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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ultime notizie in Informatica e software libero

Il promotore della legge: "Occorre conoscere i risparmi ottenuti da una legge che in tanti ci invidiano e che in molte amministrazioni umbre è già una realtà. Singolare e preoccupante se proprio la Giunta regionale si fosse 'dimenticata' di applicarla"

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. DOTTORINI:

"Dopo quasi dieci anni, oltre 250 progetti finanziati e portati a termine da enti pubblici e scuole della nostra regione e finanziamenti per quasi un milione di euro, è tempo di verificare se gli enti locali, in primis la Regione, hanno applicato le direttive contenute nella legge regionale sul pluralismo informatico e sul software open source. L'Umbria è stata una delle prime realtà a dotarsi du una normativa specifica e ben attuabile sull'utilizzo dei programmi a codice aperto all'interno delle pubbliche amministrazioni ed è stata presa come punto di riferimento da chi dopo di noi si è adeguato introducendo normative simili. Per questo riteniamo doveroso far conoscere ai cittadini i risultati, i risparmi ottenuti e le criticità riscontrate nell'applicazione della legge". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, annuncia di aver presentato un'interrogazione alla Giunta regionale sulle risultanze dell'applicazione della legge 11 del 2006 sul pluralismo informatico che vede come promotore e primo firmatario lo stesso Dottorini, con particolare riferimento agli uffici di diretta competenza regionale.
"Ci aspettiamo che la Giunta - spiega Dottorini - venga a spiegarci cosa ne è stato dei principi contenuti nella legge e se sono stati attuati innanzitutto negli uffici di sua diretta competenza e poi in quelli degli enti locali di diretta emanazione regionale. In caso di mancata applicazione si tratterebbe di un fatto molto grave, una beffa a danno dei cittadini che chiedono coerenza, si aspettano risparmi e non ammettono più di sperperare risorse pubbliche in modo arcaico e immotivato. Grazie alla nostra legge molte amministrazioni regionali e locali in questi anni hanno provveduto a passare interamente a soluzioni di software libero sia per quanto riguarda i pacchetti Office sia per quanto riguarda gli stessi sistemi operativi, abbandonando definitivamente il dispendioso e poco performante modello Microsoft. Sarebbe singolare, oltre che preoccupante, se proprio la Giunta regionale si fosse "dimenticata" di recepire i contenuti di una legge regionale".
"È bene ricordare - aggiunge il promotore della legge - che l'articolo 5 è chiaro nel descrivere gli adempimenti dell'amministrazione regionale che 'in sede di acquisizione di programmi informatici, effettua, in relazione alle proprie esigenze, una valutazione di tipo tecnico-economico tra le diverse soluzioni disponibili sul mercato includendo sempre tra queste, ove disponibili, i programmi a codice sorgente aperto'. Per questo chiediamo di conoscere quali scelte la Giunta ha effettuato in questi dieci anni che la legge è in vigore e con quali motivazioni tecniche ed economiche sono state scelte soluzioni non Open Source e magari più dispendiose. Sappiamo per esempio - continua Dottorini - che per quanto riguarda gli uffici del Consiglio regionale la legge ha reso possibile e incentivato il passaggio dalla suite Microsoft Office al quella a codice aperto Open Office e Libre Office, realizzando in questo modo economie e risparmi che nel corso degli anni stanno ottenendo affetti tangibili e realmente riscontrabili. Si tratta di 'best practices' che gli altri enti locali dovrebbero imitare e poi condividere punti di forza e aspetti critici in modo da rendere sempre più facile implementare soluzioni Open Source economicamente vantaggiose. Oltretutto dall'aprile di quest'anno è scaduto il supporto da parte di Microsoft per il sistema operativo Windows XP e questo dovrebbe risultare in un incentivo ulteriore alla Giunta per elaborare un grande e graduale Piano regionale per la riconversione degli uffici degli enti locali da postazioni con software costoso e obsoleto a soluzioni Open Source, sicuramente più economiche e nella maggior parte dei casi più performanti e moderne".

