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Ultime notizie in Ambiente

"La biomassa deve essere reperita in loco e gli impianti devono essere di piccole dimensioni, riportando le distanze a quanto già deciso dal Consiglio regionale" 

BIOMASSE. DOTTORINI: RESTITUIRE CREDIBILITÀ A ISTITUZIONI RITIRANDO DELIBERA 494 SU FONTI RINNOVABILI. NECESSARIO RIAPRIRE CONFRONTO

"È quanto mai urgente che la Giunta regionale ritiri la delibera che di fatto deregolamenta il settore delle biomasse. Occorre una legislazione regionale certa, che tuteli i cittadini e favorisca gli impianti di piccole dimensioni, alimentati localmente e realmente rispettosi dell'ambiente, senza ricorrere a stratagemmi e contorsionismi che portano solamente alla ricerca del profitto ad ogni costo, perdendo di vista il reale spirito dell'energia prodotta da fonti rinnovabili". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini interviene per chiedere che la Giunta faccia un passo in avanti e sgombri il campo da dubbi e insinuazioni, ritirando la delibera 494 e aprendo un tavolo di confronto con le associazioni e gli operatori del settore.
"L'aver forzato la mano su una materia così delicata è stato quanto di più sbagliato e inopportuno - continua Dottorini - . Su questi temi la credibilità delle istituzioni è tutto e il blitz che ha portato alla modifica del regolamento sulle fonti rinnovabili da parte della Giunta ha contribuito non poco a spostare la discussione sulle rinnovabili da un piano di realtà a uno condizionato da paure e sospetti, purtroppo non sempre infondati. Quando ai numerosi scandali ambientali si uniscono i tentativi maldestri di stravolgere i regolamenti approvati dal Consiglio non si fa altro che confermare nell'opinione pubblica la sensazione di opacità nella gestione dell'intera materia. Questo non possiamo permetterlo. La Giunta regionale deve immediatamente ritirare la delibera 494 e aggiornare l'intero regolamento, sgomberando così il campo da ogni insinuazione. Tra tutte le modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili le biomasse sono le più controverse e più di altre si prestano al rischio di contraffazioni pericolose. Per questo necessitano di regolamenti chiari, controlli severi e confronto costante con la popolazione. Indipendentemente da come la si pensi in proposito, è urgente riaprire un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per riaffermare alcuni principi: la biomassa deve essere reperita in loco e gli impianti devono essere di piccole dimensioni, riportando le distanze a quanto già deciso dal Consiglio regionale. Fa veramente dolore constatare come una straordinaria opportunità di produzione di energia da fonti rinnovabili possa trasformarsi in un boomerang per la credibilità delle nostre istituzioni". 

Perugia, 23 maggio 2013
"Tra i principali risultati: eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, minimo vitale gratuito per tutti, coinvolgimento di movimenti e associazioni, obiettivo Rifiuti zero"

ACQUA E RIFIUTI. DOTTORINI: BATTAGLIA SERRATA HA DATO BUONI FRUTTI, GRAZIE A MIEI EMENDAMENTI UMBRIA RECEPISCE VOLERE DEGLI ITALIANI

