria, mentre noi avevamo denunciato, con la nostra interrogazione, come non fosse possibile avere il quadro dell'intervento finale. Il che ci pone di fronte al rischio concreto di avallare un progetto del quale non è chiaro l'assetto finale e complessivo".
"Credo che l'assemblea pubblica di domenica prossima a Passignano - conclude Dottorini - che vedrà la partecipazione di esperti e  dell'onorevole Leoluca Orlando saprà conferire alla legittima protesta delle popolazioni del lago Trasimeno la giusta dimensione politica che merita".


Perugia, 17 novembre 2009
Sopralluogo dei due consiglieri all'ex ospedale: " Depredata la chiesa, situazione di totale abbandono. Saremo al fianco di chi si oppone a un progetto devastante"

progetto ex fat.jpg

"Il fatto che si sia deciso di procedere alla stipula del contratto di quartiere su un progetto diverso da quello portato in partecipazione e proprio nel momento in cui il comitato locale stava partendo con una campagna di sensibilizzazione verso i cittadini è indicativo delle difficoltà in cui si dibatte l'amministrazione comunale per fronteggiare l'ondata di indignazione per un progetto, quello della ex Fat, devastante per l''intera città". Questo il commento del consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i Valori - Idv) e del consigliere comunale Roberto Lensi (Verdi e civici - Idv) riguardo alla "scelta scellerata" dell'amministrazione comunale di Città di Castello di procedere alla firma del contratto di quartiere relativo alla ex Fat. I due consiglieri qualche giorno fa hanno effettuato un sopralluogo all'interno dei locali del vecchio Ospedale cittadino: "Dopo dieci anni di totale abbandono - raccontano - il degrado è pressoché totale, ma è davvero grave non aver tutelato con la doverosa cura la piccola chiesa interna, un gioiello di fine Settecento dove sono stati battezzati quasi tutti i tifernati, che è stata depredata dai ladri che non si sono limitati a rubare tutti i preziosi arredi, in particolare due pregevoli tele ovali che rappresentano S. Florido e S. Amanzio, ma anche ad asportare e danneggiare il tabernacolo ed i marmi dell'altare (come si dice "hanno portato via anche il ciborio") e gli stucchi alle pareti".
"Riteniamo doveroso segnalare il fatto alla cittadinanza - continuano Dottorini e Lensi - perché rifletta ancora sulla scelta sciagurata di avviare i lavori per il recupero dell'area ex Fat secondo un progetto devastante, peraltro diverso da quello originariamente presentato ed approvato, che, alla faccia della partecipazione, nessuno conosce e che soddisfa solo gli interessi della proprietà. Secondo il nuovo progetto si realizzeranno 28 appartamenti da locare a canone concordato, la piazza dell'Archeologia sarà pavimentata per il "miglioramento della salvaguardia dei ritrovamenti archeologici" (sic), o meglio per realizzare il parcheggio del complesso commerciale che verrà realizzato al piano terra (2.095 metri quadri), le volumetrie che dovessero in corso d'opera essere perdute saranno considerate come "quantità edificatoria premiale" e quindi recuperate altrove dai proprietari. Una scelta decisamente da contrastare, che vede la giunta comunale insensibile a confrontarsi su qualsiasi ipotesi di intervento alternativo e la proprietà Fat-Fintab d'accordo a realizzare, in uno dei luoghi più suggestivi della città, un "bubbone" che comprometterà per sempre la bellezza di un luogo di assoluto valore architettonico. Un'impresa finanziariamente molto impegnativa, a rischio di non recuperare l'investimento (perché non sono ancora iniziati i lavori dell'ex Cinema Vittoria?) e che, oltretutto, tradisce lo spirito originario del Contratto di quartiere".
"Intendiamo ribadire la nostra ferma contrarietà al progetto - aggiungono gli esponenti dell'Italia dei Valori - per considerare invece l'idea di spostare l'intervento di riqualificazione sulla struttura del vecchio ospedale che, per il pregio architettonico e per le destinazioni possibili (servizi sanitari ed uffici pubblici, spazi commerciali, residenzialità di pregio) sarebbe quello da privilegiare per rivitalizzare davvero una zona così nevralgica del centro storico, ripristinando nell'area occupata dai capannoni un grande spazio verde attrezzato che possa valorizzare le testimonianze archeologiche ed i complessi monumentali circostanti. Invitiamo pertanto tutti quanti hanno a cuore il bene della città a prendere posizione, ad esprimersi ed a mobilitarsi per scongiurare un intervento sbagliato ed irreparabile. Assicuriamo fin d'ora il nostro impegno e la nostra disponibilità a sostenere tutte le iniziative più appropriate, a iniziare dalla raccolta di firme che il comitato Prato-Mattonata ha lanciato per tentare di riportare alla ragione un'amministrazione molto sensibile agli interessi privati e incurante delle sorti dell'intera città".

