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Ultime notizie in Agricoltura

Il regolamento doveva essere approvato entro novanta giorni, ma se ne è persa ogni traccia: "A rimetterci giovani agricoltori, disoccupati e soggetti svantaggiati"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: CHI BOICOTTA IL BANCO DELLA TERRA? A OLTRE 10 MESI DALL'APPROVAZIONE DELLA LEGGE ANCORA TUTTO IN ALTO MARE

"E' veramente paradossale che a oltre 10 mesi dall'approvazione della legge che affida le terre e i beni inutilizzati ai giovani agricoltori, ai disoccupati e ai soggetti svantaggiati non sia ancora operativo il regolamento attuativo. Questa legislatura sta terminando e sarebbe sconcertante se non si riuscisse a dare gambe ad una legge che potrebbe rappresentare un importante strumento a favore dell'occupazione e dello sviluppo del settore agricolo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, primo firmatario della legge sul Banco della Terra concernente le "Disposizioni per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli" emanata il 5 aprile scorso, torna a denunciare la mancata emanazione del regolamento attuativo.
"Nei giorni scorsi - dice Dottorini - abbiamo inviato l'ennesima lettera all'assessore di riferimento in cui chiedevamo conto dei tempi sullo stato del regolamento attuativo, strumento indispensabile per rendere operativa la legge, e sullo stato di avanzamento della redazione del bando per l'assegnazione delle ex case cantoniere dell'Anas a comuni e associazioni che ne facciano richiesta per scopi turistici e sociali, come previsto dall'ordine del giorno approvato in Consiglio regionale l'ottobre scorso. Questi due atti hanno suscitato grandi aspettative da parte di cittadini ed associazioni, in quanto potrebbero fornire una risposta immediata ed efficace alla crisi economica che non risparmia la nostra regione e un importante strumento a favore dell'occupazione e dello sviluppo del settore agricolo. Ma tutto appare fermo e incagliato nei meandri della burocrazia regionale".
"E' bene ricordare - prosegue Dottorini - che la legge sul Banco della Terra parlava di novanta giorni per l'emanazione del regolamento e che l'assessore Paparelli ha più volte assicurato che entro la fine della legislatura sarebbero partiti i bandi per l'assegnazione dei beni agricoli. Ormai la situazione appare completamente fuori controllo in quanto non c'è traccia del regolamento e tanto meno dei bandi che, stando alla sollecitudine dimostrata fino ad oggi dall'assessorato, necessiteranno di altri lunghissimi mesi. Il tutto mentre altre regioni, pur partite dopo l'Umbria, stanno già assegnando i primi terreni e dopo aver recepito i suggerimenti della Giunta riguardo alla necessità di rendere più esplicito il riferimento alla gratuità o alle agevolazioni legate alla locazione di beni e terreni. Ogni attesa ha il suo limite e ormai resta da capire solo chi sta boicottando il Banco della Terra e per quali ragioni. E' necessario agire coerentemente e con la massima celerità se vogliamo valorizzare il patrimonio pubblico e allo stesso tempo rilanciare un settore, quello agricolo, di vitale importanza per la nostra economia, ma anche per la tutela del nostro paesaggio."

Perugia, 11 febbraio 2015
"Nonostante le tante richieste, la legge resta ferma al palo. Non lasceremo nelle mani di apparati burocratici lenti e inefficienti il destino di un provvedimento dall'alto valore etico ed economico"

