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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ultime notizie in Urbanistica

"La Regione purtroppo ha dato credito a Comune e Asl 1, scegliendo la perizia più onerosa e meno appetibile. Ogni giorno che passa l'immobile perde di valore"

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"Il bando di asta pubblica per l'alienazione dell'ex ospedale di Città di Castello rischia di trasformarsi nell'ennesimo flop e di non trovare alcuno pronto ad investire la cifra di 4milioni e 750mila euro per un edificio che sta cadendo letteralmente a pezzi e che necessita di lavori di consolidamento urgenti ed molto onerosi". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (capogruppo Idv) commenta l'atto approvato recentemente dalla Giunta regionale che prevede l'alienazione dell'intero immobile.
"È giusto sottolineare - aggiunge Dottorini - che la stima del prezzo è stata fatta da un collegio peritale composto da tecnici del comune di Città di Castello e della Asl n.1 e non è invece stata considerata la perizia stimata dall'Agenzia del Territorio che è pari a 3 milioni e 780mila euro e quindi più consona allo scopo che si sta perseguendo. Sicuramente la decisione di dare credito al parere del comune di Città di Castello e della Asl 1 peserà molto sull'esito dell'asta e sulla buona riuscita dell'alienazione dell'immobile. A nostro avviso infatti la stima dell'Amministrazione tifernate è spropositata e rischia di mandare deserta l'asta di alienazione, compromettendo ulteriormente il futuro della struttura che, oltre a non essere mai stata oggetto di alcun serio progetto di recupero a vantaggio della città, ogni giorno che passa si deteriora e perde di valore, lasciando spazio a una inammissibile situazione di degrado, incuria e carenza di manutenzione. In questo contesto tutte le ipotesi di un recupero virtuoso stanno tramontando. E con queste cifre sarà complicato trovare qualche privato pronto ad investire".
"Purtroppo, unico caso in Umbria, negli anni non risulta alcun progetto o piano di recupero avanzato dal comune e sicuramente la Regione ha sbagliato a prendere per buone le stime avanzate dall'amministrazione tifernate e dalla Asl 1 per l'asta pubblica. Piuttosto la Regione deve tentare di trovare una soluzione a prescindere dalle conclamate mancanze del Comune. Anche perché - aggiunge Dottorini - in questo modo rischiamo che la soluzione si allontani inesorabilmente, aggravata oltre che dall'incapacità amministrativa anche da una crisi economica che scoraggia investimenti e soluzioni positive per la collettività. Adesso non resta che attendere di vedere il bando vero e proprio che l'agenzia Umbria Sanità dovrà presentare alla Giunta regionale per l'approvazione definitiva, ma già da ora possiamo dire che siamo di fronte al rischio di perdere un'altra occasione per restituire alla città un bene di grande valore architettonico, culturale ed affettivo".

Perugia, 17 maggio 2013 

Guarda il video della visita all'ex ospedale nel marzo 2012

"L'Umbria ha bisogno di superare una visione cementizia dello sviluppo. Necessarie programmazione e pianificazione, troppa discrezionalità porta alla deregulation"

PEREQUAZIONE. DOTTORINI: PREMI IN CUBATURE ECCESSIVI E SENZA CRITERI PRECISI, CANILI DI 100 METRI QUADRI: COSI' COM'E' NON VA