Perugia, 23 ottobre 2009

Visita ospedale vecchio Visita ospedale vecchio
Interrogazione alla Giunta: "Cubature per 170mila metri cubi, urbanizzazioni in 11,5 ettari e spunta anche il termovalorizzatore. Necessario rivedere il progetto"

Ex-Sai - Scarica l'interrogazione

"La Giunta faccia valere il primato della politica e si adoperi per una revisione complessiva del progetto Ex-Sai che tenga conto degli aspetti ambientali, urbanistici, paesaggistici, storici, culturali ed economici dell'intera area e che garantisca una connotazione unitaria e integrata del territorio secondo un principio di equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo. E' opportuno fare di tutto per prendere le distanze dalle incomprensibili scelte dell''amministrazione comunale di Passignano".
E' quanto chiede Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, con un'interrogazione all'esecutivo regionale relativamente al progetto avanzato dal comune di Passignano e dalla società Michelangelo Costruzioni srl, proprietaria dei terreni, che prevede la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria sull'area denominata ex-Sai e sulle aree limitrofe, che si estendono per circa 11,5 ettari tra la ferrovia e la riva del lago Trasimeno.
Di questi, circa 13mila metri quadri saranno destinati a parcheggio e ben 53mila saranno utilizzati a fini edificatori: "Lo scenario finale - rivela Dottorini - prevede cubature per un totale di circa 170mila metri cubi, di cui 90mila a destinazione residenziale, 64mila a destinazione direzionale commerciale e 18mila a destinazione turistico produttivo. Una colata di cemento, in grado di stravolgere l'assetto dell'intero territorio senza contropartite significative per la collettività".
"Passignano sul Trasimeno - spiega il Presidente della prima Commissione a Palazzo Cesaroni - è un comune a forte vocazione turistica e un intervento come quello ipotizzato rischia di compromettere in maniera irreversibile l'assetto urbanistico, viario e paesaggistico dell'intera area. Le nostre preoccupazioni, che hanno trovato piena sintonia con quanto già sostenuto con meritoria tenacia dall'Idv di Passignano e dall'opposizione consiliare, sono anche rafforzate da quanto è emerso in sede di Conferenza dei servizi. I diversi soggetti interpellati, infatti, hanno espresso forti perplessità sia in merito al rischio di alterare in maniera sostanziale il paesaggio e l'assetto urbanistico del territorio, che relativamente al corretto dimensionamento degli ipotetici flussi di traffico delle sedi viarie, delle rotatorie e dei loro raccordi. Particolarmente grave è poi la previsione che l'intervento interessi anche l'area adiacente alla ex-Sai, che secondo il Piano regolatore vigente dovrebbe essere ambito di tutela naturalistica della costa e pertanto inedificabile. Come se non bastasse, il progetto prevede anche la realizzazione di un non meglio precisato impianto di termovalorizzazione o di termodistruzione per i rifiuti. Insomma, un'ipotesi che porterebbe effetti devastanti per tutta l'area, convolumetrie residenziali che risultano parametrate ad una capacità insediativa di circa 1.000 abitanti, prevedendo cioè un aumento di circa il 20 per cento della popolazione residente nell'intero territorio comunale, andando così a saturare ben oltre ogni prospettiva di sviluppo demografico, la capacità edificatoria dell'intero comune per i decenni a venire. In questo contesto qualcuno dovrà spiegarci quali sono i vantaggi per l'interesse collettivo di un progetto che sembra invece ritagliato sulle convenienze dei privati. Basti pensare che questi si impegneranno a cedere gratuitamente al comune tutte le aree destinate a parcheggio e sedi viarie, quelle cioè che avranno bisogno di continua manutenzione e che rappresentano un costo che si protrarrà nel tempo. L'aspetto però più inquietante riguarda il fatto che il progetto attuale contempla solo le opere di urbanizzazione, ma non c'è la possibilità di avere il quadro dell'intervento finale. Il che ci pone di fronte al rischio concreto di avallare un progetto del quale non è chiaro l'assetto finale e complessivo".
"E' opportuno pertanto - conclude il capogruppo dei Verdi per i valori - che la Giunta chiarisca quali impegni intende assumere per garantire un corretto sviluppo urbanistico, paesaggistico e territoriale a Passignano sul Trasimeno ed evitare una prevedibile alterazione sostanziale della viabilità dell'intera area".