Perugia, 21 agosto 2014

"Trasformare in oro i dati della pubblica amministrazione era l'obiettivo della nostra proposta del 2012. Colmare il ritardo accumulato con rapida applicazione"
 
OPEN DATA. DOTTORINI:

"Con l'approvazione da parte della Giunta regionale del programma finalizzato alla pubblicazione e alla condivisione degli Open data in possesso dell'amministrazione regionale si porta a termine un percorso intrapreso oramai più di due anni fa con la proposta di legge regionale da noi presentata e che oggi viene ripresa interamente dall'atto approvato in Giunta. Finalmente cittadini e imprese potranno attingere alle banche dati regionali in formato gratuito ed aperto, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino l'utilizzo, l'integrazione e il riuso, anche con finalità commerciali". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e Capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, commenta l'approvazione da parte della Giunta regionale del programma per la pubblicazione degli Open data regionali.
"Trasformare in oro i dati della pubblica amministrazione è una pratica di cui l'Umbria ha un urgente bisogno - continua Dottorini - perché porta in sé il potenziale di un ritorno economico per le imprese locali e un ritorno sociale per i singoli cittadini, avvicinandoli con facilità e senza restrizioni alle istituzioni. La nostra proposta sull'Open data, ripresa interamente con l'atto approvato oggi in Giunta, ha come scopo principale quello di rendere pubblici e mettere a disposizione di cittadini e imprese la maggior parte dei dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, da quelli cartografici a quelli sul trasporto pubblico locale, da quelli sull'ambiente a quelli economici e demografici e, perché no?, anche quelli sui costi della politica, facendo in modo che chiunque possa usarli senza alcuna limitazione o costo aggiuntivo. Dalle imprese alle associazioni, dai semplici cittadini ai comitati ambientali, questo permetterà al settore dell'information technology e dei servizi di sviluppare modelli imprenditoriali attorno a questi dati, efficaci e economicamente vantaggiosi, in grado di raggiungere cittadini e imprese e arricchire un settore economico in forte espansione anche nella nostra Regione. L'Open data è uno dei punti cardine che l'Unione Europea ha inserito da tempo all'interno dell'Agenda digitale e che prevede un giro di affari annuo pari a 140 miliardi di euro. L'Umbria, anche se con un colpevole e ampio ritardo rispetto alle altre regioni d'Italia, ha compreso che non poteva permettersi di perdere questa occasione".
"Nella nostra regione  - conclude Dottorini - sono centinaia i neo laureati pronti a impegnarsi in questo settore e lo straordinario successo della legge regionale sul software libero del 2006 è qui a ricordarci che in materia di innovazione dobbiamo collaborare con l'Università. Per questo ci auguriamo che la Giunta tenga conto di quanto inserito nella nostra proposta e preveda una forte sinergia con il mondo accademico-universitario, promuovendo progetti caratterizzanti che possano consentire la piena applicazione della legge".
 
Perugia, 22 luglio 2014

"Da mesi i lavoratori attendono un segnale di chiarezza da parte dell'esecutivo. Il Piano garantisca il futuro del comparto e tuteli i diritti dei lavoratori" 

INFORMATICA. DOTTORINI: SILENZIO ASSORDANTE SU FUTURO WEBRED E SUE PARTECIPATE. RISCHIO CESSIONE A PRIVATI?