"Una battaglia serrata, sempre sui contenuti e mai strumentale, ci ha portato a ottenere risultati molto importanti e a porre al centro della discussione la volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso con il referendum sull'acqua. Grazie ai miei emendamenti infatti viene inserito a pieno titolo il rispetto dell'esito referendario sull'acqua, l'eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, il riconoscimento per ciascun individuo del minimo vitale pari a 50 litri gratuiti al giorno, il coinvolgimento dei movimenti per l'acqua, delle associazioni ambientaliste e dei consumatori nella Consulta che controllerà la qualità e la correttezza nell'erogazione dei servizi, l'introduzione dell'obiettivo Rifiuti zero tra i principi che dovranno ispirare la gestione del ciclo dei rifiuti, cosa non prevista nell'attuale Piano regionale. Rimangono aperti alcuni temi di altrettanta importanza, ma consideriamo quella di oggi come una piccola rivincita rispetto alle posizioni ideologiche e supponenti che avevano caratterizzato i lavori della commissione e che avevano portato alla bocciatura dell'atto pur di non prendere in considerazione le nostre proposte". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini, relatore in aula del provvedimento sull'Auri e presentatore di un pacchetto di emendamenti sul rispetto dell'esito referendario e sulla corretta gestione dei rifiuti, commenta l'esito della votazione sul provvedimento che taglia gli attuali quattro Ati e istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri).
"Rimangono - aggiunge Dottorini - due temi controversi dal punto di vista formale, ma molto significativi sotto l'aspetto politico: il riconoscimento dell'acqua come bene privo di rilevanza economica e la separazione tra gestore della raccolta dei rifiuti e dello smaltimento ultimo, al fine di incentivare al massimo la raccolta differenziata ed evitare conflitti d'interesse. Su questi temi le differenze all'interno della maggioranza rimangono evidenti. Infatti, al di là degli aspetti formali che ne rendono complicata l'attuazione, è nostra convinzione che l'acqua, in quanto diritto universale, debba essere considerata un bene privo di rilevanza economica e non possa quindi essere soggetta alle regole del mercato. Ora aspettiamo di vedere il testo della proposta di legge nazionale che il Consiglio si è impegnato a produrre con l'approvazione dell'ordine del giorno collegato al testo approvato. Sarà quella la sede in cui ribadire la nostra posizione in merito alla necessità di una gestione pubblica del servizio idrico per porre la nostra regione all'avanguardia sui temi dei servizi pubblici e dei beni comuni. Per ora prendiamo atto che grazie al nostro contributo siamo riusciti a migliorare il testo che era giunto in Consiglio regionale, inserendo delle norme importanti che danno una connotazione più lungimirante a questo processo di razionalizzazione e semplificazione del sistema amministrativo regionale".

Perugia, 6 maggio 2013
"Gestione pubblica dell'acqua, partecipazione dei cittadini e strategia rifiuti zero diventino principi irrinunciabili. Basta ricerca scappatoie"

AURI. DOTTORINI PRESENTA PACCHETTO EMENDAMENTI: RISPETTARE ESITO REFERENDUM SU ACQUA E GARANTIRE CORRETTA GESTIONE RIFIUTI

"La volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso con il referendum sull'acqua deve essere al centro di ogni riorganizzazione dei servizi. Quindi gestione pubblica del servizio idrico ed eliminazione del 7 per cento in bolletta sono i punti irrinunciabili da cui partire. Inoltre va garantita la massima partecipazione dei cittadini e degli utenti, una gestione dei rifiuti ispirata alla strategia 'rifiuti zero' e la separazione dei soggetti gestori tra chi si occupa della raccolta dei rifiuti e chi dello smaltimento finale". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini illustra il pacchetto di emendamenti al disegno di legge della Giunta regionale (in Aula lunedì) che taglia gli attuali quattro Ati e istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri). Emendamenti già proposti in commissione, ma non votati per la bocciatura dell'articolo 1 (e quindi dell'intero atto) da parte di Pd e Pdl.
"Due mesi fa - spiega Dottorini - fu sufficiente affermare che l'acqua deve essere considerata un bene comune privo di rilevanza economica e che sui rifiuti si deve perseguire la strategia 'rifiuti zero' per provocare la bocciatura dell'intero provvedimento di giunta da parte del gruppo Pd. Ora la giunta regionale ripropone lo stesso testo in Aula, evitando un serio confronto all'interno della maggioranza. Confido possa almeno tenere conto di quanto già discusso e approvato dalla prima commissione, a iniziare dal tema del rispetto del risultato referendario e quindi dal riconoscimento chiaro e inequivocabile dell'acqua come bene comune e come diritto umano essenziale. La Regione ne deve garantire l'approvvigionamento a ciascun cittadino, assicurando il diritto al minimo vitale giornaliero, pari a 50 litri giornalieri gratuiti per persona, inserendo richiami espliciti all'esito referendario. La gestione del servizio idrico deve essere pubblica e deve essere eliminata dalla tariffa la componente della remunerazione del capitale, cosa ancora inapplicata. I nostri emendamenti inoltre insistono sulla garanzia della partecipazione dei cittadini, sia richiamando il rispetto delle norme nazionali che ne stabiliscono le modalità, sia prevedendo la partecipazione in seno alla consulta regionale per il servizio idrico e dei rifiuti di rappresentanti degli utenti, delle associazioni ambientaliste e dei movimenti per l'acqua. Infine, sul tema dei rifiuti, chiediamo che tra i principi che dovranno ispirarne la gestione vi sia un riferimento esplicito alla strategia 'rifiuti zero' e che la gestione della raccolta e quella dello smaltimento finale siano affidati a gestori distinti, per evitare evidenti conflitti di interessi. Su questi temi non è più possibile continuare a cercare scappatoie".
"Ci auguriamo - conclude Dottorini - che la Giunta regionale abbia saputo cogliere la portata delle proposte da noi presentate e in parte fatte proprie dalla prima commissione. Ad ogni buon conto noi abbiamo già depositato in aula gli emendamenti che non fu possibile discutere in commissione. Il nostro obiettivo rimane quello di conferire al disegno di legge un carattere di lungimiranza e di rispetto per i milioni di cittadini che con forza hanno affermato come la pensano sulla gestione dei servizi pubblici locali".