"Così com'è proprio non va. La proposta sulla perequazione introduce elementi di deregolamentazione che poco hanno a che vedere con una corretta programmazione urbanistica e con una moderna pianificazione del territorio. Piuttosto vengono inseriti elementi di discrezionalità difficilmente comprensibili e temi del tutto incongruenti. Basti pensare che il testo rende possibile la realizzazione di canili fino a 100 metri quadri, veri e propri appartamenti zoologici realizzati in aperta campagna. Per non parlare della proposta di facilitazioni per realizzare nuovi annessi agricoli. Una visione cementizia dello sviluppo che già troppi danni ha fatto al nostro territorio e che dovremmo tentare di arginare anche sapendo interpretare i segnali della crisi economica che stiamo vivendo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini chiede all'assessore Rometti una profonda revisione dell'atto portato in Consiglio regionale senza tenere in alcun conto le osservazioni portate dai tecnici in sede di confronto interno alla maggioranza.
"Si tratta di un provvedimento che, come abbiamo più volte argomentato in sede di confronto interno alla maggioranza, necessita di una profonda revisione, eliminando tutti quegli elementi accessori che rispondono a interessi particolari piuttosto che all'interesse collettivo. E' singolare - spiega Dottorini - trovarsi di fronte a un testo sulla perequazione che non parla di perequazione, ma si concentra soltanto su premialità e compensazioni, utilizzate non come strumenti di programmazione equa, ma come elementi discrezionali per aumentare cubature in modo quanto meno discutibile, soprattutto nella congiuntura storica ed economica che stiamo vivendo. Tecnici e amministratori, infatti, ci parlano di una vera e propria inversione di tendenza nel settore delle costruzioni, con gli stessi proprietari dei suoli che chiedono di far tornare agricoli terreni già edificabili. D'altra parte sono sotto gli occhi di tutti i danni inferti al nostro territorio e al paesaggio regionale da anni di pianificazione approssimativa e da una dispersione insediativa spesso incoerente".
"La perequazione - aggiunge Dottorini - dovrebbe essere uno strumento per garantire equità di diritti tra i proprietari nell'ambito della programmazione urbanistica. La proposta della Giunta invece prevede di concedere cubature in premio ai soggetti che si limitano a rispettare le leggi, provocando un eccesso di discrezionalità nella concessione delle quantità edificatorie. Se si considera inoltre che la proposta prevede la possibilità di incrementi anche del cento per cento delle quantità edificatorie, si capisce che siamo di fronte al rischio di una vera e propria deregulation. Per non parlare dell'inserimento in legge di norme che consentono la realizzazione di ricoveri per cani fino a 100 metri quadrati. Tutto ciò sembra perseguire proprio quello che una regione come l'Umbria dovrebbe evitare. Una delle cause della crisi che stiamo vivendo e delle difficoltà del nostro tessuto produttivo risiede proprio nell'aver contato in maniera sproporzionata sul ritorno economico dell'attività edilizia e sulla possibilità infinita di consumare il nostro territorio, incentivando in ogni modo tutte le attività legate al comparto edile, dalle cave, ai cementifici, alle costruzioni. Un modello ormai vecchio e che non offre prospettive. Da questo punto di vista questa legge rappresenta un passo nella direzione opposta a quella che noi auspichiamo".

Perugia, 8 maggio 2013
"Con il nuovo Piano sarà possibile costruire in zone collinari di alto pregio e attorno alla città storica. Interventi disordinati e senza alcuna visione d'insieme"

PRG ASSISI. DOTTORINI PRESENTA INTERROGAZIONE URGENTE ALLA GIUNTA:

"Occorre che la Giunta regionale intervenga in sede di Conferenza istituzionale per tutelare e salvaguardare il territorio e il paesaggio di Assisi, messi a serio rischio dal nuovo Piano regolatore in corso di approvazione. Assisi, patrimonio tutelato dall'Unesco, è ricca di turismo e i suoi scorci e paesaggi sono opere d'arte naturali, capaci di attrarre risorse economiche e sviluppare la filiera turismo, ambiente e cultura. Sarebbe imperdonabile comprometterne le potenzialità, intervenendo senza una visione organica e lungimirante". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alla stesura del nuovo Piano regolatore del Comune di Assisi, in corso di approvazione in Provincia con il parere della stessa Regione.
"È  bene ricordare - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - che la Regione fa parte a pieno titolo della Conferenza istituzionale alla quale è demandata l'approvazione del Piano. E' quanto mai urgente pertanto valutare attentamente le previsioni del Piano, con particolare riferimento ai parametri di dimensionamento planimetrico e volumetrico, tenendo anche conto del Piano paesaggistico che la Regione sta elaborando. Il nuovo Piano regolatore di Assisi presenta a nostro avviso molte criticità di carattere sia ambientale che urbanistico. In maniera disordinata e senza alcuna visione d'insieme molte aree collinari e agricole di pregio precedentemente tutelate vengono autorizzate alla costruzione, con un consumo di territorio assurdo e non rispondente ad alcuna esigenza funzionale. Questo fenomeno è particolarmente presente nelle frazioni minori, come Torchiagina, Castelnuovo, Tordandrea, nei centri urbani collinari come Viole - San Vitale, Capodacqua e nei territori agricoli di pregio come Rocca Sant'Angelo e Passaggio di Assisi. Se non bastasse, il nuovo Piano autorizza la costruzione su aree che precedentemente erano considerate fascia di salvaguardia assoluta intorno alla città storica dove era vietata ogni possibile edificazione, consentendo tutti gli interventi possibili compresi quelli di ristrutturazione urbanistica e di ampliamento".
"Con la nostra interrogazione - conclude Dottorini - chiediamo che la Giunta regionale si interessi da protagonista delle sorti di un territorio, quello di Assisi, che non ammette dilettantismi o interventi legati a una visione cementizia dello sviluppo. La cosa da fare è quella di rendere prescrittive le caratteristiche contenute nelle stesse norme Unesco che tutelano la città. Un segnale forte e auspicabile è quello di rinviare la seduta della prossima Conferenza istituzionale per dare modo alle associazioni ambientaliste e ai comitati dei cittadini di intervenire con osservazioni e argomenti che mettano in piena luce tutte le criticità del nuovo Piano regolatore".