"È urgente che la Giunta regionale dia risposte serie e puntuali sul futuro del comparto dell'information technology in Umbria. I lavoratori di Webred, Webred servizi e delle altre società controllate sono all'oscuro di cosa sta avvenendo dentro i palazzi della politica regionale e ogni giorno che passa aumenta la preoccupazione per il loro futuro. Intanto si rincorrono voci di possibili cessioni di rami produttivi di Webred e l'ingresso di privati nel ricco mercato dei servizi informatici per la sanità. Pretendiamo dalla Giunta regionale risposte immediate che diano certezze a un comparto strategico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale, torna a intervenire sul futuro di Webred e sulla riorganizzazione del settore information technology in Umbria.
"Lo scorso dicembre - ricorda Dottorini - abbiamo presentato un'interrogazione urgente all'assessore Rossi, chiedendo di conoscere il Piano di riordino che la Giunta intende predisporre per rispettare la legge Monti sulla spending review ed evitare la chiusura di aziende partecipate come Webred e Webred servizi. In quell'occasione abbiamo anche riuchiesto una risposta alle dieci domande che il Comitato delle lavoratrici e dei lavoratori delle società Webred, Webred Servizi e Hiweb ha presentato alla Presidente e a tutti i consiglieri regionali, mostrando forte preoccupazione e allo stesso tempo senso di responsabilità".
"Occorre conoscere i reali impatti occupazionali derivanti dalle scelte che la Giunta intende intraprendere - conclude Dottorini - e quali rischi corrono le società partecipate nel caso in cui il Piano della Giunta venisse bloccato dal Commissario straordinario delegato dal Governo all'approvazione dei Piani di riordino. Oggi è passato più di un mese dalla nostra interrogazione, lo riteniamo un tempo congruo per predisporre una risposta che dia al Consiglio regionale la possibilità di conoscere quanto sta realmente avvenendo e ai lavoratori la certezza di un futuro".

Perugia, 2 febbraio 2013
"La Giunta risponda alla nostra interrogazione di dicembre e spieghi in che modo intende salvaguardare i livelli occupazionali ed evitare lo spezzatino dell'azienda"

INFORMATICA. DOTTORINI:

"La stato di incertezza e disinformazione in cui si trovano i lavoratori di Webred e Webred Servizi richiede un intervento serio e chiarificatore da parte della Giunta regionale, così come merita una presa di posizione aperta e lineare la vicenda che riguarda i futuri assetti organizzativi delle sue società partecipate. Andando avanti con i tempi, rischiamo che la vicenda finisca nel peggiore dei modi, vale a dire in uno spezzatino dell'azienda in cui il ramo più sano e produttivo, quello che riguarda l'Ict e l'informatizzazione del Servizio sanitario, venga fatto naufragare e ceduto ai privati". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere una risposta urgente alla sua interrogazione del dicembre scorso sul futuro di Webred.
"Sono convinto - continua Dottorini - che il Consiglio regionale debba essere messo a conoscenza al più presto di quanto sta avvenendo sia per fare in modo che la nostra regione possa continuare a contare su servizi informatici all'altezza delle sfide sia per comprendere l'impatto sui livelli occupazionali dei progetti che si hanno in mente, coinvolgendo nel processo decisionale i lavoratori. Nella nostra interrogazione - conclude Dottorini - riproponiamo alla Giunta le domande e i dubbi dei lavoratori Webred e chiediamo di far luce sull'intera vicenda, a iniziare dall'assetto che si ha in mente per valorizzare le competenze e correggere gli evidenti errori che negli anni si sono commessi. La questione è troppo seria per essere risolta nel chiuso di qualche stanza".

Perugia, 15 gennaio 2013

Interrogazione alla Giunta per riproporre le domande dei lavoratori Webred e conoscere le reali volontà su piano di riorganizzazione e tutela livelli occupazionali

WEBRED. DOTTORINI (IDV): "CHIAREZZA E TRASPARENZA SU FUTURO ASSETTO. EVITARE DI CEDERE AI PRIVATI LA PARTE SANA DELL'AZIENDA"