Perugia, 3 maggio 2013
"Con il nuovo Piano sarà possibile costruire in zone collinari di alto pregio e attorno alla città storica. Interventi disordinati e senza alcuna visione d'insieme"

PRG ASSISI. DOTTORINI PRESENTA INTERROGAZIONE URGENTE ALLA GIUNTA:

"Occorre che la Giunta regionale intervenga in sede di Conferenza istituzionale per tutelare e salvaguardare il territorio e il paesaggio di Assisi, messi a serio rischio dal nuovo Piano regolatore in corso di approvazione. Assisi, patrimonio tutelato dall'Unesco, è ricca di turismo e i suoi scorci e paesaggi sono opere d'arte naturali, capaci di attrarre risorse economiche e sviluppare la filiera turismo, ambiente e cultura. Sarebbe imperdonabile comprometterne le potenzialità, intervenendo senza una visione organica e lungimirante". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alla stesura del nuovo Piano regolatore del Comune di Assisi, in corso di approvazione in Provincia con il parere della stessa Regione.
"È  bene ricordare - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - che la Regione fa parte a pieno titolo della Conferenza istituzionale alla quale è demandata l'approvazione del Piano. E' quanto mai urgente pertanto valutare attentamente le previsioni del Piano, con particolare riferimento ai parametri di dimensionamento planimetrico e volumetrico, tenendo anche conto del Piano paesaggistico che la Regione sta elaborando. Il nuovo Piano regolatore di Assisi presenta a nostro avviso molte criticità di carattere sia ambientale che urbanistico. In maniera disordinata e senza alcuna visione d'insieme molte aree collinari e agricole di pregio precedentemente tutelate vengono autorizzate alla costruzione, con un consumo di territorio assurdo e non rispondente ad alcuna esigenza funzionale. Questo fenomeno è particolarmente presente nelle frazioni minori, come Torchiagina, Castelnuovo, Tordandrea, nei centri urbani collinari come Viole - San Vitale, Capodacqua e nei territori agricoli di pregio come Rocca Sant'Angelo e Passaggio di Assisi. Se non bastasse, il nuovo Piano autorizza la costruzione su aree che precedentemente erano considerate fascia di salvaguardia assoluta intorno alla città storica dove era vietata ogni possibile edificazione, consentendo tutti gli interventi possibili compresi quelli di ristrutturazione urbanistica e di ampliamento".
"Con la nostra interrogazione - conclude Dottorini - chiediamo che la Giunta regionale si interessi da protagonista delle sorti di un territorio, quello di Assisi, che non ammette dilettantismi o interventi legati a una visione cementizia dello sviluppo. La cosa da fare è quella di rendere prescrittive le caratteristiche contenute nelle stesse norme Unesco che tutelano la città. Un segnale forte e auspicabile è quello di rinviare la seduta della prossima Conferenza istituzionale per dare modo alle associazioni ambientaliste e ai comitati dei cittadini di intervenire con osservazioni e argomenti che mettano in piena luce tutte le criticità del nuovo Piano regolatore".