Perugia, 26 aprile 2013

"Fare luce su ulteriore inclinazione attraverso una Commissione tecnica regionale. Situazione non può essere lasciata nelle mani del solo comune di Città di Castello"

TORRE CIVICA. DOTTORINI (IDV) INTERROGA LA GIUNTA SULLA SICUREZZA DEL MONUMENTO: QUANTIFICARE DANNI E ACCERTARE RESPONSABILITA'

"La Regione deve valutare attentamente se l'ulteriore inclinazione di sei millimetri riscontrata dalle recenti misurazioni della Torre civica di Città di Castello dipendono da fattori naturali o se i lavori eseguiti recentemente e nel passato hanno influenzato questo peggioramento di staticità. Stiamo parlando del monumento simbolo della città ed è necessario accertare eventuali responsabilità o superficialità tecniche, progettuali e amministrative". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alle preoccupanti notizie di un aggravio della pendenza dello storico monumento altotiberino.
"Riteniamo urgente e inderogabile - continua Dottorini - la nomina di una Commissione tecnico-scientifica da parte della Regione Umbria che valuti attentamente e in maniera terza la reale pendenza della Torre civica ed eventuali problemi di staticità strutturale, relazionando in modo dettagliato al Consiglio regionale sulle cause e sulle reali responsabilità di quanto sembra stia avvenendo. È bene ricordare infatti che, oltre agli investimenti iniziali, il progetto di miglioramento sismico è stato finanziato dalla Regione con ulteriori 500mila euro, di cui una prima tranche è già stata erogata. Se realmente si fossero riscontrati dei peggioramenti nell'inclinazione del monumento, sarebbe opportuna una valutazione approfondita della situazione che non può essere lasciata nelle mani della sola amministrazione comunale di Città di Castello che non appare nelle condizioni di riuscire a risolvere il problema".
"Sarebbe grave - conclude Dottorini - se a seguito di lavori eseguiti negli anni e mesi scorsi, la staticità e la pendenza della Torre civica invece di stabilizzarsi stesse continuando a peggiorare. I cittadini devono conoscere il reale stato di sicurezza in cui versa l'antico monumento tifernate ed eventualmente a chi o a cosa imputare la responsabilità dei danni che si sarebbero verificati. Se, come è credibile, l'amministrazione comunale non ha responsabilità dirette in quanto sta avvenendo, appare tuttavia doverosa un'azione di tutela dell'immagine e delle finanze della città che porti a individuare eventuali responsabilità progettuali o nella realizzazione dei lavori. I tifernati hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo e di poter tornare a godere di un monumento che fa parte della storia di Città di Castello e che deve essere messo a disposizione delle sue potenzialità turistiche e culturali".

Perugia, 28 settembre 2012

"Sbagliato giocare allo scaricabarile. Le immagini parlano da sole e inchiodano il Comune. Se c'è un progetto, faremo squadra con chiunque per il bene della città" 