"Le domande che pongono i lavoratori di Webred meritano una risposta, così come merita una presa di posizione aperta e lineare la vicenda che riguarda i futuri assetti organizzativi delle sue società partecipate. Non possiamo rischiare che la partita Webred finisca con uno spezzatino delle società e con il pericolo che la parte più sana e produttiva dell'azienda, quella che riguarda l'Ict e l'informatizzazione del Servizio sanitario, venga fatta naufragare e ceduta al mercato privato. Credo che il Consiglio regionale debba essere messo a conoscenza di quanto sta avvenendo sia per fare in modo che la nostra regione possa continuare a contare su servizi informatici all'altezza delle sfide sia per comprendere l'impatto sui livelli occupazionali dei progetti che si hanno in mente". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la lettera che le lavoratrici e i lavoratori di Webred e delle sue partecipate hanno inviato alla Presidente della Giunta regionale e ai consiglieri regionali rivolgendo dieci precise domande riguardo ai futuri assetti e alla tutela dei livelli occupazionali.
"E' più che mai necessario - aggiunge Dottorini - un piano di riordino che sappia valorizzare le potenzialità e le competenze reali delle società, prevedendo il diretto coinvolgimento dei lavoratori al fine di giungere ad una soluzione che tuteli gli attuali livelli occupazionali. Per questo abbiamo deciso di presentare un'interrogazione urgente in cui riproponiamo alla Giunta le domande dei lavoratori Webred e chiediamo di far luce sull'intera vicenda, a iniziare dall'assetto che si ha in mente per valorizzare le competenze e correggere gli evidenti errori che negli anni si sono commessi. A questo proposito - conclude Dottorini - siamo ancora in attesa della risposta a una nostra interrogazione di molti mesi fa in cui chiedevamo conto delle vicende, anche giudiziarie, che coinvolgono Webred e in particolare la sua partecipata Webred servizi. In tutto questo, come nel futuro dei lavoratori del comparto Ict, la Giunta deve fare chiarezza e rispondere ad una legittima esigenza di trasparenza".

Perugia, 7 dicembre 2012

"Umbria precursore del software libero. Grazie alla nostra legge dal 2006 ad oggi finanziati oltre cinquecento progetti di comuni, scuole e università"

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. DOTTORINI (IDV):

"Riteniamo opportuno che il Consiglio prenda in seria considerazione la nostra proposta di legge sull'Open data, quale veicolo per lo sviluppo economico e partecipativo nella nostra regione. Con l'approvazione del decreto legge 'Crescita 2.0' da parte del Governo e l'introduzione a livello nazionale della pubblicazione dei dati in formato aperto ci pare non siano più accettabili ritardi nell'adeguamento alla normativa nazionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e primo firmatario della proposta di legge sugli Open data, esprime soddisfazione per l'adozione da parte del Governo delle linee guida sull'amministrazione digitale.
"Trasformare in oro i dati della pubblica amministrazione è una pratica di cui l'Umbria ha un enorme bisogno - continua Dottorini - perché porta in sé il potenziale di un ritorno economico per le imprese locali e un ritorno sociale per i singoli cittadini, avvicinandoli con facilità e senza restrizioni alle istituzioni. La nostra proposta sull'Open data ha come scopo principale quello di rendere pubblici e mettere a disposizione di cittadini e imprese la maggior parte dei dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, da quelli cartografici a quelli sul trasporto pubblico locale, da quelli sull'ambiente a quelli economici e demografici e, perché no?, anche quelli sui costi della politica, facendo in modo che chiunque possa usarli senza alcuna limitazione o costo aggiuntivo. Dalle imprese alle associazioni, dai semplici cittadini ai comitati ambientali, questo permetterà al settore dell'information technology e dei servizi di sviluppare modelli imprenditoriali attorno a questi dati, efficaci e economicamente vantaggiosi, in grado di raggiungere cittadini e imprese e arricchire un settore economico in forte espansione anche nella nostra Regione".
"Ora che - ricorda Dottorini - anche il Governo nazionale individua l'Open data, insieme all'uso di licenze e formati aperti, come uno dei punti cardine per la modernizzazione della pubblica amministrazione e del paese non ci sono più alibi per andare avanti anche in Umbria. In questo ci inorgoglisce il fatto che nella nostra regione abbiamo intrapreso quella strada già dal 2006 attraverso l'approvazione della nostra legge sul software libero e i formati aperti che nel corso degli anni ha finanziato oltre 500 progetti di enti locali, scuole e università".
"La nostra proposta sull'Open data - conclude Dottorini - vuole fornire ai cittadini e alle imprese tutti gli strumenti e i dati in possesso della Regione e delle pubbliche amministrazioni per partecipare alla vita democratica ed economica del paese. Al tempo stesso, per non tradire i motivi ispiratori della proposta e per adeguarla a quanto stabilito dal Governo, è nostra intenzione renderla il più partecipata possibile dai soggetti interessati e dalle associazioni di settore disponibili ad un serio e costruttivo confronto".