Perugia, 26 aprile 2013

"Invece di attribuirsi meriti non suoi, Bacchetta pensi a individuare cause e responsabilità e a spiegare come mai dal 2003 non ha fatto nulla"

INQUINAMENTO POZZI. DOTTORINI:

"Sarebbe bene che il sindaco di Città di Castello, invece di sollevare inutili e strumentali polemiche, dicesse tutta la verità ai cittadini e cioè che il contributo di solidarietà alla famiglie tifernati vittime dell'inquinamento dei pozzi privati è frutto di un emendamento al bilancio regionale, emendamento da me proposto, votato all'unanimità dalla commissione e fatto proprio dalla Giunta, come risulta dagli atti. Le chiacchiere in questo caso stanno a zero, e il Sindaco e l'intera amministrazione comunale dovrebbero solamente ringraziare una Regione che destina fondi propri alle emergenze di un comune troppo spesso lasciato nel dimenticatoio. Magari potrebbe spiegare anche come mai non è venuto neppure a difendere in Consiglio regionale il mio emendamento e dire a tutti come mai, se dal 2003 l'Arpa ha segnalato la grave situazione delle acque, non ha fatto niente per aiutare i cittadini". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, interviene in merito alla vicenda del contributo di solidarietà per le vittime dell'inquinamento dei pozzi privati.
"Domani, giovedì 11 aprile alle ore 21 nel corso di un'assemblea a Riosecco, spiegheremo ai cittadini - continua Dottorini - in cosa consiste questo contributo di solidarietà, come è stato realizzato e con quali fondi, allo stesso tempo ci sembra doveroso aggiornare i cittadini per quanto riguarda i progetti di bonifica dell'intera area e per questo insieme a noi parteciperà anche il dottor Sandro Posati, responsabile regionale Inventario e Bonifica siti e aree inquinate, e la dottoressa Sara Passeri, responsabile Arpa Città di Castello per fornire dettagli e informazioni utili alla salute dei cittadini".
"E' singolare come il sindaco Bacchetta si inalberi ogni qualvolta riscontri l'impegno fattivo di qualcuno per Città di Castello. Evidentemente preferisce gestire il declino della città da solo piuttosto che progettarne la rinascita facendo squadra e valorizzando tutte le energie di cui dispone. Noi al contrario crediamo che sia urgente abbandonare paranoie e sindromi di accerchiamento per lavorare a restituire dignità e coraggio a una popolazione stremata da politiche miopi e da interventi tributari, come l'Imu, che stanno mettendo in ginocchio intere famiglie".

Perugia, 10 aprile 2013

"Cambiamenti climatici, Varroa e pesticidi tra le cause dello spopolamento degli alveari. Regione si attivi per tutelare produzione tipica e ecosistema regionale"

