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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ultime notizie in Ambiente

Secondo il rapporto di Cittadinanzattiva la tariffe sarebbero aumentate del 4,3 per cento rispetto all'anno precedente e del 51 per cento rispetto al 2007. Giunta chiarisca

SERVIZIO IDRICO. DOTTORINI:

"Il costo del servizio idrico in Umbria risulta uno dei più cari in Italia. Ancora una volta infatti i dati messi a punto da Cittadinanzattiva inchiodano la nostra regione a un tutt'altro che lusinghiero terzo posto nella classifica nazionale delle regioni con le bollette più pesanti. Occorre che la Giunta dia qualche spiegazione o smentisca questi dati portando elementi precisi e circostanziati in grado di giustificare questo stato di cose". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta il dossier annuale dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva per il 2014, pubblicato oggi.
"Secondo il nuovo rapporto di Cittadinanzattiva per l'anno 2014 - spiega Dottorini - le tariffe per l'acqua pubblica nella nostra Regione sarebbero aumentate in media del 4,3 per cento, passando dai 421 euro del 2013 ai 439 del 2014, confermando il terzo posto nella graduatoria delle regioni con il più alto costo dell'acqua pubblica per i cittadini. Il dato peggiora ulteriormente se confrontato con quello del 2007 quando il costo a carico dei cittadini era inferiore del 51 per cento. Sempre stando al rapporto di Cittadinanzattiva - continua Dottorini - salta subito all'occhio il dato relativo alla dispersione di rete, che nel 2014 in Umbria avrebbe raggiunto il 40 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media nazionale del 37 per cento e con un aumento di un punto percentuale sul 2013. Questo nonostante gli investimenti (oltre 12 milioni di euro negli ultimi anni) e le azioni messe in campo dalla Giunta regionale. Se è vero, come continua a ripetere l'Assessore che l'Umbria negli ultimi anni ha realizzato interventi strutturali enormi quali il rinnovamento di otto sistemi acquedottistici, tra cui Montedoglio, la Pasquarella e il lago Trasimeno e Bastia, non si capisce come mai continui ad aumentare il dato della dispersione idrica".
"Adesso - conclude Dottorini - ci aspettiamo azioni conseguenti e una maggiore volontà di incidere attraverso le aziende di gestione da parte dell'assessorato. Non si può continuare a sbandierare l'eliminazione dalle bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se poi i risultati sono questi. L'idea di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico appare sempre più fondata. Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni".

Perugia, 20 marzo 2015

"Regione e comuni facciano sentire forte la propria voce contro questa opera altamente impattante e pericolosa. Governo faccia marcia indietro"

INFRASTRUTTURE. DOTTORINI: "ESPLOSIONE ABRUZZO DEVE INDURRE TUTTI A UN RIPENSAMENTO SUL GASDOTTO SNAM BRINDISI-MINERBIO"


"Quanto avvenuto in Abruzzo dovrebbe indurre governo e regioni ad un ripensamento riguardo a opere insostenibili, come il gasdotto Brindisi-Minerbio. Realizzare opere di tale portata in aree a rischio frane e ad alta vulnerabilità ambientale e sismica comporta rischi altissimi che devono essere valutati con ben altra attenzione rispetto a quella manifestata fino ad oggi dal governo. Speriamo almeno che l'esplosione di Pineto serva a un ravvedimento e che almeno le regioni interessate all'attraversamento del gasdotto facciano sentire con voce forte la propria contrarietà a un tracciato che si conferma come irrazionale e pericoloso". Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria Migliore, commenta così l'esplosione avvenuta in Abruzzo a seguito della una frana su un gasdotto in provincia di Teramo.
"Evidentemente le preoccupazioni di comitati civici e ambientalisti non sono campate in aria. Di fronte a questa evidente realtà tutti devono essere indotti a un ripensamento e a mettere in discussione i presupposti e le modalità realizzative del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio. Il Consiglio regionale dell'Umbria si è già espresso in proposito nel settembre scorso, impegnando la Giunta a dare parere negativo al tracciato proposto dall'azienda e a ricercare soluzioni alternative e meno impattanti, evitando che il Governo proceda senza ascoltare i territori. Ma i risultati finora appaiono alquanto deludenti e il Governo Renzi ha asfaltato ogni tentativo di riportare sui giusti binari una discussione che era finalizzata quanto meno a ridurre il danno, individuando tracciati meno impattanti e meno pericolosi. Sappiamo che sul tratto Foligno-Sestino si è già svolta la prima Conferenza dei servizi e che le regioni Umbria e Abruzzo hanno correttamente dato parere negativo al progetto, mentre pare che nessuno dei comuni umbri interessati fosse presente. Il che è indicativo della sensibilità e della lungimiranza di chi dovrebbe difendere i cittadini e un territorio particolarmente fragile e vulnerabile come quello del cuore verde d'Italia".
"Il progetto - ricorda Dottorini - prevede l'attraversamento per 120 chilometri dei territori di Cascia, Norcia, Preci, Sellano, Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga e Città di Castello, intersecando numerosi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale come il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. L'impatto sarebbe tutt'altro che trascurabile, considerando le dimensioni del tubo che sarebbe pari a 1,2 metri di diametro e che dovrebbe essere calato in una trincea profonda cinque metri cui corrisponderebbe, come area direttamente interessata dai lavori, una servitù di gasdotto coincidente con una striscia di terreno di oltre 40 metri. Sempre secondo gli elaborati progettuali si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Settori di fondamentale importanza per l'economia della nostra Regione e dei territori interessati".