Perugia, 2 ottobre 2009


"Sbagliato creare cittadini di serie A e di serie B. Si inauguri stagione di dialogo per correggere errori su assetto urbanistico e sociale, su viabilità e Torrente Vaschi"

vaschi2_riosecco.jpg"E' giunto il momento per l'amministrazione comunale di Città di Castello di abbandonare la protervia che ha contraddistinto fino ad oggi i rapporti con gli abitanti di Riosecco per inaugurare una stagione di dialogo e confronto. Non è pensabile, in una stagione di ristrettezze economiche, fare interventi costosissimi e allo stesso tempo approssimativi ed incoerenti come quelli sul torrente Vaschi, non è più tollerabile consentire un assetto viario come quello che interessa l'intero quartiere, dalla Tiberina 3Bis fino al nucleo di Menconi, e non si può attendere oltre per porre rimedio agli errori di una pianificazione urbanistica e sociale vergognosa. Per questo riteniamo che le istituzioni e il sindaco Cecchini debbano dare un segnale di attenzione forte, prevedendo una seduta aperta del Consiglio comunale da tenersi proprio a Riosecco. A guadagnarci sarà certamente la democrazia, la trasparenza amministrativa e il corretto rapporto tra istituzioni e cittadini".
Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, interviene con queste parole per sottolineare la situazione di pesante disagio che vive la frazione di Riosecco, chiedendo al sindaco Fernanda Cecchini di prevedere un Consiglio comunale aperto nella frazione tifernate.
"Il sovrapporsi di urbanizzazioni non supportate da una visione complessiva - spiega Dottorini - ha fatto di Riosecco un quartiere senza una piazza, senza una viabilità razionale, con una concentrazione di luoghi di disagio che non ha pari nell'intero territorio comunale. Adesso emergono tutte le contraddizioni del progetto di sistemazione del Torrente Vaschi. Lavori eseguiti in modo incompleto e quanto meno discutibile, senza ripristino ambientale, senza il corretto rispetto delle normative sulle barriere architettoniche, con muri di contenimento che fanno assomigliare quel corso d'acqua a un canale più che a un luogo di convivenza fruibile dai residenti. Senza considerare l'impatto sulla viabilità dell'area. Il dialogo, il confronto, la capacità di ascolto sono i primi requisiti di una buona amministrazione. Sapere che i cittadini devono organizzarsi in comitati per vedere riconosciuto il proprio diritto a una corretta informazione e al coinvolgimento nelle scelte che li riguardano direttamente è molto grave. Un'insoddisfazione motivata e diffusa rischia tra l'altro di offuscare anche ciò che di buono è stato fatto, come il parco presso l'ex quartiere ecologico. Ma alla base di tutto c'è un'idea di assetto e decoro urbanistico inesistente, un confronto tra istituzioni e cittadini inadeguato, una concezione dei rapporti con gli elettori che non va oltre la richiesta di consenso. Per questo deve essere chiaro che nel nostro comune non esistono cittadini di serie A e di serie B. Per un'amministrazione gli abitanti del centro storico o delle frazioni hanno gli stessi diritti di quelli di Morra o di qualche altro centro più in sintonia con le aspettative politiche dei suoi amministratori. Oggi più che mai - conclude Dottorini - è necessario dare un segno di apertura e disponibilità: si convochi immediatamente un Consiglio comunale aperto a Riosecco. Sarà forse il primo passo di un'inversione di rotta. Per quanto ci riguarda non ci tireremo indietro e faremo la nostra parte per trovare soluzioni razionali, concrete e condivise".