BANCO DELLA TERRA. DOTTORINI: "GIUNTA BATTA UN COLPO E DICA SE VUOLE BOICOTTARE LA LEGGE. NOI PRONTI AD AZIONI ECLATANTI

"E' inconcepibile che a 7 mesi dall'approvazione della legge sul Banco della Terra non si sia ancora riusciti a renderla operativa. La legge parlava di novanta giorni per l'emanazione del regolamento, ma ad oggi ancora non c'è traccia di questo atto indispensabile per rendere operativo il provvedimento. E' vergognoso che in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, si riesca a tergiversare ancora nel dare le gambe ad una legge che potrebbe essere un importante strumento a favore dell'occupazione e dello sviluppo del settore agricolo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, primo firmatario della legge concernente le "Disposizioni per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli" emanato il 5 Aprile scorso, denuncia la mancata predisposizione del regolamento attuativo in grado di rendere operativa la legge.
"L'atto - spiega Dottorini - è stato preadottato dalla Giunta a fine luglio ed è poi passato all'approvazione del Cal, ma da allora se ne sono perse le tracce. Sembra che il testo sia attualmente incagliato presso l'ufficio legislativo della Giunta. A questo punto è utile capire se c'è realmente la volontà di dare gambe a questa legge che potrebbe consentire di valorizzare terreni e beni inutilizzati o abbandonati e che in tanti attendono come possibilità di costruirsi una prospettiva occupazionale, o se al contrario c'è la volontà di boicottarla. Una cosa è certa: non lasceremo nelle mani di apparati burocratici lenti e inefficienti il destino di un provvedimento dall'alto valore etico ed economico. Se alle difficoltà oggettive di elaborare un regolamento su una materia complessa, si aggiunge una evidente trascuratezza nel cogliere l'importanza di questo provvedimento, diventa chiaro il perché ci sono regioni partite più tardi rispetto all'Umbria, in cui si è già provveduto all'assegnazione dei terreni, mentre qui stiamo ancora fermi al palo e con una proposta incompleta e in parte da rivedere".
"Quella sulla terra ai giovani agricoltori - precisa il primo firmatario Dottorini - è una legge all'avanguardia a livello nazionale, che valorizza le risorse abbandonate e contribuisce a garantire occupazione alle fasce più deboli del nostro tessuto sociale. Si tratta di un provvedimento che è nato con l'obiettivo di incrociare l'esigenza di salvaguardia e recupero dei numerosi terreni e immobili agricoli, sia pubblici che privati, che attualmente non sono utilizzati o abbandonati, con quella di offrire opportunità lavorative e imprenditoriali al grande numero di giovani agricoltori che incontrano difficoltà spesso insormontabili nell'avviare la propria attività. E' necessario che la Giunta chiarisca una volta per tutte le proprie intenzioni. Questa legge ha giustamente suscitato grandi aspettative da parte di cittadini che continuano ad attendere l'emanazione dei primi bandi per l'assegnazione dei terreni. Noi siamo al loro fianco e continueremo a farci sentire, pronti anche ad azioni eclatanti".



Perugia, 6 Novembre 2014
"A settembre livelli di infestazione fino ad oltre il 40 per cento, con una produzione di olive bassissima. Tutelare con tutti i mezzi il nostro oro ed i produttori umbri"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: MOSCA OLEARIA FALCIDIA PRODUZIONI, SOSTENERE CON MISURE STRAORDINARIE OLIVICOLTORI UMBRI

"Per l'olio umbro si prospetta un'annata da dimenticare a causa degli attacchi della mosca olearia che hanno compromesso irreparabilmente la produzione del 2014. E' urgente che la Regione dichiari lo stato di calamità e preveda misure di sostegno alle imprese del settore che dovranno sopportare danni economici ingentissimi". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione "Per un'Umbria Migliore", sollecita la Giunta regionale ad adottare misure straordinarie per sostenere un settore che rischia di rimanere in ginocchio.
"Il clima dei mesi scorsi, caratterizzato da abbondanti piogge nel periodo estivo e temperature al disopra della norma nei mesi di settembre ed ottobre, ha favorito il massimo sviluppo della mosca olearia, che oltre a falcidiare le produzioni, abbassa notevolmente la qualità dell'olio ottenuto azzerando completamente gli standard qualitativi che caratterizzano l'olio umbro. Nel bollettino fitosanitario numero 6 del 20 settembre 2014 - spiega Dottorini - si constatava la presenza di attacchi di mosca olearia in tutte le aree olivicole umbre, con livelli di infestazione fino ad oltre il 40 per cento ed una produzione di olive bassissima, circa 6-7 kg a pianta nei casi migliori. Sono dati impietosi che testimoniano la gravità della situazione, di sicuro peggiorata nel mese di ottobre. Va inoltre ricordato che ad oggi l'unica soluzione per essere rimborsati, anche se solo in parte, dai danni delle avversità atmosferiche o dalle fitopatologie sono le assicurazioni agevolate da fare attraverso la domanda unica Pac. Tuttavia, nel Piano assicurato agricolo che il Ministero dirama ogni anno, la mosca dell'olivo non è presente. Perciò contro i danni da essa provocati non è neanche possibile assicurarsi".
"L'olio è il prodotto di maggior prestigio che le nostre terre ci regalano ed è il simbolo del nostro territorio e della nostra cultura, per questo - conclude il presidente di Umbria migliore - è indispensabile che la Regione si attivi immediatamente per tutelare con tutti i mezzi il nostro oro ed i produttori umbri da quella che è sicuramente una delle peggiori stagioni a memoria d'uomo".