Perugia, 6 marzo 2015

E45 autostrada: un fiume di No sul Consiglio regionale

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Un fiume di firme è cascato stamattina su palazzo Cesaroni, fino ad arrivare nella sala del Consiglio regionale: quelle degli 8500 cittadini che hanno pronunciato un chiaro NO alla trasformazione della E45 in autostrada. Il comitato promotore della petizione ha consegnato i moduli raccolti al presidente Eros Brega, chiedendo di aprire alla partecipazione degli umbri la decisione su un'opera che lascerà alla nostra regione solo devastazione e pedaggio. Un colpo insostenibile per le economie familiari e imprenditoriali, il tutto contro la volontà dei cittadini e solo per accarezzare gli interessi di pochi. 





"Così facendo si alimenta il sospetto che vi sia qualcosa di impresentabile in questo atto, gettando sale sulle ferite sociali e ambientali che dilaniano la nostra regione"

RIFIUTI. DOTTORINI:

"Spero sia solo uno scherzo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria Migliore) commenta le dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente Silvano Rometti che martedì ha presentato l'aggiornamento al Piano rifiuti al tavolo dell'Alleanza per lo sviluppo affermando che l'atto "potrebbe essere assunto con una delibera di giunta e non necessiterebbe di passaggi partecipativi e consiliari".
"L'idea che qualcuno possa soltanto ipotizzare di modificare nei suoi elementi strutturali il Piano dei rifiuti senza passare per il Consiglio regionale è del tutto priva di ragionevolezza e manifesta un'idea singolare delle prerogative dell'Assemblea legislativa. Lasciamo da parte il fatto che non vi sia stato alcun confronto di merito all'interno della coalizione di maggioranza, ma è bene ricordare che il Consiglio regionale esattamente un anno fa ha approvato una mozione che impegnava la Giunta a a produrre entro e non oltre il mese di giugno 2014 una proposta di adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti. Sarebbe davvero paradossale se oltre all'inammissibile ritardo, la Giunta ignorasse completamente la volontà dell'Assemblea legislativa e approvasse senza alcun confronto, a due mesi dalla scadenza elettorale, la proposta elaborata".
"Non tutto è sbagliato nelle modifiche che vengono proposte - aggiunge Dottorini - e da parte mia c'è sempre stata una disponibilità ad esaminare nel merito le questioni sul tappeto. Tuttavia vi sono elementi di forte criticità che non possono essere bypassati con un escamotage procedurale. Occorre che l'adeguamento del Piano regionale dei rifiuti venga attuato con un passaggio in Consiglio regionale, tirando fuori dai cassetti degli uffici regionali tutta la verità sul futuro ambientale e impiantistico della nostra Regione. Così facendo, la Giunta non fa altro che aumentare il sospetto che vi sia qualcosa di impresentabile in questo atto, gettando sale sulle ferite sociali e ambientali che dilaniano la nostra regione da anni. Al contrario noi riteniamo che da un adeguato confronto e da un serio dibattito consiliare potrebbe scaturire qualcosa di positivo per le prerogative ambientali dell'Umbria. Spero che quanto già avvenuto sul regolamento per le fonti rinnovabili sia stato d'insegnamento e che non si voglia di nuovo riproporre un improduttivo clima di scontro totale che non aiuterebbe certo la soluzione dei problemi".