Perugia, 1 ottobre 2009
Grave la scelta di dare l'ok al progetto della ex Fat, mentre vengono persi i finanziamenti per la riqualificazione del centro storico"

EX-FAT E PUC2. IL DANNO E LA BEFFA, L'AMMINISTRAZIONE CAMBI ROTTA

"Dopo il danno, la beffa. Oltre alla sciagurata scelta di dare il via libera a un progetto impresentabile come quello della ex Fat, oggi l'amministrazione comunale deve ammettere di essere stata esclusa anche dai finanziamenti per i Piani urbani complessi (Puc2). Sono due notizie una più grave dell'altra". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Regione e presidente della Commissione bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni commenta la doppia notizia relativa all'annuncio del sindaco Cecchini di firmare la convenzione per il Contratto di quartiere e alla perdita dei finanziamenti per i cosidetti Puc2.
"E' grave - spiega Dopttorini - che l'amministrazione comunale di Città di Castello continui a perseguire senza ripensamenti un progetto devastante come quello relativo alla Ex Fat. Come se non bastasse la Piastra logistica, la lottizzazione all'area ex Bacchi, adesso il degrado del centro storico verrà arricchito di un intervento da realismo socialista, non condiviso dai cittadini e privo di una qualsivoglia visione della città. A questo proposito la nostra opposizione sarà ferma e utilizzeremo tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per evitare alla città uno scempio che andrà a stravolgere il suo cuore storico e architettonico. Il problema a nostro avviso deve essere affrontato nell'ambito della redazione del nuovo Piano regolatore".
"A questo esempio di cattiva amministrazione si aggiunge oggi la perdita dei finanziamenti per i Puc2. Già un anno fa il nostro capogruppo comunale Roberto Lensi aveva evidenziato la poca sensibilità degli amministratori locali verso gli interessi della città e del suo centro storico, sottolineando il grave ritardo nella pubblicazione degli avvisi, la loro vigenza nel pieno del periodo feriale estivo, il tardivo e frettoloso coinvolgimento delle categorie interessate. Oggi la triste conferma di finanziamenti che vanno in fumo e avrebbero potuto contribuire alla riqualificazione di un centro storico che sta vivendo un degrado avvilente. Adesso gli amministratori tifernati dovranno avviare una seria riflessione sui perché l'Altotevere sia rimasto escluso dai finanziamenti del Puc2 e su come realizzare progetti lungimiranti, condivisi e partecipati con i cittadini".

Perugia, 1 agosto 2009
EX-FAT/CONTRATTO DI QUARTIERE 2
INTERROGAZIONE DI OLIVIERO DOTTORINI




Il Sindaco al Comitato Prato-Mattonata: Fate partire il progetto, poi la Regione concederà la perequazione.
L'Assessore Rometti: Falso, la perequazione non compete a noi

Il Consigliere regionale Oliviero Dottorini interroga la Giunta Regionale e smaschera la false rassicurazioni del Sindaco di Città di Castello al Comitato Prato-Mattonata.
Ecco la bozza di stenografico del question-time del 21 luglio 2009.
Su Tevere TV venerdì 24 luglio ore 16.30
Su Tele radio Gubbio giovedì 23 luglio ore 17.00.


- Scarica la bozza di stenografico
- Scarica il testo dell'interrogazione


EX FAT. DOTTORINI (VERDI E CIVICI):NESSUNA PEREQUAZIONE POSSIBILE, SMASCHERATO TENTATIVO MALDESTRO DI INGANNARE I CITTADINI
"Indecente cercare il consenso al progetto con escamotage e trucchetti di basso profilo. L'amministrazione dia risposte serie e concrete a comitato e consulta"


