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UNIVERSITÀ. DOTTORINI: "NECESSARIO SFORZO COMUNE, INCOMPRENSIBILE DIROTTARE STUDENTI SU ALTRE SEDI"

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"Rettore Paciullo in Cina per promuovere Umbria Academy, mentre a Perugia si sta pensando allo smantellamento dei corsi per cinesi. Necessario ravvedimento"

UNIVERSITÀ. DOTTORINI (UMBRIA MIGLIORE): "NECESSARIO SFORZO COMUNE, INCOMPRENSIBILE DIROTTARE STUDENTI SU ALTRE SEDI"

"Dalla Stranieri pare giungano segnali di ravvedimento riguardo all'ipotesi di delocalizzazione dei corsi di italiano per studenti cinesi. Se confermati, sarebbero da accogliere come una buona notizia e come l'occasione per togliere l'intera regione da una situazione imbarazzante e insostenibile agli occhi della pubblica opinione". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria Migliore) commenta l'incontro che si è svolto a Palazzo Gallenga per fare il punto della situazione riguardo alla decisione di di trasferire dal 2015 parte dei corsi del progetto "Marco Polo e Turandot" presso strutture convenzionate di altre città italiane.
"E' appena rientrata dalla Cina la delegazione della Regione Umbria e ci risulta che il progetto 'Umbria Academy', che ha l'obiettivo di promuovere offerte formative altamente specializzate rivolte agli studenti cinesi, abbia avuto riscontri molto positivi. Della delegazione faceva parte anche il Rettore Paciullo, che ha partecipato anche alla conferenza stampa di presentazione del progetto. Appare pertanto assai singolare - precisa Dottorini, promotore di un'interrogazione urgente alla Giunta - che mentre la Regione si prodigava a promuovere e costruire contatti istituzionali con le università cinesi, qualcuno stesse nel frattempo immaginando di delocalizzare i corsi della Stranieri di Perugia. Sarebbe incomprensibile se si decidesse, in nome della spending review, di vanificare gli importanti contatti istituzionali con le università cinesi che si sono sviluppati".
"Il progetto coordinato dalla Regione Umbria - spiega il consigliere che questa mattina ha incontrato l'assessore Carla Casciari per fare il punto della situazione - è in grado di offrire agli studenti cinesi proposte concrete e competitive che vanno dall'accoglienza alla possibilità di proseguire gli studi presso gli altri enti accreditati. La Regione Umbria ha sempre investito molto in accoglienza e diritto allo studio ed ha dimostrato, con gli incontri che si sono svolti in Cina, di poter essere molto competitiva dal punto dell'offerta. Non si capisce allora a quale logica risponda la scelta della Stranieri di dirottare verso altri atenei gli studenti cinesi. Non vorremmo - conclude il presidente di Umbria Migliore - che dietro la scelta di delocalizzare i corsi di lingua si celi un disegno che punta a smantellare progressivamente l'Università per Stranieri di Perugia, magari per avvantaggiare altre sedi, come Siena. E' una ipotesi che risulterebbe incomprensibile, almeno se valutata con le categorie del buon senso e dell'interesse regionale, soprattutto se a caldeggiarla fosse chi dovrebbe tutelare le potenzialità della Stranieri e, in particolare, chi della Stranieri è in quota parte responsabile dell'attuale situazione, come il Ministro Giannini. In tutto questo è singolare infatti che alla base di questa situazione ci siano normative che portano la firma del Ministro Giannini che in questo modo si ritaglia un ruolo di doppia protagonista: da un lato è sicuramente tra le responsabili del declino della Stranieri di Perugia, essendone stata rettore fino a pochi mesi fa, dall'altro è la promotrice, in qualità di Ministro, delle normative che inducono le università scadenti e con pochi iscritti a fondersi. Un autentico capolavoro che non vorremmo avesse come esito finale proprio quello di avvantaggiare alcune sedi a discapito di altre".
"Vogliamo ricordare che la Stranieri è uno dei perni sul quale negli anni si è costruito lo spessore e il prestigio culturale e formativo dell'intera Regione. Prima di prendere decisioni è bene che da Palazzo Gallenga si avviino percorsi di coinvolgimento con tutti i soggetti interessati per scongiurare il rischio che si smantelli un'intera filiera virtuosa assieme alla dignità di insegnanti precari che vanno tutelati attraverso uno sforzo comune".

Perugia, 5 novembre 2014





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