Perugia, 4 febbraio 2015

"Necessarie politiche disincentivanti l'uso del mezzo privato su gomma, ma anche incentivare chi decide di trasformare la propria auto a metano o Gpl, come ha fatto la vicina Toscana"  
 
AMBIENTE. DOTTORINI: "PENSARE A ESENZIONE BOLLO PER AUTO A METANO E GPL, OLTRE CHE PER ELETTRICHE E IBRIDE

"Credo sia utile che la Regione verifichi la possibilità di esentare dal pagamento del bollo auto quei cittadini che compiono la scelta di trasformare la propria vettura da benzina o diesel a metano, con la conseguenza di abbattere l'inquinamento e avere un'impronta meno pesante sull'ambiente. Altre regioni lo hanno già fatto, non vediamo perché l'Umbria non possa provare a fare la stessa scelta". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria migliore, lancia la proposta di prevedere, nella prossima finanziaria regionale, l'abbattimento o la riduzione della tassa di circolazione per tutti quei veicoli a benzina e diesel che saranno convertiti a metano o gpl. 
"Accanto a politiche virtuose sulla mobilità e alla necessità di disincentivare l'uso del mezzo privato su gomma, dobbiamo studiare meccanismi in grado di dare una spinta ai carburanti meno inquinanti. Oltre alle auto elettriche o ibride, purtroppo di ancora modesta diffusione, devono essere prese in considerazione anche metano e gpl dal momento che risultano in grado comunque di ridurre il tasso di sostanze inquinanti presenti nei gas di scarico prodotti dai motori a combustione interna, con un sicuro vantaggio per la qualità dell'aria e per la salute dei cittadini. Infatti il fatto che la verde Umbria vanti il triste record di auto in rapporto alla popolazione e che anche nelle piccole città si registrino frequenti sforamenti dei parametri ambientali deve indurci a politiche conseguenti. Studi internazionali e nazionali, ma anche rilevazioni dell'Agenzia regionale Arpa, - ricorda Dottorini - ci dicono che combustibili come metano e gpl sono esenti da Pm10 e benzene, producono dal 25 al 10 per cento in meno di anidride carbonica rispetto alla benzina tradizionale e al diesel e dal 40 al 10 per cento in meno di monossido di carbonio. Diminuiscono della metà anche gli ossidi di azoto e in generale metano e gpl hanno prestazioni ambientali migliori perché entrambi hanno una combustione molto efficiente. Agenzie europee poi ci confermano che metano e gpl risultano ultimi nella classifica per quanto riguarda le emissioni climalteranti determinate dai combustibili per auto, considerato tutto il ciclo di vita del combustibile, dal pozzo alla ruota dell'auto".
"Per questo - continua Dottorini - chiediamo alla Giunta di valutare ogni possibilità per predisporre misure finalizzate all'esenzione del bollo per quei cittadini che acquistano auto elettriche o ibride, ma anche per chi decide di trasformare la propria auto a metano o a gpl, esattamente come hanno fatto altre regioni d'Italia, tra cui la vicina Toscana".
 
Perugia, 29 gennaio 2015
"Il Consiglio grande di Perugia boccia senza appello il progetto del Governo. Pedaggio e devastazione ambientale incontrano la ferma opposizione dei cittadini"

E45. DOTTORINI: UN CORO DI NO SEPPELLISCE LA TRASFORMAZIONE IN AUTOSTRADA. LA POLITICA NE PRENDA ATTO E RITIRI PARERE FAVOREVOLE