Perugia, 5 ottobre 2012

"Rendere pubblici e mettere a disposizione i dati della pubblica amministrazione primo passo verso l'open government. Seguire esempio di altre regioni italiane"

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. DOTTORINI (IDV): BENE LINEE GUIDA GIUNTA. ADESSO APPROVARE NOSTRA PROPOSTA SU OPEN DATA

"Le linee guida approvate dalla Giunta sono sicuramente un primo passo verso lo sviluppo dell'information technology in Umbria, un settore ricco di potenzialità economiche e di cui la nostra regione ha un urgente bisogno per far ripartire l'economia. Riteniamo tuttavia che il tema dell'Open data e la definizione dei dati pubblici non possa essere trattata semplicemente all'interno di linee guida, ma debba necessariamente essere normato con una legge specifica, partecipata e il più possibile avanzata. Altrimenti rischiamo che Smart cieties, open government e agenda digitale restino parole prive di significato, senza alcuna possibilità di reale implementazione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e primo firmatario della proposta di legge sugli Open data, commenta l'approvazione da parte della Giunta delle linee guida per lo sviluppo della società dell'informazione e per l'attuazione dell'amministrazione digitale.
"In Consiglio regionale - continua Dottorini - giace una nostra proposta di legge sugli Open data in materia di pubblicazione e riutilizzo dei dati e delle informazioni delle pubbliche amministrazioni regionali e locali umbre, una proposta moderna, in cui hanno dato il loro contributo i maggiori esperti in Italia di informazione e sviluppo digitale. Un atto che porta in sé il potenziale di generare un ritorno economico per le imprese umbre di notevole importanza e che potrebbe riuscire in quel processo che oggi appare difficilmente realizzabile: avvicinare la società civile alle istituzioni".
"La nostra proposta - ricorda Dottorini - ha come scopo principale quello di rendere pubblici e mettere a disposizione di cittadini e imprese la maggior parte dei dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, da quelli cartografici a quelli sul trasporto pubblico locale, da quelli sull'ambiente a quelli economici e demografici e, perché no?, anche quelli sui costi della politica, facendo in modo che chiunque possa usarli senza alcuna limitazione o costo aggiuntivo. Dalle imprese alle associazioni, dai semplici cittadini ai comitati ambientali, questo permetterà al settore dell'information technology e dei servizi di sviluppare modelli imprenditoriali attorno a questi dati, efficaci e economicamente vantaggiosi, in grado di raggiungere cittadini e imprese e arricchire un settore economico in forte espansione anche nella nostra Regione".
"Non possiamo limitare le potenzialità di una buona pratica come l'Open data e relegarla ad un paragrafo di un atto come le linee guida approvate - conclude Dottorini -. E' per questo che intendiamo portare avanti la nostra proposta di legge ed arrivare ad un testo il più possibile condiviso e partecipato con i soggetti economici e di categoria coinvolti in tutto l'iter amministrativo. Del resto questo è l'esempio che altre regioni italiane stanno seguendo, dal Piemonte, passando per il Lazio e le Marche".