Perugia, 3 Novembre 2014
"Altre regioni partite dopo già operative, noi fermi al palo con proposta incompleta e da rivedere. Su Banco Terra evitare lungaggini e sacche di discrezionalità"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: "INACCETTABILE RITARDO SU REGOLAMENTO PER TERRE A GIOVANI E DISOCCUPATI, GIUNTA PROCEDA SENZA INDUGI

"E' inaccettabile il fatto che a quasi sei mesi dall'approvazione della legge che affida le terre e i beni inutilizzati ai giovani agricoltori, ai disoccupati e ai soggetti svantaggiati non sia ancora operativo il regolamento attuativo. Le richieste di poter accedere alla terrea aumentano di giorno in giorno. In un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, non si riesce a capire come si possa tergiversare nel dare le gambe ad una legge che potrebbe essere un importante strumento a favore dell'occupazione e dello sviluppo del settore agricolo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, primo firmatario della legge concernente le "Disposizioni per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli" emanato il 5 Aprile scorso, torna a denunciare la mancata emanazione del regolamento attuativo.
"La legge - prosegue Dottorini - parlava di novanta giorni per l'emanazione del regolamento, stiamo superando il doppio del tempo a disposizione e ancora non c'è traccia di questo atto indispensabile per rendere operativo il provvedimento. La Giunta regionale ha preadottato l'atto a fine luglio e da quel momento se ne sono perse le tracce, nonostante le rassicurazioni sui tempi di attuazione. La proposta di regolamento andrebbe inoltre discussa e condivisa, dal momento che vi sono dei punti da chiarire e da rivedere. Resta per esempio da definire il rapporto fra il Piano patrimoniale di prossima approvazione e il Banco della Terra, per evitare che i due inventari si sovrappongano. Inoltre devono essere consentiti gli strumenti di trasparenza e partecipazione, come previsto dal testo di legge, e chiarite meglio le modalità per acquisire la qualifica di agricoltore in caso di domanda per assegnazione dei beni agricoli. Sembrano inoltre eccessivi i sei mesi di tempo concessi ai comuni per fare il censimento dei beni di loro proprietà e c'è ancora da lavorare per definire i criteri di premialità in maniera adeguata".
"Dobbiamo evitare in tutti i modi che si aprano delle sacche di discrezionalità o che la legge si perda nei meandri burocratici degli apparati delle diverse amministrazioni. A quanto ci risulta l'atto è fermo al Cal da fine luglio e, pur essendo scaduti abbondantemente i tempi per rendere il parere, la Regione resta in attesa senza battere ciglio. Questa legge ha su di sè grandi aspettative da parte di numerosi i cittadini che continuano ad attendere l'emanazione dei primi bandi per l'assegnazione dei terreni. Quella sulla terra ai giovani agricoltori - spiega il primo firmatario Dottorini - è una legge all'avanguardia a livello nazionale, che valorizza le risorse abbandonate e contribuisce a garantireoccupazione alle fasce più deboli del nostro tessuto sociale. Riteniamo molto grave che si continui ad accumulare ritardo su un provvedimento che è nato con l'obiettivo di incrociare l'esigenza di salvaguardia e recupero dei numerosi terreni e immobili agricoli, sia pubblici che privati, che attualmente non sono utilizzati o abbandonati, con quella di offrire opportunità lavorative e imprenditoriali al grande numero di giovani agricoltori che incontrano difficoltà spesso insormontabili nell'avviare la propria attività. E' inaccettabile - conclude Dottorini - il fatto che in regioni, come il Lazio, partite più tardi rispetto all'Umbria, si sia già provveduto all'assegnazione dei terreni, mentre qui stiamo ancora fermi al palo e con una proposta incompleta e in parte da rivedere. E' necessario agire coerentemente e con la massima celerità se vogliamo valorizzare il patrimonio pubblico e allo stesso tempo rilanciare un settore, quello agricolo, di vitale importanza per la nostra economia, ma anche per la tutela del nostro paesaggio."