"Il Consiglio comunale di ieri ha dimostrato in maniera inequivocabile come la pensano i perugini in merito alla trasformazione della E45 in autostrada. Gli interventi che si sono susseguiti hanno seppellito sotto una valanga di No ogni ipotesi di trasformazione in autostrada della E45. Sarebbe utile che la politica ne prendesse atto e non indugiasse oltre a ritirare il consenso a quest'opera insensata". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria Migliore, commenta gli esiti del Consiglio comunale di Perugia sull'ipotesi di trasformazione in autostrada della E45. Tra i 23 interventi neppure uno ha difeso il progetto. 
"Dove sono finiti i favorevoli al progetto? - si chiede il consigliere regionale che da sempre si batte contro questo mostro progettuale -. Dove sono finiti i soggetti che da sempre difendono l'opera? Evidentemente hanno altri canali per convincere le forze politiche, dal momento che ieri nessuno ha avuto il coraggio o gli argomenti per venire a difendere l'autostrada a pedaggio. O più smplicemente le ragioni del sì sono così fragili e minoritarie da non poter essere rappresentate pubblicamente". 
"La giornata di ieri - prosegue Dottorini - ha messo definitivamente in evidenza lo scollamento che c'è fra i rappresentanti delle istituzioni che in questi anni a grandissima maggioranza hanno sostenuto il progetto e l'opinione pubblica che non ha mai smesso di manifestare tutta la propria contrarietà a quest'opera assurda che avrà ripercussioni pesantissime sull'ambiente, sul paesaggio e sulle tasche dei cittadini e delle imprese. Le 8mila firme già raccolte contro il progetto autostradale sono un segnale inequivocabile che andrebbe colto  senza esitazioni. Tra l'altro c'è da segnalare che gli intervenuti hanno dimostrato di essere molto ben informati sul progetto e sulle conseguenze che avrebbe su cittadini e territorio la realizzazione dell'opera, nonostante la mancanza di luoghi di discussione e di informazione a cui solo noi abbiamo cercato di supplire attraverso materiale informativo e notizie volutamente sottaciute, come l'esosità del pedaggio previsto".
"Ora  - conclude il presidente di Umbria Migliore - ci aspettiamo che la Giunta di Perugia sia coerente con quanto emerso dal Consiglio di ieri e ritiri al più presto il parere favorevole dato a suo tempo a questa opera. E' il momento che tutte le istituzioni si  allineino con il sentimento di una larghissima fetta di popolazione regionale che dalle piazze, firmando la petizione popolare, sta chiedendo a gran voce a Regione e a tutti gli enti locali coinvolti di fare un passo indietro rispetto a questo delirio infrastrutturale".

Perugia, 27 gennaio 2015

"Ripercussioni pesantissime su ambiente, paesaggio e tasche dei cittadini. Il Consiglio comunale si allinei col sentimento popolare e chieda il ritiro del progetto"

E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI: PERUGIA DICA NO A PROGETTO FOLLE CHE LASCERÀ ALL'UMBRIA SOLO DEVASTAZIONE E PEDAGGIO 

"Spero che i consiglieri comunali e gli amministratori di Perugia oggi sappiano correggere la rotta rispetto a quanto avvenuto in passato e prendere le distanze da un'opera assurda che avrà ripercussioni pesantissime sull'ambiente, sul paesaggio e sulle tasche dei cittadini. Sarebbe un grave errore perseverare nel sostenere a tutti i costi un progetto che non aveva senso venti anni fa, ma che oggi appare arcaico e sconsiderato". È quanto dichiara il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore), portando la propria valutazione rispetto ai temi del Consiglio comunale aperto di Perugia sulla E45 autostrada.
"Oggi il consiglio comunale di Perugia - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - avrà la grande occasione di allinearsi con il sentimento di una larga fetta di popolazione regionale che dalle piazze, firmando la petizione popolare, sta chiedendo a gran voce a Regione e a tutti gli enti locali coinvolti di fare un passo indietro rispetto a quest'opera devastante e costosa. Ormai è chiaro a tutti che i privati coinvolti investiranno per la realizzazione dell'opera solo in cambio di un pedaggio salatissimo a carico dei cittadini. Tutti, compresi i residenti. I numeri relativi alle tariffe che verranno applicate ci parlano di un autentico salasso che si ripercuoterà sui bilanci, già fortemente provati, di famiglie e imprese. E' ormai noto che la Regione ha evitato di chiedere l'esenzione per gli umbri, anche perché non avrebbe potuto farlo dal momento che questa materia, come ha più volte ricordato lo stesso assessore Rometti, è potestà statale, non regionale".
"Oggi - ricorda Dottorini - sono sul campo tutte le informazioni necessarie per far cadere quegli alibi e quelle ambiguità che in questi anni hanno consentito a tanti Comuni di esprimere il proprio consenso alla realizzazione dell'opera. Per questo è necessario che la città di Perugia prenda atto della minaccia che grava sui cittadini e sui territori, pronunciando un No forte e chiaro a questo folle progetto. Ci auguriamo che il consiglio comunale non perda questa preziosa occasione".