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"Le immagini parlano da sole. Comprendiamo l'imbarazzo e la difficoltà del Sindaco Bacchetta nel vedere come un palazzo così importante di Città di Castello sia stato lasciato al degrado e all'abbandono per tanti anni. Altre realtà come Foligno e Gubbio hanno elaborato progetti e piani di recupero che poi sono stati sottoposti alla Regione, ma le amministrazioni che si sono succedute a Città di Castello, di cui lui ha sempre fatto parte, non sono state in grado di fare altrettanto. Adesso il punto non è quello di giocare allo scaricabarile, ma di cercare una soluzione prima che sia troppo tardi. Sappia Bacchetta che noi siamo pronti a fare squadra con chiunque, compreso lui, pur di togliere la città, e in particolare il centro storico, dal degrado in cui è precipitata negli ultimi anni grazie a politiche prive di buon senso e visione strategica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le "nervose esternazioni" del Sindaco di Città di Castello in merito alla vicenda dell'ex Ospedale di largo Muzi lasciato nel più completo abbandono e degrado.
"A gennaio del 2010 - aggiunge Dottorini - avevamo già denunciato questa grave situazione, ma nessuno degli allora amministratori raccolse l'invito a un'azione decisa che andasse oltre la propaganda elettorale. Il nostro timore è che la città possa perdere altri pezzi, come è già avvenuto per i corsi universitari a Villa Montesca o per le sede di Equitalia. Ricordo solo che fu un mio emendamento ad evitare che venissero messi in vendita i beni del lascito Franchetti, nel completo silenzio dell'Amministrazione comunale. È urgente che Città di Castello esca da questo immobilismo amministrativo che la porta ad isolarsi dal resto dell'Umbria ed a subire in silenzio scelte che la vedono subalterna e incapace di proposta".
"La politica tifernate - conclude il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori - deve reagire e presentare subito alla Regione un Piano di recupero per la struttura dell'ex Ospedale, consultando i cittadini e garantendo la massima partecipazione possibile. Non vorremmo che si ripetessero gli stessi errori del contratto di quartiere nell'area ex Fat o della scelta del tracciato per la E78. Occorre capacità di fare squadra, ma prima di tutto occorre un progetto. Se il sindaco Bacchetta lo ha, ce lo faccia sapere e, se non è indecoroso, noi faremo la nostra parte. Altrimenti continueremo a chiedere ciò che è giusto e doveroso per il bene e il decoro della nostra città. Come abbiamo sempre fatto"

Perugia, 20 marzo 2012 
"Condizioni complessive gravi. La "Cappellina" depredata e saccheggiata, quasi irriconoscibile. Sbagliato non inserire l'edificio nel Contratto di quartiere" 



"È urgente che il comune di Città di Castello elabori un progetto di recupero dell'ex Ospedale e lo sottoponga alla Regione. Non è più tollerabile che un bene così prezioso venga lasciato al degrado e alle razzie, provocando un danno all'immagine e al decoro della città, oltre che alle finanze pubbliche. La struttura dell'ex-ospedale e la chiesa presente al suo interno sono in stato di totale abbandono ormai da troppi anni. Ora chiediamo che la giunta spieghi a noi e ai tifernati a chi sono addebitabili le responsabilità di questa situazione e come si intende utilizzare quella struttura. Ci piacerebbe anche capire come mai l'amministrazione di Città di Castello non è stata in grado in questi lunghi e inesorabili anni di elaborare neppure un piano di recupero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo nell'edificio dell'ex ospedale di Città di Castello. Assieme a Dottorini erano presenti Roberto Colombo, capogruppo Idv al comune a Città di Castello, Enzo Rossi, direttore del mensile l'Altrapagina, il fotografo Enrico Milanesi e lo storico tifernate Alvaro Tacchini. Immagini e video sono disponibili al sito www.dottorini.com.
"Dal nostro sopralluogo - aggiunge Dottorini - emerge una realtà di seria emergenza che mette alla luce una situazione di degrado, incuria e carenza di manutenzione. Nei due anni che ci separano dalla nostra precedente visita, l'immobile ha subito ancora contraccolpi pesanti e la sua struttura risulta parzialmente compromessa. Per questo è urgente che vengano spiegate ai tifernati le cause di questa incapacità progettuale e amministrativa, valutando anche i risvolti economici della cattiva gestione. Non è semplice trovare soluzioni e risorse per recuperare alla città un bene così importante, parte integrante del tessuto urbanistico della città. E' giusto tuttavia comprendere come mai in altri territori della regione sono stati elaborati e avviati progetti di ristrutturazione e riqualificazione delle vecchie strutture ospedaliere, mentre l'amministrazione di Città di Castello non è stata in grado di elaborare neppure un piano di recupero". 
"La visita - continua Dottorini - ci ha permesso di valutare le condizioni complessive dell'edifico. In particolare risulta grave lo stato in cui versa la cosiddetta "Cappellina", un piccolo gioiello di fine '700, caro alla cittadinanza anche perché in quel luogo per decenni sono state battezzate generazioni di tifernati. Quella chiesa, in origine pregevolmente decorata di stucchi, con altare e balaustra di marmo finissimo e contenente anche i dipinti dei patroni San Florido e Amanzio di Antonio Illuminati, è stata saccheggiata fino a renderla irriconoscibile. Gli stucchi sono stati asportati, la balaustra in parte divelta e il tabernacolo scardinato. Risultano mancanti anche parti di mobilio e i dipinti".
"Le istituzioni regionali e locali - conclude Dottorini - devono dare delle risposte immediate per garantire un futuro ad uno dei palazzi storici di Città di Castello. Oggi, alla luce di quello che abbiamo potuto vedere, risulta quanto mai incomprensibile la scelta dell'amministrazione comunale di non includere l'ex Ospedale nel progetto del Contratto di quartiere che riguarda l'area Ex-Fat". 