Perugia, 1 ottobre 2014

Dottorini firma petizione Aiab: "Virare con decisione su innovazione ed ecosostenibilità, sbagliato ancorare Umbria a una visione anacronistica dell'agricoltura"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: 20 PER CENTO DELLE SUPERFICI AGRICOLE AL BIOLOGICO ENTRO IL 2020, UMBRIA SEGUA ESEMPIO ALTRE REGIONI

"Puntare al 20 per cento di superfici agricole dedicate al biologico entro il 2020 dovrebbe essere solo il primo passo per superare una visione anacronistica delle politiche agricole e far virare la nostra regione verso un modello di sviluppo sostenibile e duraturo". Il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore, annuncia con queste parole di aver firmato la petizione di Aiab Umbria finalizzata a dare maggiori priorità all'agricoltura biologica nel Piano di sviluppo rurale che dall'Umbria è giunto a Bruxelles per l'approvazione.
"Svariate regioni italiane, fra cui le Marche e l'Emilia Romagna - prosegue Dottorini - hanno già fissato nei propri piani l'obiettivo di arrivare a coltivare con il metodo dell'agricoltura biologica il 20 per cento delle superfici agricole entro il 2020. Riteniamo che sarebbe un obiettivo pienamente raggiungibile anche nella nostra regione, fra l'altro particolarmente vocata ad un'agricoltura ecosostenibile, per questo ci adopereremo a fianco di Aiab affinché tantissimi umbri riescano a far sentire la propria voce nel chiedere alla Regione di dare maggiore attenzione al biologico nelle politiche agricole regionali".
"Per il prossimo settennio - spiega il Consigliere Dottorini - l'Umbria disporrà di 876 milioni di euro per la programmazione regionale in materia di agricoltura. E' una cifra ingentissima che potrebbe contribuire in maniera molto significativa a orientare le politiche agricole dei territori verso la qualità e la sostenibilità. E' veramente paradossale che mentre nel resto d'Italia il biologico è l'unico settore in crescita sia per superfici coltivate che per volumi d'affari e numero di operatori, l'Umbria segni oggi una desolante controtendenza. Per questo sarebbe fondamentale virare con decisione sul versante dell'innovazione e dell'ecosostenibilità le ingenti somme assegnate per le politiche agricole. Continuare a sostenere colture impattanti e modalità che nulla hanno a che vedere con ambiente ed etica e non coinvolgere nei processi decisionali chi sul territorio vive e lavora - conclude Dottorini - significa perdere un'occasione di sviluppo irripetibile, ancorare l'Umbria ad una visione anacronistica dell'agricoltura e disattendere tutti i piani comunitari che sono orientati a seguire modelli di sviluppo basati su valori etici, ambientali e sociali, come quello proposto e operato dall'agricoltura biologica".

Perugia, 22 settembre 2014
"Bene correzione di rotta avvenuta in aula. Coniugare agricoltura e sociale vuol dire opportunità di crescita per entrambi i settori"
 
WELFARE. DOTTORINI: "ACCOLTI NOSTRI EMENDAMENTI A TESTO SU AGRICOLTURA SOCIALE: REINTRODOTTO E MIGLIORATO ARTICOLO 23"