Perugia, 26 gennaio 2014

E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI: PERUGIA DICA NO A PROGETTO FOLLE CHE LASCERÀ ALL'UMBRIA SOLO DEVASTAZIONE E PEDAGGIO
"Anni di impegni non mantenuti da parte di enti locali, regionali e statali. Adesso occorre che la Regione si faccia carico del problema e dica cosa intende fare"



"Il bacino del Rio Grande di Amelia necessita di interventi urgenti e risolutivi e va restituito al più presto alla comunità amerina come un bene di cui poter usufruire a fini turistici ed ambientali". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e Presidente dell'associazione Per Un'Umbria Migliore, annuncia di aver presentato una interrogazione urgente in cui chiede alla Giunta regionale se e come intende farsi carico delle dighe Para e Ponte Grande attraverso opere e disposizioni che ne garantiscano un effettivo e completo recupero, evitando così che le due antiche strutture vengano dismesse e che il bacino del Rio Grande venga condannato a inesorabile degrado.
"Sono anni ormai - prosegue Dottorini - che si susseguono impegni da parte degli enti locali per la rivalutazione dell'area, ma ad oggi il bacino è quasi completamente interrato a causa dei grossi quantitativi di fango che vi si sono depositati nei lunghi e ripetuti periodi di abbandono. Per questo è necessario che la Regione faccia sapere se è intenzionata a farsi carico di un intervento o se tutto verrà lasciato in abbandono. Già a gennaio 2014 un'ordinanza della Protezione Civile ha chiesto alla Regione Umbria di manifestare il suo interesse per la gestione della diga sul Rio Grande dichiarando altrimenti l'intenzione di provvedere in breve tempo alla dismissione dello sbarramento. Ma non ci risulta un'autentica presa di coscienza dei rischi che il bacino sta correndo. Per questo occorre un rapido pronunciamento del governo regionale, anche per dare seguito a quanto promosso dalle principali associazioni ambientaliste che hanno raccolto più di tremila firme su una petizione attraverso la quale i cittadini chiedevano a enti locali e Regione impegni precisi e puntuali per giungere ad una soluzione definitiva del problema".
"L'area del Rio Grande - conclude il Presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - potrebbe rappresentare una grande risorsa per l'Amerino e per l'intera regione in termini turistici ed ambientali. La Regione deve farsi carico una volta per tutte del problema e tentare soluzioni efficaci e tempestive per restituire questo bene al territorio e ai suoi abitanti".

Perugia, 23 gennaio 2015

Scarica l'interrogazione
"Il Consiglio regionale si è già espresso su questa materia respingendo ogni possibilità di utilizzo di biomasse, rifiuti o altro materiale inquinante"

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI: RICONVERTIRE CENTRALE ESCLUDENDO OGNI IPOTESI DI COMBUSTIONE. REGIONE E COMUNE EVITINO POSIZIONI AMBIGUE