"Non si può procedere in questo modo. Non è con escamotage o con false rassicurazioni che si ristabilisce un clima di fiducia e collaborazione con i cittadini. Soprattutto quando a essere in gioco è la storia, la cultura e la vivibilità di una città già troppo a lungo maltrattata". Con queste parole il Capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha commentato la risposta che l'assessore Silvano Rometti ha dato alla sua interrogazione urgente relativa al Contratto di Quartiere 2 di Città di Castello.
Il sindaco Cecchini nei giorni scorsi aveva rassicurato il comitato popolare Prato-Mattonata e la Consulta del Centro storico affermando che la Regione avrebbe garantito la perequazione una volta avviati i lavori. Il tutto senza perdere i finanziamenti relativi al Contratto di quartiere 2.
"Oggi - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - l'assessore Rometti ci conferma che quelle dell'amministrazione sono tutte promesse che non potranno essere mantenute dal momento che non è possibile alcuna forma di perequazione, se non mettendo in conto la perdita del contributo pubblico. La verità è che quella della ex Fat è una delle tante storie di cattiva amministrazione che appesantisce le potenzialità di rilancio di Città di Castello. Non si capisce come abbia fatto l'amministrazione comunale tifernate a dare il via libera a un progetto che oggi tutti riconoscono essere impresentabile. Come mai non ha neppure preso in considerazione le ripetute osservazioni che il comitato dei cittadini dei quartieri Prato e Mattonata, la Soprintendenza, le associazioni ambientaliste hanno avanzato con grande senso civico e senza mai alzare i toni, anche quando dalle forze di maggioranza giungevano accuse vergognose e infondate. La gravità della situazione oggi è sotto gli occhi di tutti: abbiamo un'area all'interno del centro storico ormai in pieno degrado, abbiamo un progetto che, se attuato, porterebbe un colpo gravissimo all'immagine e alla vivibilità della città, abbiamo la spada di Damocle di finanziamenti pubblici che potranno essere erogati solo sul progetto originario. Ormai è riconosciuto da molti che la soluzione per quell'area, così preziosa per i suoi rilevamenti storici e archeologici, non sta nei casermoni stile 'realismo socialista', né nei centri commerciali con tanto di posteggio-auto all'interno delle mura urbiche (come progettato dal comune), ma in qualche forma di perequazione che consenta al centro storico di respirare e di veder valorizzate le proprie qualità culturali e architettoniche e alla proprietà Fintab di godere di altri vantaggi al di fuori del perimetro storico della città. Oggi - conclude Dottorini - sarebbe opportuno che un'amministrazione comunale responsabile facesse lo sforzo di dare risposte serie, concrete e se necessario coraggiose. Altrimenti si finisce per arrampicarsi sugli specchi o per dare rassicurazioni che poi si rivelano prive di fondamento. Correndo il rischio di essere malamente smascherati. Così come è avvenuto".

Perugia, 21 luglio 2009

QUESTION TIME (1)/URBANISTICA: "PER AREA EX-FAT DI CITTÀ DI CASTELLO NON E' PERVENUTA ALCUNA RICHIESTA DI VARIANTE E LA PEREQUAZIONE NON E' DI COMPETENZA REGIONALE" - ROMETTI RISPONDE A DOTTORINI (VERDI E CIVICI)
22/7/2009 -

(Acs) Perugia, 22 luglio 2009 - "Sul progetto del Contratto di quartiere 2 dell'Area ex-Fat di Città di Castello, non è pervenuta alla Regione alcuna richiesta di variante. La procedura di autorizzazione alla perequazione non è di competenza regionale, è regolata da norme precise: dal piano regolatore, dalla legge regionale sui centri storici. La regione quindi non può autorizzare alcunché, svincolato da questo contesto normativo. Occorre, infine, precisare che qualsiasi modifica dei lavori autorizzati nel Programma deve essere compresa all'interno del perimetro approvato". Questa la risposta dell'assessore ai centri storici, Silvano Rometti, all'interrogazione del consigliere Oliviero Dottorini (Verdi e Civici) che chiedeva di sapere se fosse vero quanto affermato dal sindaco di Città di castello che in un recente incontro con il comitato popolare Prato-Mattonata e con la Consulta del Centro storico aveva detto che la Regione si sarebbe fatta carico di "autorizzare la perequazione, garantendo dal rischio di perdere i finanziamenti del 'Contratto di Quartiere 2', qualora durante i lavori venissero ritrovati reperti storici e archeologici". Illustrando la sua interrogazione, Dottorini ha parlato del progetto elaborato dall'Amministrazione comunale di Città di Castello, relativo al "Contratto di quartiere 2" dell'area ex-Fat, come di esempio di "cattiva amministrazione, un affronto alla cultura, alla storia e al decoro della quarta città umbra". Secondo l'interrogante il progetto è "impresentabile", e l'Amministrazione comunale non ha tenuto in alcun conto le numerose osservazioni, "avanzate con grande senso civico", dei comitati cittadini dei quartieri Prato e Mattonata, della Soprintendenza delle associazioni ambientaliste: "Dalla maggioranza, anzi - ha detto Dottorini - sono venute, a chi legittimamente criticava, accuse infondate e vergognose".
Dottorini ha parlato di situazione di "grave degrado del'area e di un progetto che se attuato produrrebbe un danno gravissimo all'immagine e alla vivibilità della città. "
Il consigliere Dottorini, nel ringraziare l'assessore Rometti per la chiarezza della risposta, preso atto che non esiste alcuna possibilità di perequazione rimanendo nell'ambito del progetto del Contratto di quartiere, ha detto di ritenere "gravissimo l'atteggiamento del sindaco di Città di Castello le cui assicurazioni non hanno alcun fondamento perché la Regione non ha assicurato alcuna perequazione e non potrebbe del resto farlo. Si continua a strappare consensi attraverso escamotage e false rassicurazioni. Alla luce di ciò, appare sempre più indispensabile quanto chiedevamo all'inizio, e cioè lo sforzo di un progetto compatibile allo sviluppo armonico della città. Ma in questi mesi e questi anni - conclude - abbiamo trovato solo la supponenza di una Amministrazione comunale senza capacità strategiche". RED/tb
- SCARICA L'INTERVENTO DI OLIVIERO DOTTORINI IN CONSIGLIO REGIONALE