"E' un buon risultato che rende merito alle associazioni e cooperative sociali che attraverso le pratiche agricole attuano quotidianamente  programmi di riabilitazione ed inclusione. Accogliendo i nostri emendamenti il testo approvato stamattina in aula corregge una stortura macroscopica che si era creata in Commissione e  reintroduce quanto previsto dall'articolo 23: dalla possibilità di concedere alle fattorie sociali beni del patrimonio regionale alla promozione dei prodotti provenienti dalle fattorie sociali, da un'adeguata informazione rispetto all'agricoltura sociale fino all'utilizzo di prodotti nelle mense pubbliche". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione per un'Umbria Migliore, commenta l'esito del voto in aula della legge. "Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale".
"Sono soddisfatto di questa ulteriore correzione di rotta - prosegue il presidente di Umbria Migliore -. Già eravamo riusciti a far passare in commissione il fatto  che anche le realtà sociali che siano costituite come imprese agricole possano utilizzare l'agricoltura come strumento di riabilitazione ed inclusione sociale. Avvicinare e coniugare mondi diversi come l'agricoltura ed il sociale vuol dire creare opportunità di crescita per entrambi i settori. L'inclusione sociale e la lotta alla povertà sono fra gli obiettivi prioritari comuni a tutti i fondi strutturali europei ed anche in questo senso l'agricoltura sociale rappresenta uno strumento privilegiato per attuare le politiche comunitarie. Questa legge sarà uno strumento per sostenere concretamente la multifunzionalità delle aziende agricole e allo stesso tempo offrirà nuove opportunità alle politiche sul welfare. In Umbria ci sono esperienze virtuose che vanno sostenute ed incentivate con tutti i mezzi possibili. E' importante che la Regione si sia aperta ad ascoltare ed accogliere le istanze delle tante cooperative e imprese sociali che attraverso le pratiche agricole attuano quotidianamente  programmi di riabilitazione ed inclusione".
 
Perugia, 4 agosto 2014
"Riproporrò in aula l'intero articolo 23 comprensivo dell'emendamento delle associazioni di agricoltura sociale. Penalizzato chi è fuori da logiche spartitorie"


"La bocciatura dell'articolo 23 con le misure a sostegno dell'agricoltura sociale è un fatto molto grave che la dice lunga sulla sensibilità della maggioranza degli amministratori regionali e sull'influenza delle lobbies che vedono come fumo negli occhi gli interventi a favore di chi opera nel sociale ed è estraneo a logiche meramente spartitorie. Quanto avvenuto stamattina in Commissione stride ancora di più se si pensa al fatto che solo ieri la Giunta regionale ha varato un provvedimento che, per fronteggiare gli effetti della crisi economica, offre ai cavatori e alle aziende che imbottigliano acque minerali la possibilità di non pagare i già irrisori canoni fino al 2016 e "spalmare" poi il dovuto in sei anni". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione "Per un'Umbria Migliore", commenta l'esito della seduta di Commissione in cui è stata licenziata la proposta di legge della Giunta regionale "Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale".
"Stiamo già predisponendo l'emendamento che reintroduce quanto previsto dall'articolo 23: dalla possibilità di concedere alle fattorie sociali beni del patrimonio regionale alla promozione dei prodotti provenienti dalle fattorie sociali, dall'utilizzo di prodotti nelle mense pubbliche a un'adeguata informazione rispetto all'agricoltura sociale. Riproporrò anche il nostro emendamento che prevede, come già avviene in Veneto, la riserva di una quota di spazi nei mercati alle aziende di agricoltura sociale. Tutte cose che in una regione che sbandiera le politiche sociali e la green economy come trofei, dovrebbero essere la base minima su cui ragionare e non certo il risultato al ribasso di un tira e molla condotto per altro da chi evidentemente ha ben altri interessi da tutelare. La bocciatura - spiega Dottorini - è il mix dell'assurda ostilità delle opposizioni e dell'incapacità della maggioranza di garantire un numero sufficiente per contrastare la manifesta strumentalità delle argomentazioni del centrodestra".
"Con l'accoglimento dei nostri emendamenti grazie al quale anche le realtà sociali che siano costituite come imprese agricole possano utilizzare l'agricoltura come strumento di riabilitazione ed inclusione sociale è stato almeno corretto un obbrobrio inaccettabile. Sarebbe stato infatti paradossale - aggiunge Dottorini - che una legge su questa materia avesse escluso a priori tutti i protagonisti del Terzo settore e chi si occupa di sociale. L'inclusione sociale e la lotta alla povertà sono fra gli obiettivi prioritari comuni a tutti i fondi strutturali europei ed anche in questo senso l'agricoltura sociale rappresenta uno strumento privilegiato per attuare le politiche comunitarie. Questa legge doveva essere uno strumento per sostenere concretamente la multifunzionalità delle aziende agricole e allo stesso tempo offrire nuove opportunità alle politiche sul welfare. In questo contesto l'Umbria sbatte la porta in faccia alle tante cooperative e imprese sociali che attraverso le pratiche agricole attuano quotidianamente programmi di riabilitazione ed inclusione".