Perugia, 19 marzo 2012 



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Interrogazione alla Giunta: "Grave l'iniziativa del servizio Urbanistica che apre la strada a interpretazioni distorte della legge. Pronta nostra proposta di modifica"

SEMPLIFICAZIONE. DOTTORINI (IDV): EVITARE MAXICONDONO STALLE SUINICOLE. REGIONE FORMULI PARERE A TUTELA DI IGIENE E SALUTE

"La Giunta regionale eviti che la legge sulla semplificazione si trasformi in una sorta di maxi-sanatoria che darebbe il via libera ad attività, come ad esempio alcune stalle suinicole di Bettona, prive del certificato di agibilità e non in regola con le normative dei regolamenti d'igiene. E' necessario che da parte dell'esecutivo venga formulato un parere interpretativo che tenga conto della disciplina statale in materia e che quindi eviti inopportuni colpi di spugna. E' grave l'iniziativa del servizio Urbanistica che ha formulato una propria valutazione senza considerare le intenzioni del legislatore e lasciando intravedere l'ipotesi che la norma regionale possa legittimare attività non consentite". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito al parere fornito dal dirigente del Servizio Urbanistica ed Espropriazioni della Regione Umbria al comune di Bettona con il quale si afferma che "la convalida dell'uso dell'immobile a seguito dell'accertata destinazione non comporta ulteriori provvedimenti comunali e non implica le verifiche previste per l'agibilità".
"Questa interpretazione - spiega Dottorini - rischia di aprire la strada a una deregulation selvaggia, rendendo inefficaci persino i Piani regolatori dei comuni. Sembra che già alcuni operatori zootecnici, pur in assenza del certificato di agibilità, abbiano provveduto o stiano provvedendo alla riapertura delle attività. Il Consiglio regionale quando ha approvato la legge intendeva snellire gli adempimenti burocratici relativi alla destinazione d'uso degli edifici, certo non permettere l'esercizio di attività che non rispettino i regolamenti finalizzati alla sicurezza, alla salvaguardia ambientale e alla tutela della salute dei cittadini. Occorre pertanto che la Regione si esprima ufficialmente in tal senso, acquisendo anche il parere del Consiglio regionale il quale ha approfondito, discusso e approvato la legge sulla semplificazione amministrativa".
"In ogni modo - conclude Dottorini - l'Idv, su questa come su altre distorsioni contenute nelle legge sulla semplificazione, presenterà una proposta di modifica con l'obiettivo di correggere eventuali passaggi equivocabili e garantire l'assoluto rispetto dei regolamenti comunali e la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini".

Perugia, 24 gennaio 2012

"Accogliere l'appello del giornalista Vittorio Emiliani e del Comitato per la Bellezza. Rivedere radicalmente il progetto. Avanti con un concorso internazionale di idee"

EX FAT. AMMINISTRAZIONE MOLTO SENSIBILE AGLI INTERESSI DEI PRIVATI, INCURANTE DELLE SORTI DELLA CITTA'