Perugia, 20 aprile 2012 

"Con questa legge vantaggi alle imprese che utilizzano e sviluppano applicazioni basate sui dati pubblici. Forte collaborazione con l'Università"
 
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. PRESENTATA LA PROPOSTA DI LEGGE IDV SULL'OPEN DATA: "A IMPRESE E CITTADINI REGALIAMO I DATI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE"

"Trasformare in oro i dati della pubblica amministrazione. E' questa in sostanza la finalità della proposta di legge regionale sull'Open data che è stata presentata in Consiglio regionale. E' una pratica di cui l'Umbria ha un enorme bisogno perché porta in sé il potenziale di generare un ritorno economico per le imprese umbre. Oltre a questo, potrebbe riuscire in quel processo che oggi appare difficilmente realizzabile: avvicinare la società civile alle istituzioni". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver depositato assieme al collega Paolo Brutti la proposta di legge in materia di pubblicazione e riutilizzo dei dati e delle informazioni delle pubbliche amministrazioni regionali e locali umbre.
"La nostra proposta sull'Open data - spiega Dottorini - ha come scopo principale quello di rendere pubblici e mettere a disposizione di cittadini e imprese la maggior parte dei dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, da quelli cartografici a quelli sul trasporto pubblico locale, da quelli sull'ambiente a quelli economici e demografici, e perché no anche quelli sui costi della politica, facendo in modo che chiunque possa usarli senza alcuna limitazione o costo aggiuntivo. Dalle imprese alle associazioni, dai semplici cittadini ai comitati ambientali, questo permetterà al settore dell'information technology e dei servizi di sviluppare modelli imprenditoriali attorno a questi dati, efficaci e economicamente vantaggiosi, in grado di raggiungere cittadini e imprese e arricchire un settore economico in forte espansione anche nella nostra Regione. L'Open data è uno dei punti cardine che l'Unione Europea ha inserito all'interno dell'Agenda digitale e che prevede un giro di affari annuo pari a 140 miliardi di euro. L'Umbria, in questo momento di economia stagnante, non può permettersi di perdere questa occasione".
"Nella nostra regione  - conclude Dottorini - sono centinaia i neo laureati pronti a impegnarsi in questo settore e lo straordinario successo della legge regionale sul software libero è qui a ricordarci che in materia di innovazione dobbiamo collaborare con l'Università. Per questo nella proposta è prevista una forte sinergia con il mondo accademico universitario, prevedendo progetti caratterizzanti che possano dare il via alla piena applicazione della legge. La nostra proposta sull'Open data vuole fornire ai cittadini e alle imprese tutti gli strumenti e i dati in nostro possesso per partecipare alla vita democratica ed economica della nostra Regione. Al tempo stesso, per non tradire i motivi ispiratori della proposta, è nostra intenzione renderla il più partecipata possibile dai soggetti interessati e dalle associazioni di settore. E' per questo che all'indirizzo www.dottorini.com/wiki è possibile registrarsi e consultare il testo, proporre modifiche e integrazioni. Altre regioni, come il Piemonte per esempio, stanno implementando l'Open data nelle loro politiche regionali e i primi segnali che giungono sono positivi e fanno ben sperare anche per l'Umbria".
 
Perugia, 3 marzo 2012
"Urgente un Piano regionale di rilancio del settore. Costi altissimi per le pubbliche amministrazioni, professionalità interne da valorizzare"

INFORMATICA. DOTTORINI (IDV): WEBRED NON SI LIMITI AL RUOLO DI RIVENDITORE. INNOVAZIONE E OPEN SOURCE CORE BUSINNES DELL'AZIENDA