Perugia, 23 luglio 2014
"Associazioni biologiche, agronomi e Università non ammessi ai tavoli verdi. Eppure i risultati della vecchia programmazione sono tutt'altro che esaltanti. Necessario abbandonare visione anacronistica dello sviluppo agricolo"

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"Le regole per la realizzazione dei nuovo piani di sviluppo rurale prevedono importanti momenti di partecipazione da parte di associazioni e società civile nella stesura di quello che è un vero e proprio programma di gestione del territorio, ma in Umbria si è scelta ancora una volta l'interpretazione più restrittiva ed i tavoli di partenariato hanno lasciato il posto a convegni ed incontri bilaterali che poco hanno a che vedere con momenti collettivi di concertazione e confronto. Quindi non è stato solo il Consiglio regionale ad essere marginalizzato nel dibattito sul futuro dell'agricoltura regionale, ma anche un'importante fetta di società regionale". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore, affronta la questione della scelta dell'assessorato all'Agricoltura di non avviare un vero percorso partecipativo durante tutte le fasi di stesura del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020.
"La nuova Pac ci mette a disposizione tutti gli strumenti per superare un modello antiquato di orientamento delle risorse comunitarie per puntare con decisione su ambiente, filiere corte e produzioni certificate. In questa ottica è evidente che sui nuovi Piani di sviluppo rurale si giocano partite importantissime che riguardano direttamente il futuro del nostro territorio e di migliaia di persone che vi lavorano. Le scelte relative alle politiche agricole rivolte ai giovani, il modello di sviluppo da perseguire, le attività di sostegno alle aziende sono tutte questioni importantissime che devono essere condivise e concertate con una platea più vasta possibile. E' assai significativo, al contrario, che ancora oggi in Umbria al Tavolo Verde non siano chiamati a partecipare né le associazioni di produttori biologici né degli agronomi o i rappresentanti dell'Università. Tutto ciò è sintomatico di una visione antiquata del concetto di sviluppo rurale e di una chiusura che va in netta controtendenza rispetto a ciò che ci chiede l'Europa. Non a caso siamo stati una delle prime regioni a dotarci di una legge sull'assegnazione delle terre pubbliche incolte a giovani e disoccupati, ma a tutt'oggi, dopo la scadenza dei termini previsti, non è ancora stato emanato il regolamento attuativo e di fatto si stano togliendo a molti soggetti interessati, opportunità di lavoro e di riqualificazione dell'ambiente".
"Usciamo da un settennio - aggiunge Dottorini - che ha visto l'Umbria in grado di intercettare le risorse comunitarie meglio di altre regioni, con una importante capacità di spesa. Ma a nessuno è chiaro quali effetti abbia prodotto questo fiume di risorse sul tessuto economico e sociale della nostra regione. Guardando i dati della nostra agricoltura, ad esempio, c'è da affermare che essere stati efficienti nell'utilizzare le risorse messe a disposizione da Bruxelles non significa in alcun modo essere stati efficaci, a iniziare dalla mancata riconversione di colture dall'alto impatto ambientale e dal basso tenore occupazionale. In Umbria balza agli occhi la discrasia tra le risorse intercettate e la loro ininfluenza sui dati macroeconomici della Regione. Per questo, considerata l'importanza che la programmazione comunitaria riveste per le imprese e i cittadini umbri, sarebbe stato lecito immaginare come prioritaria l'elaborazione di un'analisi sui risultati, sull'efficacia e anche sulle modalità di assegnazione delle premialità, con l'obiettivo di far tesoro anche degli errori. Sarebbe stato fondamentale inoltre il massimo confronto con tutto il mondo agricolo, delle professioni e della ricerca che forse avrebbero potuto fornire gli strumenti per cambiare realmente virando con decisione sul versante dell'innovazione e dell'ecosostenibilità le ingenti somme assegnate per le politiche agricole. Continuare a sostenere colture impattanti e modalità che nulla hanno a che vedere con ambiente ed etica e non coinvolgere nei processi decisionali chi sul territorio vive e lavora, significherebbe perdere una occasione di sviluppo irripetibile, ancorare l'Umbria ad una visione anacronistica dell'agricoltura e mortificare le tante aziende virtuose che nella nostra regione hanno reagito alla crisi puntando con decisione su una visione ecologica dello sviluppo".