"È necessario prendere atto del fallimento del contratto di quartiere e sospendere subito l'esecutività di un progetto, quello della ex Fat, devastante per l'intera città. Sappiamo che esiste un'ipotesi di variante rispetto alla quale è stata coinvolta anche la Regione. Chiediamo che quella variante venga resa pubblica e portata alla partecipazione di associazioni, comitati e dell'intera cittadinanza. Nessuno può pensare di proseguire in azioni sul centro storico a dispetto dei suoi abitanti e di una visione complessiva della città. Città di Castello non merita un mostro di cemento nel cuore del suo centro storico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a sostenere la proposta di un concorso internazionale di idee per l'area della ex Fat, recentemente avanzata da un gruppo di cittadini tifernati. 
"Abbiamo ragione di pensare - aggiunge Dottorini - che dietro le ostentate convinzioni dell'amministrazione di Città di Castello si nasconda la consapevolezza di errori che in molti denunciano da tempo. Pertanto il comune di Città di Castello sta tentando di mettere una toppa in un abito decisamente fuori misura. L'idea sarebbe quella di intervenire con una riduzione di cubatura, pari a 8-9mila metri cubi, da recuperare fuori centro storico attraverso la perequazione. Inoltre si tenta di evitare lo scempio del cemento armato addossato agli elementi architettonici storici. Se confermata, questa richiesta di variante dimostrerebbe l'infondatezza delle tesi degli amministratori tifernati che hanno sempre sostenuto la bontà della loro progettazione e l'impossibilità di modificare il progetto iniziale. Ma la parziale marcia indietro del comune dimostra anche che evidentemente non erano così campate in aria le tesi che associazioni ambientaliste e comitato Prato-Mattonata hanno da sempre sostenuto, anche attraverso manifestazioni e convegni. La parziale marcia indietro del comune tifernate dovrà essere analizzata con cura. Tuttavia passare da 28mila a 20mila metri cubi difficilmente renderà meno amaro l'insulto alla città e l'impressione è quella di un maquillage per sedare l'indignazione cittadina in vista delle elezioni amministrative. D'altra parte il silenzio che circonda questa segretissima iniziativa non lascia ben sperare".
"Per quanto ci riguarda - ribadisce Dottorini -  riteniamo doveroso raccogliere l'appello del giornalista e scrittore, ex consigliere Rai e parlamentare Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, associazione cui aderiscono Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf. La sua bocciatura senza appello palesa tutti i limiti di un progetto privo di lungimiranza che soddisfa solo gli interessi della proprietà e che, alla faccia della partecipazione, nessuno ha avuto modo di discutere. Dobbiamo sentirci tutti impegnati in un'azione tesa alla revisione complessiva del progetto, non a un maquillage, buono al massimo per soddisfare l'esigenza di qualche promessa pre-elettorale. Per questo la proposta di un concorso internazionale di idee deve essere presa seriamente in considerazione. Purtroppo comune di Città di Castello e giunta regionale, rappresentata dall'assessore Rometti, hanno già decretato da tempo la sorte di quell'area. L'ipotesi di variante su cui si sta coinvolgendo in queste ore la Regione sarebbe il primo cedimento in anni di granitica difesa d'ufficio della cattiva amministrazione della città". 

Perugia, 11 marzo 2011
"Le prime bozze ripropongono scelte disastrose. C'è il rischio di mettere uno strumento delicato come il Piano regolatore nelle mani dei mercanti di voti"

URBANISTICA. DOTTORINI (IDV): SBAGLIATO APPROVARE IL PRG PRIMA DELLE ELEZIONI. RISCHIO FAVORI E CONTAMINAZIONI ELETTORALISTICHE

"Un pessimo segnale dato ai cittadini, una vera anomalia che rischia di mettere uno strumento delicato come il Piano regolatore nelle mani dei mercanti di voti in piena campagna elettorale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, commenta la volontà che emerge da più settori della maggioranza e dell'amministrazione comunale di Città di Castello di passare all'approvazione del documento programmatico relativo al Piano regolatore prima delle elezioni che a primavera rinnoveranno il governo cittadino.
"Non si comprende la fretta nel volere approvare un atto che condizionerà l'assetto urbanistico, sociale ed economico dei prossimi anni. Chi si affanna nel tentativo di imporlo commette un errore e rischia di dare una cattiva immagine dell'amministrazione pubblica, magari illudendosi di poter lucrare qualche consenso. Solo con il nuovo Consiglio comunale - continua Dottorini - sarà possibile approvare un Piano regolatore privo di vizi elettoralistici. Farlo oggi, con un Consiglio comunale in scadenza e un quadro di rapporti politici completamente mutato rispetto a cinque anni fa, significherebbe perseverare in errori che si intravvedono anche nel nuovo Prg. Già dalle prime elaborazioni infatti si evidenziano scelte a dir poco discutibili, in linea con le numerose varianti già approvate e con il totale abbandono vissuto dal centro storico in questi ultimi anni. Per questo proponiamo che il nuovo Prg sia al centro del dibattito della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, con un serio confronto tra tutte le forze politiche, i candidati a sindaco, gli operatori economici e sociali del territorio, le associazioni ambientaliste e i comitati civici".
"Il caso della ex-Fat, il mostro progettuale della Piastra logistica, il degrado della città e lo stato di misero abbandono dell'ex Ospedale, rappresentano i simboli di una miopia politica e di un immobilismo amministrativo che per troppo tempo hanno caratterizzato la vita politica di Città di Castello. Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci impegneremo in ogni sede perché l'attenzione al nuovo Piano regolatore resti alta e non si abbandoni l'esame di quell'atto alla misera trattativa politica o al braccio di ferro tra potentati più o meno trasparenti".