MORIA API. DOTTORINI: IN UMBRIA FENOMENO NON ACCENNA A DIMINUIRE, NECESSARIE MISURE URGENTI

"In Umbria il problema della moria delle api non accenna a risolversi, anzi gli ultimi dati che ci giungono dal progetto BeeNet confermano una tendenza che appare inarrestabile con dati di mortalità che variano tra il 30 e il 36 per cento annuo. I parziali relativi alla primavera-estate del 2012 ci segnalano una mortalità del 19 per cento, contro il 13,75 per cento dello stesso periodo del 2011. La concomitanza dei cambiamenti climatici, dell'inquinamento ambientale, della diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici in agricoltura e di alcune malattie stanno compromettendo la sussistenza in vita di intere colonie ed i dati a disposizione dimostrano purtroppo che il fenomeno sembra difficilmente arrestabile". Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta con queste parole i recenti dati sulla moria delle api in Umbria, chiedendo che vengano messe in atto tutte le iniziative necessarie ad "arginare un fenomeno che rischia di compromettere una delle produzioni tipiche della nostra regione e di mettere a rischio anche in Umbria il delicato equilibrio del nostro ecosistema". 
"Il fatto che la Commissione europea solo poche settimane fa abbia proposto ai rappresentanti degli stati membri di sospendere per tre anni l'uso di tre pesticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi, sospettati di rappresentare un elevato rischio per la vita delle api, la dice lunga sullo stato di salute di questi preziosi impollinatori e sulla necessità, anche nella nostra regione, di mettere in atto misure straordinarie per arginare un fenomeno davvero preoccupante. È ormai universalmente riconosciuto - prosegue Il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - che le api sono importantissimi bio indicatori e le principali artefici dell'impollinazione di molte specie di piante. Autorevoli studi hanno provato che le produzioni agricole, ortofrutticole ed olearie dipendono per il 79 per cento dall'impollinazione dell'apis mellifera, dunque i danni anche economici arrecati dalla mancata impollinazione a seguito dei fenomeni di moria delle api sono assai ingenti e facilmente calcolabili. Sull'alto tasso di mortalità pesano probabilmente i cambiamenti climatici, con le variazioni repentine delle temperature nell'arco delle stagioni, la variabile distribuzione delle precipitazioni, i periodi di prolungata aridità che costringono le operaie a ripetuti stress con relative ripercussioni sulla loro salute. Un'altra delle cause è addebitabile alla Varroa che tra l'altro induce gli apicoltori a ripetuti trattamenti e a trovare soluzioni diverse da quelle convenzionali. Ma sicuramente tra le cause figurano anche l'insalubrità del territorio, l'utilizzo di erbicidi (anche a livello istituzionale), la diffusione di ogm (non in italia), l'utilizzo di alcune cultivar poco "attrattive" (girasole), la selezione genetica delle api regine, l'inquinamento elettromagnetico e soprattutto il ruolo determinante di alcuni fitofarmaci sistemici contenenti molecole neonicotinoidi, l'uso indiscriminato dei quali non fa male soltanto alle api, ma all'ambiente e a molte altre forme viventi, compreso l'uomo".
"In Umbria, dove i progetti ApeNet e BeeNet hanno consentito di istituire una rete di controllo permanente del fenomeno - conclude Dottorini -, è necessario tenere altissima la guardia e la strada maestra è sicuramente quella di dare subito seguito a quanto suggerito dalla Commissione europea per puntare sempre di più su un agricoltura sostenibile, rispettosa dell'ambiente e della salvaguardia della biodiversità, promuovendo buone pratiche apistiche e colturali. Allo stesso tempo per valorizzare questo prodotto è necessario studiare gli ecosistemi nei quali vengono già prodotti mieli ed in particolare quelli uniflorali, per costituire un marchio Igp attraverso lo studio dei pollini in essi presenti. Importante è inoltre la promozione del recupero ambientale di alcune aree abbandonate con l'introduzione di piante autoctone o naturalizzate ad elevato potenziale mellifero e fioriture scalari, per garantire alle colonie di api cibo durante tutta la stagione e produzioni di alta qualità. Le api sono preziose alleate dell'uomo e dell'ambiente e ci forniscono delle indicazioni importantissime sullo stato di salute del nostro pianeta. Non possiamo permetterci di perdere il loro prezioso contributo e dobbiamo mettere in atto azioni straordinarie per garantire loro sopravvivenza e salvaguardia".

Perugia, 14 marzo 2013
"Il Comune di Città di Castello faccia la sua parte e venga a sostenere la nostra proposta. Adesso fare squadra per difendere i cittadini di Riosecco e Trestina"