"Quelle che per il Pdl sono assurde limitazioni, per noi rappresentano correttivi che forse eviteranno di incartare il solito regalo a costruttori e speculatori"


"Quello voluto da Berlusconi non è un Piano-casa, ma un incentivo alla deregulation edificatoria. Per fortuna il testo che è oggi in Consiglio regionale è frutto di una scelta di coalizione che ha saputo opporsi alle proposte di alcuni esponenti del centrodestra, che fino all'ultimo, sprezzanti del senso della misura e del decoro, hanno addirittura avuto il coraggio di definire "geniale" un provvedimento, quello del governo Berlusconi, che ha come unico effetto certo quello di infliggere un colpo pesantissimo al nostro territorio e alle sue prospettive economiche".Abuso edilizio Lo ha detto Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, commentando i contenuti dell'atto "Norme per il governo del territorio e per il rilancio dell'economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente" oggi in discussione a Palazzo Cesaroni.
"Invece di incartare il solito regalo a speculatori e cementificatori - continua Dottorini - sarebbe stato opportuno che il governo avesse predisposto una legge sull'edilizia residenziale pubblica adeguatamente finanziata, avviando un piano di riqualificazione e rinnovamento del patrimonio edilizio legato ad obiettivi di efficienza energetica e di diffusione delle fonti rinnovabili. Oggi quelle che il centrodestra umbro definisce come 'assurde limitazioni' agli ampliamenti degli edifici non sono altro che norme che consentono di non imboccare la via di una deregulation selvaggia. Purtroppo non siamo così sicuri che questo provvedimento riuscirà a disinnescare i meccanismi perversi messi in atto dal governo Berlusconi e fortemente sponsorizzati dagli esponenti del Pdl regionale. Alcuni nostri emendamenti migliorativi non sono stati presi in considerazione. Tuttavia riteniamo che i rischi maggiori si siano evitati e che il provvedimento non si discosti molto da quelli predisposti da altre regioni come la Toscana. Di sicuro questo testo ha almeno il pregio di non giungere agli eccessi di regioni come il Veneto, che ha pensato di strafare, prevedendo interventi anche nei centri storici e concedendo aumenti volumetrici fino al 40 per cento".
"La verità - conclude Dottorini - è che il Pdl auspica un paese dove ognuno possa costruire quanto e dove vuole, senza alcuna considerazione del bene comune, a dimostrazione di una sensibilità esclusiva agli interessi particolari di alcuni gruppi di pressione. Quando sentiamo esponenti del centrodestra abbandonare ogni ritegno e bollare come "aggravanti" e come "vincoli assurdi" la necessità di subordinare gli ampliamenti alla certificazione di sostenibilità ambientale e l'obbligo di riqualificazione architettonica ed ambientale degli edifici abbiamo la rappresentazione plastica del modo di concepire la tutela dei beni comuni e collettivi che il Pdl coltiva. Per loro lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita collettiva non sono che fastidiosi lacciuoli di cui liberarsi al più presto. Noi ovviamente la pensiamo in modo completamente diverso".