Perugia, 19 luglio 2014

Non si vive di solo tabacco

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Non si vive di solo tabacco

Questa mattina in Consiglio regionale abbiamo chiesto dov'è finito il fiume di risorse finalizzato alla ristrutturazione e alla riconversione del settore. I fondi europei dei prossimi sette anni non possono ripercorrere strade già battute: occorre puntare su filiere corte, produzioni locali e certificate, su vendita diretta e produzioni biologiche. Multifunzionalità, contrasto ai cambiamenti climatici e tutela della biodiversità non possono rimanere parole vuote, ma diventare cardini della nuova programmazione. 
 
A questo indirizzo potete leggere il mio intervento in aula: http://goo.gl/6b3F7K
"Fatto gravissimo. Nonostante le tante richieste, la legge resta ferma nei cassetti della Giunta. Non staremo a guardare, già chiesta audizione in Commissione"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: "GIUNTA NON EMANA REGOLAMENTO, BLOCCATA LA LEGGE PER TERRE A GIOVANI E DISOCCUPATI

"Oggi scadono i 90 giorni che la giunta aveva a disposizione per predisporre il regolamento di attuazione per la legge che affida le terre e i beni inutilizzati ai giovani agricoltori, ai disoccupati e ai soggetti svantaggiati. Nonostante le mie ripetute sollecitazioni nessun atto è stato prodotto, ma le richieste aumentano di giorno in giorno. In un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, non si riesce a capire come si possa tergiversare nel dare le gambe ad una legge che potrebbe essere un importante strumento a favore dell'occupazione e dello sviluppo del settore agricolo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, primo firmatario della legge concernente le "Disposizioni per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contenere il consumo di suoli agricoli" emanato il 5 Aprile scorso, denuncia la mancata predisposizione del regolamento attuativo in grado di rendere operativa la legge.
"Non voglio credere - spiega Dottorini - che ci sia la volontà di boicottare una legge che potrebbe consentire di valorizzare terreni e beni inutilizzati o abbandonati e che in tanti attendono come possibilità di costruirsi una prospettiva occupazionale. Penso piuttosto che, oltre alle difficoltà oggettive di elaborare un regolamento su una materia complessa, ci sia una evidente trascuratezza nel cogliere l'importanza di questo provvedimento. Eppure se da un lato sono tanti i terreni e i beni agricoli o a vocazione agricola inutilizzati, dall'altro sono numerosi i cittadini che esprimono interesse per la proposta e attendono l'istituzione del Banco della Terra e l'emanazione dei primi bandi per l'assegnazione dei terreni. Quella sulla terra ai giovani agricoltori - continua Dottorini - è una legge all'avanguardia a livello nazionale, che valorizza le risorse abbandonate e contribuisce a garantire occupazione alle fasce più deboli del nostro tessuto sociale. Riteniamo molto grave che, alla scadenza dei novanta giorni previsti per la sua emanazione, ancora non ci sia un regolamento. Ho già scritto al presidente della seconda commissione perché convochi i responsabili del procedimento in audizione per comprendere i motivi di questo ritardo. Non sarà certo il ritardo di dieci giorni a compromettere l'esito del provvedimento. Ma ulteriori ritardi, uniti al tempo previsto per la costituzione del Banco della terra, farebbero sì che gli effetti della legge non sarebbero visibili prima dell'anno prossimo. Il che sarebbe grave e difficilmente spiegabile all'opinione pubblica. In qual caso non staremo certo a guardare".

Perugia, 5 luglio 2014
 

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