"Sull'informatica regionale occorre un'inversione di rotta, non possiamo più permetterci società che rinunciano al proprio potenziale di conoscenze e professionalità per limitarsi al ruolo di intermediazione o di semplice rivenditore". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene su Webred, la società di informatica regionale.
"La società pubblica regionale che si occupa di innovazione tecnologica - spiega Dottorini - dovrebbe essere lo strumento al servizio delle pubbliche amministrazioni per l'attuazione delle proprie politiche in ambito di information technology. A tutti gli effetti però il rapporto fra gli enti soci e la società Webred si profila come un rapporto cliente-fornitore, relegando la stessa Webred e le professionalità al suo interno al ruolo di semplici rivenditori". 
"Webred, con il suo bagaglio di competenze ed esperienze - continua Dottorini -, dovrebbe invece rappresentare l'informatica umbra a livello nazionale, occupandosi prevalentemente dell'analisi di progetti strategici e delle tematiche di innovazione, cooperazione, open source e riuso del software, così come dettato dalla legge regionale 11 del 2006. Questo deve tornare ad essere il core business di Webred. Non possiamo più permetterci di rivolgerci a questa società come ad un semplice ed esclusivo ufficio di rivendita software, tra l'altro con possibili aggravi di spesa del valore di milioni di euro per la pubblica amministrazione. Per fare questo ci sono già altri, e spesso sono anche più bravi. Restituendo a Webred il suo ruolo strategico di società in-house, con una compatibile forma societaria che veda gli enti soci direttamente coinvolti nella programmazione, si andrebbe incontro ad una serie di vantaggi indiscutibili: identificazione univoca del soggetto responsabile dell'attuazione delle strategie regionali per l'informatica, riduzione della catena di comando e dunque dei costi di struttura, ulteriore apertura del mercato regionale di information technology alle imprese private, possibile risparmio sull'Iva per tutte le attività svolte dalla società".
"Oggi più che mai  - conclude Dottorini - è urgente che la Giunta elabori un Piano per l'informatica regionale e lo faccia cercando di valorizzare gli strumenti che già possiede, eliminando sprechi, ottimizzando risorse, ma valorizzando nel contempo tutte le buone pratiche presenti nel panorama informatico regionale".

Perugia, 23 novembre 2011
"Adesso gli altri enti seguano l'esempio del Consiglio e si adeguino a standard aperti e tecnologie moderne"

pinguino.jpg"Con la presentazione del nuovo sito internet il Consiglio regionale non solo si adegua alla legge 'Dottorini' sul software libero, ma si dimostra pioniere nell'abbracciare standard e formati aperti, privi di vincoli di licenze o sistemi operativi e immediatamente accessibili ai cittadini, innalzando quindi il livello di democrazia partecipata, cardine della legge regionale sull'open source".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv e promotore della legge regionale 11 del 2006 sul software libero, commenta la nuova versione del sito internet del Consiglio regionale, presentato questa mattina.
"Il sito è un importante strumento di partecipazione per i cittadini alla vita democratica della nostra regione e finestra su ciò che avviene in Consiglio e sull'iter dei vari atti e leggi. Precluderne l'accesso a chi non usa software Microsoft era sbagliato e oramai non al passo con i tempi - continua Dottorini -. Hanno fatto bene dunque gli uffici a rinnovarlo, sfruttando le più moderne tecnologie che oggi il web 2.0 mette a disposizione e utilizzando strumenti esclusivamente a codice aperto e accessibili a tutti, sfruttando per una parte del finanziamento la legge approvata oramai tre anni fa e che nei sui primi anni di vita ha finanziato progetti e micro progetti per un totale di oltre 500mila euro".
"Siamo orgogliosi oggi di poter dire che il Consiglio è uno dei primi enti che si adegua alle proprie leggi e lo fa con convinzione e lungimiranza - conclude l'esponente dell'Italia dei Valori -, ora ci auguriamo che anche altri enti, a partire dalla Giunta regionale, sfruttino i benefici, sia in termini economici che in quelli tecnologici, della legge regionale sul software libero".
 
Perugia, 21 ottobre 2009


 

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