Perugia, 23 giugno 2009
"Decisione in linea con quanto formalmente richiesto dai Verdi e civici. Rimosso il principale ostacolo all'approvazione del piano-casa entro i termini stabiliti"

"Una scelta saggia e opportuna che aiuta a separare le scelte della giunta dalle imposizioni scellerate del governo Berlusconi". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici, Oliviero Dottorini, accoglie la decisione annunciata dalla presidente Lorenzetti di stralciare le norme sui diritti edificatori e premialità dalle norme che recepiscono il cosiddetto Piano-casa del governo.
Piano casa Berlusconi"Siamo soddisfatti di questa scelta che i Verdi e civici avevano sostenuto presentando in commissione una richiesta formale di stralcio di tutti gli articoli che non sono direttamente riferiti al 'Piano-casa', richiesta che oggi la Giunta ha nella sostanza accolto. Al contrario del Piano-casa del governo infatti - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - gli articoli relativi alle norme sui diritti edificatori, perequazione, premialità e compensazione non hanno l'esigenza di essere approvati urgentemente, ma anzi, visto che influenzeranno il governo del territorio per i decenni futuri necessitano di una riflessione seria e approfondita. Rimane invece inalterato il nostro giudizio fortemente critico sullo scellerato Piano del governo Berlusconi e proprio per questo è opportuno che l'Umbria si assuma l'onere di provare a limitarne i danni legiferando entro il 30 giugno per non lasciare la possibilità di ricorrere ai poteri sostitutivi ad un esecutivo nazionale che ha ormai dimostrato di non tenere in alcuna considerazione le esigenze della collettività e che rischierebbe di provocare danni irreversibili alle nostre più importanti risorse quali l'ambiente e il paesaggio. L'aggiunta di altri temi rispetto a quello imposto dal governo avrebbe impresso una accelerazione immotivata all'approvazione di norme che andranno a regolamentare la pianificazione urbanistica per i prossimi decenni. Una forzatura che avremmo compreso a fatica e che oggi la giunta ha scelto di non effettuare. Ora ci sono le condizioni per un sereno confronto che, senza forzature, consenta di approfondire e valutare con attenzione aspetti che possono presentare delle criticità".
"Per questo motivo - conclude Dottorini - consideriamo lungimirante la decisione della presidente Lorenzetti ed ora possiamo concentrarci sugli articoli che recepiscono quel Piano-casa che il governo vorrebbe trasformare in un condono preventivo e che noi dovremo cercare di limitare nella sua portata distruttiva attraverso regole stringenti ed ecologicamente sostenibili".

Perugia, 10 giugno 2009
"Necessario più tempo per un'ampia riflessione sulle norme della programmazione territoriale. Devastante il Piano voluto dal governo"

"E' opportuno stralciare gli articoli direttamente riferiti al 'Piano-casa', che dovranno essere necessariamente approvati entro il 30 giugno, dal resto delle norme previste nel disegno di legge della giunta che influenzeranno il governo del territorio per i decenni futuri e sulle quali non si può prescindere da una riflessione seria, approfondita e che non presenta i caratteri dell'urgenza". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici, Oliviero Dottorini, prende posizione rispetto al disegno di legge della Giunta regionale concernente "Norme per il governo del territorio".
"Non possiamo esimerci - spiega l'esponente del Sole che ride - dall'approvare entro i termini stabiliti gli articoli che recepiscono lo scellerato Piano-casa del governo Berlusconi, per non lasciare la possibilità di ricorrere ai poteri sostitutivi ad un esecutivo che ha ormai dimostrato di non tenere in alcuna considerazione le esigenze della collettività e che rischierebbe di provocare danni irreversibili alle nostre più importanti risorse quali l'ambiente e il paesaggio. L'inserimento però degli altri novanta articoli che compongono il provvedimento complessivo, imprime una accelerazione immotivata all'approvazione di norme che andranno a regolamentare la pianificazione urbanistica per i prossimi anni. Un'accelerazione che non risponde ad alcun vincolo a livello nazionale e che rischia di impedire un sereno confronto che, senza forzature, consenta di approfondire e valutare con attenzione aspetti che possono presentare delle criticità".
"I Verdi e civici quindi - conclude Dottorini - ribadiscono la disponibilità a contribuire alla definizione di un provvedimento che recepisca il Piano-casa individuando anche dei correttivi che consentano di evitare una deregulation selvaggia ed un grande condono preventivo che sarebbe disastroso per la nostra regione e per la sua immagine. Allo stesso tempo però chiedono di stralciare tutta la parte non strettamente attinente a quanto previsto dall'accordo Stato-regioni".

Perugia, 26 maggio 2009
 

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