"Occorre riconvertire la centrale di Gualdo Cattaneo escludendo ogni ipotesi di combustione. Il Consiglio regionale si è già espresso su questa vicenda prevedendo in maniera esplicita l'esclusione di ogni possibilità di utilizzo di biomasse, rifiuti o altro materiale inquinante. Da lì occorre ripartire per individuare proposte sostenibili che siano davvero in grado di coniugare la necessità di mantenere i posti di lavoro, con progetti di green economy e di promozione di un territorio vocato al turismo e all'eccellenza agroalimentare". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Per un'Umbria Migliore, commenta gli esiti del Tavolo tecnico finalizzato alla riconversione dei siti produttivi Enel in Umbria che si è riunito il 13 gennaio scorso.
"E' fondamentale - ha aggiunto il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale - che le istituzioni facciano sentire la propria voce in maniera chiara e senza ambiguità dando ad Enel un'indicazione decisa per il superamento di ogni ipotesi di combustione. E' necessario individuare proposte sostenibili che non penalizzino le imprese locali e chi in quel territorio vive e lavora. Per questo è fondamentale che qualunque scelta venga condivisa con i cittadini che per troppi anni hanno visto completamente sottovalutate le proprie opinioni ed è fondamentale che Comune e Regione non rimangano passivi ad attendere le decisioni di Enel, ma svolgano un ruolo attivo, fissando paletti ben precisi che escludano tassativamente qualsiasi forma di combustione. Le istituzioni devono far sentire ad Enel la propria voce e battersi a fianco dei cittadini perché la centrale di Bastardo diventi il fiore all'occhiello per la nostra regione, l'esempio di un modo nuovo di produzioni in armonia con il territorio".

Perugia, 15 gennaio 2015
"Comune e Regione fissino paletti che escludano tassativamente qualsiasi forma di combustione. Avanti con green economy ed eccellenze agroalimentari"

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI: SUPERARE OGNI IPOTESI DI COMBUSTIONE, MOZIONE REGIONALE DEL 2007 ESCLUDEVA BIOMASSE GUALDO CATTANEO. DOTTORINI: SUPERARE OGNI IPOTESI DI COMBUSTIONE, MOZIONE REGIONALE DEL 2007 ESCLUDEVA BIOMASSE
Alcuni momenti dell'assemblea che si è svolta a Gualdo Cattaneo il 15 dicembre 2014

"E' fondamentale che le istituzioni facciano sentire la propria voce sul futuro della centrale di Gualdo Cattaneo dando ad Enel un'indicazione chiara e decisa: occorre garantire il superamento di ogni ipotesi di combustione". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Per un'Umbria Migliore, commenta le vicende che riguardano il futuro della centrale di Gualdo Cattaneo, oggetto di una partecipata assemblea che si è svolta a Ponte di Ferro e che ha visto la partecipazione del Sindaco, dell'assessore comunale all'ambiente e di numerosi cittadini.
"Dopo le tante e fantasiose ipotesi sul futuro della centrale di Gualdo Cattaneo che si sono susseguite negli anni - spiega Dottorini - è necessario iniziare a ragionare su proposte sostenibili che siano davvero in grado di coniugare la necessità di mantenere i posti di lavoro, con progetti di green economy e di promozione di un territorio vocato all'eccellenza agroalimentare. Si dice che Enel entro febbraio metterà in campo il progetto di rilancio dell'area. E' fondamentale che qualunque scelta venga condivisa con i cittadini che per troppi anni hanno visto completamente sottovalutate le proprie opinioni ed è fondamentale che Comune e Regione non rimangano passivi ad attendere le decisioni di Enel, ma svolgano un ruolo attivo, fissando paletti ben precisi che escludano tassativamente qualsiasi forma di combustione".
"Quello di Gualdo Cattaneo - prosegue il presidente della commissione Bilancio - è un territorio che ha già dato troppo in termini di inquinamento, disagi e forse anche in termini sanitari. Non va inoltre dimenticato che l'area della centrale è lontana dalle principali vie di comunicazione, che l'impianto attuale è vecchio ed obsoleto e rappresenta ormai un pezzo di archeologia industriale che necessita di una riconversione verso attività più coerenti con la vocazione turistica e agroalimentare del territorio. Il Consiglio regionale nel 2007 approvò una mozione, che mi vede come proponente, in cui è previsto in maniera esplicita che non si possa riconvertire la centrale di Bastardo a biomasse e inoltre che non vi si possano bruciare rifiuti o altro materiale inquinante ulteriore rispetto a quello già in uso. Da lì si riparte. Le istituzioni devono far sentire ad Enel la propria voce e battersi a fianco dei cittadini perché la centrale di Gualdo Cattaneo diventi il fiore all'occhiello per la nostra regione, l'esempio di un modo nuovo di produzioni in armonia con il territorio".

Perugia, 19 dicembre 2014
 

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Raccolta differenziata in Umbria - Rapporto 2013

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