Perugia, 17 novembre 2010

"Sarebbe opportuno che l'assessore desse qualche risposta sulle condizioni socio-economiche in cui versa Città di Castello. Piastra logistica errore progettuale riconosciuto da tutti"

"Sarebbe opportuno che l'assessore Duranti iniziasse a porsi qualche domanda, e magari a darci qualche risposta, riguardo alle condizioni socio-economiche in cui versa Città di Castello, con aziende in forte crisi e con l'incapacità' da parte di chi ha amministrato in questi anni di mettere in atto una qualsivoglia ipotesi strategica di ripresa e di rilancio. L'Altotevere ha bisogno di uno sforzo corale a tutti i livelli istituzionali, non certo di difese d'ufficio rispetto ad errori che negli anni hanno affievolito non poco l'autorevolezza e le potenzialità' di sviluppo dell'intero territorio". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, risponde alle esternazioni dell'assessore Domenico Duranti.
"La piastra logistica dell'Altotevere - spiega Dottorini - e' nota negli ambienti tecnico-professionali per essere l'unico centro intermodale dell'Italia centrale senza collegamento con la linea ferroviaria. Ancora deve essere spiegato ai cittadini perché' delle tre piastre logistiche dell'Umbria questo trattamento sia stato riservato solo a quella dell'Altotevere e come mai l'investimento per Città di Castello sia pari a 16 milioni di euro, mentre sia per Foligno che per Narni-Terni sono previsti 39 milioni di euro. Che cos'ha l'Altotevere per meritarsi questo trattamento? E come mai l'amministrazione non ha rivendicato l'autorevolezza di uno dei territori più' dinamici della regione?"
"Se a questo si aggiunge - continua Dottorini - che per la Piastra dell'Altotevere non era previsto neppure il collegamento con le grandi arterie di comunicazione, il quadro e' completo. E cosi diviene chiaro anche il motivo per cui è stato necessario prevedere il passaggio della E78 in galleria per Selci, Cerbara e Lama. Solo in questo modo poteva essere trovata una modalità di collegamento per quella che ormai in molti considerano un obbrobrio progettuale. Il fatto che poi i lavori siano stati assegnati fuori regione non è che la ciliegina su una torta alquanto pasticciata".
"C'e' da ricordare - aggiunge il capogruppo Idv - che noi sin dal primo momento chiedemmo di modificare quel progetto che, senza aumento dei costi, avrebbe comunque potuto svolgere una funzione più integrata e di impulso all'economia locale. Un misto di presunzione e arroganza impedì' all'epoca di prendere atto dell'errore che si stava compiendo e che oggi e' sotto gli occhi di tutti. La stessa protervia che ha portato a svendere gli interessi del nostro territorio sui rifiuti attraverso un accordo che ci ha visti vittime di un sistema per cui il nostro Comune paga dai 60 ai 63euro a tonnellata per conferire i rifiuti al selezionatore di Perugia mentre nella nostra discarica arrivano i rifiuti da tutta la provincia di Perugia incassando 20euro a tonnellata".
"E' nostra convinzione - conclude Dottorini - che solo mettendo in atto azioni concrete e corali per rivedere certe scelte scellerate sarà' possibile recuperare un'autorevolezza a Città di Castello. Anni di subalternità a voleri extraterritoriali e di miopia politica non hanno aiutato nel percorso di rilancio dei valori e dei talenti dell'Altotevere. Sarebbe grave voler perseverare. Il segnale che ci giunge dai cittadini, ratificato in modo eclatante dalle ultime elezioni regionali, e' quello di un cambiamento autentico e di un senso di responsabilità che vada oltre rancori comprensibili, ma forse troppo nervosi".

Perugia, 7 agosto 2010

 

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