INQUINAMENTO POZZI. DOTTORINI PRESENTA EMENDAMENTI A DAP E BILANCIO PER AIUTI A FAMIGLIE COLPITE DA DISASTRO AMBIENTALE

"Siamo passati dalle parole ai fatti. Abbiamo presentato un emendamento al Dap e una proposta per la manovra di Bilancio 2013 a tutela delle famiglie e dei cittadini coinvolti nell'inquinamento dei pozzi privati che ha colpito in particolare il comune di Città di Castello nelle zone di Riosecco e Trestina. Adesso ci aspettiamo che Sindaco e Giunta tengano fede alla parola data e vengano in audizione in Consiglio regionale a sostenere la mia proposta a favore dei cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo Idv a Palazzo Cesaroni e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, annuncia di aver presentato una proposta di emendamento a Dap e Bilancio per consentire di erogare aiuti e incentivi alle famiglie colpite dall'inquinamento dei pozzi, costrette di fatto ad un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Mercoledì 13 marzo, alle ore 9.30, presso la sede del Consiglio regionale dell'Umbria i sindaci di tutte le città della regione, assieme ad altri soggetti, sono stati invitati a portare il proprio contributo in sede di audizione al Dap, il documento di programmazione che predispone i finanziamenti della Manovra di Bilancio.
"Ci siamo assunti un impegno preciso davanti ai cittadini - aggiunge Dottorini -, abbiamo quindi intenzione di portarlo a termine fino in fondo, a costo di essere i soli a sostenere una battaglia di giustizia ed equità, che vede cittadini e famiglie dover sostenere spese a nostro avviso non dovute per risolvere una situazione di inquinamento da trielina rispetto alla quale non hanno alcuna responsabilità. È giusto ricordare che i cittadini di Riosecco e Trestina, secondo l'ordinanza emessa dal sindaco Bacchetta, non solo non possono usare l'acqua del pozzo per usi domestici, ma neppure per innaffiare l'orto, venendo privati quindi di diritti fondamentali e costretti di fatto all'allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Quella che proponiamo è una soluzione lineare ed economicamente sostenibile: aumentare i canoni per le aziende che imbottigliano l'acqua minerale, che attualmente sono a dir poco irrisori, e destinarne i proventi all'aiuto delle famiglie che hanno subito un danno ambientale difficilmente quantificabile".
"Adesso - conclude Dottorini - è il momento di fare squadra e il Comune di Città di Castello deve armarsi di coerenza e assumersi le proprie responsabilità, venendo a Perugia a difendere e sostenere la nostra proposta per il bene dei cittadini tifernati e dell'intera regione. Individuazione dei responsabili e bonifica dell'area inquinata sono le priorità e devono procedere di pari passo con un indennizzo per chi, in questi momenti di gravi crisi economica, si trova costretto a sostenere spese ulteriori rispetto a Imu, bollette e ordinari balzelli cui i recenti governi ci hanno abituati".

Perugia, 11 marzo 2013 
"Non è con la protervia o con le prove di forza che si affrontano le controversie. Ripresenteremo i nostri emendamenti su acqua e rifiuti in Aula"

AURI. DOTTORINI: E' BASTATO UN EMENDAMENTO A FAVORE DI ACQUA COME BENE COMUNE E

"Se al partito di maggioranza relativa è bastato un emendamento a favore dell'acqua come bene comune per indurlo a bocciare un'intera legge proposta dalla giunta, significa che c'è in giro qualche nervosismo di troppo. Quanto avvenuto ieri in commissione è grave soprattutto perché vede come protagonista il partito di maggioranza relativa. Una cosa è certa: noi continueremo a batterci per l'acqua come bene comune privo di rilevanza economica e per una gestione dei rifiuti che persegua la strategia 'rifiuti zero', innanzitutto ripresentando i nostri emendamenti in Aula. Nessuno può pensare di fare carta straccia della volontà di 27 milioni di italiani che si sono espressi attraverso un referendum storico". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini risponde ai colleghi Locchi (Pd) e Buconi (Psi) che oggi hanno tentato di giustificare il proprio voto contrario che ha portato alla bocciatura del disegno di legge della giunta regionale sull'Ambito unico dell'acqua e dei rifiuti (Auri).
"Sono dell'idea - continua Dottorini - che occorrerebbe affrontare le questioni con meno protervia. Di solito è con il dialogo e con il confronto che si affrontano le controversie, non con le prove di forza. In questo modo si rischia di inaugurare una condotta consiliare molto discutibile e persino pericolosa. Se non si accetta di discutere nel merito, ma si bocciano i provvedimenti ogni qual volta passi qualche emendamento non condiviso, rischiamo di balcanizzare i rapporti consiliari, con contraccolpi evidenti sulla credibilità della maggioranza e dell'esecutivo. Tanto più che i nostri emendamenti, approvati dalla commissione, dovrebbero essere condivisi da tutte le forze di centrosinistra perché parlano di beni comuni e pubblicizzazione dei servizi. L'obiettivo è quello di segnare un punto politico sul tema della gestione pubblica dell'acqua e su una corretta gestione dei rifiuti. Ribadire tali principi avrebbe avuto il merito di porre con forza una questione politica che anche a livello nazionale non può più essere ignorata".

Perugia, 28 febbraio 2013
"Bene decisione Giunta. Territorio tutelato da mire esclusivamente edilizie ed industriali"



"E' una vittoria dei cittadini e delle associazioni ambientaliste. Con l'apposizione del vincolo paesaggistico, che abbiamo sostenuto in maniera determinata sin dal primo momento, la Giunta regionale rende merito alle battaglie dell'associazione Pan Kalon e di chi ha avuto la lungimiranza di credere nelle potenzialità della filiera ambiente-turismo-cultura come volano per i nostri territori". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo Idv e sostenitore della battaglia del comitato Pan Kalon attraverso numerose interrogazioni consiliari, commenta la notizia dell'emanazione da parte della Regione Umbria della "dichiarazione di notevole interesse pubblico" per una parte del comune di Panicale che sarà quindi sottoposto a tutela e valorizzazione paesaggistica.
"Si è trattato di un percorso irto di ostacoli e intrapreso con la sola forza del buonsenso e dell'amore per l'ambiente e per la propria terra. Con questa saggia decisione - afferma Dottorini - si mette finalmente un punto fermo, tutelando il territorio da chi avrebbe forse preferito approfittarne per mere speculazioni edilizie e industriali. Per questo la scelta della Regione è giusta ed opportuna. L'economia dell'Umbria trova il suo perno nella filiera turismo-ambiente-cultura e non è accettabile che venga messa in discussione la tutela dei suoi gioielli ambientali e culturali. Anche per questo motivo crediamo che il vincolo paesaggistico possa mettere un freno alla deriva cementizia che colpisce non solo Panicale, ma tanti dei nostri borghi e dei nostri fondovalle".

Perugia, 15 febbraio 2013
Presentato pacchetto di emendamenti: "Gestione pubblica dell'acqua, partecipazione cittadini e strategia rifiuti zero diventino principi irrinunciabili"

AURI. DOTTORINI: RISPETTARE ESITO REFERENDUM SU ACQUA E GARANTIRE GESTIONE RIFIUTI NELL'INTERESSE DI CITTADINI E AMBIENTE

"La volontà che milioni di cittadini hanno espresso con il referendum sull'acqua deve essere al centro di ogni riorganizzazione dei servizi. Quindi gestione pubblica del servizio idrico ed eliminazione del 7 per cento in bolletta sono i punti irrinunciabili da cui partire. Inoltre va garantita la massima partecipazione dei cittadini e degli utenti, una gestione dei rifiuti ispirata alla strategia 'rifiuti zero' e la separazione dei soggetti gestori tra chi si occupa della raccolta dei rifiuti e chi dello smaltimento finale". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo Idv, illustra il pacchetto di emendamenti al disegno di legge della Giunta regionale che istituisce l'ente regolatore unico regionale, Auri (Autorità umbra per rifiuti e idrico).
"Abbiamo introdotto nella discussione in commissione il tema del rispetto del risultato referendario - spiega Dottorini - chiedendo che venga riconosciuto in maniera chiara e inequivocabile che l'acqua è un bene comune e un diritto umano essenziale. La Regione ne deve garantire l'approvvigionamento a ciascun cittadino, assicurando il diritto al minimo vitale giornaliero, pari a 50 litri giornalieri gratuiti per persona, inserendo richiami espliciti all'esito referendario. La gestione del servizio idrico deve essere pubblica e deve essere eliminata dalla tariffa la componente della remunerazione del capitale, cosa ancora inapplicata. I nostri emendamenti inoltre insistono sulla garanzia della partecipazione dei cittadini, sia richiamando il rispetto delle norme nazionali che ne stabiliscono le modalità, sia prevedendo la partecipazione in seno alla consulta regionale per il servizio idrico e dei rifiuti di rappresentanti degli utenti, delle associazioni ambientaliste e dei movimenti per l'acqua. Infine, sul tema dei rifiuti, chiediamo che tra i principi che dovranno ispirarne la gestione vi sia un riferimento esplicito alla strategia 'rifiuti zero' e che la gestione della raccolta e quella dello smaltimento finale siano affidati a gestori distinti, per evitare evidenti conflitti di interessi".
"Ci auguriamo - conclude Dottorini - che la Giunta regionale e la prima commissione sappiano cogliere la portata delle nostre proposte, in grado di conferire a questo disegno di legge un carattere di lungimiranza e di rispetto per milioni di cittadini che con forza hanno affermato come la pensano sulla gestione dei servizi pubblici locali".

Perugia, 13 febbraio 2013
 

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